Come noto il consiglio previsto per il 20 e 21 aprile era stato rinviato alla settimana successiva, per affrontare la crisi politica (per qualcuno della maggioranza vera, per altri presunta) e definire il nuovo perimetro della maggioranza. Nella realtà in una settimana non ci sono state novità, non è cambiato praticamente nulla, la Lega ha nuovamente ritirato le sue iniziative mentre Pour l’Autonomie e Forza Italia hanno scelto di discuterle. Noi avevamo presentato 5 nuove iniziative, 2 interrogazioni, 2 interpellanze e una mozione.

Chiara è intervenuta sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio, in particolare sul deposito della proposta di legge n. 58, sulla riforma elettorale [⏯ vai al video]; si tratta del testo proposto dal CRE, Comitato per la riforma elettorale che chiede il referendum consultivo sull’elezione diretta del Presidente della regione, della sua maggioranza e del suo programma, sulla doppia di genere e sulla candidabilità dei diciottenni. Il capogruppo dell’Union Valdôtaine è successivamente partito di nuovo all’attacco, con i soliti modi arroganti per dire che i pareri dei giuristi non vanno contestati e che ci sarebbe stata una ridicolizzazione del professor Guzzetta, affermazione che Chiara ha smentito. [⏯ vai al video]

Erika è invece intervenuta sulle comunicazioni del Presidente del Giunta, in particolare sull’esito della sentenza della Corte Costituzionale che ha annullato la sentenza della Corte dei Conti per danno erariale relativo al finanziamento al Casinò, visti i soliti attacchi di Marguerettaz a PCP, per evidenziare che il non voto sul ricorso del gruppo fosse legato al poco approfondimento sul parere Guzzetta (presentato il mattino stesso in aula) e, visti gli atti e le dichiarazioni in aula, ha evidenziato come la sentenza della Corte Costituzionale ha diviso gli atti di indirizzo politico da quelli di natura amministrativa non entrando nel merito delle scelte e dei relativi finanziamenti e quindi chi in aula ha usato questa sentenza per dire che ha salvato il Casinò dovrebbe spiegare come mai a distanza di pochi anni si è dovuto far ricorso a una procedura fallimentare come il piano di concordato. La sentenza della Corte Costituzionale indica, infatti, che la magistratura contabile non poteva occuparsi della vicenda, ma non certifica la qualità della spesa di quei soldi pubblici.

Era prevista anche l’approvazione della composizione dell’Osservatorio sulla legalità e sulla criminalità organizzata e di tipo mafioso, della legge Omnibus, e del Piano rifiuti.

Sull’Osservatorio il nostro gruppo si è astenuto perché non ha condiviso già la legge di riferimento ed in particolare proprio la composizione di questo organismo che non prevede le associazioni ambientaliste e il tavolo inter istituzionale sulla legalità da sempre impegnati su questo tema.

Per la legge Omnibus [⏯ vai al video], che prevedeva una serie di modifiche a leggi esistenti e relative a vari temi, abbiamo presentato un emendamento che chiedeva di sopprimere l’art 24. In buona sostanza ci siamo dette contrarie alla nuova disposizione che prevede il decreto di concessione per le derivazioni idroelettriche e i rinnovi firmato dal Presidente sulla base dei soli Provvedimenti dirigenziali del responsabile della struttura Demanio idrico; la Giunta non ha più voce in capitolo, non ha la responsabilità e la possibilità di decidere sulla pubblica utilità delle acque, ma questa sarà valutata dagli uffici (solo la revoca delle concessioni passerà in Giunta). Ci sembra che sia un rischio e una perdita di prerogative che può portare a situazioni complicate e dannose. L’emendamento è stato bocciato con 13 voti contrari (11 autonomisti e 2 PlA), 20 astensioni (Lega, Forza Italia, FfPD), 2 a favore)

Per quanto riguarda il Piano rifiuti e la legge che lo accompagna [⏯ vai al video], PCP ha fatto un lungo lavoro di approfondimento e ha proposto fin dalla fase di VAS una serie di osservazioni e di richieste di modifiche puntuali e articolate, oltre che ad aver depositato una proposta di legge che è stata alla base del testo infine approdato in aula, insieme al Dl 50 della Giunta poi ampiamente modificato. In commissione il confronto è stato serrato e ha portato ad alcune integrazioni e modifiche importanti del suddetto Dl. Sette gli emendamenti [⏯ vai al video] che abbiamo presentato in aula sia sulla parte relativa ai rifiuti urbani, sia quella sui rifiuti speciali, alcuni dei quali (non i più significativi) accolti. Nel complesso ci siamo astenute dando una duplice valutazione del lavoro effettuato e dei testi portati alla votazione del Consiglio. Da una parte c’è stata infatti soddisfazione perché, grazie ad un lavoro approfondito a cui abbiamo fattivamente contribuito, sulla parte dei rifiuti speciali ci sono stati dei passi in avanti, e ci sono adesso nella legge alcuni aspetti che potranno essere utilizzati per evitare di tornare al passato. Dall’altra c’è rammarico, perché il cammino è incompiuto e bastava poco per concludere bene e dare ai cittadini le risposte che aspettavano e che invece non sono arrivate in modo adeguato e completo. Rammarico anche perché le scelte coraggiose fatte per la raccolta dei rifiuti urbani nella bozza di Piano avviata alla VAS sono state annacquate e rese meno incisive, ciò che non porterà a lavorare con la necessaria convinzione e il forte impegno per l’obiettivo rifiuti zero e l’applicazione delle direttive europee, come si sarebbe invece potuto fare. L’auspicio è ora che quanto prima si arrivi ai vari documenti attuativi e alla revisione generale della legge 31/2007. Il voto di astensione è stato formulato nella serena consapevolezza di aver fatto il possibile per contribuire proficuamente al miglioramento dei testi in esame, senza preclusioni ideologiche, tant’è vero che non abbiamo chiesto revoche o eliminazione delle discariche, ma una loro chiara e precisa regolamentazione in base alle norme imperative nazionali e alla pianificazione regionale. [⏯ vai al video]

 

INTERROGAZIONE: Notizie in merito all’acquisizione di pareri legali per la revoca delle delibere sul bando Borghi da 20 milioni di euro

Scopo dell’interrogazione era fare il punto sulla situazione del bando borghi. In particolare abbiamo voluto sapere quali siano state le valutazioni fatte rispetto ai requisiti amministrativi durante la fase di procedura di valutazione e se sono stati acquisiti dei pareri legali tali da rivedere la decisione presa anche la luce delle verifiche giuridiche fatte dal Comune di Fontainemore. In risposta l’Assessore ha evidenziato che la commissione giudicatrice non aveva verificato la congruenza degli atti amministrativi e al controllo questi non erano corretti, pertanto l’ufficio legislativo della regione ha consigliato la revoca delle tre delibere e l’assegnazione dei fondi al Comune di Arvier, classificatosi secondo. Erika ha quindi risposto che sicuramente la Regione non si è comportata in modo corretto e che si doveva tenere conto dell’interesse collettivo del progetto. Non si capisce inoltre come possa essere premiato il secondo classificato, quando fra le delibere revocate vi è anche quella dell’istituzione della commissione giudicatrice e la valutazione della stessa. Auspichiamo che quest’ultima delibera non crei ancora ulteriore confusione alla confusione visto che questo procedimento sarà portato anche al TAR dal Comune di Bard.

 

INTERROGAZIONE: Amministratori di sostegno per la tutela e la curatela. Implementazione del personale

Scopo dell’interrogazione era fare il punto sulla situazione del servizio amministratori di sostegno per la tutela e la curatela che avevamo già portato all’attenzione del Consiglio. In particolare abbiamo volto sapere se l’istruttore amministrativo il cui arrivo era previsto per il mese di febbraio abbia preso servizio presso l’Ufficio tutela adulti e se sia stato avviato il confronto con il Giudice Tutelare per l’affidamento degli incarichi di amministratore di sostegno a terzi, quali avvocati o dottori commercialisti, e in caso affermativo con quali esiti. L’Assessore ci ha detto che il 21 febbraio è arrivato l’istruttore amministrativo, mentre ha confermato che non è stata ancora avviata alcuna interlocuzione per l’affido di amministratore a soggetti quali avvocati o commercialisti. Una risposta positiva e una deludente, abbiamo chiesto di intervenire rapidamente al fine di migliorare il servizio.

 

INTERPELLANZA: Azioni finalizzate alla riapertura della tratta ferroviaria Aosta-Pré-St-Didier [⏯ vai al video]

Chiara ha ricordato che con legge regionale 22/2016 sono stati previsti la riattivazione e il potenziamento della direttrice Aosta/Pré-Saint-Didier a cui è seguito, nel 2017, un Accordo quadro fra Regione e Rete ferroviaria italiana che impegnava RFI a realizzare a proprie spese le opere necessarie gli interventi per riattivare la linea. Sempre nel 2017 è stato istituito un Tavolo tecnico coordinato dalla Regione che ha cofinanziato uno studio per individuare gli interventi necessari per incrementare la portata assiale della tratta per consentirne l’utilizzo anche dei treni fino a 18 tonnellate, mentre RFI si è impegnata a concludere il progetto di fattibilità tecnico-economica nei primi mesi del 2022. Ha quindi chiesto in che data si è svolta l’ultima riunione del Tavolo tecnico e con quali esiti; quali sono le iniziative intraprese dal Presidente della Regione per richiamare RFI e il Ministero delle infrastrutture al rispetto degli impegni presi; se è già stata definita la programmazione degli interventi di manutenzione straordinaria per attivare la tratta dell’alta Valle a partire dal 2024, utilizzando anche il personale e i treni bimodali di proprietà regionale che sarebbero sottoutilizzati negli anni di chiusura della linea Aosta/Ivrea.

Il Presidente/Assessore ha risposto che l’ultima riunione si è svolta il 31 marzo 2022 e che RFI ha richiesto alcune attività supplementari che hanno comportato uno slittamento dei tempi e un incremento del costo delle opere. Rispetto agli interventi per portare il carico assiale a 18 tonnellate RFI ha riferito che si sono rese necessarie ulteriori indagini sulle sette opere più complesse della tratta, posticipando il completamento del progetto di fattibilità tecnica ed economica da febbraio a fine giugno 2022 con un aumento del costo stimato da 5 a 5,6 milioni di euro. RFI ha inoltre evidenziato che per quanto riguarda il progetto di fattibilità tecnica ed economica degli interventi per la riapertura della linea, è emersa la necessità di ulteriori lavori (rinnovo e implementazione degli impianti di informazione al pubblico, illuminazione nelle stazioni, lavori di impermeabilizzazione delle gallerie, smaltimento dei materiali di risulta) e che tali necessità hanno fatto slittare da maggio a giugno la data di completamento di questo progetto con un incremento dei costi passando da 44 a 53,4 milioni di euro. Se poi vi fosse anche la necessità di smaltire eventuali materiali contenenti amianto bisognerà prevedere ulteriori 6 milioni di euro. Il Presidente ha detto che il tema del rispristino della linea è stato trattato nel corso di una riunione del 29 ottobre 2021 con i dirigenti apicali di RFI. Nell’Accordo quadro (che non contempla uno specifico obbligo di RFI) sono inoltre indicate le strategie della Regione per fornire a RFI indicazioni chiare per la loro attuazione. Ulteriori azioni, specialmente nei confronti del Ministero volte ad ottenere il finanziamento dei lavori, potranno essere attuate solo completamento del progetto di fattibilità tecnica ed economica. Anche per gli interventi di manutenzione straordinaria necessari per attivare la linea ferroviaria, l’Assessore ad interim, ha affermato che la programmazione potrà essere definita dopo il completamento del progetto di fattibilità. Sull’utilizzo dei treni bimodali ha detto che l’Aosta/Pré-Saint-Didier non è un’alternativa di utilizzo per il materiale o per il personale dell’Aosta/Ivrea: i treni bimodali secondo Lavevaz vanno visti, anche per la fase di sospensione della tratta Aosta/Ivrea, come un mezzo per migliorare il viaggio dell’utenza valdostana che si sposta verso Torino (??) e il loro utilizzo dovrà essere definito in questa ottica. In replica Chiara ha ritenuto inaccettabile un’attesa di quattro anni dall’Accordo quadro per la realizzazione di queste opere che, per RFI, rappresentano un obbligo giuridico. Per quanto riguarda, il progetto di fattibilità tecnica, ha rilevato il notevole incremento dei costi osservando che questi sono in capo a RFI, la quale dovrà reperire attraverso i canali corretti la dotazione finanziaria necessaria. Per quanto riguarda le iniziative per il rispetto dell’Accordo quadro ci deve essere un’azione costante di sollecitazione e di insistenza nei confronti di RFI. Infine ha ribadito l’importanza di affiancare la situazione della tratta Aosta/Ivrea con quella dell’Aosta/Pré-Saint-Didier dal momento che l’alta Valle ha un problema di trasporto e nella nostra regione vive, opera e lavora il personale ferroviario che, a seguito della chiusura della tratta Aosta/Ivrea, potrebbe essere trasferito altrove, come hanno evidenziato le organizzazioni sindacali. Il termine del mese di giugno è vicino ed è necessario affrontare le questioni in tempi rapidi avendo un’idea di come operare al ricevimento del piano di fattibilità.

 

INTERPELLANZA: Azioni per la diminuzione dell’esternalizzazione dei servizi ospedalieri

Con questa interpellanza Erika ha portato all’attenzione dell’Aula la questione dell’esternalizzazione dei servizi dell’Azienda USL richiamando una delibera del Direttore generale dell’Azienda USL dello scorso marzo con cui veniva affidata ad una ditta esterna la copertura di un ambulatorio di pronto soccorso presso la Struttura complessa di accettazione e di urgenza dell’ospedale per un impegno di spesa di oltre 228 mila euro, per sapere quali altri servizi siano affidati a società esterne, in che percentuale e con quali costi e quali sono le azioni intraprese per ridurre questa tendenza all’esternalizzazione. L’Assessore Barmasse ha premesso che la procedura di esternalizzazione di un servizio rappresenta l’ultimo passaggio, meramente eventuale, di un iter che viene avviato in caso di grave carenza di personale di una struttura dell’USL Valle d’Aosta. Ha quindi specificato che l’Azienda ha provveduto a esternalizzare alcuni servizi ospedalieri legati in particolar modo all’area emergenziale: un ambulatorio di pronto soccorso presso la S.C. Medicina e chirurgia di Accettazione e di urgenza dell’ospedale Parini per il periodo 20 gennaio – 31 dicembre 2022 per l’importo di 454.354 euro; fornitura di prestazioni di traumatologia in regime di emergenza e di urgenza presso la S.C. Ortopedia e traumatologia per l’ospedale Parini per il periodo 1° febbraio-31 dicembre 2022 per l’importo di 722.690 euro; fornitura di prestazioni di radiologia diagnostica in regime di emergenza e di urgenza presso la S.C. Radiologia diagnostica e interventistica dell’ospedale Parini per il periodo 9 agosto-31 dicembre 2022 per l’importo di 242.345 euro. Per quanto riguarda le azioni per limitare l’esternalizzazione, l’Assessore ha segnalato che sono state presentate alla Commissione consiliare competente le linee di intervento contenute nel Piano attrattività che l’AUSL sta procedendo ad attuare. Tra le altre iniziative importanti ha poi ricordato anche l’indennità di attrattività per medici e infermieri prevista con legge regionale del 2021 e l’attività di reclutamento di personale ordinaria e straordinaria di personale sanitario non solo per l’emergenza Covid che ha impegnato l’Azienda sanitaria nell’espletamento di procedure concorsuali per il personale medico da assumere a tempo indeterminato. Erika ha replicato che la situazione della carenza del personale medico e sanitario in atto è il frutto di un’errata programmazione e di una governance poco attenta che opera scelte senza ampia condivisione. Affidarsi alle cooperative poteva essere d’aiuto durante la pandemia, ma questo non può certo contribuire a dare continuità assistenziale e, purtroppo, nemmeno all’abbattimento delle liste d’attesa che continuano a crescere. La Consigliera ha dichiarato di non comprendere le logiche che sottendono dietro le esternalizzazioni e che, se si avrà modo di confrontarsi in Commissione sul Piano della salute e del benessere sociale forse, si riuscirà a comprendere meglio sulla base di quali dati e valutazioni sono state prese alcune decisioni. Ha poi anche rilevato che l’esternalizzazione, che presenta costi elevati, ha come effetto anche quello di disincentivare la permanenza del personale assunto nel servizio pubblico e, infatti, la Valle d’Aosta svetta per la percentuale di licenziamenti dei medici appartenenti al Servizio sanitario. Risultano poi altre esternalizzazioni non citate nella risposta su cui la Capogruppo chiederà approfondimenti.

 

MOZIONE: Impegno della Commissione competente a fare il punto sulla Norma di attuazione in materia di concessioni idroelettriche

Il Consiglio ha approvato all’unanimità la nostra mozione sulla norma di attuazione per le concessioni di derivazione d’acqua, con una modifica richiesta dal Presidente. Il testo impegna il Presidente della Commissione consiliare competente a organizzare una riunione con il Presidente della Regione e i componenti della Commissione paritetica di nomina regionale per fare il punto sull’iter della norma di attuazione e a monitorare in modo permanente il suo iter al fine di raccogliere e registrare gli aggiornamenti e i progressi in materia e preparare nel migliore dei modi la discussione e la decisione del Consiglio regionale.

Chiara ha ricordato che la Valle d’Aosta, pur avendo la titolarità delle acque pubbliche prevista dallo Statuto speciale, non ha competenza per disciplinare con legge regionale le procedure e le concessioni a scopo idroelettrico (competenza che hanno invece le Regioni a statuto ordinario e le Province autonome), ma deve passare attraverso una norma di attuazione. Non conoscendo l’esito dell’iter istruttorio della norma e, sottolineando che la sua approvazione deve avvenire entro il 2022 per evitare che il lavoro svolto sia annullato dallo scioglimento delle Camere e dal rinnovo elettorale, Chiara ha chiesto di fare un’azione incisiva di controllo e sollecitazione.