Il Consiglio regionale del 18 ottobre ha approvato con 18 voti, e il contributo determinante dei consiglieri del Pd, il Disegno di legge 39, relativo al finanziamento dello studio sull’applicazione dell’idrogeno in ferrovia previsto dalla precedente assurda l.r.18/2021.
Il provvedimento è tornato all’esame del Consiglio perché, nella forsennata fretta della approvazione a luglio, non ci si era preoccupati della copertura finanziaria.
Le consigliere di PCP, Minelli ed E. Guichardaz, hanno con l’occasione presentato un emendamento volto a chiarire l’oggetto dello studio previsto dalla legge.
Infatti, nella formulazione attuale della legge e del successivo Avviso pubblico per affidare l’incarico, non si capisce se la tratta ferroviaria Ivrea-Aosta, per la quale è stato deciso l’inserimento dell’elettrificazione nel PNRR, faccia parte dello studio.
L’emendamento è stato respinto dopo che il capogruppo dell’Uv ha fatto intendere il suo “no” categorico. Nonostante le ripetute richieste di esplicitare in modo inequivocabile di quale porzione della tratta ferroviaria si dovrà occupare lo studio, anche questa volta non si è voluto dare una risposta.
Per il Presidente Lavevaz rimangono “fermi i già previsti interventi di elettrificazione della tratta Aosta-Ivrea”, ma contemporaneamente, in un’ottica comparativa afferma che nello studio si deve tener conto di tutto: pertanto anche di quella tratta!
Ma è una palese assurdità, visto che l’elettrificazione è stata decisa, progettata e finanziata.
A questo punto rimane una incognita interpretativa che neppure il Presidente del Consiglio, pur chiamato in causa, ha voluto chiarire.
L’unico oggetto della legge dovrebbe essere la tratta Aosta – Pré-Saint-Didier. Ma qui si aggiunge confusione a confusione, perché per questa tratta la Regione ha appena affidato uno studio di fattibilità per l’opzione tram-treno.
Due studi che si sovrappongono e vanno in direzione opposta!!
È stato riapprovato un provvedimento raffazzonato e assurdo.
La legge votata tre mesi fa senza che avesse la copertura finanziaria è ora stata riapprovata con una dotazione di 22.000 euro, per mettere un taccone ad una legge insensata, senza però chiarire il contenuto dello studio.