INTERVENTO DI CHIARA MINELLI SUL DEFR 2024-2026

La prima osservazione sul DEFR 24-26 non può che riguardare la tempistica. Quest’anno, anche per le sollecitazioni che abbiamo fatto con una iniziativa consiliare fin dal mese di aprile, il DEFR arriva alla discussione del Consiglio un mese prima di quella sul Bilancio di previsione e non in concomitanza o quasi, come è purtroppo sempre successo da quando questo strumento è stato introdotto dalla normativa nazionale. Un mese prima è un passo avanti, ma non siamo ancora a posto perché il DEFR non è stato approvato dalla Giunta entro giugno come da indicazioni nazionali, ma a fine settembre. Succede quindi che oggi ci troviamo a discutere e votare il DEFR, ma nel frattempo la Giunta ha già approvato il Disegno di legge per il Bilancio di previsione, la cui impostazione quindi prescinde totalmente dalle decisioni del Consiglio regionale che ancora non si conoscono.

Il carattere programmatorio e di indirizzo del DEFR rispetto al Bilancio non viene quindi rispettato neanche quest’anno. E non è solo un problema tecnico e di buona procedura amministrativa, è anche un problema istituzionale perché di fatto il potere di indirizzo del Consiglio rispetto alla elaborazione delle linee guida per il Bilancio viene a mancare.

È questo uno degli aspetti, non l’unico – ne indicheremo altri – che evidenzia l’esistenza di un grande problema riguardante il ruolo del Consiglio regionale. C’è infatti un ribaltamento di ruoli fra il Consiglio e la Giunta, che dovrebbe essere semplicemente un Esecutivo degli indirizzi del Consiglio. Invece avviene il contrario: la Giunta decide e il Consiglio ratifica… Ma tornerò sul tema al termine del mio intervento.

Una seconda osservazione che voglio fare riguarda la particolare rilevanza che riveste la manovra finanziaria che si sta facendo con questo DEFR, e fra poco con il Bilancio di previsione. Con questi due documenti ci proiettiamo a fine legislatura ed anche oltre (fino al ’26). Ci si aspetterebbe quindi un forte tasso di concretezza, operatività e programmazione per concludere questa legislatura, ed anche uno slancio innovativo per utilizzare bene gli ultimi due anni, ed invece questa preoccupazione mai appare nel DEFR.

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