“Da rimanere a bocca aperta! Il paese, con accorgimenti urbanistici rispettosi delle tipologie edilizie e materiali tipici della montagna, avrebbe potuto essere da fiaba”.
“Stride la bellezza della natura con l’obbrobrio urbanistico del paese”.
Sono due delle 350 recensioni sul Breuil inviate a Tripadvisor da visitatori e pubblicate su Internet. E ce ne sono tante ancor più severe.
Il mastodontico progetto “The Stone” ed i problemi di staticità di un enorme complesso condominiale di Cielo Alto hanno riportato all’attenzione dell’opinione pubblica lo scempio del Breuil, di come negli ultimi cinquant’anni si sia riusciti a trasformare una conca montana di straordinaria bellezza e naturalità in un luogo devastato dalla speculazione edilizia.
Dalla impattante ed eccessiva “Casa del Sole”, progettata dal celebre architetto Carlo Mollino, e realizzata nell’immediato dopoguerra, alle impressionanti colate di cemento dei tanti condomini di Cielo Alto, ai resti fatiscenti dell’hôtel Gran Baita, allo smisurato nuovo complesso Giomein, c’è ben poco al Breuil che si salvi, che permetta di cogliere una sinergia fra la bellezza della catena montuosa e una realtà urbana che, in realtà, attualmente comunica solo lo squallore delle grandi speculazioni edilizie.
Eppure si poteva fare diversamente e ci sono anche esempi di architettura ardita ed innovativa, come la villa Bontadini e l’Albergo-Rifugio Pirovano, che potevano indicare una strada per un buon inserimento della modernità.
Il fatto è che l’espansione edilizia è stata selvaggia, non è stata governata né dalla Regione Autonoma né dal Comune di Valtournenche ed è sorprendente che anche in questi mesi non ci sia stata una corale levata di scudi di fronte ad un progetto come il The Stone che aggraverebbe ulteriormente la situazione.
Il disastro è stato fatto, ma ora bisogna fermarsi e pensare a rimediare e a tornare indietro. Tutto deve essere rifatto, anche perché si tratta di condomini che saranno presto fuori norma dal punto vista energetico e da ristrutturare, Bisogna immaginare e progettare il Breuil per come potrà essere fra cinquant’anni, dicendo stop a nuovi grattacieli in stile Dubai, imponendo di abbassare i piani negli interventi di ristrutturazione, inventandosi un Breuil nuovo e più bello da realizzare nel tempo e da lasciare alle future generazioni.
Si può fare, a partire da oggi.