In conclusione, e riassumendo il ragionamento che ho cercato di fare, i punti salienti per un giudizio sul DEFR, non esaustivi perché ci sarebbe molto altro da dire, sono i seguenti.
Siamo in presenza di un serio problema istituzionale, una inversione dei ruoli fra un Consiglio, che dovrebbe indirizzare le scelte, ed una Giunta, che dovrebbe agire come un Esecutivo. Avviene il contrario. Come ho detto a titolo esemplificativo, citando quanto si afferma nel DEFR sul Tunnel del Monte Bianco, su Cime Bianche, su CVA, ecc…, ci sono fughe in avanti frutto di decisioni di Giunta e di intese politiche che bypassano il Consiglio regionale. Non è la prima volta che succede, non è una novità, ma non per questo si tratta di un dato meno preoccupante. Anzi lo è particolarmente per il fatto che ciò avvenga adesso, quando ci ritroviamo con un Presidente del Consiglio eletto in una lista progressista che dovrebbe valorizzare il ruolo del Consiglio, ed invece asseconda atteggiamenti mortificanti dei poteri dell’Assemblea. E da un punto di vista personale, mi permetta di dirglielo apertamente Presidente Bertin, questa è anche una forte delusione. Ormai dovrei esserci abituata ma ogni volta mi sconcertano certe sue involuzioni politiche, alcune delle quali macroscopiche.
Siamo in presenza di un DEFR di ordinaria amministrazione, senza sforzi di innovazione, disancorato da un Programma di Governo che anche per questo, o forse proprio per questo, appare fragile, contraddittorio e superficiale in troppi punti.
Ci sono poche scelte chiare e fra quelle poche alcune sono per noi decisamente sbagliate e dannose. Le ho già indicate, ma le ripeto:
- L’opzione seconda canna al Tunnel del Monte Bianco
- Il ritardo rispetto all’obiettivo di una VDA fossil fuel free al 2040
- Il ritardo nella impostazione di una corretta gestione dei rifiuti solidi urbani
- La fuga in avanti rispetto al progetto funiviario nel vallone Cime Bianche
- La previsione di significativi investimenti per produrre idrogeno da utilizzare nel TPL
- L’assenza di indirizzi e controllo rispetto a CVA
- Il perdurante e preoccupante silenzio sulla Norma di attuazione dello Statuto per le concessioni idroelettriche
Questo per quanto riguarda i settori che io ho esaminato, a cui si aggiungono quelli, altrettanto numerosi e importanti, di cui parlerà la collega Guichardaz.
Su quasi tutti questi punti presenteremo emendamenti o ordini del giorno nel tentativo di offrire comunque un contributo, con lo scopo di migliorare certi aspetti e di modificare alcune parti, e nella convinzione che ogni consigliere abbia il diritto-dovere di pronunciarsi, in particolare sui documenti programmatori. Anche quando è minoranza della minoranza, come mi è stato più volte ricordato, o quando rappresenta quelli che sono ritenuti “gli ultimi”.