13 ESPONENTI DELL’AREA PROGRESSISTA FIRMANO UN APPELLO AI CONSIGLIERI REGIONALI PER UNA LARGA INTESA TRASVERSALE

La Valle d’Aosta sta attraversando una grave crisi politica che è anche una grave crisi di tenuta del nostro sistema democratico.
Le indagini Geenna e Egomnia hanno evidenziato la presenza, attiva ormai da molti anni, di cosche mafiose operanti in Valle d’Aosta che agiscono per infiltrarsi in importanti luoghi decisionali in modo da ricavarne vantaggi illeciti per i loro sodalizi.
Dalle carte emerge che esponenti politici di vari raggruppamenti si sono rivelati disponibili a contatti e comportamenti inquietanti e pericolosi che la magistratura sta vagliando. Una vicenda che ha avuto un impatto enorme e che impone alla politica valdostana una capacità di reazione forte, assumendo provvedimenti e ricercando strumenti adeguati per contrastare il fenomeno.
Gli accadimenti di questi ultimi mesi caratterizzati dalle dimissioni del Presidente della regione e altre figure di primo piano della vita politica e amministrativa sollecitano la necessità del ricorso ad un voto anticipato rispetto alla scadenza elettorale naturale. È una esigenza improrogabile che deve rispondere alla diffusa domanda di rinnovamento.
Quanto accaduto in questi ultimi mesi si accompagna però ad una lunga stagione di instabilità politica che mina la forza e la coerenza di una azione di governo necessaria e indispensabile ad assicurare all’intera comunità regionale le condizioni di coraggiose e lungimiranti politiche per lo sviluppo economico, culturale e territoriale.
Il ricorso alle urne, non può quindi avvenire in un modo affrettato sulla base delle vecchie regole elettorali che hanno dimostrato di non garantire la necessaria stabilità politica.
Si tratta di una motivata preoccupazione in una Regione che ha bruciato ben otto maggioranze e altrettante Giunte regionali in sei anni e mezzo.
A pagare il prezzo più alto di questa situazione di precarietà è il mondo del lavoro, la scuola, la sanità, l’assistenza agli anziani, il terzo settore, ovvero la parte più esposta della nostra società verso la quale invece dovrebbe essere più alto il nostro senso di responsabilità.

Oggi occorre scrivere una pagina nuova della vita politica valdostana. Occorre farlo rapidamente, in modo da andare a votare nel prossimo autunno garantendo una maggiore stabilità di governo e creando anche le condizioni per una nuova fase di equilibrato sviluppo della Valle d’Aosta.

E’ un compito che il Consiglio Regionale deve assumere con alto senso di responsabilità accantonando per alcuni mesi contrapposizioni e divisioni e ricercando, con spirito costituente, una larga e trasversale intesa per una breve e incisiva stagione di riforma istituzionale.

Ci appelliamo dunque al Consiglio Regionale e chiediamo nell’interesse dell’intera comunità regionale di:
-Approvare la riforma della forma di governo.
Su questo tema la Prima Commissione consiliare ha già fatto una istruttoria approfondita. Sono necessarie alcune ulteriori riflessioni, ma è ora possibile arrivare celermente all’approvazione di una legge che consenta governi di legislatura, impedisca ribaltoni, accordi sottobanco, avvilenti cambi di casacca e dia la possibilità agli elettori non solo di scegliere una lista, ma anche di decidere la maggioranza e possibilmente i vertici del governo regionale. Sappiamo che esistono posizioni diverse e allora l’invito pressante è di ricercare e trovare entro il prossimo mese di marzo una sintesi condivisa. Data l’importanza della materia è comunque bene che sia l’intero corpo elettorale ad esprimersi tramite un referendum popolare da svolgersi in primavera.
-Norma di attuazione per l’idroelettrico a tutela delle acque valdostane.
La riattivazione dei lavori della Commissione Paritetica Stato-Regione su vari punti e, in particolare, sull’emanazione di una Norma di attuazione dello Statuto per affidare alla legislazione regionale la possibilità di disciplinare la procedura per le concessioni delle grandi derivazioni di acque, è fondamentale per il futuro della Compagnia Valdostana delle Acque. Anche questo è un tema su cui ci può ed anzi ci deve essere una ampia convergenza operativa, a tutela di interessi per la nostra comunità e per rafforzare l’autonomia regionale.
-Approvare la proposta di riforma della legge 6 / 2014 sull’esercizio associato dei servizi comunali.
L’esigenza di fare la riforma ha già indotto il Consiglio ad istituire una Sottocommissione che comprende le varie componenti e che si è data una tempistica serrata. E’ un lavoro che va affrontato e concluso in tempi brevi, con una proficua collaborazione con gli Enti locali, in modo da permettere alle nuove amministrazioni comunali che usciranno dal voto del prossimo mese di maggio di impostare in modo corretto il lavoro dei prossimi cinque anni.
-Approvare una riforma del Regolamento del Consiglio Valle.
Da anni è emersa l’esigenza di una modifica di varie norme che disciplinano l’attività del Consiglio regionale, ci sono proposte che attendono di essere esaminate e votate per avere un Consiglio più operativo, meno verboso, più produttivo. Si tratta quindi di attivare la Commissione per il Regolamento, forti di una volontà largamente condivisa, di varare le correzioni e di portarle al voto del Consiglio.
-Approvare la legge regionale istitutiva dell’Osservatorio antimafia.
L’iter della pdl presso la competente Commissione consiliare è ormai in dirittura d’arrivo. Occorre passare rapidamente alla discussione e approvazione in aula della legge, che è diventata ancor più importante e urgente dopo quanto emerso dalle due indagini Geenna e Egomnia.

Auspichiamo dunque la realizzazione da parte del Consiglio regionale di un lavoro condotto con uno spirito costituente e la nascita di una Giunta unitaria con il compito di accompagnare e portare a compimento questa breve stagione di lavoro legislativo su cui fondare una nuova fase della vita politica e amministrativa, da avviare con le elezioni regionali anticipate in autunno con cui riprenderà la normale dialettica democratica fra maggioranza e minoranza.
Quella cui assistiamo è una crisi superabile solo con spirito unitario, oltre la logica delle sterili contrapposizioni. L’Autonomia della Valle d’Aosta e il suo avvenire oggi dipendono anche da questa assunzione di responsabilità.
Aosta 22 gennaio 2020

Ornnella Canesso Piero Ferraris Mauro Fioravanti Paolo Momigliano Levi Fabio Protasoni Guido Piovano Giacinta Prisant Elio Riccarand Dina Squarzino Eugenio Torrione Ugo Venturella Ilio Viberti Cleta Yeuillaz

Per adesioni scrivere a appellointesaistituzionale@gmail.com