Emblematico anche per la Valle d’Aosta, il recente voto svizzero riguardo ad un importante referendum. Referendum che in Svizzera è il principale strumento della sovranità popolare, mentre in Valle d’Aosta la consultazione popolare è vista come un attentato al ruolo del Consiglio regionale, come è stato affermato anche di recente, quando a gennaio la stragrande maggioranza dei consiglieri si è opposta alla richiesta di referendum consultivo sulla riforma elettorale.
Domenica scorsa gli svizzeri si sono recati alle urne per pronunciarsi sulla “Legge federale sugli obiettivi in materia di clima”. Una maggioranza netta, quasi il 60% dei votanti, ha approvato la legge che si pone l’obiettivo di arrivare entro il 2050 all’azzeramento delle emissioni di gas serra su tutto il territorio della Confederazione.
Era stata l’Udc, il più importante partito della destra svizzera, a chiedere il referendum popolare invitando a votare “No” alla legge federale. Verdi, ambientalisti e progressisti si erano invece espressi per il “Sì”. La campagna referendaria è stata molto partecipata e i “Sì” al mantenimento della legge hanno infine prevalso nettamente ed in quasi tutti i Cantoni. Particolarmente forte il “Sì” nella Svizzera romanda, territorio che confina con la Valle D’Aosta.
Con questa decisione la Svizzera si allinea agli indirizzi dell’Unione europea, che prevede il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050. Con il “sì” di domenica si dovrà procedere ad una progressiva riduzione nel consumo di combustibili fossili e si dovrà accrescere la produzione di energie rinnovabili. In particolare la Svizzera si è impegnata ad arrivare rapidamente a zero emissioni nel campo dei trasporti e dei consumi domestici.
Conoscendo il rigore e la puntualità dei nostri vicini confidiamo che tali obiettivi saranno raggiunti. Abbiamo molti più dubbi sulla realizzazione dell’impegno che la Valle d’Aosta ha preso, con la roadmap Fossil Fuel Free del febbraio 2021, di arrivare all’eliminazione dei combustibili fossili in Valle d’Aosta entro il 2040. Occorrono azioni precise, ed occorre che il Piano Energetico e Ambientale della Regione (PEAR), attualmente nella fase di Valutazione ambientale strategica, sia molto concreto e stringente.
È una grande sfida, vediamo chi dei due, fra gli svizzeri e i valdostani. sarà più capace e coerente.