
Leggeva tantissimo Ida Desandré. Per lungo tempo quasi solo libri di storia e memoria della deportazione poi, dopo il ritorno a Belsen dove aveva ritrovato intero l’orrore dell’esperienza della deportazione, quasi solo romanzi d’amore. Glieli metteva da parte Piero, il suo libraio di fiducia, oppure andava a cercarseli nella Biblioteca di Viale Europa, a pochi passi da casa sua. Quella Biblioteca che l’Assessore a istruzione e cultura del Comune di Aosta, Samuele Tedesco, di Progetto Civico Progressista, ha proposto di intitolarle. Alla deportata, certo, alla donna capace di trasmettere alle giovani generazioni il senso profondo di quell’esperienza, ma anche alla lettrice appassionata.