Ieri mattina il Consiglio regionale, dopo un tira e molla durato settimane, avrebbe dovuto discutere e votare la richiesta di referendum consultivo di iniziativa popolare, sottoscritta da 3363 cittadini valdostani per chiedere di potersi esprimere sulla forma di governo della regione, in particolare attraverso l’elezione diretta del Presidente, della sua maggioranza e del programma di governo vincolante.
Così non è stato, anzi, non si è nemmeno arrivati al dibattito generale, perché il capogruppo dell’Union valdôtaine ha detto NO, avanzando la richiesta di sospensiva, in quanto il quesito referendario, presentato dalla Presidenza del Consiglio (leggi Bertin, socio di maggioranza di Marguerettaz), è ritenuto dall’uomo del NO inammissibile e c’è bisogno di fare approfondimenti con esperti costituzionalisti. Non gli è bastato che la Commissione per i procedimenti referendari abbia rifiutato di esprimersi considerato che il referendum consultivo non è di sua competenza.
A sostegno del Signor NO, in perfetta sincronia, salendo su un tandem che abbiamo già adocchiato altre volte (e immaginiamo che vedremo ancora circolare), è intervenuto il dottor Azzeccagarbugli, alias il leghista Sammaritani, che con discutibili argomentazioni e inesistenti cavilli tecnici ha sostanzialmente bocciato la richiesta di referendum, rinviando l’esame della stessa sine die. UV e satelliti con la Lega hanno quindi stretto un asse contro la volontà di 3363 cittadini. A loro si sono aggiunti i consiglieri del PD e l’ex campione degli strumenti di democrazia diretta Bertin, che ancora una volta si sono adeguati, nonostante il segretario del PD avesse ripetutamente dichiarato che se la richiesta di referendum fosse approdata in aula l’avrebbero votata, e “dimenticando” di essere stati eletti in una lista che nel proprio programma aveva posto come uno dei punti fondanti proprio quanto è contenuto nella proposta di referendum. Infine si è accodato il consigliere Giano Bifronte (leggi Restano) che ha firmato per il referendum e fa parte di un movimento membro del Comitato per la riforma elettorale…ma in attesa di una poltrona assessorile, et donc…
Il Consiglio regionale ieri ha replicato la brutta pagina del 2007 quando gli autonomisti spezzarono le matite degli elettori. Ma questa volta non ha nemmeno permesso agli elettori di impugnarle, quelle matite. Continuiamo la battaglia, più convinti di prima.