Calcoli sulle Bollette.pdf (155Kb)

 

Elio Riccarand introduce evidenziando i grandi cambiamenti che si stanno determinando con due scadenze importanti che arrivano a maturazione quasi contemporaneamente: la fine del sistema di maggior tutela (STM) in tutto il territorio italiano e il passaggio da parte di CVA Energie in Valle d’Aosta ad un nuovo sistema tariffario a partire dal gennaio 2024.  Se si considera che i clienti domestici di CVA Energie in Valle d’Aosta sono circa 54.000 e altri 30.000 sono ancora in Enerbaltea (sempre gruppo CVA, ma con tariffe diverse, quelle del STM) ci si rende conto che parliamo di una questione che riguarda tutta la popolazione valdostana e che dovrebbe essere seguita con grande attenzione dalle forze politiche e dagli amministratori regionali.

Chi è attualmente in Enerbaltea, salvo la fascia delle persone “vulnerabili”, entro il primo aprile deve scegliere un fornitore sul mercato libero. Se non lo fa viene assegnato d’ufficio alla Società che a gennaio risulterà vincitrice dell’asta per servire l’Area territoriale Nord 1, ma queste sono cose che meglio di me spiegherà Bruno Albertinelli, Presidente di Federconsumatori, che ringraziamo vivamente per aver dato la disponibilità a partecipare a questa conferenza stampa.

Bruno Albertinelli, Presidente di Federconsumatori, evidenzia anzitutto le dimensioni del fenomeno. In Italia il 75% delle utenze elettriche, al momento, è già nel mercato libero, rimane un 25%, che significa circa 9 milioni di famiglie, che sono ancora nel Sistema di Maggior Tutela. Circa 4,5 milioni di persone avranno diritto di rimanere nel STM, sono le cosiddette categorie “vulnerabili”: gli indigenti, chi già̀ percepisce il bonus sociale e gli over 75 anni. Gli altri devono scegliere un fornitore sul mercato libero oppure verranno assegnate alla società che avrà vinto l’asta per il proprio territorio.

Le utenze elettriche del STM saranno infatti divise, a livello nazionale, in 26 aree territoriali, di circa 200 mila utenze ciascuna. La Valle d’Aosta ricade nell’Area Nord 1 (che comprende Valle d’Aosta, Biella, Vercelli ed una parte della Provincia di Milano). A questa asta non parteciperà CVA e quindi l’assegnazione d’ufficio, in mancanza di una scelta, avverrà a favore di una società esterna alla Valle d’Aosta.

La raccomandazione di Federconsumatori è di agire con calma, di non ascoltare le proposte che arriveranno per telefono, ma di consultare il sito dell’Arera (Autorità di Regolazione dell’Energia) dove è possibile costruire un percorso sulle tariffe migliori.  È bene non firmare contratti senza aver valutato bene le varie possibilità ed è opportuno ascoltare i consigli delle associazioni dei consumatori.

Elio Riccarand, coordinatore di Rete Civica, ha invece affrontato l’altro aspetto del cambiamento che si prospetta, e cioè le nuove tariffe di CVA Energie a partire dal gennaio 2024.

Per capire cosa succederà̀ alla bolletta delle utenze valdostane che già ora sono in CVA Energie, occorre anzitutto analizzare la struttura della bolletta energetica.
La voce “A” in tutte le bollette riguarda la spesa per la materia energia che pesa circa il 40% o 45% dell’ammontare complessivo della bolletta. La voce “A” è l’unica parte della bolletta sulla quale il fornitore può agire incidendo su due delle sue tre componenti: cioè sulla quota fissa della commercializzazione e sul corrispettivo per il consumo energia (calcolata in base ai kWh consumati moltiplicati per il prezzo base stabilito dal fornitore).

La terza componente della voce “materia energia”, il dispacciamento, è una spesa “passante”, cioè il fornitore la incassa, ma solo per passare l’introito ad Enti e Agenzie che fanno parte del sistema di gestione dell’energia elettrica. Così come sono “passanti” le voci B e C delle bollette. Ed infine ci sono i costi delle Imposte e dell’Iva.

Il confronto fra l’attuale sistema tariffario e la nuova offerta CVA per il 2024 ed anni seguenti va fatto, quindi, concentrandosi sul corrispettivo per il consumo di energia (un tot per ogni KWh) e sul costo di commercializzazione (quota fissa per ogni Pod).

Secondo i calcoli che Rete Civica ha fatto, distribuiti durante la Conferenza stampa e qui allegati, le utenze di CVA Energie – che dal 1° gennaio applicherà̀ le nuove tariffe a prezzo e invariabile per sette anni – registreranno un aumento significativo delle spese per la materia energia rispetto al sistema attuale. Per un utente che consuma in un anno 2.000 kWh di energia (che è il consumo domestico medio), l’aumento sarà di circa 100 euro. Questo si verifica perché dal 1° gennaio CVA elimina lo sconto del 40% sull’energia che è stato applicato nel 2022 e 2023. Dai 7 centesimi per kWh consumato, che si pagano ora nell’ultimo trimestre del 2023, si passerà ai 12 centesimi a kWh dal gennaio 2024 in poi. CVA elimina anche le fasce orarie, si pagherà quindi allo stesso modo in tutte le ore della giornata ed in tutti i giorni della settimana.

Diversa la situazione per gli utenti di Enerbaltea che già ora non usufruiscono dello sconto del 40% per i quali un eventuale passaggio a CVA Energie comporterà, sulla base di un consumo annuo di 2.000 kWh, una riduzione di circa 30 euro all’anno.

Riccarand ha concluso il suo intervento sottolineando che la questione tariffe è molto importante e che riguarda tutte le famiglie valdostane, non è quindi accettabile che la Giunta regionale non se ne occupi e lasci fare e disfare a suo piacimento alla CVA che pure è una società pubblica, interamente di proprietà della Regione

Chiara Minelli, consigliera regionale del Gruppo Pcp, ha affrontato gli aspetti politici della questione tariffe. Ha ricordato di aver portato la questione all’attenzione del Consiglio Valle con una interrogazione discussa lo scorso 23 novembre. Minelli chiedeva quali interlocuzioni la Regione avesse avuto con CVA sulle tariffe da applicare nel 2024, quali simulazioni avesse fatto sulle future bollette, e quali iniziative CVA e Regione intendessero avviare per evitare che le utenze di Enerbaltea migrassero verso altre società̀ nazionali.

Il presidente Testolin aveva risposto che non c’erano state interlocuzioni fra Regione e CVA. Un atteggiamento passivo che non è accettabile perché la Regione ha il diritto e il dovere di dare degli indirizzi ad una sua Società ed invece non ha fatto nessun esame e nessuna valutazione sul sistema tariffario deciso da CVA. E questo pur essendoci a Palazzo regionale un Dipartimento energia, tutto è stato delegato a CVA, senza nessun controllo.

Sui punti 2 e 3 della interrogazione Testolin si è limitato a leggere un testo scritto da CVA in cui si affermava che è impossibile al momento fare un confronto fra i costi della materia energia di fine 2023 rispetto a quelli del gennaio 2024, perché per la materia energia “il valore per il primo bimestre 2024 non è ad oggi ancora stato definito”. Risposta senza senso perché dal gennaio ’24 CVA non utilizzerà più come base il PE-Arera come faceva nel 2023, ma un valore che CVA stessa ha già definito e per tutte le fasce, 12 centesimi circa per kWh. Quindi il confronto fra i costi della materia energia di fine ’23 e gennaio ’24 si può fare immediatamente, come emerge dai calcoli di Rete Civica.

La questione verrà comunque nuovamente discussa in Consiglio regionale anche perché, dopo l’interrogazione di Pcp, ora anche Forza Italia ha presentato una mozione sull’argomento che è all’ordine del giorno dei lavori del Consiglio regionale.

Per quanto riguarda la fine del Sistema di maggior tutela, la risposta di CVA, letta da Testolin, evidenza che CVA non parteciperà all’asta per l’assegnazione delle utenze dell’area territoriale Nord 1, e quindi il rischio che ci siano molti utenti valdostani che accolgono offerte di grandi compagnie energetiche nazionali esiste e questo non sarebbe certo una buona cosa per la comunità valdostana.  Del resto, il fenomeno si è già in parte verificato nella primavera 2023 quando una serie di utenze valdostane per “altri usi” sono passate a Sorgenia. Che cosa intende fare CVA? Che cosa intende fare la Regione?