Per questo Consiglio avevamo all’ordine del giorno 15 nostre iniziative (1 question time, 5 interrogazioni, 3 interpellanze e 6 mozioni, alcune rinviate da precedenti sedute). Nessun punto è stato discusso perché tutto lo spazio è stato occupato dalla discussione del Defr, il Documento di economia e finanza regionale, il quinto e ultimo della legislatura, che ha richiesto anche l’aggiunta straordinaria di una terza giornata di lavori oltre alle due previste.

Il Defr è il documento programmatorio per eccellenza – da cui poi discende il Bilancio di previsione– ed è in questo testo che dovrebbe emergere la visione per il futuro della Valle d’Aosta, che viene poi declinata in azioni. Fin dal 2017 (primo anno di stesura) il Defr è sempre stato approvato con grande ritardo, contestualmente al Bilancio fino a due anni fa, poi nel 2023 due settimane prima dell’approvazione di quest’ultimo e senza nemmeno un’audizione, nonostante la nostra richiesta. Quest’anno finalmente un mese prima, ma non di certo a giugno come sarebbe raccomandato. In discussione generale siamo intervenute tutte e due, per analizzare il testo e esprimere le nostre valutazioni sulle varie parti. Abbiamo poi presentato 12 ordini del giorno, allo scopo di cambiare o migliorare alcuni aspetti importanti del documento. Gli odg presentati da tutti i gruppi di minoranza sono stati complessivamente 81, a segnalare una significativa richiesta di modifiche del Documento. La maggioranza ha deciso di respingerli in blocco, tutti, senza disponibilità ad accettare qualche proposta, senza discutere e mediare, dimostrando un atteggiamento di chiusura totale.

 

Riportiamo una sintesi dei nostri interventi e dei vari ordini del giorno.

Erika ha evidenziato come «questo Defr riflette l’arroganza di una maggioranza in affanno, impegnata a sfuggire al confronto (anche con le parti sociali che non si sono volute audire in Commissione), che su molte scelte si contraddice e su altre rinvia decisioni strategiche, come il futuro del Casinò, a dopo le elezioni. Il Defr è pensato a silos dove all’analisi delle prime sezioni, non troviamo risposte. L’assenza di visione e il poco lavoro svolto fino ad oggi si vedono dagli obiettivi riproposti; dalle leggi bloccate (Pta, Ptp, legge 11/98 sull’urbanistica, legge elettorale, Testo unico degli enti locali); dalle grandi assenze (equiparazione Vigili del fuoco e Forestali, passaggio dal Sistema idrico integrato alla società in house Sev); dalla creazione dell’ente strumentale per i servizi sociali ridotto ad un incarico per uno studio; da un ospedale che lavora a pieno regime solo nei periodi non turistici; dai continui tagli ai servizi socio-assistenziali (Variney, Doues e Roisan, JB Festaz). Il tutto, mentre assistiamo alla presentazione con urgenza di altre leggi. Basti vedere cosa sta avvenendo sul reclutamento dei segretari comunali. Rileviamo il comportamento schizofrenico sulle strategie di adattamento agli effetti climatici e sulle razionalizzazioni dei costi nella cultura (convitto Chabod, Liceo di Courmayeur, Sfom, Conservatorio). Insomma, dopo una Legislatura stentata, il finale è tragico

Chiara è intervenuta dopo tutti i capigruppo di minoranza e ha fatto una analisi sia del format utilizzato per il Defr sia sugli obiettivi strategici delineati nel Documento, sottolineando l’assenza di una volontà programmatoria che guardi al futuro, alla Valle d’Aosta che si vuole immaginare. Dall’analisi del Defr emerge una carenza di coordinamento del testo e anche una sciatteria nella sua redazione, addirittura con tutta una serie di refusi e piccoli errori che tuttavia riflettono la poca attenzione posta alla trasparenza e alla comprensibilità per chi dovrebbe leggere il DocumentoTra i 44 obiettivi strategici indicati figurano tematiche importanti alternate a punti di scarsa rilevanza, ma non c’è niente di realmente strategico. Mancano previsioni concrete sulla governance: totale assenza di riferimenti alla riforma della legge elettorale, che pure era una priorità del programma di maggioranza nel 2020. Non è indicato come strategico l’obiettivo della Valle d’Aosta “fossil fuel free” al 2040: ancora oggi il 60% dei consumi è coperto con combustibili fossili e il documento non individua tempistiche stringenti. Anche l’autonomia energetica è un tema molto trascurato ma – si sa – questa politica è stata delegata a Cva e la Regione anziché controllarne le scelte le subisce. Sulla gestione del territorio, l’obiettivo “rifiuti zero” è ancora lontano e nel Defr neanche se ne parla. La “cura del ferro” che prevede il trasferimento su rotaia del trasporto di merci e persone, qui prevede solo l’acquisto di alcuni treni elettrici, mentre si programma lo smantellamento della ferrovia Aosta/Pré-Saint-Didier. Il contrasto alla povertà, così come quello all’abbandono scolastico, richiederebbe una strategia integrata e armonizzata, ma così non è. Chiara ha delineato e illustrato 8 obiettivi/punti che riteniamo invece strategici: governance (meccanismi che assicurino stabilità di governo), Valle d’Aosta Fossil Fuel Free (decarbonizzazione e lotta al cambiamento climatico), autonomia energetica (politiche di perseguimento dell’autosufficienza in campo energetico con potenziamento del solare), gestione corretta del territorio (interventi sull’urbanistica per evitare situazioni quali la costruzione di edifici che deturpano il paesaggio, corretta gestione rifiuti con l’obiettivo di raggiungere l’opzione rifiuti zero), Ferrovia (promuovere concretamente la cosiddetta cura del ferro, privilegiando il trasporto di persone e merci su rotaia), Efficace politica sanitaria e socio-assistenziale (che riporti la Vda al livello positivo del passato nella sanità pubblica, con attenzione specifica all’assistenza alle persone anziane), contrasto all’abbandono scolastico (che non può essere affaire solo della scuola ma deve coinvolgere più agenzie educative, enti locali, terzo settore), contrasto alla povertà (attraverso costruzione di una rete regionale di interventi, anche nelle zone più periferiche). Nessuno di questi obiettivi compare fra quelli indicati come strategici nel Defr 25/27. Ci sono nel DEFR parti che possono essere condivise ma manca una coerenza con quanto dichiarato in tanti Piani e documenti programmatori, che spesso sono in sostanza accantonati o anche disattesi se si considerano gli obiettivi previsti.

Di seguito una sintesi dei 12 ordini del giorno (11 respinti, uno ritirato) che abbiamo presentato allo scopo di chiedere alcuni impegni precisi sui temi che ci sono sembrati meritevoli di un intervento.

 

Impegno a trasmettere rapidamente ai Consiglieri della bozza di norma di attuazione in materia di concessioni di derivazione d’acqua (Chiara, Erika)

Secondo quanto dichiarato dal Presidente della Regione nella seduta di Consiglio del 2 ottobre la norma di attuazione sulle concessioni idroelettriche sarebbe stata approvata il 30 settembre scorso; a noi risulta che ci sarebbero state convocazioni della Paritetica anche l’8 e il 14 ottobre e abbiamo chiesto di sapere per quali motivi; abbiamo infatti il dubbio che il 30 non si sia realmente licenziata la norma, ma che ci fossero altre ragioni per annunciarlo. In ogni caso lo schema definitivo della norma di attuazione non è ancora pervenuto al Consiglio; abbiamo quindi chiesto chiarimenti sui lavori della Paritetica e di ricevere rapidamente almeno la bozza di tale schema, ai fini di cominciare a ragionare come costruire la relativa legge per le concessioni. Il Presidente ha ripetuto che la Paritetica opera in autonomia, che la Regione non mette il naso in un percorso che è amministrativo e non politico, che quindi nel Defr non si deve parlare dei lavori della Commissione e che lo schema sarà trasmesso al Consiglio quando verrà inviato da Roma. Non ha neppure risposto alla richiesta di avere almeno la bozza.

 

Impegno a prevedere un supporto per il riconoscimento delle Consorterie (Erika, Chiara)

Con questo odg volevamo impegnare l’Assessore competente a fornire una relazione sullo stato delle Consorterie non ancora riconosciute e a facilitare il processo di riconoscimento attraverso interventi di supporto e attività di ricerca e perimetrazione. L’Assessore Carrel si è detto disponibile a presentare i dati in Commissione rilevando le difficoltà incontrate nell’applicazione della legge, ma ribadendo la centralità di Reseau e dei Comuni. Erika ha evidenziato che ci vuole un lavoro di approfondimento archivistico non banale che non può essere scaricato sui Comuni.

 

Impegno a trasmettere le risultanze dei monitoraggi dell’UniVdA e dell’Arpa sulle ricadute economiche e ambientali dei periodi di chiusura del tunnel del Monte Bianco (Chiara, Erika)

A settembre 2023 la Regione ha affidato all’università della VdA e all’Arpa rispettivamente uno studio sulle ricadute economiche dei periodi di chiusura del tunnel del Monte Bianco e sugli effetti ambientali delle stesse. Era stata annunciata una prima trasmissione di tali documenti per marzo 2024. Ad aprile Chiara aveva presentato una interrogazione per avere aggiornamenti e il Presidente aveva detto che l’Università doveva consegnare a breve il lavoro, mentre Arpa lo aveva già fatto; tuttavia si era deciso di aspettare e di trasmettere al Consiglio i due studi congiuntamente. Da allora silenzio. Questa la motivazione dell’ordine del giorno che è stato respinto, comunicando che l’Università non ha ancora completato il lavoro, oltre un anno dopo l’assunzione dell’incarico che prevedeva la prima restituzione a marzo! E il tunnel è di nuovo chiuso. Non è che le ricadute economiche non sono poi così catastrofiche come vogliono far credere?

 

Impegno a presentare in Commissione un rapporto sulla discarica di Pompiod (Erika, Chiara)

Nel DEFR e nella revisione della legge regionale sul piano di gestione dei rifiuti ora in Commissione si considera come strategica la discarica di Pompiod per la gestione dei materiali inerti a livello regionale. La discarica è stata oggetto di problematiche legali e di sicurezza, con varie messe in sicurezza temporanee e irregolarità riscontrate. Quindi si impegnava il Governo regionale a presentare un elenco delle irregolarità e delle misure correttive adottate e a fornire aggiornamenti sugli studi riguardanti l’idoneità dell’impianto, in vista di un piano di gestione dei rifiuti aggiornato. L’Assessore Sapinet ha evidenziato che la modifica del volume 4 nasce dalle richieste degli enti locali e sono state raccolte le loro osservazioni, che saranno integrate come emendamenti per migliorare il documento. Le irregolarità nell’autorizzazione e gestione operativa della discarica di Pompiod sono state esaminate in un procedimento giudiziario concluso il 24 gennaio 2022, in cui il reato è stato dichiarato estinto dopo un piano di mitigazione ambientale approvato dall’autorità giudiziaria. Dal dissequestro del 2022, l’impresa ha svolto solo attività di monitoraggio del sito, senza nuovi conferimenti, e la fase di post-gestione non è ancora iniziata. L’autorizzazione della discarica è attualmente in fase di rinnovo e verrà sottoposta a una nuova verifica ambientale (VIA) prima della conferenza dei servizi, come previsto dal decreto legislativo 152/2006. In merito allo studio ARPA, è attualmente in elaborazione, e vi è stato ampio confronto con i comuni valdostani e le “Unité” per gestire i 36 siti pubblici e i 2 privati di discariche. Data la produzione di circa 90.000 m³ di inerti (con 60.000 m³ smaltiti fuori regione), è necessario rendere la Valle d’Aosta più autonoma nella gestione dei rifiuti inerti. Erika ha ribadito che la discarica di Pompiod ha due messe in sicurezza e quindi necessita di bonifica prima di essere definita strategica per il conferimento di inerti. Sarebbe meglio individuare un altro sito.

 

Impegno a modificare la denominazione attuale del Corpo forestale valdostano aggiungendo la “vigilanza ambientale” (Chiara, Erika)

Nel Defr si fa riferimento alla necessità di completare la revisione della normativa sul Corpo forestale e di operare per un aumento degli agenti forestali. Alla luce della modifica dell’art 9 della Costituzione, che ha sottolineato l’importanza della tutela dell’ambiente, e della complessità delle norme in materia, abbiamo chiesto di prevedere un potenziamento della formazione in materia di polizia ambientale, funzione già prevista nella legge regionale del 2002, e di valutare nell’ambito della revisione della normativa una diversa denominazione del Corpo forestale, sull’esempio di quanto avvenuto in Sardegna dove la definizione è “Corpo forestale e di vigilanza ambientale“. Il Presidente della Regione ha respinto l’odg dicendo che il Governo ritiene che le modifiche richieste non sono condivisibili, gli agenti forestali svolgono al meglio i compiti che spettano loro per legge anche per quanto riguarda i compiti di polizia ambientale. Il Corpo deve accompagnare la popolazione nei corretti comportamenti e non deve svolgere una funzione marcatamente repressiva. Nessuno chiedeva questo, ma piuttosto una attenzione alle competenze che oggi sono più articolate rispetto al passato.

 

Impegno a una revisione della legge 3/2013 in materia di politiche abitative (Erika, Chiara)

Il DEFR 2025-2027 prevede la necessità di rivedere la legge regionale sull’emergenza abitativa (legge 3/2013), di realizzare uno studentato nel 2027, di proporre una legge regionale per il riuso di edifici destinati all’alloggio del personale nel settore turistico. Considerati i problemi abitativi che riguardano anche studenti, lavoratori e persone in cerca di un alloggio per insediare la loro residenza, abbiamo chiesto al Governo regionale di presentare entro 90 giorni una revisione della legge del 2013 e di affrontare con urgenza il tema della casa per il benessere della comunità. Come sempre l’Assessore Marzi non ha dato delle risposte evidenziando la necessità di avere dati e studi per affrontare il problema. A forza di studiare le persone se ne vanno dalla nostra regione e non vengono a studiare proprio per una mancanza di alloggi e trasporti. Anche rispetto alla politica di incentivare costruzioni per lavoratori stagionali esprimiamo diverse perplessità. Noi dovremmo cercare di incentivare la stabilizazzione e non il precariato.

 

Impegno a prevedere un diverso approccio al vettore idrogeno, privilegiando l’acquisto di mezzi ibridi o elettrici per il tpl e ad effettuare l’approfondimento dell’utilizzo dell’idrogeno, (Chiara, Erika)

Nel Defr uno degli obiettivi strategici è legato all’idrogeno, per cui si dichiara che l’utilizzo nel trasporto pubblico non è ancora possibile per la Vda ma che tale prospettiva di impiego viene mantenuta, solo spostata avanti nel tempo, al 2027. CVA sta costruendo un deposito allo scopo, ma gli autobus non ci saranno…Alla luce infatti di quanto avvenuto ad Aosta (dove il Comune su indicazione della Regione si era indirizzato verso l’acquisto di autobus a idrogeno, ma con due gare andate deserte ha dovuto chiedere di dirottare i fondi verso bus elettrici), abbiamo chiesto di prevedere per il contratto del trasporto pubblico locale in scadenza nel 2027 di orientarsi verso mezzi elettrici o ibridi. Inoltre abbiamo chiesto il rispetto dell’impegno votato all’unanimità, contenuto in una nostra mozione di febbraio 2024, per un approfondimento dell’utilizzo dell’idrogeno nella nostra regione, che può sicuramente avvenire nell’ambito industriale, (tema mai affrontato in Commissione). L’Assessore Bertschy ha detto che il fatto che oggi e nei prossimi anni non si possano avere autobus a idrogeno in giro per la Valle non giustifica una modifica dell’obiettivo del Defr, la Regione lavora per il futuro e CVA saprà sicuramente impiegare l’idrogeno prodotto…Sul contratto del tpl è presto per ragionare. Sugli approfondimenti in commissione, il Governo non è contrario anzi, ma spetta appunto alle Commissioni. I cui presidenti sono membri della maggioranza, e dicono che fanno quello che dicono i loro Assessori di riferimento…

 

Impegno alla revisione della disciplina sul lavoro agile in Regione (Erika, Chiara)

Il DEFR include un piano di riorganizzazione per rendere l’amministrazione regionale più efficiente, seguendo le linee guida stabilite con il supporto di SdA Bocconi e attuate attraverso cantieri di innovazione. La delibera 1167/2024 introduce una nuova regolamentazione del lavoro agile a partire dal 1° gennaio 2025, con alcune categorie di lavoratori escluse (precari, lavoratori part time o inquadrati in alcuni uffici). Abbiamo quindi chiesto un impegno al Governo per rivedere la disciplina del lavoro agile, estendendone l’accesso alle categorie escluse e garantendo opportunità di mobilità, nel rispetto del principio di pari opportunità e non discriminazione. Il Presidente Testolin, ribadendo la contrarietà a rivedere la disciplina del lavoro agile, ha spiegato che il lavoro agile, previsto dal contratto collettivo regionale, non è un diritto assoluto ma una modalità organizzativa basata sull’autonomia del dipendente, limitata per contratti part-time o a tempo determinato. Ha rilevato che troppo spesso si ricorre al part time non per esigenze famigliari, ma per comodità. Erika, ricordando che nella sezione iniziale è emerso che l’82% del part-time è richiesto da donne, denuncia una discriminazione rispetto a questa modalità organizzativa e soprattutto invita il Presidente a non prendere solo quello che conviene dello studio Bocconi, nelle azioni principali si parla di una riduzione dei dirigenti e a regole sulla mobilità.

 

Impegno a effettuare il lavoro di analisi in Commissione dello studio propedeutico alla realizzabilità del collegamento intervallivo Cime Bianche (Chiara, Erika)

Diciotto mesi fa la Società Monterosa e la Società Cervino in una riunione congiunta delle Commissioni Terza e Quarta hanno effettuato una prima, sommaria, illustrazione dello studio propedeutico alla realizzabilità del collegamento di Cime Bianche. In quell’occasione era emerso da parte di vari Consiglieri la necessità di approfondire il documento molto corposo, costituito da centinaia e centinaia di pagine, ricevuto ufficialmente soltanto il 16 marzo (mentre altri soggetti esterni ne erano già in possesso…); a questa richiesta i vertici delle società avevano risposto positivamente dicendo di essere a disposizione e avevano affermato la centralità del Consiglio regionale rispetto alle scelte che dall’esame di quello studio dovevano poi scaturire. Ciò che era stato ribadito da tutti i Defr dal 2020 fino al 2023. Dall’aprile 2023 in poi però in nessuna Commissione si è più fatto il benché minimo esame dello studio, tutto si è fermato, nonostante vari consiglieri lo abbiano ripetutamente chiesto. Alla luce del nuovo Defr, in cui si fa riferimento alla necessità di procedere con il Docfap (il Documento per la fattibilità delle alternative progettuali, previsto dal decreto legislativo 36/2023), per cui in audizione siamo stati informati che è in corso la procedura di affido, abbiamo proposto l’odg con l’impegno ad affrontare nelle commissioni l’analisi del “vecchio” studio, costato alle casse pubbliche (Monterosa è al 94,5% una controllata della Regione) oltre 400 mila euro. L’Assessore si è un po’ arrampicato sui vetri, dicendo che se le commissioni ritengono di dover approfondire lo facciano, ma che lo studio propedeutico è stato analizzato (falso!) e già il Defr dello scorso anno, approvato dal Consiglio (cioè dalla maggioranza, anche dal PD!) prevedeva la fattibilità tecnico economica. L’ordine del giorno è stato approvato con 16 voti, tutta la minoranza, segno che, pur avendo posizioni diverse sull’opportunità dell’impianto funiviario, tutti vogliamo esaminare nel dettaglio quello studio.

 

Impegno per la riattivazione del Bon chauffage o per la predisposizione di altre misure urgenti di contrasto alla povertà (Erika, Chiara)

Il DEFR descrive azioni per contrastare la povertà e promuovere l’inclusione sociale, ma il costo della vita elevato, soprattutto nelle aree turistiche della Valle d’Aosta, e i dati della Caritas sottolineano un aumento delle disuguaglianze sociali. Notando la sospensione di misure di sostegno come il Bon Chauffage e il Reddito di inclusione regionale, abbiamo chiesto un impegno al Governo ad elaborare interventi urgenti contro la povertà, consultando le organizzazioni sindacali e destinando maggiori risorse nel bilancio. L’Assessore Marzi come sempre ha risposto che stanno già facendo e dando risposte, quindi non ritengono di dover attivare o riattivare altre misure. Inutile ribadire la nostra assoluta contrarietà.

 

Impegno per una rapida messa a punto della riforma della legge regionale in materia di contrasto alla violenza di genere (l.r. 4/2013) e per l’espressione del parere sulla nostra proposta di legge sulle discriminazioni legate all’orientamento sessuale (Chiara, Erika)

Con questo ordine del giorno volevamo impegnare il Governo a presentare entro 90 giorni alla Commissione competente una bozza di disegno di legge di riforma della l.r. 4/2013 contro la violenza sulle donne, da anni in fase di revisione e che abbiamo sollecitato più volte. Allo stesso tempo volevamo impegnare il Presidente della V Commissione a iscrivere rapidamente l’espressione del parere sulla nostra Proposta di legge “Disposizioni contro le discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere“, ferma in commissione dal 17 maggio 2022 (due anni e mezzo!!). Già qualche tempo fa eravamo tornati sulla questione e l’Assessore ci aveva detto che confermava l’intenzione della maggioranza, manifestata un anno e mezzo fa, di lavorare alla revisione della legge 4 e al contempo inserire nel nuovo testo di legge anche il contrasto alle discriminazioni sull’orientamento sessuale da noi proposto. Una scelta che noi non condividiamo, perché riteniamo più corretto separare le due norme. Abbiamo comunque aspettato per tutto questo tempo di ricevere un testo da esaminare e su cui ragionare. Ora l’Assessore ci ha detto che il dl arriverà nell’estate 2025, quando ormai saremo agli sgoccioli della legislatura e non si potrà più approvare un bel niente!! È vergognoso che, a fronte dell’aumento esponenziale dei casi di violenza e maltrattamenti da Codice rosso nella nostra regione, come segnalato dalla Procura e dall’Arma dei carabinieri nel corso del 2024, si impieghino anni a rivedere una legge!

 

Impegno per il futuro dell’Università della Valle d’Aosta (Erika, Chiara)

Il DEFR 2025-2027 pone l’obbiettivo di valorizzare l’Università della Valle d’Aosta attraverso l’espansione della didattica e della ricerca per un maggiore riconoscimento a livello nazionale e internazionale. In particolare, si prospetta l’introduzione di nuovi corsi in innovazione tecnologica, rischi geologici e cambiamento climatico, oltre alla riattivazione del corso di laurea in scienze dell’educazione. Vista l’importanza strategica di queste iniziative, abbiamo chiesto un impegno all’Assessore per promuovere in incontro nella Commissione competente per discutere i piani futuri di sviluppo accademico. Avendo però l’Assessore già risposto in discussione generale evidenziando che nel Piano Triennale di sviluppo 24-26 e piano performance 2024 sono previsti, nel triennio, gli studi di fattibilità per l’avvio di alcuni percorsi di studio tra cui la laurea magistrale in ambito geologica l’enclimatech changes e l’attivazione della laurea per educatori, abbiamo deciso di rinviare l’iniziativa dopo aver analizzato il documento.

 

Chiusura totale anche alla fine della discussione degli ordini del giorno dove è intervenuta la minoranza per ribadire la mancanza di visione, l’arroganza e il totale appiattimento del governo Testolin.

Dopo tre giorni di dibattito il DEFR è stato approvato – con 19 voti a favore (UV, FP-PD, PlA, SA), 13 astensioni (Lega VdA, RV, FI) e i nostri due voti CONTRO.