In questo Consiglio è stato presentato un disegno di legge che contiene disposizioni straordinarie e urgenti per il reclutamento nel Corpo dei Vigili del fuoco. Per PCP è intervenuta Erika in discussione generale illustrando anche alcuni emendamenti e un ordine del giorno del nostro gruppo. Un disegno di legge che arriva con molto ritardo per scelte politiche sbagliate: l’ultimo concorso è stato espletato nel 2012 e non sono nemmeno stati assunti tutti i candidati idonei. Si parla poi di equiparazione dei professionisti valdostani a quelli nazionali salvo poi essere smentiti dal contenuto della norma che innalza a 38 anni l’età dei vigili volontari; non si prevede una reale progressione di carriera da capisquadra a capireparto (su questo abbiamo presentato due emendamenti per equipararli) e il titolo di studio richiesto è di livello inferiore, come la retribuzione. La mancanza di concorsi e l’abbassamento dell’età ha impedito e impedisce ai ragazzi delle annate 1995/1996 e 1997 la possibilità di intraprendere questa carriera. (su questo abbiamo presentato un emendamento per ricomprenderli). Serve una riflessione più ampia sulle competenze necessarie e un aggiornamento sulla norma di attuazione per l’equiparazione dei vigili e sulla revisione della legge 37/2009 per arrivare ad una vera armonizzazione dello stato giuridico e trattamento economico del personale del Corpo valdostano agli omologhi nazionali.
Il Presidente Testolin, nell’annunciare l’astensione della maggioranza su tutti gli emendamenti ha usato parole gravemente offensive nei nostri confronti che hanno portato ad un comunicato di tutti i gruppi di minoranza per evidenziare l’inadeguatezza e arroganza del Presidente, la nostra richiesta di circostanziare le accuse di interessi privati e successivamente una lettera che alleghiamo.
E’ stato poi discusso un disegno di legge in materia di mobilità sostenibile, che contiene cinque articoli che modificano la legge regionale n. 16/2019 al fine di istituire la Consulta regionale per la mobilità ciclistica e aumentare di 1,4 milioni di euro i fondi per i contributi a fondo perduto destinati a cittadini e imprese per l’acquisto di veicoli a basso impatto ambientale. Abbiamo votato a favore. Chiara è intervenuta ricordando che «la legge sulla mobilità sostenibile approvata dal Consiglio nel 2019 – frutto del coordinamento tra una proposta di legge di cui ero prima firmataria e un disegno di legge del governo nel 2018 – non è una legge di soli contributi, ma una norma che vuole perseguire nel campo della mobilità l’obiettivo del “Fossil fuel free” al 2040 per la Valle d’Aosta. Una legge che ha prodotto dei risultati positivi, malgrado le critiche mosse allora, tant’è che oggi viene rifinanziata. Per il futuro occorrerà fare una riflessione per rivedere la parte sulla micromobilità, sul requisito della residenza, sul sistema dell’alimentazione e della rete. Voteremo a favore di questo testo, anche se c’è una parte della legge 16/2019 che non viene applicata in modo puntuale: non sono stati assunti i provvedimenti necessari per effettuare il monitoraggio e il 35% di mobilità sostenibile da raggiungere al 2025 sembra lontano, con dati che ci dicono che siam ben al di sotto di quella percentuale (26%).»
All’ordine del giorno c’era poi Piano triennale degli interventi di politica del lavoro 2024-2026, su cui ci siamo astenute. Erika ha evidenziato come «il Piano contiene dichiarazioni di principio che non possono che essere condivisibili, ma occorrerà vigilare sulla parte attuativa affinché non ci si fermi alle buone intenzioni. Questo Piano richiede infatti un’organizzazione che si muova rapidamente e in modo impeccabile: sarà attraverso gli strumenti di monitoraggio che si potranno verificare le misure e gli investimenti. Molti sono gli elementi positivi, ma rimaniamo perplessi su diversi principi. La Regione sembra dimenticarsi di essere anche datore di lavoro, di aver approvato in ritardo i rinnovi contrattuali e di non avere ancora oggi un responsabile sicurezza lavoratori. Non ritroviamo risposte rispetto alle fughe delle intelligenze dalla Valle. La connessione delle scuole con le esigenze del territorio, in particolare gli istituti professionali, risultano marginali. Il Piano tratta ampiamente il tema dell’intelligenza artificiale, ma alcune affermazioni su di essa sono un po’ azzardate. Manca poi una prospettiva politica volta a costruire una stabilizzazione dei lavoratori stagionali; non ci sono ipotesi di salario minimo per gli appalti pubblici; non si capisce dove si voglia andare in merito al lavoro agile nella Pa e non si affronta l’annoso problema della discrezionalità per la concessione dello stesso. Un Piano che oggi non ci convince del tutto e pertanto ci asterremo.»
Fra gli atti ispettivi all’odg risultavano 18 nostre iniziative: 1 question time, 2 interrogazioni a risposta scritta, 4 interrogazioni, 5 interpellanze, 6 mozioni (alcune delle quali rinviate dal Consiglio precedente; per ragioni di tempo ne è stata discussa solo una)
Question time: Chiarimenti sulla data di scadenza per l’acquisizione del Codice identificativo nazionale per le locazioni brevi (Erika, Chiara)
Erika è tornata a parlare di locazioni brevi per avere conferma della scadenza del 2 novembre per l’acquisizione del codice identificativo nazionale. L’Assessore Grosjacques, ha risposto che «la data del 2 novembre 2024 allo stato attuale è confermata. Siamo a conoscenza del fatto che una delle Faq pubblicate dal Ministero generi malintesi perché porta a ritenere che, per chi ha già il codice identificativo regionale, ci sia tempo fino a gennaio per chiedere il Cin, ma sulla base di approfondimenti e confronti con il Ministero, il termine è quello comunicato agli operatori. La Ministra ha però annunciato che si sta valutando la possibilità di prorogare a gennaio 2025 i termini per l’adeguamento.» Erika ha replicato evidenziando la confusione creata anche su questo punto e auspicato una comunicazione dell’Assessore nel caso di tempistiche diverse che aiuterebbero i locatori.
Interrogazione: Riqualificazione della strada intervalliva che collega i comuni di Brusson e Gressoney tramite il Col Ranzola (Chiara)
L’interrogazione discende da due motivazioni: la prima è legata al fatto che nei vari documenti o atti ufficiali che abbiamo avuto modo di leggere, a partire dal mese di novembre 2023 fino ad oggi, l’intervento che si intende realizzare nel territorio dei due comuni di Gressoney-Saint-Jean e Brusson, al col della Ranzola, viene definito e presentato con espressioni e spiegazioni che risultano poco chiare e contradditorie. La seconda motivazione deriva dalla risposta ad un’interrogazione scritta sull’argomento. La dgr 1438 per la richiesta di finanziamento al FOSMIT parla di riqualificazione della strada intervalliva comunale Gressony-Brusson, strada che attualmente non esiste. Nella scheda 2 allegata alla dgr si afferma che I comuni Gressoney-Saint-Jean e Brusson intendono realizzare una pista poderale attraverso il Col Ranzola, con finalità di carattere agricolo, turistico e di protezione civile. Le deliberazioni di Giunta e di Consiglio del comune di Gressoney-Saint-Jean parlano di nuovo di riqualificazione della strada intervalliva comunale. La bozza di Piano Regionale dei Trasporti 2035, parla invece di “collegamento escursionistico ciclopedonale Gressoney-Saint-Jean – Brusson attraverso il Col Ranzola“, con caratteristiche esclusivamente escursionistiche ciclopedonali. E’ la ragione per cui abbiamo chiesto con interrogazione scritta: l’intervento previsto è da considerare una “riqualificazione” di una strada esistente, una pista poderale, un collegamento escursionistico ciclopedonale o una strada? (con finalità di carattere agricolo, turistico e di protezione civile). La sconcertante e incredibile risposta dell’Assessore Caveri è stata: “la classificazione del collegamento sarà definita dal progetto di fattibilità tecnico-economica”. Cioè la Regione ha fatto una richiesta specifica e articolata al Fosmit per la riqualificazione di una strada intervalliva e poi ci dice che la classificazione di questo collegamento è da definire! Ecco perché abbiamo quindi richiesto quali siano le ragioni di ordine tecnico per cui, in attesa della “classificazione del collegamento“, nella scheda al Fosmit la Regione ha chiesto la “riqualificazione” di una strada esistente e non ha detto che la tipologia di tale collegamento non è ancora definita. L’Assessore ha ribadito che la classificazione dell’opera avverrà con il progetto di fattibilità tecnico economica e che non si poteva dirlo prima perché la stessa ancora non c’era…! Noi riteniamo che non ci siano ragioni tecniche per la scelta delle espressioni da usare nella scheda Fosmit, ci sorge però il dubbio che tali ragioni siano strettamente legate all’obiettivo politico che si intendeva raggiungere, vale a dire i fondi Fosmit per una opera che non c’è. Perché una cosa è riqualificare una strada esistente, un’altra è fare un nuovo collegamento, ma qui si gioca sull’ambiguità. L’Assessore ci aveva poi detto che negli estratti catastali del Comune di Gressoney-Saint-Jean, in particolare al foglio XXI, è riportato il tracciato appartenente al demanio strade rappresentante la “Strada comunale della Ranzola”, a testimonianza della presenza di un collegamento intervallivo tra i due Comuni in argomento“. Tutti sappiamo che nelle carte demaniali storiche le mulattiere e i sentieri sono definiti “strada comunale” o “strada vicinale“, termine che oggi indica ben altro. Una risposta che sa di presa in giro, che non accettiamo.
Interrogazione: Chiarimenti circa i dati della presenza della pernice bianca e tempistiche del Piano venatorio (Chiara)
Nel corso di un anno e mezzo abbiamo presentato quattro iniziative sulla questione della caccia alla pernice bianca e alla lepre variabile, questa è la quinta. L’insistenza deriva dal fatto che la decisione adottata in questa legislatura, in spregio alla mozione votata dal Consiglio nel 2019 per chiedere per la caccia a pernice bianca e lepre variabile la moratoria di 5 anni in attesa degli appositi studi scientifici, è per noi arbitraria e scorretta, proprio perché è stata una decisione non supportata da evidenze scientifiche. Si è deciso di aderire ad una richiesta di (pochi) cacciatori e di disattendere impegni presi. Due settimane fa in Consiglio si è tornati a parlare di pernice bianca con una interpellanza proposta dalla Lega. Nelle premesse si affermava: Appurato che soltanto nell’anno 2023 nel Parco Naturale del Mont Avic sono state censite circa 70 coppie di pernice bianca. Secondo le nostre informazioni non era assolutamente così. L’Assessore non aveva però osservato nulla al proposito. Nell’illustrazione dell’iniziativa era poi stato citato un articolo della Stampa di giugno che segnalava le 70 coppie di pernici censite nel Parco. E in effetti lo abbiamo trovato. Ma con accesso agli atti abbiamo avuto conferma che (come ci risultava) nel 2023 il Parco del Mont Avic non ha potuto effettuare alcun conteggio riguardo alla presenza della pernice bianca a causa delle condizioni meteo avverse, mentre nella primavera del 2024 si sarebbero censiti pochi esemplari. Abbiamo quindi chiesto conferma di ciò e i dati effettivi dei censimenti effettuati nel Parco del Mont Avic nel 2023 e nel 2024; quante e ad opera di quali soggetti sono state le osservazioni pervenute alla VAS sulla bozza di Piano Faunistico Venatorio Regionale; lo stato dell’arte della procedura di approvazione del sopracitato Piano. L’Assessore Carrel ha confermato che il dato delle 70 coppie di pernici censite nel 2023 nel Parco del Mont Avic non corrisponde a verità. Chiara ha chiesto come possa essere uscita sul giornale questa informazione, completamente falsa, ma ha chiesto anche anche perché in Consiglio rispondendo alla Lega l’Assessore non lo abbia rilevato. A pensar male si commette forse peccato, però alle volte non se ne può fare a meno e vien da pensare forse si è preferito sorvolare su una informazione sbagliata, che in un certo qual modo alimenta l’idea che ci siano così tante pernici che possiamo andare nella direzione di aprire tranquillamente alla loro caccia! Alla seconda domanda l’Assessore non ha risposto, nemmeno di fronte ad una seconda sollecitazione: si stanno forse aspettando ancora osservazioni oltre scadenza?! Alla Terza ha semplicemente ricordato l’iter di VAS (che conosciamo benissimo…) ma non ha dato alcuna tempistica riguardo all’approvazione del Piano venatorio. Chiara ha replicato che è sconcertante la scelta del Piano di riaprire la caccia alla pernice, esemplare in via di estinzione, per rispondere alla richiesta di uno sparuto gruppetto di cacciatori/elettori da compiacere.
Interrogazione: Informazioni sullo stabilimento Mcv di Verrès (Erika)
Erika è tornata a chiedere informazioni sulla situazione dello stabilimento MCV di Verrès, visto il legame con il gruppo Stellantis e gli ultimi cambi organizzativi. L’assessore Bertschy ha letto una nota chiesta alla società. Dal mese di maggio 2024 è stata avviata una nuova produzione di un importante componente per i cambi e equipaggiamenti sulle vetture ibride del gruppo stellantis. L’organico per questa commissione è stato distaccato da altri stabilimenti che hanno garantito le professionalità necessarie. L’attività del gruppo Stellantis in Italia rimane l’oggetto del tavolo di sviluppo Automotive promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico e del made in Italy. Siamo in una fase di lavoro volta a capire se attraverso progetti di ricerca e altre iniziative si può immaginare di lavorare a un percorso che dia alle aziende ulteriori opportunità di crescita magari con nuove linee produttive. Il fatto che il gruppo utilizzi dei distacchi da altri stabilimenti è ovviamente legato a scelte aziendali e per loro come per tutte le aziende ci sono a disposizione le risorse di contributi e gli incentivi assunzioni. Con loro, come con altre aziende, abbiamo aperto dei tavoli di lavoro per presentare le nuove misure e i nuovi bandi di ricerca. Erika ha quindi fatto notare che quanto detto dall’assessore non rassicura per nulla. Anche rispetto all’ultima commissione non abbiamo idea del programma e dei volumi previsti. Preoccupa inoltre la mancata sostituzione del personale e il trasferimento delle maestranze da Carmagnola a Verres. Chiederemo ulteriori informazioni.
Interrogazione: approvazione da parte della Giunta della nuova pianta organica dell’azienda pubblica JB Festaz (Erika)
Erika è tornata a parlare del JB Festaz per chiedere se la giunta avesse approvato i tagli alla nuova pianta organica, il numero di posti vacanti con l’indicazione del profilo professionale; il numero di straordinari e ore di recupero dal 1° gennaio al 31 agosto 2024 e le modalità di sostituzione del personale assente e la procedura interna di ricollocamento del personale con limitazioni o che non è più abile. L’assessore Marzi ha comunicato che il 30 settembre la Giunta ha approvato i tagli del personale. I posti vacanti sono: 1 funzionario di segreteria, 2 istruttori amministrativi di cui 1 attualmente coperto a tempo determinato, 3 infermieri attualmente coperti a titolo temporaneo, 6 OSS, 5 attualmente coperti a tempo determinato e 1 in fase di chiamata, un manutentore-magazziniere attualmente coperto a tempo determinato, 1 lavapiatti attualmente coperto a tempo determinato. In merito alle coperture dei posti l’Azienda precisa che sia le chiamate pubbliche che le ricerche svolte tramite agenzia interinale spesso non danno esito positivo. Il JB Festaz prevede di espletare nel corso del ’25 un concorso per infermieri e per altri 2 profili; inoltre prevede di poter procedere con ulteriori stabilizzazioni tenendo conto che nel 2023 sono stati assunti a tempo indeterminato 10 oss. Le ore di straordinario al 31 di agosto 2024 da parte di infermieri e oss nel 2023, sono state complessivamente 4.520, quindi circa 37 al mese e circa 10 minuti al giorno. Nel 2024 sono invece 1.858 e quindi in sensibile diminuzione rispetto all’anno precedente, pertanto con una proiezione mensile, giornaliera, ancora più ridotta. Le ore di ferie maturate nel ’23 da parte di infermieri e oss ancora non godute sono complessivamente nell’esiguo numero di 12; le ore di ferie che sono state e/o saranno maturate nel ’24 da parte di infermieri e oss, e ancora quindi non godute, sono complessivamente 10.851. Queste ore rapportate ai circa 100 dipendenti dell’Azienda, equivalgono a poco più di 100 ore a testa annue sulle 231 annue totali previste contrattualmente e potranno ancora essere godute entro l’anno corrente o comunque entro il mese di giugno dell’anno successivo. Infine non vi è una procedura interna di ricollocamento del personale con limitazioni o che non è più abile perché la struttura aziendale non è tale da consentire un’ampia varietà di posizioni alternative. Erika ha sottolineato che non avevamo dubbi che avreste approvato gli ennesimi tagli alla pianta organica del JB Festaz visto che il consiglio di amministrazione viene nominato da voi e dal Comune di Aosta. È in sostanza il braccio operativo delle vostre indicazioni. In questi 4 anni passate da 134 lavoratori a 123, tagliando infermieri ed oss, ma addirittura aumentando il personale di segreteria. È questo che avete capito dal COVID? Che infermieri ed oss non servono a nulla? Garantite lo stesso servizio? I lavoratori e i sindacati apprezzano questi tagli? E gli ospiti? I dati che ci ha fornito parlano di tagli, di turni pressanti, di posti vacanti e di assenza di procedure per le ricollocazioni del personale che, visto il lavoro usurante, ha ora delle limitazioni. Un quadro DEPRIMENTE.
Inutile dire che la nostra visione è lateralmente opposta. State continuando con lo smantellamento dei servizi, abbassando la qualità delle strutture residenziali in un momento in cui la popolazione anziana aumenta e ritroviamo moltissime famiglie in attesa di inserimenti in struttura. Quello che era un fiore all’occhiello della nostra regione oggi non lo è più.
Interpellanza: informazioni sulla bozza di norma di attuazione per la concessione delle acque pubbliche a scopo idroelettrico (Chiara)
L’interpellanza intendeva riproporre per l’ennesima volta la questione della Norma di attuazione dello Statuto riguardante le concessioni idroelettriche, in ballo da tanto tempo e di cui pensiamo si stia sottovalutando l’importanza e la sua valenza proprio sotto l’aspetto autonomistico. Tutti sappiamo che la titolarità delle acque pubbliche da parte della Valle d’Aosta e la possibilità di disciplinarne l’utilizzo sono temi fondanti delle rivendicazioni valdostane che hanno portato allo Statuto Speciale e all’Autonomia regionale. Tale questione ha avuto solo parzialmente un riconoscimento nello Statuto Speciale del 1948, tanto che successivamente si è reso necessario intervenire con Norme di attuazione dello Statuto stesso, in particolare con il Decreto legislativo n. 259 del 2016 che ha riconosciuto infine la titolarità di gran parte delle acque pubbliche, anche ad uso idroelettrico, da parte della Regione. L’attuale art. 8 dello Statuto è ormai superato dall’evoluzione normativa e statutaria e deve essere adeguato con una ulteriore Norma di attuazione, in particolare per quanto riguarda l’ultimo comma dell’articolo stesso che riserva ancora allo Stato la disciplina “della procedura e le norme tecniche delle concessioni”. Il Consiglio regionale nel 2019 ha richiesto la predisposizione di uno schema di Norma di attuazione in materia di concessione di tutte le acque pubbliche, comprese quelle a scopo di utilizzo idroelettrico. E in effetti nel ’19 la Commissione paritetica Stato-Regione ha elaborato un primo organico Schema di Norma di attuazione che non ha concluso il suo iter approvativo all’interno della Commissione paritetica. Nel 2022 c’è stata una nuova bozza con alcune variazioni, a nostro avviso peggiorative rispetto al 2019, ma neppure quella seconda bozza è stata approvata dalla Paritetica. Sono passati ben 5 anni e tutto l’iter collegato è ancora da compiere. E’ una situazione grave dal punto di vista autonomista. Serve a poco essere titolari delle acque se poi le concessioni devono essere rilasciate con normativa dello Stato. Siamo in una situazione paradossale, perché le Regioni a Statuto ordinario già hanno ottenuto competenza legislativa in materia, con la Legge n.12 del 2019, e la competenza ce l’hanno anche le Regioni a Statuto speciale del Nord Italia ricche di acque come noi (Trentino-Alto Adige e il FriulI). Abbiamo quindi chiesto quante riunioni della Commissione Paritetica si sono tenute nei sei mesi da aprile a settembre 2024 e quali temi sono stati affrontati; che informazioni ci sono sulla bozza di Norma di attuazione per le concessioni idroelettriche; che cosa intende fare il Governo perché tale bozza arrivi infine all’esame del Consiglio regionale. Noi sul contenuto della NdA avevamo presentato una mozione nello scorso mese di marzo (bocciata) con cui invitavamo “i membri di parte regionale della Commissione paritetica ad operare affinché la competenza della Regione di disciplinare con propria legge le procedure e modalità per il rilascio delle concessioni sia piena e ampia, senza clausole e griglie restrittive che vanificherebbero la potestà legislativa che la Regione autonoma può esercitare nel rispetto dei principi fondamentali dell’Unione europea e dell’ordinamento dello Stato”. Il contenuto della NdA secondo noi deve essere semplicissimo: trasferimento della competenza legislativa alla Regione. E poi sarà la Regione a fare la legge di disciplina delle concessioni tenendo conto della normativa italiana ed europea, ma l’autonomia legislativa non deve essere condizionata in partenza. Il Presidente Testolin ci ha detto che ha avuto comunicazione via mail da parte del Prof. Marini presidente della Paritetica che il testo della NdA è stato infine approvato dalla stessa, in data 30 settembre 2024. A noi però non risulta che sia così, ma che l’argomento è all’ordine del giorno della Paritetica l’8 ottobre. E quindi? Si dà per approvato un atto prima che lo sia, forse per mettere a tacere le richieste e le sollecitazioni?! Si tratta in ogni caso di un atto importante che però sarebbe solo il primo di un iter che prevede l’esame dapprima del Consiglio regionale e poi del Governo. Aspettiamo di sapere in che data effettiva la Paritetica ha infine varato la bozza di NdA e soprattutto aspettiamo di avere il testo in mano per poterlo valutare. Siamo comunque contente che infine un testo arrivi all’esame del Consiglio regionale e lo siamo ancor di più dopo aver notato che nel Defr di quest’anno c’è una totale sottovalutazione della questione NdA. Abbiamo poi preso atto che in 6 mesi la Commissione si è riunita solo due volte e che nulla ci è stato detto sul contenuto di tale bozza di Norma. Questa sarà una bella discussione da fare e si vedrà su questo tema chi è autonomista a parole e chi lo è nei fatti.
Interpellanza: riduzione delle differenze retributive degli insegnanti che non hanno ricorso contro la Regione (Erika)
Erika è tornata a parlare della decisione del Giudice del Lavoro relativa al diritto al riconoscimento delle differenze retributive per sapere se è stata fatta una stima dei potenziali insegnanti interessati e dei costi a carico dell’amministrazione e come la Regione intende ristabilire equità e giustizia retributiva sanando anche le differenze retributive delle insegnanti e degli insegnanti che non hanno ricorso contro l’Amministrazione o se si aspetta un ricorso collettivo da parte dei lavoratori. L’assessore Guichardaz nella risposta ha evidenziato di non avere ad oggi un’idea dei docenti potenzialmente interessati, ma ha convocato i sindacati per trovare una soluzione. Erika ha fatto notare che per evitare una corsa al ricorso bisogna dare garanzie ai docenti.
Interpellanza: problematiche delle procedure per la fruizione del “bonus docenti” (Chiara)
Con questa interpellanza abbiamo nuovamente affrontato la questione del bonus docenti da 500 euro per la formazione. “In Valle non si utilizza lo stesso sistema del resto del Paese, ma è stata attivata una piattaforma regionale da utilizzare per la procedura di rendicontazione – ha ricordato Chiara -. Più volte sono stati evidenziati i limiti e le criticità di questo strumento che continua a dimostrare una scarsa efficienza, con tempi interminabili di inserimento dei dati degli scontrini e di altri giustificativi di spesa. Viste le continue e diffuse segnalazioni da parte di docenti e personale esasperati, chiediamo se vi sia l’intenzione di affrontare in modo più incisivo la problematica per assicurare agli insegnanti valdostani le stesse condizioni e opportunità che sul territorio nazionale hanno i loro colleghi per la fruizione del bonus docenti.» L’Assessore Guichardaz ha risposto facendo una lunghissima spiegazione di come funzioni la piattaforma regionale e sottolineando come la Regione abbia cercato di migliorarla, ripetendo per l’ennesima volta quanto detto dal suo predecessore Caveri nel 2021 e nel 2022. Il problema però non è legato ad una difficoltà informatica ma ai tempi assurdi richiesti dalla compilazione del modulo per avere il rimborso. Chiara si è quindi detta sconfortata «nell’ascoltare quanto ci è già stato risposto più volte e in più occasioni. Non neghiamo che la Regione si sia attivata per la soluzione delle criticità legate all’aspetto comunicativo. Il problema però è un altro: è legato alla procedura, esageratamente lenta, lunga e farraginosa. Non servono a molto in questo senso i tutorial – e ci sarà un motivo se durano dieci minuti l’uno! Bisogna rivedere l’intero sistema: è quello che non funziona. Prendete atto che questa piattaforma non va bene; la Regione ha fatto un errore con la legge 18/2016? Sì! E allora si deve rimediare. Ma perché perseverare su questa via?»
Interpellanza: motivazioni dell’abbandono del periodo unico e della mancata attivazione all’Università della Valle d’Aosta di corsi per l’abilitazione degli insegnanti (Erika)
Erika ha riportato il tema dell’avvio dell’anno scolastico 2024-2025 viste le mancate risposte nel Consiglio precedente e ha voluto conoscere la motivazione e l’indicazione fornita dalla Sovraintendenza agli studi rispetto all’abbandono del “periodo unico” (che prevede la soppressione della valutazione degli studenti tri/quadrimestrale); le motivazioni dei decreti di rettifica riguardanti la “mobilità docenti” rispetto alle utilizzazioni ottenute senza essere presenti nell’elenco dei convocati. E ancora: perché l’Università della Valle d’Aosta non ha attivato alcun corso per i docenti per il conseguimento dell’abilitazione? L’Assessore Jean-Pierre Guichardaz, ha specificato che “a fine settembre è stato approvato il disegno di legge in materia di valutazione degli studenti che prevede periodo, ora in attesa dell’ordinanza ministeriale sulle modalità di valutazione. Nel frattempo, i Collegi dei docenti, nell’ambito della loro autonomia organizzativa, amministrativa e didattica, non hanno più adottato la sperimentazione del “periodo unico”, deliberando la scansione temporale più rispondente alla realtà degli studenti (ad es. quadrimestre, trimestre…).” In merito alla “mobilità docenti”, l’Assessore ha fatto presente che i decreti di rettifica «fanno riferimento a due casi completamente diversi: nel primo caso, vi è stato un errore nell’indirizzo di ricezione della domanda; nel secondo, che riguarda un posto di sostegno, al termine della procedura, su un posto rimasto disponibile, si è ritenuto opportuno confermare nell’utilizzazione il precedente docente.» Sulla formazione dei docenti, l’Assessore ha ricordato che «a ottobre 2023, a fronte della complessità organizzativa dei percorsi e delle risorse a disposizione, l’Università della Valle d’Aosta ha valutato quale unica soluzione percorribile per contribuire alle nuove modalità di formazione degli insegnanti la costituzione di un centro per l’erogazione dei percorsi in forma aggregata. Per il 2024-2025, il Ministero non ha ancora fornito indicazioni in merito all’attivazione di percorsi di formazione, ma si assicura l’impegno dell’UniVdA a richiedere una riserva di posti a favore di candidati residenti in Valle nell’ambito dei percorsi Cifis nonché a valutare l’eventuale erogazione di parte delle attività formative presso l’ateneo.» Erika ha replicato dicendo che «Siamo più realisti del re e più a destra del Ministro Valditara. Prima ancora che ci fosse il decreto e l’ordinanza circa la definizione di nuove indicazioni, abbiamo già dato le linee da intraprendere. Ha senso smantellare un sistema che da due anni avevamo messo in piedi in via sperimentale senza neanche verificare se abbia funzionato o meno? Sui percorsi di formazione, capiamo le difficoltà dell’Università nel metterli in piedi, ma ci auguriamo che per il prossimo anno scolastico ci sia una presa di coscienza per permettere ai docenti di lavorare in tranquillità. Sui due casi riguardanti i decreti di rettifica, torneremo e invitiamo l’Assessore ad approfondire perché quanto è avvenuto è gravissimo. Docenti che hanno sbagliato indirizzo mail o che addirittura non hanno compilato la domanda hanno ottenuto l’utilizzazione. Nel tempo gli errori si sono pagati con la cancellazione dalle graduatorie o lo spostamento dalla propria sede. Questo precedente è grave e se si invoca la continuità didattica, questa dovrà essere per tutti gli insegnanti e non solo per alcuni. Faremo ulteriori approfondimenti.»
Interpellanza: revisione della normativa regionale sulle locazioni brevi per finalità turistiche (Erika)
Erika è tornata a chiedere i tempi e i modi con cui la Regione intende trasferire nella BDSR tutti i dati che sono già presenti sulle piattaforme regionali, lo stato dell’arte della rete di assistenza che la Regione sta costruendo e che verrà affiancata a quella statale per fornire a ciascun titolare di strutture turistico-ricettive e di alloggi ad uso turistico specifiche istruzioni per le operazioni di acquisizione del CIN; se conferma quanto dichiarato in risposta all’interpellanza del mio gruppo n. 3607 dell’8 maggio 2024 rispetto alle misure di sicurezza (estintori ed altri dispositivi), ovvero che sono prescritte esclusivamente per gli alloggi a uso turistico gestiti in forma di impresa e le valutazioni e le modifiche che si intendono apportare alla normativa regionale di settore. L’assessore Grosjacques ha fatto sapere che i dati sono stati trasferiti a settembre ad eccezione degli alloggi di proprietà dei cittadini stranieri a cui non era stato chiesto il codice fiscale necessario per il passaggio. Rispetto alla rete l’assessorato ha ricevuto molte chiamate evase con gradimento da parte dei locatari. Estintori e altri dispositivi vanno messi in tutte le abitazioni per locazioni brevi, quelli in forma di impresa hanno anche ulteriori adempimenti. Le modifiche alla legge invece si stanno affrontando con le associazioni di categoria. Erika ha fatto notare come ancora una volta siamo in ritardo e l’assessorato abbia dato informazioni confuse. Per avere il CIN da tempo si sapeva di estintori e altri misure, ma non si è detto nulla, ora chi prova a chiedere il codice invece deve dichiarare di avere adempiuto ed il problema non è solo l’acquisto, ma il controllo periodico di questi dispositivi. Si continua poi a parlare di associazioni di categoria, ma non si capisce chi siano. Se si intende ADAVA, questa non rappresenta assolutamente i proprietari di alloggi per locazioni brevi che non lo fanno in forma d’impresa.
Mozione: solidarietà nei confronti della Presidente della Regione Sardegna e della sua azione di tutela del territorio dell’isola (Chiara, Erika)
L’Aula ha respinto, con 9 voti contrari (Lega VdA, FI), 23 astensioni (UV, FP-PD, PlA, SA, RV) e 2 voti a favore (i nostri), la mozione che chiedeva al Consiglio regionale di esprimere ferma disapprovazione per il mancato rispetto da parte del Governo italiano delle procedure di esame di atti rilevanti adottati da una Regione a Statuto speciale, nonché la solidarietà nei confronti della Presidente della Regione Sardegna e della sua azione di tutela del territorio dell’isola. Chiara ha ricordato che «lo scorso mese di luglio il Consiglio regionale sardo ha approvato una legge che prevede una sospensione di 18 mesi per le autorizzazioni e realizzazioni di campi eolici e fotovoltaici di cui non fossero già iniziati i lavori di costruzione. Il Consiglio dei Ministri ha impugnato la norma davanti alla Corte costituzionale, cosa che, secondo la Presidente Alessandra Todde, è in piena violazione dello Statuto speciale sardo che, così come quello valdostano, prevede la partecipazione del Presidente della Regione al Consiglio dei Ministri quando sono trattate questioni di rilevante interesse regionale. È fondamentale una presa di posizione della nostra Regione sul punto: è una questione che riguarda anche la nostra autonomia. Tra l’altro è bene ricordare che l’on. Lussu, sardo, fu relatore del nostro Statuto e grande difensore della nostra specialità, e tenerlo presente in questo frangente sarebbe un buon modo per ricordare il debito che abbiamo nei suoi confronti.» «A memoria degli Uffici regionali, non risulta che il Presidente della Regione sia mai stato chiamato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri nelle situazioni rappresentate dalla Consigliera – ha detto Testolin –Ci asterremo su questa iniziativa, confidando che se i presupposti, sui quali la Regione Sardegna e la sua Presidente hanno voluto intraprendere un percorso, sono fondati, sicuramente avranno delle risposte positive per il loro territorio. Qualora, invece, come è successo anche a noi recentemente, queste convinzioni dovessero scontrarsi con una situazione diversa, la Sardegna dovrà procedere in maniera alternativa.». Si è quindi opposta la Lega, cosa comprensibile visto che a Roma sostiene il Governo Meloni, ma si sono opposti anche gli “autonomisti” a corrente alternata di Union Valdôtaine e Rassemblement Valdôtain. Un minimo di rispetto verso la storia e la realtà di una Regione che rivendica la sua autonoma decisione avrebbe dovuto portare ad un atteggiamento diverso. Che dire poi del silenzio dei consiglieri del gruppo Pd? Nella discussione della mozione sono intervenuti consiglieri della Lega, di Rassemblement Valdôtain e dell’Union Valdôtaine, ma nessuno del Gruppo Pd. Guichardaz JP, Malacrinò, Cretier, Padovani e Bertin nemmeno questa volta hanno avuto il coraggio di dissociarsi dall’Union e di esprimere solidarietà alla Presidente e alla Giunta di centrosinistra (in cui il PD esprime degli Assessori) che governa la Sardegna.
Mozione: Impegno, attraverso i rappresentanti valdostani in Parlamento, a ripristinare le agevolazioni Iva sul pellet (Chiara, Erika) RINVIATA
Mozione: Azioni di sensibilizzazione rivolte ai giovani neo maggiorenni per promuovere una cultura del rispetto delle donne (Chiara, Erika) RINVIATA
Mozione: Audizioni in Commissione dei responsabili tecnici e politici della Regione Piemonte sul progetto di raddoppio della tratta ferroviaria Ivrea/Chivasso (Chiara, Erika) RINVIATA
Mozione: Presentazione in quinta Commissione consiliare della verifica sulla compatibilità tecnico-progettuale ed economica del progetto di ampliamento dell’ospedale Parini (Erika, Chiara) RINVIATA
Mozione: Impegno a riferire in quinta Commissione sulla riattivazione del servizio “Vivere in Valle d’Aosta” (Erika, Chiara) RINVIATA