Spiace constatare che il Gruppo Consiliare dell’Union Valdôtaine usi l’anniversario della morte di Chanoux per una bassa polemica provando a mistificare una situazione politica dove ci sarebbero dei “dialoganti” (loro) e dei “contrariati” (gli altri) che sbattono la porta sottraendosi al confronto.

Niente di più falso perché in questi sette mesi i nostri rappresentanti politici, in tutte le sedi, hanno continuamente e con ostinazione chiesto il confronto, esercitata la mediazione quando questo veniva concesso e fatto enormi sforzi per convincere e per adattare i nostri convincimenti a quelli degli altri.

Delibere, atti, posizionamenti sono stati sottoposti a verifica per cercare una sintesi, anche se troppe volte questo processo è stato unidirezionale.

Ci sono state delibere riscritte innumerevoli volte per venire incontro alle continue osservazioni e critiche il cui scopo era, sospettiamo, quello di bloccarle anziché migliorarle.

Ci sono dossier che sono fermi nelle commissioni da mesi e che non sono stati affrontati per mancanza di reale volontà.

Diverse volte gli autonomisti hanno votato con la Lega in barba al dovere di dialogo e di sintesi nella maggioranza.

Vogliamo ricordare le vicende legate alla leggina anti DPCM o quelle sulle discariche dove i consiglieri autonomisti si sono, per principio dichiarati contrari, ad esaminare una modifica legislativa che avrebbe evitato il pronunciamento della Consulta rifiutando in blocco – tranne il Presidente Lavévaz – di ascoltare ed esaminare le argomentazioni e le proposte? O i silenzi un po’ complici sulle affermazioni pubbliche “in libertà” di alcuni consiglieri di maggioranza dirette ad attaccare PCP e i suoi rappresentanti? Vogliamo ricordare la richiesta avanzata a Gennaio 2021 di un confronto fra forze politiche per “dialogare” sui nodi irrisolti e sulle frizioni in maggioranza che è ancora oggi inevasa?

Con onestà intellettuale e meno arroganza i consiglieri di UV dovrebbero riconoscere i fatti e le loro responsabilità.

La verifica politica e programmatica fra le forze politiche, e non solo fra i consiglieri, che compongono l’attuale maggioranza non è più rinviabile.

 

Rete Civica