Rete Civica nei giorni scorsi, consapevole della gravità della situazione di emergenza sanitaria e delle conseguenze sociali ed economiche che si stanno drammaticamente concretizzando, ha attuato una ricognizione per elaborare una serie di proposte di intervento da portare all’attenzione, in primis, della 2° e della 5° Commissione, che, come avevamo auspicato sono state convocate per oggi.
Da subito ci è parso evidente che la priorità della politica fosse questa.
Ci aspettiamo che, in un clima depurato da ogni strumentalizzazione di parte e interesse elettorale, vengano approfondite e valutate, dalle altre forze politiche, per la loro capacità di reagire alla crisi e sostenere lo sforzo che ogni valdostana e ogni valdostano stanno facendo.
Così come noi faremo con ogni “buona proposta” da qualunque parte arrivi.
Di seguito il documento di Rete Civica
EMERGENZA CORONAVIRUS – RETE CIVICA
Premessa
L’emergenza Coronavirus, come risulta in modo diretto e inequivocabile dal sondaggio effettuato dalle organizzazioni di categoria, rischia di travolgere il tessuto economico della Valle d’Aosta. Allo stesso modo sono molte le famiglie in difficoltà nel fronteggiare la situazione emergenziale e nel far fronte alle scadenze finanziarie.
In modo particolare nel comparto turistico, la situazione è grave perché il mese di marzo sulla neve (sci nelle sue varie forme, escursioni, e giornate al sole) equivale ad agosto in estate. Ma anche bar e ristoranti di fondovalle ne stanno risentendo pesantemente, così come tutti gli esercizi commerciali, molte ditte artigiane e individuali e i tanti operatori free lance nei settori della cultura, dello spettacolo, dei servizi alla persona, ecc.
Gli operatori, soprattutto coloro che hanno fatto investimenti importanti di ristrutturazione, non riescono a pagare le rate dei mutui, le bollette, gli oneri fiscali, i fornitori. Devono decidere nel giro di questa settimana se licenziare i dipendenti (molti hanno già rescisso i contratti a termine).
Le conseguenze sociali di questa situazione, in termini di disoccupazione, povertà, disagio e di aumento dei bisogni sanitari saranno pesanti e si protrarranno nel medio periodo.
Riteniamo che occorra mettere da parte le divisioni per prendere in mano, in modo responsabile e condiviso, il difficile momento che la popolazione e l’economia valdostana stanno vivendo.
In questi ultimi giorni sono state formulate a livello nazionale e regionale (Governo, gruppi consiliari, forze politiche…) varie proposte che dovranno essere prese in considerazione e discusse in modo sereno e con spirito costruttivo.
Dobbiamo essere pronti a sostenere misure chiare, semplici, immediate, efficaci, integrando i provvedimenti governativi con disposizioni regionali mirate e straordinarie, in grado di rispondere con urgenze alle necessità emerse.
Proposte
1) sospensione, a semplice richiesta, delle rate di tutti i mutui bancari per 1 anno/18 mesi, posticipandole alla scadenza e senza oneri per imprese e famiglie;
2) garanzia di accesso al credito per le esigenze immediate, il pagamento dei fornitori e per evitare crisi di liquidità;
3) sospensione e successiva rateizzazione di tutte le bollette, per almeno sei mesi;
4) sospensione, e successiva rateizzazione, e parziale esenzione di tasse, imposte e contribuzioni (INPS, IMU, IVA, IRAP, IRPEF);
5) accesso per tutti i dipendenti agli ammortizzatori sociali (Cassa integrazione in deroga e Indennità di disoccupazione in deroga);
6) sostegno al reddito, per la durata della crisi, a favore delle piccole e micro imprese particolarmente danneggiate e per i lavoratori autonomi e free lance e per coloro che perderanno il lavoro a seguito della chiusura delle attività economiche;
7) potenziamento del sistema di monitoraggio sociale su tutti gli anziani che rimasti a casa da soli sono stati privati delle attività di socializzazione e di assistenza in cui erano inseriti. Vanno verificate le criticità del sistema del volontariato che assisteva queste persone e che deve poter continuare a farlo in sicurezza;
9) stanziamenti ad hoc per gli enti locali al fine di poter attivare servizi domiciliari in emergenza: gli enti locali devono essere messi in grado di poterlo fare anche in deroga a regolamenti in vigore (Isee, liste di attesa ecc.). Questo riguarda anche collocamenti d’urgenza in strutture residenziali, nelle situazioni di estrema solitudine.
Il reperimento delle risorse
Il Consiglio regionale dovrà reperire le risorse necessarie per far fronte all’emergenza e istituire un fondo apposito.
La straordinarietà dell’emergenza richiede l’introduzione di forme impositive e volontarie per l’acquisizione di risorse aggiuntive a cominciare da un prelievo di solidarietà sui grandi patrimoni e sui redditi elevati.
Rete civica ripropone anche la riduzione delle diarie e delle indennità di carica e di funzione dei consiglieri regionali onde alimentare con tali risparmi l’apposito fondo per l’emergenza.
Rete Civica
Aosta, 12/03/2020