SPERANDO DI ESSERE ANCORA IN TEMPO E AUGURANDOCI POSITIVE RICADUTE ANCHE LOCALI
✅ Dopo decenni di accuse agli ambientalisti di “catastrofismo”, la somma di catastrofi provocata dalla negazione o minimizzazione delle ricadute ambientali di scelte economiche, politiche e amministrative sbagliate ha reso evidente a tutte le persone in buona fede che è ora di cambiare strada. Sperando di essere ancora in tempo.
✅ I Governi nazionali e regionali hanno intanto continuato imperterriti a violare le normative europee di contenimento dei danni ambientali e hanno dovuto pagare le relative sanzioni (tanto le pagano i cittadini, mentre i guadagni vanno dove vanno).
✅ Il Ministero della transizione ecologica proposto al Presidente del Consiglio Mario Draghi dai delegati di Greenpeace, Legambiente e WWF, da Liberi e Uguali e dal Movimento 5 Stelle può rappresentare la fine di queste cattive pratiche. Il modello, già sperimentato in altri paesi europei, prevede l’accorpamento dei dicasteri dell’ambiente e dello sviluppo economico ma dovrebbe essere suo compito verificare la congruità e compatibiltà ambientale di tutte le iniziative di governo.
Gli ambientalisti hanno chiesto che il processo di transizione ecologica riguardi anche i lavori del G20, che quest’anno l’Italia presiede, e l’utilizzo dei fondi di Next Generation EU.
✅ Il Ministro incaricato, Roberto Cingolani, è un fisico esperto di robotica e nanotecnologie, ciò che garantisce l’attenzione ai dati oggettivi e al contributo che la tecnologia può dare nella soluzione dei problemi ambientali. È già molto, anche se speriamo non sia il suo unico punto di vista.
👉🏻 Sembrerebbe ora naturale che la pratica della transizione ecologica avesse ricadute positive anche localmente. L’impegno ambientalista di Rete Civica, così spesso incompreso e contrastato, ne risulterebbe notevolmente agevolato.