In questo consiglio c’era solo un disegno di legge, sul sostegno e la valorizzazione del francoprovenzale e del patrimonio immateriale della comunità valdostana. E’ un testo che in buona sostanza concede dei contributi strutturali al Centre d’études René Willien di Saint-Nicolas e all’associazione Lo Charaban (90.000). Come gruppo abbiamo votato a favore, ma nel mio intervento ho un po’ smorzato l’enfasi dell’Assessore – che lo ha presentato come un disegno di legge di grande portata di cui andare particolarmente fieri – sottolineando che si tratta di un semplice tassello di una azione che dovrebbe essere più articolata e strutturata se si vogliono valorizzare i vari patois e le tante associazioni culturali che si occupano di cultura locale. Questo testo non cambierà l’avvenire della lingua francoprovenzale anche se riconosce l’azione essenziale del Centre di Saint-Nicolas e la tradizione dello Charaban. Ho sottolineato che ci sono tante altre compagnie teatrali che hanno un ruolo altrettanto importante nella salvaguardia dei patois.

Per quanto riguarda l’attività ispettiva, come gruppo avevamo depositato per questo Consiglio 10 iniziative: 1 question time, 4 interrogazioni e 5 interpellanze; ma a queste sono state aggiunte tutte quelle rimandate dalla seduta precedente, vale a dire 5 interrogazioni, 8 interpellanze e 1 mozione. Pertanto in totale all’odg figuravano 24 iniziative. In realtà ne sono state discusse circa la metà, perché buona parte del tempo è stata dedicata alla questione CVA (vedi qui di seguito).

Qui l’elenco delle iniziative di cui sono stata firmataria:

(cliccando sull’icona sarà possibile visualizzare l’intervento completo)

 

In apertura della seconda giornata di lavori del Consiglio, in seguito alle notizie di stampa riguardanti la Compagnia valdostana delle acque e, in particolare, una lettera inviata dall’ex Presidente di Finaosta, Nicola Rosset (contenente sue osservazioni in merito a pesanti dichiarazioni formulate dai vertici di Cva contro di lui in quarta Commissione consiliare a novembre scorso), come gruppi di opposizione abbiamo chiesto una sospensione per una riunione di minoranza. In seguito è stata richiesta una Conferenza dei Capigruppo e poi c’è stata una riunione di maggioranza. Ci sono stati momenti molto concitati perché la lettera di Rosset – 16 pagine in cui ha ribattuto alle accuse formulate dall’AD di CVA, Argirò – ha messo in luce le gravi tensioni tra la società e Finaosta e le pressioni subite da Rosset per modificare i compensi di Argirò. Pour l’Autonomie ha chiesto una commissione d’inchiesta, minacciando di abbandonare la maggioranza, la minoranza ha chiesto o una commissione d’inchiesta o una indagine conoscitiva su una situazione che, come gruppo PCP, denunciamo da tempo e per questo non ci sono stati risparmiati attacchi da parte di CVA, che è sempre stata sostenuta dal Governo. A fine mattinata, la Conferenza dei capigruppo ha deciso di provare a trovare una convergenza per affrontare la questione e portarla alla discussione dell’Aula con una o più risoluzioni. Nel pomeriggio del 3 aprile 2025, dopo un’inversione dell’ordine del giorno, sono state discusse tre risoluzioni, depositate la prima dai gruppi Lega Vallée d’Aoste e Misto, la seconda dai gruppi Rassemblement Valdôtain, Progetto Civico Progressista e Misto, la terza dai gruppi di maggioranza L’Assemblea ha approvato, con 19 voti a favore (UV, FP-PD, PlA, SA) e 16 astensioni (Lega VdA, RV, FI, PCP, GM), il testo depositato dalle forze di maggioranza che impegna la quarta Commissione consiliare ad acquisire una serie di documenti da CVA (entro il 30 aprile) e ad approfondire, anche ai sensi dell’articolo 24, comma 1 del Regolamento interno del Consiglio regionale, una serie di tematiche, che vanno, ad esempio, dal Piano industriale attualizzato di Cva con il suo piano finanziario e economico, al dettaglio dell’indebitamento del Gruppo Cva, ad una relazione sull’evoluzione degli ultimi sette anni, mettendo in evidenza il prezzo medio dell’energia, la quantità prodotta dal gruppo Cva e la quantità prodotta da fonti rinnovabili distinti fra idroelettrico, fotovoltaico e eolico; da una relazione sulla realizzazione o sugli acquisti dei nuovi impianti eolici e fotovoltaici al dettaglio di tutti gli emolumenti fissi e variabili, anche a medio e lungo termine, e dei benefit che sono riconosciuti dal 2022 a tutti gli amministratori e sindaci della Cva Spa e delle sue controllate e partecipate ecc. Il testo impegna anche la IV Commissione ad audire l’ex Presidente e l’attuale CdA di Finaosta. La risoluzione presentata dai gruppi Lega VdA e Misto – respinta con 23 voti di astensione (UV, FP-PD, PlA, SA, RV) e 12 a favore (Lega VdA, GM, FI, PCP) – chiedeva di attivare una Commissione Speciale sulla Compagnia Valdostana delle Acque per compiere una indagine conoscitiva e a terminare, entro 30 giorni, il percorso di indagine con le opportune audizioni e le necessarie acquisizioni di informazioni e/o documenti. La risoluzione a firma congiunta dei gruppi Rassemblement Valdôtain, Progetto Civico Progressista e Misto – respinta con 22 voti di astensione (UV, FP-PD, PlA, SA, FI) e 13 a favore (RV, PCP, GM, Lega VdA) –  voleva impegnare il Presidente della quarta Commissione ad acquisire e trasmettere a tutti i Consiglieri, entro 7 giorni, l’intera documentazione citata nella nota e ad organizzare, entro trenta giorni, un’indagine conoscitiva ai sensi dell’articolo 24 del Regolamento interno del Consiglio regionale, a partire dalle audizioni dell’ex Presidente di Finaosta e del Consiglio di Amministrazione della stessa, del Presidente della Regione e degli altri componenti del Governo coinvolti a suo tempo e oggi in carica. Durante il dibattito ho affermato: “Sono lieta che infine il Consiglio debba affrontare il nodo dei rapporti tra Cva e la proprietà (Finaosta e Regione). Sono tre anni che PCP dice che l’atteggiamento dei vertici di Cva non è conforme al ruolo che deve avere una società interamente pubblica. Dalla lettera dell’ex Presidente di Finaosta, si apprende che critiche simili sono state espresse anche da Finaosta, anche se la Giunta regionale ha preferito non affrontare il problema. Nella lettera si affrontano vari aspetti già da noi più volte evidenziati, in particolare il fatto che sul Piano strategico non c’è stato un confronto con Finaosta e con la Regione.  E’ importante fare chiarezza e cambiare rotta, visto che si è alla vigilia di importanti decisioni per la politica energetica valdostana e a breve bisognerà nominare il nuovo Consiglio di amministrazione di Cva, che va cambiato.”

 

Question time sulla sicurezza dei viaggiatori e del personale ferroviario.

Abbiamo portato all’attenzione del Consiglio l’episodio di degrado e violenza avvenuto nei pressi della stazione ferroviaria di Ivrea il 24 marzo: c’è stata una rissa che ha generato forte apprensione nei viaggiatori in attesa degli autobus sostitutivi e nel personale in servizio in stazione. Avendo appreso che si era poi tenuto un incontro tra le autorità cittadine e i responsabili dell’ordine pubblico per fronteggiare la situazione, ho chiesto se l’Amministrazione regionale fosse al corrente delle azioni che sono state messe in campo per garantire agli utenti e al personale di servizio una maggiore sicurezza. L’Assessore ai trasporti ha riferito di aver intensificato i rapporti con il Sindaco di Ivrea sulla questione della sicurezza della stazione. Con l’Amministrazione eporediese è in corso una proficua collaborazione anche su tutti gli altri temi che riguardano la gestione della rete ferroviaria. A seguito dell’incontro del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, che si è tenuto pochi giorni fa in Prefettura a Torino, è stato deciso un rafforzamento delle misure di prevenzione da parte delle forze dell’ordine nella zona della stazione di Ivrea e in quella del Movicentro. In replica ho sottolineato l’importanza delle misure aggiuntive e la collaborazione instaurata con il Comune di Ivrea, auspicando che tale collaborazione non si limiti alle tematiche della sicurezza, ma riguardi anche le attività legate all’elettrificazione della ferrovia che coinvolgono anche il Comune eporediese e il territorio limitrofo.

 

Interrogazione: notizie sulle società partecipate da Cva spa e Cva Eos srl.

L’interrogazione che ho depositato partiva, ancora una volta dal presupposto che la CVA, di totale proprietà della Regione Valle d’Aosta, è una società che deve essere sottoposta all’azione di direzione e coordinamento di Regione e Finaosta. Nel corso degli ultimi tre anni la Società Cva Eos Srl, controllata da Cva Spa, ha condotto una politica di acquisizione di una miriade di società per cui Cva Spa si è trovata a partecipare ad oltre 100 società. La normativa italiana prevede tuttavia un contenimento ed una razionalizzazione delle società partecipate da società pubbliche, e su questo occorre attenzione. Abbiamo poi appreso che Cva Eos avrebbe aperto una sede fuori Valle e sarebbe stato prospettato il trasferimento presso tale nuova sede di personale attualmente operante in Valle d’Aosta. Al fine di conoscere la reale situazione delle società partecipate da Cva Spa e da sue controllate, nonché le azioni di razionalizzazione avviate e i programmi di utilizzo del personale ho quindi chiesto

1) quante sono attualmente le società di cui Cva Spa e Cva Eos Srl detengono una partecipazione;

2) quali processi di razionalizzazione della miriade di società partecipate da Cva sono stati decisi, realizzati o quanto meno avviati;

3) se corrisponde al vero che è stata aperta una sede operativa di Cva Eos Srl fuori Valle, con quanti dipendenti e provenienti da quali sedi.

Il presidente Testolin ha risposto, per l’ennesima volta, con la premessa che per il Governo la CVA non è soggetta a controllo e direzione di Regione e Finaosta (su questo noi abbiamo acquisito un parere legale, come sapete…). Ha poi specificato che le società controllate e partecipate da CVA sono 170. Sulla razionalizzazione ha comunicato che la società SR Investimenti si è fusa per incorporazione in CVA Eos il 20 dicembre scorso. In pari data le società Tabata Projects srl, Cavaglia.PV srl e Morgana projects srl si sono fuse per incorporazione in SR Investimenti 2. Nel corso dell’anno si effettueranno altre razionalizzazioni, che avverranno per fusione e incorporazione, attualmente in corso di valutazione. La quantità di società è data dalla necessità di sviluppo del progetto eolico e fotovoltaico di CVA. Alla terza domanda ha risposto che CVA dal 1 gennaio 2025 ha aperto una unità locale – uso ufficio – a Milano dove sono confluiti i dipendenti di SR Investimenti (12), gli ex dipendenti di Solar Italy X (5) e quelli di Sunnerg Group (28). Dal 1 aprile 2024 CVA Eos ha aperto una sede operativa a Genova presso la sede operativa di Renergetica spa (controllata 100% da Eos). Oltre alla sede legale di Chatillon ci sono 10 unità locali dislocate fuori Valle. Ha infine comunicato che nessuna unità di personale operante in Vda è stata trasferita fuori regione e non c’è nessuna prospettiva in tal senso. In replica ho detto che il dato che noi avevamo era di 154 società, di cui ben 137 con più amministratori che dipendenti. Sulla razionalizzazione hanno fatto poco niente. Nell’incontro con le forze sindacali del 20 novembre 2024 avevano annunciato l’accorpamento in un’unica società di tutte le società prive di personale entro gennaio 2025. Permane il nostro giudizio negativo su una espansione di potenza installata fuori Valle invece di potenziare il fotovoltaico in Valle d’Aosta.

 

Interrogazione: situazione della docente oggetto di stalking e misure per garantire un confronto sereno tra insegnanti e famiglie.

L’interrogazione ha origine dalla vicenda dell’insegnante valdostana che per circa due anni ha subito le attenzioni insistenti da parte del padre di due sue allieve, attenzioni sgradite e più volte respinte dalla donna, in modo gentile ma fermo, ma con scarsi risultati. L’atteggiamento dell’uomo, un esponente delle forze dell’ordine (che non è a mio avviso un particolare secondario) è stato così pervasivo e perdurato nel tempo da essere vissuto dall’insegnante come un vero e proprio stalkeraggio, tanto da spingerla a febbraio 2024 a sporgere denuncia alla questura. C’era stata da parte delle autorità giudiziarie attenzione alla preoccupazione crescente sia della donna sia dei suoi familiari, sfociata in un provvedimento di ammonimento, impugnato dall’interessato e annullato poi dal TAR valdostano. La vicenda ha creato apprensione in particolare nell’ambito scolastico, dove molte insegnanti si sono interrogate sulle tutele e i provvedimenti esistenti in caso di situazioni simili a quella occorsa alla maestra in questione. Domande e sollecitazioni di chiarimenti che abbiamo raccolto, consci che per un docente garantire e mantenere i contatti con i genitori degli alunni è un obbligo, rientra nella normale deontologia professionale, ma certo non deve andare a scapito della sua incolumità e della serenità con cui deve affrontare la quotidianità e il rapporto con le famiglie degli alunni. Ho chiesto quindi quali misure e provvedimenti sono stati adottati dall’amministrazione per tutelare l’insegnante sopracitata durante lo svolgimento del suo lavoro, in relazione alla vicenda occorsale; quali sono, più in generale, le misure che vengono poste in essere per garantire il più possibile agli insegnanti un confronto sereno nell’ambito dei rapporti con le famiglie, tutelando la loro incolumità fisica e psicologica.

L’Assessore ha risposto che nessuna segnalazione è pervenuta alla Sovrintendenza e all’Assessorato, quindi non ci sono state azioni specifiche, ma ha assicurato che se ci fosse necessità s’è l’assoluta disponibilità dell’Amministrazione a tutelare la donna, anche a fornire supporto legale. Più in generale ha ricordato che esiste il Patto di corresponsabilità, che nelle scuole sono attivi sportelli psicologici per il benessere di docenti e allievi e ha ribadito che gli episodi problematici vanno segnalati tempestivamente. Ha evidenziato che, anche se il TAR non ha ravvisato il reato di stalking, quella situazione è sicuramente da attenzionare perché occorre pretendere rispetto etico per chi lavora.  In replica ho rilevato che l’insegnante non avrà segnalato alla sovrintendenza la situazione, ma sicuramente il dirigente scolastico è stato informato e sarebbe utile capire se e come si è intervenuti, perché non si può non prendere in considerazione un potenziale pericolo e magari aspettare che succeda qualcosa di più grave. Sulle (poche) misure elencate per garantire la sicurezza degli insegnanti, ritengo siano molto blande. Se alle difficoltà che già esistono nel rapporto con i genitori, si deve ora aggiungere per le insegnanti la paura di essere stalkerizzate dai genitori dei loro alunni, c’è davvero da preoccuparsi. Ci vuole una presa in carico di queste problematiche con l’istituzione di precise misure di tutela dell’incolumità fisica e psicologica degli insegnanti, al fine di permettere loro un confronto sereno nell’ambito dei rapporti con le famiglie. Soprattutto ho chiesto che non si sottovaluti quanto è avvenuto perché potrebbe succedere ancora ad altre persone. Da insegnante posso solo immaginare la fatica, il disagio e anche la paura di quella maestra nell’assolvimento quotidiano dei suoi obblighi.

 

Interrogazione: conferma del cronoprogramma dei lavori di elettrificazione della tratta ferroviaria Ivrea/Aosta.

L’Interrogazione derivava dall’esigenza di avere contezza della prosecuzione dei lavori sulla tratta ferroviaria Ivrea-Aosta, e in realtà aveva già ricevuto una risposta prima del Consiglio, con il comunicato stampa relativo al sopralluogo dell’Assessore ai cantieri dell’elettrificazione. Non so se fosse già previsto o se è stato sollecitato o accelerato dal deposito dell’iniziativa ispettiva… Comunque, bene. A maggio avevo ricevuto, con accesso agli atti, il cronoprogramma degli interventi, avevo chiesto aggiornamenti già a novembre. L’ing. Strisciuglio aveva affermato con nettezza che per la fine del 2026 la ferrovia sarebbe tornata agibile, ma volevamo aggiornamenti sulle fasi dei lavori. L’Assessore ha detto che al momento non ci sono intoppi e si sta procedendo secondo il programma, anche se ci possono essere alcune modifiche dovute alla necessità di anticipare o ritardare alcuni interventi, perché si tratta di cantieri complessi; ad esempio ci sono state alcune modifiche nei tempi di inizio lavori ad Ivrea, per i sottoservizi in piazza Perrone, ora si procederà con gli scavi in galleria; altre modifiche riguardano uso di mezzi e strumentazioni che non erano prima disponibili per il getto dei plinti necessari ai pali. Al momento del sopralluogo con questa operazione si era arrivati a Settimo. Ci saranno alcune variazioni delle operazioni tra Hone e Bard. Ha assicurato che ci saranno monitoraggi continui e aggiornamenti mensili della situazione. Nel prossimo trimestre sarà fatta in particolare una verifica sui cantieri più delicati.  Ho replicato che il sostanziale rispetto del cronoprogramma è indubbiamente una buona notizia; speriamo vengano rispettati gli step previsti, perché ad osservare dall’esterno sembra che si stia andando un po’ a rilento. Un ritardo non sarebbe accettabile visto che una chiusura di tre anni è un tempo inusitato per questo tipo di lavori, basta vedere cosa è stato fatto altrove: per l’elettrificazione della tratta da Chivasso a Ivrea la ferrovia, a suo tempo, non aveva subito chiusure continuative. Ho chiesto che si vigili con attenzione e si stia alle costole di RFI, perché davvero fra poco più di un anno e mezzo la ferrovia riapra.

 

Interrogazione: iniziative per incrementare la potenza nel settore fotovoltaico.

Il Rapporto di Legambiente “Scacco matto alle Rinnovabili” di inizio marzo, sul raggiungimento degli obiettivi di incremento delle fonti rinnovabili di energia definiti dal Decreto aree idonee, ha evidenziato un grave ritardo della Regione Valle d’Aosta. In base al citato Decreto, la Regione entro il 2030 deve incrementare di 328 MW la potenza istallata di FER rispetto a quella risultante al 31 dicembre 2020. Sul tema avevo già fatto una Interpellanza a dicembre 2024 per conoscere come la Regione intendeva muoversi e la risposta era stata poco soddisfacente perché evidenziava una grande cautela e non risultava un piano preciso e articolato. L’Assessore Bertschy in una intervista a La Vallée del 15 marzo 2025 ha auspicato “uno sviluppo di 250 MW di fotovoltaico” al 2030 ed un limitato incremento nel settore idroelettrico. Una impostazione condivisibile ma che, per essere perseguita con successo, richiede un forte cambio di passo nella politica energetica regionale. Infatti l’incremento medio del fotovoltaico in Valle d’Aosta negli ultimi 4 anni è stato di circa 6 MW all’anno, cioè di 24 MW in 4 anni, mentre in 6 anni, fra il 2025 ed il 2030, ci dovrebbe essere una crescita di 226 MW, cioè mediamente di oltre 30 MW all’anno. L’importanza di tale sfida per tutta la comunità valdostana è grande e c’è la necessità che la Regione metta in atto una strategia efficace ed organica. Ho quindi chiesto di conoscere con quali modalità e provvedimenti verrà perseguito nei prossimi sei anni l’obiettivo di un così forte incremento della potenza installata nel settore fotovoltaico in Valle d’Aosta. L’Assessore ha fatto una premessa dichiarando poco preciso e indelicato il Rapporto di Legambiente che non riconosce la grande produzione di energia idroelettrica pulita della Vda, poi ha parlato del Decreto che ha posto un obiettivo molto sfidante e ha successivamente elencato le azioni che si stanno facendo per migliorare nel campo dell’efficientamento energetico degli edifici, delle Cer, della riduzione di emissioni… Sul fotovoltaico ha detto che la Regione pone grande attenzione al paesaggio e che non si possono installare campi fotovoltaici ovunque. Ho replicato che l’obiettivo di +250 Mw al 2030 nel fotovoltaico è una affermazione condivisibile, ma che richiederebbe l’indicazione di linee di azione ben più robuste. Come si fa a fare il salto quantitativo? Da +6 a +30 all’anno? Non si capisce. Le linee d’azione indicate sono insufficienti. In realtà non esiste una programmazione robusta e adeguata per far fronte alla sfida. Non esiste solo il fotovoltaico a terra, bisogna pensare alle coperture disponibili ma di questo non si parla. L’assessore ha affermato che a fine 2024 l’obiettivo è stato raggiunto al 90%, ma solo perché l’incremento richiesto per i primi 4 anni era minimo, e comunque è già un ritardo, ma ora l’asticella si alza, e il ritardo che la Vda ha già accumulato si moltiplicherà nei prossimi anni. E’ evidente che occorre una marcia diversa, un piano di azione articolato e coraggioso. Nella risposta non è mai stata citata la CVA, che è una potenza in campo energetico: possibile che non abbia un Piano per la transizione energetica della Valle d’Aosta e per lo sviluppo del fotovoltaico? Cva è assente per responsabilità della politica, del governo regionale che non dà gli indirizzi che dovrebbe invece indicare ad una società che è interamente pubblica con una precisa mission, che è quella di occuparsi dei bisogni energetici della regione.

 

Interrogazione: meccanismo di premialità per i subAto che garantiscono una raccolta differenziata di qualità.

Abbiamo appreso delle nuove tariffe per il conferimento dei rifiuti presso il centro di Brissogne gestito da ENVAL, che evidenziano la mancanza di correlazione con la qualità della raccolta differenziata. Il sistema attuale non premia i SubATO che adottano metodologie virtuose, come la raccolta porta a porta e la tariffa puntuale. Secondo noi il principio “chi inquina paga” dovrebbe essere applicato anche in senso positivo, riconoscendo un beneficio economico a chi conferisce materiali con un elevato livello di purezza. Invece le tariffe applicate da ENVAL mancano della chiarezza e trasparenza che dovrebbero essere alla base della comunicazione per poter effettuare verifiche e controlli adeguati. Per questo ho chiesto:

se esiste un meccanismo di premialità per i SubATO che garantiscono una raccolta differenziata di qualità e in caso negativo se è allo studio una revisione delle tariffe per introdurre un sistema di incentivazione;

– se il centro di Brissogne gestito da ENVAL prevede il mantenimento delle filiere di recupero per i materiali differenziati; 

– se esiste un meccanismo per intervenire nei confronti dei SubATO che operano una raccolta inefficiente (per cui, a titolo di esempio, se gli imballaggi leggeri risultano di scarsa qualità e finiscono in discarica, il SubAto responsabile deve pagare una tariffa diversa; in tal caso i maggiori introiti che Enval ottiene vengono redistribuiti tra i SubATO virtuosi);

chi controlla e quale utilità hanno le analisi merceologiche effettuate da ENVAL.

Nella risposta dell’Assessore è emerso che un sistema di premialità esiste, ma viene applicato ex post e in modo poco trasparente, senza un chiaro legame con la struttura tariffaria adottata da ENVAL. Questo per noi rappresenta una grave carenza in termini di trasparenza e tracciabilità, considerando che le tariffe devono rispettare i principi del “chi inquina paga” e della trasparenza delle bollette, come previsto dalla normativa vigente. Attualmente la nostra tariffa per l’indifferenziato (152,43 €/tonnellata) è inferiore a quella di molte altre regioni (Trentino 250 €/t, Veneto 240 €/t); questo ha delle conseguenze negative perché è un disincentivo alla riduzione dei rifiuti non riciclabili e favorisce un rapido esaurimento della discarica, creando le premesse per una futura emergenza rifiuti, con costi sicuramente più alti. C’è poi una grave anomalia nelle tariffe di conferimento dei materiali differenziati che attualmente sono uniformi per tutti i flussi di rifiuti (carta, imballaggi leggeri, vetro, cartone, organico), pari a 78,21 €/tonnellata, indipendentemente dalla qualità e dalla modalità di raccolta Questo significa che i materiali di alta qualità, raccolti da SubATO virtuosi, vengono mischiati con materiali contaminati da elevate percentuali di frazioni estranee, annullando l’effetto incentivante e penalizzando i comportamenti virtuosi. È stato ricordato che i ricavi CONAI e quelli derivanti dalla valorizzazione energetica del biogas vengono “destinati ai SubATO più virtuosi”, però senza un meccanismo visibile e quantificabile e in assenza di un riferimento esplicito nella struttura tariffaria, il sistema risulta opaco e non verificabile, né da parte dei Comuni né dei cittadini. I flussi devono essere mantenuti separati per evitare la perdita di valore e l’impossibilità di accedere alle premialità riconosciute dai consorzi. In conclusione abbiamo formulato alcune proposte operative:

-Revisione della struttura tariffaria di ENVAL, prevedendo:

  • Tariffe differenziate per i materiali differenziati in base a qualità e provenienza.
  • Premialità esplicite e trasparenti, analoghe a quelle applicate da Corepla e altri consorzi CONAI.
  • Un meccanismo di penalizzazione per i flussi contaminati e una redistribuzione equa dei proventi tra i SubATO virtuosi.

-Gestione separata dei flussi conferiti dai diversi SubATO, per consentire la tracciabilità e la valorizzazione della qualità dei materiali

Analisi merceologiche trasparenti, effettuate con la presenza dei rappresentanti dei SubATO, per una verifica condivisa della qualità dei materiali e una gestione corretta delle premialità
Adozione di strumenti di monitoraggio e obbligo di reportistica pubblica annuale sulle modalità di redistribuzione delle risorse e sull’applicazione delle premialità. L’auspico è una riforma del sistema che restituisca giustizia e trasparenza a chi si impegna quotidianamente per una raccolta di qualità, favorendo una vera economia circolare e la sostenibilità ambientale nella nostra Regione.

 

Interpellanza: realizzazione di un registro elettronico regionale per le scuole valdostane.

Da molti anni nella scuola italiana si usa il “registro elettronico” (introdotto dal DL 95/2012), diventato uno strumento fondamentale per le comunicazioni scuola-famiglia (maggiore rapidità, risparmio di carta, garanzia di trasmissione di atti ufficiali, assegnazione di compiti e lezioni a casa…) Recentemente vari organi di informazione nazionali hanno evidenziato come una delle piattaforme informatiche per il registro elettronico, quella maggiormente utilizzata dalle scuole italiane e dalla totalità di quelle regionali, ha introdotto contenuti commerciali di varia natura: pubblicità di servizi psicologici, consulenze di vario tipo, giochi elettronici, corsi di lingue, soggiorni studio, prestiti studenteschi ecc., oltre all’offerta di migliaia di prodotti per cancelleria e attività scolastiche. La questione ha riportato all’attenzione degli operatori scolastici e delle famiglie il tema, discusso da almeno un decennio, dell’opportunità di creare una infrastruttura digitale scolastica unica e pubblica, come avviene ad esempio in Francia, senza dover per forza ricorrere a software privati che richiedono un canone annuale come previsto ora dai contratti che vengono sottoscritti dai dirigenti scolastici. Il Ministro Valditara ha stigmastizzato la presenza di strumenti pubblicitari sui registri elettronici e ha dichiarato che si sta facendo una valutazione costi/benefici per una eventuale adozione di un software unico a livello nazionale. In Valle d’Aosta la Sovrintendenza agli Studi ha promosso e coordinato l’utilizzo dei fondi PNRR per l’adozione di ulteriori servizi software integrati con il registro elettronico (tra cui applicativi strategici quali il protocollo, la contabilità, l’inventario ecc). Questi nuovi servizi sono tutti forniti dalla stessa azienda che ha introdotto quei servizi commerciali e di marketing citati. In passato la Regione aveva valutato di realizzare un registro elettronico regionale, ai sensi del D.L. 95/2012, per cui erano anche state predisposte opportune risorse economiche, senza poi concretizzare. INVA, la società in house per i servizi informatici, ha sviluppato software gestionali per il sistema scolastico regionale (es. software per la gestione degli alunni e del personale docente) e potrebbe eventualmente occuparsi dello sviluppo di un registro elettronico regionale. L’applicativo per il registro elettronico raccoglie migliaia di dati personali e sensibili di studenti e docenti, e si rischia che il fornitore di tale applicativo possa profilare l’utenza e fornire servizi personalizzati e pubblicità. Attraverso l’art. 41 comma 1 della l.r. 22 del 2021 si è introdotto fra le funzioni amministrative della Regione anche il punto gg) “Infrastrutture di rete e erogazione di servizi integrati di innovazione tecnologica per le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado”, prevedendo un maggior onere stimato in 100.000 euro annui, risorse finanziarie che potrebbero essere utilizzate a tale scopo.

Ho chiesto quindi di sapere

se tra le scuole che ad oggi hanno accettato il servizio proposto (che va sotto il nome di ClasseViva myTools) dal gestore della quasi totalità dei registri elettronici delle scuole sul territorio nazionale risultano esserci scuole valdostane;

se la Sovrintendenza agli Studi è intervenuta per dare indicazioni ai dirigenti scolastici nel merito della situazione espressa in premessa e in particolare se è stata predisposta una comunicazione da inviare ai fruitori del registro;

se intende sviluppare degli applicativi propri al fine di rendere le scuole indipendenti da un unico fornitore, anche attraverso lo sviluppo e il riuso di software a codice aperto (art. 69 Codice dell’Amministrazione Digitale) nel rispetto delle indicazioni del Piano Triennale per l’Informatica della P.A., tenuto conto che, qualora il Ministero sviluppasse il registro elettronico unico nazionale, esso difficilmente verrebbe esteso alla Valle d’Aosta che fino ad oggi ha scelto di provvedere autonomamente ai propri software.

L’Assessore ha detto che solo una scuola paritaria valdostana ha accettato il servizio proposto. Sulle indicazioni fornite alle scuole e sulla comunicazione a tutti i fruitori del registro ha risposto che non lo si è ritenuto necessario perché è stata la società stessa a inviare una nota esplicativa, sottolineando che l’adesione era esclusivamente su base volontaria. Ho replicato che non condivido la scelta. Le applicazioni che raccolgono dati personali devono essere utilizzate in modo del tutto consapevole, se la Regione ha, in buona sostanza, obbligato tutte le istituzioni scolastiche ad adottare il registro elettronica di quella specifica azienda, forse era appena il caso che la Sovrintendenza dicesse ai dirigenti di non accettare le nuove funzionalità. Il punto più importante dell’interpellanza era però l‘ultimo, e cioè se si intende valutare un proprio applicativo per evitare che le scuole incorrano in problemi come quelli indicati. L’Assessore ha detto che al momento non c’è l’intenzione. Se il Ministero infatti si attivasse in tempi brevi per la realizzazione di un gestionale non dipendente da fornitori terzi, come è per la piattaforma SIDI sarebbe importante che la Regione si attivasse da subito per richiederne l’utilizzo anche per le scuole valdostane. Purtroppo negli anni i tentativi fatti per entrare in SIDI sono sempre stati vani, anzi nel caso di dati obbligatori che la Sovraintendenza doveva inviare al Ministero siamo stati obbligati a sviluppare software ad-hoc che si integrassero con SIDI. Occorre inoltre rilevare che lo sviluppo di un software regionale (per il quale tempo erano stati stanziati molti soldi), non sarebbe una cosa impossibile. Sono valutazioni che invitiamo a fare con i responsabili tecnici e con i dirigenti scolastici.

 

Interpellanza: tempi e modalità di riapertura di alcune sezioni della Biblioteca regionale.

Questa iniziativa ho voluto portare l’attenzione sulla Biblioteca regionale e su una serie di criticità che durano da anni. Sin dalla sua apertura nel 1996 la Biblioteca è stato uno dei fiori all’occhiello della Regione, ma purtroppo la sezione Consultazione è chiusa da due anni circa, pare per la carenza di personale, mentre la Fonoteca è stata accorpata alla Videoteca, con la sala studio aperta solo al pomeriggio. Da tempo è stata annunciata una chiusura della Biblioteca per lavori di efficientamento energetico. Inoltre, il fatto che molti dipendenti della struttura nel breve medio termine andranno in pensione, potrebbe comportare ulteriori criticità nell’offerta dei servizi. Ho chiesto di conoscere le ragioni del perdurare della chiusura della sezione Consultazione e quando, sarà riaperta (anche la Fonoteca); quando e con quali modalità si effettueranno lavori di efficientamento energetico e di manutenzione; come si intende procedere per la sostituzione del personale che andrà in quiescenza nel breve-medio termine. L’Assessore ha risposto che negli anni sono cambiate le regole in materia di sicurezza che impongono che ogni area sia sorvegliata da personale dotato di abilitazione alla sicurezza per tutto l’orario di apertura, così come c’è la necessità di adeguare l’immobile alle nuove esigenze: in questo senso vanno i lavori di efficientamento energetico, finanziati con fondi Fesr. Nel 2025, sarà effettuata la progettazione mentre presumibilmente nel primo semestre del 2026 saranno affidati i lavori che avranno una durata di circa 18 mesi, durante i quali si farà in modo di non chiudere completamente la Biblioteca. Sono anche cambiate le modalità di fruizione della lettura e dei documenti multimediali, sempre più a disposizione online: da qui la scelta di accorpare alcune sezioni, come la Fonoteca alla Videoteca che hanno subìto un notevole decremento, e la sala di Consultazione al Fondo valdostano per consentire di mantenere l’orario di apertura anche a fronte della carenza di personale. Nella sala occupata precedentemente dalla Fonoteca è stata ricavata una sala per lo studio collettivo, con 47 posti a sedere, che ha ampiamente compensato le 44 postazioni lettura della sala di Consultazione. Riguardo al personale, l’Assessore ha specificato che, oltre al reclutamento di nuovo personale con la programmazione di concorsi specifici, si stanno facendo valutazioni per individuare nuove forme di gestione che consentano una maggiore flessibilità, senza ridurre il servizio di qualità reso alla cittadinanza. Nella seconda metà del 2025 è in programma un concorso per C2 con profilo di assistente amministrativo-contabile, in prossimità del quale sarà bandito un avviso di mobilità interna con cambio di profilo professionale, da assistente amministrativo-contabile ad aiuto-bibliotecario, per coprire i posti vacanti. Ho ribadito che, nonostante il servizio offerto sia di valore grazie alla competenza del personale, permangono varie criticità. L’accorpamento della Fonoteca e della Videoteca, malgrado il recupero di nuove postazioni, non cambia il fatto che un servizio sia stato contratto. Per quanto riguarda la carenza di personale ho accolto con favore la previsione di un posto da aiuto-bibliotecario e il trasferimento di nuovo personale. Tuttavia, ho sottolineato che la formazione da richiedere al personale che deve occuparsi di una biblioteca dovrebbe essere ben diversa da quella di un generico profilo C2: da anni non vengono banditi concorsi specifici per bibliotecari, e questo rappresenta un grave limite, poiché una formazione specializzata costituisce un valore aggiunto per l’intera struttura.

Interpellanza: aggiornamento della legge regionale di istituzione del sistema bibliotecario regionale (RINVIATA)

Interpellanza: sollecito a Rfi per l’adeguamento del sottopasso della stazione di Aosta (RINVIATA)

Interpellanza: realizzazione di un parco giochi in località Crest ad Ayas (RINVIATA)

Interpellanza: utilizzo straordinario di personale regionale per le visite guidate al Museo della Resistenza Brigata Lys a Perloz (RINVIATA)

Interpellanza: piena fruibilità della parte nuova della struttura per anziani “Maison Regina” di Gaby (RINVIATA)

MOZIONE a firma congiunta dei gruppi di opposizione (PCP, RV, Lega VdA e FI) per l’organizzazione in Valle d’Aosta di alcuni dei corsi abilitanti per i docenti (RINVIATA)