Abbiamo letto e riletto i Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri per il contenimento del Covid 19. Condivise le motivazioni di fondo (contenere l’epidemia) e capite le modalità (evitare contatti tra le persone), alcune perplessità sono da subito sorte su alcuni aspetti che riguardano la libertà del cittadino, diritto inalienabile secondo la Costituzione.

Inoltre non è facile rispettare le norme se sono espresse in modo generico. Per esempio che cosa significa di preciso “in prossimità della propria abitazione”? Non sarebbe meglio per tutti, cittadini e forze dell’ordine, precisare in metri o in tempo come hanno fatto altrove?

Abbiamo capito che non possiamo prendere la macchina, la moto o la bici per andare a fare una passeggiata in montagna. E già questo ci pare strano: se vado solo o con i miei coabitanti in un bosco o in un prato con le mascherine e rispetto le distanze da eventuali altri escursionisti o raccoglitori di cicoria che danno faccio? E se esco a piedi per fare attività motoria fino dove posso andare senza rischiare sanzioni? C’è chi le ha prese a 250 metri da casa!

I decreti distinguono l’attività motoria da quella ludico sportiva. La differenza non sta tanto nell’intensità del movimento ma nella finalità: l’attività ludico sportiva è organizzata, normata, si può svolgere in gruppo, contempla l’agonismo. L’attività motoria invece è da intendere in opposizione alla attività sedentaria e prevede un dolce incremento del metabolismo che, come ormai universalmente riconosciuto, fa bene alla salute.

Ora, nel decreto viene usato il termine un po’ desueto di jogging e lo si qualifica come attività sportiva non consentita. Per definizione, invece, il jogging rientra nell’attività motoria in quanto è un “un passeggio in forma di corsa a passo lento il cui scopo principale è aumentare il benessere fisico senza lo stress derivato dalla corsa vera e propria, che è più veloce”.

La domanda è: perché ai fini del contenimento del contagio è meglio zampettare come criceti attorno al proprio condominio per 30, 40, 50 volte e non allontanarsi di qualche metro in più? E poi, come ha ben evidenziato una petizione che sta raccogliendo moltissime adesioni, come si fa a vincolare alle stesse regole gli abitanti della grande città e quelli della montagna?

Comunque, sia ben chiaro, questo non è un invito ai turisti a venire a passeggio nei boschi valdostani!