Il consigliere di semimaggioranza Claudio Restano, in combutta con qualche consigliere di opposizione e contando sul sostegno del Presidente della Commissione, Giulio Grosjacques, anche lui di semimaggioranza, confeziona un siluro per colpire PCP e la giunta Lavevaz.

Il giorno dopo che il progetto di elettrificazione della tratta ferroviaria Ivrea-Aosta è stato inserito nel PNRR, Restano ha presentato una Proposta di legge per dire: “Ma quale elettrificazione, puntiamo sull’idrogeno!”. La proposta di legge propone infatti di usare l’idrogeno per la mobilità ferroviaria in alternativa all’elettrificazione ed a tal fine prevede la realizzazione di uno studio.

La proposta è palesemente provocatoria visto che, proprio sulla base della legge regionale 22/2016, dell’azione costante degli anni successivi e della scheda approvata a novembre 2020 dalla Giunta Regionale, nell’aprile 2021 l’elettrificazione della tratta Ivrea-Aosta è stata inserita fra i progetti finanziati dal PNRR con una dotazione finanziaria di 110 milioni di euro e una tempistica di realizzazione stringente. Pensare ora di rimettere in discussione tale importante risultato è agire in modo scriteriato, ai danni della comunità valdostana.

La l.r. 22/2016 è nata da una iniziativa popolare sottoscritta da oltre 7.000 elettori, è stata votata all’unanimità dal Consiglio Regionale ed ha come punto qualificante l’elettrificazione della tratta Ivrea-Aosta. La legge Restano-Grosjacques intende sabotarla senza offrire nessuna prospettiva, visto che in Italia NON esiste attualmente nessuna linea ferroviaria funzionante ad idrogeno ed è una tecnologia che NON avrebbe senso applicare alla tratta Aosta-Torino, già in gran parte elettrificata.  Si vuole bloccare un investimento sicuro e definito nel tempo per tenere la Valle ancora per decenni in una situazione in cui si usano treni a trazione diesel che inquinano e costano di più.

Ma la vera finalità della legge è probabilmente tutta politica, ed ha poco a che fare con la ferrovia. Non a caso ha avuto una procedura ultra-accelerata nella Commissione presieduta da Grosjacques, mentre altri atti giacciono da tempo nei cassetti. L’intenzione è probabilmente di mettere in discussione il ruolo di PCP e delle sue proposte e accentuare la crisi di una maggioranza nata proprio sulla base di un accordo programmatico fra progressisti ed autonomisti.
Disegno distruttivo che accomuna malpancisti di maggioranza, che puntano ad un bel rimpasto, e le opposizioni, che sperano nel ribaltone.