Fra quattro anni, nel 2029, le concessioni per l’utilizzo delle acque di 29 centrali idroelettriche di Cva scadono e si pone il problema delle nuove assegnazioni. La normativa italiana prevede che la competenza a disciplinare le modalità delle nuove concessioni sia delle Regioni che devono farlo con una propria legge regionale che rispetti comunque parametri nazionali ed europei.
Finora però la Valle d’Aosta non aveva la possibilità di legiferare perché lo Statuto speciale, all’art. 8, riservava ancora allo Stato la facoltà di definire modalità e procedure per le concessioni.
Dopo attesa di anni FINALMENTE il Consiglio regionale, il 28 gennaio 2025, ha potuto esaminare e approvare uno Schema di Norma di Attuazione che va a modificare lo Statuto e trasferisce la competenza in materia di concessioni di acque pubbliche, anche a scopo idroelettrico, alla Regione Autonoma. Lo Schema dovrà poi essere definitivamente recepito dal Governo italiano e trasformato in un Decreto legislativo,
E’ stato stupefacente constatare che il documento pur essendo di estrema rilevanza, non è neppure stato illustrato in Aula dal Presidente della Regione o altro componente della Giunta regionale, come si fa normalmente per atti importanti quali le leggi o gli atti amministrativi rilevanti. Politicamente una cosa vergognosa, ma non sorprendente perché in realtà tutta la vicenda ha visto una colpevole assenza di iniziativa dell’Union Valdôtaine e delle altre forze politiche cosiddette autonomiste. La mozione che, nel marzo 2019, ha avviato il percorso delle Norma di attuazione e che era stata approvata all’unanimità dal Consiglio, era stata predisposta da Rete Civica ed aveva come prima firmataria la consigliera Minelli, era stata sottoscritta da altri consiglieri ma di esponenti unionisti neanche l’ombra. Nel corso di sei anni, dal 2019 al 2024 ci sono state oltre dieci iniziative consiliari promosse da Rete Civica e PCP, nessuna dall’UV.
Un silenzio assordante che deriva dal fatto che i cosiddetti autonomisti non sanno che fare sulle concessioni in scadenza, non sanno in che direzione andare e quindi da sei anni sono in surplace.
Eppure il tema è urgente e incandescente, ne parleremo a breve. Intanto di seguito potete trovare l’intervento in Aula di Chiara Minelli del 28 gennaio 2025.