C’è, anzi forse c’era, un servizio di autobus, pagato dalla Regione, cioè da tutti i contribuenti, che da ben tre anni è oggetto di “sperimentazione”: opera ad intermittenza, va e viene, si intensifica e si dirada, si allunga e si restringe, appare e poi scompare. E non si comprende in base a quale logica. Non di certo il bisogno degli utenti che sembra stare all’ultimo posto nei criteri delle apparizioni e delle scomparse.

Si tratta del collegamento notturno gratuito con autobus fra Pont-Saint-Martin-Aosta-Courmayeur. Era partito nel novembre 2019 come servizio sperimentale per pochi mesi, poi è stato prorogato, poi la tratta Aosta-Courmayeur è scomparsa, poi due interruzioni di alcuni mesi, poi ripresa e altre proroghe, sempre in via “sperimentale”.

E poi arriviamo all’ultimo capitolo che si svolge nell’arco di un mese, fra il 30 novembre ed il 29 dicembre, con due decisioni della Giunta totalmente opposte.

Il 30 novembre con Deliberazione n. 1545 la Giunta stabilisce che la sperimentazione è finita e che si è giunti alla conclusione che il servizio è ottimo e deve essere stabilizzato; viene quindi deliberata la sua conferma per tutto il 2023, per 364 giorni.

Scelta discutibile, visto che poche corse erano veramente utilizzate, mentre in varie altre gli autobus giravano praticamente vuoti. Le consigliere regionali di PCP avevano più volte chiesto dati e chiarimenti sia sulla frequentazione sia sui motivi per cui quel servizio di trasporto pubblico notturno fosse gratuito, mentre tutti gli altri servizi di autobus sono a pagamento. Il 21 settembre 2022, rispondendo all’ultima interpellanza della consigliera Minelli sulla materia, il Presidente Lavevaz, facente funzioni di Assessore, aveva detto che il servizio era indispensabile, anzi ottimo.

Poi, il penultimo giorno dell’anno, la sorpresa. Il servizio notturno Pont-Saint-Martin-Aosta è soppresso. Non sospeso provvisoriamente, totalmente soppresso. La grande domanda di utenza di pochi mesi prima è improvvisamente scomparsa oppure la motivazione va ricercata altrove? Dove? Lavevaz, sollecitato a dare una risposta, ha detto che la soppressione del servizio è determinata da difficoltà operative del gestore del servizio. In pratica Vita e Arriva che hanno gestito per anni la sperimentazione avrebbero ora improvvisamente perso ogni interesse. E allora? I servizi pubblici si attivano solo quando (e come) fanno comodo a chi li gestisce?

La disinvoltura della Giunta regionale nell’istituire servizi, mantenerli senza cercare di razionalizzarli, e poi farli improvvisamente scomparire è stupefacente. Si delibera una stabilizzazione del servizio e neppure un mese dopo lo si sopprime!

Attendiamo spiegazioni e risposte su una vicenda sconcertante nel modo di gestire i servizi pubblici.