L’aggiudicazione dei lavori per elettrificare la ferrovia Ivrea-Aosta rappresenta un punto di non ritorno. L’opera si fa nonostante l’ostilità di unionisti e leghisti, è un piccolo/grande miracolo.
L’aggiudicazione dei lavori per l’elettrificazione della ferrovia Ivrea-Aosta ad un Consorzio di imprese per un importo di circa 80 milioni di euro è un atto che indica un percorso ormai definito che porterà la Valle d’Aosta ad inserirsi validamente nella rete ferroviaria italiana ed internazionale, che premia l’impegno e la tenacia del Comitato “La Valle d’Aosta Riparte” e di Rete Civica e che segna la sconfitta ormai irrimediabile dei tanti colonnelli e gufi che in Valle d’Aosta hanno osteggiato la realizzazione dell’opera.
Il progetto preliminare di elettrificazione era pronto già nel 2010, ma era stato accantonato dagli unionisti che avevano preferito puntare sui bimodali. Soltanto alla fine del 2016, grazie ad una Legge regionale nata da un’iniziativa popolare sottoscritta da oltre 7.000 elettori, è stato possibile cambiare indirizzo politico e riavviare il percorso dell’elettrificazione.
L’altro passaggio fondamentale è avvenuto fra novembre 2020 ed aprile 2021 quando, grazie all’azione della neo-assessora Chiara Minelli, è stato possibile inserire l’elettrificazione fra le opere finanziate dal PNRR. Un’azione puntuale e insistita nei confronti di RFI e del Ministero delle infrastrutture, condotta in Valle d’Aosta con il sostegno e la competenza dei dirigenti del Servizio Ferrovia, ma in totale solitudine politica. Anzi, con l’ostilità del capogruppo regionale dell’Union Valdôtaine, e con l’azione di disturbo del consigliere Restano e dei colleghi leghisti che agitavano la bandiera dell’uso alternativo dell’idrogeno. Azione che a Roma ha avuto esclusivamente l’importante sostegno della allora deputata Elisa Tripodi e della sua parte politica.
Quando nell’aprile 2021 la stupefatta maggioranza regionale si è resa conto che l’azione di inserimento dell’opera nel PNRR aveva avuto successo, Chiara Minelli è stata sottoposta ad un “processo” per aver rovinato il giocattolo bimodale.
E non si può neppure tacere dello scetticismo e dell’ostilità con cui la Lega valdostana ha seguito la vicenda, arrivando persino ad aggrapparsi alle rimostranze del comune di Ivrea per diffondere un documento disfattista sulle prospettive dell’elettrificazione.
Ora con l’aggiudicazione dei lavori, sappiamo che l’elettrificazione si farà, è un punto fermo di non ritorno. Ci saranno purtroppo alcuni anni di cantieri e di disagi per gli utenti e per il personale ferroviario, ma, terminata l’opera, ad Aosta potranno arrivare tutti i treni elettrici che circolano sulla rete italiana ed europea e non solo 5 bimodali di ben scarsa capacità di carico.
L’elettrificazione non è la soluzione di tutti i problemi, e ben lo sappiamo, ma nel corso dei lavori molto altro si potrà fare, e in parte è già programmato, per migliorare l’infrastruttura. Con i lavori dei prossimi tre anni e un investimento di circa 140 milioni di fondi statali ed europei, la ferrovia valdostana può diventare finalmente un’infrastruttura moderna ed efficiente.
Rete Civica è orgogliosa di aver sostenuto fin dall’inizio questo percorso e di averlo perseguito con tenacia ed efficacia. Ci saremo tutti nel 2026 al primo viaggio di un treno elettrico fino ad Aosta.