Mercoledì 23 Febbraio il Consiglio Comunale di Aosta ha approvato un ODG che definisce gli obiettivi e gli indirizzi operativi sul PNRR per la nostra città. Un passaggio decisivo perché mette nelle condizioni la Giunta e la macchina amministrativa di agire e partecipare ai bandi che il Governo nazionale sta promulgando, disponendo gli atti operativi necessari.
Si tratta di cogliere l’opportunità di investimenti enormi che, se ben spesi, disegneranno da qui al 2026 (termine ultimo entro il quale le opere devono essere ultimate) un’Aosta molto diversa.
Un’Aosta ecologica, attrattiva, sostenibile, più vivibile e dinamica.
Una Aosta motore di un nuovo modello di sviluppo economico e sociale per l’intera Regione.
 
COSA DICE L’ODG DEL CONSIGLIO
L’ODG indica, sul piano della programmazione, della progettualità e della realizzazione concreta, i traguardi da raggiungere, gli strumenti e le risorse da impiegare per strutturare la macchina ammnistrativa e le collaborazioni da istituire per dare qualità alle progettazioni.
È frutto dell’impegno del gruppo di lavoro UDP (Unità di Progetto) del Comune, composto dalla Giunta, dai Dirigenti e dai tecnici dell’amministrazione e da sei Consiglieri Comunali. Il gruppo ha lavorato in questi mesi per capire la complessità amministrativa che si è determinata con il PNRR e per calarla nella realtà del nostro municipio e del nostro territorio.
Quartiere Cogne, quartiere Dora, teatro Giacosa, centro del riuso, area F8, centro sportivo Tzamberlet, housing sociale, digitalizzazione della PA, efficientamento energetico dei luoghi pubblici sono solo alcuni degli ambiti territoriali o tematici sui quali lavoreremo.
Per farlo l’ODG delibera di avvalersi della collaborazione del Politecnico di Torino e di costituire, tramite APS, una nuova struttura di progettazione e di gestione dei progetti che assumerà le competenze necessarie per realizzarli.

Nel dibattitto in Consiglio ho espresso la mia soddisfazione, personale e del gruppo PCP, per questo passaggio. Il comune di Aosta, anche confrontandolo con altre amministrazioni sul piano nazionale, può tranquillamente dire che è in partito bene e che è pronto alla sfida. Una sfida enorme che, chiunque conosca anche solo superficialmente la situazione degli enti locali nel nostro paese, sa essere molto difficile.

COME NASCE QUESTO LAVORO
L’UDP, ho ricordato, nasce da una idea di Progetto Civico Progressista per concretizzare quell’assunzione di responsabilità collettiva, sia tecnica che politica, di cui tutti parlano. L’obiettivo era quello di costruire un luogo dove diversi livelli, diverse responsabilità e competenze potessero confrontarsi nella ricerca di soluzioni concrete, senza negare le differenti visioni, ma anche senza le strettoie maggioranza/minoranza proprie delle dinamiche politiche in Consiglio. Abbiamo voluto questo gruppo di lavoro composto da un membro per gruppo consiliare proprio per sottolineare una assunzione di responsabilità collettiva straordinaria. Esperimento riuscito perché abbiamo elaborato un percorso virtuoso che continuerà anche nei prossimi mesi.
Gli obiettivi strategici di fondo rimarranno naturalmente quelli legati al programma di Governo di Ottobre 2020 ma con la consapevolezza che non si possono immaginare i prossimi appuntamenti del PNRR come una ordinaria amministrazione.

In Consiglio ho proposto i 4 snodi che, a mio parere, dovranno essere tenuti presenti. Nodi trasversali, attenzioni e criteri di verifica che dovranno essere sempre presenti nelle progettazioni concrete.

ESSERE CONSAPEVOLI
Il primo attiene alla CONSAPEVOLEZZA. Tutti vedono nel PNRR una enorme occasione per l’Italia e per la Valle d’Aosta. Una occasione per “spendere” dopo anni di ristrettezze e tagli. Pochi pensano a questa occasione con la profondità e l’estensione che sarebbe necessaria.
Gli investimenti che faremo, nel brevissimo periodo che ci è concesso dal PNRR, sono tutti investimenti che andranno ad incidere sulle “ossa e sulle articolazioni” della nostra comunità e intercetteranno le vite dei cittadini e delle cittadine di Aosta per i prossimi 30 anni.
Sarebbe quindi criminale accontentarsi di una “abile gestione” con il solo scopo di vincere i bandi e spendere i soldi… “purchessia”. Aosta non deve diventare un “bandificio” con l’angoscia di partecipare a tutti i costi, anche se non serve e non è utile per la vita futura delle Aostane e degli Aostani. Occorre mettere in campo una visione di medio periodo, troppe volte persa per strada dalla politica, per fare scelte per il futuro e non solo per l’oggi.
Il PNRR è una occasione unica per riconquistare qualità dell’azione ammnistrativa ma, forse soprattutto, per riconquistare credibilità alla politica.

RADICALMENTE ECOLOGISTI
Il secondo è quello AMBIENTALE. L’urgenza e la drammaticità dei cambiamenti climatici ci impongono scelte radicali. Ancor di più oggi che la guerra in Europa ci pone di fronte ad una crisi energetica che sarebbe comunque arrivata, ma che ora si propone anche come tragedia umanitaria, economica e democratica. Non possiamo più tergiversare né immaginare una “gradualità” che è diventata improvvisamente irrealistica e controproducente. Chi si oppone adducendo ragioni economiche e la necessità di conservare l’attuale modello di sviluppo non si rende conto che, in particolare per la Valle d’Aosta, non c’è economia senza ambiente e che proprio il nostro modello di sviluppo è la più grave minaccia. Il PNRR deve aiutarci a cambiare ed è per questo che saranno necessarie scelte forti e nette.

PNRR COME MEZZO PER COMBATTERE LA DISPARITÀ
Il terzo snodo attiene alla PARITÀ DI GENERE. Gli investimenti che si metteranno a frutto nei prossimi anni genereranno un forte indotto economico ma anche sociale e istituzionale. Se vogliamo uscire dalla retorica e dalle celebrazioni simboliche occorre che il gap civile e sociale che ancora ci portiamo dietro nella parità di genere diventi il metro di misura dell’efficacia dei nostri investimenti. Pensiamoci bene: quale migliore occasione per agire nel concreto, partendo da zero, sul gender gap, sull’occupazione femminile, sui tempi di vita e di lavoro, sui linguaggi, sugli stili e sulle modalità con i quali disegniamo la nostra socialità. Non una generica attenzione o una semplice retorica quindi, ma un criterio stringente, e organizzato a monte, per valutare l’operato della PA da qui al 2026. Ecco perché ho proposto di immaginare da subito criteri progettuali e sistemi di monitoraggio adeguati.

INNOVARE LA PA
Il quarto e ultimo snodo attiene al cambiamento e all’INNOVAZIONE NELLA PA. C’è molto da fare ma digitalizzazione, sburocratizzazione e formazione mi sembrano gli obiettivi centrali per poter uscire da questa fase di cambiamento con una pubblica amministrazione più vicina ai cittadini e più efficace nel rispondere ai bisogni quotidiani. Hardware e software, strumenti e intelligenze sono a nostra disposizione. Buone prassi e innovazioni da sperimentare.
Lavoriamo insieme.

Fabio Protasoni
Capogruppo PCP Comune di Aosta