All’interno delle comunicazioni del presidente Bertin abbiamo posto, insieme ai gruppi consiliari regionali Misto, Rassemblement Valdôtain e Forza Italia, l’attenzione sul nuovo trasferimento di un funzionario dall’Ufficio legislativo studi e documentazione del Consiglio alla Presidenza della Giunta, autorizzato con una deliberazione dell’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea. “Si tratta del secondo trasferimento nel corso degli ultimi mesi senza prevederne la sostituzione di tre in organico. Siamo preoccupati da questa attività di depauperamento delle risorse di personale al servizio dei consiglieri che porterà inevitabilmente a svilirne il ruolo e a limitarne l’operatività. Considerato l’importante ruolo che riveste l’Ufficio legislativo del Consiglio a supporto di tutti i consiglieri abbiamo rappresentato al Presidente le nostre perplessità in merito al depotenziamento di questo Ufficio e gli chiediamo di provvedere immediatamente alla sostituzione del personale mancante”. Nessuna risposta alle nostre domande, soprattutto riguardo alle tempistiche di risoluzione del problema”.
Per il consiglio di inizio aprile abbiamo depositato 12 iniziative: 1 question time, 4 interrogazioni, 5 interpellanze, 2 mozioni
Question time: Cancellazione delle gare di Coppa del Mondo di sci a Zermatt-Cervina (Erika, Chiara)
Erika con questa iniziativa ha evidenziato che «l’annullamento delle gare in pieno autunno si era già verificato nei due anni precedenti, con uno stanziamento regionale, previsto per legge, di 650 mila euro all’anno per l’organizzazione dell’evento. Oltre a questa somma sono stati concessi contributi anche da altri enti pubblici, sono stati effettuati servizi dal Soccorso alpino valdostano, dall’Ausl, dall’École hôtelière e impiegate risorse per la creazione del tracciato, intervenendo, tra le altre cose, con lavori di scavo sul ghiacciaio della Valtournenche su cui sono in corso indagini da parte delle Procure svizzera e italiana. Il Governo sembra orientato a richiedere un “risarcimento sportivo”, ma il danno non è tuttavia limitato a tale ambito e vorremmo sapere quali richieste ha avanzato nei confronti del Comitato organizzatore della Coppa del Mondo e delle compagnie assicurative, rispetto ai danni arrecati alla Regione e al Comune di Valtournenche, visto l’ingente impiego di risorse e l’errata valutazione della fattibilità di questa competizione nel periodo autunnale.» L’assessore Grosjacques ha fatto notare che «la situazione meteo-climatica ha cambiato radicalmente ogni ragionevole previsione di tutti gli altri organizzatori in Europa, Stati Uniti e Canada, fatta sulla base di evidenze statistiche meteorologiche nel periodo previsto. È quindi poco serio sostenere l’errata valutazione della fattibilità delle competizioni effettuata a “posteriori”. Il Comitato organizzatore ha in essere una assicurazione per cancellazione eventi per causa di forza maggiore e mancanza di neve. Le spese ammissibili a rimborso sono state analizzate nel dettaglio dal Comitato e l’assicurazione incaricata e porteranno alla definizione del rendiconto finale per l’edizione 2023 dello Speed Opening. Il contributo della Regione Valle d’Aosta e del Comune di Valtournenche (attraverso la Fondazione Gran Becca), al pari di quelli del Cantone Vallese e del Comune di Zermatt, non sono tra quelli previsti a rimborso dall’assicurazione del Comitato organizzatore. Comunque, sia nel 2022 che nel 2023, i riscontri media ottenuti sono stati decisamente molto positivi, con risultati in termini di potenziali utenti raggiunti, valore equivalente, parole chiave utilizzate che avrebbero richiesto, se effettuati attraverso i tradizionali canali pubblicitari (carta stampata, TV e media, piattaforme social) investimenti decisamente più onerosi e che ci consentono pertanto di ribadire il grande valore promozionale degli eventi di Coppa del Mondo. Quanto alle spese sostenute per il completamento e messa in sicurezza della pista “Gran Becca”, queste consentiranno un ottimale e sicuro utilizzo della pista nella parte al di fuori dal ghiacciaio che è in gran parte fruibile da tutti gli sciatori.» Erika ha ribadito che «l’errata valutazione c’è stata eccome. Non solo gli atleti hanno espresso criticità, ma anche scienziati, glaciologi ed esperti. Qualcuno dovrà assumersi la responsabilità di queste scelte. Non siamo poi per niente convinte che i soldi impiegati abbiano avuto ricadute positive d’immagine tramite i media. Anzi! I riscontri ci sembrano decisamente negativi: dalla questione del rispetto dell’ambiente, deturpato dalle ruspe che scavavano il ghiacciato, a quella del corretto impiego delle risorse economiche, tenuto conto che non abbiamo nemmeno avuto rimborsi per le cancellazioni degli anni scorsi.»
Interrogazione: Informazioni sullo sbancamento realizzato a Pian della Cretetta nel comune di Cogne (Erika)
In riferimento allo sbancamento avvenuto nell’agosto 2023 nel vallone del Grauson, Erika ha voluto conoscere la conclusione del procedimento penale e le azioni poste in essere dagli organi regionali per intensificare i controlli, risolvere l’attuale palese situazione di illegalità e ripristinare il manto erboso. L’assessore Carrel ha dichiarato di non conoscere l’esito del procedimento penale e di aver attivato periodici servizi di controllo della zona. Rispetto al ripristino del manto erboso la diffida del Comune è stata sospesa per le condizioni meteo e verrà riattivata nel mese di maggio. Rispetto alla prescrizione della delibera di Giunta regionale 2455/2009 ovvero “sia realizzata una barriera fissa attraverso il ripristino della muratura preesistente presente oltre la sezione 52” questa non compete al corpo forestale, ma è funzionale ai diritti di proprietà e quindi una questione fra proprietari. Erika nella replica ha fatto notare che sarebbe importante che la Regione acquisisse l’intero procedimento e si facesse carico di questa situazione visto che in tal senso ha anche deliberato. Inutile chiedere la realizzazione di una barriera per poi chiudere gli occhi in caso questa venga abbattuta, oltrepassata o violata. Non siamo nel far west e non è possibile che si usino mezzi per sbancare, per abbattere barriere o scarrozzare sulle proprietà di altri.
Interrogazione: Approfondimenti sul modello architettonico di Comunità energetica rinnovabile della Diocesi di Treviso (Chiara)
Sulla questione delle Cer siamo intervenute più volte, anche nel consiglio di marzo concentrando l’attenzione sull’esperienza della grande Cer della Diocesi di Treviso, suddivisa in 23 sottogruppi, un modello interessante su cui avevamo già chiesto alla Giunta di effettuare una valutazione. L’Assessore ci aveva detto che avrebbero approfondito. Abbiamo quindi chiesto quali approfondimenti sono stati effettuati sul modello di Cer della Diocesi di Treviso; se la Giunta regionale ha già individuato il partner tecnologico per accompagnare la definizione dell’architettura Cer in Valle d’Aosta. La risposta dell’Assessore è stata insoddisfacente: ha detto che le strutture sono state impegnate in questo periodo per la redazione del Pear e per l’organizzazione del Convegno sulle Cer, che stanno lavorando per approfondire e soprattutto per definire la legge regionale. Ha aggiunto che non è la Regione a dover individuare il partner tecnologico ma saranno le Cer. Chiara ha replicato che siamo in ritardo, è da tempo che diciamo che bisogna definire un progetto. Ci sembra che la Regione non voglia assumersi la responsabilità di fare da guida a questa grande opportunità che sono le Cer: accrescere la produzione di energia pulita, sviluppare partecipazione e senso comunitario, contrastare la povertà energetica, creare occupazione e posti di lavoro. Le domande per richiesta di contributi Pnrr devono essere presentate entro marzo 2025, quindi c’è meno di un anno di tempo. Abbiamo potuto verificare che il lavoro per costituire delle Cer ampie e di carattere territoriale (Cet) in molte altre realtà è stato avviato da molto tempo. A Treviso per la Cer delle diocesi sono due anni che lavorano; nella Provincia di Asti più di un anno; come nella Provincia di Biella; in Friuli Venezia Giulia per il progetto RECOCER più di due anni. Noi non abbiamo ancora delineato il progetto. L’altro aspetto che evidenziamo è il mancato coinvolgimento, finora, della Diocesi valdostana; non è stata interpellata per l’indagine di Cva, eppure le parrocchie e gli ordini religiosi hanno una particolare sensibilità sul tema, per gli aspetti sociali delle Cer (tanto che il primo incontro pubblico ad Aosta l’hanno fatto loro). Inoltre hanno tetti e coperture molto estesi. Per quanto riguarda il partner tecnologico si tratta di un aspetto fondamentale. Tutte le esperienze che ho citato si sono sviluppate grazie ad un partner tecnologico che ha preso in mano la progettazione. A Treviso la Regalgrid; a Asti la Green Wolf; a Biella la Ener-bit, in Friuli Part-Energy. Spesso queste esperienze fanno anche riferimento al Politecnico di Torino. Anche a noi serve e urgentemente un partner tecnologico. Oltretutto queste società hanno partecipato alla elaborazione di progetti con spesa minima da parte dei comuni e spesso gratuitamente. Ovviamente torneremo su questo punto anche nel prossimo Consiglio.
Interrogazione: Tempi di attesa per l’esecuzione di un ecodoppler cardiaco per pazienti oncologici (Chiara)
Abbiamo presentato questa interrogazione poiché alle varie segnalazioni che continuano ad arrivare sulle criticità che i cittadini valdostani incontrano nelle prenotazioni di esami e prestazioni sanitarie, si è aggiunta recentemente quella di alcuni pazienti, anche oncologici, riguardo alla richiesta di ecodoppler cardiaci, per cui il tempo di attesa è di 6/7 mesi. Abbiamo provato a telefonare al Cup e abbiamo capito che i posti per effettuare un ecodoppler cardiaco per il 2024 sono praticamente esauriti, o quasi. Abbiamo quindi chiesto di sapere quali sono attualmente i tempi di attesa per un ecodoppler cardiaco per i pazienti oncologici; se esistono strutture in Valle d’Aosta a cui tali pazienti possono rivolgersi per accorciare i tempi di attesa; se sono previste convenzioni con tali strutture o con altre ubicate fuori Valle che possono assicurare in tempi rapidi l’esecuzione dell’ecodoppler cardiaco. L’Assessore ha risposto che i tempi medi di attesa sono di 98 giorni (sic!), che non corrisponde a quanto è stato detto ai pazienti, e che i pazienti oncologici non devono rivolgersi al Cup, perché sono presi direttamente in carico dall’oncologia. Chiara ha replicato che forse questo accade solo per i malati in cura presso l’ospedale regionale, ma non per coloro che sono seguiti da strutture fuori Valle pur risiedendo qui. Sulle strutture private in Valle a cui rivolgersi anche privatamente l’Assessore ha detto che ci sono (ma non ha detto quali). Ha poi detto che si può chiedere di fare il percorso tutelato se i tempi di attesa superano i 60 gg e che gli oneri sono a carico dell’USL per i pazienti che devono pagare il ticket (cioè quelli senza esenzione) ma solo per le prime visite! Infine si stanno studiando convenzioni con strutture accreditate ma per ora sono stati definiti solo per i primi tre mesi dell’anno. Capiamo bene che il problema delle liste di attesa non è solo regionale, ma è difficile da spiegare a chi è ammalato ed è impegnato a combattere la battaglia più importante, quella per la salute che la realtà è questa. Abbiamo sollecitato a lavorare per migliorare il più possibile la situazione.
Interrogazione: Criticità emerse nel report “Autonomia differenziata in sanità” della Fondazione Gimbe (Erika)
Il report pubblicato dalla Fondazione Gimbe rispetto ai dati riferiti all’autonomia differenziata in sanità evidenzia criticità nella nostra Regione. Erika ha chiesto spiegazioni per sapere se le inadempienze e i punteggi insufficienti secondo il nuovo sistema di garanzia sono legate a trasmissioni scorrette o a non trasmissioni dei dati e le misure adottate dall’Azienda USL per migliorare i dati insufficienti e i tempi di realizzazione. L’assessore Marzi ha evidenziato che si tratta dei dati già analizzati in altri contesti, che non rilevano particolari criticità e che spesso sono imputabili ai piccoli numeri della nostra regione o alla trasmissione errata dei dati. In questo senso l’azienda ha attivato dei corsi di formazione affinché vi sia una maggiore attenzione nel trattamento dei dati, ma trattandosi di dati riferiti al 2022 o 2023 su questi non si può intervenire. Erika ha evidenziato come l’osservatorio fosse definito una priorità già nel 2020, ma sono passati 4 anni e nulla è stato fatto. Rispetto alle criticità si rileva che la nostra regione ne ha molte: è sotto la media nazionale rispetto agli adempimenti dei LEA, ha un saldo molto negativo sulla mobilità sanitaria e anche rispetto all’aspettativa di vita siamo fra i peggiori. Torneremo sul tema con l’ultima indagine AGENAS nel prossimo Consiglio, anche perché anche su quella ci sono diverse anomalie.
Interpellanza: Azioni per contrastare eventuali disagi futuri a seguito della privatizzazione del gruppo Poste Italiane Spa (Erika)
Erika ha chiesto le notizie in possesso dell’amministrazione rispetto al processo di privatizzazione delle Poste Italiane Spa, le valutazioni in essere viste le ripercussioni che potranno esserci sul territorio regionale e le azioni messe in atto per scongiurare decisioni che potrebbero mettere a rischio il ruolo sociale delle Poste e marginalizzare definitivamente i territori più disagiati. Il presidente Testolin ha evidenziato che la decisione spetta al Governo nazionale, ma che più che le quote societarie, sarà il piano industriale ad influire rispetto ai servizi posti sui territori, in tal senso il deputato Manes ha portato avanti un’iniziativa parlamentare. Erika non si è detta assolutamente soddisfatta della risposta e ha evidenziato come altre regioni e territori si stanno muovendo in modo forte sia per attivare confronti seri con la dirigenza delle Poste locali, sia con iniziative volte a sollecitare il Governo a mantenere la quota maggioritaria delle Poste. Ha inoltre ricordato che le iniziative parlamentari, soprattutto di minoranza, lasciano il tempo che trovano, mentre esiste una senatrice vicina a questo governo e soprattutto un ruolo importante della conferenza Stato -regioni. Non bisogna stare a guardare, ma lottare con gli altri territori soprattutto per territori disagiati come i nostri dove le Poste recapitano anche i pacchi a casa visto che non vi è nessuna convenienza da parte dei vari corrieri. Non si tratta quindi solo del ritiro della pensione, ma anche di tutti quei servizi come Polis che vedono da tempo anche investimenti importanti presso i nostri uffici postali.
Interpellanza: Razionalizzazione delle strutture dirigenziali e informazioni degli incarichi di Posizioni di particolare responsabilità (Erika)
Erika ha chiesto informazioni rispetto alle assegnazioni delle PPR, richiamando anche «la raccomandazione del Presidente dell’Anac del 2021 che prevede la rotazione di dirigenti e funzionari che operano in settori particolarmente esposti alla corruzione. Chiediamo di sapere: quante delle cinque strutture in cui era presente un solo funzionario di categoria D è stato attribuito l’incarico di Ppr; se vi sono attribuzioni di Ppr a candidati senza laurea, con la presenza, nelle graduatorie, di dipendenti laureati; quali sono le Ppr individuate dal Segretario generale in qualità di responsabile della prevenzione, della corruzione e della trasparenza, insieme al Coordinatore del Dipartimento personale e organizzazione, maggiormente interessati da procedimenti esposti al rischio di corruzione e le modalità e tempistiche di applicazione del criterio di rotazione di questi incarichi; il cronoprogramma e le intenzioni dell’Amministrazione rispetto alla razionalizzazione delle strutture dirigenziali e all’attribuzione delle indennità per attività che richiedono elevata professionalità ai dipendenti della categoria D che non risultino titolari di incarico di Ppr.». Il presidente Testolin ha dichiarato che «delle 5 unità organizzative con un solo funzionario, in 3 casi, il vincitore della procedura è risultato essere il funzionario già titolare del posto e 3 dei 23 incarichi di Ppr sono stati conferiti a funzionari privi di laurea che, come evidenziato dal Dipartimento del personale, possiedono un’esperienza professionale ultra-ventennale nei posti di riferimento. L’attività di analisi per l’individuazione delle posizioni da assoggettare a rotazione, da parte degli uffici è in corso ed è stata estesa anche alle posizioni dirigenziali. Entro la fine dell’anno, si conta di pervenire all’individuazione delle strutture dirigenziali e delle Ppr maggiormente esposte al rischio di corruzione per le quali prevedere una maggiore rotazione. Sulla razionalizzazione delle strutture dirigenziali, al momento, si è provveduto con un primo intervento presso il Dipartimento agricoltura. È possibile che ne vengano realizzati degli altri ma questi saranno comunque l’esito finale del processo di revisione organica della struttura organizzativa della Regione attualmente in corso. Per le indennità di attività della categoria D, il 14 marzo è stata avviata la contrattazione decentrata del Fondo unico aziendale, dove tali indennità trovano finanziamento, che è ancora in corso.» Erika ha messo in evidenza come «continuare a conferire Ppr a persone senza laurea, anche se con competenze approfondite, è poco incentivante rispetto ai giovani che sollecitiamo ad intraprendere percorsi di studio a livello universitario. Si tratta di una scelta sbagliata dal punto di vista del pensiero organizzativo. Aspetteremo di vedere come sono state definite le rotazioni del personale, perché vedendo le Ppr assegnate, ci rendiamo conto che, alcuni ruoli, soprattutto legati agli appalti, sono stati riconosciuti a persone che, in passato, erano già titolari di Ppo per quelle procedure. Valuteremo quindi se vi è stata una reale rotazione e aspetteremo i risultati della nuova riorganizzazione dell’Amministrazione per i D rafforzati e sulla razionalizzazione delle strutture dirigenziali. Ci sembra comunque che le indicazioni contenute nello studio della Bocconi siano state completamente disattese e stravolte. I risultati si vedono già con Ppo che hanno chiesto trasferimento o Capi dei servizi di segreteria delle istituzioni scolastiche a cui, ancora una volta, non viene riconosciuta la loro particolarità.»
Interpellanza: Prise en charge des frais pour la certification Delf B2 par la Région (Chiara)
A’ partir de 1985 l’Etat français France propose deux certifications de compétences en langue française, le DELF et le DALF, qui sont sans date d’expiration et correspondent aux niveaux de compétences linguistiques définis dans le Cadre Européen Commun de Référence pour les Langues. Il s’agit de diplômes délivrés par le Ministère français de l’Education nationale avec le but de certifier les compétences en langue française des candidats étrangers. Les deux diplomes valorisent les parcours linguistiques individuels et favorisent également la mobilité des étudiants et des professionnels. Récemment l’Assesseur nous a communiqué que, au cours de cette année scolaire, tous les élèves de dernière année des lycées généraux, technologiques et professionnels de la Région peuvent soutenir les examens pour le diplôme de langue scolaire DELF niveau B2, conformément à une convention approuvée en novembre dernier; le coût de ces certifications sera pris en charge par la Région. Certaines institutions scolaires de premier degré, dans un esprit de promotion de la langue française et de valorisation des compétences, proposent depuis longtemps à leurs élèves d’obtenir une certification DELF B1 junior scolaire (correspondant à une note de 8, 9 ou 10 sur le bulletin scolaire); les cours préparatoires sont généralement dispensés gratuitement par les enseignants de l’établissement scolaire, et sont suivis d’un examen organisé par l’Alliance française. Pour atteindre au DELF scolaire B1 il faut dépenser 98 €, un cout assez élevé pour beaucoup de familles et, contrairement au passé, il n’y a plus aucune forme de contribution de la Région. Nous avons appris que maintenant, compte tenu de la possibilité future d’atteindre gratuitement le niveau B2 en classe terminale du Lycée, plusieures familles envisagent de renoncer à la certification B1 pour leurs enfants. Nous avons demandé au Gouvernement régional s’il pense évaluer pour les années prochaines la poursuite de l’accord signé en novembre 2023 pour la certification DELF B2 pour les élèves valdôtains en classes terminales; s’il convient qu’il est également important d’encourager les formations certifiantes le niveau inférieur B1 junior scolaire; dans l’affirmative, s’il entend envisager un soutien financier aux familles concernées, selon des modalités à définir (par exemple, niveau ISEE, accords ou conventions avec l’Alliance française etc.). L’Assesseur nous a dit que le Delf B2 sera assuré aussi pour les prochaines années scolaires et que il y a la disponibilité à évaluer un rembousement pour les élèves qui voudront soutenir le Delf niveau B1 junior.
Interpellanza: Spostamento a Donnas della quasi totalità della produzione e della lavorazione della canapa della cooperativa Lo Dzeut (Chiara)
Siamo tornate sulla vicenda del trasferimento della cooperativa Lou Dzeut da Champorcher a Donnas. L’Assessore a novembre ci aveva risposto che, “come indicato nel parere del Comitato tecnico, la sede legale operativa della cooperativa Lou Dzeut sarà mantenuta a Champorcher nella nuova sede di Maison de Thomas”, e a Donnas oltre a un ulteriore punto vendita si sarebbe portata una parte della produzione e si sarebbero organizzati dei corsi di tessitura, in aggiunta a quelli di Champorcher. Alla domanda: “Chi controllerà la maggior parte della produzione?” aveva risposto che essa sarebbe rimasta a Champorcher e il controllo sarebbe spettato all’Amministrazione regionale. Avevamo espresso delle perplessità, avevamo rilevato che si poteva anche mettere in discussione la questione della produzione in senso lato, perché la legge dice: “Produzione di tela di canapa a Champorcher”, quindi la maggior parte della produzione doveva rimanere lassù, non essere portata a Donnas. Le cose sono andate avanti, è stata pubblicata la graduatoria dei progetti finanziati dal GAL VdA ed in essa risulta inserito un contributo alla Cooperativa Lou Dzeut di per l’acquisto di 2 telai nuovi per la nuova sede di Donnas, destinati alla produzione di tela da 80 cm e 150 cm di larghezza. A questi 2 nuovi si aggiunge un terzo telaio per la produzione di tela della larghezza di 130 cm, esistente che verrebbe spostato da Champorcher a Donnas. Quindi tre telai a Donnas, uno solo a Champorcher. La scelta di trasferire quasi tutta la produzione a Donnas, con i tre telai più grandi, comporta, di tutta evidenza, che Champorcher non sarà più la sede operativa principale ma avrà un ruolo del tutto marginale, in contrasto con la l.r. 44/1991 che promuove e sostiene la “lavorazione della fibra di canapa a Champorcher“. La documentazione allegata alla domanda al GAL contiene due preventivi per gli arredi per la sede di Donnas e un solo preventivo (invece di due), ora decaduto, per i nuovi telai. C’è anche una planimetria della nuova sede ma non è indicato alcun locale da destinare ai corsi di apprendimento. Secondo il verbale del comitato tecnico la didattica a Donnas sarebbe solo “aggiuntiva”. La Cooperativa dovrà per i prossimi mesi sostenere le spese di due affitti (al momento infatti il piano di Maison Thomas, che il Comune metterà a disposizione, non è ancora utilizzabile). Le disposizioni del comitato hanno costituito la conditio sine qua non per poter mantenere il diritto ai contributi previsti dalla l.r. 44/1991, che definisce chiaramente questa produzione tipica come ” lavorazione della fibra di canapa a Champorcher”. Il Parlamento europeo il 12 settembre 202 ha approvato un regolamento che introduce la tutela come indicazione geografica a livello di Unione Europea (UE) dei nomi dei prodotti artigianali e industriali rinomati a livello locale e con qualità specifiche; quindi immaginiamo che anche la produzione della tela de meison di Champorcher debba rispettare questa direttiva. Abbiamo chiesto di sapere se si ritiene che le modalità di ampliamento delle attività della Cooperativa siano conformi a quanto stabilito dal verbale del Comitato tecnico; se la documentazione al GAL sia stata ritenuta dagli uffici pienamente rispondente ai requisiti previsti; se non si ritiene che lo spostamento della quasi totalità della produzione e della “lavorazione della fibra di canapa a Champorcher” nei locali di Donnas sia in contrasto con la legge 44/1991 e di conseguenza se tale situazione risponda ai requisiti previsti per l’elargizione di contributi regionali ad aziende e cooperative fuori dell’ambito geografico previsto dalla legge stessa; se condivide la preoccupazione che tale nuovo assetto delle attività della Cooperativa Lou Dzeut possa costituire una diminutio per la comunità di Champorcher. Alle prime due domande l’Assessore ha risposto che i controlli saranno fatti dall’Assessorato per ciò che gli compete, e dal Gal. Per il resto ha affermato che la cosa più importante è permettere alla cooperativa di lavorare e che si presterà attenzione perché la produzione tipica sia tutelata. Chiara ha replicato ricordando gli accordi presi a settembre, durante il sopralluogo, per cui tutti avevano accettato l’ampliamento a Donnas, con l’impegno a mantenere il grosso della produzione a Champorcher. Ha poi respinto una ad una le accuse di falsità contenute nell’interpellanza e avanzate dalla presidente della cooperativa in una intervista apparsa su La Stampa.
Interpellanza: Stato di attuazione della Maison de la montagne e ipotesi di realizzare una struttura per l’arrampicata sportiva adatta a competizioni internazionali (Chiara)
La Maison de la montagne, prevista con iter fulmineo dalla legge regionale 12/2023 (assestamento) e con un contributo urgente di 3 milioni di euro, dovrebbe sorgere vicino alla Torre piezometrica nell’area dell’Espace Aosta e diventare la sede dell’Associazione valdostana maestri di sci e dell’Unione valdostana delle guide alpine di alta montagna. Dovrebbe anche ospitare una parete attrezzata per l’arrampicata sportiva per la formazione degli associati, ma sarebbe escluso l’uso per finalità commerciali e per fruitori esterni. Abbiamo appreso, però, che non ci sarebbe stato all’interno dell’Uvgam un preventivo confronto riguardo al progetto di tale opera e alla sua ubicazione, così come siamo venute a conoscenza di uno studio di fattibilità per la realizzazione di una palestra per l’arrampicata indoor e outdoor di interesse internazionale, proprio vicino alla Torre. In ogni caso tutto è fermo. Abbiamo quindi chiesto quale sia lo stato di attuazione della Maison de la montagne, visto che la somma stanziata non utilizzata nel 2023 è finita in avanzo di amministrazione; se la struttura per l’arrampicata ipotizzata nello spazio esterno sarà effettivamente destinata soltanto alla formazione e all’allenamento degli associati Uvgam e Avms; se lo studio di fattibilità citato sia stato preso in considerazione durante l’iter che ha portato alla scelta di realizzare la Maison de la montagne e se sia stata valutata l’ipotesi di una struttura per l’arrampicata sportiva adatta a competizioni di livello internazionale che potrebbe offrire una soluzione alle carenze in questo settore e l’opportunità di godere di uno spazio più moderno e fruibile rispetto a quelli attuali, che risultano modesti per dimensioni e qualità. L’Assessore allo sport ha detto che i vari passaggi sulla Maison de la montagne sono stati trattati sia in Assemblea dei rappresentanti (circa una decina di persone), sia in Giunta esecutiva (ma non nell’Assemblea generale molto più ampia!) Ha poi detto che a seguito di approfondimenti Uvgam e Maestri di sci hanno chiesto di poter beneficiare del finanziamento per il 2024 ed è stato predisposto un articolo che sarà inserito nella prossima legge di assestamento di bilancio finalizzato alla concessione del contributo considerato che la progettazione è pressoché ultimata. Non ha confermato che la struttura di arrampicata sportiva sarà realizzata. In ogni caso, qualora la parte attrezzata dovesse essere realizzata, sarà destinata unicamente alle attività di formazione degli associati. Non è a conoscenza dello studio di fattibilità citato. La realizzazione della Maison de la montagne non richiede alcuna variazione al piano regolatore comunale. Ha sostenuto che la Valle d’Aosta non è sprovvista di strutture per arrampicata. Ce ne sono a Courmayeur, La Thuile, Cogne, Gressan, Valtournenche, Verrès, Champoluc, Brusson, Gaby, Antey e ad Aosta. La Maison de la montagne soddisferà le esigenze di spazi rappresentate da Avms e Uvgam, ma non ha escluso altre iniziative; l’Amministrazione regionale e l’Uvgam non sono contrarie ad iniziative imprenditoriali da parte di privati cittadini. Chiara ha replicato che c’è qualcosa che non torna: l’Assessore aveva detto che la Maison era una richiesta esplicita di Uvgam, mentre il Presidente dell’associazione, rispondendo ad una lettera sull’argomento, parlava di una “esclusività” dell’Amministrazione. Apprendiamo che nel prossimo assestamento sarà inserito un altro finanziamento di 3 milioni di euro, perché i precedenti sono appunto andati in avanzo: risorse che si potevano destinare ad altri settori, ma si doveva fare in fretta e i risultati oggi sono questi. Non prendere in considerazione uno studio di fattibilità per la realizzazione di una palestra di interesse internazionale non è un atteggiamento corretto: è vero che ci sono tante strutture in Valle, ma sono piccole, sottodimensionate, non collegate fra loro e non rispondono adeguatamente alle richieste in termini di volumi di clienti e di offerta.
Mozione: impegno ad audire in quinta Commissione i vertici della Casa di riposto J.B. Festaz, il Rup e il project manager sui lavori di costruzione dell’ospedale di comunità (Aggravi, Erika)
Il Consiglio ha approvato all’unanimità una mozione congiunta del nostro gruppo e quello di Rassemblement Valdôtain che impegna il Presidente della quinta Commissione a calendarizzare un’audizione con i vertici della Casa di riposo J.B. Festaz, con il Responsabile unico del procedimento e il project manager del progetto per un approfondimento al fine di avere contezza dello stato tecnico ed economico dei lavori eseguiti sino ad oggi per la realizzazione dell’ospedale di comunità, nonché delle eventuali varianti in corso d’opera identificate o da identificarsi per il completamento degli interventi sulla struttura. Il recente sopralluogo effettuato dalla quinta Commissione nei locali della Casa di riposo ha fatto emergere criticità sullo stato delle colonne del sistema idrico e il confronto avuto con il Presidente del Consiglio di amministrazione, il Direttore della struttura, il Coordinatore del Dipartimento sanità regionale, il progettista e il responsabile della ditta esecutrice dei lavori, rimangono molte perplessità sulla situazione dei lavori che deve essere chiarita quanto prima in sede di Commissione.» L’assessore Marzi ha osservato che «i lavori, finanziati con fondi Pnrr, si stanno svolgendo regolarmente e nel rispetto dei tempi, considerata anche l’importanza dell’investimento nella programmazione regionale. La Sezione di controllo della Corte dei conti ha constatato la conformità dell’attuazione del progetto agli standard previsti. Riguardo allo stato delle colonne idriche queste non possono essere ricomprendere nell’intervento nei fondi Pnrr che sono destinati solo alla realizzazione dell’ospedale di comunità. L’intervento più ampio sulle colonne d’acqua può essere programmato successivamente e stiamo già facendo le opportune valutazioni per intervenire con fondi regionali.»
Mozione: invito alla Commissione Paritetica per la definizione dello schema di norma di attuazione in materia di concessioni idroelettriche e monitoraggio del suo iter in Prima commissione consiliare (Chiara, Erika)
La mozione auspicava la rapida definizione dello schema di norma di attuazione sulle concessioni per derivazioni d’acqua e invitava i componenti di parte regionale della Commissione paritetica ad operare per ottenere la competenza piena e ampia della Regione di disciplinare con propria legge le procedure e modalità per il rilascio delle concessioni idroelettriche. Il testo impegnava inoltre la Commissione consiliare competente a monitorare l’iter del provvedimento al fine di avere puntuali aggiornamenti e preparare nel migliore dei modi la discussione e la decisione del Consiglio regionale. E’ stata respinta con 28 voti di astensione (UV, FP-PD, AV-VdAU, PlA, SA, Lega VdA, FI) e 7 a favore (PCP, RV, GM). Chiara ha rilevato che la titolarità delle acque pubbliche da parte della Valle d’Aosta e la possibilità di disciplinarne l’utilizzo sono temi fondanti della nostra autonomia. Purtroppo la questione ha avuto solo un riconoscimento parziale nel nostro Statuto, tanto che successivamente si è dovuti intervenire con norme di attuazione, come quella del 2016 che ha riconosciuto infine la titolarità di gran parte delle acque pubbliche, anche ad uso idroelettrico da parte della Regione. L’articolo 8 dello Statuto risulta però superato dall’evoluzione normativa e deve essere adeguato con una ulteriore norma di attuazione, in particolare l’ultimo comma che riserva allo Stato la disciplina della procedura e le norme tecniche delle concessioni. Il Consiglio regionale nel 2019 ha richiesto la predisposizione di uno schema di norma di attuazione in tal senso: la Commissione paritetica ha elaborato due bozze (2019 e 2022) che però non hanno concluso il loro iter ed è necessario e urgente arrivare a una soluzione definitiva della questione. A nostro parere si sta sottovalutando l’importanza di questo provvedimento e la sua valenza sotto l’aspetto autonomistico: è in gioco la competenza legislativa della Regione sulla disciplina delle acque pubbliche. Il Presidente della Regione nell’annunciare l’astensione ha ripetuto che la Commissione paritetica, pur operando su impulso della politica, è un organo tecnico e indipendente; il Consiglio regionale non deve sostituirsi all’interlocuzione del Governo con la Paritetica e non deve indirizzare passo dopo passo i lavori della Commissione. Non ha preso una posizione politica sulla norma di attuazione. Ha sostenuto che in questi 4 anni c’è stato un confronto intenso sulla tematica (!) che la situazione che si è evoluta nel tempo, oggi c’è la necessità di identificare un percorso che consenta di individuare il nuovo gestore. Chiara ha replicato che l’atteggiamento della maggioranza, in particolare della componente autonomista, è sconcertante e inaccettabile: c’è una palese rinuncia a difendere le prerogative autonomiste.