Per questa seduta erano all’ordine del giorno 22 nostre iniziative: 2 question time (di cui una già depositata per lo scorso consiglio), 1 interrogazione a risposta scritta, 11 interrogazioni (di cui 5 non discusse nel precedente consiglio), 8 interpellanze (di cui 3 del precedente consiglio).
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA: Eventuale risposta del Governo regionale al Comitato glaciologico italiano (Erika Chiara)
Abbiamo chiesto al Presidente se il comunicato stampa dei gruppi consiliari Union Valdôtaine, Alliance Valdôtaine – VdA Unie, Federalisti Progressisti – Partito Democratico, Stella Alpina, Pour l’Autonomie (datato 2 novembre u.s.) che esprimeva “rammarico per alcune pretestuose polemiche, avanzate da visioni miopi, che sembrano non accorgersi della straordinaria opportunità offerta dal ritorno della Valle d’Aosta nella Coppa del Mondo di sci” e confermano “l’attenzione, la salvaguardia e il rispetto per tutto il territorio regionale” era l’annunciata risposta al Comitato glaciologico italiano e se, conseguentemente, la posizione del Comitato sia effettivamente ritenuta dalla Giunta e dai componenti della maggioranza “pretestuosa e miope”. Il presidente Testolin ricordandoci i grandi investimenti sulla ricerca sui ghiacciai e il grande impegno per cercare a tutti i costi di svolgere la coppa del mondo, non ha risposto alla domanda precisa che avevamo posto. Erika in replica ha quindi evidenziato la scorrettezza del presidente ricordando che è inutile finanziare studi se poi questi non vengono presi in considerazione e si continua a “tirare dritto” come nulla fosse.
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA: Informazioni circa i rapporti tra Stato, Regione, Sitrasb e Sisex inerenti al Traforo (Erika, Chiara)
Un articolo della stampa svizzera segnalava la mancanza di 26 milioni di euro di contributi italiani per i lavori di manutenzione straordinaria. Il gestore svizzero ha dichiarato che, se la situazione non si sblocca, non ci saranno le condizioni per garantire la sicurezza portando all’inevitabile chiusura del traforo. Il Presidente della Società italiana traforo Gran San Bernardo (Sitrasb), società di cui è azionista la Regione per il 63,50%, ha reso dichiarazioni rassicuranti sul punto, ma rimangono alte le preoccupazioni dei fruitori del tunnel e dei sindaci della Vallata del Grande nonché dubbi sull’operato sia della parte politica sia della dirigenza della proprietà. Con questa iniziativa volevamo capire le motivazioni per cui l’Italia, che si era impegnata a partecipare al costo dei lavori, oggi non ha ancora erogato i fondi necessari e onorato l’impegno. Il Presidente della Confederazione elvetica ha ricordato alla Premier Meloni l’importanza di risolvere la questione celermente, questione di cui abbiamo avuto conto in maniera più completa dai cugini svizzeri mentre le dichiarazioni del Governo italiano si sono rivelate generiche e inconsistenti. Abbiamo quindi voluto conoscere i rapporti tra Stato, Regione, Sitrasb e Sisex rispetto al rinnovo della concessione, all’esecuzione e al finanziamento dell’opera al fine di scongiurare la chiusura del tunnel e quale sia stato il ruolo politico della Regione. Il presidente Testolin ha ricordato che la situazione del traforo del Gran San Bernardo nasce dal cedimento di una trave della soffittatura che il 21 settembre 2017 ha determinato la chiusura per circa tre mesi del traforo, poi riaperto a dicembre a seguito degli interventi di messa in sicurezza che, sin da allora, avevano evidenziato l’esigenza di un più generale intervento di rifacimento della soletta di ventilazione. Il finanziamento di questo intervento straordinario, per circa 26 milioni di euro, non è contemplato dalla convenzione di concessione a Sitrasb perché non previsto né prevedibile e la società italiana ha chiesto allo Stato concedente alcune garanzie per poter ammortizzare i nuovi costi, in termini di proroga della concessione, di un finanziamento statale dedicato o di un formale riconoscimento del valore di subentro. La questione è stata affrontata anche in sede di Commissione mista del traforo del Gran San Bernardo (organismo intergovernativo italo-svizzero che cura l’applicazione della Convenzione di Berna del 1958). In questa sede è emerso il sostegno della Commissione mista, e della delegazione italiana in primis, affinché la realizzazione dei lavori da parte della concessionaria svizzera Tunnel du Grand-Saint-Bernard Sa, per la quale Sitrasb dovrà contribuire al 50% dei costi, sia accompagnata da una adeguata proroga della concessione per l’esercizio del traforo, oggi in scadenza al 2034. La possibilità della proroga ha già trovato risposta favorevole da parte della Confederazione svizzera. Per parte italiana, invece, è stata avviata l’interlocuzione con l’Unione europea, attualmente in corso, al fine della preventiva valutazione di compatibilità con le norme eurounitarie. In assenza di determinazioni, la Società e il Governo svizzeri hanno sollecitato la parte italiana, e in primo luogo Sitrasb ancora in attesa delle decisioni governative. Come Presidenza della Regione – al di là degli aspetti societari che rientrano nelle competenze e responsabilità del Consiglio di Amministrazione di Sitrasb – è stato rappresentato, in molteplici occasioni, al Ministro delle Infrastrutture la piena disponibilità a collaborare, per fornire concreta e urgente soluzione alle situazioni che si sono manifestate. La crescente apprensione che segna i rapporti tra le due Società concessionarie del traforo italo-svizzero, ma anche tra i due Paesi, va quanto prima stemperata. Lavoriamo per stimolare un continuo impegno del Governo italiano, sollecitando anche iniziative ministeriali che possano accompagnare le azioni di Sitrasb nell’accollo della propria parte di lavori, nell’attesa di una rapida conclusione positiva della domanda posta alla Commissione europea per attivare al più presto il percorso di proroga della concessione, agevolando anche le operazioni di manutenzione in itinere.» Erika ha evidenziato che «in Parlamento a Roma domani sarà discusso un question time in Commissione trasporti, che viene però da un parlamentare. Chissà che questo non serva da stimolo all’azione dei nostri parlamentari che ancora una volta non sono pervenuti. Rimaniamo inoltre molto perplessi sul fatto che in sede di audizione, il Presidente di Sistrab ha tenuto nascosto quanto oggi comunicato dal Governo.»
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA: Informazioni in merito al prossimo trasferimento della Cooperativa di tessitura della canapa “Lou Dzeut” dalla sede di Champorcher a Donnas (Chiara)
Si tratta di una vecchia interrogazione, presentata a luglio, per avere informazioni sull’ipotesi di trasferimento della Cooperativa Lou Dzeut da Champorcher a Donnas. Le risposte sono poi state superate dagli sviluppi successivi (vedi resoconto altra interrogazione in questo documento)
INTERROGAZIONE: Informazioni sulle direttive del CORECOP in merito al trattamento giuridico ed economico delle posizioni di particolare responsabilità (PPR) (Erika)
INTERPELLANZA: Notizie in merito al riconoscimento delle posizioni di particolare responsabilità al personale delle istituzioni scolastiche e degli enti locali (Erika)
Con queste due iniziative abbiamo chiesto i nominativi della delegazione trattante del Dipartimento Personale ed Organizzazione e le intenzioni rispetto al riconoscimento predefinito sia dei Capi dei servizi di segreteria delle Istituzioni Scolastiche sia dei responsabili degli uffici e dei servizi degli Enti Locali nelle posizioni di particolare responsabilità. Il Presidente Testolin non ha risposto alla prima domanda, mentre sulla seconda ha comunicato che il 9 novembre è stato sottoscritto da tutte le organizzazioni sindacali l’ipotesi di accordo rispetto alle PPR prevedendo fra esse i responsabili degli uffici comunali, mentre per i capi servizi di segreteria è stato ribadito che rientreranno nel regolamento che è già stato presentato alle oo.ss. Erika in replica ha fatto notare che l’accordo è stato sottoscritto, ma le organizzazioni sindacali hanno messo a margine una nota di riserva di avvallo da parte delle assemblee sindacali e quindi la regione deve aspettare. Dall’ipotesi di accordo comunque vengono escluse le figure dei capi di segreteria a dimostrazione, ancora una volta di non comprendere il loro lavoro. Fuori dalla nostra regione quelle sono figure dirigenziali.
INTERROGAZIONE: Interlocuzioni con i sindaci e il ministro competente in merito all’elezione del nuovo Presidente del Parco Nazionale del Gran Paradiso (Erika)
Abbiamo chiesto al Governo regionale se e quali interlocuzioni vi siano state con i sindaci valdostani e con il ministro rispetto alla nomina del presidente del PNGP e se è stata trovata una soluzione maggiormente condivisa. Il presidente Testolin, dopo aver fatto una lunga premessa sul lavoro di Italo Cerise, ha evidenziato come il nome del nuovo presidente del PNGP non fosse stato condiviso, nonostante la richiesta fatta anche dalla nostra Regione. Erika ha quindi sottolineato come fosse stata persa un’altra occasione e soprattutto come la nostra Regione non venga assolutamente considerata da Roma. In tutto questo inoltre si registra una totale assenza dei parlamentari valdostani.
INTERROGAZIONE: Monitoraggio e tempistiche della consegna del rapporto contenente i dati e le valutazioni relativi alla qualità dell’aria nei due versanti del Tunnel del Monte Bianco (Chiara)
A proposito del monitoraggio sulle ricadute ambientali della chiusura del Tunnel eravamo già intervenuti a inizio ottobre e ci era stato risposto che era previsto uno specifico intervento di Arpa al proposito, ma non si era entrati nei dettagli. Abbiamo quindi chiesto 1) quanti punti di misurazione della qualità dell’aria nella Valdigne e nella Vallée de l’Arve sono stati programmati e dove sono stati dislocati; 2) quali sono i tempi programmati per la consegna del Rapporto contenente i dati raccolti sui due versanti del Tunnel del Monte Bianco e le valutazioni effettuate. Il Presidente ha risposto che al momento i punti di monitoraggio sono due, uno al di qua e uno al di là del Tunnel (già c’erano…), per noi a Entrèves (stazione del GEIE, quindi non gestita da ARPA); per la Francia a Le Bosson (stazione gestita da ATMO.) Arpa raccoglierà i dati dalle stazioni e farà le valutazioni. Entro la fine dell’anno ci sarà un primo rapporto con l’analisi degli gli effetti della qualità dell’aria con la chiusura del tunnel. Poi ci sarà un anno di monitoraggio e un secondo rapporto; in accordo con il comune di Courmayeur, si userà un laboratorio mobile per le misurazioni, anche per avere dati sull’inquinamento da riscaldamento domestico. Sono poi previste misure aggiuntive per analisi chimiche sui campioni di particolato raccolto. Nell’autunno 24 ci sarà una nuova chiusura, quindi si faranno le comparazioni, anche con analoghe misurazioni che si faranno al Frejus. Riteniamo fondamentale che il monitoraggio sia adeguatamente organizzato e che i punti di raccolta dati siano valutati con particolare attenzione. Affinché il monitoraggio sia efficace i punti in Valdigne devono essere almeno 3 altrimenti è poco significativo. Non chiari gli accordi con Air des 2 Savoie, l’agenzia corrispondente alla nostra Arpa.
INTERROGAZIONE: Rinvio della presentazione del libro “Assalto alle Alpi” di Marco Albino Ferrari al Forte di Bard (Erika)
Dopo l’annullamento della presentazione del libro “Assalto alle Alpi” di Marco Albino Ferrari che avrebbe dovuto aprire la rassegna estiva Forte di Bard incontri e delle motivazioni esplicitate dall’Associazione Forte di Bard, abbiamo chiesto se il Governo fosse a conoscenza della risoluzione dei problemi tecnici che hanno portato al rinvio dell’appuntamento e quando è stata definita una nuova data per la presentazione del libro. L’assessore Guichardaz ha confermato che i problemi tecnici connessi ai lavori di sostituzione dei serramenti sono conclusi, mentre la data effettiva di chiusura per l’installazione del Bivacco della ricerca è ancora stata rinviata. La presentazione la giornata sulla montagna in particolare sulla funzione dei rifugi in una situazione di cambiamenti climatici sarà recuperata il 9 dicembre 2023, ma non è prevista la partecipazione del signor Albino Ferrari che contattato ha comunicato all’Associazione Forte di Bard di non volere chiedere di fissare una nuova data. Erika ha fatto notare la scorrettezza nell’organizzazione di questo evento e annunciato di verificare la veridicità delle dichiarazioni dell’assessore.
Sentito Marco Albino Ferrari il giorno successivo Erika in una mozione d’ordine ha fatto mettere agli atti che lo scrittore non è mai stato contattato formalmente dal Forte di Bard, né per la prima presentazione, né per questa di dicembre. Con un accesso agli atti cercheremo di far luce su questo avvenimento.
INTERROGAZIONE: Possibili conseguenze sul servizio di trasporto pubblico locale e sul personale impiegato derivanti dalla cessione del gruppo “Arriva” (Chiara)
L’interrogazione è stata presentata dopo che abbiamo appreso da fonti di stampa che il gruppo Arriva, operativo nel settore del trasporto su gomma, sarà ceduto da Deutsche Bahn alla società americana I Squared Capital. Arriva opera in 10 Paesi, in Italia anche nella nostra regione, dove ha nel tempo incorporato le società Savda e Sadem, che coprono circa il 60% delle corse del trasporto pubblico locale. Sembrerebbe che l’operazione di cessione si concluderà entro i primi mesi del 2024 e temiamo che questo comporti modifiche alla flotta di mezzi operanti sul territorio regionale, così come al personale, come evidenziato da alcune sigle sindacali. Ovviamente se così fosse c’è la preoccupazione legata anche alla situazione di necessità di autobus che aumenterà a partire dal prossimo mese di gennaio con i servizi sostitutivi del trasporto ferroviario. Abbiamo quindi chiesto al Governo regionale 1) se è stato informato dai rappresentanti di Arriva della cessione della stessa alla società I Squared; 2) se è a conoscenza di possibili conseguenze per la nostra regione per quanto riguarda il servizio di trasporto pubblico locale in particolare per una diminuzione del numero dei mezzi oggi impiegati; 3) se e quali possibili conseguenze sono state evidenziate dalla società Arriva per quanto riguarda i dipendenti nella nostra regione. L’Assessore Bertschy ha risposto che la Regione non ha ricevuto comunicazioni, ma ha preso contatto con la società Arriva e ha ottenuto rassicurazioni, sia per il mantenimento del servizio sia per i risvolti occupazionali. Ha aggiunto che sono stati assunti 6 nuovi autisti. Sappiamo che in Friuli c’è grande attenzione sugli sviluppi di questa vendita di Arriva alla società americana… Monitoreremo anche noi.
INTERROGAZIONE: Interlocuzioni con CVA S.p.A. per la definizione della politica tariffaria di CVA energie per i prossimi anni (Chiara)
Chiara ha chiesto quali le interlocuzioni ci sono state tra Giunta e Cva nella definizione dell’offerta tariffaria per i prossimi 7 anni, che è stata annunciata in conferenza stampa da Cva e per cui gli utenti hanno ricevuto una lettera con proposta di modifica unilaterale del contratto; quali saranno i costi ipotizzati delle bollette delle utenze domestiche nel primo bimestre 2024 rispetto a quelli del 2023; se il Governo regionale sia a conoscenza delle iniziative che Cva intende assumere per evitare che i circa 30mila attuali clienti locali di Enerbaltea, al momento della cessazione del mercato tutelato, vadano ad irrobustire la clientela di grandi aziende elettriche nazionali. Il Presidente ha risposto che non ci sono state interlocuzioni fra la Giunta regionale e Cva nella definizione della politica tariffaria, così come non è possibile affermare con assoluta certezza se le bollette del primo bimestre del 2024 dei clienti valdostani saranno più o meno care di quelle dell’ultimo bimestre del 2023 in quanto l’attuale offerta CvaSconto40 applicata fino a fine anno prevede l’applicazione di un corrispettivo per la materia energia variabile, il cui valore per il primo bimestre 2024 non è ancora stato definito. Nel mese di settembre 2023 Cva ha elaborato un’offerta caratterizzata da un corrispettivo per la materia energia, fisso per sette anni (fino al 31 dicembre 2030) che, dalla comparazione effettuata attraverso il portale delle offerte di Arera, secondo Cva risulta più vantaggiosa rispetto alla precedente offerta CvaSconto40, particolarmente competitiva rispetto alle altre offerte sul mercato libero. Tale offerta, oltre a stabilizzare il costo della bolletta per evitare che eventuali future pericolose oscillazioni dei prezzi dell’energia gravino sui clienti domestici, per Cva ha come atout la riduzione dei costi fissi mensili attraverso lo sconto applicato sul costo di commercializzazione. Nell’ambito del percorso di superamento del mercato tutelato Arera ha istituito il servizio “Tutele graduali”, nel quale, a partire dal 1° aprile 2024, saranno trasferiti automaticamente i clienti domestici non vulnerabili che non avranno stipulato un contratto di fornitura sul libero mercato e che saranno serviti da un esercente le tutele graduali individuato attraverso procedure concorsuali da concludersi entro il 10 gennaio 2024. Per individuare questi esercenti, Arera ha previsto una suddivisione dei punti di prelievo italiani in 26 aree territoriali – la Valle d’Aosta è inserita nell’Area Nord 1 – quanto più simili tra loro in termini di numerosità di punti di prelievo, chiamati “Pod”, e di livello di morosità medi. A livello valdostano, la platea di Pod che, alla data del 1° settembre 2023, si ritiene sarà coinvolta dal procedimento di assegnazione al servizio a Tutele graduali è pari a circa 21 mila. Cva ha ritenuto opportuno non partecipare alla procedura concorsuale: è emerso che attualmente Cva gestisce circa 70 mila Pod e che l’assegnazione dell’area territoriale Nord 1 avrebbe determinato l’assegnazione di Pod aggiuntivi pari a 3 volte tanto l’attuale livello. A tale considerazione si aggiungono le valutazioni effettuate in merito alla ridotta convenienza economica correlata agli elevati rischi di insolvenza caratteristici delle aree geografiche abbinate a quella valdostana, privi delle tutele stabilite dall’Arera in relazione al mercato tutelato. Cva continuerà a porre in atto iniziative di marketing per far sì che i circa 21 mila Pod, attualmente serviti da Enerbaltea, stipulino un contratto di fornitura sul mercato libero con Cva. Chiara ha replicato che è grave che non ci siano state interlocuzioni tra Regione e Cva sulle politiche tariffarie. Anche il recente parere del professor Caruso richiesto da PCP conferma che la Regione può e deve interloquire con Cva anche in merito alle tariffe. Stiamo parlando di una questione che interessa decine di migliaia di utenze: chi deve occuparsi della questione se non la Regione? Secondo noi, la Regione, attraverso il Dipartimento energia, dovrebbe fare dei calcoli e delle simulazioni sull’offerta proposta: è su questi dati che noi dovremmo confrontarci, se vogliamo realmente indirizzare le politiche. Abbiamo provato a fare dei calcoli con le nostre bollette: secondo noi c’è un peggioramento nel costo della futura bolletta per la parte materia energia, con una maggiorazione del 30%. Sarebbe interessante far elaborare a Cva una simulazione di bolletta reale. E ancora: come viene calcolato il costo fisso per sette anni? Quali sono le voci che genereranno un risparmio? Non è dato di sapere. Nell’immediato futuro dovrà esserci una campagna puntuale, costante e massiccia per non perdere migliaia di clienti del mercato tutelato, oggi Enerbaltea, altrimenti ci perderà il sistema Valle d’Aosta.
INTERROGAZIONE: Organizzazione di corsi di tessitura a carico dell’Amministrazione regionale a Champorcher e Donnas (Chiara)
L’interrogazione fa seguito a precedenti iniziative consiliari sul tema e al sopralluogo a Champorcher, alla sede della Coop. Lou Dzeut per la produzione della tela di canapa a rischio trasferimento, a cui Chiara ha partecipato con altri consiglieri. In quell’occasione sono stati evidenziati sia i problemi e le richieste avanzati dalle rappresentanti della cooperativa, sia le ragioni dei firmatari dell’appello per il mantenimento della stessa a Champorcher, sia infine la posizione del Comune. Da parte di tutti è emersa la volontà a mantenere la sede e la parte principale della produzione a Champorcher, unitamente al punto vendita. Ed è stata condivisa l’ipotesi di avere un secondo punto produttivo e di vendita a Donnas. Da parte dell’Assessore era emersa anche la disponibilità ad organizzare nuovi corsi di tessitura in loco, per favorire un rilancio di questa tradizionale attività artigianale, riconosciuta come produzione tipica anche da apposita legge regionale. Si era anche presa in considerazione la possibilità di fare una sorta di trasferimento a tempo, a Donnas, con la prospettiva di un futuro rientro. Al termine era però prevalsa l’opzione dei due luoghi di produzione e di vendita, con conferma della sede e della principale produzione a Champorcher.
Quello che abbiamo chiesto: i due telai attualmente presenti a Champorcher saranno entrambi collocati nella nuova sede (Maison de Thomas), oppure se uno sarà portato a Donnas? Altra questione: chi controllerà che la produzione sarà fatta per la maggior parte a Champorcher: come si farà, chi lo farà? Perché la legge parla della produzione di tela di canapa a Champorcher, e quindi il mantenimento della maggior parte della produzione nel comune è una condizione da rispettare, altrimenti c’è uno snaturamento e il rischio è che progressivamente Lou Dzeut abbandoni il paese, con buona pace di tutti i discorsi sul sostegno alle attività che operano in montagna, nelle cosiddette terre alte. Infine: perché i corsi di tessitura a carico dell’Amministrazione che erano stati prospettati a Champorcher sono previsti anche a Donnas? L’Assessore Bertschy ha risposto che a Champorcher rimarrà solo un telaio, l’altro sarà collocato a Donnas e ne sarà acquistato un terzo, installato sempre a Donnas, per ragioni di spazio; corsi si faranno sia a Donnas sia a Champorcher; i controlli sulla produzione li farà la Regione. In replica Chiara ha detto che se due telai saranno portati a Donnas e uno solo resterà a Champorcher, la produzione principale cambierà di sede, e questo è contrario allo spirito della legge vigente. A nostro avviso sarebbe importante che i corsi si tenessero a Champorcher, e non a Donnas, proprio per salvaguardare una attività che è propria di quel territorio e ne rappresenta una peculiarità da valorizzare al meglio. Sicuramente più condivisibile il discorso del punto vendita, perché la commercializzazione del prodotto deve essere implementata proprio per garantire la sopravvivenza della cooperativa, ma non a costo di privare progressivamente Champorcher della esclusività della sua teila de maison. Sarebbe una perdita di quel patrimonio al contempo materiale e immateriale, di saperi tramandati, della comunità di Champorcher che va invece tutelato in ogni modo.
INTERROGAZIONE: Notizie in merito all’attività dell’Osservatorio regionale dei rifiuti (Chiara)
L‘Osservatorio Regionale dei Rifiuti è un organismo istituito dalla legge regionale 31/2007 che ha recepito le indicazioni della normativa nazionale; lo scopo di tale Osservatorio è garantire la piena attuazione degli obiettivi di gestione dei rifiuti urbani indicati in legge e nel Piano regionale di gestione dei rifiuti. Rappresenta, o meglio dovrebbe rappresentare, un anello di congiunzione operativo tra gli organi nazionali (Ministero, ISPRA) e i Comuni e gli altri soggetti a livello locale (Unités, aziende di gestione dei rifiuti, associazioni per la tutela dell’ambiente ecc). Un anno e mezzo fa è stato approvato il nuovo Piano dei rifiuti 2022-2026, e nel Volume I, “La gestione dei Rifiuti Urbani” è esplicitato che risulta compito dell’Amministrazione regionale, tramite l’Osservatorio Regionale Rifiuti (ORR) redigere o aggiornare (a partire dal 30/6/2022) linee-guida, occuparsi di tariffe, regolamenti, effettuare monitoraggi vari ecc. L’O.R.R. dovrebbe riunirsi almeno tre volte l’anno. Nel periodo ottobre 2020/maggio 2021 (con Chiara assessore) è stato convocato tre volte (19 febbraio, 26 marzo, 30 aprile), anche al fine di contribuire alla stesura del costruendo Piano dei rifiuti e comunque per assolvere ai compiti ad esso riservati. Abbiamo chiesto: 1) Quante volte si è riunito l’Osservatorio regionale dei rifiuti dal 26 maggio 2021 alla data odierna? Risposta: nessuna. 2) Quante volte è stato riunito l’Osservatorio rispettivamente negli anni 2018, 2019, 2020? Risposta: nel 2018 nessuna riunione, nel 2019 4 riunioni, nel 2020 nessuna riunione. 3) Quali dei compiti previsti nell’elenco sopraindicato sono stati espletati dalla data di entrata in vigore del nuovo Piano rifiuti 2022-2026 ad oggi? L’ORR non è mai stato riunito, alcune delle sue funzioni sono state gestite da un Tavolo di lavoro…
In replica Chiara ha rilevato che siamo in presenza di una grave inadempienza, la quale però non è da attribuire al personale del Dipartimento Ambiente, che ci ha tenuto a sottolineare nelle pagine del Defr dedicate a quel settore la gravissima carenza di risorse umane. E’ una inadempienza politica, che deve essere al più presto recuperata in quanto il tema della gestione dei rifiuti è fra quelli più complessi e pressanti, e sicuramente il lavoro che può svolgere l’ORR, considerata la sua composizione che comprende vari soggetti con svariate competenze, a partire da quelle del suo presidente, può essere realmente utile sia al monitoraggio della situazione, sia soprattutto all’applicazione di quanto previsto dal Piano.
INTERROGAZIONE: Progetti di monitoraggio e studio della Fondazione Montagna Sicura inerenti il ghiacciaio di Valtournenche (Erika)
L’Assessore Sapinet, durante la discussione dell’ordine del giorno presentato dal nostro gruppo in relazione al DEFR relativo al “Monitoraggio ghiacciai”, ha evidenziato che “i ghiacciai valdostani sono tutti monitorati dalla Fondazione Montagna Sicura”. A tal proposito abbiamo chiesto gli esiti dei monitoraggi di FMS rispetto al bilancio di massa del ghiacciaio Valtournenche e i progetti di monitoraggio e studio della FMS che hanno attualmente per oggetto il suddetto ghiacciaio. L’Assessore Sapinet ha evidenziato che dal 2012 vi sono monitoraggi di due livelli – uno più approfondito legato a ghiacciai che potenzialmente sono un rischio per le comunità poste a valle del ghiacciaio e un secondo livello che invece prevede l’aggiornamento dello stato del ghiacciaio rispetto al catasto attraverso un’attività satellitare. Il ghiacciaio di Valtournenche rientra quindi in questo secondo livello e pertanto non vi è né la misura del bilancio di massa, né uno studio approfondito su questo. Erika ha rilevato quindi che, ancora una volta, la risposta data nel Consiglio precedente non fosse vera. Nessun bilancio di massa e nessuno studio sono stati fatti rispetto a quel ghiacciaio diventato famoso a seguito delle immagini di 6 o 7 ruspe che lo scavavano per costruire la pista della Gran Becca. Gli studi fatti da FMS dovrebbero non solo essere finanziati, ma anche letti per evitare di presentare un’immagine di questo tipo per la nostra regione.
INTERROGAZIONE: Informazioni relative al progetto di ampliamento dell’Ospedale Parini e all’esito della riunione del tavolo di confronto con il Comune di Aosta (Erika)
L’ampliamento dell’ospedale Parini è stato al centro di un’interrogazione di Erika che ha voluto conoscere il cronoprogramma dei lavori per la realizzazione delle nuove centrali tecnologiche (il cosiddetto nuovo corpo G) e i tempi per la ricollocazione temporanea delle camere mortuarie presso il cimitero comunale; l’esito della riunione del tavolo di confronto con il Comune di Aosta in cui si è parlato della verifica sullo studio del traffico proposto dalla società Siv; quando vi sarà la possibilità di analizzare in Commissione il progetto di ampliamento dell’ospedale Parini a seguito delle varianti, lo studio del traffico consegnato da Siv. L’assessore Marzi, ha risposto che «i lavori delle nuove centrali tecnologiche sono già stati contrattualizzati e il cronoprogramma prevede una durata di 567 giorni consecutivi: tra dicembre e gennaio disporremo del progetto esecutivo. Abbiamo quindi tenuto fede agli impegni assunti in Commissione e in Consiglio, al quale abbiamo chiesto di stanziare i 60 milioni necessari ad assicurare la totale copertura dell’opera. Il progetto delle centrali tecnologiche G3 non interessa la morgue, la cui demolizione era inizialmente inserita nel progetto: ulteriori approfondimenti hanno consentito di dislocare alcune unità impiantistiche e il mantenimento della morgue esistente. La riunione del tavolo di confronto fra Regione e Comune si è tenuta il 3 novembre ed ha analizzato la relazione di impatto acustico, finalizzata a consentire quanto prima l’avvio dei lavori nel rispetto delle norme e nella tutela dell’abitato circostante, con l’impegno di attuare ogni possibile mitigazione di rumore. La relazione tecnica presentata da Siv sullo studio del traffico, trasmessa dalla Regione al Comune, ha delineato possibili configurazioni finali: per questo, durante la riunione, sono state presentate alcune ipotesi di accesso ai parcheggi interrati, considerando in particolare la svolta a mano destra provenendo sulla statale da Ovest. In particolare, è stato definitivamente chiarito il fatto che il parcheggio esistente dell’ospedale Parini e il parcheggio previsto a Est comunicheranno su tutti e tre i livelli interrati comuni. Si è quindi convenuto sull’opportunità che la società Siv corredi, al più presto, lo studio del traffico con tavole e schemi esplicativi delle idee e delle ipotesi emerse nel corso della riunione, come base di partenza su cui sviluppare gli eventuali approfondimenti e le eventuali verifiche future. L’integrazione dello studio sarà trasmessa al Comune appena disponibile ed è prevista la sua illustrazione al Consiglio comunale, così come è nostra intenzione presentare la progettazione finale dell’opera alla quinta Commissione non appena questa sarà definita, presumibilmente entro i primi mesi del 2024. Erika ha rilevato che non vi è nulla di nuovo sotto il sole. Per lo studio sul traffico bisogna aspettare ulteriori approfondimenti visto che la relazione di Siv non fa altro che evidenziare quello che diciamo da anni. Lo studio parla di venti minuti per raggiungere l’ospedale dalla stazione, ma basterebbe andare in certi orari per verificare di persona che questo non è assolutamente vero. Chi deve poi andare a lavorare o chi sta male e deve andare in ospedale, cosa fa? Continuiamo a spendere soldi per una struttura, ma non consideriamo né gli aspetti del traffico né quelli dei parcheggi, come fossero aspetti secondari. Le conclusioni dello studio poi evidenziano che “per migliorare la viabilità intorno all’ospedale più che parlare di accessi e soste occorrerebbe studiare il modo di spostare il traffico Est-Ovest da via Roma a via Parigi alla zona sud”. Anche qui si è scoperta l’acqua calda! Per fortuna si è deciso di non spostare le camere mortuarie al cimitero di Aosta, come aveva invece riferito l’Assessore in Consiglio: questo è l’unico dato positivo in tutta questa vicenda.
INTERROGAZIONE: Eventuali licenziamenti da parte della Fondazione Ollignan (Erika)
Erika ha presentato questa iniziativa per sapere se corrispondesse al vero la notizia di possibili licenziamenti da parte della Fondazione Ollignan. L’Assessore Marzi ha risposto di no.
INTERPELLANZA: Intendimenti in merito ad una nuova designazione del Presidente di SIV (Chiara)
Il testo dell’interpellanza che è stato allegato all’ordine del giorno del consiglio è totalmente stravolto rispetto all’originale che ho depositato. Ci sono infatti ben 27 OMISSIS che sostituiscono non solo il nominativo della persona che ricopre importanti incarichi pubblici, e cioè l’ingegner Fabiani Presidente di SIV, la società che gestisce i lavori del cantiere del polo universitario e dell’ospedale, ma è oscurata anche la denominazione della società, la delibera di Giunta con la sua designazione, che è pubblica, e addirittura le parole “ospedale” e “università“! Una iniziativa ispettiva censurata. Non solo, a sorpresa, senza che ci fosse stata alcuna comunicazione, all’ultimo momento il vice presidente Marguerettaz ha detto che si sarebbe discusso a porte chiuse. Una cosa ridicola, considerato che eravamo alla quarta iniziativa sul tema. Chiara ha evidenziato un problema grosso come una casa riguardo all’interpretazione del regolamento e anche della recente deliberazione dell’ufficio di presidenza riguardo alla tutela della privacy che si sta applicando in modo assai maldestro. Ha quindi invitato il Presidente del Consiglio e l’Ufficio di presidenza del Consiglio a valutare questa situazione e correggere una impostazione che è palesemente assurda. Con l’interpellanza volevamo tornare sulla designazione e nomina del Presidente della società incaricata di gestire due progetti di grande rilevanza anche economica: l’impegno di circa 40 milioni di lavori del primo lotto del Polo Universitario, in corso di ultimazione, i 50 milioni circa del secondo lotto ed i 140 milioni circa dell’ampliamento dell’Ospedale. Avevamo già sottolineato con varie iniziative che, data la particolare rilevanza di tale Società, sarebbe stato opportuno, nel procedere alla designazione del Presidente, operare scelte basate su esplicite motivazioni e a seguito di accurate verifiche dei requisiti dei candidati. Senza alcuna motivazione non si è confermata nella carica l’ing. Asiatici, che pure aveva bene operato, e si è scelto come Presidente una persona che aveva in corso due importanti incarichi per la stessa Società di cui aspirava ad ottenere la presidenza. Con DGR del 22 maggio 2023 la Giunta ha designato il signor Fabiani a Presidente di S.I.V., pur essendo stata segnalata da Finaosta, fin dal 17 aprile, la sua potenziale incompatibilità per incarichi professionali con S.I.V. (dalla Dgr: “si segnala che lo stesso è attualmente titolare di incarichi professionali con SIV (tra cui quello di Project manager risultante dal cv): in caso di designazione alla carica di presidente del consiglio di amministrazione, si ritiene sussistente rispetto a detti incarichi la causa di incompatibilità di cui all’art 9, comma 2, del d.lgs. 39/2013“). La Giunta ha comunque proceduto nella designazione, introducendo a livello cautelativo la clausola dell’efficacia della deliberazione condizionata “alla dichiarazione, da parte del soggetto designato, circa la perdurante insussistenza di cause di inconferibilità e incompatibilità, e all’impegno a rimuovere le eventuali cause di incompatibilità, ove presenti, ai sensi di quanto disposto dal d.lgs. 39/2013“, vale a dire entro il termine perentorio di 15 gg dalla nomina. In questi mesi abbiamo poi appreso, grazie a iniziative consiliari e accessi agli atti che, per quanto riguarda l’incarico di project manager per il progetto dell’Ospedale, l’ingegnere ha rassegnato le dimissioni il 7 giugno 2023, nel rispetto della tempistica di legge, mentre tale termine non è stato rispettato per quanto riguarda l’incarico di Direttore Lavori del primo lotto del Polo universitario. Dalla documentazione fornita dal Presidente della Regione è emerso che l’ing. Fabiani al momento della presentazione della sua candidatura a Presidente aveva dichiarato “incarico esaurito” quello di Direttore dei lavori dell’Università. Una affermazione falsa, perché il compito del Direttore dei lavori del primo lotto del Polo universitario non era affatto esaurito nell’aprile 2023 e non lo è neppure oggi, tant’è vero che lo stesso ingegnere all’atto delle dimissioni da DL, comunicate con lettera del 23 settembre, ha immediatamente chiesto ad un altro professionista del Raggruppamento Temporaneo di Imprese, incaricato della Direzione lavori per il primo lotto del Polo universitario, di prendere il suo posto (quindi in palese in contrasto con la dichiarazione effettuata dal medesimo che l’incarico fosse esaurito). Questa falsa dichiarazione è risultata determinante nel permettere lo svolgimento dell’iter di nomina a Presidente di S.I.V.. Il Codice Deontologico degli Ingegneri Italiani (agg.to 14/06/2023), all’art. 5 (Legalità), comma 2 recita: “il comportamento dell’Ingegnere che certifica, dichiara o attesta la falsa esistenza di requisiti e/o presupposti per la legittimità dei conseguenti atti e provvedimenti amministrativi costituisce violazione disciplinare” e deve essere segnalata. Nella partecipazione ad avvisi o gare pubbliche è richiesto un comportamento corretto e trasparente, e si può anche fare riferimento – per analogia – al Codice dei contratti pubblici (D. Lgs 36/2023) che è chiaro nel merito. Alla luce di queste considerazioni e anche della documentazione fornita dalla Presidenza abbiamo chiesto di conoscere: 1) le valutazioni in merito al falso dichiarato dall’ing. Fabiani nella presentazione della sua candidatura a Presidente della S.I.V.; 2) se è stata effettuata, o si intende effettuare, la dovuta segnalazione presso l’Ordine degli Ingegneri della Valle d’Aosta circa la falsa dichiarazione resa dall’Ingegnere in sede di gara; 3) se ha preso atto dell’inefficacia della designazione fatta con la Dgr del 22 maggio 2023; 4) come intende provvedere al fine di arrivare ad una nuova, regolare e motivata designazione del Presidente della S.I.V., che si ritiene debba essere professionista di comprovata correttezza, dovendo egli stesso – tra l’altro – sovrintendere a procedure di gara per appalti con importo ben superiore ai 100 milioni di euro. Il Presidente Testolin ha risposto picche su tutto: l’incarico di Direttore lavori era finito perché l’ingegnere aveva presentato il certificato di fine lavori (ma il collaudo finale non c’è mai stato), di conseguenza non c’è nulla da segnalare all’Ordine, la designazione non è inefficace, non occorre una nuova designazione e nomina. L’arroganza e l’ottusità la fanno da padrona nel Governo Testolin. Agiremo in altri modi.
INTERPELLANZA: Situazione degli edifici delle istituzioni scolastiche (Erika, Chiara)
Abbiamo chiesto le motivazioni del crollo e se vi erano segnalazioni e/o richieste di intervento rispetto alla palestra della scuola Saint-Roch, se vi sono altre segnalazioni rispetto agli edifici scolastici delle Istituzioni scolastiche di secondo grado e quali sono le soluzioni adottate e i costi sostenuti, nonché gli intendimenti per garantire con celerità il diritto allo studio dei ragazzi delle scuole interessate. L’assessore Sapinet ha rilevato che il Comune di Aosta rispetto al crollo del solaio ha avviato un approfondimento, ma non vi erano segnalazioni. Un anno fa c’era stato un rigonfiamento di un pezzo del solaio, ma non si riscontrava nulla d’altro. Non vi sono segnalazioni rispetto al distacco di intonaci su altri edifici scolastici, mentre vi sono infiltrazioni d’acqua: uno in via soldats de la neige e l’altra in via dei capuccini che sono stati risolti. Nel prossimo bilancio vi saranno fondi per una nuova palestra in Città e per la progettazione di nuovi edifici scolastici. Erika ha rilevato che andrebbe fatta una pianificazione più accurata degli edifici esistenti, del calo demografico e della dislocazione delle sedi scolastiche onde evitare di costruire nuovi edifici, rattopparne di vecchi o riempire la città di prefabbricati che fanno acqua. Anche rispetto ai Comuni ci deve essere una programmazione più accurata. Sono state spese enormi risorse per l’edificio della scuola Berard o per la primaria di Quart, ma non si è pensato alle palestre.
INTERPELLANZA: Presentazione di progetti a valere sul Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) 2014-2020 (Erika, Chiara)
Volevamo sapere se corrisponde al vero che sul FAMI 2014-2020 non si siano presentati diversi progetti in cui erano state allocate risorse per la nostra Regione e a quanto ammontano le risorse allocate e potenzialmente perse, se si sta lavorando e verranno presentati dei progetti rispetto ai due avvisi citati nella premessa con scadenza a breve e quali sono gli intendimenti rispetto agli altri bandi. L’assessore Marzi rispetto alla prima domanda ha evidenziato la complessità di accesso a questi fondi, ma non ha detto le risorse perse nella scorsa programmazione. Rispetto ai nuovi progetti, la Sovraintendenza agli studi ha presentato, per 6 istituzioni scolastiche, la domanda per il bando sugli interventi di rafforzamento dell’integrazione scolastica di circa 230mila euro, mentre sugli altri si sta ragionando. Erika in replica ha fatto notare che è inutile continuare a parlare della complessità dei bandi europei senza attrezzarsi invece per formare persone in grado di accedervi. La Valle d’Aosta continua a perdere risorse importanti.
INTERPELLANZA: Lettera aperta sul futuro del Vallone di Cime Bianche (Chiara)
Il 29 ottobre scorso su “La Stampa” è comparsa la lettera aperta sul futuro del vallone delle Cime Bianche del Deputato e Assessore regionale Nicco indirizzata al Presidente della Regione Testolin, al Vicepresidente Bertschy e agli assessori Grosjacques e Sapinet. Nicco descrive il rilevante pregio ambientale e paesaggistico del vallone di Cime Bianche e sottolinea la necessità della sua salvaguardia. Ricorda poi che già in passato, a metà degli anni Ottanta “la Valle d’Aosta è stata sfregiata dalla costruzione del Superphénix. Con i suoi tralicci alti tra i 40 e i 75 metri, con braccia di 20, ha devastato alcuni tra i siti ambientali di maggior pregio della Valle d’Aosta… Allora non abbiamo saputo o voluto impedirlo. E vani sono stati i tentativi di porvi rimedio (…) Oggi, tutto dipende da noi. La responsabilità è interamente nostra. Tra l’altro cosa potrebbe aggiungere all’offerta turistica della Valle d’Aosta il progettato collegamento tra Cervinia ed Ayas attraverso il vallone delle Cime Bianche? Forse l’inserimento nel guinness dei primati come luna park più esteso al mondo! E’ questo che serve alla Valle d’Aosta? (…) Impossible immaginare che il Vallone delle Cime Bianche possa essere deturpato dai piloni di un impianto funiviario e dalle connesse infrastrutture (…) Il territorio non ci appartiene. Ne siamo gli amministratori pro tempore. Abbiamo il dovere morale di trasmetterne alle generazioni future almeno alcune parti senza ulteriori ferite irreversibili. E il vallone delle Cime Bianche è tra queste“. Da queste considerazioni discende quindi l’invito ai quattro amministratori regionali destinatari della lettera a non lasciare che nei libri di storia il governo regionale di cui fanno parte sia associato ad una scelta così devastante. Si tratta di una presa di posizione che ha assunto carattere e rilevanza pubblici. Per questo motivo abbiamo chiesto al Presidente se è stata data risposta alla lettera e all’appello, in che data e quali sono i contenuti della risposta; inoltre che cosa intende fare per recepire le preoccupazioni espresse nella lettera riguardo al futuro del Vallone delle Cime Bianche. Il Presidente Testolin ha risposto che la lettera, scritta molto bene con osservazioni legittime, se formulate in modo sincero, è stata inviata riservatamente e non è costruita in modo da porre domande che richiedono risposte (!), perché la questione è complessa…ma le preoccupazioni dell’on. Nicco sono state prese in considerazione (come non è dato sapere…). Chiara ha replicato sottolineando l’imbarazzo che è emerso dalle evasive risposte e l’assenza di volontà di confrontarsi, nonostante Nicco non sia un pericoloso estremista ambientalista. E’ un atteggiamento che in ogni caso dimostra che il Governo è in difficoltà su Cime Bianche, se non è nemmeno in grado di rispondere ad una lettera del genere. Il silenzio, eretto come un muro, è eloquente e sintomatico di quell’atteggiamento di supponenza più volte dimostrato verso chi si oppone a questo ipotizzato devastante intervento, che potrebbe portare alla perdita di un patrimonio di inestimabile valore.
INTERPELLANZA: Azioni volte a rimuovere il conflitto di interessi in ordine al patrocinio legale conferito dalla Regione al Prof. Avv. Marini nei giudizi promossi dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri (Chiara)
Nella interpellanza presentata con indicazione di nome e cognome del Prof. Marini e con gli estremi di alcune Deliberazioni pubbliche sono stati inseriti 10 OMISSIS. Ci sono regole che disciplinano il rispetto della privacy e impongono cautele nella pubblicazione di nomi, ma in questa interpellanza non si capisce perché la persona non debba essere nominata. Perché ha vari incarichi dalla Regione? Non si possono citare delle persone che hanno degli incarichi dalla Regione? E perché non si possono neppure citare gli estremi di Dgr di attribuzione di tali incarichi, che non sono secretate ma pubbliche? Nel merito dell’iniziativa, il problema è rappresentato dal fatto che ci troviamo di fronte ad un duplice ed evidente conflitto di interessi. L’Avv. Prof. Fabiani ha incarichi di consulenza per tutelare gli interessi della Regione, è stato nominato dal Consiglio regionale nella Commissione Paritetica per rappresentare le esigenze e gli interessi della Regione, ma nello stesso tempo è consulente giuridico della Presidenza del Consiglio dei Ministri, cioè consulente giuridico della controparte della Regione, sia nelle controversie giudiziarie sia nei lavori della Commissione paritetica. Siamo fuori da ogni logica e fuori da una sana dialettica di confronto fra istanze statali e istanze regionali. Ad esempio con recente Deliberazione di fine agosto 2023 la Giunta regionale decide di costituire la Regione nel giudizio promosso dinanzi alla Corte di Cassazione dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri in una materia delicata come il gettito fiscale. La Presidenza del Consiglio dei ministri ovviamente sarà presente con i suoi avvocati, e la Giunta regionale affida l’incarico di tutela degli interessi della Regione all’avvocato che è Consulente giuridico della Presidenza del Consiglio dei Ministri. E’ assurdo! Non si capisce come la maggioranza non si renda conto della confusione che sta creando. Come è assurdo, lo abbiamo detto in occasione della nomina, che il consulente di Meloni sia uno dei tre esperti incaricati dalla Regione per fare parte della Commissione Paritetica per l’elaborazione delle Norme di attuazione dello Statuto e per confrontarsi con i tre esperti designati dal Governo; anche qui la sovrapposizione e confusione dei ruoli è macroscopica. Abbiamo quindi chiesto che cosa il Governo intenda fare per porre fine all’evidente conflitto di interesse che attualmente riguarda la persona del Prof. Avv. Fabiani. Nella risposta Testolin ha detto che non ravvisa alcun conflitto di interessi, l’Avv. Marini è un professionista di grande valore e competenza e potrà difendere al meglio gli interessi della Regione sia per le controversie legali con lo Stato, sia in Paritetica. Chiara ha replicato che il conflitto di interessi nasce proprio perché Marini è consulente del Governo, della Presidenze del Consiglio dei ministri, della controparte della Regione. Non è accettabile poi l’argomentazione, già avanzata del Presidente della Regione, che i componenti della Commissione paritetica fanno un lavoro tecnico, ed è poi il Consiglio regionale che si esprime sugli schemi dei decreti legislativi e se non li condivide li può bocciare. Non è accettabile perché qui il lavoro preparatorio è decisivo: se la Regione, nonostante abbia la metà dei componenti della Commissione Paritetica fa da osservatore esterno, non dice nulla, come pare voler dire il Presidente Testolin, lascia lavorare indisturbati i “tecnici”, poi alla fine il Consiglio è costretto a digerire il prodotto che esce dalla Commissione anche se non adeguato. Che fa? Boccia lo schema? Con quale risultato? Che si ritorna da capo indietro di anni. Nel caso della NdA per le concessioni idroelettriche è dal 2019 che si lavora sullo Schema, bisogna preoccuparsi ora che vada bene. Se no poi il Consiglio si trova con le mani legate dopo che i suoi tre membri hanno dato l’OK. Chiara ha poi osservato che lo Schema della nuova Norma di attuazione sulle concessioni idroelettriche contiene una frase gravemente peggiorativa rispetto alla bozza del 2019, se la Regione (la Giunta e il Consiglio), non intervengono ora ne avremo un grave danno. Ma con chi parliamo, fra i componenti di parte regionale? Con l’avvocato Marini che è consulente della Meloni e che vuole portare la Regione dove vuole Lui o magari Lei?
INTERPELLANZA: Stato dell’arte e intendimenti relativi alla ristrutturazione dell’Hôtel Stendhal nel borgo di Bard (Erika)
Abbiamo chiesto se corrisponde al vero l’utilizzo l’Hôtel Stendhal e se si conoscono le modalità di gestione dello stesso, se si è a conoscenza di segnalazioni rispetto alle condizioni della struttura e alla relativa accoglienza e qual è lo stato dell’arte e gli intendimenti rispetto alla ristrutturazione dello Stendhal con particolare riferimento al cronoprogramma e i relativi finanziamenti. L’assessore Guichardaz ha evidenziato che l’Hôtel Stendhal attualmente è oggetto di un intervento di riqualificazione mediante efficientamento energetico a cura del Comune di Bard proprietario dell’immobile assegnato all’Associazione Forte di Bard. L’Albergo evidenza al momento una necessità urgente di adeguamento degli impianti energetici e un adeguamento strutturale e relativamente alle infiltrazioni importanti che si determinano a causa del mancato isolamento del muro appoggiato sulla parete montagnosa posto a nord. Solo con un intervento di manutenzione straordinaria si potrà rimettere in funzione la struttura e assolvere al compito gestionale per riprendere l’attività alberghiero per altro scopo. Attualmente da parte del Comune di Bard si è dato avvio ad un primo intervento di sostituzione dell’impianto di riscaldamento e sono ipotizzati nuovi interventi rispetto alla struttura dell’Hôtel che sono oggetto di progettazione a cura del Comune. La consegna dei lavori da parte del Comune dell’immobile da parte dell’Associazione Forte di Bard è avvenuto il 15 maggio 2023 e i lavori hanno una durata prevista di 291 giorni. Gli intendimenti sono di effettuare un intervento di manutenzione straordinaria che porti alla rifunzionalizzazione della struttura salvaguardandone la prevalente funzione ricettiva e contemporaneamente attribuire all’immobile le funzioni di impresa culturale Maison des artistes e di reception di Albergo Diffuso. Erika nella replica ha evidenziato che non è stato risposto alla prima domanda, ossia se delle persone sono state alloggiate in quella struttura. Non si capisce poi perché è il Comune a farsi carico dei lavori di manutenzione straordinaria, quando la convenzione citata dall’assessore dice chiaramente che questi debbano essere a carico della Regione. Torneremo con un’iniziativa nel prossimo Consiglio.
INTERPELLANZA: Problematiche relative all’apparecchio di risonanza magnetica e ai ritardi nell’erogazione delle prestazioni sanitarie (Erika, Chiara)
L’ultima iniziativa riguarda i tempi di consegna del potenziamento dell’apparecchio di risonanza magnetica (RM 1) e le motivazioni del ritardo, la richiesta delle motivazioni per cui la nostra Regione non ha inviato i dati riferiti al monitoraggio promosso da AGENAS, citato in premessa, quali agende risultano essere ancora chiuse nel mese di ottobre 2023 e se è intenzione della Regione chiedere all’Azienda USL di fornire e rendere pubblici i dati rispetto alle 14 visite e 55 prestazioni di diagnostica strumentale analizzate nel monitoraggio al fine di comprendere lo stato dell’arte rispetto alle liste d’attesa. L’assessore ha fatto sapere che dal 20 novembre l’attrezzatura della risonanza è funzionante, mentre le motivazioni del ritardo non sono state riportate. I dati di monitoraggio sono pubblicate sempre sul sito dell’AUSL e aggiornate costantemente, ma non si è aderito alla sperimentazione di AGENAS per una revisione che si stava facendo sull’applicativo. Le prestazioni sospese nel mese di ottobre sono visite ginecologiche e ecografie. Tutti questi dati sono pubblicati nella sezione del governo delle liste d’attesa. Erika in replica ha fatto notare come proprio nella settimana presa da agenas ci sono una sperimentazione e ha invitato l’assessore ad analizzare le pagine da lui richiamate rispetto al reperimento dei dati. La consultazione non è semplice e soprattutto delle analisi sono difficili da compiere non potendo scaricare e aggregare i dati come meglio si vorrebbe. Rispetto alle agende chiuse ha fatto rilevare che questo è fuori legge e soprattutto ci sono altre visite come quelle oculistiche o altre che sono prenotabili, ma la data viene fissata dopo 6-9 mesi quando va bene.