Per il Consiglio Valle della scorsa settimana c’erano in tutto 13 iniziative depositate dal nostro gruppo, alcune già in elenco per i consigli precedenti ma non discusse per mancanza di tempo. Anche questa volta, essendo iscritti punti che hanno richiesto parecchio tempo, non abbiamo affrontato 3 interpellanze, che saranno all’ordine del giorno del Consiglio di inizio giugno.

In apertura di seduta, convocata anche in sessione europea e internazionale, c’è stata la presa d’atto della Relazione sulle attività svolte nell’anno 2022 per l’attuazione delle politiche promosse dall’Unione europea in materia di rapporti internazionali. Chiara è intervenuta formulando alcune considerazioni, di cui riportiamo una sintesi.

«Nous considérons l’Union européenne comme une valeur d’importance fondamentale pour notre Pays, pour la volonté de dépasser les logiques nationalistes néfastes, mais elle a une valeur encore plus importante pour la Vallée d’Aoste, qui se situe aux frontières de l’Etat italien et qui a toujours eu un échange important avec la Savoie française et le Valais suisse. L’Europa inoltre ci fa bene anche rispetto al modo di amministrare. Siamo una Regione autonoma che legifera, gestisce risorse, ha il compito di governare una comunità di 120 mila abitanti e dall’Unione europea stiamo imparando alcuni aspetti importanti di metodo come la programmazione, la tempistica, la resocontazione e la verifica; ma abbiamo ancora della strada da fare perché la nostra “resilienza” alla programmazione e al rispetto delle tempistiche sono ancora elevati. Un altro aspetto del “valore Europa” sono i finanziamenti che riceviamo: c’è un flusso di denaro consistente – ulteriormente incrementato con il PNRR e il Recovery Fund – che non sarebbe automaticamente dovuto, visto che la Valle d’Aosta non finanzia direttamente l’Unione europea. La legge regionale di vent’anni fa (n. 8/2006) poneva una particolare enfasi sulla sessione europea e internazionale che, però, nel tempo si è ridimensionata tanto da diventare uno dei cento punti inserito nell’ordine del giorno del Consiglio regionale, rischiando di essere un semplice adempimento, vuoto di significato. Il documento presentato in Aula è diventato un testo molto tecnico ma manca la visione politica su come si sta posizionando la Valle d’Aosta rispetto ai parametri europei su linee fondamentali come il contrasto ai cambiamenti climatici, la transizione energetica, la mobilità sostenibile non inquinante, l’agricoltura di montagna, la sanità e l’educazione scolastica. Mi pare un documento dovuto per legge, piuttosto che un’occasione per capire se stiamo andando nella giusta direzione e se stiamo usando bene le risorse comunitarie. Ci sono poi aspetti paradossali nel testo: fra questi lo spazio riservato dalla relazione all’elettrificazione della tratta ferroviaria Ivrea-Aosta, finanziata con 110 milioni del PNRR, 8 righe: lo stesso spazio dedicato ad una iniziativa della Fondation Chanoux, un incontro con un professore di storia che ha attraversato le Alpi con una armatura, allo scopo di studiare gli spostamenti degli eserciti medievali!»

Il Consiglio ha poi preso atto di varie Relazioni della Corte dei Conti ed ha approvato i Dl 99 e 100, Rendiconto del 2022 e Primo Assestamento di bilancio, su cui ci siamo astenute. Erika è intervenuta evidenziando che «il Rendiconto presenta un risultato di amministrazione di circa 461 milioni di euro rispetto ai 326 dello scorso anno e il rapporto tra impegni e previsioni definitive di bilancio è del 65,48%, dato in diminuzione rispetto allo scorso anno. Questi primi due dati dimostrano che l’attività effettivamente svolta dall’amministrazione è ulteriormente peggiorata. Il rapporto tra impegni e previsioni delle varie missioni mostra che le politiche giovanili, quelle del lavoro e le relazioni internazionali sono abbondantemente sotto il 25%. Manca la programmazione in settori strategici come questi e ci pare che, rispetto a quanto prevedevano, i vari Assessori di riferimento, hanno realizzato ben poco. Infine se analizziamo il fondo pluriennale vincolato, dato che misura il tempo tra impegno e realizzazione della spesa, vediamo che era di 214 milioni nel 2020, di 329 nel 2021 e di 450 nel 2022: possiamo pertanto dire che la capacità di programmare correttamente e realizzare investimenti è notevolmente diminuita. Non c’è da rallegrarsi di questi 242 milioni di avanzo, ma serve invece rimboccarsi le maniche e smetterla di fare proclami per dare delle risposte alle persone. Capisco anche che l’instabilità politica, collegata ad una mancanza di visione programmatica che ormai denunciamo da oltre due anni non rendano questo lavoro facile. Questo assestamento prevede cinque interventi importanti. Il primo riguarda l’incremento di 60 milioni di euro per l’ampliamento dell’ospedale Parini di cui, ad oggi, non conosciamo né il costo né i tempi per la realizzazione dell’intera opera, ma solo del pezzo dell’ospedale megalitico a cui si è dato corso con il voto della risoluzione del maggio 2021 a differenza di quanto detto dai consiglieri che facevano parte del nostro gruppo. Il rifinanziamento del Bonus entreprises è una misura che non abbiamo condiviso perché era pensata ad escludendum: non fissava criteri e agevolava le aziende più forti a discapito di quelle più fragili. Ora si corre ai ripari per dare risposta alle criticità che noi avevamo evidenziato, ma con tempi biblici. Bisogna pensare ad una misura stabile e strutturale per dare certezze alle imprese. Ci trova invece d’accordo la previsione di un’integrazione di 35 milioni delle disponibilità del Fondo di rotazione per la concessione di mutui agevolati a favore della prima abitazione e per il recupero dei fabbricati in centri storici. Infine, nonostante i grandi proclami sui ricavi degli impianti a fune, altri 13milioni e 500mila euro sono stati aggiunti per finanziamenti relativi all’aumento dei costi. È da dicembre che aspettiamo che l’Assessore con delega agli impianti a fune venga ad illustrare in Commissione nel dettaglio gli interventi previsti per la manutenzione ordinaria, straordinaria e per nuove realizzazioni, da oltre un anno il progetto sulla Pila-Couis e dopo aver avuto lo studio Deloitte ormai mesi fa nulla è stato fatto e si va avanti a spot e interventi senza una visione di insieme.»


MOZIONE: Impegno a trasmettere il Defr alle competenti commissioni consiliari entro il prossimo mese di giugno (Chiara, Erika)

La mozione, respinta con 19 voti di astensione (UV, AV-VdAU, FP-PD, PlA, SA) e 15 a favore chiedeva alla Giunta di trasmettere il Documento di economia e finanza regionale (DEFR) alle Commissioni entro il mese di maggio in modo che l’iter di approvazione consiliare si potesse concludersi entro il mese di giugno. Chiara ha osservato che il documento, secondo quanto raccomanda la legge, dovrebbe essere approvato dal Consiglio regionale entro il mese di giugno, con largo anticipo rispetto alla predisposizione del bilancio che dovrà proprio basarsi sugli orientamenti contenuti nel DEFR. La scadenza non è tassativa ma l’approvazione entro i termini è un invito a programmare, a fare bene. Emerge invece che non abbiamo ancora acquisito una sufficiente cultura della programmazione, una forma mentis, o se preferite, un modus operandi, che dovrebbe progressivamente cambiare per darsi nei tempi finalmente adeguati questo strumento programmatorio. Il Presidente ha riferito che la Regione sta già lavorando al secondo assestamento di bilancio e si pensa di chiudere il percorso del DEFR entro il mese di luglio, prima della pausa estiva e ha chiesto il ritiro della mozione. Se avesse proposto di emendarla prendendo l’impegno formale per l’invio del Defr alle commissioni per luglio, avremmo accettato, ma il ritiro tout court a fronte della mancanza di tale impegno non ci è sembrato opportuno.  


MOZIONE: Impegno del Governo a richiedere alle Società Monterosa e Cervino di pubblicare gli studi propedeutici al collegamento Cime Bianche (Chiara, Erika)

La mozione, presentata oltre un mese e mezzo fa, subito dopo l’audizione delle società Monterosa e Cervino sullo studio di fattibilità del collegamento di Cime Bianche, chiedeva la pubblicazione dello studio sui siti internet delle società Monterosa e Cervino. Chiara ha ripercorso la vicenda e il ritardo con cui il Consiglio ha ricevuto la documentazione. Ha annunciato il ritiro della mozione, a seguito dell’avvenuta pubblicazione la settimana precedente il Consiglio, ma ha rilevato alcune particolarità (bisogna chiedere delle credenziali e viene registrato nome e cognome di chiunque fa la richiesta) e difficoltà nella modalità di accesso al sito, in particolare per i documenti troppo pesanti da scaricare, che devono comunque essere scaricati uno ad uno (centinaia di file, migliaia di pagine, lentezza). La Regione dovrebbe pubblicare sul suo sito tutta la documentazione, senza porre delle limitazioni all’accesso delle persone a vario titolo interessate.


QUESTION TIME sulla formazione dei tecnici specializzati del Soccorso alpino valdostano (Erika, Chiara)

Con questa interrogazione si è parlato del percorso formativo per i tecnici specializzati del Soccorso alpino valdostano. Erika, richiamando la delibera di Giunta del 15 maggio scorso con la quale sono state date disposizioni all’AUSL per la formazione e l’addestramento permanente del personale operante nel sistema regionale dell’emergenza-urgenza sanitaria, ha evidenziato che a completamento delle normative di settore, è stato previsto un percorso formativo per i tecnici specializzati di soccorso alpino e i cinofili del Soccorso alpino valdostano che operano nell’elisoccorso. L’iter prevede anche tre ore di tecniche infermieristiche e primo soccorso in cui si affrontano anche elementi di farmacologia con esercitazione per riconoscere, preparare e somministrare i farmaci salvavita sotto supervisione medica. Visto che la somministrazione di medicinali compete alla professione infermieristica, che è la responsabile della corretta applicazione delle prescrizioni diagnostico-terapeutiche, ha chiesto quali siano i pareri dei rispettivi ordini professionali coinvolti (professioni infermieristiche e mediche) riguardo alla formazione in tecniche infermieristiche. L’Assessore alla sanità, Marzi, ha premesso che la delibera è frutto di un lungo percorso che dal 2018 ha coinvolto l’USL, il mondo del volontariato e il Soccorso alpino valdostano e che oggi si concretizza in un processo finalizzato ad aumentare le competenze e la formazione di ogni singola categoria. Per la prima volta in Italia, i tecnici specializzati di soccorso alpino e i tecnici di soccorso alpino cinofili operanti in elisoccorso vedono aumentare le loro competenze in ragione della sicurezza da garantire in un contesto unico dove gli operatori intervengono ad un’altezza media di 2.500 metri. L’Assessore ha poi specificato che il passaggio che si riferisce alle “tecniche infermieristiche” si configura come un refuso che non si può applicare e che è già previsto di modificare: in tal senso dandone conferma all’Ordine degli infermieri, con il quale è già programmato un incontro. Sappiamo quindi che questa iniziativa valorizza e forma tutto il personale addetto al sistema dell’emergenza-urgenza valdostano, ma non risolve l’assenza del personale infermieristico in alcuni ambiti del sistema emergenza-urgenza della nostra Valle: tema sul quale è nostra volontà trovare sintesi e un punto di arrivo. Erika ha replicato evidenziando che non si può trattare di un refuso, ma qualcuno deve aver scritto quel testo. Bene se viene tolto perché le guide alpine non possono svolgere la professione degli infermieri e somministrare farmaci, in assenza di una laurea, senza essere perseguibili legalmente. Si tratta di abuso di professione. A nostro avviso avrebbe più senso inserire nell’equipaggio gli infermieri.


INTERROGAZIONE: Interlocuzioni con CVA sui contenuti del nuovo Piano strategico (Chiara)

Con questa interrogazione abbiamo chiesto a che punto è l’iter dell’intervento di ammodernamento delle centrali idroelettriche di Hône 2 e Chavonne; quale incremento di potenza installata si avrà con la realizzazione dei due interventi programmati; quale interlocuzione c’è stata fra Giunta e CVA sui contenuti del nuovo Piano Strategico che CVA, secondo quanto affermato dal Direttore durante un incontro pubblico, intende elaborare. Il Presidente Testolin ci ha risposto che il progetto per la centrale Hône 2 ha ottenuto valutazione positiva condizionata ambientale ad aprile scorso; per Chavonne è stata avviata nell’autunno 2022 la fase di consultazione con il MASE per definire i contenuti di impatto ambientale. L’ammodernamento di Hône 2 porterà ad un incremento di 24 MW, quello di Chavonne di 38 MW. Per quanto riguarda il nuovo Piano strategico, il Presidente ha ripetuto quello che già ci ha detto in passato, e cioè che la redazione dei Piani è demandata normalmente alla società; ai soci spettano solo le prerogative del Codice civile, la sorveglianza e l’ispezione dei libri sociali. CVA non è quindi soggetta a dimensioni di controllo, non spetta al socio Regione fare delle proposte, così come non spetta a RAVA il monitoraggio soprattutto non ci deve essere ingerenza nei Piani della società. CVA è considerata alla stregua di una società quotata, ci deve essere una precisa distinzione dei ruoli. Chiara ha replicato che l’ammodernamento delle centrali procede lentamente e che non sono le sole a dover essere oggetto di interventi di manutenzione e miglioramento. A proposito del Piano industriale ha osservato che è noto a tutti che CVA opera sul mercato e ha una sua autonomia, ma la proprietà della società è interamente della Regione, è una partecipata pubblica al 100%, di conseguenza i proprietari di CVA sono i cittadini valdostani con i cui soldi si sono acquisite le centrali oltre vent’anni fa: le interlocuzioni della Regione con i vertici della società pertanto sono più che legittime e opportune, perché condividere e anche suggerire delle linee di indirizzo non significa operare delle ingerenze indebite, ma occuparsi di un bene fondamentale per l’intera regione. Non basta ripetere come un mantra, ad ogni occasione, che con i dividendi di CVA la Regione finanzia opere per la cittadinanza e implicitamente suggerire che questo ci deve bastare: occorre una informazione più precisa e puntuale alla popolazione e un diverso ruolo della Regione.


INTERROGAZIONE: Informazioni sui profili professionali nel comparto unico e nella azienda USL (Erika)

Con questa interrogazione abbiamo chiesto se è stata inviata un’informativa per una procedura di mobilità volontaria esterna, rivolta al personale appartenente al Comparto unico e all’Azienda USL della Valle d’Aosta da parte del Dipartimento Personale ed organizzazione, se vi siano dichiarazioni di esubero, graduatorie aperte o concorsi in espletamento nel Comparto unico o nell’Azienda USL della Valle d’Aosta per i profili professionali B1, B2, C2 e D. Il Presidente Testolin ha confermato l’invio dell’informativa sulla mobilità, dichiarato l’assenza di esuberi in AUSL e resi noti 3 concorsi in espletamento rispettivamente in USL per 40 C2 e in Regione per 43 C2 e 36 D. Erika nella replica ha evidenziato l’assurdità quindi della procedura di mobilità alla luce dei dati riportati e della mancanza di esuberi. Il PIAO dell’USL inoltre evidenzia la mancanza di oltre 40 amministrativi. Ancora una volta la Regione non pianifica e cerca di recuperare personale da altri enti in sofferenza.


INTERROGAZIONE: Informazioni circa modifiche al progetto di ampliamento dell’Ospedale presentato in V commissione (Erika)

Con questa interrogazione Erika ha voluto sapere se, rispetto al progetto presentato in quinta Commissione a maggio del 2021, gli originali parametri (altezze, volumi e superfici utili dell’intesa tra Regione e Comune Aosta) siano stati rivisti e quali le modifiche; se vi siano novità rispetto alla collocazione delle camere mortuarie e allo studio del traffico. L’Assessore Marzi ha confermato che il progetto definitivo conferma gli originali parametri – altezze, volumi e superfici utili – dell’intesa Regione-comune di Aosta che sono rimasti invariati rispetto al progetto. La società SIV ha di recente incaricato un professionista per uno studio sul traffico, circoscritto alla zona interessata che non ha a che fare con il vigente PGTU approvato. In tale contesto potranno emergere dal Comune di Aosta, direttamente coinvolto nel tavolo di lavoro per il tema di viabilità, eventuali esigenze che il Comune stesso, al netto delle specifiche necessità di sosta legate al nuovo ospedale, intenderà proporre nell’ambito dei propri indirizzi di politica della viabilità e della sosta della città. Le camere mortuarie saranno invece spostate presso il cimitero di Aosta. Erika ha replicato evidenziando che i parametri non sono rimasti gli stessi: l’elisuperficie non c’era e l’eliminazione di locali tecnici per fare spazio all’area megalitica nemmeno. L’elisuperficie prevede anche delle modifiche al Piano regolatore. Gli aggiornamenti sullo studio del traffico sono importanti così come la disponibilità da lei esplicitata per ampliare l’accordo di programma e per consentire di coprire quella zona con un numero adeguato di parcheggi. Ad oggi l’accordo di programma non è rispettato, troviamo assurdo studiare il traffico una volta approvato il progetto e non capiamo il silenzio del Comune di Aosta. Torneremo sul tema quindi per parlare non solo del contenitore, ma di quanto sarà contenuto in quell’ampliamento. Per quanto riguarda lo spostamento della morgue al cimitero di Aosta non vediamo passi avanti e sarà interessante capire come SIV trovi lo spazio visto il numero ridotto di camere mortuarie. Anche qui nel silenzio più totale del Comune.»


INTERROGAZIONE: Notizie relative alla situazione di scarso decoro dell’accesso alla sede ASL di Verrès (Chiara)

Abbiamo portato l’attenzione su un piccolo problema che si è verificato all’Asl di Verrès. Il vano antistante l’ascensore sul retro della sede USL, che spesso usano anche persone in carrozzina, risulta spesso ingombro di cartoni e immondizie varie che, pur non ostruendo le porte, rappresentano una situazione di scarsissimo decoro e richiedono di fare alcune manovre per entrare nell’ascensore. Due giorni prima del Consiglio avevamo verificato che si era proceduto allo sgombero, come poi ha affermato l’Assessore in aula. Non sono certo questi i problemi più significativi in ambito sanitario, ma considerato che ci hanno detto che sono anni che periodicamente si accumulano immondizie in quel luogo, abbiamo voluto fare un richiamo ufficiale, nella speranza che d’ora in poi ci sia maggiore cura.


INTERROGAZIONE: Notizie sul numero di pazienti selezionati per interventi nell’ospedale di Sallanches e numero di interventi effettuati (Erika)

Con questa interrogazione abbiamo chiesto di avere novità rispetto all’accordo siglato con l’ospedale di Sallanches. L’Assessore Marzi ha evidenziato che un solo paziente dei 15 selezionati ha accettato di essere operato all’Ospedale di Sallanches. 417 valdostani sono in attesa al momento di una colecistectomia, di cui 19 hanno priorità massima, 137 alta, 146 media e 115 normale. Il tempo medio di attesa nel 2023 è di 271 giorni. Peggio va a chi deve esser sottoposto alla rimozione di cisti sacrali. In questo caso i tempi di attesa medi sono di 325 giorni. Ad attendere un intervento sono 111 valdostani (1 a priorità massima, 23 alta, 53 media e 34 normale). Da inizio anno l’Ospedale Parini è riuscito a dar corso a 37 interventi di colecistectomia e a 3 interventi di rimozione di cisti sacrali. Tempi di attesa e numero di interventi sono legati alla carenza di gastroenterologi, che Regione e Usl stanno cercando di individuare. Erika ha evidenziato l’insensatezza dell’accordo con l’ospedale di Sallanches, soprattutto per patologie così frequenti. Il risultato era piuttosto scontato.


INTERPELLANZA: Parità di accesso agli organi di informazione e di controllo nelle società controllate da pubbliche amministrazioni (Erika)

Abbiamo chiesto i dati riferiti all’applicazione della legge 120/2011 nelle società partecipate sul rispetto di equilibrio di genere, il numero di donne iscritte al percorso formativo “Women on board 2023” e se sia intenzione della Regione utilizzare la short list in cui entreranno coloro che supereranno il percorso formativo. Il Presidente Testolin ha dichiarato il rispetto della legge Golfo/Mosca. Rispetto al percorso formativo 15 valdostane si sono iscritte, ma sull’utilizzo della short list ha evidenziato che le nomine sono di nomina fiduciaria e quindi si utilizzeranno solo in caso si assenza di possibilità di scelta. Erika in replica si è detta soddisfatta del rispetto della legge e delle dichiarazioni di Testolin, in controdenza rispetto al suo predecessore nelle partecipate (Caveri) che invece parlava di difficoltà rispetto al reperimento di candidature femminili. Inutile invece appoggiare ad un percorso formativo se poi non è intenzione valorizzare le donne che partecipano allo stesso.


INTERPELLANZA: Valutazioni in merito all’evento organizzato alla BCC di presentazione di un libro sulla massoneria del Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia (Chiara, Erika)

La Fondation Emile Chanoux ha organizzato all’inizio del mese di maggio un evento in città per presentare il libro “L’ingiustizia di Palazzo Giustiniani” di Stefano Bisi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia. All’iniziativa ha dato il patrocinio anche l’Istituto Storico della Resistenza e della società contemporanea in Valle d’Aosta. La cosa ci ha sorprese e diverse sono state le persone che ci hanno manifestato le loro perplessità e anche un certo disagio, perché la sensazione diffusa è che si sia trattato di una vetrina per le tesi e le attività della massoneria, che è notoriamente una forma di associazione a carattere riservato, da sempre molto problematica rispetto alla dialettica democratica, e caratterizzata da un operato ed un funzionamento che è difficile definire trasparente; inoltre si tratta di un ambiente dove c’è una palese discriminazione sessuale, generalmente le donne non sono infatti ammesse. C’è poi un dato inquietante: il Grande Oriente d’Italia, ospite alla sala BCC con due suoi esponenti, nel 2017 aveva rifiutato di fornire l’elenco degli aderenti alle Logge della Calabria e della Sicilia alla Presidente della Commissione parlamentare, l’on. Rosi Bindi, che indagava sulle attività mafiose e sugli intrecci con logge massoniche. Vicenda che è stata evocata anche nella serata di Aosta e che ha suscitato più di un sobbalzo. Nell’interpellanza abbiamo evidenziato che la Fondation Chanoux ha come obiettivi statutari il ricordo dell’azione di Emile Chanoux e lo sviluppo di studi federalisti e regionalisti; non si comprende dunque per quale motivo abbia scelto di offrire visibilità in Valle d’Aosta alla massoneria, attraverso la promozione di un libro di un importante esponente della stessa. Allo stesso modo abbiamo evidenziato che la finalità precipua dell’Istituto Storico della Resistenza è la raccolta e divulgazione della documentazione sulla Resistenza al fascismo e al nazismo in Valle d’Aosta, il sostegno alle attività di sviluppo della democrazia, obiettivi distanti da quelli del mondo massonico. Non è stata a nostro avviso una buona iniziativa. Fondation e Institut non sono sottoposti a vigilanza della Regione, la Regione finanzia ma poi si tratta di enti che agiscono autonomamente ed è giusto, l’autonomia operativa è piena e va salvaguardata, come per altre istituzioni, ma una valutazione sull’operatività di tali Enti in relazione ai loro compiti istituzionali a nostro avviso va fatta. Abbiamo quindi chiesto alla Giunta se era stata informata dell’anomala iniziativa della Fondation Chanoux; quali valutazioni sono state fatte rispetto all’evento del 4 maggio e se sono state assunte iniziative conseguenti; se si condivide che Istituti finanziati dalla Regione dedichino tempo e risorse ad iniziative estemporanee e non pertinenti con il loro ruolo. La risposta è stata data dall’Assessore Guichardaz, che ha condiviso le nostre perplessità e ha domandato al Presidente di Fondation Chanux, Marco Gheller, informazioni su tale scelta ritenuta quantomeno lontana dagli obiettivi della fondazione stessa. Gheller ha affermato di assumersi la piena responsabilità dell’iniziativa che non è stata condivisa con il CdA di Fondation. L’Assessore ha sottolineato che in fase di esame dei bilanci e rendiconti di Fondation si presterà attenzione alle attività della stessa. In replica Chiara ha manifestato soddisfazione per la risposta e ha sottolineato che ciò che ha creato sconcerto è stata la modalità della serata; non la presentazione di uno studio a cura di ricercatori dell’Istituto storico o di Fondation, ma l’evidente pubblicità ad un testo di un esponente di spicco della massoneria, un evento del tutto inopportuno.


INTERPELLANZA: Intendimenti in merito al disegno di legge sulla multifunzionalità in agricoltura (Chiara) – RINVIATA

INTERPELLANZA: Iniziative volte a sostenere la conciliazione dei tempi di lavoro e cura, per donne e neo genitori (Chiara) – RINVIATA

INTERPELLANZA: Organizzazione dei nuclei RSA e UAP nella struttura di Variney (Erika)- RINVIATA