ANCORA UNA VOLTA IN RITARDO

 

Da quando esiste il Documento di economia e di finanza regionale, cioè dal 2017, il DEFR valdostano in realtà non ha mai svolto le sue funzioni programmatorie. Non è mai stato elaborato e approvato con la tempistica giusta facendo veramente in modo, come dovrebbe essere, che contenesse le scelte essenziali della politica regionale, su cui poi basare la stesura del Bilancio di previsione pluriennale. Quest’anno l’approvazione arriva a metà ottobre, un po’ meglio degli scorsi anni, ma sempre in  ritardo.

 

SEZIONE III OBIETTIVI STRATEGICI

Quali sono? O meglio “Quali dovrebbero essere gli obiettivi strategici” di una Regione autonoma come la Valle d’Aosta che ha grandi poteri, grandi risorse, grande possibilità di incidere su tutto il territorio regionale e su tutto il tessuto economico e sociale? Chiara Minelli nel suo intervento ne ha individuati Otto:

  1. Governance della Regione autonoma, cioè definizione di un sistema elettorale che permetta stabilità amministrativa e una efficace azione di governo;
  2. Necessità di contrastare concretamente un cambiamento climatico molto pericoloso;
  3. Autonomia energetica.  Basata su fonti rinnovabili;
  4. Corretta gestione del territorio sotto l’aspetto urbanistico e nella gestione rifiuti;
  5. “Cura del ferro” (trasporto ferroviario);
  6. Un indirizzo chiaro di politica sanitaria e socio-assistenziale;
  7. Politiche per contrastare l’abbandono scolastico;
  8. Contrasto alla povertà.

Apparirà senz’altro sorprendente, ma nessuno degli otto punti sopra indicati compare come obiettivo strategico del Defr25-27, eppure ne sono elencati ben 44, ma non quelli di maggiore rilevanza strategica

 

LA SEZIONE IV SULLE SOCIETÀ CONTROLLATE

Fra i punti della sezione riguardanti le società partecipate e controllate da notare due aspetti:

  • Società impianti a fune” la priorità è individuata, come già nel Defr dello scorso anno, “nell’avvio dell’iter autorizzatorio di fattibilità tecnico-economica del collegamento intervallivo “Cime Bianche”. Una forzatura inaccettabile e illegittima visto che lo Studio realizzato due anni fa e costato mezzo milione di euro non è mai stato esaminato dal Consiglio regionale.
  • Questione CVA. Quello che c’è scritto nel Defr sul “Gruppo Compagnia valdostana delle acque” è un capolavoro di reticenza.  La “mission” originaria di Cva è ridotta a mezza riga (“produzione di energia pulita”), gli indirizzi che la Regione deve dare ad una società controllata non ci sono.