Negli impegni programmatici del Centrodestra della Valle d’Aosta c’è scritto: “La Valle d’Aosta deve poter giocare un ruolo di primissimo piano nella politica energetica nazionale che vedrà, al 2030, quasi il 50% dei consumi energetici derivanti da energia elettrica da fonti rinnovabili”.Sembrerebbe una sorta di impegno per la decarbonizzazione e di azione di contrasto al cambiamento climatico, ma in realtà significa il mantenimento per decenni della situazione attuale, con prospettive catastrofiche, e l’abbandono dell’obiettivo di arrivare entro il 2040 ad una Valle d’Aosta che non utilizza più i combustibili fossili ma solo fonti energetiche rinnovabili.
L’8 dicembre 2018 il Consiglio regionale ha votato alla unanimità, compreso il voto della consigliera della Lega Nicoletta Spelgatti, ora candidata del Centrodestra per il Senato, un ordine del giorno con cui veniva individuato l’obiettivo di una Valle d’Aosta fossil fuel free entro il 2040. Un obiettivo che per essere realizzato richiede decisioni rapide ed una tempistica stringente.
Nel 2018 i combustibili fossili rappresentavano il 63% del totale dei consumi energetici in Valle d’Aosta; se l’obiettivo diventa ora di scendere, dopo 12 anni, solamente al 50%, è evidente che l’obiettivo di una Valle d’Aosta fossil fuel free non sarà raggiunto né nel 2040, né nel 2050.
Non è quindi un impegno qualificante quello della candidata Spelgatti e della coalizione di centrodestra, ma una clamorosa retromarcia e un chiaro autogol!