Nella lontana estate del 1997 il Consiglio regionale, in una delle rare legislature che manifestò attenzione e impegno per la programmazione e pianificazione regionale, approvò una legge organica sul trasporto pubblico regionale che, in 69 articoli, dava un’impostazione complessiva al coordinamento dei vari settori del TRASPORTO PUBBLICO: autobus, ferrovia, impianti a fune, servizi a chiamata ecc., tutta la materia era ben disciplinata.
Lo strumento cardine individuato era il Piano Regionale dei Trasporti disciplinato dall’art. 2 della legge.
Sono trascorsi ben 24 anni ed il PRT non c’è ancora! Nonostante la necessità di avere una visione complessiva e nonostante i solleciti del Ministero delle infrastrutture, per decenni la Regione non si è preoccupata di elaborare e approvare il Piano.
Un cenno di risveglio si è avuto nell’estate del 2017 quando la Giunta ha avviato la procedura per affidare l’incarico per la redazione del PRT, poi dato alla società TPS di Perugia.
Alla fine del 2018 la bozza di PRT era pronta ed è stata pubblicamente presentata nella conferenza stampa del 16 aprile 2019, dopo di che del PRT si sono di nuovo perse le tracce per quasi due anni, fino a quando Chiara Minelli, diventata Assessora ai Trasporti, ha recuperato il dossier, ha chiesto un aggiornamento alla società TPS e l’ha portato all’esame della Giunta per avviare la procedura di Valutazione Ambientale Strategica, senza la quale il documento non può essere approvato dal Consiglio.
La Giunta però non ha approvato l’avvio della procedura di VAS e tutto è di nuovo fermo da ormai 4 mesi perché qualche consigliere di maggioranza storce il naso.
Di questo passo, visti i vari passaggi di VAS, Giunta, Commissione e Consiglio che ancora devono essere fatti, non si vede all’orizzonte la conclusione dell’iter.
Evidentemente avere strumenti di programmazione approvati non fa parte della cultura valdostana di governo, meglio scegliere caso per caso e giorno per giorno.
Succede nel settore del trasporto pubblico, ma non solo.