Per motivare il nostro voto sui due disegni di legge devo fare qualche considerazione complessiva sull’insieme della manovra programmatica e finanziaria, che si realizza con il Defr votato a novembre e con le due leggi di oggi.
A novembre, analizzando il Defr avevo detto che eravamo in presenza di un documento che avevo definito di “ordinaria amministrazione”, un documento senza sforzi di innovazione, disancorato da un Programma di Governo che anche per questo, o forse proprio per questo, appariva fragile, contradditorio e superficiale in troppi punti.
Questo giudizio critico devo purtroppo confermarlo anche sulle due leggi oggi al nostro esame. Questo Bilancio è prevalentemente un esercizio ragionieristico, una lunga sequenza di cifre senza un’anima, senza una visione, senza l’ambizione di costruire una Valle d’Aosta migliore.
Eppure, come ho già avuto modo di dire, con la manovra finanziaria che si sta facendo con il Defr di novembre e ora con il Bilancio di previsione 2024-2026, ci proiettiamo non solo verso la fine di questa legislatura ma anche oltre (fino al ’26). Ci vorrebbe quindi un buon tasso di concretezza, operatività e programmazione per concludere bene questa legislatura, ed anche uno slancio innovativo per utilizzare al meglio gli ultimi due anni e creare solide prospettive per la prossima. Purtroppo questa visione che guarda al di là del presente, che pensa al lungo periodo non compare mai.
L’obiezione che si potrebbe fare a questo ragionamento è che non abbiamo bisogno di visioni, di innovazioni e di cambiamento. Che non serve immaginare una Valle d’Aosta migliore. Non serve perché le cose vanno bene così come sono. Abbiamo una pubblica amministrazione che garantisce migliaia di posti di lavoro, un’economia solida, diversificata e in crescita, la piena occupazione, tanto che nessun giovane valdostano deve cercare lavoro all’estero, una assistenza sanitaria ottimale, la povertà da noi non esiste, stiamo rapidamente abbandonando l’uso dei combustibili fossili da importazione, abbiamo applicato con successo la dottrina rifiuti zero, abbiamo una mobilità improntata alla sostenibilità, non abbiamo nessun problema per i cambiamenti climatici, tanto che, come ha detto il presidente delle guide valdostane in un recentissimo incontro al Forte di Bard, proprio quest’anno, l’anno più caldo da quando esistono le registrazioni dei dati, i nostri ghiacciai sono più belli che mai.
E se è tutto così positivo allora perché sforzarsi a immaginare e cercare qualche cambiamento? Al massimo facciamo il raddoppio del Tunnel del Monte Bianco, il mega collegamento funiviario attraverso il Vallone delle Cime Bianche e il raddoppio della Autostrada in Bassa Valle e siamo a posto per almeno 50 anni.
Noi pensiamo che le cose non stiano affatto così. Che una regione piccola come la Valle d’Aosta, ma con risorse naturali straordinarie, dotata di una grande autonomia decisionale e di grandi risorse derivanti da un generoso riparto finanziario con lo Stato italiano, potrebbe e dovrebbe essere all’avanguardia nella qualità della vita, nella qualità dell’istruzione, nella efficienza dei servizi sanitari e socioassistenziali, nella tutela del suo paesaggio e ambiente naturale, di inestimabile valore, dotata di un sistema di mobilità basato su una ferrovia che attraversi tutta la Valle d’Aosta e di un capillare trasporto pubblico, caratterizzata da una totale autonomia energetica grazie all’idroelettrico e il solare e ad emissioni inquinanti zero.
E’ questa la mission che a nostro avviso dovrebbe avere quell’organismo di autogoverno sorto quasi ormai un secolo fa, dopo la fine del fascismo e che si chiama Consiglio della Regione Autonoma Valle d’Aosta. Se non abbiamo una visione che guarda al futuro e che si china sulle esigenze di cambiamento, facciamo bricolage, ma non facciamo azione di governo.
Di questa mission non c’è traccia nella manovra finanziaria e quindi come avevamo già espresso voto contrario al Defr allo stesso modo e con le stesse motivazioni esprimeremo oggi voto contrario alle due leggi di bilancio.