Per il consiglio di metà novembre abbiamo depositato 7 iniziative: 1 question time, 1 interrogazione, 2 interpellanze e 3 mozioni.

All’ordine del giorno figuravano pochi punti, poiché Lega, Forza Italia e Pour l’Autonomie avevano deciso di non presentare nuovi atti ispettivi, considerata l’incertezza della situazione politica e, a nostro avviso, anche perché in attesa di capire se qualcuno alla fine entrerà in maggioranza, quindi evitando così possibili imbarazzi. Tuttavia, con scarsa coerenza, dopo varie sospensioni durate ore, hanno poi deciso in aula di discutere mozioni e risoluzioni giacenti da vari consigli precedenti, addirittura da luglio. Ci sono apparsi confusi e senza una precisa linea politica, al pari della “maggioranza”, che ha rifiutato ancora una volta di aprire un dibattito politico sulla crisi, ormai in atto da 18 mesi, che Presidente, Assessori e consiglieri continuano a giudicare inesistente…

Interrogazione a risposta immediata: commissariamento dell’AIDO VdA e risultanze della mozione consiliare a sostegno dell’associazione (Erika, Chiara)

Con un’interrogazione a risposta immediata abbiamo chiesto informazioni sul commissariamento dell’AIDO della Valle d’Aosta visto che a maggio 2021 il Consiglio Valle aveva approvato all’unanimità una mozione di sostegno all’AIDO, che impegnava il Governo regionale e invitava i nostri Parlamentari ad attivarsi per sospendere il commissariamento di questa associazione. Il Direttivo nazionale dell’AIDO ha deliberato, a ottobre 2021 l’espulsione di alcuni volontari storici dell’associazione valdostana. Il Presidente Lavevaz, ha risposto che «nel 2021, dopo l’approvazione della risoluzione abbiamo immediatamente e ripetutamente contattato i diversi Commissari nazionali di AIDO, ma solo nel marzo 2022 ha incontrato la Presidente dell’AIDO, Flavia Petrini. Non è stato però possibile trovare spazi per un dialogo che potesse riavvicinare le parti. Solo il 9 ottobre è emerso che il Direttivo nazionale aveva assunto la decisione di espellere i componenti del Consiglio direttivo regionale. Erika ha replicato osservando che l’AIDO nazionale non solo non ha fornito motivazioni al Presidente, ma nemmeno ha neanche riferito che la decisione era già stata presa. Questo fa riflettere e non fa ben sperare per il futuro


Interrogazione: Aggiornamento sullo stato dei lavori di riqualificazione della sede della Biblioteca comprensoriale di Châtillon (Chiara, Erika)

Siamo nuovamente tornati su questo argomento, tenuto conto che a marzo l’Assessore Marzi ad una analoga richiesta di informazioni circa la riapertura della sede della Biblioteca di via Chanoux, chiusa da fine 2018, ci aveva detto che era prevista per l’autunno, ma questo non è avvenuto. Inoltre abbiamo chiesto se sono previsti i lavori per rendere accessibile alle persone con disabilità il salone delle manifestazioni nello stesso edificio. L’Assessore ha risposto che mancano ancora i collegamenti informatici e i dispositivi antisaccheggio, il trasloco non è imminente, ci vogliono ancora alcuni mesi, ma per la primavera dovrebbe essere tutto a posto. Chiara in replica ha sottolineato che, se così sarà, la biblioteca sarà rimasta chiusa oltre 4 anni e mezzo, un tempo molto lungo che ha creato non pochi disagi. Si spera che non succeda come per l’area megalitica, per la quale l’assessore competente ogni due mesi annuncia la riapertura per poi rimandarla sempre, questa volta di altri 8 mesi… Per il salone delle manifestazioni l’Assessore ha detto che lo stesso non è di interesse regionale e che l’iniziativa per le opere deve essere a carattere locale; il vecchio progetto di fattibilità non è più utilizzabile, è stato stralciato. Se il comune ipotizza una riqualificazione ci vuole un nuovo progetto e poi bisogna trovare i soldi, non meno di un milione e mezzo. Chiara ha replicato che dire che un salone adatto alle persone con disabilità non è opera di interesse regionale è sbagliato, c’è una grande necessità di strutture pubbliche adeguate prive di barriere architettoniche e la stragrande maggioranza dei comuni non dispone di risorse sufficienti, ma necessità del supporto della Regione.


Interpellanza: Criticità del progetto di centrale idroelettrica CVA tra Pré-St-Didier e Morgex per gli sport di acqua viva e le esigenze comunali (Chiara, Erika)

Il progetto è attualmente all’esame di VIA; sono arrivate osservazioni da parte del Comune di Morgex, di varie associazioni sportive e ambientaliste, di Arpa e delle Strutture degli assessorati, che evidenziano molteplici criticità. L’impianto avrebbe un impatto importante sulla zona fluviale e sui territori circostanti e, oltre a possibili alterazioni idrogeologiche, si evidenziano da parte del Comune di Morgex anche problemi legati al transito dei mezzi e al deposito dei materiali di risulta e delle terre di scavo vicino alle zone dedicate allo sport (pista ciclabile e percorso “Bébé en marche”). C’è preoccupazione perché il massiccio prelievo di acqua svuoterebbe l’opera di presa per l’irrigazione delle aree verdi pubbliche; le società che operano nell’ambito degli sport fluviali temono di non poter praticare in futuro le attività sportive (70 collaboratori stagionali e 15 mila presenze turistiche annue). Abbiamo chiesto al Governo se abbia condiviso con CVA questo progetto; come valuti le preoccupazioni espresse dal Comune di Morgex; quante siano le società che operano nel campo degli sport di acqua viva e quanti gli operatori del settore nella nostra regione; come intenda agire per sostenere gli sport di acqua viva attivi sul territorio. L’Assessore Marzi ha detto in sostanza che il Governo non ha dato indicazioni specifiche a CVA, che opera sul mercato e ha facoltà di valutare le iniziative imprenditoriali che ritiene più attinenti agli obiettivi che le sono stati affidati. Il progetto è ora sottoposto alla Valutazione dell’impatto ambientale in capo all’Assessorato dell’ambiente, che dirà se l’iniziativa si potrà attuare. Riguardo al sostegno degli sport di acqua viva: da tempo si collabora con la Federazione Rafting per coniugare gli interventi sulla Dora Baltea con le esigenze legate alle discipline sportive di acqua. L’Assessore al turismo ha integrato la risposta: sono 5 le associazioni sportive dilettantistiche valdostane affiliate alla Firaft (Federazione italiana rafting), cui se ne aggiunge un’altra affiliata alla Federazione italiana canoa e kayak. Il rafting conta 4.500 tesserati alla Firaft, cui si aggiungono un migliaio di persone che frequentano i centri rafting valdostani. Gli operatori di settore – collaboratori stagionali – sono tra i 60 e i 70. L’Amministrazione regionale farà il possibile affinché il progetto di derivazione d’acqua in questione non determini ripercussioni negative sul regolare svolgimento degli sport d’acqua viva. Non sono previste misure di sostegno specifiche, ma le società accedono alla legge regionale n. 3/2004 (interventi a favore dello sport). Chiara in replica ha detto che fa specie che la Regione non faccia nessuna valutazione preliminare, nonostante si tratti di un progetto che ha notevoli implicazioni sul territorio, lasciando solo l’esame alla Valutazione di impatto ambientale. Sono passati tanti anni dalla prima presentazione della richiesta: il fatto che ci siano stati dei contenziosi, significa che fare un intervento di questo tipo pone problemi riguardo al contesto idrico regionale. La Dora è suddivisa in 16 corpi idrici: l’unico suo tratto non ancora derivato a scopo idroelettrico è proprio quello in questione. Nel territorio di Morgex ci sono già torrenti derivati e a valle c’è la riserva naturale del Marais di La Salle: l’impoverimento delle portate dei corpi idrici potrebbe aggravare le condizioni non solo delle acque superficiali ma incidere sulla falda e di conseguenza sulle sorgenti, tra cui quella delle terme di Pré-Saint-Didier. C’è poi il problema contingente del collettore fognario, con potenziali conseguenze di odori e criticità sanitarie. Con la siccità di questa estate, l’unico tratto di fiume navigabile per il rafting a luglio e agosto è stato quello interessato dal progetto: sarà quindi importante che la Regione faccia una riflessione approfondita, anche sull’importanza turistica ed economica delle attività di acqua viva.


Interpellanza: intendimenti per risolvere le criticità legate alla carenza di medici di medicina generale e iniziative per assicurare il servizio sanitario ai turisti (Erika, Chiara)

Siamo nuovamente tornate a parlare della questione della carenza di medici di medicina generale, perché nonostante la delibera approvata a ottobre scorso sulle zone disagiate e disagiatissime per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale, vi sono nuovamente interminabili attese per la scelta del medico di base. Ad inizio ottobre si era parlato di oltre 4.500 assistiti in attesa. Visti la grande carenza di medici e i prossimi pensionamenti, unitamente al fatto che per una regione turistica come la nostra è indispensabile assicurare questo servizio sanitario anche ai turisti, volevamo conoscere i dati sull’attività degli ambulatori ad accesso diretto; quanti siano attualmente i medici di medicina generale che si sono resi disponibili ad innalzare il massimale fino a 1.800 pazienti; quali siano gli intendimenti per risolvere le criticità evidenziate e quali le iniziative per assicurare il servizio sanitario anche ai turisti in vista dell’imminente stagione invernale. L’Assessore Barmasse nella risposta ha elencato i dati riferiti sull’attività degli ambulatori ad accesso diretto specificando che a Variney (dal 20 settembre a tutto il mese di ottobre) sono stati 257 gli assistiti residenti e l’ambulatorio è attualmente sospeso; Ayas (per tutto il mese di settembre e ottobre): 223 assistiti residenti (ambulatorio attualmente sospeso); Donnas (dal 20 agosto al 22 settembre 2022): 374 assistiti residenti e dal 23 settembre a oggi 131 accessi (ambulatorio ancora attivo); Gressoney-Saint-Jean (dal 1° settembre al 31 ottobre 2022): 535 assistiti residenti e dal 2 novembre a oggi 195 accessi (ambulatorio ancora attivo); Châtillon (dal 2 novembre a oggi): 179 accessi (ambulatorio ancora attivo); Pont-Suaz (dal 2 novembre a oggi): 105 accessi (ambulatorio ancora attivo). Per quanto riguarda l’assistenza turistica a Gressoney-Saint-Jean sono state effettuate 43 visite ambulatoriali; 110 ad Ayas; 60 a Valtournenche; 69 a Cogne; 41 a La Thuile; 55 a Courmayeur e 14 a Pila. Sull’innalzamento del massimale fino a 1.800 pazienti da parte dei medici di medicina generale, l’Assessore ha specificato che prima prenderanno servizio 5 nuovi medici iscritti al corso triennale di formazione in medicina generale, nei prossimi mesi di dicembre e gennaio, successivamente, negli ambiti in cui dovessero persistere delle carenze, successivamente verrà proposto ai medici già operanti d’innalzare il massimale. Allo stesso modo l’AUSL potrà procedere con l’innalzamento del massimale a 1.800 scelte in tutti quei casi di necessità per garantire la regolare erogazione dei LEA. Oggi già 62 medici di medicina generale sono oltre il massimale di 1.500 assistiti. Sono stati inoltre assegnati incarichi provvisori limitati a 1.000 assistiti a 5 medici di cure primarie in fase di formazione, concordando per ciascuno un percorso di tirocinio personalizzato, compatibile con il nuovo incarico. Si sta dando anche applicazione alla deliberazione sulle zone disagiate e disagiatissime. Rispetto alle modalità di scelta del medico, attualmente, l’assistito può recarsi agli uffici dell’AUSL di Scelta/Revoca, oppure utilizzare il Fascicolo sanitario elettronico, o l’email e PEC. È allo studio l’ipotesi di perfezionare la comunicazione con l’utenza che ha dato il consenso al FSE e che oggi riceve il solo messaggio di cessazione del proprio medico, implementando tale messaggio SMS con la possibilità di fissare un appuntamento con l’ufficio incaricato che consentirà di evitare le attese. L’Assessore si è infine soffermato sulla questione dell’assistenza ai turisti in vista della stagione invernale evidenziando che l’assistenza nel periodo estivo è garantita con ambulatori, mentre nel periodo invernale attraverso i Centri traumatologici e rimarrà tale. Nella replica Erika ha osservato che dai dati sugli ambulatori è evidente che ci sono accessi importanti soprattutto nelle zone dove ci sono gravi carenze.

Stupisce, invece, il dato relativo all’affluenza turistica, che sembra piuttosto ridotto in alcuni casi e deve essere oggetto di riflessione. L’ambulatorio ad accesso diretto non è la soluzione perché non viene garantito il rapporto di fiducia che vi è con il medico di famiglia così come non è assicurata la continuità assistenziale, ma vediamo che anche medici di famiglia invitano i propri pazienti a portare con sé al primo appuntamento tutti i documenti (cartelle cliniche, visite specialistiche, piani terapeutici, lettere di dimissioni, ecc). Questo perché non vi è nemmeno un passaggio celere sulla visibilità del FSE e della cartella clinica dei pazienti tra medici: fatto che potrebbe creare anche spiacevoli inconvenienti per gli assistiti, in particolare le persone anziane o quelle che hanno patologie specifiche. Aspettiamo il futuro per capire quanti chiederanno di aumentare a 1.800 pazienti, evidenziando che già 1500 sono un’enormità. Segnalavamo già a ottobre che il meccanismo dell’invio della lettera per la sostituzione del medico penalizza soprattutto le persone fragili e nemmeno il nuovo meccanismo degli SMS li aiuterà. Immaginiamo un accompagnamento visto che i pensionamenti si conoscono in anticipo.


Mozione: Impegno ad avviare in Prima commissione un approfondimento sulla richiesta di archiviazione dell’indagine Egomnia (Erika, Chiara)

È stata respinta, con 18 voti di astensione (UV, FP-PD, AV-VdAU, SA, GM) e 17 a favore (FI, Lega VdA, PlA, PCP), una nostra mozione che voleva impegnare la prima Commissione consiliare ad avviare un esame e una riflessione urgente sulla richiesta di archiviazione dell’inchiesta Egomnia riguardante le elezioni regionali del 2018 e collaborare con l’Osservatorio per promuovere tali approfondimenti. Questa indagine, infatti, ha avuto un impatto molto forte sulla politica e sulla comunità valdostana e ci è stato chiesto di non abbassare mai la guardia sui fenomeni di tipo mafioso. Nella richiesta di archiviazione del Pubblico Ministero si afferma che “i componenti del locale mafioso hanno ripetutamente orientato lo svolgimento della competizione elettorale del 2018 orientando il consenso verso una pluralità di candidati nella logica dell’attesa di un ritorno in termini di utilità dagli eletti”. Erika ha evidenziato come queste parole ci affidino un compito ancora più forte di lotta contro la mafia: ci viene detto che la ‘ndrangheta è presente in Valle d’Aosta e ci viene riproposta con forza la questione morale nell’esercizio della politica. È quindi per noi opportuno che il Consiglio esamini con attenzione i fatti che sono emersi dall’inchiesta e che documentano azioni di condizionamento del risultato elettorale, reperendo la documentazione essenziale dell’inchiesta e chiedendo la collaborazione dell’Osservatorio permanente sulla legalità e sulla criminalità organizzata e di tipo mafioso. In questo senso accogliamo con favore anche la richiesta formulata dall’associazione Libera Valle d’Aosta e dalla Cgil V alle d’Aosta, componenti dell’Osservatorio appena istituito, per promuovere una presa di posizione da parte di questo organismo. Se non sono la prima Commissione e l’Osservatorio che possono affrontare questo enorme problema, dove possiamo parlare del fenomeno mafioso in Valle d’Aosta? Il Presidente del Consiglio ha osservato che è essenziale che la politica così come la società civile tengano alta l’attenzione. La politica deve prendere le distanze e isolare questi fenomeni, in modo chiaro e senza titubanze. La prima Commissione però non è lo strumento più idoneo per affrontare la questione: si è archiviata una vicenda giudiziaria, penale, che riguarda responsabilità personali. La politica interviene, invece, su questioni generali: fare analisi soltanto su di un aspetto rischia di produrre delle derive. La lotta alla mafia deve rimanere nell’agenda politica di tutti noi, una priorità, perché tutti abbiamo delle responsabilità su questo aspetto e abbiamo il dovere di trovare gli strumenti più idonei per analizzare e fare le valutazioni.

Alla luce di questo e del dibattito in cui hanno preso la parola solo Marguerettaz, Padovani e Bertin abbiamo fatto uscire questo comunicato stampa:

Mafia. Un tabù per questa “maggioranza”

«Un’inchiesta – specificano le Consigliere Erika Guichardaz e Chiara Minelli – che, insieme alle due sentenze di primo e secondo grado dell’inchiesta Geenna, ha appurato la presenza di una locale di ‘ndrangheta in Valle d’Aosta e ha evidenziato l’infiltrazione della stessa nel tessuto politico regionale. Un fenomeno grave e preoccupante che a nostro avviso non solo non può essere ignorato e sottovalutato dalla politica, ma al contrario il contrasto alla mafia deve essere considerato una priorità dal più alto organo rappresentativo della Valle d’Aosta.» «L’atteggiamento della maggioranza regionale è stato vergognoso – proseguono -. Marguerettaz, Padovani e Bertin si sono prodigati nell’affermare che non si può discutere del tema in prima Commissione, senza peraltro indicare in quale organo consiliare si dovrebbe esaminare la vicenda e cercare di trarne utili indicazioni. In particolare il Presidente Bertin, anche a capo dell’Osservatorio, ha sostenuto che la prima Commissione non è lo strumento idoneo per affrontare la questione e che la lotta ai fenomeni mafiosi è una questione che sta principalmente alla sensibilità e responsabilità dei singoli Consiglieri.» E aggiungono: «Il Presidente della Regione con funzioni prefettizie, il Governo pro tempore e il Presidente della prima Commissione non hanno proferito verbo, come se il tema non li riguardasse minimamente.» Per le Consigliere di PCP, «spiace constatare che per la maggioranza del Consiglio questo tema sia argomento da affrontare nei bar o sui giornali, anziché nella più importante assise regionale, e che l’Osservatorio sulla legalità e sulla criminalità organizzata evidentemente risulti più che altro una bandierina piazzata dal Presidente Bertin, anziché un reale “organismo di supporto della Regione in materia di conoscenza e monitoraggio dei fenomeni mafiosi e di criminalità organizzata, nonché di promozione della cultura della legalità”.»


Mozione: Impegno ad operare perché l’obiettivo Fossil fuel free entro il 2040 sia chiaramente indicato nel PEAR (Piano energetico regionale) (Chiara, Erika)

Nel 2018 è stato approvato all’unanimità dal Consiglio un ordine del giorno su questo obiettivo sfidante che, per essere raggiunto, richiede un’accurata programmazione delle politiche regionali e degli interventi nel settore civile, dei trasporti, in industria e agricoltura. Lo strumento principale per raggiungere il Fossil fuel free entro il 2040 è il Piano energetico ambientale, ancora in fase di redazione ma i cui lavori sono a buon punto. È necessario che nel PEAR sia chiaramente indicato l’obiettivo dell’abbandono dei combustibili fossili entro il 2040, che è cosa diversa dall’azzeramento delle emissioni di CO2, a cui si fa invece spesso riferimento creando confusione. L’obiettivo Fossil fuel free è raggiungibile, lo dicono gli esperti, ma soprattutto è doveroso, se vogliamo essere coerenti rispetto ai principi dell’Autonomia, che ci dicono che laddove è possibile occorre far leva sulle proprie risorse. Però bisogna agire in modo deciso e concreto sulla programmazione regionale e accelerare: il PEAR deve dare indicazioni stringenti e precise. Per dare una svolta all’emergenza climatica occorre una forte azione sociale, collettiva e la Valle d’Aosta deve fare la sua parte. L’Assessore allo sviluppo economico ha chiesto il ritiro della mozione perché il PEAR deve essere ancora discusso e si sta lavorando proprio nella direzione tracciata dalla mozione; la programmazione, i progetti e gli obiettivi da raggiungere sono condizionati anche da una serie di eventi a livello mondiale o locale che sono poco prevedibili (situazione geopolitica ma anche effetti che avrà sulla viabilità la chiusura della linea ferroviaria Aosta/Ivrea quando partiranno i lavori di elettrificazione). Secondo Berstchy la programmazione del PEAR dovrà tenere in ampia considerazione e cercare di agire sull’aspetto culturale legato alla riduzione dei consumi fossili. Respinta con 32 voti di astensione e 2 voti a favore.


Mozione: Impegno a verificare con il Comune di St-Vincent la possibilità di usare l’area dell’ex campo di tiro a volo per realizzare una o più Comunità di energia rinnovabile (Chiara, Erika)

L’area in questione, di circa 23mila metri quadrati di proprietà della Regione, è da molto tempo in stato di abbandono. Già nel 2009, con una petizione firmata da 502 cittadini, era stato ipotizzato di valorizzarla con la produzione di energia da fonti rinnovabili. La normativa sulla produzione di energia consente oggi la creazione di comunità di energia rinnovabile (CER) che usufruiscono di incentivi statali e di finanziamenti europei e permettono ai cittadini e alla pubblica amministrazione un consistente risparmio sulle bollette energetiche. In una recente discussione in Consiglio comunale, inoltre, è emerso l’interesse di CVA per realizzare un parco fotovoltaico su quella superficie che ben si presta per l’utilizzo dell’energia solare. Bisogna che la Regione, proprietaria di quest’area, avvii una riflessione sui suoi possibili utilizzi. Noi crediamo che sia il momento di prendere sul serio questa possibilità di utilizzare quell’area per impianti fotovoltaici a servizio di una o più comunità di energia rinnovabile. L’Assessore Marzi ha riferito gli ultimi sviluppi della questione: il 9 novembre 2022 il Comune di Saint-Vincent si è detto favorevole a qualsiasi intervento che valorizzi questa area da tempo dismessa, sia esso di matrice regionale, comunale o a partecipazione privata. Ad agosto 2022 è pervenuta una manifestazione di interesse – non vincolante – finalizzata a costruire sull’area un impianto fotovoltaico, da parte di CVA. Si possono ora avviare gli adempimenti necessari per procedere alla valorizzazione del bene; la Struttura patrimonio sta redigendo la stima dei beni ai fini dell’acquisizione da parte di CVA che sarà proposta alla Società: nel caso in cui CVA accetti la proposta, la Regione potrà procedere all’alienazione mediante trattativa privata. Il Comune ha espresso in più sedi un giudizio positivo su ogni iniziativa finalizzata alla valorizzazione dell’area, anche attraverso la realizzazione di un parco fotovoltaico. Da una prima analisi tecnica, si stima che sull’area in oggetto si potrebbe realizzare un impianto di potenza massima di 2 mega watt. La realizzazione non è in contrasto con la creazione di una comunità di energia rinnovabile da parte del Comune, ma occorre aspettare le regole nazionali, ancora in via di definizione, per una valutazione. L’impegnativa secondo l’Assessore risulta quindi superata sia dalle evidenze delle interlocuzioni politiche che esprimono la stessa volontà di valorizzare l’area, sia dalle evoluzioni della parte tecnica. Chiara ha replicato che l’impegnativa della mozione è quanto mai attuale: ci è stato detto che è in atto un’istruttoria che non è ancora conclusa; la manifestazione di interesse di CVA non è vincolante e il Comune dovrà comunque decidere come utilizzare l’area. Ci sono molte possibilità, ma noi vorremmo che ci si impegnasse in questa direzione, che non è alternativa, tout court, all’ipotesi di parco fotovoltaico prospettata da CVA, ma complementare.


All’ordine del giorno c’erano anche varie risoluzioni, alcune risalenti al luglio scorso, altre depositate in aula.

 

Risoluzione su Assessore Guichardaz (visita del Principe di Monaco in elicottero sul Gran Paradiso, presenzialismo dell’assessore, obiettivi del Defr relativi all’assessorato) – Astenute

L’Assemblea ha respinto, con 18 voti contrari, 3 astensioni e 14 a favore espressi in votazione segreta, una risoluzione dei gruppi Lega Vallée d’Aoste e Forza Italia, rinviata dalla seduta consiliare del 28 luglio, che intendeva impegnare il Presidente della Regione a invitare l’Assessore al turismo a moderare il proprio presenzialismo in trasferte, festival, appuntamenti e a rispettare gli obiettivi in materia di turismo, commercio e beni culturali che il Governo si è dato nell’ambito del DEFR 2022-2024. Erika pur evidenziando il pessimo lavoro svolto dall’Assessore Guichardaz che oltre a presentare in Commissione progetti normativi incompleti e/o tardivi, lascia vuoti normativi su leggi più volte annunciati e non segue i vari dossier (Bando Borghi, Aosta Capitale della Cultura, …) ha sottolineato che questo doveva essere al centro della risoluzione e non il presenzialismo. L’assessore al Turismo è corretto che partecipi ai vari eventi, ma nel caso in questione, ossia l’ascensione in elicottero sul ghiacciaio del Gran Paradiso con il Principe di Monaco, era inopportuno parteciparvi. Salire con l’elicottero della PROTEZIONE CIVILE nell’area protetta più antica d’Italia e più famosa d’Europa durante il suo centenario che festeggia proprio la tutela della Natura Alpina in toto era in aperto contrasto con questo messaggio. 3h29 di volo, per una spesa totale di euro 6.935 euro, in un contesto in cui il “buon senso” diceva di evitare di andare per una lista infinita di motivazioni di natura tecnica su ecosistemi delicati, ecologia delle specie, cambiamenti climatici, scioglimenti drammatici dei ghiacciai alpini, sicurezza in alta quota, ma soprattutto questioni legate al “non senso” di promuovere e finanziare un’azione volta alla ricerca della spettacolarità al posto del messaggio di sensibilità ambientale che si voleva lanciare. Nello specifico della vicenda riportiamo quanto avvenuto:

  • In data 26 maggio 2022 il Presidente di Fondation Grand Paradis, Corrado Jordan, richiedeva la disponibilità di un elicottero per la visita ufficiale del principe Alberto di Monaco
  • Il 30 maggio il presidente Lavevaz rilasciava l’autorizzazione all’utilizzo di un elicottero in uso alla Protezione civile per il trasporto sul ghiacciaio del Gran Paradiso
  • In data 8 luglio il vicedirettore del parco del gran paradiso dava il benestare al volo in elicottero.

Ci chiediamo in tutto questo quali valutazioni siano state fatte rispetto alla zona di atterraggio che dalle notizie acquisite deve essere avvenuto in zona critica (un ghiacciaio); in un periodo faunistico particolare dal momento che le femmine di stambecco o camoscio con capretti piccolissimi necessitano di pace e tranquillità per evitare possibili fughe delle madri, legate alla paura, che espongano i piccoli a predazioni di aquile reali o volpi; periodo storico climatico critico vista la siccità e il grande caldo anche a quote elevate con diverse particolarità, come ad esempio lo scioglimento del permafrost, ma anche ripercussioni importanti sulla fauna. Il cambiamento climatico ha già aumentato considerevolmente la mortalità dei capretti di stambecco tra giugno e settembre.


 Risoluzione su presa di distanza dalle affermazioni del consigliere Lucianaz in merito al Covid-19 – A favore

Durante il suo discorso di insediamento, in subentro alla consigliera Spelgatti, Lucianaz aveva pronunciato, in lingua francese, una serie di affermazioni riguardanti il tema del Covid e sulle sue implicazioni, formulando un giudizio molto personale e pesante, critico sui vaccini e sulla “mascarade” dell'”affaire Covid”. La maggioranza aveva depositato una risoluzione in aula per dissociarsi da tali affermazioni e ribadire la tragicità degli eventi, il senso civico dei cittadini valdostani vaccinatisi e la mobilitazione della Sanità, della Protezione civile e del volontariato per contrastare la pandemia. Intervenendo Chiara ha evidenziato che la risoluzione firmata dagli autonomisti ha riportato la traduzione in italiano delle parole del consigliere, che in francese possono avere una accezione un po’ diversa e anche altre sfumature. Tuttavia certe espressioni del consigliere sono state sicuramente irrispettose nei confronti di chi a vari livelli ha patito per il Covid. Le opinioni personali sono per definizione dei singoli, e quando si ha un ruolo istituzionale occorre maggiore cautela nella scelta delle espressioni da usare per sostenere le proprie posizioni. Ha poi manifestato disappunto e disagio per le frasi inopportune pronunciate da Lucianaz nei confronti del Presidente Bertin, circa la sua difficoltà di comunicazione, legata ad una specifica disabilità. La critica, condivisibile, ad una cattiva gestione dell’aula non può tradursi in una mancanza di rispetto ad una persona con disabilità.


Risoluzione su impegno a trovare soluzioni al problema del sovraffollamento dei treni – Astenute

Questa risoluzione è stata proposta da Marquis, che in questo periodo si sta occupando di treni e sovraffollamento. L’impegno era del tutto generico e velleitario: si chiedeva infatti di impegnare “la Commissione competente ad affrontare la questione per trovare una soluzione (sic!) attraverso le necessarie opportune audizioni delle parti interessate” e di impegnare “il Governo a mettere a disposizione della Commissione i dati sulle presenze dei treni” (sic…). Una richiesta poco mirata e che ci ha lasciato perplesse. Non è infatti la Quarta commissione che può risolvere la situazione (magari…!), semmai il compito di provarci è del Governo…La situazione di sovraffollamento attuale ha fra le sue cause la scelta di acquistare i piccoli e poco capienti bimodali e il contratto con Trenitalia entrato in vigore ad agosto 2020, ma redatto molto tempo prima secondo la volontà di utilizzare treni valdostani e non considerando adeguatamente l’utenza piemontese e i rapporti con la Regione Piemonte. La Regione Valle d’Aosta ha responsabilità innegabili sulla situazione attuale e molti di coloro che hanno votato questa risoluzione (con un piccolo emendamento del presidente) fanno finta di non saperlo. Riunire la Quarta commissione per risolvere la situazione fa sorridere, soprattutto se si pensa che nei primi mesi del 2021, mentre Chiara era Assessora ai Trasporti, Marguerettaz e Grosjacques hanno organizzato tutta una serie di riunioni di Commissione per discutere di ferrovia e di Piano regionale dei Trasporti, di fatto per boicottare le politiche ferroviarie e l’approvazione del Piano, sentendo RFI, Trenitalia, Ingegnere incaricato del PRT, Stadler, Strutture dell’Assessorato, esperti vari ecc. ecc. per poi non concludere un bel nulla, tant’è vero che il PRT è ancora fermo nei cassetti (e lo si aspetta da 25 anni!). Ha senso approfondire l’argomento in commissione e soprattutto cercare da parte del Governo una interlocuzione continua con il Piemonte, anche rivedendo certe scelte, ma di certo la Commissione non può trovare alcuna soluzione. La risoluzione ha l’unico scopo di dire che ci si interessa (tardi) del problema. Ci siamo astenute.


Risoluzione per esprimere solidarietà ai docenti valdostani a seguito delle dichiarazioni dell’Assessore Caveri (Non abbiamo preso parte al voto)

Il fatto è noto: rispondendo ad una nostra interpellanza del consiglio precedente riguardo alle problematiche legate alla rendicontazione del Bonus docenti (500 euro annuali per la formazione e l’aggiornamento), che in Valle non può essere effettuata sulla piattaforma statale ma attraverso un applicativo di INVA e con una procedura complessa, lunga e farraginosa, l’Assessore è sbottato tacciando di imbecilli e casi umani coloro che avevano segnalato le difficoltà. I docenti valdostani e i loro sindacati sono giustamente insorti, ci sono stati varie prese di posizione sui media e dopo una settimana dai fatti, quando ormai era chiaro che cavalcare l’onda poteva essere utile, la Lega è uscita con un comunicato in cui stigmatizzava le parole dell’Assessore e chiedeva le scuse dello stesso, che non erano arrivate. La risoluzione depositata in aula riportava chiaramente le espressioni di Caveri, pesanti e offensive, nei confronti dei docenti (lui ha poi specificato che le sue espressioni “a prova di imbecille” e “casi umani” non erano rivolte a tutti ma solo agli insegnati che si erano lamentati dell’applicativo…mah…). Nell’illustrazione il consigliere Perron è stato molto morbido e ha accettato la richiesta della maggioranza di emendare il testo della risoluzione togliendo tutte le frasi “incriminate”, prendendo atto delle spiegazioni dell’assessore e impegnando genericamente il Consiglio ad esprimere solidarietà al corpo docenti, evidenziandone il ruolo attivo nella formazione degli studenti e il costante impegno nell’aggiornamento. Senza minimamente fare riferimento alle parole irrispettose pronunciate dall’assessore e, di fatto, impedendo di comprendere il senso del testo. Che ci sia qualche motivo per non urtare Caveri e la maggioranza? Che sia meglio aspettare di capire chi farà parte della nuova alleanza di governo? Chissà…Noi di fronte ad un testo così ridotto e blando abbiamo deciso di non partecipare al voto.


Risoluzione: Azione politico-amministrativa della Giunta: ci sono ancora le condizioni? (astenute)

L’Assemblea ha respinto, con 20 voti di astensione (UV, AV-VdAU, FP-PD, SA, GM, PCP) e 14 a favore (Lega VdA, FI, PlA), una risoluzione dei gruppi Lega VdA, Forza Italia e Pour l’Autonomie, per impegnare la Giunta regionale ad esplicitare in Aula se sussistano le condizioni necessarie per prendere impegni politici e amministrativi a breve e medio termine nelle materie di rispettiva competenza e responsabilità, nonché sul mantenimento del proprio ruolo all’interno del Governo. Erika ha chiesto chiarezza perché lo spettacolo che questa maggioranza sta dando è vergognoso. Da diciotto mesi si aspetta un assessore e nel mentre gli scenari che si sono susseguiti sono i più disparati, fino ad arrivare addirittura ad avere due “Presidenti” individuati dalla stessa UV. Tutto questo nel momento in cui bisogna discutere DEFR e Bilancio e dare risposte ai valdostani.