Per il Consiglio del 5 e 6 ottobre avevamo all’ordine del giorno 13 iniziative, alcune delle quali rinviate dal Consiglio di luglio: 1 question time, 1 interrogazione a risposta scritta, 2 interrogazioni, 8 interpellanze e 1 mozione.

Nella prima parte della seduta si sono discusse alcune mozioni rinviate dai consigli precedenti, segnaliamo in particolare due mozioni della Lega e una di Forza Italia, sulle quali siamo intervenute e ci siamo astenute.

Non abbiamo condiviso la richiesta di riaprire la caccia alla lepre variabile e alla pernice bianca, sospesa dal 2019 in attesadi uno studio scientifico finalizzato alla definizione dello stato quantitativo e qualitativo delle due specie riguardo, e in ogni caso per 5 stagioni venatorie. La Lega ha sostenuto che documenti dell’assessorato testimonierebbero di una presenza robusta di lepri e pernici e l’Assessore ha fatto riferimento a studi in itinere che confermerebbero un aumento di esemplari. Nessuno di noi ha visto questi documenti, ma abbiamo fatto subito un accesso agli atti per averne contezza e stiamo aspettando la risposta. In ogni caso riteniamo che venir meno all’impegno della mozione sia scorretto e denoti un atteggiamentotrasversale del Consiglio perlomeno superficiale.

La seconda mozione chiedeva di dar corso all’art. 1 della legge regionale sul lupo, in particolare di decretare il buon livello di conservazione del lupo sul nostro territorio e autorizzare laddove possibile il prelievo, la cattura e l’eventuale abbattimento.La mozione è poi stata emendata dall’Assessore Sapinet, ma in buona sostanza è a nostro avviso inutile, perché riproponequanto contenuto in legge e non può certo modificare norme sovraregionali e sovranazionali. Ci siamo astenute.

Un’altra mozione è stata proposta da Forza Italia e aveva per argomento il caro energia, in senso lato. L’impegno propostoinizialmente era di predisporre in 90 giorni una norma di attuazione per sopprimere dalla bolletta la componentetariffaria relativa agli oneri di trasporto e di sistema e anche di predisporre un generico disegno di legge per un rimborso ai residenti della componente energia della bolletta, attraverso gli utili di CVA. Abbiamo proposto degli emendamenti per un impegno diverso, proponendo di avviare una interlocuzione con CVA finalizzata a una scontistica immediata e diretta sulle bollette delle famiglie e delle imprese senza passare da disegni di legge e norme di attuazione, ma sono stati respinti. La mozione è stata poi emendata dal Governo e alla fine si è votato (astenute noi due e Rollandin) un genericoimpegno ad affrontare il problema in commissione.

Interrogazione a risposta scritta: Informazioni in merito al progetto inserito nel PNRR di elettrificazione della tratta Ivrea-Aosta (Chiara, Erika)

Ad agosto avevamo depositato questa interrogazione per avere un aggiornamento sull’iter del progetto di elettrificazione della ferrovia, sulla precisa posizione della Regione in conferenza di servizi relativa al progetto di RFI e sulle interlocuzioni con i parlamentari valdostani al fine di sostenere e monitorare il progetto. Lo scopo era anche di sollecitare una dichiarazione della Regione in replica all’opposizione del comune di Ivrea al progetto per le criticità che sono previste in città. Il presidente ha risposto parzialmente alle domande ma ha confermato in sostanza il parere favorevole dellaRegione al progetto, condividendo alcune osservazioni dei comuni interessati dalle opere. L’iter quindi procede, nonostante le posizioni contrarie di molti sia all’interno della maggioranza, sia all’opposizione.


Question time sulla candidatura di Aosta come Capitale italiana della Cultura 2025 (Erika, Chiara)

Con un’interrogazione a risposta immediata Erika, richiamando le notizie apprese dopo il Consiglio comunale di Aosta, dove «si parla di un’adesione della Giunta regionale al dossier e di un diniego all’iniziativa da parte dell’Ufficio della Presidenza delConsiglio», ha chiesto di conoscere la posizione ufficiale della maggioranza regionale alla proposta di candidatura di Aosta come Capitale della Cultura 2025 e quali atti formali la sostengono, dal momento che non è stato possibile reperire alcun documento in merito. L’Assessore Guichardaz, ha risposto che «abbiamo deciso di sostenere questo impegno fattivo e, oltre ad aver dato un incarico per la stesura del dossier di candidatura, abbiamo già messo a bilancio importanti fondi per investimenti sul patrimonio culturale valdostano e per la riqualificazione di beni e servizi anche in vista della data del 2025. Oltre ad una lettera di intenti che abbiamo formalizzato al Comune di Aosta, abbiamo agito con i fatti e continueremo fortemente a farlo. Se Aosta sarà designata quale Capitale della Cultura 2025, riteniamo che si renderà necessaria una legge ad hoc. Comunque, a prescindere dall’esito della candidatura, è importante compiere questi investimenti materiali e immateriali anche in funzione del 2050° anno della fondazione di Augusta Prætoria, che sarà un’occasione per celebrare la città di Aosta e un’opportunità unica per l’intera regione.» Erika, nella replica, haringraziato l’Assessore per i chiarimenti e ha commentato: «Apprendiamo con favore della lettera d’intenti e dell’impegno fattivo dell’Assessorato, addirittura attraverso lo stanziamento di fondi e la possibilità di realizzare una legge ad hoc, come avevamo chiesto. Alla luce di questa risposta non si capisce proprio perché l’Ufficio di Presidenza abbia preso unastrada diversa dalla maggioranza. Abbiamo fatto un accesso agli atti per capire quali sono le vere motivazioni che stanno dietro questa decisione.»


Interrogazione: Problematiche relative all’emissione delle nuove tessere sanitarie senza microchip e al loro utilizzo comebuono pasto (Chiara)

A partire dal mese di giugno il Ministero delle Finanze ha iniziato ad inviare le nuove tessere sanitarie prive di microchip, a causa della difficoltà internazionale di reperire i materiali di cui sono composti. La conseguenza è che le funzioni delle nuove TS sono limitate, il che genera disagi ai cittadini per il pagamento dei ticket sanitari ma anche per gli utilizzi come carta dei servizi. Il Ministero ha poi deciso che si può prorogare la validità delle vecchie tessere fino al dicembre 2023, recuperando i codici PIN e PUK delle stesse e accedendo al portale del Ministero. Una procedura tutt’altro che semplice, senza contare che molti utenti hanno smarrito i codici. Ma tant’è. In Valle d’Aosta si aggiunge un altro problema in quanto le TS sono anche utilizzate dai dipendenti regionali come buono pasto elettronico e, se non si riesce a prorogare la sua validità, la tessera non si può utilizzare, con disagi facilmente immaginabili (uso dei moduli di registrazione cartacei, tempi lunghi, difficoltà per gli esercenti a ricevere i pagamenti in tempi accettabili). Il presidente ha risposto oltre alla proroga è possibile usare i moduli cartacei per la registrazione del pasto, oppure scaricare due app per la registrazione; infine si può fare unaprocedura manuale digitando tutti i dati dell’intestatario della carta sul POS. Secondo noi, almeno per questo utilizzo sarebbe più razionale prevedere a livello regionale una proroga automatica della validità della carta.


Interrogazione: Applicazione di tariffe agevolate a possessori della Disability Card (Chiara)

L’interrogazione nasce da una segnalazione che ci è giunta da fuori Valle e che ci ha negativamente sorpreso perché sembra chenella nostra regione la Disability card (la Carta europea della disabilità che sostituisce tutte le certificazioni attestanti il grado di disabilità e dà diritto ad una serie di agevolazioni) non sia accettata dalle società di impianti a fune per operare delle riduzioni sul prezzo dei biglietti. Abbiamo avuto conferma che è effettivamente così. Si tratta di uno strumento previstoda un decreto del 2013, il n.159, ma abbiamo appreso che ad oggi nessun soggetto pubblico della nostra regione ha sottoscritto l’apposita convenzione con il Ministero competente.

Abbiamo evidenziato che tale situazione è negativa e anche incoerente da parte di una regione che recentemente hapuntato tutto sulla inclusività delle persone con disabilità nel progetto “Sci per tutte le abilità”, e non accetta la Disability card, in vigore da 9 anni, per l’utilizzo degli impianti.

Increscioso anche il fatto che alla mail inviata il giorno stesso dello spiacevole inconveniente l’ufficio turistico diGressoney non abbia dato la benché minima risposta. Non è così che si accolgono i turisti, né quelli normodotati né quelli con disabilità. L’invito è quindi a correre celermente ai ripari: basta una comunicazione scritta che inviti tutti i soggettipubblici e alle partecipate, ma perché no anche ai privati perché si attivino al riguardo.


Interpellanza: Rinnovo del contratto del comparto unico regionale per il triennio 2019/2021 (Chiara, Erika)

Il contratto dei dipendenti del comparto unico regionale è scaduto quattro anni fa, nel 2018, e non è ancora statorinnovato nonostante ci siano state molte sollecitazioni al riguardo.

A inizio maggio è stato sottoscritto il contratto statale e anche i contratti dei dipendenti delle regioni a statuto ordinario sonostati rinnovati. La Valle d’Aosta è ferma.

Il contratto collettivo regionale riguarda circa 5000 dipendenti, giustamente preoccupati e arrabbiati, anche perché la prima richiesta di rinnovo da parte sindacale è di inizio 2021. Abbiamo chiesto quali sono i motivi che determinano il perdurare del mancato rinnovo dei contratti, quante sono le risorse finanziarie necessarie e disponibili, quali sono leazioni che l’amministrazione intende intraprendere per dare corso e assicurare buon esito alle trattative sindacali, quali sono i tempi entro cui si intende avviare e concludere tali trattative. Il presidente ha risposto che la situazione dello sblocco del contratto è risultata più complicata del previsto eha richiesto tempi molto lunghi. Ci sono comunque stati molti contatti con i sindacati e la strada per il rinnovo è ora delineata.Recentemente sono state emanate dal COREPOC (Comitato regionale per le politiche contrattuali) due direttive che il CRRS (Comitato per le relazioni sindacali) ora dovrà discutere con i sindacati. Le risorse sono di 2 milioni per il 2019, 4 milioni per il 2020 e 7 milioni per il 2021. La previsione è di arrivare a chiudere il tutto entro fine anno.


Interpellanza: Caro energia, conseguenze sulla CAS, richiesta a CVA per azioni volte a sostenere il sistema produttivo valdostano (Chiara, Erika)

Nell’ultima settimana di agosto la Cogne ha annunciato una interruzione della produzione e la cassa integrazione guadagni per circa duecento lavoratori. La sospensione della produzione non è stata dovuta a carenza di richieste dei prodotti, ma all’incremento enorme e abnorme nei costi dell’energia necessaria per il ciclo produttivo dell’acciaio. SecondoCAS il costo del gas nel giro di un anno si è moltiplicato per 5, ma anche che il costo dell’energia elettrica è notevolmente aumentato e l’insieme dei due fattori ha determinato una crisi che permane. E’ un problema comune a tutte le aziende “energivore” come la Cogne, ma riguarda anche l’intero sistema produttivo e l’insieme della società. Per quanto riguarda i costi del gas, la Regione non può fare molto, ma per quanto riguarda l’energia elettrica il discorso è a nostro avvisodiverso; la Regione può intervenire perché è proprietaria di CVA che produce, con le sue centrali idroelettriche, una grande quantità di energia, di cui solo una minima parte viene utilizzata in Valle: il 70 – 80% per cento di energia è venduta fuori Valle, mentre importiamo, per coprire il fabbisogno energetico, grandi quantità di combustibili fossili. CVA è una azienda pubblica che ha degli utili molto rilevanti che in quest’ultimo anno sono ulteriormente cresciuti. Oltre ai profitti ci sono stati poi anche nel 2021 e nel corso del 2022 gli extraprofitti. Questo perché un sistema distorto nello stabilire i prezzidell’energia ha fatto sì che mentre le famiglie e le imprese sono in difficoltà, le aziende produttrici di energia moltiplicano i loroutili. La tassa sugli extraprofitti di CVA è pari a 25.372.379 euro, il che significa che gli extraprofitti sono pari a 101 milioni 488mila euro. Se mettiamo insieme questi elementi ci troviamo di fronte ad una contraddizione che è macroscopica e che deve essere affrontata e possibilmente risolta: la Cva, di proprietà pubblica, che è nata per perseguire l’interesse dellacomunità valdostana, di fatto non consente al sistema produttivo valdostano di utilizzare energia a basso costo. Eppure questo dovrebbe essere il suo primo compito: permettere alle aziende, a tutte le attività economiche, al sistema di assistenza sanitaria, alla pubblica amministrazione, alle famiglie di avere a disposizione energia elettrica in adeguate quantità e a costi non distanti da quelli indispensabili per la produzione. La Cogne ha come principale fornitore di energia elettrica Edison, perché icontratti sono più vantaggiosi.

Abbiamo quindi chiesto quali approfondimenti e valutazioni sono stati fatti sulle cause e sugli effetti dell’incremento deicosti delle bollette dell’energia elettrica nello specifico del sistema produttivo valdostano; quali considerazioni sono state effettuate riguardo alla palese inadeguatezza degli sconti finora applicati da CVA alla CAS; se si intende dare mandato aCVA di sviluppare un’azione più incisiva rispetto alle esigenze del sistema produttivo valdostano; quali sono le difficoltà, normative, finanziarie e/o organizzative da superare per perseguire l’obiettivo di fornire una offerta di energia idroelettrica parametrata sugli effettivi costi di produzione.

La risposta dell’Assessore Caveri è stata pdeludente, con una valutazione sarcastica circa il nostro ragionamento sostenuto, a suo dire, da una logica “sovietica, pauperista, francescana”. CVA è una impresa che “sta sul mercato e non può regalare l’energia, ha obblighi precisi e la Regione non può dettare una linea, chiederle di fare prezzi predatori”, “esportare energia è una ricchezza per la Valle d’Aosta” ecc. Però ha poi ammesso che “ogni eventuale miglioria nelle offerte a imprese e famiglie è fattibile, ma non si può dire ai valdostani che la CVA è una mucca da mungere”. Mah…


Interpellanza: Promozione di un organico di diritto più vicino alle esigenze della scuola e informazioni sulle cattedreancora vacanti (Erika, Chiara)

Nell’ultimo consiglio di settembre abbiamo appreso dalle informazioni dell’assessore che dopo il termine delle operazioni sulleGRS, conclusosi in data 23 settembre, risultavano residui ancora 139 posti così suddivisi: nella scuola secondaria di primo grado 47 posti rispetto alle classi di concorso e 18 per i posti di sostegno e nella scuola secondaria di secondo grado 74 posti rispetto alle classi di concorso. Con questa interpellanza abbiamo voluto capire dall’Assessore, il numero delle cattedre ancora vacanti al 1° ottobre 2022, quante delle cattedre coperte successivamente alle operazioni sulle GRS siano coperte da insegnanti con titolo o senza e se è intenzione dell’Assessore promuovere un organico di diritto più vicino alle esigenze della scuola. Nella risposta l’Assessore Caveri ha evidenziato che dei 139 postirimasti, 102 sono stati assegnati a supplenti senza i titoli e un quinto di questi hanno il delicato compito di occuparsi del sostegno. Negli ultimi anni sono stati attivati i corsi di specializzazione Tfa (Tirocinio formativo attivo) presso l’Universitàdella Valle d’Aosta, ma il numero di docenti che hanno conseguito la specializzazione per la scuola secondaria è stato inferiore al fabbisogno annualmente segnalato. Al 1° ottobre risultavano così scoperti posti di sostegno nelle superiori, due cattedre euno spezzone orario sulla classe di Scienze tecnologiche elettriche ed elettroniche dell’Isiltp di Verrès e due cattedre didiscipline musicali perché le classi di concorso molto specifiche risulta difficile trovare personale docente idoneo. Rispetto all’organico secondo l’Assessore quello di diritto è il più vicino possibile alle successive richieste. Nella replica Erika si dice preoccupata e chiede all’Assessore di analizzare meglio questi dati perché l’assenza dei titoli è legata a mancanza diprogrammazione e organizzazione e pesa sull’aspetto didattico. Questo se avviene sui sostegni è ancora più deleterio viste le necessità di questi soggetti fragili. Non stupisce l’assenza di docenti delle discipline specialistiche che venivano reclutatida fuori regione, ma visti i ritardi ora non risultano più essere disponibili. Rispetto all’organico se si tenesse conto dei distacchi dati ai vari docenti e delle iscrizioni dei fuori sede sicuramente ci sarebbero meno posti da coprire a settembre. Non ci convince quindi per nulla questa volontà di non ripensamento da parte dell’Assessore.


Interpellanza: Iter per l’approvazione della road map per l’obiettivo fossil fuel free al 2040 e per la definizione del pianodi decarbonizzazione (Chiara)

Nel richiamare l’ordine del giorno del 2018, che prevedeva di arrivare entro il 2040 ad una Valle d’Aosta senza utilizzo di combustibili fossili, al quale ha fatto seguito la “Road map” approvata dalla Giunta regionale nel febbraio 2021, Chiara ha osservato che da allora, solo dopo numerose nostre sollecitazioni, la Road map è stata presentata alle Commissioni a giugno 2021 e poi non è più stato fatto nulla. Ha quindi interpellato il Governo regionale per sapere quando sarà approvata dal Consiglio e per conoscere gli ulteriori passi che si intendono realizzare per definire il piano regionale di decarbonizzazione. Ha inoltre chiesto quale sia attualmente la percentuale dei consumi energetici complessivi in Valle coperti con l’utilizzo dei combustibili fossili e in quali settori si intenda intervenire in via prioritaria per raggiungerel’obbiettivo entro il 2040.

Il Presidente ha risposto che per la “Road map” non è richiesta l’approvazione del Consiglio, cui saranno invece sottoposti i Piani attuativi. Il principale documento di riferimento per perseguire gli obiettivi di decarbonizzazione sarà il Piano energetico ambientale regionale (PEAR), in fase di redazione. Ha poi riferito che nel 2019 il 66% dei consumi finali netti è costituito da fonti fossili e il 34% da fonti energetiche rinnovabili. Per raggiungere l’obiettivo fossil fuel free, i settori prioritari di intervento sono quelli del settore civile e dei trasporti. Chiara nella replica ha affermato che la “Road map” ha un’importanza strategica enorme ed è necessaria un’approvazione da parte del Consiglio: si tratta di undocumento che indica le linee guida ed è quindi ad un livello superiore rispetto ai vari Piani attuativi – a partire dal PEAR – che invece saranno sottoposti al Consiglio. La strategia di decarbonizzazione è da mettere in piedi ed è diversa dai piani di adattamento ai cambiamenti climatici, dove non si parla di settore civile e dei trasporti. Dal 2017 al 2019 la situazione è addirittura peggiorata, passando dal 63% al 66% di consumo da fonti fossili: se invece di migliorare regrediamo, come si potrà arrivare alla decarbonizzazione entro il 2040? Non c’è una tempistica adeguata come non c’è una seria organizzazione di interventi: di fatto siamo rimasti alle enunciazioni dell’ordine del giorno del 2018, forse votato senza reale consapevolezza del suo significato.


Interpellanza: Procedura regionale di registrazione delle Disposizioni Anticipate di Trattamento (testamento biologico)nel Fascicolo sanitario elettronico (Chiara)

Siamo tornati su un argomento che il Consiglio regionale aveva discusso tre anni fa, in relazione ad una mozione di Rete civica e che era stata approvata all’unanimità a giugno 2019. L’impegno per il Governo era di attivare le relative procedure per la registrazione nel Fascicolo Sanitario Elettronico delle Disposizioni Anticipate di Trattamento(DAT). La legge 219 stabilisce anche che le singole Regioni adottino delle modalità telematiche di gestione della cartella clinica come il fascicolo sanitario elettronico e che possano regolamentare la raccolta dei dati delle DAT, compresa l’indicazione del fiduciario e il loro inserimento nella banca dati. In Valle d’Aosta sono state stabilite dal Celva delle disposizioni che rendono le procedure per depositare le DAT notevolmente complesse. Per questo avevamo chiesto in quella mozione che, sull’esempio della regione Puglia, si inserissero le DAT nel fascicolo sanitario elettronico e c’era statoil consenso di tutti. La Regione si era poi attivata tramite INVA per elaborare una proposta tecnica perl’implementazione del fascicolo sanitario, ma rispondendo ad una nostra interrogazione di settembre ’19 l’allora Assessore disse che occorreva attendere la costituzione “della banca dati nazionale che costituirà l’unica fonte certa di informazioni a disposizione dei medici curanti e dei fiduciari“; tale Decreto (n.168 del 10 dicembre 2019) ha provveduto a disciplinare le modalità di registrazione nella Banca dati nazionale. Abbiamo quindi chiesto come equando si prevede di dar corso alla Mozione alla luce dell’istituzione della Banca dati nazionale. L’Assessore haaffermato che la Banca Dati nazionale non prevede che ci sia una trasmissione attraverso il FSE, ma soloattraverso le modalità inizialmente previste (quindi tramite notaio, Comuni…). Verificheremo e cercheremo di capire se le cose stanno effettivamente così e cosa si potrà fare per semplificare le attuali procedure che in Valle sonopiù complesse che altrove.


Interpellanza: Implementazione delle risorse dell’Unità Multidimensionale della Disabilità (UVMDi) e servizi sulterritorio (Chiara)

Siamo intervenute a proposito dell’Unità di Valutazione Multidimensionale della Disabilità e dei suoi compiti.Questa struttura è stata istituita nella nostra regione il 29 gennaio 2018 con la Dgr n.75 ed è deputata alla valutazione di funzionamento delle persone con disabilità e alla conseguente elaborazionedel Progetto di Vita della persona, che prevede la definizione di obiettivi prioritari e interventi idonei asoddisfare i bisogni emersi. E’ organismo che offre un indispensabile sostegno nell’ambito dei servizi per le personecon disabilità. Tuttavia tale Unità è sottodimensionata in quanto a organico e non può materialmente predisporrein tempi adeguati i vari Progetti di vita, come richiederebbe la situazione, considerato l’alto numero delle persone condisabilità. A questo proposito abbiamo evidenziato che incredibilmente non sono reperibili i dati aggiornati sultotale delle persone con disabilità residenti in Valle d’Aosta, ma incrociando i vari dati dovrebbero essere oltre5000 persone e per una parte consistente (ma non sappiamo per quanti…) dovrebbe essere redatto il Progetto di vita da cui discende la scelta dei servizi e delle attività di cui necessitano gli utenti, il loro inserimento o menoin strutture dedicate ecc. Per realizzare tutti i Progetti di vita e arrivare a regime passeranno anni: dalleinformazioni che abbiamo, infatti, attualmente si elaborano alcune decine di progetti ogni anno. L’UVMDi deveessere potenziata. Abbiamo quindi chiesto quali e quante sono le figure professionali che operano nellaUnità Multidimensionale di cui in premessa; quanti sono i Progetti di vita elaborati dal 2018 ad oggi equanti Progetti si prevede di dover ancora realizzare; se si sta operando per implementare le risorse esistenti ese è in atto la programmazione di un sistema di servizi in grado di rispondere alle varie esigenze e dare attuazione ai Progetti di vita. L’Assessore ci ha risposto che non c’è effettivamente un censimento generale dei disabili in VdA, è stato dato un incarico a Fondazione comunitaria per arrivare ad una fotografia della realtà,per poter fare programmazione. Nella UVMDi ci sono attualmente un assistente sociale, un educatore professionale, due rappresentanti di USL, il Medico curante del disabile, l’équipe territoriale, il disabile o un rappresentante della sua famiglia. Attualmente ci sono 90 progetti di vita, di cui 84 attivi e 4 in fase di realizzazione; 30 quelli in attesa (il progetto di vita non viene fatto automaticamente, bisogna richiederlo e probabilmente molti non sanno neppure che esiste). E’ sicuramente una struttura da implementare, anche con l’utilizzo dei case manager (attualmente 30, di cui 18 nei CEA), per cui verrà bandito a breve un concorso per 6 nuovi posti. Nel PNRR alla missione 5 sono previste delle risorse che si potranno utilizzare.


Interpellanza: Azioni volte a risolvere il problema della carenza dei medici di medicina generale e di continuitàassistenziale sul territorio (Erika)

Erika, nel richiamare una serie di atti volti a dare supporto alla medicina di assistenza primaria e a garantire la continuità assistenziale ai residenti nelle località in cui vi sono stati trasferimenti e dimissioni da parte dei medici difamiglia, ha evidenziato che «gli ambulatori ad accesso diretto sono operativi solo nei giorni feriali e non è previstal’attività a domicilio, così come vi è un elevato numero di accessi al Pronto Soccorso.» Ha quindi voluto conoscere i datisull’attività degli ambulatori ad accesso diretto suddivisi per sede e tipo di accesso (turisti o residenti); il numero di pazienti attualmente senza medico di medicina generale e come saranno assicurate le visite a domicilio non urgenti per i pazienti privi di medico di famiglia; quali gli intendimenti per risolvere il grave problema della carenza di medici. L’Assessore Barmasse, ha premesso che la carenza di medici non riguarda solo la nostra regione ma tutto il territorio nazionale e anche la Francia e la Svizzera. Stiamo scontando gli errori di programmazione compiuti a livello nazionale: con il numero chiuso nelle facoltà e tempi lunghi per le abilitazioni. La soluzione ènell’essere più possibile attrattivi e organizzare al meglio il servizio medico territoriale con le migliori forze di cuidisponiamo. I dati fino a agosto rispetto agli accessi negli ambulatori gestiti prevalentemente da medici di medicinagenerale (MMG) ad Ayas, Cogne, Courmayeur, Gressoney, La Thuile, Pila e Valtournenche sono in fase di elaborazione. Per quanto riguarda i pazienti senza medico di medicina generale, nell’ambito territoriale 4 rimangono 3.200assistiti in attesa di scelta del medico, mentre sono 1.300 nel Distretto 2 (ambito 1). Per questi pazienti l’AUSL ha attivato nuovi servizi: un ambulatorio di accessodiretto presso il poliambulatorio di Donnas, ha prorogato l’attività dell’ambulatorio ad accesso diretto a Gressoney-Saint-Jean e attivato un ulteriore ambulatorio presso il consultorio di Variney. In merito alle visite a domicilio per i pazienti privi di medico di base, l’AUSL ha incaricato due medici per l’assistenza agli utenti non deambulanti in regime di Assistenza domiciliare integrata, Assistenza domiciliare in cure palliative e Assistenza domiciliare residenziale, oltrea garantire l’assistenza infermieristica. Inoltre, l’Assessorato sta lavorando alla predisposizione di un Accordo integrativo regionale per definire, tra le altre cose, specifici riconoscimenti economici per i medici in relazione agliambiti disagiati per carenza cronica di medici e per condizioni geografiche e popolazione assistita. Erika, nella replica, ha evidenziato come il quadro delineato non fosse molto confortante. I 4.500 pazienti senza medico andrannosicuramente ad aumentare, visti i dieci pensionamenti dei prossimi mesi. Attendiamo di leggere i dati sugli ambulatori ad accesso diretto che, tuttavia, non possono rappresentare una soluzione definitiva al problema, visto chenon viene garantito il rapporto di fiducia che caratterizza il rapporto medico curante-paziente, non c’è la continuità delle cure, non ci sono le visite domiciliari, non c’è la prevenzione, ma si tampona solo con un servizio di visite ambulatoriali e di ricette. Inoltre mancano le visite domiciliari che rappresentano un grande problema per le persone fragili e spesso ci si rivolge a professionisti a pagamento creando una grave disparità di trattamento.Non penso si voglia andare verso la privatizzazione anche delle cure primarie.


Interpellanza: Composizione e risultanze dell’audit interno all’Azienda USL e modalità di assegnazione degli incarichi diposizione organizzativa in scadenza (Erika, Chiara) RINVIATA

Mozione: Impegno a istituire un tavolo di lavoro per la modifica della legge regionale 14/2008 sulla disabilità nellospirito della legge 112/2016 “Dopo di noi” (Chiara, Erika) RINVIATA