Con la scusa di un passo avanti ne faremo due indietro

Nel dibattito odierno in Consiglio comunale di Aosta è stato esplicitato da un gruppo di consiglieri capeggiato dalla Lega e da Casapound il testo su cui gli stessi intendono proporre un referendum cittadino che chiede di sopprimere la semi-pedonalizzazione in attesa di arrivare, chissà quando, alla totale pedonalizzazione dell’Arco d’Augusto.
Nel sostenere che l’Arco va liberato totalmente dalle auto, i promotori chiederanno infatti ai cittadini di riaprire l’intera circolazione viaria fintanto che non si partirà con la realizzazione del progetto definitivo.
Una presa in giro dei cittadini ai quali si prospetta qualcosa ma in realtà se ne vuole attuare un’altra. Una mistificazione però utile a lanciare la propria campagna pre-elettorale con un anno di anticipo.
Rete Civica rifiuta questi imbrogli e allerta i cittadini.
“Tornare indietro, togliere la semi-pedonalizzazione dell’area, attuata certamente con gravi ritardi dalla maggioranza – afferma il capogruppo Loris Sartore – significa fare non uno ma due passi indietro rispetto all’obiettivo finale di un monumento di valore mondiale liberato dall’assedio delle auto e rinnovato centro attrazione turistico”
Rete Civica vuole la pedonalizzazione dell’area e sostiene che questa può essere realizzata in brevissimo tempo: il Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU) che la prevede è infatti già pronto dal lontano 2011, ma mai perseguito con determinazione dalle Giunte che si sono susseguite ad Aosta in questi anni.
Tra la lentezza degli uni e le proposte reazionarie degli altri esiste una terza via: l’azione!
La riqualificazione delle zone circostanti, cioè le azioni previste nel Piano, potranno e dovranno essere realizzate in seguito.
Rete Civica vuole che si passi dalle parole ai fatti. Altro che referendum!