In questa seduta del Consiglio c’era all’ordine del giorno il secondo disegno di legge di manutenzione dell’ordinamento regionale per il 2024, su cui Erika è intervenuta dicendo che «ancora una volta si ha fretta di portare in Aula un testo di legge e alla mia richiesta di ulteriori approfondimenti in Commissione si vota contro. Non si capisce il perché, ma è di tutta evidenza che si continua ad intervenire in materia contrattuale senza condividere le scelte con i sindacati, così come si continua a modificare a piccoli pezzi la legge 54 del 1998, e le sue derivazioni, riguardante gli enti locali, sulla base delle singole richieste che arrivano dal Celva: modifiche che snaturano la legge iniziale e di cui non si intravede una visione complessiva per il futuro. La reintroduzione poi di un comma della l.r. 46/1998, abrogato con la legge 22/2023, riguardante l’accesso all’albo dei segretari crea un corto circuito su chi può accedere. Un ennesimo pasticcio legato alla fretta.»
Ha quindi illustrato cinque emendamenti del gruppo per 1) attribuire la riscossione coattiva delle imposte alle Unités anziché ai Comuni viste le competenze del primo ente in materia di riscossione, 2-3-4) prevedere la decadenza dalle graduatorie in cui un candidato risulta vincitore dopo aver superato il periodo di prova e non all’atto dell’accettazione 5) sopprimere l’articolo che modifica l’accesso all’albo dei segretari comunali che è in contrasto con quanto previsto dalla legge 22/2023 e che prevede l’accesso tramite concorso con qualsiasi laurea, anziché quello tramite concorso-corso e lauree giuridico-economico o 5 anni di esperienza da segretario comunale.
Le risposte del Presidente, vaghe e arroganti, non hanno permesso di chiarire le criticità evidenziate. Ci siamo astenute.
Per il Consiglio abbiamo presentato 14 iniziative, alcune delle quali rinviate dalla seduta precedente: 1 question time, 6 interrogazioni e 7 interpellanza.
Interrogazione a risposta immediata: conoscere le scadenze e le novità rispetto all’avvio dell’anno scolastico 2024-2025 (Erika, Chiara)
Erika ha chiesto di conoscere quali sono le novità e le scadenze per l’avvio dell’anno scolastico 2024-2025 visto che è in scadenza l’aggiornamento del personale docente ed educativo delle graduatorie regionali supplenze per i due prossimi anni scolastici, non sono state ancora pubblicate le graduatorie definitive dei concorsi e non è certo l’espletamento da parte del Ministero dell’istruzione del concorso per dirigenti scolastici. L’assessore Guichardaz ha risposto che «gli uffici stanno lavorando a pieno ritmo seguendo un cronoprogramma serrato, ma che molte procedure sono state ritardate a livello nazionale. Sul concorso per i dirigenti ho inviato una lettera piuttosto allarmata al Ministero per avere informazioni più dettagliate. Se a livello nazionale non riescono a sbloccare la situazione entro termini brevi non possiamo dare corso alle procedure successive. Il 17 giugno è stato pubblicato il decreto per la mobilità definitiva dei docenti assunti a tempo indeterminato, mentre nelle prossime settimane saranno aggiornate le graduatorie a esaurimento (Gae) 2024-2026 e il decreto di approvazione è previsto per la seconda metà del mese di luglio. L’Ordinanza ministeriale in cui è contenuta la disciplina per l’aggiornamento delle graduatorie di supplenza è stata pubblicata solo il 20 maggio.» Erika si è detta consapevole «delle difficoltà di interazione con il Ministero, ma sulle graduatorie dei concorsi la responsabilità ricade a livello regionale e si devono prevedere ora le azioni per arginare possibili ritardi per avviare l’anno scolastico.»
A tal proposito abbiamo depositato una proposta di legge per supportare i Dirigenti scolastici e le segreterie.
Interrogazione: interventi dell’elisoccorso diurno e notturno ed eventuali criticità (Erika)
Erika ha voluto chiedere i dati sull’elisoccorso e lo stato dell’arte e i numeri dell’elisoccorso notturno, con particolare attenzione rispetto agli interventi sopra i 2500 metri. Il Presidente Testolin ha comunicato che nel 2023 vi sono state 16.500 chiamate, di cui 4.500 chiamate interne da operatori del Soccorso verso gli operatori in centrale e 12.000 chiamate verso il 118. Gli interventi d’elisoccorso sono stati 1.646 interventi di cui 1.479 di tipo sanitario, 79 riferiti al soccorso in montagna, 32 recuperi di deceduti. Rispetto al servizio di soccorso notturno non vi sono state criticità di alcun tipo in tale attività, sono state validate 76 piazzole distribuite in 42 comuni e 14 superfici nei pressi di rifugi. Tutti gli interventi notturni sono di tipo sanitario e legati a patologie per cui il tempo è importante. Erika chiede di rifletter sugli aumenti. Nel 2022 gli interventi erano 1.541 e 940 nel 2021. C’è forse un problema sull’assistenza territoriale? Sono notevolmente diminuiti invece i soccorsi in alta montagna (107 nel 2022). Terremo alta l’attenzione anche dopo l’estate, sapendo che c’è in ballo questione del nuovo contratto sull’elisoccorso. E, dato che le missioni notturne sono pensate solo per gli interventi sanitari bisogna prevedere figure sanitarie nell’equipaggio al posto del SAV.
Interrogazione: richieste di contributo per l’acquisto di veicoli elettrici (Chiara)
Avendo appreso che il 3 giugno scorso sul portale del Ministero si sono aperte le prenotazioni per gli incentivi relativi ai veicoli “green” e in poche ore sono stati esauriti i 200 milioni di euro a disposizione, ci siamo chiesti quale poteva essere la situazione della nostra regione e capire se gli incentivi regionali previsti e aumentati in assestamento di bilancio saranno sufficienti. Abbiamo quindi chiesto un aggiornamento dei dati sulle domande di contributo, divisi per tipologia di mezzo; inoltre se l’ulteriore stanziamento di risorse deliberato consentirà la copertura di tutte le domande di contributo dei cittadini valdostani. L’Assessore ha risposto che si stima che le risorse stanziate basteranno; se necessario si provvederà ad integrare la somma. Al 24 giugno le domande pervenute dalle imprese e dagli enti locali, che hanno canali di finanziamento dedicati, sono state rispettivamente 1 (per un veicolo con emissioni fra 20g/km e 70 g/km) e 51 (per 10 bici, 37 veicoli, di cui 29 elettrici, 8 con emissioni fra 20 e 70, e 1 stazione di ricarica). Le domande dei privati sono state 566, di cui 399 per bici e micromobilità, 202 per veicoli (72 acquistati da under 35), di cui 158 elettrici (63 acquistati da under 35) e 44 con emissioni tra 20 e 70 g/km (9 acquistati da under 35); 25 domande per stazioni di ricarica. Per quanto riguarda il leasing, le domande pervenute sono state in tutto 14, 10 da aziende, 4 da privati.
E’ possibile visualizzare gli importi disponibili sulla misura al seguente link: https://www.regione.vda.it/trasporti/Contributimobilitasostenibile/default_i.aspx
Interrogazione: esito dei monitoraggi sulle attività sospese in ambito di ricoveri programmati e di prestazioni specialistiche ambulatoriali e diagnostica (Erika).
Erika è tornata a chiedere notizie sulle liste d’attesa ed in particolare quali agende risultano essere ancora chiuse e l’esito dei monitoraggi riguardanti le attività sospese sia in ambito di ricoveri programmati, sia di prestazioni di specialistica ambulatoriale che diagnostica, indicando le principali motivazioni per cui le prestazioni sono sospese e le procedure organizzative attivate al fine di garantire il recupero nel più breve tempo possibile. L’assessore Marzi ha sottolineato che il decreto legge 7 giugno 2024 n. 73, sulle misure urgenti per la riduzione dei tempi delle liste di attesa delle prestazioni sanitarie, è entrato in vigore solo l’8 giugno scorso e dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni dalla sua pubblicazione. La norma prevede una parte di disposizioni che già applichiamo in Valle, e altre che richiedono l’emanazione di appositi decreti ministeriali. Criticità importanti e chiusure di agende vi sono per la dermatologia, neurologia, gastroscopia e radiologia e sono legate alla carenza di medici. La Regione ha già dato indicazioni all’Ausl per adottare misure volte a evitare le chiusure, ad esempio, attraverso le liste di galleggiamento, accordi contrattuali o percorsi di tutela, non lasciandosi fuorviare da erronee rappresentazioni dei media che inducono a credere che tutte le visite mediche private siano rimborsabili dal pubblico: è importante verificare le procedure messe in atto dai vari sistemi regionali, prima di rivolgersi al sistema privato, se l’obiettivo è quello di beneficiare di un successivo intervento sanatorio pubblico. Rispetto ai ricoveri e agli interventi chirurgici la convenzione con la clinica di Saint-Pierre sta portando a recuperare il pregresso. Erika nella replica ha fatto notare che grandi passi avanti non se ne vedono nonostante le enormi risorse che continuiamo a destinare. Evidentemente la strategia portata avanti non funziona e i percorsi di tutela vengono poco diffusi.
Interrogazione: revisione della legge regionale sugli interventi di prevenzione e contrasto alla violenza di genere (Chiara)
La domanda di questa iniziativa l’avevamo già proposta in una interpellanza iscritta ai lavori del Consiglio precedente, poi rinviata. Abbiamo voluto presentare una interrogazione specifica perché il 5 giugno sono stati resi noti i dati dei reati legati al Codice rosso in Valle d’Aosta: su 53 arresti complessivi eseguiti in un anno, da maggio 2023 ad aprile 2024, ben 28 -cioè oltre la metà- sono per delitti legati alla violenza di genere, a maltrattamenti e abusi, e di questi la quasi totalità riguarda reati contro le donne. A ciò si aggiungono 52 provvedimenti di allontanamento dal domicilio familiare e 83 denunce a piede libero. Rispetto al 2023 gli arresti sono più che raddoppiati, le denunce salite del doppio, i provvedimenti di allontanamento pressoché quadruplicati. I dati fotografano solo in parte la realtà dei fatti, perché c’è un sommerso “fisiologico”, dovuto alla difficoltà per molte vittime di rivolgersi alle forze dell’ordine. Da parecchio tempo è in atto una revisione della Legge regionale 4/2013 sulla prevenzione e il contrasto alla violenza di genere, che deve tener conto sia dei cambiamenti legislativi a livello nazionale e dell’acuirsi del fenomeno in Valle d’Aosta. Ma crediamo che adesso ci sia oggettivamente una urgenza, una necessità non più rinviabile. Abbiamo quindi chiesto al Governo regionale di conoscere a che punto è il lavoro di revisione della legge n. 4/2013 da parte delle strutture assessorili; inoltre se e quando verrà portata all’attenzione della V commissione consiliare la bozza di revisione del testo di legge, prima che la stessa sia approvata dall’esecutivo. L’Assessore Marzi ha ripetuto, ancora una volta, che l’intenzione della maggioranza è di aspettare alcune indicazioni nazionali che sono in ritardo e di scrivere un disegno di legge che comprenda tutte le forme di discriminazione e di contrasto alla violenza, non solo contro le donne. In sostanza un testo che comprenda anche la parte sull’omobitransfobia e l’abilismo, una legge quadro. Abbiamo ribadito, come già fatto in commissione, che non siamo d’accordo. Non c’è nessun bisogno di fare una legge che comprenda anche la nostra proposta di legge sulle discriminazioni, presentata più di due anni fa e sempre ferma in commissione, inserendoci pure l’abilismo; sono norme che devono essere separate. La volontà di fare una norma unica rischia di rendere blanda e confusa tutta la normativa e di allungare ancora i tempi, che già sono esagerati: sono oltre tre anni che si parla di revisione. Ancora una volta non ci hanno dato una tempistica. Abbiamo chiesto di lavorare per la revisione della legge 4/2013 e di procedere al più presto in commissione anche con la discussione sulla nostra pl sulle discriminazioni.
Interrogazione: situazione del personale infermieristico delle microcomunità di Doues e Roisan (Erika)
Erika è tornata a chiedere informazioni sul taglio di infermieri a Doues e Roisan chiedendo la procedura dell’AUSL per la somministrazione della terapia nelle strutture in assenza dell’infermiere; il numero di personale amministrativo o OSS con limitazioni sono stati inseriti a supporto degli infermieri nelle strutture coinvolte dai tagli; se il lavoro dell’infermiere di documentazione del lavoro che svolge richieda del tempo e se questo sia delegabile; il numero di incontri avvenuti con le organizzazioni sindacali e con l’Ordine degli infermieri negli ultimi sei mesi riguardo alla “rimodulazione” dell’assistenza infermieristica e le risultanze degli stessi. L’assessore Marzi ha comunicato che la procedura prevista dall’azienda USL per la somministrazione delle terapie nelle strutture territoriali è conforme alle disposizioni che disciplinano la materia contenute nell’accordo stato-regione del 22/02/2001 e nelle DGR 5107 del 2003 e 181 del 2004. Il personale infermieristico prepara la terapia e gli operatori socio sanitari aiutano gli ospiti nell’assunzione della stessa, tanto che la scheda della terapia è predisposta su due colonne per la doppia firma dell’infermiere che prepara i farmaci e dell’operatore socio sanitario che aiuta nell’assunzione. Ovviamente sempre per la loro parte di competenza che è la somministrazione del farmaco la situazione sulle strutture è monitorata direttamente dal direttore di struttura del distretto dell’azienda USL al fine di rilevare a far fronte ad eventuali future problematiche in tale ottica. La rimodulazione dell’attività infermieristica in alcune strutture al momento non ha comportato nelle stesse l’inserimento di nuovo personale amministrativo o di OSS con limitazioni visto che le attività non prettamente infermieristiche sono garantite dalle strutture stesse, mentre la compilazione della documentazione assistenziale infermieristica non è delegabile. L’azienda ha comunicato che la riorganizzazione è stata preceduta da numerose interlocuzioni tra i servizi dell’Ausl e gli operatori responsabili delle strutture, alle quali è pervenuta una comunicazione conclusiva in data 10 maggio 2024. Tutto il personale infermieristico coinvolto è stato incontrato e ha favorevolmente accolto la riorganizzazione visto che lo stesso personale aveva esternato e documentato attività inappropriate svolte nel turno lavorativo, non di pertinenza infermieristica, ma di natura amministrativa. Attraverso i MAP (metodo assistenziale professionalizzante) si è valutata la necessità di rimodulazione delle dotazioni organiche condividendolo tra la direzione, l’area territoriale e il servizio infermieristico. Scelta avallata dall’UVMD. La rimodulazione dell’attività in corso si riflette quindi positivamente sui servizi resi sul territorio e tale organizzazione è stata da tempo attuata in altre strutture (Cogne, Challand-Saint-Anselme, Gaby e Gressoney). Erika ha fatto notare che anche per Variney più volte abbiamo sentito dire che tutto andava bene e poi abbiamo visto. Anche l’utilizzo del MAP come metodo ci chiediamo se abbia un senso. Basta guardare il modello per capire che è tarato sulla realtà ospedaliera. Parlare poi di un accordo sindacale del 2008 lo troviamo pretestuoso e senza senso. Sinceramente poi ci chiediamo come, l’infermiere richiamato in struttura su richiesta, possa preparare i farmaci del territorio e se preparare i farmaci al mattino per farli somministrare la sera abbiano lo stesso effetto. Chissà che anche questo non sia il primo passo verso l’esternalizzazione come abbiamo visto in altre occasioni.
Interrogazione: stato dell’arte del riconoscimento della Carta europea della disabilità per l’accesso ai servizi regionali (Chiara)
L’interrogazione aveva lo scopo di fare il punto sull’iter per l’ampio riconoscimento in Vda della Disability card, iter che è stato avviato a seguito dell’approvazione di un nostro ordine del giorno alla seconda legge di manutenzione dell’ordinamento regionale a dicembre dello scorso anno. La nostra proposta, volta a promuovere la Carta europea della disabilità quale strumento per l’accesso ai servizi regionali offerti in ambito culturale, turistico, sportivo e ricreativo, era stata emendata dal Governo nella tempistica, e si era spostato il termine per garantire l’operatività della Carta alla fine del 2024. A sei mesi da quella approvazione abbiamo quindi voluto conoscere lo stato dell’arte del riconoscimento della Carta. L’Assessore ha risposto facendo un elenco delle iniziative regionali per le persone con disabilità, ma sulla Disability card ha solo evidenziato che “si sta lavorando”… In pratica tutto è ancora in alto mare, tranne che per gli impianti a fune, dove già sapevamo che si può utilizzare la carta. Siamo consapevoli che le convenzioni richiedono tempo, e per questo avevamo accettato di buon grado di aumentare il termine di 90 giorni inizialmente proposto per arrivare al riconoscimento della card per i vari servizi. Però siamo a metà del tempo e quasi tutto è ancora da fare. La nostra esortazione è quella di lavorare convintamente al progetto, se ce la facessimo entro dicembre saremmo la prima regione a permettere il pieno utilizzo della Carta.
Interpellanza: regolamentazione degli accessi al colle del Nivolet nel periodo estivo (Chiara)
A partire da quest’estate l’Ente Parco del Gran Paradiso sospenderà il progetto di mobilità sostenibile “A piedi tra le nuvole“, attivo dal 2003, che ha in questi anni ha imposto la chiusura al traffico della strada che da Ceresole Reale raggiunge il pianoro del Nivolet nelle giornate estive di domenica, e ha promosso una mobilità sostenibile favorendo gli spostamenti a piedi, in bicicletta e con navette. Abbiamo già ricordato nel precedente Consiglio le proteste che si sono levate da più parti nei confronti di tale decisione, in particolare della Città metropolitana di Torino, di Legambiente, della Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi (CIPRA), di migliaia di cittadini che in poche ore hanno aderito alla petizione on line per chiedere di soprassedere alla riapertura del traffico stradale. Il Direttore del Parco ha rilasciato varie dichiarazioni per illustrare le motivazioni della scelta, in sostanza dicendo che il progetto non ha dato i risultati sperati e che la sospensione è anche un modo per “obbligare” a trovare altre misure. Considerazioni che meritano approfondimento, perché se si può condividere la necessità di una seria riflessione su come tutelare meglio la fauna e più in generale l’ecosistema del Parco, appare tuttavia strano che questa passi attraverso l’apertura al traffico domenicale delle auto. La Valle d’Aosta è sempre stata rappresentata all’interno del Consiglio direttivo del Parco Nazionale del Gran Paradiso, Consiglio che tuttavia ad oggi non è stato ricostituito dopo la nomina del presidente Marco Durbano, ma a proposito di questa vicenda, a quanto ci aveva detto il Presidente, la Regione non sarebbe stata informata. Testolin ha infatti definito la scelta del Parco “poco comprensibile“, una “decisione unilaterale“, presa “senza preavviso e confronto“. Sentito ciò, abbiamo chiesto quali interlocuzioni e quali azioni sono state assunte dalla Regione Valle d’Aosta affinché sia rivista la decisione di sospendere il progetto “A piedi tra le nuvole”. In secondo luogo se la Regione intende proporre altre misure per regolamentare gli accessi al colle del Nivolet. Piuttosto seccato, il Presidente ha detto che il Parco parla di dialogo e di necessità di condividere le scelte, ma di fatto decide da solo. Testolin ha ribadito che la decisione è stata presa dal Parco, che pur parlando di necessità di collaborazione e dialogo di fatto decide da solo e la Regione non condivide la modalità scelta. Ha aggiunto che ci saranno due prossimi incontri, il 25 (on line) e il 28 in presenza a Rhêmes-Saint-Georges per discutere della questione e la Regione si riserverà di analizzare la questione in modo più approfondito. In replica Chiara ha evidenziato che in una intervista al Tg3 regionale il Presidente del Parco ha affermato di aver incontrato la Giunta il 20 maggio ad Aosta per una questione riguardante il comune di Valsavarenche e di aver detto in quell’occasione della apertura domenicale, senza che “nessuno abbia battuto ciglio”. Ha poi mostrato una lettera – di cui siamo venute a conoscenza – in cui il Parco scrive, fra gli altri, all’Assessore Sapinet, per comunicare l’ipotesi di apertura. Quindi la Regione era stata avvisata. Ora aspettiamo di conoscere gli esiti dei due incontri previsti, ragion per cui ci sarà una nuova iniziativa al prossimo Consiglio. Occorrono chiarezza e coerenza.
Interpellanza: intenzioni del Governo in merito all’esternalizzazione del servizio antincendio aeroportuale (Erika)
Erika ha chiesto novità sull’esternalizzazione che del servizio antincendio del “Gex” che doveva partire il 1° luglio ed in particolare di avere notizie chiare rispetto all’offerta di assunzione di 10 addetti; lo stato dell’arte rispetto all’incontro con le organizzazioni sindacali e il destino del personale altamente formato in questi anni appartenente al Corpo valdostano dei Vigili del fuoco; i costi delle manutenzioni straordinarie dei mezzi oggetto di comodato d’uso gratuito alla società aggiudicataria del servizio e se il perfetto stato non era necessario fosse garantito anche per il servizio svolto sino alla data odierna; se è intenzione del Presidente rivedere la scelta dell’esternalizzazione del servizio antincendio aeroportuale. Il Presidente Testolin ha dichiarato che AVDA si è affidata ad una società inattiva per uno studio di mercato e acquisire curriculum da usare in seguito, ha comunicato di non aver incontrato ancora i sindacati, ma che i vvf formati torneranno a prestare servizio in caserma; le manutenzioni dei mezzi si aggirano attorno ai 60.000€, mentre non c’è nessuna volontà di tornare indietro rispetto all’esternalizzazione del servizio. Erika ha evidenziato che l’annuncio apparso parlava di assunzioni e non di indagine di mercato, quindi su questo ci saranno altre iniziative per vederci chiaro. Rispetto ai sindacati la nota di richiesta è del 30 maggio 2024. Un mese di silenzio. Anche rispetto al rientro in caserma dei vigili diventati istruttori aeroportuali e con un’alta formazione credo sia una scelta molto discutibile e soprattutto poco sensata. Investimenti importanti anche sui mezzi che evidentemente non erano in perfetto stato quando erano in utilizzo ai vvf. Erika ha ribadito la totale contrarietà su questa ennesima esternalizzazione, peraltro non comprendendo se questa sia partita o meno.
Interpellanza: realizzazione da parte della “Eos Monte Rughe srl” di un parco eolico in Sardegna (Chiara, Erika)
Dopo la question time del consiglio di fine giugno, con l’interpellanza abbiamo nuovamente affrontato la questione della costruzione di un parco eolico in Sardegna da parte della Cva. A maggio la società “Eos Monte Rughe srl” creata da Cva, ha depositato al Ministero dell’ambiente, per la valutazione di impatto ambientale, un progetto per la realizzazione del parco eolico, sollevando pesanti critiche da parte dell’opinione pubblica sarda nei confronti di questa operazione e della Regione Valle d’Aosta che è proprietaria di Cva. Abbiamo chiesto di sapere con quali finalità è stata creata “Eos Monte Rughe” e chi sono gli amministratori della società; se la Giunta regionale e Finaosta erano state informate dell’esistenza del progetto in campo eolico in Sardegna prima del deposito al Ministero dell’ambiente per la procedura di Via; se Cva abbia provveduto ad acquisire preventivamente il parere dei Comuni sardi territorialmente interessati; come intende comportarsi il Governo valdostano, viste le critiche che coinvolgono direttamente la Regione Valle d’Aosta e Finaosta e quali interlocuzioni ci sono state con la Presidente della Regione autonoma della Sardegna. Ribadendo che «ai sensi della normativa vigente, la Regione e Finaosta non esercitano alcun potere di direzione e coordinamento nei confronti di Cva», il Presidente Testolin, ha sottolineato che «la tesi per cui Cva sarebbe invece soggetta a direzione e coordinamento sarebbe in palese violazione della legge regionale 20/2016 e violerebbe l’autonomia gestionale della Società con tutte le relative potenziali negative conseguenze per il suo futuro, in particolare in vista dell’eventuale indizione delle procedure di gara per l’affidamento delle concessioni idroelettriche regionali. Le informazioni sulla Eos Monte Rughe sono agevolmente reperibili dalla visura camerale della Società e non era previsto, né vi era nessun particolare motivo per cui Regione e Fianosta dovessero essere preventivamente informate del progetto eolico. Le osservazioni sollevate sulla questione nei confronti della nostra Regione, ci sembrano ingiustificate. Cva ha agito nell’ambito della legislazione vigente, per cui, chi sia l’azionista della società non dovrebbe essere così rilevante.» Chiara in replica si è detta «basita nel sentir dire che non è rilevante chi sia il socio unico di Cva, una Società che sta facendo un’azione invasiva nei confronti di un’altra Regione, per giunta a Statuto speciale, con cui la Valle d’Aosta ha sempre intrattenuto rapporti. Questa società è pubblica: a chi dobbiamo andare a chiedere le informazioni se non alla Regione che ne detiene la proprietà? Non condividiamo l’interpretazione giuridica data dal Presidente, secondo cui Cva sarebbe esonerata dal rispetto della normativa regionale sulle società partecipate e dalle regole sulla trasparenza societaria. Siamo contrari all’impostazione generale del Piano strategico di Cva, che è concentrata ad espandersi fuori Valle e non si occupa in modo incisivo della transizione energetica della regione. E non possiamo fare a meno di esprimere preoccupazione e imbarazzo per operazioni come quella che si sta tentando in Sardegna, ritenuta speculativa da molti cittadini. Sul sito del Ministero, sulla valutazione di impatto ambientale, ci sono decine di osservazioni che sono state fatte da singoli cittadini che segnalano, tra l’altro, che non è stata messa in atto nessuna procedura di consultazione e informazione pubblica per la cittadinanza. Ci sono anche note di associazioni di vario tipo, del Comune di Macomer e della Direzione generale dell’Assessorato sardo della difesa dell’ambiente, che esprime “parere negativo a causa degli elementi di impatto non mitigabili e di magnitudo eccessivamente elevata rispetto alla capacità di assorbimento dei difetti da parte del contesto territoriale”. Su tutto questo la Regione Valle d’Aosta, davvero, non ha niente da dire?».
Interpellanza: sviluppo della produzione di energia elettrica da fotovoltaico con particolare riferimento al ruolo delle Comunità energetiche rinnovabili (Chiara)
Con questa interpellanza abbiamo nuovamente riportato l’attenzione sui cambiamenti climatici determinati dalle emissioni inquinanti e climalteranti e soprattutto sulla necessità di una transizione ecologica ed energetica, obiettivi che ci siamo dati con l’ordine del giorno sul FFF e con il Pear. C’è ora l’opportunità di fare un buon passo avanti usando lo strumento delle Cer ed i contributi e le incentivazioni statali che sostengono il progetto Cer e gruppi di autoconsumo. Nel 2018 il Consiglio regionale ha votato unanimemente di voler perseguire l’obiettivo di una Valle d’Aosta Fossil Fuel Free entro il 2040. Sono passati ben 5 anni e di novità concrete ce ne sono poche. Per attuare concretamente la decarbonizzazione della nostra regione occorre innanzitutto fare due cose: incrementare l’utilizzo sul territorio regionale dell’energia prodotta dalle 32 centrali idroelettriche gestite da Cva Spa (oggi circa il 70 di tale produzione viene esportata…); moltiplicare la produzione da altre fonti di energia rinnovabile, e in particolare dal solare tramite il fotovoltaico, oggi circa il 2% della produzione elettrica totale regionale. Il Piano Energetico (PEAR VDA 2030), approvato a marzo, ha indicato una potenzialità di produzione di energia di ben 400 MW, tramite l’installazione di impianti fotovoltaici sulle coperture. Si prevede che la produzione di energia da impianti fotovoltaici passi nel giro di 6 anni dagli attuali 30 GWh a 200 GWh con un incremento del 600%. E’ un obiettivo ambizioso, ma attraverso le Cer abbiamo una opportunità importante per perseguire e centrare tale obiettivo. Dobbiamo utilizzare appieno l’opportunità offerta dai contributi del Pnrr e dagli incentivi del GSE. La normativa sulle Cer consente a tutta la popolazione valdostana di essere parte attiva di una Cer, o come produttore di energia o come consumatore di energia. Nel momento in cui fa parte di una Cer, ogni soggetto (cittadino, ente pubblico, azienda, parrocchia) può avere contributi importanti per gli investimenti, e cioè per l’acquisto e la posa dei pannelli fotovoltaici, e può concorrere ad avere un premio, un incentivo su quello che consuma. Si possono coinvolgere tutti i cittadini, tutte le imprese, la Regione, tutti i Comuni e le parrocchie. Però la Regione deve essere parte attiva e trainante. Quindi abbiamo chiesto: quali azioni specifiche la Regione Valle d’Aosta intende mettere in campo per raggiungere l’obiettivo indicato dal PEAR di una produzione annua di 200 GWh di energia da fotovoltaico entro il 2030, cioè fra sei anni; quale ruolo si intende affidare al movimento delle Cer per lo sviluppo della produzione da fotovoltaico in Valle d’Aosta e il raggiungimento dell’obiettivo dei 200 GWh all’anno; a che punto è l’elaborazione del progetto Cer in Valle d’Aosta, e in particolare se ci si è indirizzati verso l’opzione di una grande Cer territoriale di dimensione regionale, con la partecipazione dei Comuni; quando si immagina di depositare al portale del GSE le richieste di contributi per Cer promosse da enti pubblici della Valle d’Aosta. La risposta, solo parziale, ancora una volta non ci ha soddisfatto per nulla. L’Assessore ha ribadito che la Regione non può imporre nulla, che si è cercato di avviare il percorso, anche attraverso il Tavolo interistituzionale con il Celva; che c’è stato lo studio di CVA sulle coperture e che attualmente è in corso uno studio per comprendere quali forme giuridiche scegliere all’atto di costituzione delle Cer. La Regione sta predisponendo il disegno di legge aggiornato e secondo l’Assessore questa è la cosa più urgente. Noi riteniamo che sia di gran lunga più importante che si definisca una volta per tutte e in modo chiaro e articolato che cosa si vuole fare con le Cer in Valle: un progetto articolato e capillare o accontentarsi di qualche piccola esperienza e realtà isolata, perdendo così una opportunità preziosa? Su questo non viene data risposta. Per oltre un anno ci è stato detto che bisognava aspettare, che mancava il Decreto attuativo, e mentre altre realtà pubbliche fuori Valle, Regioni e Comuni, andavano avanti, studiavano la forma giuridica, si dotavano di partner tecnologici, la Regione Vda è rimasta sostanzialmente ferma. La situazione è preoccupante perché per accedere ai contributi PNRR per gli investimenti (pari al 40% del costo) c’è un limite temporale che è fine marzo 2025. Limite che potrebbe anche essere più limitato perché c’è una disponibilità di 2.200 milioni. Quando è esaurita tale disponibilità finiscono i contributi. Chi arriva primo prende, gli altri no. Se si continua così temiamo che in Vda ci sarà una ben scarsa utilizzazione dei fondi disponibili e la responsabilità sarà tutta politica, di chi ha il compito di governare la VdA. Prendiamo atto che nonostante le nostre insistenze e le nostre proposte non si vuole dare rilievo al movimento delle Cer. Secondo noi è un errore grave e bisogna cambiar atteggiamento.
Interpellanza: progetto di adduzione di acqua a servizio del comprensorio di Gressan tramite la galleria del Drinc (Erika)
Erika ha chiesto novità su quanto illustrato dai consorzi coinvolti e dai tecnici incaricati rispetto al progetto di adduzione di acqua a servizio del comprensorio di Gressan tramite la galleria del Drinc (costi, tempi, indicazione del luogo del prelievo…); quali sono le modifiche da apportare ai vigenti titoli che consentono l’esercizio dei prelievi idrici; se lo studio prende in considerazione tutte le concessioni già in essere sulle altre adduzioni del torrente Grand Eyvia e il trasporto di metano, citato dall’Assessore Bertschy; quali sono le intenzioni per garantire la percorribilità della galleria del Drinc. L’assessore Sapinet ha evidenziato come il livello progettuale dell’opera sia ancora allo stato embrionale e che prevede diverse ipotesi, ma sono molte le difficoltà tecniche individuate. Per questo motivo non c’è ancora stata una revisione sui diritti di prelievo e non sono state ancora individuate le risorse idriche disponibili. Anche rispetto al metano vi sono valutazioni, ma i vincoli in questo senso sono molto stringenti. L’assessore si dice comunque favorevole alla percorribilità della galleria. Erika ha replicato ricordando la diversità con quanto dichiarato invece un mese e mezzo prima dall’assessore Bertschy. Non c’è un progetto, non si capisce dove si preleva l’acqua e se il metano può passare. Accogliamo però con favore che ci sia attenzione sulla percorribilità della galleria, via di fuga e di transito da sempre in caso di eventi eccezionali.
Interpellanza: revisione della legge regionale sulla prevenzione e contrasto alla violenza di genere (n. 4/2013) e intenzioni circa la pl 64 sulle discriminazioni sessuali (Chiara, Erika)
Oltre due anni fa, il 17 maggio 2022, il nostro gruppo ha depositato la proposta di legge n. 64 “Disposizioni contro le discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere“; tra il 2022 e il 2023 avevamo insistito per la calendarizzazione e la discussione in commissione. Un anno fa, dopo il nostro comunicato stampa del 17 maggio 2023, primo anniversario del deposito della proposta, ci era stata prospettata l’intenzione della maggioranza di costruire un disegno di legge che riguardasse sia la revisione della Legge regionale 4/2013, sul contrasto alla violenza di genere, sia la pl 64. Avevamo sollevato perplessità perché ritenevamo le due questioni diverse e anche – ma non solo – perché temevamo che l’elaborazione di un testo unico avrebbe comportato difficoltà e tempi lunghi. Ci eravamo comunque dette disponibili a valutare eventuali proposte che fossero pervenute nella sede opportuna, cioè la commissione competente. Poi non ne abbiamo più saputo nulla. A marzo scorso, in occasione di una nostra question time sulle segnalazioni di maltrattamenti in famiglia, avevamo sollecitato la maggioranza e ribadito che secondo noi non aveva senso mescolare le due cose, auspicando un confronto in commissione sull’intera questione. Il 17 maggio scorso, secondo anniversario del deposito della nostra proposta, l’Associazione Arcigay Queer Vda ha inviato agli organi di informazione un comunicato stampa per chiedere che si riprenda l’iter della nostra proposta di legge sulle discriminazioni. Abbiamo quindi chiesto che intenzioni ci sono, cosa si vuole realmente fare per sbloccare una proposta ferma da due anni. L’Assessore Marzi ha detto che c’è attenzione e rispetto per la nostra proposta ma l’intenzione della maggioranza è di predisporre un testo legislativo quadro su tutte le discriminazioni. Di fronte a questo muro, Chiara ha ripetuto il disaccordo e ha evidenziato che di questo passo non si arriverà né alla revisione della legge 4/2013, né alla legge quadro neppure per la fine della legislatura. Ha sollecitato a riprendere l’iter della pl 64, a fare le audizioni richieste, le eventuali proposte emendative, per arrivare finalmente alla discussione e al voto.
Interpellanza: garanzie previste dall’Ausl per evitare alle donne che richiedono l’interruzione volontaria di gravidanza il contatto con personale obiettore di coscienza (Erika, Chiara)
Il rapporto tra il personale obiettore di coscienza in servizio presso l’Azienda Usl e le donne che richiedono l’interruzione volontaria di gravidanza è stato affrontato da Erika visto che la procedura dell’Ausl regionale che disciplina l’Ivg è molto vaga. Per questo Erika ha riportato le dichiarazioni di due operatori sanitari. Una ginecologa che, nell’espletamento del proprio servizio, proponga, ha proposto, l’adesione al “progetto Gemma”, misura non strutturale finanziata da una fondazione privata che prevede un aiuto economico mediante adozione prenatale a distanza. E un’ostetrica che ha dichiarato di chiedere di far sentire il battito cardiaco del feto a una donna che ha intenzione di interrompere la gravidanza. Erika ha chiesto quindi quali sono le garanzie previste dall’Ausl affinché le donne che necessitano del certificato medico per accedere all’Ivg non entrino in contatto con il personale obiettore. E se è intenzione dell’Assessorato e dell’Azienda Usl di rivedere la procedura. L’assessore Marzi ha dichiarato che «l’Azienda Usl ha comunicato di aver ascoltato personalmente tutte le figure professionali a vario titolo coinvolte hanno dichiarato di non essere a conoscenza della presenza di associazioni pro-vita o volontari non autorizzati nei consultori o presso il reparto di ostetricia e ginecologia; di non essere a conoscenza di donne sottoposte a pressioni o a promesse di sostegni economici o beni di consumo per dissuaderle dalla scelta di abortire; di non essere a conoscenza di forzature o obblighi alle donne per l’ascolto del battito cardiaco fetale per dissuaderle dalla scelta di abortire. Anzi, i clinici dell’Usl hanno precisato che l’esame del cuore svolto nelle prime 10 settimane di gestazione è sconsigliato dalle linee guida, in quanto potrebbe comportare possibili danni alle valvole cardiache. L’attenzione alle donne su queste tematiche è alta, come alta è l’attenzione, più in generale, sulla tutela della dignità e la salvaguardia dei pazienti. Inoltre, il personale obiettore, peraltro esiguo nei numeri nella nostra regione rispetto ad altre realtà, non si occupa del percorso di interruzione volontaria di gravidanza. Nel caso un obiettore venga a contatto con tali pazienti, nel rispetto dell’autodeterminazione delle donne, indirizza le stesse ai colleghi non obiettori.» «Ad oggi, non emerge alcuna necessità di procedere ad una revisione della procedura aziendale relativa all’interruzione volontaria.». Erika ha evidenziato che nella sua esposizione, come né nell’illustrazione né nel testo dell’interpellanza non ha mai parlato di associazioni pro-vita, ma si tratta di dichiarazioni pubbliche rilasciate da operatori sanitari, sia sulla proposta del metodo Gemma, sia sull’ascolto del battito fetale. La procedura dell’Ausl è vaga: sembrano delle linee guida che non garantiscono alle donne di non entrare in contatto con gli obiettori. Non c’è nulla rispetto a come garantire la non colpevolizzazione della donna; manca poi tutto il pezzo di come garantire la privacy ed evitare il contatto con le puerpere. Nulla infine si legge sulle minorenni. Come sempre nessuna apertura per rivedere questa