Per questa seduta del Consiglio abbiamo presentato 24 iniziative, parte delle quali rinviate dal consiglio precedente: 1 question time, 10 interrogazioni, 11 interpellanze, 2 mozioni

Erika è intervenuta sulle Comunicazioni del Presidente del Consiglio rispetto alla legge di sobrietà depositata dal nostro gruppo che prevede l’equiparazione degli emolumenti del Presidente del Consiglio a quelli degli Assessori e non a quello del Presidente della Regione e alle dichiarazioni rilasciate da Bertin nei giorni precedenti evidenziando che:

  • la proposta di legge riguarda la carica del Presidente del Consiglio e non per il consigliere Bertin che oggi ricopre quel ruolo, ma non ha un’investitura a vita nonostante da oltre 16 anni sieda in consiglio regionale;
  • il consigliere Bertin definisce questa proposta “parziale, semplificatoria e populista”. Nella stessa relazione alla legge, come nel programma elettorale di PCP, lista in cui è stato candidato ed eletto il consigliere Bertin, si parla della necessità di una revisione complessiva, ma sappiamo bene che l’unico punto che ci trovava in accordo con i colleghi che facevano parte della maggioranza e oggi sono ancora nell’attuale maggioranza era la riduzione dell’indennità di funzione del Presidente del Consiglio tanto da metterlo nel programma di legislatura. (Il consigliere Bertin ha sottoscritto ben 7 leggi su questo tema, ma evidentemente come per l’ampliamento dell’ospedale, per la costruzione dell’aeroporto e per altri cavalli di battaglia ha cambiato idea);
  • il consigliere Bertin ha precisato che “a differenza di altre colleghe e colleghi, ho rinunciato a circa 60 mila euro, destinati al finanziamento di iniziative di solidarietà”.

Inviterei quindi il collega, prima di lanciarsi in certe affermazioni, di dichiarare se sta rispettando gli accordi economici sottoscritti con le forze politiche che lo hanno candidato e di verificare quanti suoi colleghi non solo facciano delle rinunce o donazioni, ma prestino servizio in associazioni di volontariato. E lo fanno in silenzio, perché la beneficienza si fa e non si dice, altrimenti diventa carità pelosa (come ricordava Pino Cerise in consiglio regionale).

Silenzio su tutta la linea di Bertin, degli FP-PD e degli autonomisti.

 

Question time sulla visita del Presidente del Consiglio dei Ministri (Chiara, Erika)

A proposito della recente visita in Valle d’Aosta della Presidente Meloni Chiara ha chiesto quali interlocuzioni sono intercorse tra la premier e il Governo regionale sul completamento dell’iter di varie norme di attuazione dello Statuto, con particolare riferimento a quella sulle competenze della Regione per l’assegnazione delle concessioni di grandi derivazioni idroelettriche. Un tema rilevante e urgente a cui non è stato fatto nessun accenno nell’intervento del Presidente Testolin: rilevato che la Commissione paritetica è presieduta proprio dal consulente giuridico del Presidente Meloni, un suo interessamento sulla questione sarebbe quanto mai efficace. Testolin ha risposto: «J’ai saisi l’occasion de la rencontre (…) pour présenter quelques questions prioritaires pour la Vallée d’Aoste (…). En ce qui concerne l’application du Statut spécial, quel que soit le Président de la Commission paritaire, il est important de suivre le processus complexe et articulé à la lumière des observations des Ministères compétents, afin de produire un texte cohérent avec le système constitutionnel européen. Lors de la visite du Président Meloni j’ai pu aborder tout brièvement la question des concessions hydroélectriques avec le Ministre Fitto qui était présent (…) et qui suit la question plus largement au niveau communautaireE basta. Chiara ha replicato: «il s’agit d’une question très importante qui concerne l’autonomie de la Vallée d’Aoste. Je trouve donc singulier que le Président n’ait pas mis au courant le Conseil de cette discussion avec le Président Meloni et le Ministre Fitto dans les communications en ouverture de cette séance du Conseil.» Il Presidente infatti nelle sue comunicazioni non aveva detto assolutamente nulla. D’altra parte molto spesso Testolin dice: “Pas de communications”

 

Interrogazione: Valutazioni in merito al progetto della stazione di arrivo dell’impianto di punta Indren nel comprensorio del Monterosa (Erika, Chiara)

Con questa interrogazione Erika ha chiesto novità rispetto al progetto di riqualificazione della struttura ricettiva adiacente alla stazione di arrivo del funifor Passo dei Salati-Punta Indren. L’assessore Bertschy ha evidenziato che il progetto presentato nell’ottobre 2022 prevedeva opere oltre il milione (1 milione e 400 mila euro) e la società ha quindi chiesto un aggiornamento per un abbassamento della cifra ritenendo che un importo così elevato poteva rendere infruttuosa la ricerca di un soggetto interessato. Tale progettazione è stata consegnata il 20 novembre. Erika nella replica ha evidenziato che forse questa attenzione sarebbe dovuta arrivare anche dalla Pila rispetta al mega ristorante del Couis. Ricordando fra l’altro che la struttura a punta Indren è molto gettonata anche per le numerose escursioni che partono da lì.

 

Interrogazione: ripercussioni della crisi del gruppo Stellantis sullo stabilimento Mcv di Verrès e su altri fornitori dell’indotto (Erika)

Erika ha chiesto aggiornamenti rispetto allo stabilimento MCV di Verres, vista la crisi di Stellantis. L’assessore Bertschy anche questa volta è stato molto vago e non ha dato risposte evidenziando che c’è una crisi di Stellantis, ma che per ora non vi sono ripercussioni sullo stabilimento di Verres che mantiene il piano di attuazione 2030. Erika ha fatto notare che non è così visto che gli operai di Verres non posso accedere al sistema premiante dell’azienda, lo spostamento della sede a Carmagnola è diventato un punto di debolezza, non si vedono nuove produzioni e la crisi di Melfi (stabilimento legato alle produzioni del MCV) non fa ben sperare. Erika ha chiesto un maggior coinvolgimento della Regione rispetto al futuro di questa azienda.

 

Interrogazione: normativa regionale sulla pratica degli abbruciamenti dei residui vegetali (Chiara)

Come già fatto nel 2022 e nel 2023, siamo tornate sulla necessità di una normativa regionale che regolamenti le pratiche di abbruciamento, che attualmente sono soggette soltanto a semplici e insufficienti linee guida. Un anno fa l’Assessore all’Ambiente Sapinet ci aveva detto che di lì a qualche settimana avrebbe presentato un disegno di legge insieme all’Assessore Carrel …è passato un anno e stiamo ancora aspettando… Sapinet ha risposto che a livello statale lo scorso anno è stato emanato un dl, con alcuni divieti più specifici, che ora è in fase di valutazione per capire quale sia il margine operativo della Regione che tenga conto delle nostre specificità. Continueremo ad aspettare: è stato ventilato che si definirà il tutto per la fine del 2024!

 

Interrogazione: mancata attivazione della sorveglianza Respivirnet e della trasmissione dei dati all’Istituto superiore di sanità (Chiara)

Abbiamo chiesto come mai nell’ultima settimana dell’anno scorso (ma anche a inizio febbraio) nel Rapporto Epidemiologico RespiVirNet (Sorveglianza Integrata dei Virus Respiratori) non compaiono i dati della Valle d’Aosta. Fino allo scorso anno nel bollettino la nostra regione compariva, e anche negli anni precedenti. La disponibilità e l’analisi dei dati sono indispensabili per una buona prevenzione. L’Assessore Marzi ha confermato che la collaborazione con il Ministero risale al 2011 ma mentre in passato erano 10 i medici che comunicavano regolarmente i dati, ora sono solo più 4 e le trasmissioni non avvengono nei tempi previsti e sono incomplete. Ha assicurato che si faranno delle azioni di sensibilizzazione da parte dell’Usl presso i MMG e ha annunciato un Protocollo per reclutare i cosiddetti medici sentinella. Speriamo si possano ottenere a breve dei risultati.

 

Interrogazione: informazioni sui medici di medicina generale e di continuità assistenziale (Erika)

Nuova interrogazione sulla sanità territoriale per conoscere il numero attuale di Medici di Medicina Generale in servizio e di MMG che servirebbero per coprire il servizio con il numero ottimale di pazienti divisi per distretto, il numero di MMG, divisi per distretto, che hanno il massimale bloccato a 1.200 pazienti e il massimale a 1.800 pazienti, i dati dei turni scoperti di Continuità Aassistenziale negli ultimi tre mesi divisi per distretto e le misure adottate dall’Azienda USL per sopperire alla carenza di MMG e CA ed aumentare la qualità e l’attrattività di queste figure. L’assessore Marzi dopo una premessa sulle difficoltà mondiali rispetto al reperimento di sanitari ha fornito i seguenti dati: mmg in servizio 76 anziché gli 89 necessari (55 nell’exD1/D2 – 22 nell’ex D3/D4), 18 mmg con massimale bloccato a 1200 pazienti (16 nell’ex D1/D2 – 2 nell’ex D3/D4), 17 mmg con il massimale a 1800 pazienti. 170 turni scoperti di CA (111 D1, 4 D2, 45 D3 e 10 D4). Le soluzioni prospettate dall’azienda sono sempre le stesse: ricerca fuori valle, praticanti a cui dare 1000 pazienti, soldi per zone svantaggiate e svantaggiatissime. Erika ha fatto notare il peggioramento della situazione rispetto agli ultimi 3 mesi monitorati nei primi mesi del 2023 in cui vi era una carenza di 13 mmg, gli mmg con il massimale bloccato a 1200 pazienti erano 11 e quelli con 1800 pazienti 15. Con questi dati sono chiare le motivazioni di questo affollamento del pronto soccorso.

 

Interrogazione: notizie sulla nota della società Ativa sull’interruzione del collegamento autostradale da Torino (Erika)

In questa nuova interrogazione Erika ha voluto conoscere meglio le tempistiche rispetto alla data di consegna della nota di Ativa che annunciava l’interruzione del collegamento autostradale e al coinvolgimento della Regione su questo argomento. Il presidente Testolin ha dichiarato che la lettera di Ativa era del 18 gennaio, che la Regione ha risposto il 19 ed essendo pubblica la notizia non sono stati coinvolti direttamente i parlamentari. Ha rilevato inoltre che il Comitato Operativo per la viabilità non prevede la presenza di un rappresentante valdostano, ma che nell’ultimo del 5 febbraio sono stati invitati. In quella sede i dirigenti del Ministero delle infrastrutture e trasporti, a seguito delle rimostranze esternate dal Governo regionale e dalle preoccupazioni espresse dagli operatori economici valdostani, hanno manifestato attenzione nei confronti delle esigenze emerse dai territori e trovato una soluzione non risolutiva, ma che potrebbe migliorare la situazione. Erika nella replica ha fatto notare che la lettera del 18 gennaio avviene dopo una diffida del Ministero e per una vicenda con uno storico importante. Ancora una volta la nostra Regione non viene assolutamente considerata. Rispetto alla pubblicità della notizia faccio rilevare al presidente che anche i consiglieri regionali hanno appreso di questa chiusura dal notiziario primalinea il 22 gennaio e non da comunicati della presidenza. Forse si è anche sottovalutata la situazione?

 

Interrogazione: modalità e tempistiche per la sostituzione di un componente dimissionario di parte regionale nella Commissione paritetica (Erika)

Dopo le dimissioni di Rollandin avvenute nel mese di gennaio Erika ha chiesto al Presidente della Regione le modalità e le tempistiche per l’ennesima sostituzione e lo stato dell’arte dei singoli dossier trattati dalla Commissione paritetica. Il presidente Testolin ancora una volta non ha dato risposte, a parte il fatto di aver messo al corrente l’aula di aver comunicato al ministro Calderoli le dimissioni di un componente, di lavorare per la sostituzione senza alcuna fretta visto che la Commissione paritetica rimane comunque operativa, ma che su questa sostituzione verrà informato il Consiglio. Erika ha fatto notare che dal 2020 ad oggi la Commissione è stata modificata ben 5 volte e che ad oggi non è stato prodotto un solo risultato in tutta questa legislatura. Ha puntualizzato al presidente che non è una gentil concessione informare l’aula visto che la votazione del nuovo membro dovrà avvenire in Consiglio e che trattandosi di votazione segreta chissà se andrà a buon fine.

 

Interrogazione: considerazioni sui comunicati stampa della Regione e dell’associazione Augusta di Issime sul progetto Dahu (Chiara)

Il 23 gennaio scorso la Regione ha emesso un comunicato stampa che annunciava il lancio, avvenuto qualche giorno prima a Chamonix, del progetto transfrontaliero “DAHU”, Développement et Adaptation des occupations HUmaines en montagne“, nell’ambito del programma Alcotra ’21/’27. Nel testo si comunicavano per sommi capi i contenuti delle varie proposte avanzate dalla Valle d’Aosta che hanno ottenuto finanziamento, e tra queste quella che interesserà la comunità di Issime attraverso un importante studio nel vallone di San Grato e il recupero di un edificio in paese. Sorprendentemente non una sola parola è stata riservata all’Associazione Augusta di Issime, presente a Chamonix, che con la sua attività scientifica ha permesso di arrivare alla candidatura per il progetto DAHU. L’Augusta opera infatti da 57 anni per la tutela e la valorizzazione della cultura walser, promuovendo studi e ricerche che hanno riguardato anche la storia degli insediamenti abitativi nel vallone di San Grato. Tali studi hanno suscitato l’attenzione della Soprintendenza regionale e sono stati di fondamentale importanza per scrivere il Progetto Interreg ora presentato. L’Associazione ha emesso il 23 gennaio un suo comunicato per esprimere soddisfazione per il risultato ma anche per sottolineare il suo ruolo. Abbiamo quindi chiesto 1) se quanto dichiarato nel comunicato circa il lavoro pregresso svolto dall’Associazione, definito “di fondamentale importanza per scrivere il progetto Interreg ora presentato” corrisponda al vero; 2) perché nel comunicato stampa della Regione non è stata mai citata l’Associazione Augusta fra i soggetti elencati presenti all’incontro di Chamonix. In buona sostanza l’Assessore Guichardaz ha riconosciuto l’importanza del lavoro svolto dall’Augusta, anche se ha specificato che il progetto è stato presentato dalla Regione attraverso la Soprintendenza. Ha poi detto che nel comunicato si sono citati i partners ufficiali del Progetto DAHU: fra questi c’è il Comune di Issime ma non l’Associazione, che secondo l’Assessore era stata invitata a partecipare ma ha declinato. A seguito di queste risposte, l’Associazione ha emesso un nuovo comunicato per puntualizzare di non essere mai stata invitata a far parte del partenariato e per specificare il ruolo che ha giocato nella predisposizione del dossier. Spiace davvero tanto che in un comunicato ufficiale su un evento così importante siano stati citati soltanto gli Assessori Caveri e Guichardaz, le autorità della Haute-Savoie e di Chamonix, la presidente del Forte di Bard e il sindaco di Issime e non l’Augusta che, con il suo certosino lavoro, è la principale artefice e promotrice degli studi che hanno portato a presentare in ultimo la proposta per il nuovo progetto Interreg DAHU.

 

Interrogazione: presenza di un medico anestesista rianimatore nella struttura sanitaria di Donnas (Chiara, Erika)

Alcune settimane fa ci è stato segnalato che dal mese di febbraio, in concomitanza con l’avvio del servizio di elisoccorso notturno, verrà meno la figura del medico rianimatore anestesista a Donnas, per molti anni presente h 24 a Donnas, poi con il Covid la situazione è cambiata, ora il servizio era solo notturno ed adesso cambia ancora, in peggio. Abbiamo chiesto se tale segnalazione corrisponde al vero; se è temporanea e quindi modificabile; se nella definizione del nuovo assetto organizzativo per la gestione del soccorso sono stati sentiti anche gli enti locali del territorio. Le risposte dell’Assessore Marzi hanno confermato che con l’inizio del servizio di elisoccorso notturno il medico rianimatore che finora era a Donnas sarà ad Aosta, di stanza in aeroporto per le emergenze notturne a cui farà fronte l’elicottero. Inoltre per Aosta e dintorni sarà a disposizione una auto-medica con il medico rianimatore. A Donnas ci sarà invece un medico di emergenza territoriale, la classica ambulanza più una auto-medica (più veloce) che in caso di necessità partirà con il medico a bordo (non rianimatore): dovrà coprire la Valle di Gressoney, la Valle di Champorcher, la Val d’Ayas e la Valtournenche, oltre al fondovalle, considerato che anche a Chatillon non ci sarà più il medico di emergenza territoriale, sostituito da infermiere. Le emergenze che necessitano di rianimatore saranno prese in carico dall’elisoccorso.  Chiara ha replicato che questa è una scelta non condivisibile, visto che non sempre si può contare sull’arrivo dell’elicottero con rianimatore: banalmente, se le condizioni atmosferiche non lo permettono, non si vola. Non solo: in tutti i casi in cui uno o più pazienti (vedi incidenti stradali con più persone coinvolte) presentino una grave compromissione dei parametri vitali e pertanto si trovino in condizioni di elevata gravità e a rischio di vita, la figura professionale medica più indicata è quella dell’anestesista/rianimatore. E’ estremamente importante che la presenza di un medico specializzato in anestesia e rianimazione sia assicurata e disponibile sul territorio, a bordo di un automezzo su gomma, indipendentemente dalle condizioni metereologiche che determinano la possibilità dell’utilizzo dell’elicottero. Abbiamo capito che c’è un problema di disponibilità di risorse. Però ci sarà una automedica per Aosta e dintorni con rianimatore/anestesista dalle 7 alle 19 e poi la stessa figura sarà presente con l’elisoccorso notturno. E a Donnas verranno mandati medici territoriali. Non aveva più senso fare il contrario? non è meglio mandare un rianimatore a Donnas e utilizzare medici territoriali ad Aosta e cintura dove in pochi minuti si arriva in ospedale? L’Assessore ha sostenuto che il servizio di emergenza territoriale si avvale di figure professionali molto preparate e che gli enti locali lo valutano positivamente, e che per organizzare l’elisoccorso notturno è stata necessaria questa riorganizzazione.  Nessuno mette in dubbio l’utilità dell’elisoccorso notturno, me se per aumentare le risorse da una parte si tolgono dall’altra non va bene. Soprattutto perché qui c’è in ballo non solo la salute delle persone ma anche la loro vita, considerato che la presenza tempestiva o meno di un rianimatore può fare la differenza.

 

Interrogazione: realizzazione del progetto “Lo sci per tutte le abilità” e delle attività di promozione, informazione e formazione (Chiara)

Con questa interrogazione abbiamo chiesto a che punto è la realizzazione del Progetto “Lo sci per tutte le abilità” (con riferimento alle singole attività e ai diversi interventi previsti); a quali disabilità sono destinati gli ausili già acquistati e eventualmente ancora da acquistare, in dotazione a UVGAM e AVMS; quali  attività di promozione e informazione circa le caratteristiche del progetto sono state previste, oltre alla presentazione effettuata presso la fiera SKI; quali specifiche attività di formazione sono state realizzate. La risposta dell’Assessore ha dato varie informazioni: il progetto è a buon punto, doveva terminare a marzo ma c’è stata una proroga di sei mesi, quindi si dovrebbero completare le attività e utilizzare tutte le ingenti risorse previste (un milione e 320 mila euro, che a nostro avviso non dovevano essere concentrate tutte sullo sci e gli sport invernali). Tra le altre cose è stata fatta una mappatura del territorio per verificare la presenza, nelle località oggetto del Progetto, di strutture ricettive accessibili alle persone con disabilità; sono stati predisposti tirocini di formazione con parte teorica e pratica (3 conclusi e 3 in corso) con 39 maestri di sci e 23 pisteurs secouristes che hanno conseguito una specializzazione; sono stati acquistati vari ausili per la pratica dello sci nordico e alpino, auricolari e interfoni per le disabilità sensoriali. Per quanto riguarda la promozione oltre alla fiera di Modena Skipass sono previste una campagna stampa e social, l’ospitalità di influencer, l’acquisto di spazi pubblicitari, la creazione di un video clip promozionale. Per gli operatori turistici è previsto una formazione on line. Per la formazione pratica l’invito alle persone cieche a partecipare non ha avuto seguito, per problemi lavorativi delle stesse in quei giorni. Chiara ha replicato che ci sono aggiornamenti interessanti di cui ha chiesto copia scritta. Per la formazione pratica con persone cieche forse si potevano rivedere le date e coinvolgere almeno una parte di maestri e guide che avrebbero potuto poi organizzare attività di autoformazione ai colleghi. Qualche perplessità sulla scelta di fare un corso on line per gli operatori della ricettività turistica ma soprattutto non si è capito in che cosa consistano. Per quanto riguarda la promozione in via di realizzazione, si auspica una collaborazione delle associazioni del mondo della disabilità.

 

Interpellanza: azioni del Governo regionale per affrontare il problema dei lavoratori transfrontalieri (Erika)

Erika con questa iniziativa voleva conoscere il numero di lavoratori frontalieri valdostani, se le azioni previste dal governo regionale, collimano con quelle proposte dal deputato valdostano in finanziaria e cosa si sta facendo. Il presidente Testolin nella riposta ha evidenziato che vi sono solo dati parziali in possesso del dipartimento enti locali e riferiti al 2021. Da questi non vi è nessuna informazione sull’attività svolta dai frontalieri verso la Svizzera e si parla di 22 lavoratori dell’Unité Grand-Combin e 29 di Aosta. Ribadisce inoltre ancora una volta, come fatto durante la discussione dell’ordine del giorno al bilancio che non è chiaro l’obbiettivo dell’interpellanza. La fuga dei lavoratori non dipende dal governo regionale, ma dall’attrattività della svizzera. L’onorevole Manes nella sua iniziativa contestava la nuova tassa sulla salute introdotta per i frontalieri e chiedeva la possibilità di misure anche rispetto alla fiscalità più favorevoli per i territori di confine. Su questo il presidente si dice pienamente d’accordo e in continuità con quanto fatto dal suo governo sull’attrattività perché bisogna lavorare perché il personale rimanga sul nostro territorio e non incentivarli ad andare. Erika ha nuovamente ribadito che evidentemente il presidente non solo non capisce gli obbiettivi, ma non legge le iniziative perché l’ordine del giorno dell’onorevole Manes ha la stessa impegnativa di quello presentato da PCP per incentivare i territori di confine più soggetti al fenomeno: “il Governo regionale ad attivarsi presso la Conferenza Stato Regioni per affrontare il problema legato ai territori di confine, trovare soluzioni per incentivare le varie professioni e applicare un sistema fiscale più giusto”. Non è poi assolutamente vero che il governo regionale non possa fare nulla per attrarre o meglio per non far scappare i lavoratori residenti e questo non solo attraverso forme di incentivazione, ma migliorando la qualità del lavoro. Non avere poi i dati evidenzia ancora una volta che si parla di un problema senza nemmeno conoscerne l’entità. Solita approssimazione nell’affrontare i problemi.

 

Interpellanza: disciplina della pesatura, dei criteri e delle modalità di attribuzione degli incarichi di particolare responsabilità (Erika)

Erika ha chiesto delucidazioni rispetto ai criteri per l’attribuzione della Posizioni di particolare Responsabilità (PPR) ed in particolare sui 50 punti assegnati per le competenze professionali ed esperienza acquisite; sulle funzioni di firma e gestione delle risorse umane e finanziarie a loro assegnate e tolte al dirigente della struttura; sulle motivazioni per cui le attitudini e capacità di problem solving, relazionali e di leadership del candidato unite alla disponibilità e all’impegno dallo stesso dimostrati rispetto al lavoro, attestate dal dirigente di riferimento, debbano essere confermate attraverso un colloquio motivazionale e sulle azioni messe in campo dall’amministrazione per garantire la rotazione per le aree e i procedimenti ad elevato rischio. Il Presidente Testolin ha risposto che i 50 punti danno la possibilità di assegnare questa funzione a chi ha acquisito le competenze in questi anni visto che non si tratta di un incentivo, ma di un maggior carico di responsabilità e deve essere possibile esercitarla dal momento in cui essa viene assegnata. Così esperienza e competenza favoriscono il funzionario già presente che svolgeva l’incarico. Le PPR hanno responsabilità di firma e gestione, ma il dirigente mantiene il governo e l’onere di vigilare tanto da poter revocare l’incarico. La modalità di attestazione delle motivazioni e capacità attraverso un passaggio nella commissione è stato previsto dallo studio della Bocconi per evitare distorsioni. Sarà cura del segretario generale e della coordinatrice del dipartimento del personale individuare gli incarichi per cui garantire una rotazione. Erika nella replica ha fatto notare che con 50 punti è come individuare già le PPR a priori, soprattutto per quelle 5 strutture in cui vi è un solo D e qui rileviamo una disparità di trattamento e ci chiediamo che senso abbia metterle a bando. Ha rilevato inoltre che delle 20 PPR per 14 non è richiesta la laurea. Anche in questo caso crediamo che ancora una volta non si dia spazio alla meritocrazia. Come ha detto il presidente poi le funzioni vengono prese in carico dalle PPR, ma non vengono riviste le pesature dei dirigenti creando quindi un danno erariale. Sembra sminuente poi che una commissione debba confermare la valutazione di un dirigente. Sulla rotazione invece proprio non ci siamo. Appena nominate le PPR verificheremo se sono le medesime con gli incarichi di PPO perché nel caso vorrebbe dire aver sottopagato persone fino ad oggi.

 

Interpellanza: intendimenti riguardo alle dichiarazioni di un docente valdostano pubblicate sui social (Erika)

Erika è tornata a parlare del docente che ha pubblicato sui social minacce e turpiloqui contro gli alunni per sapere se il dirigente scolastico ha provveduto a segnalare all’Ufficio Provvedimenti Disciplinari (UPD) i fatti da contestare al docente per l’istruzione del procedimento disciplinare, se la Sovraintendenza agli Studi ha attivato una visita ispettiva per una valutazione di quanto accaduto e del contesto educativo e se è intenzione dell’amministrazione dare una risposta celere a quanto accaduto. L’assessore Guichardaz ha rassicurato le persone sul fatto che la vicenda non è stata minimizzata indipendentemente dalle nostre iniziative. I procedimenti sono state adottati secondo i tempi delle disposizioni di legge e del contratto e non possono essere compressi e chiusa entro 120 giorni. Il dirigente ha fatto la segnalazione all’UPD, ma lo stesso non ha reputato necessario attivare una visita ispettiva. Erika nella replica ha fatto notare che i 120 giorni sono il tempo massimo in cui prendere i provvedimenti, ma sicuramente possono essere anticipati con l’accordo delle parti. Capisco che non si voglia creare un mostro, come dichiarato dal dirigente, ma ritengo che la gravità dell’accaduto dovesse portare a verificare lo stato psico-fisico del docente e la visita ispettiva poteva essere anche tranquillizzante per i ragazzi e i genitori. Nel mese di maggio torneremo su questo tema per capire com’è finita la vicenda.

 

Interpellanza: azioni nei confronti di Rete ferroviaria italiana per l’allargamento del sottopasso ferroviario di Aosta (Chiara)

Il tema dell’allargamento del sottopasso ferroviario di Aosta è stato più volte portato in aula dal nostro gruppo. Il 20 dicembre scorso il Comune di Aosta, con lettera del Sindaco e dell’Assessore all’Ambiente, Pianificazione e Mobilità ha nuovamente sollecitato una azione nei confronti di Rete Ferroviaria Italiana affinché, contestualmente ai lavori di prolungamento del sottopasso, si facciano anche quelli per il suo allargamento. Lo scorso anno era stata RFI stessa a riconoscere che la larghezza dell’attuale sottopasso della stazione di Aosta “è insufficiente rispetto ai due flussi contemporanei” che deve servire, quello per l’accesso ai treni e quello per l’attraversamento urbano. Scrive dunque il Comune a RFI e alla Regione: “Tale flusso è destinato in futuro ad aumentare considerevolmente, sia perché con l’elettrificazione, l’ammodernamento e il potenziamento della tratta ferroviaria Ivrea-Aosta ci sarà un ulteriore incremento nell’utilizzo del treno sia perché Comune e Regione intendono riqualificare la zona Fa8 sia in chiave intermodale, sia in termini di servizi turistici e commerciali, il che porterà ad un incremento della mobilità. Pertanto sia l’attuale sottopasso, sia un nuovo attraversamento in corrispondenza della Tour Bramafam svolgeranno un importante ruolo per assicurare la connettività nelle due direttrici che, dalla cosiddetta “Porta sud”, portano al centro storico verso Piazza Chanoux e via Croix de Ville e viceversa. Fin dal 2009 la Regione aveva commissionato uno studio preliminare per verificare la fattibilità dell’allargamento del sottopasso, che aveva evidenziato la fattibilità dell’allargamento, i costi molto contenuti e la sua assoluta opportunità. La realizzazione dell’allargamento venne allora rinviata su richiesta di RFI per le difficoltà tecniche (dover realizzare i lavori in presenza della ferrovia in funzione). Adesso questo impedimento viene meno e di conseguenza l’ampliamento può essere agevolmente realizzato nell’arco temporale coincidente con la programmata chiusura del traffico ferroviario. Ma ci deve essere una volontà precisa e sostenuta da tutti. Abbiamo chiesto quale risposta è stata data alla lettera del Comune di Aosta del 20 dicembre scorso; quali azioni si intendono assumere affinché RFI decida infine e urgentemente di avviare la progettazione definitiva e l’esecuzione dell’allargamento del sottopasso. L’Assessore Bertschy ha risposto dicendo innanzitutto che l’allargamento del sottopasso non era prevista nel Programma strategico di interventi per la ferrovia (sic) e che a breve si discuterà il Piano Regionale dei Trasporti (magari! …ma non è una risposta pertinente), secondo lui c’è stata qualche difficoltà nel confrontarsi: nel sopralluogo dell’estate scorsa sembrava ci fosse l’accordo di tutti e che il sottopasso non fosse una priorità e adesso il Comune scrive un’altra lettera, non si finisce mai (sic). Ha però aggiunto che comunque la Regione non va contro la volontà degli enti locali e che la risposta alla lettera di dicembre arriverà a seguito di ulteriori valutazioni sulla viabilità cittadina nell’ambito del PRT. Chiara ha risposto che allargamento sottopasso, Programma strategico e e PRT non vanno a braccetto e che è necessario un sostegno al Comune e un impegno della Regione nelle trattative con RFI. Risposta insoddisfacente.

 

Interpellanza: soluzioni alle criticità inerenti la struttura che ospita le attività di fisioterapia riabilitativa (Chiara)

Siamo tornate su un tema già affrontato da noi a settembre e più recentemente da Rassemblement valdotain: il trasferimento dell’attività di fisioterapia riabilitativa per adulti dalla sede dell’ex Maternità a locali di proprietà privata alla Croix Noire.  L’Assessore Marzi ci aveva detto che il trasferimento si rendeva necessario in attesa di poter disporre della struttura di via Brocherel, e che di conseguenza si era cercata una soluzione alternativa La sede oggetto di valutazione alla Croix Noire è servita dai mezzi pubblici e con ampia possibilità di parcheggio. (…) Rispondendo poi a RV l’Assessore aveva sottolineato la “facile accessibilità“, già autorizzati come struttura sanitaria, e ribadito “la presenza dei mezzi pubblici” e l'”ampia possibilità di parcheggio“. A dicembre il servizio è stato effettivamente trasferito in località Croix Noire, n. 45/B, dalla delibera dell’USL sappiamo che il contratto per la locazione avrà una durata di 4 anni prorogabili, dal 1° dicembre 2023 al 30 novembre 2027, con un canone mensile di 2900 euro, IVA esclusa. Sono però state rilevate pubblicamente diverse criticità riguardo alla funzionalità della nuova sede. In particolare che, secondo la Fp della CGIL, risulterebbero inadeguati “gli spazi per far camminare i pazienti“;  “la porta non dà accesso in maniera opportuna ai disabili, per loro non ci sono parcheggi (…), mentre i punti di sosta sono lontani per tutti, così come lo è la struttura per le persone che devono accedere con i mezzi pubblici. (…)”  Gli operatori dicono che la struttura non va assolutamente bene per il servizio, sia per il problema del parcheggio, perché la porta va tenuta aperta per chi ha la carrozzina, per l’ascensore piccolo non adatto a tutte le carrozzine e assolutamente non conforme per le barelle. A queste lamentele ha risposto sugli organi di stampa il Direttore dell’Area territoriale dell’USL secondo cui la struttura va bene, è idonea e funzionale e non gli sono giunte lamentele (!). Affermazioni che ci hanno lasciate perplesse. Riguardo alla scelta dei locali, il Codice dei contratti stabilisce che le locazioni di fabbricati sono escluse dalle disposizioni del Codice ma si specifica che gli “enti concedenti favoriscono, secondo le modalità indicate dal codice, l’accesso al mercato degli operatori economici nel rispetto dei principi di concorrenza, di imparzialità, di non discriminazione, di pubblicità e trasparenza, di proporzionalità“. Abbiamo chiesto al Governo se e con quali modalità è stato predisposto un avviso pubblico per l’offerta di una struttura da locare; se è a conoscenza delle criticità che sono state segnalate; se intende trovare altre e migliori soluzioni nell’interesse degli utenti e del personale, considerato che la struttura di via Brocherel non sarà utilizzabile a breve. L’Assessore ha ripetuto che non essendoci nessuna struttura pubblica disponibile da parte del comune (l’unica segnalata non è stata giudicata idonea) l’azienda ha emanato un avviso pubblico andato deserto. Quindi ci si è attivati e si è trovata la struttura alla Croix Noire. L’USL ha saputo dalla stampa delle criticità e delle lamentele degli operatori. Per quanto riguarda il parcheggio secondo Marzi ci sono 5 stalli di cui 4 riservati. Per la porta che si apre male si è segnalato il problema al condominio. Secondo l’USL la soluzione trovata funziona, si faranno comunque sopralluoghi per verificare il tutto. Chiara in replica ha detto che i disagi sono evidenti e dureranno nel tempo, perché purtroppo la struttura di via Brocherel non sarà pronta a breve. I pazienti della fisioterapia riabilitativa, ça va sans dire, sono in una condizione di difficoltà motoria non indifferente; se raggiungono la nuova struttura con i mezzi pubblici, la fermata è lontana; se usano mezzi propri non ci sono parcheggi sufficienti per disabili. Senza contare il problema degli spazi, il corridoio che non può ospitare 20 persone e le valutazioni di chi lì ci lavora. Forse un’attenzione maggiore per i dipendenti sarebbe opportuna, visto che parliamo spesso di migliori condizioni lavorative, di attrattività ecc, che non ha solo risvolti economici ma legati al benessere di tutti, pazienti e lavoratori.

 

Interpellanza: interlocuzioni con il Comune di Pont-Saint-Martin e l’Unité Mont-Rose sulla collocazione definitiva della scuola secondaria di primo grado di Pont-Saint-Martin (Chiara)

Con questa interpellanza abbiamo voluto riportare all’attenzione del Consiglio e dell’opinione pubblica la situazione della scuola media di Pont-St-Martin, il cui edificio di Via Carlo Viola è stato dichiarato inagibile dal 2018. Dal 2021 la scuola è trasferita in una struttura modulare, una soluzione provvisoria. Abbiamo chiesto di conoscere le attuali condizioni dell’edificio di via Carlo Viola di proprietà comunale e quelle dell’adiacente Palazzo Europa di proprietà regionale, nonché le intenzioni della Regione riguardo a quest’ultimo. Inoltre sapere se sia intenzione della Giunta di dar corso a tutti gli impegni della risoluzione approvata all’unanimità dal Consiglio Valle nel 2018, firmata anche da attuali membri del Governo, con il fine di reperire le risorse per affrontare la futura pianificazione degli investimenti per la futura scuola media di Pont-Saint-Martin. L’Assessore Guichardaz ha risposto che «sul tema della scuola secondaria di primo grado, al momento, non vi sono stati incontri con il Comune di Pont-Saint-Martin, in quanto non richiesti. Abbiamo avuto alcune interlocuzioni relative alla realizzazione della nuova mensa, attraverso il Piano degli interventi di edilizia scolastica (approvato a fine dicembre 2023) che prevede l’assegnazione al Comune di un finanziamento di 438mila euro per la collocazione del servizio mensa della scuola secondaria di primo grado mediante la chiusura del piano pilotis del costruendo edificio scolastico che ospiterà la Sfom e l’Istituto musicale pareggiato. Riguardo alle intenzioni di Palazzo Europa, nel 2022 la Regione ha chiesto al Comune di comunicare l’eventuale interesse all’acquisto: interesse che non è stato manifestato. L’immobile si presenta in condizioni mediocri, con intonaci e finiture danneggiate, e necessita di una completa ristrutturazione. Nel corso del 2023 sono stati ammessi a finanziamento 4 milioni di euro per l’edilizia scolastica degli enti locali. Apriremo a breve la piattaforma Ares per i fabbisogni dell’edilizia scolastica relativi alle scuole di infanzia, primaria e secondaria di primo grado in capo ai Comuni e alle Unités. La compilazione del fabbisogno è indispensabile per quantificare e definire la programmazione degli interventi sul territorio. Seguiamo da vicino le esigenze che Comuni e Unités ci manifestano, a dimostrazione che per noi l’edilizia scolastica risulta di prioritaria importanza.» Chiara ha replicato che 5 anni fa era ben chiaro a tutti che si doveva affrontare una situazione emergenziale, ma che non si doveva perdere di vista la collocazione definitiva della scuola. Al di là di quelle che possono essere le richieste del Comune, non bisogna dimenticare che ci sono le famiglie, gli utenti, gli insegnanti che sul tema della scuola sono molto preoccupati. Riguardo alle condizioni di Palazzo Europa, che ospita attualmente l’archivio della scuola, occorre quindi fare delle valutazioni sul suo utilizzo, con una esplicitazione forte da parte della Regione, del Comune e dell’Unité. Bene che l’edilizia scolastica sia all’attenzione del Governo, ma noi ribadiamo che la scuola modulare comincia a mostrare i suoi anni e l’argomento dovrà essere affrontato al più presto. La comunità di Pont-Saint-Martin e il territorio circostante non possono permettersi di rischiare di perdere in futuro anche la scuola media dopo aver dovuto rinunciare anche alle secondarie di secondo grado.

 

Interpellanza: provvedimenti per la messa al bando totale dell’utilizzo del piombo nell’attività venatoria (Chiara)

Questa interpellanza aveva lo scopo di evidenziare la problematica del saturnismo (avvelenamento da piombo) e le sue connessioni con la pratica della caccia, per cui moltissimi cacciatori utilizzano munizioni al piombo, che ormai da anni sono assolutamente sconsigliate. C’è a livello europeo un impegno per arrivare ad una moratoria, ma al momento il divieto per tali munizioni riguarda soltanto la caccia all’avifauna nelle zone umide. E’ scientificamente provato che anche bassi livelli di piombo nel sangue creano effetti negativi sulla salute, sullo sviluppo del sistema nervoso centrale, possano provocare patologie cardiovascolari, renali, dell’apparato digerente, cefalee, ipertensione, anemia, disfunzioni renali, ipofertilità. Si stima che ogni anno con tiro a segno, caccia e pesca, vengano disperse nell’ambiente dell’UE circa 44.000 tonnellate di piombo. Inoltre l’accumulo di piombo nel sedimento rappresenta un rischio concreto di contaminazione per la falda acquifera. Un fenomeno da non sottovalutare e che è stato affrontato da ISPRA già nel lontano 2012. Se per l’uomo il consumo di selvaggina è in genere saltuario e/o episodico, non è così per molte specie selvatiche – quelle carnivore – che sono assai esposte al problema del saturnismo. In molti casi il problema è dovuto al bio-accumulo prolungato che nel tempo conduce alla morte individui che non hanno ancora raggiunto la maturità sessuale o diventano sterili prima di essersi riprodotti. Il piombo viene ingerito dai rapaci che si cibano delle carni di animali colpiti dai cacciatori che non vengono recuperati o delle viscere che i cacciatori di ungulati lasciano sul luogo di caccia- Alla luce di queste informazioni noi pensiamo che sia utile e importante un’azione di sensibilizzazione per l’abbandono di proiettili e cartucce al piombo. Abbiamo quindi chiesto se nelle more di una auspicabile messa al bando totale dell’utilizzo di piombo nell’attività venatoria, sono stati presi, o si intendono prendere, provvedimenti in Valle d’Aosta per vietare, ridurre o scoraggiare l’utilizzo di cartucce e proiettili al piombo. Inoltre quali sono le sanzioni previste, come avvengono i controlli, quali sono i dati disponibili riguardo alle infrazioni verificate. L’Assessore Carrel ci ha confermato che gli studi sulla catena alimentare danno risultati preoccupanti, e anche la caccia è responsabile dell’avvelenamento da piombo. In Valle d’Aosta si sono accertati casi di saturnismo soprattutto su aquile ferite. Dal 2012 la Regione ha stabilito che per gli ungulati cacciati, e destinati alla sola commercializzazione (per cui devono essere conferiti al centro regionale di Arnad, dove un veterinario effettua i controlli), si debbano utilizzare esclusivamente proiettili atossici. Per gli altri animali che si abbattono c’è solo un invito a usare altri tipi di proiettili. Nelle Aree Natura 2000 c’è il divieto di utilizzo di munizioni al piombo per tutti gli esemplari cacciati. Nel Piano venatorio che è in fase di redazione (arriverà in primavera) ci sarà un capitolo sul problema del saturnismo e una attenzione alla sensibilizzazione. E’ però emerso che a fronte di alcuni divieti non si applicano sanzioni specifiche stabilite dalla Regione, solo sanzioni generiche legate alla normativa nazionale, che è piuttosto inadeguata. Non ci sono dati sulle sanzioni comminate. Abbiamo chiesto che nel futuro Piano venatorio, nelle more di una auspicata moratoria dell’uso del piombo nella caccia di ogni specie, ci siano indicazioni e regole precise e si pensi a specifiche sanzioni regionali.

 

Interpellanza: revisione degli indirizzi per l’utilizzo dell’idrogeno nel settore industriale piuttosto che nel trasporto pubblico locale (Chiara)

Nel 2022, con la Deliberazione n. 1570, la Giunta regionale ha definito le prime linee di indirizzo per l’utilizzo dell’idrogeno. Le linee guida escludono, correttamente e logicamente, la possibilità di utilizzo in campo di trasporto ferroviario in Valle d’Aosta, ma sostengono l’opzione di un ampio utilizzo nel trasporto su gomma e prevedono la sostituzione progressiva del parco autobus attuale (circa 160 mezzi) con mezzi ad idrogeno. Non c’è nulla sull’utilizzazione dell’idrogeno in campo industriale. Eppure vari studi scientifici, recepiti anche dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, evidenziano concordemente che gli autobus ad idrogeno hanno dei costi superiori a quelli elettrici ed inoltre consumano più energia all’origine (per ottenere il combustibile) ed hanno costi di gestione decisamente superiori. Una indagine sul campo è stata condotta a Bolzano da Eurac Research sulla flotta di 21 autobus, di cui 12 a idrogeno e 9 elettrici in servizio di trasporto pubblico nelle aree urbane ed extraurbane della provincia altoatesina. La conclusione è stata che gli autobus ad idrogeno consumano il 145% in più di energia rispetto a quelli elettrici ed hanno costi di gestione di 2,3 volte superiori, a parità di distanza coperta; con una determinata quantità di energia, con un autobus a idrogeno percorro 100 km, con uno elettrico 230. Secondo gli scienziati solo il 30%, o poco più, dell’energia elettrica utilizzata per l’elettrolisi dell’idrogeno finisce alle ruote, contro il 78/80% degli autobus elettrici a batteria. La Regione ha scelto di indirizzare verso i bus ad idrogeno, piuttosto che verso bus elettrici, l’utilizzo del fondo di 1.115.000 assegnati al Comune di Aosta per l’acquisto di autobus ad emissione zero e questo ha portato ad un esito fallimentare, con due gare che sono andate deserte e alla conseguente quasi certa perdita del finanziamento PNRR. Gli ultimi dati sulle immatricolazioni di autobus “ecologici” in Europa sono del 2022 quando furono immatricolati 4.152 autobus elettrici (esclusi i filobus), 3.274 autobus a metano, 2.018 autobus ibridi e 99 autobus a idrogeno, che dunque nel 2022 sono stati solo il 2,3% del mercato degli autobus a emissioni zero (elettrici e idrogeno). Abbiamo letto che il problema della gara deserta sarebbe attribuibile ad un problema di misure fuori standard, ma i dati dimostrano che non è un problema (solo) di misure ma di mercato davvero di nicchia. Riguardo ai costi: non abbiamo dati certi su quanto costi un autobus a idrogeno, ma alcune fonti consultate riferiscono il 50% in più di uno elettrico, verosimile perché la tecnologia a celle di combustibile è piuttosto complessa. Secondo un articolo pubblicato nel 2022 su Nature e tradotto un anno fa da “Le Scienze” il principale impiego sensato dell’idrogeno è oggi nel settore industriale, in particolare quello siderurgico, mentre è privo di giustificazioni l’utilizzo nei trasporti. A nostro avviso è evidente la necessità di rivedere gli indirizzi contenuti nella DGR n. 1570/2022, in particolare indirizzando l’utilizzo di una eventuale produzione di idrogeno dal TPL al settore industriale, per abbattere le emissioni prodotte dai processi produttivi della Cogne in primis. Abbiamo quindi chiesto al governo se condivide l’opportunità di rivedere gli indirizzi per l’utilizzo dell’idrogeno in Valle d’Aosta, concentrandosi sul settore industriale piuttosto che sul Trasporto pubblico locale. L’Assessore Bertschy dopo le solite trite accuse di atteggiamento strumentale e di ideologismo nei nostri confronti, ha praticamente detto che non c’è alcuna intenzione di rivedere le linee guida; il Governo va avanti con l’idea di usare l’idrogeno per il Tpl, e al proposito ha portato l’esempio dell’acquisto da parte del comune di Bologna di 127 autobus a idrogeno (mentre in Germania, che ha già sperimentato tali mezzi li sta dismettendo tutti…!). Ha poi sottolineato che il PNRR prevede la possibilità di finanziare questa tecnologia e quindi la Regione è perfettamente in linea con le azioni per la transizione ecologica. Ha poi sostenuto che un autobus a idrogeno ha una maggiore autonomia di uno elettrico e che per fare un ciclo urbano completo ci vogliono due autobus elettrici contro uno a idrogeno, quindi loro vanno avanti senza fare salti nel vuoto, perché credono nell’Europa e nel PNRR (sic!). Secondo lui le due gare deserte non sono da vedere come un fallimento, ma come una semplice difficoltà nell’espletamento di una gara… Chiara ha replicato che il refrain sull’atteggiamento ideologico risulta ormai trito e va respinto tranquillamente al mittente. Sulla gara resta il fatto che ad oggi abbiamo perso un finanziamento milionario. Più in generale qui non si tratta di posizioni personali ma di questioni tecniche, che dovrebbero essere approfondite seriamente con l’ausilio di esperti e documentazione scientifica. E’ stata fatta una legge ad hoc (anzi due) per chiedere uno studio sull’idrogeno in ferrovia e nei trasporti, che non è mai stato discusso in commissione o in consiglio (chissà come mai…forse perché le conclusioni – come abbiamo potuto leggere -pongono qualche problema?…). Abbiamo presentato una apposita mozione per il consiglio di marzo al fine di chiedere un approfondimento in commissione.

 

Interpellanza: rinnovo dell’autorizzazione alla gestione della discarica di Pompiod (Erika)

Erika è tornata a palare della discarica di Pompiod per capire se i preliminari approfondimenti si sono conclusi e quali sono gli esiti di questi; a che punto sia il documento di analisi per la riorganizzazione delle discariche di inerti affidato ad ARPA; quali siano le procedure che si intendono avviare rispetto alla richiesta di rinnovo ed in particolare come sono stati o si intendono affrontare i vari problemi irrisolti (carenza piano di monitoraggio trentennale, fideiussione, polveri, problema salute dei residenti in aderenza, analisi acqua, pozzetto, viabilità, recinzione, verifica situazione precedente discarica, verifica stabilità, verifica di eventuale aumento volumetria ecc.); come si intendono superare i dettami del nuovo piano rifiuti relativi ai fattori di esclusione e attenzione. L’Assessore Sapinet, facendo una premessa sugli allarmismi che portiamo avanti, ha quindi confermato che né il documento per la riqualificazione (scadenza 17/03/2023), né lo studio di ARPA (scadenza 30/06/2023) sono terminati, ma si è avviata una riflessione per un potenziale utilizzo della stessa come discarica per inerti. Si è quindi in attesa della valutazione dei sindaci. La conclusione dello studio ARPA è prevista per il mese di aprile 2024. Rispetto alla richiesta di rinnovo il Comune di Aymavilles ha richiesto l’assoggettabilità a VIA della procedura, ma la Ulisse 2007 srl non ha ancora prodotto la documentazione richiesta. L’istanza comunque è del 27/02/2020, quindi ricade nelle disposizioni del piano rifiuti 2015/2020 a cui vanno applicate le vigenti disposizioni normative. Si sta lavorando per un utilizzo di tale discarica per rifiuti inerti con una riduzione dei CER e una riqualificazione del profilo di riempimento. Erika nella replica ha fatto notare che non si vogliono creare allarmismi, ma sapere cosa si sta facendo e come già ripetuto più volte ribadire che quella discarica ha già due messe in sicurezza quindi lì andrebbe fatto un ripristino ambientale, non una discarica per inerti. Gli atti di indirizzo sono fermi da mesi all’analisi dei sindaci, quegli stessi sindaci che poi lamentano una mancanza di servizi e un aumento delle tariffe sul territorio. L’assoggettabilità a VIA, senza la richiesta del Comune di Aymavilles, andava comunque fatta visti gli atti della procura. La richiesta di rinnovo della Ulisse 2007 srl del febbraio 2020 dobbiamo poi ricordare che prevedeva comunque 61 ER e sostanze non conformi con il nuovo piano rifiuti. La vicinanza all’edificato urbano, alle produzioni agricole, ai monumenti, ai sentieri naturalisti, alle stalle e agli orti poi non è assolutamente superabile.

 

Interpellanza: informazioni sul personale della struttura residenziale di Variney e sull’istituzione di una commissione per la valutazione dei casi di decesso (Erika)

La gestione della struttura sanitaria di Variney è stata nuovamente trattata nella seduta consiliare del 9 febbraio 2023 con un’interpellanza del gruppo Progetto Civico Progressista.

Erika ha richiamato «l’appalto che ha esternalizzato la gestione dell’assistenza della struttura di Variney, le tante iniziative portate avanti dal nostro gruppo e le gravi segnalazioni di Cittadinanzattiva, insieme al responsabile valdostano del Tribunale per i diritti del malato, riguardanti decessi e presunte condotte del personale della struttura, per cui veniva chiesta una verifica urgente per garantire la sicurezza e l’efficacia del servizioHa quindi chiesto una serie di informazioni a seguito di quanto riportato dall’Usl e dall’Assessore: «In particolare, vogliamo conoscere il periodo, le modalità e gli esiti dell’affiancamento del personale delle strutture J.B. Festaz e Variney con particolare riferimento alla valutazione redatta dal coordinatore infermieristico del J.B. Festaz sulla formazione del personale della cooperativa Quadrifoglio, cui è stata affidata l’assistenza infermieristica e di supporto della struttura di Variney; se i minutaggi riferiti alla presenza del personale infermieristico sui pazienti di Unità assistenziale prolungata (Uap) sono stati riportati ai minutaggi applicati durante la gestione J.B. Festaz; i nominativi e il ruolo delle tre figure professionali apicali sempre in capo all’Azienda Usl che hanno svolto attività di vigilanza intensiva sulla struttura; se sia già stata istituita la commissione per effettuare valutazioni ad hoc su ogni singolo caso di decesso occorso dall’inizio dell’attuale modello di gestione della struttura di Variney e quali ne sono i componentiPremettendo che «in previsione dell’accoglienza presso la struttura di Variney di pazienti provenienti dalla struttura J.B. Festaz, è stato proposto dall’Ausl un percorso di formazione specifica dedicato agli infermieri della Cooperativa che gestisce la struttura consistente in un affiancamento osservativo presso il J.B. Festaz per un totale di 60 ore», l’Assessore alla sanità, Marzi, ha riferito che «il personale viene valutato semestralmente dal coordinatore della Cooperativa con una valutazione condivisa con il coordinatore aziendale. Il minutaggio sulla presenza del personale di Variney per i pazienti Uap corrisponde a quanto già avveniva per il nucleo assistenziale quando era ubicato presso la struttura del Festaz.» L’Assessore ha proseguito specificando che «le figure aziendali presenti nella struttura di Variney sono: il Direttore sanitario Franco Brinato; il Responsabile clinico Maria Giovanna Malatesta, il Rup Umberto Cout, la Coordinatrice infermieristica Monica Cognari, il Direttore operativo responsabile professionale, Federica Duo’ che ha un ruolo di supervisione del processo ed è presente nelle strutture circa 3 giorni alla settimana. Si interfaccia direttamente con il Coordinatore infermieristico della Cooperativa e segnala al Dec eventuali inadempienze. Queste figure, che rivestono un ruolo di grande responsabilità all’interno dell’Ausl, svolgono un ruolo a garanzia della qualità del servizio assistenziale erogato e confermano che l’assistenza erogata presso la struttura di Variney adempie alle normative del settore. I soggetti citati hanno partecipato insieme al sottoscritto all’incontro con i sindacati che si è tenuto nelle scorse settimane con esito positivo. Il 18 gennaio 2024, l’Ausl ha istituito anche una commissione per effettuare valutazioni ad hoc sui casi di decesso avvenuti a partire dall’attuale modello di gestione della struttura di Variney. Il gruppo si pone come soggetto terzo rispetto alla struttura ed è composto dal Direttore del Dipartimento di prevenzione Maurizio Castelli, dal Direttore medico del presidio ospedaliero Chiara Galotto e dal Dirigente del Servizio infermieristico, tecnico, riabilitativo, della prevenzione e della professione ostetrica aziendale Laura Plati.» «Apprendiamo che l’Ausl ha deciso la formazione e, quindi, avrà deciso anche le modalità di erogazione– ha replicato Erika -.A oggi non siamo riuscite a comprendere chi ha formato chi, perché si è reso necessario che colleghi con lo stesso profilo professionale dovessero formare altri colleghi di un’azienda privata e gli esiti della formazione. Rispetto al minutaggio a noi risulta che sono previsti 72 minuti di assistenza infermieristica per i pazienti di Uap di Variney contro i 107 del J.B. Festaz, quindi chiederemo copia del verbale dell’incontro con i sindacati. Le figure che si occupano della struttura sono meritevoli di nota: persone che da anni lavorano nell’Ausl e immaginiamo ben consce della responsabilità che hanno sulle spalle, anche a seguito di quanto evidenziato dalle associazioni. È positivo che sia già stata messa in piedi la commissione per verificare i casi di decesso sul cui lavoro chiederemo aggiornamenti puntuali, ma evidenziamo che, a differenza di quanto detto ieri, non è né il tasso di mortalità indicatore di qualità, né il fatto che l’ufficiale sanitario non abbia chiesto le autopsie. Dovrebbe essere in primis il medico della struttura a evidenziare criticità. Bene che l’Ordine dei medici abbia scelto di fare chiarezza, immaginiamo sui medici coinvolti e non sui cittadini che hanno segnalato fatti gravi.»

 

Interpellanza: intenzione di riferire in Commissione sull’ultima revisione progettuale, fase 3, dell’ospedale Parini (Erika)

Erika ha voluto conoscere lo stato dell’arte rispetto alle ultime problematiche emerse nel tavolo tecnico tra Regione, Comune di Aosta, i progettisti e SIV, nella relazione per la valutazione previsionale di impatto acustico per l’attività del cantiere dell’ampliamento del Parini e nel relativo parere di ARPA in particolare:

  • si prevede una durata di attività del cantiere pari a 3 anni con lavorazioni continuative senza interruzioni (H24)
  • dai calcoli matematici di propagazione del rumore durante le attività si registra un superamento dei limiti fissati dalla normativa vigente in ambito di inquinamento acustico e quindi la necessità di una deroga del Comune e delle prescrizioni;
  • il traffico indotto deve essere approfondito successivamente da SIV in quanto allo stato attuale non vi sono informazioni sufficienti;
  • SIV intende richiedere all’Amministrazione comunale la deroga per attività temporanea;
  • Il tecnico invita ad una comunicazione ai cittadini rispetto alla conoscenza preventiva della tipologia di disturbo e della sua durata;
  • ci deve essere un’integrazione dello studio del traffico consegnato da SIV nel luglio 2023;
  • si prevede l’eliminazione dei 21 stalli di servizio dell’Azienda USL situati all’interno dell’area ospedaliera durante i lavori di realizzazione dell’ampliamento delle centrali tecnologiche.

L’assessore Marzi come sempre non è entrato nel merito delle domande puntuali, ma ha nuovamente ribadito la disponibilità a presentare il progetto esecutivo della fase 3 una volta validato, mettendo a disposizione la documentazione e avviando un confronto in V Commissione. Rispetto ai rilievi sull’impatto acustico e del traffico ha rilevato che nella riunione del 3 novembre scorso del tavolo tecnico tra Regione, Comune di Aosta, progettisti e SIV vi sono stati gli approfondimenti tecnici sollevati nell’interpellanza e questi hanno trovato una soluzione condivisa con ARPA e il Comune di Aosta. Rispetto allo studio del traffico questo, sempre in accordo con il Comune di Aosta, verrà integrato nel corso della realizzazione dell’opera dove potranno esservi analisi più puntuali. L’assessore condivide con Erika che un’opera di questa rilevanza nel centro della città richiederà tanta pazienza da parte della cittadinanza. Erika nella replica ha fatto emergere le contraddizioni dell’assessore che da una parte dichiara che la fase 3 è già iniziata con la realizzazione delle centrali (già appaltata – 6,4 milioni di euro) e dall’altra dice che il progetto verrà presentato una volta validato. Stupisce inoltre la condivisione del Comune di Aosta alla luce di tutte le criticità rilevate nell’illustrazione. Si decide di costruire un pezzo di un’opera senza né conoscere i costi e i tempi della stessa né le ricadute sulla città visto che mancano dati, si anticipa la richiesta di deroghe e non si conoscono i dati della cantierizzazione. Del doman non v’è certezza…

 

Mozione: redazione in tempi rapidi della legge regionale sulle concessioni per grandi derivazioni idroelettriche a seguito dell’adozione della relativa norma di attuazione (Chiara, Erika) RESPINTA

La mozione invitava il Presidente della Commissione competente ad operare per la predisposizione, entro 30 giorni, di un dossier contenente i testi e un’analisi delle leggi regionali approvate in materia di concessioni per grandi derivazioni idroelettriche da fornire al Consiglio Valle; inoltre ad avviare in Commissione i lavori preparatori utili per giungere a una rapida redazione della legge regionale sulle concessioni per grandi derivazioni idroelettriche, non appena sarà varata la norma di attuazione. Chiara ha parlato di «situazione anomala se non paradossale: varie Regioni a Statuto ordinario hanno già approvato le leggi regionali per disciplinare le modalità di assegnazione delle concessioni, mentre la nostra Regione, per poterlo fare, è ancora in attesa di una norma di attuazione dello Statuto speciale che preveda la competenza regionale sulle procedure di assegnazione delle concessioni idroelettriche. In itinere da cinque anni, il testo della norma di attuazione è arrivato alla fase conclusiva, anche se forse ci sarà un rallentamento, viste le dimissioni di Rollandin da componente di parte regionale della Commissione paritetica. È importante avviare fin d’ora gli studi e gli approfondimenti, che saranno la base del testo normativo regionale, in modo da fare un lavoro collettivo ed essere pronti nel momento in cui saranno trasferite le competenze attraverso la norma di attuazione. L’Assessore Sapinet ha chiesto il ritiro della mozione: «Si tratta di un ambito complesso dove la Valle d’Aosta ha fatto esercizio di autonomia in maniera innovativa, con specificità che sono uniche e che ci caratterizzano sul panorama europeo. L’apertura al mercato e la concorrenza sono pilastri dell’Ue e sono terreno di scontro con le specificità nazionali e locali: noi, invece, abbiamo sempre considerato l’assetto idroelettrico a beneficio del nostro territorio e delle nostre comunità, attraverso uno sfruttamento subordinato alla tutela ambientale. Un dossier sulle norme di altre Regioni avrebbe un valore puramente conoscitivo, poco utile da applicare nella nostra regione, portando anche confusione perché non compatibile con la nostra realtà. Gli uffici dell’Assessorato stanno lavorando alla norma regionale: bisognerà disciplinare le assegnazioni delle concessioni di grande derivazione, secondo le procedure diversificate per valorizzare l’assetto precedente. La norma regionale dovrà quindi muoversi nelle opzioni legislative esistenti di gestione di una gara, individuando delle proposte coerenti con le esigenze del territorio, sotto il profilo economico e ambientale. La Commissione sarà coinvolta nei modi e nei tempi dovuti.». Chiara ha replicato “L’analisi delle altre leggi è un punto di partenza e di confronto, non sarà un semplice copia-incolla di altre norme. Quelle che ho ascoltato sono osservazioni pretestuose, ma ciò che è grave è l’atteggiamento debole e rinunciatario della maggioranza sui principi che devono essere contenuti nella norma di attuazione. Pare che si rinunci alla potestà della Regione di prevedere con propria legge anche le riassegnazioni! Bisogna invece fare una battaglia autonomista, per la Valle d’Aosta.

 

Mozione: progettazione delle Comunità di energia rinnovabile (Chiara, Erika) RESPINTA

La mozione chiedeva di costituire rapidamente un gruppo ristretto, indicativamente di non più di cinque soggetti con adeguate competenze, per la regia della progettazione delle Comunità di energia rinnovabile in Valle d’Aosta affidandogli il compito di individuare l’obiettivo che si vuole raggiungere di potenza installata tramite le Cer, l’architettura e la forma giuridica più congeniale di queste comunità, e di produrre un rapporto entro il mese di marzo 2024. Il testo è stato respinto con 33 astensioni e 2 a favore. Chiara ha affermato: “Il 24 gennaio è finalmente entrato in vigore, dopo tre anni dalla direttiva europea Red II, il decreto governativo applicativo della legge per la costituzione e il funzionamento delle Comunità di energia rinnovabile, per la cui promozione sono previsti importanti fondi europei, sia tramite Pnnr, si attraverso il FesrGià nel mese di aprile 2023 il Consiglio aveva votato all’unanimità una nostra mozione per l’avvio di un gruppo di lavoro sulle Cer: gruppo che si è riunito quattro volte e che ha avviato tra l’altro, tramite il supporto di Cva, un monitoraggio dei consumi energetici dei comuni. Ora è urgente andare oltre e definire cosa si vuol fare riguardo alle Cer in Valle d’Aosta: quale incremento e di produzione di energia pulita e rinnovabile, con quale tipologia di Cer” L’Assessore Bertschy ha risposto: “Ci sono due tipi di attività che stiamo portando avantiDa una parte, c’è il lavoro di tipo politico attraverso il gruppo che è stato costituito dopo l’approvazione della mozione: abbiamo deciso la strada da intraprendere che ci ha visti impegnare Cva in una serie di studi per avere dei dati a disposizione. Dall’altra, a livello tecnico, l’Assessorato è al lavoro sui tavoli nazionali, perché il decreto non è stato risolutivo, ci sono ancora molti dubbi, peraltro condivisi da tante Regioni. C’è pertanto un’osservazione tecnica attiva e un governo politico: non siamo quindi d’accordo a creare un ulteriore tavolo che, da una parte, non avrebbe nessun valore di tipo normativo e giuridico e, dall’altra, distoglierebbe ancora i tecnici dal lavoro che stanno già portando avanti. Ci prendiamo l’impegno di andare a correggere il disegno di legge già depositato a seguito dei chiarimenti che arriveranno sul decreto.» Chiara ha replicato:La Regione deve avere un ruolo di coordinamento, mettendo a punto un progetto Cer per la Valle d’Aosta, i tempi per accedere ai finanziamenti del PNRR sono limitati e chi arriva prima potrà ottenerli, gli altri rimarranno a bocca asciutta. Non si tratta di fare un Tavolo ma un gruppo ristretto competente che curi la regia del Progetto delle Cer valdostane. Obiettivo che prescinde dalla formulazione della legge regionale, ma che riveste carattere di urgenza. Le cautele adottate fin qui devono essere superate perché siamo in ritardo.”