Il Consiglio di fine maggio si è aperto con la annuale sessione europea, come previsto dalla normativa, che aveva all’ordine del giorno la Relazione sulle attività svolte dalla Regione nell’anno 2023 per l’attuazione delle politiche promosse dall’Unione europea e in materia di rapporti internazionali. Chiara ha esaminato tale Relazione e nel suo intervento ha formulato varie considerazioni. La Relazione contiene informazioni interessanti ma, nella sua articolazione e nei suoi contenuti, poco soddisfa l’obiettivo che dovrebbe avere, cioè l’attuazione delle politiche promosse dall’Unione europee a livello regionale. Quindi l’impostazione che si dovrebbe seguire è quella di partire proprio dalle scelte politiche dell’UE, quali si esplicitano attraverso le Direttive e altri atti di indirizzo, e valutare in che misura trovano applicazione nelle politiche attuate dalla Regione Autonoma. Faccio degli esempi. In materia ambientale secondo noi bisognerebbe partire dalla Direttiva Habitat per la conservazione del patrimonio naturale e vedere, anno dopo anno, come procede la sua applicazione sul territorio regionale. In campo energetico bisognerebbe partire dalla Direttiva REPowerUe e vedere come si declina in VdA la ricerca di indipendenza e autonomia energetica. Rispetto alla Direttiva Red II per la promozione dell’uso di energia rinnovabile anche tramite le Cer, vedere come si sta procedendo su questo tema in VdA. Ed invece queste importanti Direttive, e altre, non sono neppure citate nella Relazione che oggi esaminiamo. La Relazione più che una analisi di come si applicano in Vda le politiche europee è un elenco di come vengono utilizzate le risorse che provengono da fondi europei, che è interessante ma non è a nostro avviso la parte da privilegiare. Chiara è quindi entrata nello specifico dei vari capitoli e ha evidenziato i punti su cui non c’è stato un monitoraggio puntuale dell’attuazione delle direttive europee.

Erika ricondividendo parte dell’intervento di Chiara, visto che tutti gli interventi erano entrati poco nel merito della relazione, ma si erano prodigati a parlare dell’idea di Europa, ha evidenziato l’attualità della visione federale di Europa proposta di Altiero Spinelli ed è entrata nel dibattito, dalla piega anti-europeista avanzato dalla Lega, ricordando l’ultimo voto contrario dell’Italia al testo UE sui diritti della comunità LGBTQIA+ che ci equipara all’Ungheria di Orban, il voto di alcuni partiti rispetto all’inserimento del diritto dell’aborto nella carta dei diritti fondamentali dell’unione europea o la posizione del ministro giorgetti all’ecofin sulla direttiva casa green, anche qui solo Italia e Ungheria…

 

Il Consiglio è poi proseguito in sessione ordinaria. Il nostro gruppo aveva depositato 13 iniziative: 1 question time, 5 interrogazioni, 5 interpellanze, 2 mozioni.

Interrogazione a risposta immediata: Motivazioni relative alla creazione della Fondazione Gran Becca e al suo probabile scioglimento (Erika, Chiara)

Erika ha chiesto notizie sulla Fondazione Gran Becca, costituita nel 2022 dal Comune di Valtournenche per l’organizzazione di eventi paralleli alla Coppa del Mondo “Matterhorn Cervino Speed Opening”. Sottolineando che un dipendente dell’Ufficio turistico di Valtournenche è stato distaccato a supporto del team organizzativo e che per due anni consecutivi le gare non si sono svolte, ha chiesto di conoscere le valutazioni che hanno portato alla creazione e, oggi, allo scioglimento della Fondazione Gran Becca. L’Assessore al turismo Grosjacques ha ricordato che la Fondazione è stata avviata dal Consiglio comunale di Valtournenche e la Regione non ha partecipato alla sua costituzione, non ha membri nel Consiglio di amministrazione e non ha mai finanziato l’ente. Riguardo al personale distaccato, l’Assessore ha riferito che due persone dell’Ufficio turistico si sono alternate esclusivamente durante le cerimonie di inaugurazione. Ha quindi ricordato che la decisione di sciogliere la Fondazione è stata unanime da parte del Consiglio comunale di Valtournenche e che, come detto in quella sede dalla Sindaca, tale decisione era stata presa dalla giunta precedente e maturata negli anni scorsi in considerazione dei costi di gestione elevati e non in conseguenza della decisione di Fisi di cancellare dal prossimo calendario di Coppa del Mondo la manifestazione. Erika ha ricordato tutte le perplessità espresse su questa Fondazione e quindi l’unanimità nasce anche da chi tale ente non lo voleva dall’inizio, ritenendo che nuovi scatoloni non fossero necessari. Non si può quindi scaricare sulle amministrazioni precedenti quando la stessa Sindaca faceva parte di quella giunta. Si è continuato ad andare avanti per due anni con scelte che non sono state condotte con oculatezza: ora, sulle croste rimarranno gadget comprati per gare mai svolte oltre ad una decisione sbagliata fatta e perdurata nel tempo.

 

Interrogazione: Informazioni sulla procedura di nomina del Consiglio di amministrazione di Cva Eos srl (Chiara)

Considerato che non risultano chiare le modalità di nomina del CdA della soc. CVA Eos, controllata di CVA, e non ci sono nei documenti pubblicati sul sito della società e nelle delibere regionali tracce di tale nomina e dei relativi emolumenti all’Amministratore delegato, il dottor Argirò, abbiamo chiesto se la nomina del CdA CVA Eos è avvenuta secondo la procedura prevista dalla legge regionale n. 20 del 2016 e se l’Amministratore delegato percepisce un compenso aggiuntivo a quello di Ad di CVA Spa e, nel caso, qual è il suo ammontare annuo. Il Presidente Testolin ha risposto che per quanto riguarda il compenso dell’Ad di CVA (50 mila euro onnicomprensivi) è poco congruo rispetto all’impegno dalle responsabilità connesse alla carica (Chiara su questo ha convenuto); era stato a suo tempo determinato tenendo conto di quanto previsto dal dgls 175 del 2016, il testo unico sulle società pubbliche, ancorato a parametri del 2013, che non è più stato aggiornato. Per quanto riguarda la trasparenza, a seguito dell’entrata in vigore della legge 91/2022 CVA è considerata società quotata. E pertanto a CVA e alle società da essa controllate si applicano le norme del Tusp. Di conseguenza non trova applicazione la disciplina sugli emolumenti prevista dal Tusp stesso. Il comma 1 bis dell’articolo 1 della legge regionale 20 del 2016 prevede che le disposizioni di cui alla presente legge non si applicano alla società controllata Aosta Factor Spa né Compagnia valdostana delle acque e alle sue controllate, ad eccezione degli articoli specificatamente indicati. Conseguentemente a CVA e a CVA EOS non si applica l’articolo 3 cioè la disciplina dei compensi dei rimborsi della l.r. 20/2016. Chiara ha replicato che proprio il comma 1 bis prevede invece che i procedimenti di nomina dei CdA di queste società, come delle altre, avvengono da parte di Finaosta, su designazione della Giunta, e di questa procedura non vi è traccia. Sul compenso aggiuntivo di Argirò Ad di CVA Eos, oltre a quello per CVA spa, ha detto che ammonta a 300 mila euro annui. La deliberazione è dell’assemblea dei soci di CVA Eos del 28 giugno 2023. Chiara ha rilevato l’assenza di documentazione riguardo sia alla nomina, che non è quindi avvenuta seguendo le procedure previste dalla legge, sia l’anomalia per cui l’Ad di una società controllata percepisca uno stipendio 6 volte maggiore di quello dell’Ad della società madre. Sulla vicenda approfondiremo.

 

Interrogazione: progetti finanziati dal Fondo asilo, migrazione e integrazione 2021-2027 (Erika, Chiara)

Erika ha chiesto nuovamente informazioni sui fondi FAMI e sullo sportello “Vivere in Valle” dedicato agli stranieri. Rispetto agli “interventi di rafforzamento dell’integrazione scolastica di alunni e studenti di paesi terzi 2023-2026” deliberati nell’ottobre 2023, dalla graduatoria pubblicata dal Ministero la Regione autonoma Valle d’Aosta non risulta beneficiaria del finanziamento e sono in corso delle interlocuzioni per avere chiarimenti e rivalutare l’ammissibilità della proposta progettuale presentata. Sono state inoltre depositate le seguenti proposte progettuali:

  • per supporto al miglioramento della governance multilivello per l’integrazione dei migranti; valorizzazione, messa in trasparenza e sviluppo delle competenze, realizzazione individuale, socializzazione e partecipazione; promozione della partecipazione attiva dei cittadini migranti alla vita economica, sociale e culturale (DGR 367/2024) per un importo di 000,00 euro.
  • per formazione linguistica – “Piani regionali per la formazione civico linguistica dei cittadini di Paesi terzi 2023-2026” dall’importo pari ad euro 235.500,88.
  • per Capacity building, qualificazione e rafforzamento degli uffici pubblici – “Qualificazione e rafforzamento dei servizi pubblici a supporto dei cittadini di paesi terzi pari ad euro 128.344,00.

Lo sportello “Vivere in Valle d’Aosta”, è in fase di riattivazione, in attesa che allo stesso sia data continuità con i nuovi fondi regionali dedicati e, a tal fine, sarà elaborata una gara per affidare il servizio attingendo dagli stessi. A partire da gennaio 2024 sono stati previsti complessivi 600.000,00 euro nel triennio 2024/2026. Erika in replica ha evidenziato di non aver compreso i motivi dell’esclusione dalla graduatoria visto che il finanziamento era previsto, mentre sullo sportello “Vivere in Valle d’Aosta” è poco chiaro come da gennaio abbia uno stanziamento di 200.000 euro, ma il servizio ad oggi non c’è.

 

Interrogazione: risultanze della prima parte dello studio dell’Università della Valle d’Aosta sulle ricadute della chiusura del tunnel del Monte Bianco (Chiara)

Avevamo già presentato delle iniziative per sottolineare l’importanza di effettuare monitoraggi e studi sulle ricadute economiche e ambientali della chiusura del Tunnel del Monte Bianco. Il Presidente ci aveva comunicato che a settembre l’Università della Valle d’Aosta aveva avviato uno studio sulle ricadute economiche e che ci sarebbe stata una prima restituzione dei risultati entro sei mesi dall’avvio, a marzo. Abbiamo quindi chiesto conto di tali studi. Anche per gli aspetti ambientali i dati raccolti dalle due stazioni di rilevamento (a Courmayeur in località Entrèves e, sul versante francese, in località Les Bossons) dovrebbero essere pronti, ma nulla è stato comunicato. Il Presidente ha risposto che nella riunione del 16 aprile in cui si è fatto il punto sui lavori nel Tunnel si sono date alcune informazioni, ma gli studi sono in fase di validazione, appena disponibili saranno inoltrati al Consiglio. Secondo lui non è corretto anticipare i dati che non sono ancora stati analizzati dettagliatamente. Se vogliamo possiamo chiedere ulteriori informazioni con accesso agli atti, ma non ci vorrà molto tempo. Chiara ha replicato che sono passati due mesi dalla data prevista per la consegna del primo rapporto sulle ricadute economiche, mentre i dati dei rilevamenti ambientali non sarebbero da processare, perché sono immediati. Si è riservata di decidere se chiedere la documentazione ad oggi disponibile.

 

Interrogazione: monitoraggi degli impatti delle nuove misure di inclusione sociale (Erika)

Erika ha chiesto lo stato dell’arte dei monitoraggi annunciati dagli assessori rispetto alle misure di inclusione e i numeri e le criticità riscontrate a seguito delle modifiche normative rispetto al reddito di cittadinanza. L’Assessore Marzi ha risposto per iscritto che il monitoraggio delle nuove misure sostitutive del Reddito di Cittadinanza è in corso. Indubbiamente la platea dei beneficiari è mutata ma, per avere dati qualitativi e quantitativi sull’andamento bisogna aspettare. Oltre alle misure nazionali la Regione ha attivato il progetto RiattivAzioni e la formazione e l’implementazione dello strumento dei PIA. Attualmente le domande di ADI (Assegno di Inclusione) accolte sono n. 322. Le nuove misure, che impattano sull’ISEE, hanno notevoli ripercussioni sui nuclei fragili e questa è la maggiore criticità. Erika ha contestato le tempistiche del monitoraggio. Le 230 domande accolte per l’ADI al 7 marzo 2024, sono diventate 322. Quasi 100 in più in meno di due mesi. Evidentemente le misure messe in campo dalla Regione non sono sufficienti e soprattutto evidenzierei che queste persone devono poter sopravvivere. Come più volte evidenziato in quest’aula aver tolto il bon chauffage e il reddito di inclusione ha aggravato ulteriormente questa situazione.

 

Interrogazione: mutuabilità della cannabis terapeutica (Erika)

Erika ha voluto conoscere lo stato dell’arte rispetto alla mutuabilità della cannabis terapeutica e dell’olio di CBD. Con deliberazione della Giunta regionale n. 618/2016 l’Azienda USL della Valle d’Aosta definiva la rimborsabilità a carico del Servizio Sanitario Regionale (S.S.R.) delle preparazioni magistrali a base di cannabis per uso medico, seguendo le disposizioni statali per l’utilizzo medico delle preparazioni e alla determinazione della tariffa; indicando la cannabis prodotta dallo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze, quale unico soggetto titolato alle forniture. A livello regionale la cannabis a scopo terapeutico è stata fornita in regime di SSR –su prescrizione della Struttura Semplice Dipartimentale Terapia del doloresolo come infiorescenza essiccata ripartita in cartine, da assumere dopo bollitura o per inalazione. La formulazione oleosa non ha potuto concretizzarsi, perché i costi che dovrebbero sostenere le farmacie per produrla supererebbero l’importo del rimborso loro riconosciuto. L’Assessorato e l’Azienda USL hanno attivato un tavolo finalizzato a dare concretezza all’erogazione della cannabis nella formulazione oleosa. Erika ha auspicato che questo ennesimo tavolo dia concretezza a questa richiesta in tempi brevi anche perché l’olio ha concentrazioni maggiori e i derivati terapeutici della cannabis esistono. Non è possibile pensare di non attivarsi perché, sotto il controllo medico, si possano dare tutti gli strumenti per alleviare dolori cronici che non trovano beneficio nei convenzionali antidolorifici.

 

Interpellanza: Stato dell’arte dell’esternalizzazione dei servizi antincendio aeroportuali (Erika)

Erika ha chiesto novità sull’esternalizzazione dei servizi antincendio dell’aeroporto Corrado Gex prevista per tre anni a partire dal 1° luglio 2024, oggi garantita dal Corpo valdostano dei Vigili del fuoco. In particolare, ha chiesto: se l’esternalizzazione dei servizi antincendio aeroportuali sia stata oggetto di incontri con le organizzazioni sindacali; il numero di richieste avanzate nel 2022 e nel 2023 da parte di Avda al Corpo valdostano dei Vigili del fuoco a cui quest’ultimo non ha potuto fornire il servizio; lo stato dell’arte dell’esternalizzazione dei servizi con particolare riferimento al soggetto individuato dal gestore e le procedure adottate per l’individuazione; l’entità della carenza di personale del Corpo dei Vigili del fuoco e come si intenda sopperire alla stessa. Il Presidente della Regione ha riferito che la Giunta, a fine marzo, ha dato mandato ad Avda spa di gestire l’esternalizzazione del servizio antincendio dell’aeroporto Corrado Gex ed è ora in fase di definizione la convenzione integrativa per l’affidamento. La questione di suo non imponeva un confronto con le organizzazioni sindacali, con le quali si è tuttavia, per il momento informalmente, valutata e condivisa l’opportunità di farlo. I dati attestano che nel 2022 si è verificato il mancato soddisfacimento di 4 richieste di servizio per la quarta categoria mentre nel 2023 di 2. Per il Presidente, l’obiettivo dell’esternalizzazione è dettato principalmente da una valutazione sul prosieguo dell’attività dell’aeroporto aumentando le coperture delle categorie più alte, in modo da poter gestire in maniera più lineare i servizi. La legge di stabilità regionale 2024-2026 ha determinato la dotazione organica del Corpo valdostano dei Vigili del fuoco in 232 unità, di cui 2 unità dirigenziali, 207 operativi-tecnici e 23 amministrativi. Per la componente operativa il fabbisogno di personale del Corpo evidenzia carenze complessive per 32 unità, tra cui 16 Vigili del fuoco, 9 capisquadra e 7 capireparto. Il Presidente ha precisato che vi sono attualmente 18 unità che svolgono, tra gli altri compiti, anche il servizio antincendio aeroportuale, che in seconda categoria prevede la contestuale presenza di 3 unità; inoltre, l’attuale operatività H24 dello scalo – che di notte rimane operativo per coprire i servizi sanitari di elisoccorso – comporta un “nucleo” che dovrebbe avere una consistenza di almeno 20 unità che turnano sul servizio in questione. Per il Presidente, il personale attuale del Corpo regionale dei Vigili del fuoco, appena sufficiente allo svolgimento delle mansioni, tiene conto delle necessità previste per un aeroporto di seconda categoria. Per l’esercizio dell’aeroporto in quinta e sesta categoria è necessario un numero ben maggiore di risorse da dedicare a questo servizio (rispettivamente 11 unità compresenti per turno e 60 complessive e 12 unità compresenti e 72 complessive). Per sopperire alla generale carenza di personale, indipendentemente dalla questione dell’aeroporto, e ritenendo essenziale prevedere quanto prima una procedura concorsuale per l’assunzione di nuovi Vigili del fuoco, il Presidente ha detto che è stato formalmente interessato il Dipartimento nazionale dei Vigili del fuoco al fine di verificare, nell’ambito delle collaborazioni già attive, la disponibilità in via eccezionale a svolgere gli accertamenti di idoneità psico-fisica e attitudinale e le prove concorsuali nell’ambito delle prossime procedure concorsuali ovvero attivando una procedura dedicata, mantenendo in regione l’accertamento preliminare della conoscenza della lingua francese. Erika si è detta profondamente contraria sulla scelta di esternalizzare, soprattutto in virtù della vocazione dell’aeroporto quale centro per l’elisoccorso e sede di attività di protezione civile, evidenziando fra l’altro come questo sia avvenuto in assenza di un confronto con le organizzazioni sindacali rispetto a questa decisione, come rimarcato da Conapo, sindacato maggiormente rappresentativo del Corpo. È strano poi che in assenza della definizione dell’affidamento del servizio vi sia già una società che ha ricercato addetti per il servizio antincendio al Gex. Il gruppo ha ricordato che del problema del fabbisogno necessario per portare avanti questo servizio, se ne parla dal 2022: non molto tempo fa c’era una graduatoria da cui si sono pescati dei Vigili del fuoco, ma non tutti gli idonei sono stati assunti, nonostante vi sia una carenza attuale di 32 unità solo per l’ordinario e prima che il personale venga inserito nella dotazione organica ci passa un anno. Abbiamo infine regionalizzato il Corpo dei Vigili del fuoco per poi dover chiedere a Roma di fare i concorsi anche per noi, rinunciando, ancora una volta, alle prerogative della Valle d’Aosta.

 

Interpellanza: indicazioni alla società Cva Energie al fine di acquisire gran parte della clientela valdostana del mercato tutelato (Chiara)

Questa interpellanza affrontava il tema delle bollette di coloro che sono ancora nel mercato tutelato e che, entro fine giugno, dovranno scegliere un operatore del mercato libero, fatta eccezione per i clienti cosiddetti “vulnerabili” per cui ci sarà una prosecuzione del “servizio di maggior tutela” (ad esempio chi ha un’età superiore a 75 anni; chi si trova in condizioni economicamente svantaggiate; i soggetti con disabilità ai sensi dell’articolo 3 della legge 104/92). Gli attuali utenti valdostani nel mercato tutelato che non hanno fatto la scelta verranno direttamente assegnati all’Enel cioè alla società che ha vinto l’asta per l’area omogenea che comprende la Valle d’Aosta. Gara a cui Cva non ha partecipato. Si tratta di una clientela ampia ed è nell’interesse della Regione che la Cva, società interamente di proprietà regionale acquisisca il maggior numero possibile di utenti che escono dal mercato tutelato per passare a quello libero. Abbiamo quindi chiesto di sapere quanti erano alla fine del 2023 gli utenti domestici valdostani del mercato tutelato; quanti di essi nel corso dei primi quattro mesi del 2024 hanno scelto un operatore del mercato libero e di questi quanti hanno preferito Cva Energie; infine quali indicazioni sono state date o si intendono dare a Cva in modo che la società pubblica di proprietà della Regione riesca ad acquisire gran parte della clientela valdostana del mercato tutelato onde evitare che passi all’Enel o ad altro operatore. Il Presidente Testolin ha risposto che al 31/12/2023 i clienti valdostani in servizio di maggior tutela erano 31.625 (non sono disponibili i dati dei vulnerabili). Nei primi 4 mesi del 2024 sono passate a CVA 975 di queste utenze su un totale di 1686 che sono passati al mercato libero. Ha poi ripetuto ancora una volta che CVA e le società del gruppo non sono soggette all’attività di direzione e coordinamento da parte della Regione. Ha infine ribadito che le attuali offerte di CVA sono più vantaggiose non solo rispetto alle condizioni economiche applicate ai clienti in maggior tutela, ma anche rispetto alle condizioni economiche che Arera stima saranno applicate ai clienti domestici non vulnerabili nel servizio a tutele graduali a partire dal 1 luglio 2024. Chiara ha replicato che in 4 mesi sono davvero pochissimi i clienti passati a CVA, ma considerata l’offerta fatta a settembre, che ha aumentato di fatto le bollette rispetto al 2023, non c’è da stupirsi. CVA 7 si è rivelata un boomerang. Ci saremmo aspettati che la metà dei clienti avessero fatto il passaggio ma evidentemente le condizioni non erano attrattive.

 

Interpellanza: informazioni sui dipendenti della Società dei servizi impiegati negli istituti scolastici (Erika, Chiara)

Erika è tornata sull’impiego degli operatori di sostegno durante l’estate e il loro contratto chiedendo se l’assessore condivide le linee del governo nazionale rispetto al Piano Estate; quali istituzioni scolastiche hanno attivato progetti strutturati e convenzioni riferiti a fondi PNRR e PON riportati nelle premesse e se in questi progetti si è prevista anche la presenza degli operatori di sostegno; quali sono le valutazioni in corso rispetto all’inizio dell’anno scolastico 2024/2025 per garantire il reimpiego dei lavoratori attualmente in servizio presso la Società dei Servizi e definire con anticipo il periodo lavorativo (inizio 1° settembre 2024) e le tipologie di contratto. L’assessore Guichardaz ha detto di essere favorevole al Piano estate del Ministro Valditara, ma ha evidenziato l’autonomia scolastica delle istituzioni. Ha poi fatto il lungo elenco delle scuole che hanno attivato progetti strutturali con i fondi PNRR evidenziando che solo in due casi si chiede la partecipazione degli operatori. Rispetto ai contratti questi partiranno anche per l’anno 2024/2025 dal 1° settembre, ma la valutazione delle tipologie deve essere ancora fatta. Erika nella replica ha invece espresso notevoli perplessità rispetto al Piano estate e al prolungamento dell’attività dei docenti. Altra cosa invece è quella di pensare a stipulare convenzioni per impiegare anche gli operatori a tempo indeterminato durante il periodo estivo evitando loro di perdere due mesi di stipendio. Anche rispetto ai contratti viste le esigenze sembra assurdo non poter già aumentare le ore contrattuali. Si continua a non voler affrontare i problemi di questi lavoratori che sempre più spesso si licenziano per trovare stabilità.

 

Interpellanza: previsione di interventi di efficientamento energetico della caserma forestale di Pont-Saint-Martin (Chiara)

Avevamo già presentato una interpellanza sulle intenzioni circa i lavori di efficientamento delle caserme forestali presenti sul territorio regionale. E avevamo portato ad esempio la caserma di Pont-Saint-Martin, per cui anni fa si era addirittura ipotizzato l’abbattimento e la ricostruzione, che ha un impianto a metano su cui ci sono delle criticità e che potrebbe essere sostituito con un impianto alimentato da pannelli solari, vista l’ampiezza e l’esposizione del tetto. Ora abbiamo appreso che nella citata caserma ci sono stati alcuni cedimenti nelle lose del tetto, con il transennamento dell’area circostante, lo spostamento dell’accesso ad alcuni uffici situati al piano terra e il divieto di utilizzo dei balconi da parte degli inquilini. Ovviamente ci sono già stati dei lavori urgenti per tamponare la situazione, ma si dovrà procedere al rifacimento del tetto e ad altre opere strutturali che consentano di rendere sicuro l’edificio. Noi riteniamo logico e auspicabile che si prevedano anche i lavori di efficientamento energetico, attraverso il posizionamento di pannelli fotovoltaici. Abbiamo quindi chiesto informazioni sulla situazione attuale e sulle intenzioni della Regione per il tetto e l’efficientamento energetico. L’Assessore Carrel ha confermato quanto evidenziato, ha relazionato sugli interventi di somma urgenza, che non contemplano tale efficientamento, e ha detto che su questo occorrerà fare una riflessione più approfondita, considerato che il tetto ha una ampiezza di 730 mq ed è un’opera molto costosa. Chiara ha replicato che di questo edificio e della sua ristrutturazione si parla da oltre 20 anni, è ora di prendere delle decisioni.

 

Interpellanza: soluzioni adottate a seguito delle segnalazioni di infiltrazioni d’acqua in alcuni edifici scolastici (Erika)

Erika è tornata sul tema delle infiltrazioni d’acqua nelle scuole dopo le piogge di aprile e maggio. L’assessore Sapinet ha evidenziato che sono arrivate segnalazioni dal Gex e dal Regina Maria Adelaide su cui si sta intervenendo. Erika ha ricordato che delle stesse perdite si parlava nel novembre 2023, evidentemente gli interventi non sono stati risolutivi. Manca poi la segnalazione del Liceo Musicale su cui faremo approfondimenti. Stupisce poi che le scuole che hanno problemi sono quelle costruite da meno tempo. Forse qualche domanda bisognerebbe porsela.

 

Mozione: Impegno a inserire nel Piano regionale faunistico venatorio l’obbligo dell’abbandono progressivo del munizionamento al piombo (Chiara, Erika)

A febbraio avevamo portato all’attenzione del Consiglio la problematica del saturnismo, vale a dire l’avvelenamento da piombo, che riguarda vari animali selvatici e può essere provocato anche dal consumo di selvaggina contaminata da frammenti o pallini di piombo. I dati che avevo evidenziato in quella occasione e che ripeto brevemente ci dicono che ogni anno, a causa di tali impieghi, vengano disperse nell’ambiente dell’UE circa 44.000 tonnellate di piombo. Di queste il 57% provenienti dagli sport di tiro, il 32% dalla caccia e l’11% dalle attività di pesca. Inoltre l’accumulo di piombo nel sedimento rappresenta un rischio concreto di contaminazione per la falda acquifera. Già a partire dal 2012, nel calendario venatorio regionale è stato reso obbligatorio l’utilizzo di proiettili atossici per l’abbattimento di animali destinati alla commercializzazione, con la richiesta di privilegiare l’uso di tali munizioni senza piombo in tutti gli altri casi. Inoltre nella stagione venatoria 2023-2024 è stato reso obbligatorio l’utilizzo dei proiettili atossici all’interno dei siti Natura 2000 aperti al prelievo venatorio presenti sul territorio regionale, pur non essendo state previste contestualmente norme sanzionatorie in caso di mancato rispetto di tale obbligo, cosa che di fatto, secondo noi, rende poco efficace la prescrizione. Per la caccia negli altri siti c’è una chiara raccomandazione a privilegiare altre munizioni, certamente dettata dalla consapevolezza da parte di molti che il problema esiste e va affrontato, ma secondo noi con maggiore decisione e incisività. E la considerazione dell’assessore, secondo cui i cacciatori vanno accompagnati in un percorso di abbandono delle munizioni al piombo è positiva ma poco concreta. Per questo abbiamo chiesto al Consiglio regionale di impegnare il Governo a inserire nel Piano regionale faunistico venatorio, attualmente in fase di revisione, l’obbligo dell’abbandono progressivo del munizionamento al piombo per tutte le tipologie di abbattimento della fauna, individuando un congruo termine temporale e i relativi step cronologici per le varie specie cacciabili. L’Assessore ha risposto che il Piano è quasi concluso e presto arriverà in commissione, per cui della questione si potrà discutere in quella sede, quindi ha chiesto il ritiro della mozione. Chiara ha replicato che l’impegno era volto ad accelerare i tempi e permettere di prendere una prima decisione chiara e precisa. Non ha ritirato l’iniziativa, che è stata respinta.

 

Mozione: Impegno a non coinvolgere soggetti del Terzo settore nell’organizzazione dei servizi dei consultori previsti dalla legge sull’interruzione volontaria di gravidanza (Erika, Chiara)

Erika ha presentato una mozione che chiedeva alla Regione di non avvalersi nell’organizzazione dei servizi consultoriali previsti dalla legge 194/1978 del coinvolgimento di soggetti del Terzo settore che abbiano una qualificata esperienza nel sostegno alla maternità, alla luce dell’emendamento al decreto “Pnrr-quater” da poco approvato. A sorpresa, a discussione avviata, i gruppi di maggioranza hanno presentato una risoluzione sulla mozione che impegnava il Governo regionale a mantenere l’attuale assetto organizzativo dei servizi dei consultori, che non prevede il coinvolgimento di soggetti del Terzo settore che abbiano una qualificata esperienza nel sostegno alla maternità. L’Assemblea ha approvato, con 19 voti a favore (UV, FP-PD, AV-VdAU, PlA, PCP), 7 astensioni (RV, FI, GM) e la non partecipazione al voto del gruppo Lega VdA, la risoluzione, mentre ha respinto, con il solo nostro voto favorevole e l’astensione degli altri gruppi, la mozione. Uno spettacolo indegno ancora una volta da parte di questa maggioranza e soprattutto dei 5 FP-PD a cui è seguito questo nostro comunicato.

Bandierine, strumentalizzazioni e scarso rispetto dei diritti delle donne.

Oggi in Consiglio regionale si è discussa una nostra mozione, volta ad impegnare la Regione a non avvalersi della facoltà prevista dal noto emendamento al PNRR relativo al coinvolgimento di associazioni con una “qualificata esperienza nel sostegno della maternità” nei consultori per l’iter dell’interruzione volontaria di gravidanza. La mozione ha ottenuto solo i nostri due voti. Mentre si stava discutendo il testo, il cui contenuto era noto da almeno 10 giorni, alle 12.55 – dopo aver ottenuto la disponibilità a proseguire l’oltre l’orario della seduta mattutina e terminare così l’ordine del giorno del Consiglio – la maggioranza ha depositato una risoluzione sullo stesso tema, senza peraltro nemmeno illustrarne le motivazioni. Considerata l’importanza dell’argomento ci saremmo aspettate una proposta emendativa o comunque almeno una comunicazione.

Si è invece preferito, ancora una volta, rifiutare un confronto nel merito di una nostra proposta adducendo motivazioni pretestuose. Infatti l’impegno della risoluzione di maggioranza, pur essendo più confuso e meno puntuale rispetto a quello da noi proposto, in sostanza riconosce la necessità di non prevedere il coinvolgimento delle associazioni sopracitate nei servizi consultoriali, e pertanto lo abbiamo votato.

Tuttavia rileviamo che la volontà di piantare una bandierina da parte di questa maggioranza, che comprende 3 esponenti del PD e 2 “cespugli”, e di sminuire un’impegnativa dai contenuti condivisi da tutte le forze progressiste nazionali, ha prevalso. Ciò ha inoltre permesso una forte strumentalizzazione da parte della Lega che ha depositato 60 risoluzioni a scopo ostruzionistico, dimostrando uno scarso rispetto per i diritti delle donne. Per questo abbiamo deciso di abbandonare l’aula.

Ancora una volta evidenziamo l’incoerenza di questa maggioranza, ed in particolare dei rappresentanti in Consiglio del PD, rispetto a metodi e contenuti seguiti e proposti dalle forze progressiste.

 

Di seguito mozione e risoluzione