L’instabilità politica e la fine anticipata della legislatura hanno impedito di mettere mano alla revisione della normativa in materia di agricoltura, agriturismo e ospitalità rurale, al fine di semplificare, e facilitare le attività integrative, come peraltro già avviene in diverse altre Regioni.
Però, grazie al lavoro di Rete Civica, nella legge 8 entrata in vigore IL 13 luglio 2020, all’art. 85 recante “Proroghe e semplificazioni in materia di agricoltura e commercio” sono state inserite e sono ora in vigore due importanti disposizioni:
“Nei pressi di strutture agrituristiche possono essere previsti spazi aperti destinati all’insediamento temporaneo di un massimo di tre tende o caravan, per un massimo di nove persone ospitate, alle quali siano riservati un servizio igienico, una doccia e un lavabo.”
“In deroga a quanto disposto dall’articolo 4, a tutte le aziende agricole, che già non siano scritte nell’elenco degli operatori agrituristici, è consentito proporre la degustazione dei soli prodotti aziendali, accompagnati da pane e vino del territorio, a un massimo di venti persone al giorno, per la cui presentazione e somministrazione sono consentiti l’uso della cucina dell’abitazione e l’impiego unicamente di stoviglie monouso in materiale biodegradabile e compostabile, con l’osservanza delle prescrizioni generali di carattere igienico-sanitario di cui all’articolo 30-bis della legge 9 agosto 2013, n. 98.”
Due modesti ma decisivi passi in avanti per consentire agli agricoltori di ogni settore di sentirsi sempre più protagonisti del proprio futuro, di poter immaginare introiti integrativi derivanti dalla valorizzazione dei propri prodotti, e agli operatori agrituristici che fanno ristorazione di poter avviare anche un’attività di accoglienza.
Il viticoltore potrà stappare e offrire in degustazione i propri vini, il produttore di Fontina DOP, di Fromadzo o di caprini potrà proporre taglieri ai visitatori, senza timore di essere fuori legge.
L’emendamento che introduce le nuove disposizioni ha ottenuto 19 voti. Una parte del Consiglio uscente preferisce ancora avere gli agricoltori succubi, richiedenti favori, questuanti anziché protagonisti.