Il secondo Consiglio di aprile si è sviluppato sull’arco di tre giornate. Come gruppi di opposizione avevamo infatti chiesto un consiglio straordinario per affrontare la mole di iniziative che si sono accumulate nelle settimane precedenti. Il Presidente del Consiglio ha deciso solo martedì 18 di aggiungere una sola giornata, venerdì 21. In totale all’ordine del giorno figuravano così 111 punti, a cui durante il Consiglio se ne sono aggiunti altri, visto che sono state depositate varie risoluzioni.
Come Gruppo consiliare avevamo dunque in totale 21 iniziative: 1 question time, 7 interrogazioni, 8 interpellanze e 5 mozioni. Alle nostre mozioni non ci siamo arrivati, le altre iniziative sono state discusse tutte.
In questa seduta consiliare sono stati nominati due membri di parte regionale in seno alla Commissione Paritetica Stato-Regione, L’Avvocato Marini e Augusto Rollandin, in sostituzione dei due dimissionari, gli ex senatori Lanièce e Bressa.
Erika ha evidenziato: «Le dimissioni dei due componenti della Paritetica arrivate lo stesso giorno, una per problemi lavorativi, l’altra per motivi personali, subito dopo le dimissioni del Presidente Lavevaz, ci paiono assai strane. Quali sono stati poi i risultati ottenuti sulle concessioni, sul Conservatoire o sull’equiparazione dei Vigili del fuoco e del Corpo forestale valdostano? Nonostante i tanti solleciti, li abbiamo incontrati una volta e poi non abbiamo più avuto notizie. Evidenzierei inoltre che in un momento in cui giustamente a livello nazionale la Commissione Paritetica è chiaramente spostata a destra, ci saremmo aspettati che almeno un componente di parte regionale fosse di area progressista. Non definitevi più progressisti!» Chiara ha annunciato che PCP non avrebbe preso parte al voto: «Non condividiamo né il metodo con cui si è arrivati a questa proposta né le candidature. Bisognerebbe evitare un ragionamento di parte: la scelta dovrebbe essere frutto di un coinvolgimento di tutti i gruppi rappresentati in questo Consiglio e di una trasparenza che in questo caso sono mancati. Siamo venuti a conoscenza delle dimissioni di due membri della Paritetica dagli organi di informazione, poco chiare sono le motivazioni e anche come si sia arrivati a proporre queste due candidature. Dei due nominativi, uno, il Professor Marini, ha le competenze giuridiche, ma ci chiediamo se non ci siano delle incompatibilità, visto che difende la Regione in numerose cause con lo Stato; il Consigliere Rollandin ha sicuramente una lunga esperienza, che io ritengo però discutibile dal punto di vista politico. Ci sono in Valle d’Aosta delle persone a cui si sarebbe potuto pensare, che avrebbero potuto dare delle garanzie rispetto al compito fondamentale che svolge la Commissione Paritetica.» A fine giornata si è poi saputo che il prof. Marini fa parte dell’Ufficio del Presidente del Consiglio dei Ministri, in qualità di consigliere giuridico! Siamo quindi ancora intervenute (vedi resoconto interrogazione su Paritetica) e abbiamo poi depositato una interrogazione per il prossimo Consiglio: votare come rappresentante della Regione il consigliere di Giorgia Meloni ci pare uno sconcertante controsenso, ancor più se da parte di una maggioranza che si definisce autonomista-progressista.
È stato finalmente votato il Piano triennale contro la violenza di genere, fermo in commissione da fine agosto, oggetto di molte polemiche strumentali da parte della Lega. Chiara dopo aver lamentato il ritardo nell’approvazione (il piano è scaduto dal 2019…), ha sottolineato che le iniziative dovranno essere avviate il più presto e che bisogna mettere in campo tutte le azioni propedeutiche alla redazione del prossimo Piano, che dovrà essere più strutturato e più incisivo ed essere approvato in tempi adeguati. Ha espresso alcune riserve e richieste di maggiore attenzione per il futuro: distinguere la parte dell’informazione da quella della formazione; le scuole non sono attualmente rappresentate all’interno del Forum permanente contro le molestie e la violenza di genere e non c’è quindi una loro partecipazione attiva, che sarebbe opportuna; non si può demandare tutto al Centro antiviolenza e alla Casa rifugio; porre attenzione alla raccolta dati; dare delle risorse finanziarie adeguate.
Sono stati esaminati due disegni di legge, sui canoni per le derivazioni di energia idroelettrica e sulla proroga per l’installazione di dehors per le attività commerciali. Sul primo ci siamo astenute, il secondo lo abbiamo votato.
Chiara annunciando il voto di astensione ha osservato che per quanto riguarda le grandi derivazioni sarebbe stato meglio abbassare l’applicazione del canone alle derivazioni con una potenza nominale media superiore a 2mila kw e non a 3mila, come proposto in legge. Sul canone variabile aggiuntivo ha osservato che la Valle d’Aosta si accontenta di avere il minimo indispensabile, senza tenere in conto i profitti eccezionali che ha accumulato l’idroelettrico in questi ultimi anni. Ci sono delle Regioni che chiedono ristori particolari in opere o in denaro, ma per noi sarebbe più giusto prevedere una sorta di ristoro a tutti i consumatori che stanno pagando bollette esorbitanti. La materia di questo disegno di legge dovrebbe essere inserita in una riflessione più ampia sul futuro del sistema idrico regionale che comprende anche il Piano di tutela delle acque, il Servizio idrico integrato oltre che la norma di attuazione in materia di concessioni di derivazione di acqua.
QUESTION TIME: notizie sulla sottoposizione alla Giunta della Relazione al Parlamento della Direzione investigativa antimafia (Erika, Chiara)
Con questa interrogazione a risposta immediata abbiamo posto l’attenzione sui contenuti della Relazione della Direzione investigativa antimafia (DIA) del primo semestre 2022 che ha sancito l’esistenza di un locale di ‘ndrangheta in Valle d’Aosta. Non si parla solo di concessioni e di appalti pubblici con l’ingerenza nella vita pubblica del territorio ma anche dell’intervento del sodalizio nel settore politico che si è proposto come organismo convogliatore di voti da indirizzare a più candidati in campagne elettorali in cambio di utilità. Abbiamo quindi chiesto al Presidente della Regione, esercente anche delle funzioni prefettizie e componente dell’Osservatorio antimafia, se abbia portato il documento all’attenzione della Giunta per mettere in campo azioni concrete e mirate per far conoscere il fenomeno e contrastare la presenza di un locale di ‘ndrangheta nel nostro territorio, con particolare riferimento al “sodalizio” nel settore politico. Il Presidente Testolin, ha risposto che la relazione dedica alla Valle d’Aosta solo due pagine e il documento è in libera consultazione come tutte le relazioni precedenti che non hanno mai fatto oggetto di esame da parte della Giunta regionale, che peraltro non ha specifiche competenze amministrative in materia di lotta alla criminalità organizzata. Con la legge regionale n. 1/2022, la Conferenza regionale sulla legalità e la sicurezza è stata soppressa e le sue competenze trasferite all’Osservatorio regionale permanente sulla legalità e sulla criminalità organizzata e di tipo mafioso, al quale il Presidente della Regione partecipa in quanto tale e non con riferimento alle funzioni prefettizie. Ciò non toglie che gli uffici della Giunta regionale continuino ad operare, come sempre fatto, per la promozione e la diffusione dei valori di una sana convivenza civile, anche per il tramite del Tavolo tecnico permanente sulla corresponsabilità educativa e sulla legalità istituito presso l’Assessorato beni e attività culturali, sistema educativo e politiche per le relazioni intergenerazionali, oltre che attraverso le azioni di impulso e di indirizzo nell’ambito del Comitato per l’ordine e la Sicurezza pubblica (COSP). Erika ha replicato che in quelle due pagine viene evidenziato che vi sono delle ingerenze soprattutto negli appalti e nelle campagne elettorali con scambi di voti: non serve solo fare della promozione e della divulgazione, servono delle azioni concrete riferite ai temi su cui si è concentrata questa Relazione. Anche oggi, si parla della confisca dei beni di due imprenditori in Valle d’Aosta, che pare lavorassero anche con la pubblica amministrazione, di cui chiederemo conto.
INTERROGAZIONE: Situazione problematiche relative al Corpo forestale e ai Vigili del Fuoco (Erika)
Con questa interrogazione chiedevamo lo stato dell’arte rispetto agli impegni presi durante l’incontro del 7 febbraio con le organizzazioni sindacali sulla tematica dei vigili del fuoco e corpo forestale. Il Presidente Testolin ha evidenziato di aver dato mandato per la costituzione di un’area di contrattazione relativa al Comparto Sicurezzache tenga conto delle nostre peculiarità. Una soluzione originale che venga approvata con legge, ma che ora deve partire dalla stesura di un documento schematico redatto dal dipartimento personale e legislativo con l’indicazione del relativo cronoprogramma di un percorso più articolato di quello che si era ipotizzato. Erika in replica ha evidenziato che quindi dopo le ulteriori promesse fatte il 7 febbraio si riparte da zero, con una soluzione originale che ci spaventa. È dal 2014 che si fanno promesse sia sull’equiparazione del trattamento previdenziale sia sull’allineamento degli stipendi. Il rinnovo contrattuale andrà a prevedere l’indennità di rischio, ma mancano ancora l’assegno di specificità e l’adeguamento di altre indennità. Ancora una volta non si parla della legge sui servizi antincendi su cui un gruppo di lavoro ha lavorato, ma anche quella è ferma. Evitiamo poi di parlare delle sedi, delle dotazioni e delle problematiche irrisolte rispetto al soccorso pubblico.
INTERROGAZIONE: Notizie in merito al progetto del Condominio all’Arco di Augusto (Erika)
L’iniziativa chiedeva all’Assessore l’esistenza di analogie fra il progetto dell’Arco d’Augusto e il condominio di nove piani “The Stone” a Cervinia evidenziate dal consigliere Malacrinò nel Consiglio precedente. L’Assessore Guichardazha evidenziato che un’analogia si può ravvisare nel grande risalto mediatico che hanno suscitato i due progetti. I proponenti però non sono gli stessi (a Cervinia lo Studio Peluffo&Partners, è dell’azienda valdostana Vico, mentre ad Aosta il progetto, firmato dallo studio Copaco, è stato presentato dalla società l’Arco d’Augusto srl, che vede le quote di maggioranza in mano alla Bertino Immobiliare). Entrambi prevedono ampliamenti del 35% del volume ai sensi della legge Casa. Diversi invece i progetti, i contesti urbanistici e edilizi, le tempistiche con cui sono stati presentati. Per quanto a conoscenza degli uffici il progetto dell’edificio dell’Arco di Augusto è in fase di valutazione da parte del Comune di Aosta, al quale è opportuno rivolgersi per maggiori dettagli. L’autorizzazione della Soprintendenza ai Beni culturali costituisce atto endoprocedimentale finalizzato al rilascio del titolo abilitativo da parte del Comune. Erika ha quindi sollevato critiche e perplessità sul progetto del condominio di 5 piani all’Arco di Augusto di difficile armonizzazione con il centro storico. Si fanno delle storie per l’apertura di una finestra in centro storico, mentre invece possiamo fare un palazzo vista mare di fronte all’Arco di Augusto tanto che la Soprintendenza ha reputato sufficientemente compatitile il progetto, ma con diverse prescrizioni, mentre la Commissione edilizia del Comune ha bocciato ripetutamente il progetto segnalando le criticità e facendo proposte mai prese in considerazione. Vista la risposta dell’Assessore abbiamo deciso di tornare a parlare di tale progetto rispetto alla parte urbanistica.
INTERROGAZIONE: Informazioni circa lo studio scientifico richiesto nel 2020 sulla pernice bianca e sulla lepre variabile (Chiara)
A ottobre scorso è stata votata una mozione della Lega che chiedeva di riaprire la caccia alla lepre variabile e alla pernice bianca, sospesa da una decisione del Consiglio del 2019 che aveva chiesto uno studio scientifico sulla situazione delle due specie e di fermare la caccia per almeno 5 stagioni venatorie. Tutto annullato. L’autunno scorso però la caccia non è stata riaperta, la Lega ha chiesto perché, visto che già nel 2020 alcuni documenti dell’Assessorato competente avevano indicato che le specie non erano assolutamente a rischio. A noi non risultavano terminati studi e documenti, quindi abbiamo chiesto ulteriori chiarimenti, in particolare sullo studio scientifico richiesto tre anni e mezzo fa. L’Assessore ha risposto che nel 2020, in occasione del ricorso al TAR del Comitato caccia sulla chiusura prevista (ricorso bocciato), è stata redatta una breve nota dalla struttura preposta, che abbiamo subito richiesto e che non è certo competa e esaustiva. Lo studio scientifico è in fase di redazione (commissionato in due parti, con grave ritardo…) e si terrà conto dello stesso per autorizzare la riapertura. La consegna è prevista per fine estate; l’Assessore auspica di poter riaprire la caccia alle due specie in autunno.
INTERROGAZIONE: Attuazione ordine del giorno per illustrazione in commissione degli interventi previsti per gli impianti a fune (Chiara)
Abbiamo depositato questa interrogazione per chiedere all’Assessore Bertschy quando presenterà in Commissione il dettaglio degli investimenti sugli impianti a fune: a dicembre era stato infatti votato all’unanimità un nostro ordine del giorno che chiedeva di riferire in commissione tutti gli interventi, suddivisi tra quelli di ammodernamento, sostituzione, nuovi impianti ecc. Dopo 4 mesi stiamo ancora aspettando…e aspetteremo ancora perché l’Assessore, molto sbrigativamente, ha detto che il Piano degli interventi non è ancora completo e verrà a riferire quando sarà pronto, bref… Peccato che sui singoli interventi, oggetto di altre interrogazioni, abbia risposto…
INTERROGAZIONE: Attuazione ordine del giorno relativo all’ampliamento del Parco del Mont Avic (Chiara,Erika)
L’interrogazione era stata depositata con lo scopo di capire se la scadenza del 31 marzo per l’approvazione dell’ampliamento del Parco, prevista in un ordine del giorno da noi proposto a dicembre e votato all’unanimità, sarebbe stata rispettata. L’11 aprile abbiamo poi visto che la Giunta aveva deliberato di inviare al Consiglio l’Atto amministrativo per l’allargamento. Ora lo stesso è all’esame delle Commissioni e a breve si dovrebbe arrivare in Consiglio per la definitiva approvazione. Finalmente! La delibera era pronta già nella primavera del 2021, l’aveva seguita Chiara da Assessore, e i soldi erano stanziati. Due anni di ingiustificato ritardo, quattro anni dalla iniziale richiesta del comitato di privati cittadini di inserire i loro terreni nel Parco, consapevoli dell’importanza della valorizzazione di quel territorio come area tutelata.
INTERROGAZIONE: Informazioni sulla concessione per impianto idroelettrico su Ru Arberioz (Erika)
Con questa interrogazione volevamo conoscere l’iter della concessione della centralina sul Ru d’Arberioz di Aymavilles ed in particolare: la struttura regionale che deve verificare e conservare la documentazione; se sia stata accertata e da parte di chi la presenza di antichi diritti; se risulta normale che le opere di mitigazione previste siano state completate dopo oltre 4 anni e se l’iter e la costituzione da parte del Consorzio Ru d’Arberioz di una società di capitali (s.r.l) risulta aver seguito una procedura corretta e se questa è stata adottata da parte di altri Consorzi di miglioramento fondiario. L’Assessore Sapinet ricorda che le verifiche e la tenuta della documentazione spettano alla struttura gestione demanio idrico, mentre l’iter autorizzativo della centralina è in capo alla struttura sviluppo energetico. La presenza di antichi diritti è stata accertata e definito il limite di prelievo, inserito nella concessione. Le opere di mitigazione sono state decise attraverso un atto tra il Consorzio pesca e la società concessionaria attraverso una convenzione. Lavori della vasca prevista come opera di mitigazione sono iniziati nel 2021 per problemi burocratici, sospesi nel 2022 e terminati nell’autunno 2022, ma per problemi di tenuta idraulica tale vasca non è attiva ancora ad oggi. Rispetto alla costituzione di una società, questa rientra nel potere discrezionale del consorzio ed è legittima per superare i vincoli previsti dalle normative dei consorzi. Erika in replica ha fatto notare come non si sia risposto a molte delle domande, scaricando le responsabilità su altri, ma non si può rilasciare una concessione senza avere tutti gli atti necessari e non verificare il rispetto delle condizioni. Dalle richieste di accesso agli atti risultano mancanti molti atti (verbale dell’assemblea degli utenti dal quale risulti l’approvazione delle modalità di funzionamento della centralina elettrica e l’approvazione della bozza di convenzione/contratto tra il Consorzio di miglioramento fondiario e la societa’ incaricata di costruire e/o gestire la centralina idroelettrica, …) Anche all’accertamento di antichi diritti non ci è stato detto chi li ha portati a termine. Pensare poi di richiedere misure di mitigazione e non solo non controllare se siano state fatte, ma anche qui scaricando su altri la responsabilità. Certo, andremo a fondo del ruolo del Consorzio pesca che dovrebbe garantire il rispetto della convenzione. La società per 5 anni ha turbinato, senza aver prodotto ad oggi alcun tipo di compensazione a mitigazione del danno prodotto. Rispetto alla costituzione della società credo invece si configuri un conflitto di interesse tra presidenza del consorzio ru Arberioz e Amministratore unico della soc. Ru Arberioz Service srl, ma anche su questo faremo degli approfondimenti legali.
INTERROGAZIONE: Notizie in merito allo sversamento di idrocarburi nella Dora nel comune di Pollein (Chiara)
A seguito della notizia apparsa sui giornali riguardo ad uno sversamento di idrocarburi nella zona di Pollein che ha raggiunto la Dora, abbiamo chiesto informazioni per conoscere la dinamica dei fatti, la situazione allo stato attuale, le conseguenze. L’Assessore Sapinet ha riferito di uno sversamento di gasolio avvenuto il 4 aprile durante la movimentazione di un bulk sul piazzale di una impresa commerciale. Si è cercato di intervenire tappando tubazioni di scarico delle acque bianche, utilizzando autospurgo ecc, ma una parte ha raggiunto la Dora e quindi sono intervenuti Corpo forestale, Arpa e VV.FF. Sono state posizionate barriere e si è provveduto a contenere il liquido. E’ stato allertato il depuratore di Brissogne e il Consorzio Pesca per valutare la sospensione della pesca. Arpa ha effettuato campionamenti dell’acqua e il monitoraggio è proseguito nei giorni seguenti. Per quanto riguarda i danni sul corpo idrico, la flora e la fauna non ci sono state date informazioni, con la motivazione che sono in corso attività di polizia giudiziaria.
INTERPELLANZA: Ricomposizione della Commissione Paritetica e temi prioritari da sottoporre all’esame della stessa (Erika, Chiara)
Con questa iniziativa abbiamo voluto conoscere quale fosse lo stato dell’arte dei singoli dossier trattati dalle precedenti Commissioni paritetiche e quali sono i temi prioritari che il Governo regionale intende sottoporre all’esame della Commissione paritetica. Avendo appreso dell’incarico del Professor Marini come consulente giuridico della Presidente Meloni, Erika ha integrato le domande chiedendo se il Governo o la maggioranza ne fosse a conoscenza. Il Presidente Testolin ha evidenziato che i dossier in avanzato stato di lavoro per addivenire a delle norme di attuazione sono: concessioni derivazioni d’acqua, equiparazione dei vvff e cfv ai corrispettivi nazionali, statizzazione dei docenti del Conservatoire. Altri temi che erano in discussione riguardano i beni archivistici e la prevenzione sicurezza sul lavoro. Purtroppo però spesso l’istruttoria delle norme di attuazione si arena presso i Ministeri competenti. Per questo la Regione ha chiesto a Calderoli di regolamentare il processo. I temi prioritari sono sicuramente quelli riguardanti le acque e i vvff e cfv. La Regione ha inoltre avviato una ricognizione presso le strutture per conoscere altre norme da sottoporre, come la zona franca. Rispetto a Marini, il Presidente evidenzia di averlo scelto per la sua professionalità. Erika in replica ha fatto notare che è tutto fermo e che fra i dossier non è stato citato quello riferito alle minoranze linguistiche nei sindacati accennato invece in un intervento precedente della maggioranza. Rispetto a Marini Erika ha ribadito che nessuno mette in dubbio la sua professionalità, ma la domanda era un’altra. Il Prof. aveva comunicato il suo ruolo presso la Presidenza del CdM? Chiara ha aggiunto che non solo la designazione è inopportuna, come rilevato al momento del voto, ma è sconcertante, considerato quello che si è appreso. Se la Giunta e la maggioranza non hanno verificato il curriculum del prof. Marini, hanno operato con grande leggerezza; se invece sapevano di questo ruolo, allora non ci sono più parole. La Commissione Paritetica è composta da tre esponenti di designazione statale e tre di designazione regionale, ci si deve confrontare sulle richieste e fare sintesi. Come può il prof. Marini rappresentare compiutamente e con fermezza e determinazione le esigenze della Regione dovendo svolgere contemporaneamente funzioni di consulenza a chi rappresenta lo stato ai massimi livelli? C’è un contrasto di ruoli, e se non se ne rendono conto gli autonomisti che ogni tre per due insorgono contro lo stato centralista e decisionista davvero non sappiamo proprio più cosa dire e pensare di un governo che si definisce autonomista-progressista.
INTERPELLANZA: Motivi della mancata sottoscrizione del rinnovo contrattuale del pubblico impiego (Erika)
Il rinnovo del contratto del comparto unico regionale è stato al centro di una nostra interpellanza che il contratto scaduto nel 2018, non è ancora stato rinnovato e nell’audizione del 28 marzo in seconda Commissione, il Presidente Testolin aveva riferito che il rinnovo era stato concordato con le organizzazioni sindacali e che sarebbe stato prossimamente approvato dalla Giunta ai fini della firma definitiva. Ad oggi la firma definitiva non è ancora avvenuta. Abbiamo quindi chiesto i motivi del perdurare della mancata sottoscrizione, a che punto sia la modifica della legge 22/2010 in materia di comparto unico con particolare riguardo alle aree di contrattazione, se siano state elaborate le direttive di contrattazione 2022-2024. Il Presidente Testolin ha ricordato che il 23 febbraio è stata sottoscritta l’ipotesi di accordo per il rinnovo contrattuale per il triennio economico 2019-2021, il 10 marzo, il Corecop(Comitato regionale per le politiche contrattuali) ha espresso parere favorevole e che il perdurare della mancata sottoscrizione dell’Accordo definitivo è dovuto al fatto che le trattative essendosi protratte oltre l’anno 2022, occorre sistemare le partite finanziarie accantonate per i rinnovi contrattuali al fine di poter procedere alle variazioni di bilancio necessarie all’erogazione degli arretrati. L’operazione si perfezionerà con l’approvazione del rendiconto finanziario in modo da dare conto dell’intera erogazione, sia delle categorie, sia dei vigili del fuoco che dei forestali. In merito alle modifiche della legge 22/2010 sul comparto unico, il Presidente ha specificato che anche al fine di prevedere l’area di contrattazione separata specifica per il comparto sicurezza, si sta procedendo con gli incontri, anche con le parti sindacali, al fine di addivenire al più presto ad una proposta di disegno di legge. Ad oggi le aree di contrattazione sono 3: categorie, dirigenza e giornalisti. Anche le due leggi di riferimento dei vigili del fuoco e dei forestali saranno analizzate nel percorso complessivo in modo da armonizzarle e renderle coerenti nel loro insieme. Infine Testolin, in merito all’emanazione da parte del Corepoc delle direttive relative al rinnovo parte giuridica e parte economica per il triennio 2022-2024, sia per le categorie che per la dirigenza, il Comitato provvederà al più presto alla loro predisposizione e invio al Comitato regionale per le relazioni sindacali, in modo da ultimare anche questa seconda tranche del contratto. Erika, nella replica, ha osservato che sono 5000 i dipendenti interessati ed era quindi corretto mettere a conoscenza di tutti queste informazioni, anche a fronte di una serie di considerazioni che ci sono arrivate dai sindacati che evidenziavano “disfunzionamenti della macchina direttiva (Giunta e Corepoc) e di quella recettiva esecutiva (Crrs)”. Inoltre il Corepoc, nel suo parere del 10 marzo 2023, ha messo in luce alcune criticità, di cui si dovrà tenere conto: il servizio mensa e la disciplina dello sgombero neve sono rinviati a momenti successivi; bisogna trovare copertura rispetto alla questione dei vigili del fuoco e dei forestali; l’ipotesi di accordo si discosta in parte dalle direttive del Corepoc e quindi le responsabilità restano a carico del Crrs. Riconosciuta invece la figura dell’armiere, con un’indennità mensile aggiuntiva di 600 euro. Anche in questo caso sarebbe stato più corretto però pensare ad un inquadramento specifico per figure con competenze così specifiche. Con un rinnovo così tardivo, purtroppo il peso fiscale in busta paga sarà rilevante e questo ci preoccupa. Alla luce di tutto questo è importante evidenziare agli insegnanti di tenersi stretti il loro contratto nazionale e di ricordarsi cosa avviene ai dipendenti del comparto regionalizzati, perché da noi si arriva sempre in ritardo. Dovremmo essere all’avanguardia e, invece, ci ritroviamo sempre a rimorchio degli altri.
INTERPELLANZA: Attivazione del gruppo di lavoro per la gestione del personale della Società dei servizi con riferimento agli operatori di sostegno (Erika, Chiara)
Abbiamo nuovamente portato all’attenzione dell’Aula la questione del reclutamento del personale docente e degli educatori di sostegno: in particolare Erika ha chiesto come mai non siano stati attivati i corsi di specializzazione per il sostegno didattico dall’Università della Valle d’Aosta nonostante il fabbisogno sia piuttosto importante (20 insegnanti nella scuola primaria, 35 nella scuola secondaria di primo grado e 20 in quella di secondo grado); se è stato attivato il tavolo tecnico e politico relativo alla gestione del personale della Società di servizi che fornisce anche gli educatori di sostegno e come si intende risolvere la problematica per la stabilizzazione degli operatori di sostegno. L’Assessore Guichardaz, ha riferito che a gennaio 2023, l’Università della Valle d’Aosta ha acquisito i dati sul fabbisogno di personale docente di sostegno e ha stabilito di non attivare i percorsi per l’anno accademico 2022-2023, tenendo in considerazione, in particolare, i dati relativi alle domande di ammissione e agli iscritti ai precedenti cicli dei percorsi e l’assenza di un professore di ruolo nel settore scientifico-disciplinare con competenze specifiche dell’integrazione scolastica degli alunni con disabilità, a cui affidare il ruolo di direttore dei corsi. A evidenziato inoltre che per l’Università assumono estrema rilevanza, oltre alle valutazioni sulla sostenibilità economica delle iniziative didattiche, anche quelle sulla sostenibilità organizzativa, visto il numero ridotto di personale. Pur non avendo attivato i percorsi di specializzazione in occasione di tutti i cicli attivati dal Ministero, l’UniVdA ha comunque garantito l’organizzazione dei corsi a cicli alterni. Nell’ottica di garantire comunque il servizio l’Università ha chiesto la disponibilità all’ateneo torinese di riservare ai candidati della Valle 36 posti, con possibilità di svolgere il tirocinio nelle scuole del territorio. Il Tavolo tecnico per la gestione del personale della Società Servizi Spa è stato attivato e si sono tenute due riunioni. Si è poi valutata la possibilità, anche con i sindacati, di estendere il contratto dal 1° settembre al 30 giugno. Erika in replica ha osservato che non si sono fatti grandi passi avanti. I bambini e ragazzi in difficoltà hanno bisogno di figure con competenze specifiche che rimangano stabili durante l’anno scolastico e anche durante il periodo estivo. Questa è un’esigenza forte, sentita dalle scuole e dalle famiglie valdostane. La stabilizzazione è uno dei punti centrali su cui insistere perché ci sono operatori di sostegno che, vista la precarietà del loro lavoro, si stanno orientando verso altre occupazioni. Per quanto riguarda la Società di Servizi rileviamo con disappunto che ha realizzato un bando di gara esterno proprio per l’appalto del servizio di somministrazione di lavoro a tempo determinato degli operatori di sostegno e delle altre figure. Troviamo grave che questo ente, che dovrebbe occuparsi in prima persona della gestione del personale di sostegno, decida invece di esternalizzarla. Sulle esigenze dell’Università della Valle d’Aosta, credo che almeno per il prossimo anno ci si debba impegnare da subito per attivare nuovamente il percorso di abilitazione dei docenti di sostegno vista l’importante esigenza di avere personale qualificato. Rispetto agli operatori inoltre, non basta prolungare il contratto dal 1° settembre al 30 giugno, ma bisogna rivedere anche i loro contratti: la scuola è organizzata a 27 ore e questo implica una serie di disagi agli operatori che hanno il contratto di 36 ore e, oltre a dover coprire 2 o 3 casi, devono sbalzare da una scuola all’altra senza che venga riconosciuto loro il tempo della trasferta.
INTERPELLANZA: Intendimenti in merito al progetto di valorizzazionecomplessivo dei siti preistorici e notizie sulla necropoli di Vollein (Chiara)
A marzo è stato inaugurato l’allestimento del sito preistorico di Vollein, su cui sono pervenute segnalazioni di perplessità per le scelte operate dalla Soprintendenza. Abbiamo quindi chiesto quali perché si è deciso di interrare tutte le tombe della necropoli; se sono previsti allestimenti di “realtà aumentata” riguardo a siti e monumenti sul territorio regionale e con quali modalità; se è nelle intenzioni del Governo predisporre un progetto di valorizzazione complessivo dei siti preistorici sul territorio e una promozione degli stessi attraverso una proposta mirata e strutturata, non solo virtuale. L’Assessore Guichardaz ha detto che le tombe non sono mai state sottoposte agli agenti atmosferici, erano interrate, solo tre erano rimaste “aperte” e sono andate incontro a degrado (devastazioni da parte dei cinghiali, scarso rispetto da parte probabilmente dei frequentatori della vicina palestra di roccia), quindi sono state ricoperte con strati di inerti. Ha parlato della valorizzazione dei siti preistorici valdostani tramite la App Aosta digitalee ha citato il circuito PITEM, primo tassello per la promozione della preistoria in VDA. Chiara in replica ha evidenziato la necessità di promuovere un “pacchetto preistoria” che comprenda l’area megalitica di St Martin de Corléans, la necropoli di Vollein, ma anche le numerose testimonianze sparse sul territorio (chromlech al colle del Piccolo San Bernardo, Geosito di Bard ora praticamente abbandonato a se stesso, necropoli di Champrotard a Villeneuve, ritrovamenti a Verdjouan di Saint Pierre, a Leverogne di Arvier, a Rapy di Verrayes, a Barma Cotze in comune di Donnas, ma anche molti altri minori come Pian des Sorcières di Lillianes) che potrebbero davvero entrare a far parte di una specifica offerta sostenuta dalla Regione. Se vogliamo continuare ad essere una regione turistica e mettere in campo strategie di resilienza ai cambiamenti climatici e di reale diversificazione, dobbiamo lavorare con lungimiranza, creatività e impegno per valorizzare tutte le numerose e importanti risorse che il nostro territorio possiede. C’è un patrimonio culturale che ha notevoli potenzialità e su cui occorre concentrare attenzione e risorse finanziarie: non possono continuare ad andare in modo massiccio in unica direzione, quella dello sci e del turismo della neve.
INTERPELLANZA: Regolamentazione della pratica degli abbruciamenti dei residui vegetali e creazione di un indice di pericolosità (Chiara)
Abbiamo chiesto a che punto è la normativa regionale per la regolamentazione degli abbruciamenti. Chiara ha ricordato che era stato preso l’impegno a inizio legislatura di predisporre una norma specifica, perché esistono soltanto delle linee guida per la corretta gestione della pratica. Siamo rimasti tra le poche regioni ad essere prive di una legge. I recenti incendi boschivi in bassa Valle, così come la situazione climatica e meteorologica, in prospettiva sempre più improntata a scarsità di precipitazioni, impongono l’urgenza di regole chiare e un sistema di sanzioni amministrative realmente dissuasive. Abbiamo chiesto quali interlocuzioni vi siano state con i vari portatori di interesse, quali i principali elementi della norma allo studio delle strutture regionali e se sia stata presa in considerazione la creazione di un apposito indice di pericolosità per zone, da parte del Centro funzionale, in base al quale fare opportuna prevenzione e applicare se necessario le adeguate sanzioni. L’Assessore ha dato risposte del tutto insoddisfacenti, in pratica le stesse fornite lo scorso anno: si sta lavorando ad una norma, per ora oggetto di confronto tra Dipartimento ambiente e Corpo forestale, ci sono comunque le linee guida e il codice civile, la situazione è delicata e complessa (cosa peraltro già da noi evidenziata)... Riguardo agli indici di pericolosità, l’Assessore ha detto che la Regione è dotata di una carta della pericolosità di incendio boschivo (ultima versione del 2017) che individua 5 fasce, da trascurabile a estrema, basata su parametri vegetazionali, orografici e statistici. Per i servizi di prevenzione e avvistamento il Nucleo antincendi boschivi del Corpo forestale consulta quotidianamente un apposito indice di pericolo d’incendio su tutto il territorio regionale, adottato sin dal 1994. Ha auspicato che l’affinamento delle metodologie previsionali possa essere raggiunto anche attraverso la revisione del Piano regionale per le attività di previsione e lotta attiva agli incendi boschivi, questione che sarà oggetto di lavoro con l’Assessore Carrel, per darsi un traguardo sia a livello di tempistiche che di contenuti, mantenendo l’attenzione al territorio e al mondo agricolo. Chiara ha replicato che in pratica siamo fermi a due anni fa, siamo ancora allo studio. Anche il Corpo forestale ha sollecitato una norma per poter agire in modo corretto. Riguardo agli indici di pericolosità, sarebbe importante, così come accade per il periodo invernale per il rischio valanghe, elaborare un bollettino sulla situazione della pericolosità incendi. Se si cerca di tenere pulito un bosco, si produce del materiale di scarto non facile da smaltire: si potrebbe guardare ad altre realtà, come la Provincia di Bolzano che ha una legge dal 2000, o al Parmense dove hanno introdotto alcune misure, come il trituratore comunale, da utilizzare a turno da parte degli utenti; si tratta di suggestioni, da approfondire. Da qui in avanti, in assenza di adeguate precipitazioni, la situazione diventerà sempre più complicata.
INTERPELLANZA: Monitoraggi e revisione della Legge Casa (Chiara, Erika)
I recenti casi del progetto The Stone al Breuil (su cui avevamo già presentato una mozione, respinta) e del Palazzo Arco d’Augusto ad Aosta hanno evidenziato una serie di problematiche legate alla Legge Casa del 2009 e alle sue successive integrazioni, in particolare la difficoltà da parte dei Comuni a intervenire sulla materia, in presenza di pareri positivi della Soprintendenza. La legge regionale aveva previsto che ci fosse un monitoraggio dei vari interventi di ampliamento volumetrico, evidentemente perché c’era una certa cautela e preoccupazione riguardo alle nuove norme. Abbiamo quindi chiesto in quali occasioni, e con quali conseguenti decisioni, il Consiglio regionale ha preso atto dei monitoraggi previsti dall’art. 19 della legge regionale 24/2009; quanti interventi di demolizione e ricostruzione con ampliamento volumetrico in ambiti di tutela – richiedenti quindi il parere della Soprintendenza – sono stati realizzati dal 2009 al oggi; che cosa si intende fare perché le varie strutture della Regione competenti in materia di urbanistica, tutela del paesaggio, gestione contributi con vincoli di destinazione d’uso operino congiuntamente, e in contatto con gli uffici e le commissioni edilizie comunali laddove presenti, nell’esame dei progetti, in particolare di quelli di demolizione e ricostruzione di edifici di notevoli dimensioni e rilevante impatto in ambiti tutelati; se e come si intende impostare una revisione della legge regionale n. 24/2009. Dalla risposta dell’Assessore è emerso chedalla entrata in vigore della legge ad oggi non c’è mai stato nessun esame e valutazione in Consiglio regionale sull’andamento della applicazione della legge, in totale contrasto con quanto previsto. Non c’è neppure stato un vero monitoraggio ma la raccolta di schede che i progettisti devono presentare quando avviano la pratica di autorizzazione. Non si sa che esito hanno avuto tali progetti, se realizzati, se modificati se archiviati. Le schede raccolte dal 2010 ad oggi, relative ad interventi di demolizione e costruzione nei centri storici, con aumento volumetrico sono 128, ma non si sa quanti sono gli interventi effettivamente realizzati. La struttura regionale competente in materia di pianificazione non ha un compito nella valutazione dei progetti; spetta ai Comuni i quali devono richiedere i pareri ed eventualmente attivare conferenze di servizi. La struttura interviene solo se c’è una specifica richiesta di consulenza da parte del Comune, cosa che avviene in circa12 casi alla settimana, ma è un dato che riguarda tutta la Legge casa non solo l’art 3 su cui l’interpellanza aveva concentrato l’attenzione. Nulla è stato detto sul coordinamento con il parere della Soprintendenza che è una realtà a sé, sembra priva di qualsiasi interlocuzione con le altre strutture regionali e con gli uffici comunali. Infine non c’è stata nessuna indicazione su come si intende intervenire rispetto alla modifica della Legge casa: l’intervento avverrà nell’ ambito della legge sulla “rigenerazione urbana” su cui si sta lavorando.
INTERPELLANZA: Interventi per garantire le visite a domicilio non urgenti per pazienti privi di medico di famiglia (Erika, Chiara)
Tenendo conto che in autunno oltre 6000 valdostani erano senza Medico di Medicina Generale (MMG) abbiamo chiesto: quanti sono attualmente i pazienti senza MMG, quanti MMG si sono resi disponibili ad innalzare il massimale sino a 1.800 pazienti e quanti sono i pensionamenti previsti di MMG nei prossimi mesi e i dati sull’attività degli ambulatori ad accesso diretto nel 2022 e da gennaio a marzo 2023. L’Assessore Marzi si è detto molto orgoglioso del fatto che ora ogni assistito ha la possibilità di scegliere un MMG in quanto al momento la copertura dei medici di base è totale e sull’intero territorio regionale. I posti disponibili sono 3.836 a fronte di 2.847 cittadini che devono ancora fare la propria scelta. Uno dei mezzi con cui si è arrivati alla copertura è l’aumento del numero massimo di pazienti, passati prima da 1.200 a 1.500, e oggi fino a 1.800, insieme ad altre misure (bandi, incarichi provvisori, personalizzazione dei tirocini, accordi specifici per incentivare il servizio in zone disagiatissime del territorio regionale). Misure che hanno permesso di sostituire tutti e 13 i medici trasferiti o andati in pensione negli ultimi otto mesi. Gli specialisti che hanno accettato l’incremento a 1800 sono 16, divisi fra i vari ambiti territoriali. Un medico raggiungerà i requisiti per la pensione nel 2023, ma ha accettato di rimanere fino all’età di 72 anni, come previsto dal decreto Milleproroghe. Attualmente gli ambulatori ad accesso diretto attivati per assicurare l’assistenza ai cittadini privi di medico di famiglia sono stati sospesi. Tra gennaio e febbraio nell’ambulatorio di Gressoney-Saint-Jean sono state fatte 605 visite e nello stesso periodo in quello di Donnas 644. Ad Antey-Saint-André sono state 543 mentre dal 1° all’8 marzo a Variney sono state 33. Erika in replica ha fatto notare che non c’è da essere orgogliosi perché non sempre i numeri si traducono in migliore assistenza sanitaria. Già solo rispondere a 1800 pazienti è un’impresa impossibile e i dati di accesso agli ambulatori e quelli fornitici nello scorso Consiglio rispetto al pronto soccorso ci consegnano una fotografia diversa. Torneremo su questo tema nel prossimo Consiglio.
INTERPELLANZA: Tipologia contrattuale e trasferimento personale del J.B.Festaz durante la realizzazione dell’Ospedale di comunità (Erika)
Si torna a parlare della questione J.B. Festaz perché la situazione è allarmante. Le domande poste dalla nostra interpellanza vogliono capire quali siano i tempi e le modalità previste per definire il superamento dei valori minimi rispetto all’organico; quali siano i criteri ipotizzati rispetto al trasferimento del personale presso altra struttura; il quadro di programmazione definitivo previsto per il trasferimento dei pazienti e quanti siano stati i soldi raccolti, oltre ai 5.000 euro donati dal Rotary, per la realizzazione della stanza multisensoriale, se questi effettivamente non risultano essere stati impegnati. L’Assessore Marzi ha evidenziato che rispetto all’utilizzo del personale del JB Festaz è in fase di definizione un accordo di programma che vede coinvolte la Casa di Riposo, l’Azienda USL e la Regione, affinché tale personale venga destinato ai fini della riapertura in un reparto ospedaliero a oggi chiuso (la Neurologia). Non vi saranno modifiche nella tipologia del contratto e il personale è stato incontrato personalmente dall’Assessore e dagli organi di vertice della Casa di Riposo. Si prevedono due strutture: una presso il JB Festaz e una presso il Comune di Verrès, quindi non ci saranno esuberi. Come da comunicazioni pervenute dal JB Festaz, l’avvio dei lavori è previsto per il prossimo autunno e pertanto la programmazione per il trasferimento dei pazienti dal JB Festaz a Variney sarà definita nei prossimi mesi e sarà organizzata, previa opportuna comunicazione con i familiari, con il diretto coinvolgimento, tra l’altro, del Direttore Sanitario della struttura di Variney, sia del Direttore Sanitario della struttura del JB Festaz. La struttura di Variney ospiterà sia un nucleo residenziale di cure estensive, R2, sia un nucleo di Unità di Assistenza Prolungata (UAP). L’azienda USL si è già attivata con il soggetto aggiudicatario del servizio per l’integrazione con la parte di assistenza dei pazienti di Unità di Assistenza Prolungata. Per la realizzazione della stanza multisensoriale, il Rotary ha donato la somma di Euro 5000 e ulteriori 5.122,40 € sono stati raccolti con altre donazioni. Il JB Festaz ha comunque provveduto all’impiego della somma predetta, integrandola tra l’altro con risorse proprie, all’acquisto di arredi a questa dedicati (divanetto rettangolare, arco sensoriale, barra di collegamento in acciaio per arco sensoriale, velo bianco per arco sensoriale, muro d’acqua, cuscino a braccio, bambola per terapia, gattino addormentato per terapia) che sono provvisoriamente mantenuti inutilizzati, in attesa di disporre di uno spazio idoneo, perfettamente imballati e riposti in un luogo adeguato. Erika nella replica ha fatto notare che ancora una volta non si hanno risposte e non sono gli incontri informali con l’assessore o i dirigenti della casa di riposo a dover definire le modalità e criteri di trasferimento, ma gli impegni sindacali. Ancora una volta si attendono gli eventi e questi lavoratori dovranno anche farsi le ferie. Apprendiamo oggi di un’integrazione al bando di Variney appena effettuato e questo non può che preoccuparci vista l’intensità di cura dei pazienti in UAP. Non ci sembra poi normale comprare gli arredi senza che vi sia la stanza dove allocarli. Ancora una volta si fanno le cose senza programmazione.