Alla Assemblea di Pcp, riunitasi giovedì 16 settembre in modalità telematica, c’è stata un’ampia partecipazione e moltisono intervenuti esprimendo la propria opinione.
Per la precisione si sono collegate 58 persone, quindi oltre il 60% dei componenti totali dell’organismo; esponenti di Rete Civica, Area Democratica, Partito Democratico e indipendenti. Sono intervenute oralmente o con brevi dichiarazioni scritte 39 persone. La discussione è andata avanti per oltre tre ore e tutti quelli che lo desideravano hanno potuto esprimersi. Bastano questi pochi dati per smentire lenervose dichiarazioni alla stampa del Commissario del Pd che, pur essendo intervenuto lungamente in Assemblea, non è stato convincente e successivamente ha lanciato accuse infondate. Non c’è nessun “gruppo proprietario di Pcp”, ma esiste un luogo vero di analisi politica, partecipazione e responsabilità con lo scopo di rappresentare l’ampia area progressista che crede e lavora per il progetto civico progressista.
Due punti sono stati sottoposti fin dall’inizio alla valutazione della Assemblea:
- giudizio negativo sulla Risoluzione approvata dal Consiglio straordinario con la decisione di ricorrere alla Corte Costituzionale contro la sentenza della Corte dei Conti sulla vicenda Casinò;
- necessità di arrivare alla verifica politica regionale anche usando lo strumento della non partecipazione alle riunione di maggioranza fino allo svolgimento della verifica stessa.
Su questi due punti si sono espresse a favore 34 persone,contro 4, mentre in un intervento c’è stato un sì ma con qualche riserva. L’orientamento degli intervenuti alla Assemblea è stato quindi chiarissimo.
La posizione largamente maggioritaria emersa non è piaciuta a tutti, ma un dato è risultato in tutta la sua evidenza: sono ben poche oggi le aggregazioni politiche valdostane in grado di coinvolgere ogni trimestre una sessantina di persone in valutazioni politiche. Pcp ha questa forza perché l’ha costruita con ormai un anno e mezzo di attività finalizzata a creare momenti di unità e di confronto programmatico.
Nel complesso dunque una buona Assemblea per qualità e quantità. Dispiace la posizione di chi, essendo risultato in netta minoranza con le sue tesi, non riconosce il valore dell’orientamento assembleare, sminuisce l’apporto di chi è intervenuto, non cogliendone il senso politico. Rimaniamo convinti che Pcp debba continuare a fondarsi su una ampia partecipazione dei cittadini e che gli eletti debbano agire nella reale rappresentanza degli elettori e delle elettrici e in coerenza con i contenuti programmatici.
Purtroppo accanto ai tanti che costruiscono ci sono sempre alcuni che si dedicano con passione all’azione distruttiva.