Parliamo di industria perché  vogliamo parlare di lavoro nel nostro programma elettorale, il lavoro é la priorità insieme alla salute di questa complessa fase sociale.

Vogliamo un lavoro sicuro, stabile e dignitoso anche dentro la più grande azienda della Valle d’ Aosta ,dove é presente un cospicuo numero di dipendenti, giovani, con contratto a tempo determinato, il cui futuro lavorativo deve essere assicurato.

Per parlare di Cogne Acciai Speciali (CAS) é opportuno inquadrare i suoi attuali problemi nel contesto produttivo in cui si trova il settore siderurgico a livello europeo   a causa dei cali produttivi indotti dal Covid 19: – 40% di produzione nel primo trimestre dell’ anno e una previsione di un calo degli ordinativi pari al 70%.

Questo perché sono fermi i settori produttivi che chiedono acciaio come l’ automotive, le costruzioni, le infrastrutture, la filiera energetica e l’ aereospazio.

In questo difficile contesto la Cina ha aumentato nel primo trimestre dell’ anno la produzione d’ acciaio del più 1,3%, quindi il rischio reale é che la Europa si trovi ad importare acciaio a basso costo.

Dato che l’ Unione Europea  ritiene  la “siderurgia un asset strategico per la nuova industria europea” é pertanto urgente che la stessa si muova di conseguenza per evitare che questo settore strategico perda di autonomia e forza in Europa.

Per riqualificarsi in Europa e in Italia il settore siderurgico deve affrontare due nodi: una produzione compatibile con un politica energetica attenta al clima e raggiungere livelli qualitativi di produzione sempre più alti.

In Italia il settore siderurgico vive un momento difficile nei suoi tre più rilevanti stabilimenti: Piombino, Terni e Taranto il più grande stabilimento siderurgico di Europa a ciclo integrale, con tutti i problemi ambientali connessi.

Fanno eccezione le acciaierie del nord, tra cui CAS, che utilizzano il rottame di ferro tramite il forno elettrico e i cui livelli produttivi sono in ascesa.

Nell’ economia post covid il settore siderurgico, non dimentichiamoci che l’ Italia é un paese importatore di acciaio, può giocare un forte ruolo nel settore automotive per la produzione di auto elettriche nella prospettiva di un rinnovamento del parco automobilitisco nazionale; per il rilancio del trasporto urbano e su rotaia; nella infrastrutture tra cui la sostituzione dei viadotti in cemento con quelli in acciaio.

Ma per riqualificare la produzione di acciaio ( più resistenti anche alla corrosione e di più alta qualità) occorre una adeguata politica nazionale a favore della siderurgia.

In questo senso e molto importante il preannunciato dal Governo Piano Nazionale Acciaio che dovrebbe fruire anche dei fondi del recovery fund.

La Cogne Acciai Speciali con la sua gamma di oltre 200 tipi di acciai speciali, ora produce anche per Apple e l’ aereospace, é una punta di eccellenza nel settore, garantendo i più alti livelli occupazionali tra le industrie nella nostra Regione ed esporta oltre il 70% della sua produzione.

Ora sta soffrendo a causa della crisi dei mercati con un conseguente utilizzo della cassa integrazione.

Anche per questi motivi CAS deve essere seguita con grande attenzione dalle istituzioni regionale e locale affinché la più grande industria della Valle d Aosta abbia un futuro positivo grazie alla innovazione dei prodotti e dei processi produttivi.

Però, la gestione di CAS deve essere più lineare su alcuni punti: una costante attenzione alla questione ambientale, politiche occupazionali adeguate atte a svecchiare la sua forza lavoro, una diversa qualità nelle relazioni sindacali.

In poche parole il “Feeling” tra Aosta e la sua maggiore industria deve essere rilanciato, anche riducendo la persistenza separatezza tra le aree urbane che si trovano il centro urbano e  CAS e risolvendo a favore del personale l’ annoso problema dei parcheggi.

Enrico Monti