All’ordine del giorno del Consiglio di inizio novembre erano iscritte 7 iniziative di Progetto Civico Progressista: 1 question time, 1 interrogazione, 4 interpellanze e 1 mozione.
Situazione politica
In considerazione della situazione politica, dell’archiviazione dell’indagine Egomnia e delle dichiarazioni emerse nei giorni precedenti il Consiglio circa l'”imminente” cambio di Presidente (Testolin al posto di Lavevaz) e il rimpasto della Giunta, in conferenza dei capigruppo abbiamo chiesto che si svolgesse un dibattito politico in apertura della seduta, ma la proposta è stata rifiutata.
Il Presidente Bertin, nelle sue comunicazioni, ha poi dato brevemente notizia dell’archiviazione di Egomnia; ne abbiamo approfittato per esprimere sconcerto per la strozzatura del dibattito sull’argomento, convinte che un’analisi su questa vicenda sarebbe stata davvero opportuna e dovuta. Tutti ci auguriamo che dalle motivazioni dell’archiviazione emerga che con c’è stata nessuna contiguità tra i politici della nostra regione ed esponenti di organizzazioni mafiose, la cui esistenza è stata però conclamata dalle due sentenze di “Geenna”. Sostenere che non sia successo nulla è sbagliato e dannoso, perché comunque la presenza di un locale di ‘ndrangheta in Valle d’Aosta e la promessa di sostegno elettorale a esponenti politici sono documentate. Visto che abbiamo un Osservatorio antimafia, abbiamo chiesto che si attivi per analizzare le motivazioni di questa archiviazione che richiede una profonda riflessione della politica valdostana. Abbiamo poi giudicato sorprendente la proposta dell’UV di indicare il Consigliere Testolin alla Presidenza della Regione, al posto di Lavevaz, che sembra andare nella direzione di un “risarcimento”, quasi di un premio ad una persona indagata fino a poco tempo fa. Non è condivisibile nemmeno che si giustifichi il cambio sostenendo che Testolin è stato il più votato nel 2020 e, ora che l’inchiesta in cui era coinvolto è archiviata, il posto gli spetta di diritto. La nomina del capo dell’esecutivo non è l’affare interno di un movimento, è argomento che riguarda tutti gli alleati, e non avviene solo in base al numero delle preferenze.
Sulle comunicazioni del Presidente della Giunta, che non ha minimamente affrontato la crisi politica, siamo nuovamente intervenute. Le mie dimissioni dalla Giunta risalgono a 18 mesi fa. Ma i problemi c’erano già prima, tant’è vero che da tempo chiedevamo una verifica di maggioranza su una serie di questioni delicate: non si è voluto fare neppure un confronto, lo si è sempre rifiutato. Poi, per un anno e mezzo, abbiamo sentito parlare di “revisioni, tagliandi, individuazione di perimetri, ricomposizione della maggioranza, consolidamenti, nuovi assetti di giunta, passi avanti…” per arrivare infine all’annuncio di sostituzione del Presidente. Non si possono più prendere in giro i valdostani e dire che una maggioranza c’è e lavora, perché il prospettato cambio di Presidente cela un problema di grandi dimensioni, che non può più essere sottovalutato.
LEGGI IN DISCUSSIONE
All’ordine del giorno c’erano quattro leggi: la seconda legge di manutenzione dell’ordinamento regionale per il 2022 (astenute); il disegno di legge per lo sviluppo alpinistico ed escursionistico, per ripristinare i contributi, sospesi dal 2014, per portare a valle i rifiuti e le acque reflue dai rifugi e per introdurre un sostegno economico per le spese di rimozione di bivacchi obsoleti e l’installazione di nuovi (a favore); la legge sulle disposizioni circa l’attività della Regione nell’ambito dell’Unione europea e dei rapporti internazionali (a favore); la terza variazione al bilancio di previsione 2022-2024 della Regione (astenute).
Interrogazione a risposta immediata sulla destinazione del cibo acquistato per le gare di Coppa del mondo di sci di Zermatt-Cervinia (Chiara, Erika)
Abbiamo chiesto informazioni sulla destinazione delle derrate alimentari acquistate per la Coppa del Mondo di sci, considerato l’annullamento di tutte le gare, con cui l’École Hôtelière di Châtillon avrebbe dovuto preparare 2800 per i quattro giorni di gara. Visti i grandi quantitativi di cibo già acquistati e semilavorati che devono essere consumati nel rispetto delle scadenze abbiamo chiesto in particolare se è stata valutata la possibilità di destinarli ad associazioni ed enti che si occupano di aiutare le persone in difficoltà. L’Assessore al turismo ha risposto che il Comitato organizzatore dello ha incaricato lo chef Agostino Buillas della realizzazione dei pasti in collaborazione con gli studenti dell’École Hôtelière. Per quanto riguarda i prodotti, il contratto prevede che questi siano a disposizione del Comitato organizzatore che li ha commissionati. Il Comitato ha quindi deciso di lasciarli nella disponibilità dello chef e, a seguito dell’inventario di quanto è già stato preparato, si ipotizza che lo stesso li devolverà in beneficienza. La Regione ha finanziato in maniera importante questa manifestazione e abbiamo chiesto che si faccia parte attiva presso lo chef (non basta “ipotizzare”!) affinché destini almeno parzialmente le derrate alimentari alle famiglie in difficoltà, soprattutto quegli alimenti facilmente deperibili che non possono essere stoccati a lungo termine e che costituirebbero un importante aiuto per le associazioni impegnate nella raccolta alimentare.
Interrogazione: Aggiornamento in merito alle problematiche relative al Corpo dei Vigili del fuoco e al Corpo Forestale (Erika, Chiara)
Con questa interrogazione abbiamo chiesto lo stato dell’arte degli impegni presi nell’incontro del 6 luglio 2022 da sottoporre alla Giunta regionale, per la sua approvazione, entro il 31 ottobre. Il Presidente Lavevaz ha evidenziato che una bozza di modifica della legge 22 prodromica alla nascita di un comparto sicurezza è in dirittura di arrivo e nel mese di settembre è stato avviato un tavolo di lavoro per la modifica della legge 37 rispetto al servizio antincendio. Nella replica abbiamo sottolineato che ben poco è stato fatto e gli impegni presi durante l’incontro con le organizzazioni sindacali non sono stati mantenuti. L’immobilismo di questa giunta continua ad essere evidente.
Interpellanza: problemi relativi alla fruizione della Carta del docente e della piattaforma S.O.F.I.A. (Chiara, Erika)
Con questa interpellanza abbiamo riportato ancora una volta l’attenzione su alcuni problemi che riguardano i docenti della scuola valdostana, e cioè l’impossibilità per gli stessi di utilizzare la Carta del docente per il bonus di 500 euro nazionale e di accedere alla piattaforma S.O.F.I.A. del Ministero dell’Istruzione che propone attività e corsi di formazione e aggiornamento on line; d’altronde la scuola valdostana non rientra nel sistema informatico del Ministero nemmeno per quanto riguarda le graduatorie degli insegnanti e ciò crea ogni anno innumerevoli disagi. Per quanto riguarda il Bonus docenti in Valle si usa un applicativo informatico predisposto da INVA, che prevede però a monte una procedura lunga e farraginosa e di fatto rende talvolta anche impossibile riuscire ad ottenere il rimborso perché non si possono produrre agevolmente tutte le pezze giustificative degli acquisti. Per S.O.F.I.A. proprio non si accede e basta. L’Assessore nel tempo, difendendo il sistema adottato in Valle, ha più volte sottolineato che lo stesso, nello spirito della legge 18/2016 che sostiene il bilinguismo del nostro sistema scolastico, permette di caricare anche acquisti e spese effettuati all’estero. Abbiamo quindi chiesto: quanti docenti negli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 hanno richiesto di ricevere un rimborso per acquisto di materiali o corsi di aggiornamento e similari effettuati all’estero e quanti docenti hanno chiesto il rimborso per gli stessi acquisti e spese effettuati sul territorio nazionale. Inoltre se, tenuto conto delle evidenti criticità che permangono nonostante l’attivazione dell’applicativo regionale, c’è l’intenzione di affrontare in modo più incisivo la problematica affinché i docenti valdostani abbiano le stesse piene opportunità dei loro colleghi fuori Valle circa la fruizione del bonus docenti attraverso l’apposita Card. Infine se considerata l’impossibilità per i docenti valdostani di accedere alle piattaforme nazionali (es. S.O.F.I.A.) c’è l’intenzione di cercare delle soluzioni attraverso opportuni accordi con il Ministero, considerato che l’esclusione degli insegnati valdostani è evidentemente penalizzante per gli stessi. L’Assessore ha replicato premettendo che l’applicativo regionale è “a prova di imbecille” e che gli insegnanti che segnalano i disagi e non sanno utilizzarlo sono dei “casi umani”. Tali affermazioni, pesanti e offensive, hanno suscitato forti reazioni fra insegnanti e sindacati, che si sono espressi con comunicati stampa e dichiarazioni varie chiedendo scuse formali che al momento non sono arrivate. L’assessore in realtà non è nuovo a esternazioni del genere, ma questa volta ha esagerato. Oltre alla brutta caduta di stile, ha poi proseguito banalizzando il problema segnalato e ha dichiarato che non sono previsti ulteriori correttivi. Per quanto riguarda la piattaforma SOFIA: ha ricordato che la nostra regione non è inserita nei circuiti informatici nazionali da 7 anni e che la responsabilità non è sua ma di un suo predecessore. Ha comunque affermato che ci sono state delle interlocuzioni con il ministro Bianchi per cercare di trovare una soluzione e che riprenderanno.
Interpellanza: Valutazioni in merito alla legge 16/2019 sulla Mobilità sostenibile (Chiara)
Richiamando i principi e le disposizioni contenuti nella legge 16/2019 abbiamo voluto conoscere quale sia attualmente la percentuale di mobilità che può essere considerata sostenibile e se l’obiettivo di almeno il 35% entro il 2025 sia in fase di raggiungimento; quanti contributi, nei tre anni di applicazione, siano stati erogati a privati cittadini per l’acquisto di biciclette e automobili elettriche e per l’installazione di ricariche domestiche per veicoli elettrici. In considerazione dell’importanza attribuita allo sviluppo della mobilità elettrica, la norma ha sottolineato la necessità di un forte potenziamento della rete di distribuzione dell’energia elettrica e di un costante monitoraggio della situazione in collaborazione con la società competente in materia, occorre capire quindi se il livello di collaborazione sia soddisfacente e quali siano i programmi in corso di attuazione. Infine abbiamo chiesto se la Giunta ritenga ancora adeguata la legge rispetto agli obiettivi che si intendono raggiungere o se si intenda aggiornare la normativa. Il Presidente/Assessore ha evidenziato che le immatricolazioni a febbraio 2022 registravano circa 250.000 vetture per uso privato intestate a residenti; di queste circa 33.700 erano elettriche o ibride (benzina o gasolio), per una percentuale del 13,5% (che non è la percentuale di mobilità sostenibile ma solo quella sul totale delle immatricolazioni). Per la distribuzione, ha detto che grazie a installazioni di soggetti vari si ritiene esserci una buona copertura del territorio valdostano con infrastrutture di ricarica, non si hanno segnalazioni di particolari criticità. Sulla questione dei contributi: nei tre anni di applicazione della legge sono stati erogati 3.523 contributi per l’acquisto di biciclette, 624 per le automobili e 94 per l’installazione di stazioni di ricarica. Gli accadimenti degli ultimi anni e la forte oscillazione dei costi dei vari vettori energetici, fanno ritenere opportuno un aggiornamento della norma da effettuarsi quando sarà raggiunta una maggiore stabilità a livello globale anche in riferimento ai costi dell’energia. In replica Chiara ha sostenuto che al di là dell’impegno a livello generale, secondo noi la Regione deve fare anch’essa la sua parte per contrastare la crisi climatica mondiale e questo non può che andare anche nella direzione di una mobilità sostenibile efficiente ed efficace, che ha il suo asse portante nel trasporto pubblico e nell’abbandono dei combustibili fossili. Avere 250 mila auto private in una regione di 120 mila abitanti è un dato su cui riflettere. Bisogna andare oltre le semplici dichiarazioni che sostengono a parole la mobilità sostenibile ed essere concreti, soprattutto se poi questioni importanti come quelle legate al trasporto su rotaia nell’Alta valle non vengono affrontate e definite. Rispetto alla legge la Regione è inadempiente, non ha fatto praticamente nulla, non si è neppure attivata per definire i criteri e le modalità di misurazione della quota di spostamenti sistematici sostenibili, e infatti l’obiettivo 35% al 2025 è lontanissimo. Per quanto riguarda la rete di distribuzione occorre programmare di conseguenza: se migliaia di valdostani dovranno farsi in futuro un punto di ricarica è difficile che la rete attuale sia in grado di supportare le esigenze di tutti. Una revisione della legge in quest’ottica è necessaria per cambiare la mobilità, non solo quella urbana, ma non certo per rimandare gli obiettivi previsti.
Interpellanza: Avvio della riqualificazione delle discariche di Pompiod e Chalamy – Problematiche e coinvolgimento dei Comitati dei cittadini (Erika, Chiara)
Le discariche di Chalamy, nel comune di Issogne, e di Pompiod, ad Aymavilles, sono state al centro di una nostra interpellanza che, richiamate due delibere del 17 ottobre relative alla riqualificazione di queste aree, voleva capire la strada scelta dalla Giunta per uscire dalla situazione delicata che si è creata, rilevando la necessità di fare degli approfondimenti tecnici e giuridici sotto il profilo urbanistico, ambientale, paesaggistico e prevedendo il coinvolgimento di vari soggetti (Comuni, Regione, proprietari e ditte che gestiscono i siti). In particolare abbiamo chiesto se era intenzione del Governo interessare anche il Comitato discarica sicura di Pompiod e La Valle non è una discarica nei preliminari approfondimenti e quale sia, nello specifico, il coinvolgimento previsto di ditte e proprietari delle rispettive discariche. Inoltre, abbiamo chiesto quali siano i tempi ipotizzati per gli obblighi di ripristino e per la gestione post-operativa della discarica di Pompiod – che è diversa da quella di Chalamy – a seguito della sentenza del Tribunale di Aosta che ne ha disposto il dissequestro e arrivata dopo una serie di migliorie al piano di messa in sicurezza, suggerite dal consulente della procura. Il Presidente Lavevaz ha risposto che «queste due delibere delineano un percorso e sono il frutto delle interlocuzioni iniziate un anno e mezzo fa con i Comuni competenti, con le due società che gestiscono i siti e con le proprietà per immaginare un futuro sostenibile per i territori interessati e per le proprietà. Due delibere che hanno una genericità importante ma che mettono in piedi un percorso corretto per dare la risposta che i cittadini si aspettano sia in termini di utilizzo che di garanzie ambientali dei due siti. Si è cercato di allargare l’analisi al resto del territorio sulle discariche di inerti comunali, che devono essere messe a norma con interventi onerosi che spesso non sono sostenibili. E’ stato costruito un percorso che avesse come pivot centrale l’amministrazione comunale per la definizione di una concreta proposta progettuale e del gruppo di lavoro che dovrà verificare la fattibilità delle diverse ipotesi che sono sul tavolo, ma sono stati incontrati i referenti dei Comitati (parsi comprensivi e soddisfatti). C’è stato anche un coinvolgimento importante, anche se informale, dei proprietari delle discariche per capire la disponibilità a intraprendere questo iter. Crediamo che le modalità che abbiamo messo in piedi per questo obiettivo siano corrette e porteranno, da un lato, alla risoluzione di problematiche di necessità del territorio, in particolare le discariche di inerti, e, dall’altro, a tranquillizzare la popolazione. Sui tempi ipotizzati il Presidente ha sostenuto che «al momento non si può fornire un dettaglio, tutto dipenderà dall’analisi tecnica così come dalla forma di gestione futura, con una restituzione finale attraverso degli equilibri finanziari: questa sarà la tematica più complessa che il gruppo di lavoro dovrà dirimere. In merito alle risorse, per quanto riguarda l’utilizzo della discarica non ci devono essere costi di gestione né per Comune né Regione, in quanto i costi devono essere caricati in tariffa: ecco perché abbiamo allargato il discorso a tutte le discariche di inerti, proprio per avere un’omogeneità sia dal punto di vista del servizio che delle tariffe. Sul recupero, si aprirà dopo il ragionamento e le fonti di finanziamento potranno essere diverse, ma tutto dipenderà dai risultati. Erika ha replicato sottolineando che, a differenza delle notizie di stampa, si parla di tempi molto lunghi e di delibere ad alta genericità: la riqualificazione e il ripristino non saranno immediati. Bene che i Comitati siano stati informati, anche se è diverso che essere parte attiva in un processo: i cittadini che hanno fatto emergere il problema meriterebbero una considerazione maggiore. La proprietà e le società è normale abbiano accolto quanto proposto, perché sanno bene che dovranno attenersi alla nuova normativa e alle future norme tecniche di attuazione. Rispetto a Pompiod, abbiamo sottolineato che non possiamo non ricordare la sua storia e che le analisi hanno rilevato il reato di conferimento illecito di rifiuti che ha previsto materiale al di fuori dei CER autorizzati, oltre alla carenza nella documentazione progettuale e diversi aspetti critici per l’abbattimento delle polveri. Auspichiamo che nelle valutazioni siano prese in considerazione anche le conclusioni della procura riguardo alla copertura superficiale finale non conforme, alla necessità di un’analisi periodica rispetto al potenziale percolato e alla destinazione finale del sito. Rispetto al ripristino del sito non è ben chiaro chi pagherà i conti.
Interpellanza: Criteri per l’erogazione dei voucher per la frequenza di collegi, convitti e servizi di doposcuola per l’a.s. 2022-23 (Erika)
Siamo tornate sul tema del convitto e delle rette da esborsare da parte delle famiglie in difficoltà, chiedendo, a seguito della delibera n. 661 del 7 giugno 2022 che ha previsto l’esclusione dal contributo per gli alunni della scuola primaria che frequentano il Convitto Federico Chabod, rimandando alla disciplina dei voucher doposcuola per chiedere i dati riferiti agli alunni della scuola primaria frequentanti il Convitto Federico Chabod (numero di alunni iscritti, numero di famiglie che hanno presentato domanda per la concessione di voucher per la frequenza di doposcuola e differenza tra gli importi erogati dalla misura dei voucher per la frequenza di collegi, convitti e servizi di doposcuola per l’anno scolastico 2021/2022 e la misura di voucher per la frequenza dei servizi di doposcuola per l’anno 2022/2023 per ogni fascia di reddito), se vi sia stata un’interlocuzione con il Sindaco e gli Assessori del Comune di Aosta rispetto al futuro del Convitto Federico Chabod e con quali esiti e se il Governo sta valutando di ritornare alla situazione pregressa rispetto ai criteri per l’erogazione dei voucher per la frequenza di collegi, convitti e servizi di doposcuola adottati per l’anno scolastico 2022/2023. L’Assessore Barmasse ha quindi risposto che delle 130 famiglie che hanno iscritto i figli al semiconvitto, 52 di esse hanno chiesto di accedere al voucher e rispetto alle diverse fasce di reddito le famiglie con un ISEE tra 0-6.500 euro di reddito dovranno versare più di 300 euro rispetto all’anno passato, per i redditi da 6.500 a 10.500 saranno 240 euro in più e per le fasce superiori dai 170 euro in più. Ha inoltre dichiarato che non è intenzione dell’amministrazione rivedere questa delibera. Per l’Assessore Caveri, infatti, il Convitto risulta essere un privilegio per il Comune di Aosta. Ha inoltre affermato di aver incontrato sia il cda del Convitto che il Comune di Aosta che hanno avuto i chiarimenti necessari, a seguito di una distorsione delle dichiarazioni rese in aula che hanno scaturito un dibattito grottesco. Si è montato scientemente un caso che si è sgonfiato con questi chiarimenti. Nella replica Erika ha evidenziato come ancora adesso, dopo l’incontro con il cda del Convitto, si equipari questo ad un doposcuola e come chi ha portato a questa equiparazione oggi ci dica che proprio le famiglie più deboli saranno le più penalizzate perché, oltre a dover anticipare i soldi della retta a differenza del passato, andranno a pagare oltre 300 euro in più degli anni scorsi la frequenza. Continua l’opera di demolizione delle misure minime per garantire servizi accessibili a tutti. Anziché esportare questa eccellenza si vuole andare al ribasso.
Mozione: Impegno ad avviare un’interlocuzione con il Gruppo CVA al fine di incrementare leattuali misure di sconto sulle bollette di famiglie e imprese (Chiara, Erika)
Noi riteniamo che le politiche di aiuti finora attuate dalla Regione, e che riguardano le fasce più deboli, non siano più sufficienti. Il Gruppo CVA, come dimostrano il suo Bilancio 2021 e la Relazione sul primo semestre del 2022, è in piena salute, nel 2021 ha realizzato importanti profitti e, nei soli sette mesi fra ottobre 2021 e aprile 2022 ben 101 milioni di extraprofitti.
Sono dati eloquenti che evidenziano un anomalo funzionamento e che bisogna mettere in atto una azione di “restituzione” ai cittadini. In provincia di Bolzano, Alperia, società interamente pubblica come la Cva, ha informato che l’azienda è al terzo pacchetto di sconti, promossi a partire dall’autunno 2021, e che in tale pacchetto, varato a settembre 2022, gli sconti per alcune fasce di utenti arrivano fino al 61%.
- Abbiamo quindi proposto di impegnare il Governo regionale ad avviare una interlocuzione con il Gruppo CVA affinché le attuali misure di sconto sulle bollette di famiglie e imprese vengano mantenute e incrementate;
- a riferire presso la competente Commissione consiliare entro 15 giorni sull’esito di tale interlocuzione.
La risposta è stata negativa. Ci è stato detto che CVA sta già facendo tutto il possibile e che non può la Regione intervenire sulla politica industriale della società, che ha la sua autonomia ed è soggetta al rispetto di regole del mercato. Noi abbiamo ribadito che l’impegno della mozione non prevedeva una imposizione o addirittura una coercizione di CVA, come qualche consigliere ha affermato in aula, ma una interlocuzione con la partecipata totalmente pubblica al fine di confermare e aumentare gli sconti a famiglie e imprese. La mozione ha ricevuto solo 2 voti, i nostri; tutti gli altri si sono astenuti