Il Consiglio di fine gennaio si è aperto con l’annuncio da parte del presidente del Consiglio della lettera inviata dai capigruppo di minoranza per richiedere la convocazione della Quinta Commissione (istruzione, salute e politiche sociali) e la comunicazione della nuova riunione fissata dal presidente Padovani per il 29 gennaio. Erika ha evidenziato che la Commissione si era riunita l’ultima volta in data 18 dicembre e che erano ferme molte tematiche sollevate durante la discussione del Piano della Salute e del Benessere Sociale (mobilità passiva, gestione dell’emergenza e del territorio, dati sul personale USL…), la richiesta di sopralluogo al JB Festaz per verificare i lavori dell’ospedale di comunità, tutto il pezzo dell’istruzione… Ancora una volta la poca serietà della maggioranza e il poco lavoro dei consiglieri viene dimostrato dai fatti.
Successivamente si è proceduto all’accettazione delle dimissioni di Augusto Rollandin e alla sua sostituzione con Aldo Di Marco che prenderà il suo posto anche nella Prima e Quarta Commissione. Chiara è intervenuta ricordando come il giudizio politico su Rollandin è stato sempre negativo, chiaro e netto, non si sono condivise le sue azioni e il suo modo di operare su cui le nostre critiche non sono mancate. Altra cosa è l’aspetto umano: ci è dispiaciuto vedere il peggioramento delle condizioni di salute di Rollandin e anche la mancanza di rispetto per l’uomo, che è talvolta risultata evidente anche in Consiglio.
All’ordine del giorno c’erano 67 punti, ma ne sono stati affrontati circa un terzo, a causa di un rallentamento nei lavori dovuto alla nomina del Co.Re.Com, il Comitato regionale per le comunicazioni, che ha richiesto svariate votazioni e il cui esito, come hanno ampiamente documentato i giornali, ha decretato la presenza di almeno tre franchi tiratori nella maggioranza. Infatti dopo l’annuncio in mattinata da parte del Capogruppo dell’Union Valdôtaine, Aurelio Marguerettaz, dei seguenti quattro nomi: per la carica di Presidente l’avvocata Valeria Fadda e come componenti Sabina Fazari, Emanuele Burzio e Cesarino Cerise – nella seduta pomeridiana il Consiglio regionale ha concluso le votazioni per il rinnovo della composizione del Co.re.Com così: Elena Boschini, Presidente con 18 voti (Sedici voti a Valeria Fadda e una scheda bianca); componenti del Comitato sono stati eletti Cristiano Pivato, avvocato (23 voti), Laura Mangosio, avvocata (18 voti), Simonetta Padalino, giornalista pubblicista (18 voti) e Alberto Jorioz, avvocato presentato dalla Lega (14 voti). A seguito di sospensioni e rinvii della discussione sono usciti diversi comunicati stampa: uno dei gruppi di opposizione, uno di FP-PD e uno del nostro gruppo PCP. Mentre la maggioranza è stata in silenzio.
1) Elezione del Corecom: la maggioranza viene bocciata e tace (Lega VdA, RV, PCP, FI, Misto)
Le forze di opposizione del Consiglio regionale della Valle d’Aosta, dopo la rocambolesca elezione del Corecom, che ha visto bocciare tutti e quattro i candidati proposti dalla maggioranza, ha preso atto, con profondo sconcerto, che nonostante la sonora sconfitta né il Governo regionale, né il Presidente del Consiglio, hanno avuto il coraggio di assumere la responsabilità del fallimento. «Nella giornata di oggi – analogamente a quella del primo fallito tentativo di nascita del governo Testolin – la maggioranza risicata, senza affrontare un tema importante come quello della nomina del Corecom con l’opposizione, ha indicato per bocca del Capogruppo dell’Union Valdôtaine, tramite le consuete logiche di lottizzazione, quattro candidati, dichiarando però in Aula di averli scelti valutando solo i curricula». «Con la bocciatura del candidato a Presidente però, in maniera singolare, quello stesso curriculum, ritenuto così fondamentale per la scelta, è stato archiviato. Non solo: anche la terna indicata per i Commissari, in un primo momento considerata dalla maggioranza di miglior qualità, è stata messa da parte e sono state votate altre tre persone, a dimostrazione del fatto che i curricula non erano i criteri fondamentali della prima scelta.». «Alla fine di tutta questa operazione, durata oltre quattro ore e frutto di veti incrociati e veleni mai sopiti, nessun esponente della maggioranza, pur sollecitata dall’opposizione, ha sentito l’esigenza di dare chiarimenti trincerandosi dietro un vergognoso silenzio. Che questa maggioranza fosse minata in partenza dalla mancanza di coesione era noto, oggi si aggiunge un altro tassello al quadro complessivo.»
2) Elezione Corecom: ferma condanna di FP-PD su quanto avvenuto in Consiglio (FP-PD)
«Purtroppo si è ripetuto quanto già accaduto circa un anno fa in occasione della votazione del Presidente Testolin. Nel segreto dell’urna c’è chi decide vigliaccamente di affossare il candidato prescelto e c’è chi, volutamente spacciandosi per esponente di una certa sinistra, vota candidamente il candidato espressione del centro destra reputandolo forse più affine alle proprie idee. Dispiace infine che vengano coinvolte in determinate situazioni professionisti di indubbia qualità, estranei ai giochini della politica.»
3) Elezione Corecom: “una certa (sedicente) sinistra” farebbe meglio a tacere (PCP)
«Al termine di una giornata surreale, in cui la maggioranza autonomista/finto progressista ha dato prova di superficialità, confusione e sciatteria, riuscendo a indicare i 4 nominativi da votare per il Corecom e non votandone poi nemmeno uno, il gruppo FP-PD è riuscito addirittura a partorire un comunicato in cui accusa “chi, volutamente spacciandosi per esponente di una certa sinistra, vota candidamente il candidato espressione del centro destra reputandolo forse più affine alle proprie idee”.» «Posto che l’unico candidato indicato espressamente da una forza di destra non è stata la giovane avvocata eletta Presidente, ma un altro avvocato che si è piazzato quarto, i voti che sono mancati alla candidata alla Presidenza indicata dal Capogruppo unionista sono di almeno tre franchi tiratori membri di maggioranza. Ciò che invece rileviamo è che “una certa (sedicente) sinistra” era disposta a votare, per l’organismo che deve occuparsi di comunicazione, candidati che noi nemmeno avremmo preso in considerazione, considerate certe uscite sui social che di progressista non hanno proprio nulla, ma sono un esempio di volgarità e di scarso rispetto per le donne. Non accettiamo lezioni di comportamenti di sinistra e di progressismo da parte di chi in quest’Aula ha dato più volte prova di aver abbandonato da tempo quella strada.»
Per questa seduta avevamo presentato 12 iniziative: solo il question time è stato discusso, tutte le altre sono rinviate al prossimo Consiglio che sarà convocato per tre giornate, dietro richiesta avanzata da tutta l’opposizione nel tentativo di poter recuperare parte del tempo per la discussione delle stesse.
Il 25 gennaio sono stati approvati due disegni di legge proposti dalla Giunta regionale, il n. 131 e il n. 132, recanti disposizioni in materia di contratti pubblici e di agricoltura, su cui ci siamo astenute. Il primo, molto tecnico, recepisce una serie di modifiche introdotte a livello nazionale con il dlgs 36/23 sulle funzioni di committenza e sui contratti, riguarda il ruolo della CUC (Centrale unica di committenza) e la SUA (Stazione unica appaltante) per l’acquisizione di servizi di architettura e ingegneria. Il secondo è la modificazione della legge 17 del 2016 in materia di agricoltura e sviluppo rurale, che reintroduce in modo massiccio la modalità dei contributi a fondo perso per varie misure. Abbiamo votato a favore di vari articoli del dl 132, in particolare di quelli per gli aiuti in caso di calamità naturali e emergenze atmosferiche, ma nel complesso ci siamo astenute perché riteniamo che sia necessaria una modifica più articolata e ampia della legge quadro sull’agricoltura in Valle d’Aosta, che presuppone anche il coinvolgimento attivo di tutte le associazioni di categoria presenti e una riflessione maggiormente approfondita e condivisa in particolare sull’erogazione dei finanziamenti a fondo perduto.
Interrogazione a risposta immediata: Segnalazioni di gravi criticità nella gestione della struttura residenziale di Variney (Erika, Chiara)
Erika ha citato una lettera dell’associazione Cittadinanzattiva insieme al responsabile valdostano del Tribunale per i diritti del malato in cui sono riportate segnalazioni gravi su ritardi ospedalieri, decessi e presunte condotte del personale nella struttura di Variney per cui viene richiesta una verifica urgente e dettagliata per garantire la sicurezza e l’efficacia del servizio erogato dall’Ausl chiedendo di sapere quali accertamenti sono in corso per poter rispondere compiutamente a queste segnalazioni. L’Assessore Marzi, ha riferito che «da subito si è posta attenzione alla gestione del rischio sanitario inerente il trasferimento delle persone malate dalla struttura del JB Festaz alla nuova struttura di Variney, prevedendo un periodo di affiancamento del personale delle due strutture. Sulla struttura, oltre il direttore sanitario che ha la responsabilità della gestione clinica assistenziale, vigilano tre figure professionali apicali sempre in capo all’azienda Usl che hanno portato i correttivi necessari durante la prima fase di attività. Rispetto ai dati di mortalità l’attuale gestione di Variney ha un dato più basso rispetto a quello medio riportato dalla letteratura scientifica e che tale dato è inoltre migliore di quello registrato presso la struttura che nell’analogo periodo dell’anno precedente assisteva la stessa tipologia di pazienti. La lettera aperta non circostanzia casi specifici e per questo abbiamo condiviso sia opportuno comunque istituire una commissione per effettuare valutazioni ad hoc su ogni singolo caso di decesso occorso dall’inizio dell’attuale modello di gestione, a garanzia di questa ulteriore reazione di tutele e trasparenza dell’operato agito nella struttura stessa.» Erika nella replica ha evidenziato che «La toppa è peggio del buco. L’assessore non risponde alle segnalazioni puntuali poste, ma addirittura sposta l’attenzione sul tasso di mortalità, mai citato nella lettera. Non è un problema di numeri. Chi si rivolge a queste associazioni non cerca risarcimenti, ma lo fa per senso civico affinché altre persone non si ritrovino a vivere situazioni analoghe. Eravamo contrarissime al trasferimento della Rsa dal JB Festaz a Variney e alla sua privatizzazione. Tutto questo non fa che confermare i nostri dubbi.»