Il Consiglio di fine luglio, con decisione della Conferenza dei capigruppo, si è riunito quattro giorni invece dei soliti due, considerati i numerosi punti all’ordine del giorno – in parte risalenti a precedenti sedute e non discussi – e soprattutto la decisione della Giunta di portare in aula una serie di disegni di legge iscritti d’urgenza che necessariamente richiedono tempi di dibattito più lunghi, ciò che sottrae spazio alle iniziative ispettive dei consiglieri. La Conferenza ha anche stabilito che nella prima giornata dei lavori si sarebbero discusse le iniziative rinviate dai consigli precedenti, cercando di smaltirne il maggior numero possibile; a seguire i disegni di legge e poi gli altri punti come declinati nell’ordine del giorno.

Per la seduta conclusiva della prima parte dell’anno c’erano quindi all’ordine del giorno 102 punti, fra cui 7 disegni di legge: il primo riguardava il secondo assestamento  al bilancio di previsione 2023 e la variazione al bilancio di previsione per il triennio 2023-2025 (ASTENUTE) ; il secondo le disposizioni urgenti per il reclutamento di personale per il rafforzamento amministrativo delle istituzioni scolastiche regionali per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza e per il reclutamento di personale a tempo determinato (ASTENUTE); il terzo testo di legge riguardava la celebrazione dell’80° anniversario della Resistenza, della Liberazione e dell’Autonomia risultante dal coordinamento tra un disegno di legge della Giunta e la proposta del nostro gruppo PCP (A FAVORE); il quarto era sulle disposizioni in materia di zona franca per la ricerca e lo sviluppo (A FAVORE); il quinto sulle modifiche agli interventi regionali per lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile, femminile e da parte dei disoccupati di lunga durata nei settori dell’industria e dell’artigianato (l.r. 31/2022) (A FAVORE); il sesto su disposizioni in materia di gestione e funzionamento dell’ente gestore del Parco naturale Mont Avic (A FAVORE); il settimo sulle disposizioni in materia di accompagnatore di media montagna (ASTENUTE).

Riportiamo alcuni stralci dei nostri interventi su alcuni dei disegni di legge posti in votazione.

Assestamento di bilancio (Astenute)

«Con questo secondo assestamento ci saremmo aspettati di vedere interventi a sostegno delle persone e delle imprese in difficoltà e, invece, nulla andrà a loro: tanti piccoli interventi senza visione e programmazione e soprattutto che non intervengono sulle vere priorità e emergenze di cui hanno bisogno i valdostani – ha commentato Erika -. Bisognava dare una risposta all’emergenza sociale caratterizzata da sfratti, chiusure di aziende e aumento di povertà, ma non si è nemmeno voluto riproporre una misura minima come quella del “bonus sociale”. Il tesoretto viene spacchettato per cercare di accontentare tutti ma non risolve le criticità di nessuno. Si danno trasferimenti straordinari a fondazioni e associazioni già ampiamente finanziate, giustificandoli con nuove iniziative che nessuno aveva previsto. Si prevede la costruzione ex novo di una sede di 1000m2 per guide alpine e maestri di sci con una copertura di 3 milioni di euro per la realizzazione di un luogo formativo per circa 100 persone. Non esistono strutture esistenti? Si stanziano risorse per una palestra lontana da tutte le scuole di Aosta. Altri milioni vanno alle società di impianti a fune nonostante i proclami sui grandi ricavi e i soldi già messi nel primo assestamento. Università, area megalitica e aeroporto ancora foraggiate, ma di cui non conosciamo il futuro. Positive le risorse assegnate agli enti locali, ma si rimanda un problema che è da affrontare con la riforma degli enti locali e del sistema di attribuzione delle risorse finanziarie necessarie, affrontando ad esempio la questione del contributo alla finanza pubblica sostenuto dai Comuni, peraltro derivante da entrate di loro competenza quale l’IMU, che potrebbe essere lasciato, almeno parzialmente, nella disponibilità degli enti, fornendo una risposta strutturale. Gli enti soffrono di carenza di risorse umane, di turn over e mobilità verso la Regione, che incidono negativamente sull’efficienza delle realtà locali. Anche queste importanti risorse non prevedono interventi a favore delle persone in difficoltà da parte degli enti stessi.»

«Sulla “Maison de la montagne” c’è stato un iter fulmineo che ha portato all’individuazione dell’area per la sua realizzazione, ma non è stata fatta nessuna valutazione sulla possibilità di recuperare immobili di proprietà regionale – ha osservato ChiaraGuardando alle scuole che aspettano da moltissimi anni le palestre o all’assenza di progetti per l’eliminazione delle barriere architettoniche viene da pensare che ci siano figli di serie A e figli di serie B. Forse la scuola, gli insegnanti e le persone con disabilità sono figli che non producono ricchezza e che quindi non devono ricevere le giuste attenzioni. Quello che emerge maggiormente nel disegno di legge è l’assenza di attenzione nei confronti delle famiglie in difficoltà, mancano delle misure per la povertà così come manca l’attenzione concreta alla crisi climatica. Spiace che con una quantità notevole di denaro non si sia andati nella direzione di prevedere interventi per queste tematiche.» Sul punto relativo alla Maison de la montagne c’è stato un attacco scomposto dell’Assessore Grosjacques nei confronti di Chiara; è stata l’ennesima dimostrazione dell’arroganza e della prepotenza di chi da tempo opera con certi sistemi, ma che da marzo ad oggi ha ancora più spazio di manovra.

Erika ha concluso “visto l’atteggiamento arrogante della maggioranza in Commissione, proprio per questo non avevamo presentato né ordini del giorno né emendamenti, ma rimaniamo in Aula. Il nostro parere è negativo perché questo provvedimento non incentiva né sostiene per nulla le persone in difficoltà in un momento in cui le persone supportate dai centri Caritas sono aumentate del 12%. I trasferimenti ai Comuni ancora una volta non sono strutturali e riteniamo che sarebbe meglio lasciare nella disponibilità di questi enti l’extra gettito IMU concedendo loro una maggiore possibilità di programmazione.»

Disegno di legge per il personale da destinare alle scuole per attuazione PNRR (Astenute)

«Ancora una volta si interviene sul reclutamento del personale senza interloquire con i sindacati e senza nemmeno volerli audire – ha evidenziato Erika -. Questo provvedimento è una sorta di palliativo, che non risolve i problemi delle segreterie scolastiche, perché con il PNRR l’aumento del carico di lavoro sicuramente c’è stato, ma le carenze di personale vi sono da tempo e fuori dalla nostra regione le prestazioni aggiuntive vengono ben remunerate. È sicuramente positivo intervenire, ma rileviamo che sarebbe importante capire come si intende assegnare questo personale e quali sono le priorità di copertura. C’è poco di straordinario in questo provvedimento. Le priorità su cui intervenire, come segnalato nelle note di CGIL e UIL sono ben altre. Abbiamo quindi presentato un ordine del giorno per chiedere al Presidente e agli Assessori in Commissione una serie di approfondimenti sugli interventi a valere sulle risorse del PNRR delle singole istituzioni scolastiche, sui criteri di attribuzione del personale per il rafforzamento amministrativo delle istituzioni scolastiche regionali  per l’attuazione  del PNRR e per il reclutamento di personale a tempo determinato, oltre che le intenzioni di governo sulla copertura dei posti vacanti nell’organico delle segreterie delle istituzioni scolastiche.» Contestualmente è stato respinto un nostro ordine del giorno che chiedeva di relazionare nelle Commissioni consiliari competenti rispetto agli interventi sul PNRR delle singole istituzioni scolastiche, sui criteri di attribuzione del personale e sulle intenzioni riguardo alla copertura dei posti vacanti nell’organico delle segreterie scolastiche.

Disegno di legge per le celebrazioni dell’80^ anniversario della Resistenza, della Liberazione e dell’Autonomia (A favore)

«La proposta di legge che abbiamo depositato il 31 maggio scorso – a dit Chiara -, significativamente a ridosso delle celebrazioni per la festa della Repubblica nata dalla Resistenza, è in continuità con quella approvata dal Consiglio regionale nel 2013 per celebrare il 70° anniversario e si basa quindi su un modello operativo già sperimentato con risultati positivi dieci anni fa, nel periodo 2013-2018. Gli anni compresi tra l’8 settembre del 1943, giorno dell’armistizio, e il 26 febbraio del 1948, data di nascita del nostro Statuto speciale, sono stati decisivi per la definizione e il rinnovamento democratico delle istituzioni italiane e valdostane. Anni i cui avvenimenti salienti vanno quindi ricordati e celebrati degnamente, al fine di conservarne la memoria e tramandarne alle nuove generazioni il valore e il significato. Riteniamo positivo che si sia giunti, dopo un confronto in prima Commissione, alla predisposizione di un testo congiunto, recependo la nostra proposta di aggiungere la possibilità di partecipare al Comitato incaricato di raccogliere ed esaminare le proposte di eventi celebrativi i sindaci dei Comuni eventualmente interessati da tali eventi, nonché i promotori e i responsabili delle varie iniziative. Riteniamo infatti necessario che le comunità e i soggetti che organizzano delle iniziative siano coinvolti, à tour de rôle, nelle riunioni del Comitato, nell’ottica dello spirito stesso della legge, che non è di mera celebrazione istituzionale ma è di promuovere una memoria attiva.»

Erika, a parlé de «la necessità di affrontare questo anniversario senza pregiudizi e indulgenze, superando le finte memorie della Liberazione e della Resistenza. Non vogliamo accreditare falsi miti, conosciamo le luci e le ombre di questo fenomeno, ma non accettiamo i revisionismi espliciti o sottointesi e le concezioni riduttive di un periodo storico di cui i valdostani devono essere orgogliosi. Nel tempo non abbiamo costruito quella memoria collettiva, fondamento della convivenza civile come osservava De Luna. Bisogna vincere le sacche di non conoscenza che non aiutano a vivere il presente né a nutrire il futuro. Dobbiamo far capire ai giovani il coraggio e la bellezza delle scelte fatte in quel periodo storico da persone che decisero di lottare contro una dittatura, anche a costo della vita. Questa legge ci dà gli strumenti per dare un contributo alla conoscenza. Bisogna coltivare la memoria per “pas pedre lo tzemeun ” come diceva Ida Desandré.».

Disegno di legge sulle modifiche agli interventi regionali per lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile, femminile e da parte dei disoccupati di lunga durata nei settori dell’industria e dell’artigianato (A favore)

Erika ha comunicato che avremmo votato “questa norma, a differenza di quanto avvenuto nella Commissione convocata d’urgenza, perché è stato possibile approfondire anche grazie alla documentazione consegnataci successivamente dall’Assessore. Questa norma interviene aggiungendo risorse per il tutoraggio necessario per la redazione dei business plan, parte centrale del testo e strumento utile per agevolare soprattutto le persone più fragili. Accogliamo, infine, con favore l’impegno dell’Assessore di venire nuovamente in quarta Commissione per un confronto che ci consentirà di affrontare alcune criticità segnalateci e magari migliorare ulteriormente la norma.»

Disegno di legge per integrazione personale presso Parco Mont Avic, in seguito all’ampliamento del perimetro (A favore)

«Questo disegno di legge è conseguente a quello relativo all’allargamento dei confini del Parco – ha ricordato Chiara – Era necessario dunque procedere a un ampliamento della pianta organica inserendo personale con un profilo tecnico in quanto è sicuramente da implementare tutta l’attività tecnico-scientifica legata al Mont Avic. Si dovrà poi anche verificare, dopo la prima fase di gestione con la nuova perimetrazione, se il numero di addetti alla sorveglianza è sufficiente. Auspichiamo inoltre che si facciano i dovuti approfondimenti per un ulteriore allargamento dei confini del Parco: i comuni limitrofi, in particolare quelli di Pontey e di Châtillon hanno dimostrato il loro interesse in merito e occorre riavviare le valutazioni nel merito, al fine della creazione di una più vasta area protetta, che garantirà anche una importante offerta turistica.»

Disegno di legge per gli Accompagnatori di Media Montagna (AMM) (Astenute)

Il disegno di legge presenta una confusione di fondo tra la “Guida ambientale ed escursionistica” e le sue competenze e quella dell”Accompagnatore di media montagna”. La prima è una professione non ordinistica, esercitata ai sensi di una legge nazionale sulle professioni non regolamentate e non necessita di abilitazioni e iscrizioni a albi.  L’accompagnatore di media montagna, invece, è una figura alternativa alla guida alpina, il suo profilo è evidenziato nella legge nazionale 6/89 e rientra nelle professioni ordinistiche. Nel disegno di legge, di fatto, il profilo attribuito all’AMM regionale è quello della GAE. A seguito di ricorsi in altre regioni che hanno approvato norme simili, il Consiglio di Stato ha precisato che il legislatore regionale non può istituire professioni con titoli abilitanti ed è quindi possibile che questa legge regionale, così come formulata, possa incorrere in eventuali impugnazioni. Inoltre riteniamo negativo che si sia provveduto a scrivere il disegno di legge in un Tavolo che ha escluso una associazione operante in Valle da molto tempo.»


Le iniziative del nostro gruppo all’odg erano 22, di cui 1 question time, 6 interrogazioni, 11 interpellanze (alcune già depositate per consigli precedenti), 4 mozioni. Ne sono state discusse 17 (sono quindi rinviate al Consiglio di settembre una interpellanza e quattro mozioni). Si sono affrontati prima i “vecchi” punti, quindi le interpellanze non discusse a metà luglio.

INTERPELLANZA: Azioni per il corretto finzionamento dell’ISILTP e adeguate condizioni di lavoro del personale assegnato (Chiara)

Il Collegio docenti ha inviato al Presidente della Regione, all’Assessore all’istruzione e alla Sovrintendenza agli studi una lettera in cui elencava la difficoltà di portare avanti un’offerta formativa di eccellenza con la carenza di personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA). Abbiamo quindi chiesto al Governo se si prevede a breve l’assegnazione almeno delle risorse tecnico amministrative, al fine di assicurare un più sereno avvio dell’anno scolastico 2023-24 e un corretto funzionamento dell’istituzione, nel rispetto del progetto didattico-educativo e delle adeguate condizioni di lavoro di tutto il personale docente, amministrativo e ausiliario. Il Presidente della Regione ha risposto che la situazione dell’ISILTP di Verrès è particolarmente critica per la concomitanza di diverse circostanze, che sono state prese in carico dal Dipartimento personale e organizzazione, che il 27 giugno scorso ha incontrato, insieme alla Sovraintendente agli studi, una delegazione della Scuola e ha cominciato a fornire alcune prime risposte. In particolare, per quanto riguarda il personale non docente: il funzionario D, Capo dei Servizi di segreteria, dopo un lungo periodo di assenza, ha ripreso servizio il 3 luglio 2023; per il Collaboratore C2, il posto sarà coperto a partire dal mese di settembre con una mobilità dall’esterno; per il Tecnico informatico C2, nelle more dell’espletamento del concorso, programmato per la tarda primavera/estate 2024, sarà attivata una chiamata al Centro per l’impiego per la copertura temporanea del posto (8 mesi da ottobre 2023 fino a maggio 2024, prorogabile di ulteriori 8 mesi fino alla copertura definitiva); per la copertura dei posti B2 vacanti nelle scuole sarà pubblicato un avviso di mobilità interna prima dell’avvio dell’anno scolastico. Ci saranno poi risorse aggiuntive per le attività legate al PNRR. Per quanto riguarda il dirigente scolastico, invece, non erano state evidenziate finora particolari problematiche – ha detto il Presidente –. Allo stato attuale, nonostante i vari solleciti effettuati nei mesi scorsi da parte della Sovraintendenza agli studi, siamo in attesa che venga pubblicato dal Ministero dell’istruzione il bando di concorso per dirigente scolastico, che dovrebbe uscire probabilmente entro l’estate. Se fosse rispettata questa tempistica, già peraltro piuttosto in ritardo, i nuovi dirigenti scolastici potrebbero prendere servizio dal primo settembre 2024. Nel frattempo, tenuto conto che gli incarichi dei dirigenti scolastici sono triennali e il mandato si concluderà nel 2023-2024, le sedi vacanti saranno date a reggenza per un anno, dal primo settembre 2023 al 31 agosto 2024. Per quanto riguarda l’organico dell’autonomia, il Presidente ha riferito che «al Polo unico di Verrès, che aveva 912 alunni, sono stati assegnati 8 posti per il potenziamento dell’offerta formativa. Per il prossimo anno scolastico 2023-2024, la Giunta a maggio scorso ha assegnato all’ISILTP di Verrès 42 posti comuni, 10 posti di sostegno e 8 posti confermati per il potenziamento dell’offerta formativa, anche se gli alunni previsti sono scesi a 789Chiara in replica: apprendiamo le novità riguardanti il personale ATAma ci chiediamo se queste risorse umane arriveranno a destinazione nei tempi prospettati e se la scuola avrà una situazione migliore; difficilmente con la mobilità ci sarà la corsa a trasferirsi a Verrès… Riguardo alla gestione del PNRR, con l’approvazione del disegno di legge in discussione domani, ci sarà una dotazione di personale aggiuntivo, ma solo per progetti legati al PNRR, tutto il resto rimarrà scoperto. La reggenza, ci viene detto, è stata scelta e non imposta, il che dimostra un grande senso di responsabilità da parte di dirigenti e anche di insegnanti. Sappiamo che al momento la situazione è di difficile risoluzione perché non ci sono disponibilità di dirigenti scolastici. Ci auguriamo che da settembre almeno la questione del personale tecnico e ausiliario si possa risolvere, altrimenti ci troveremo con gli stessi problemi evidenziati per questo anno scolastico.


INTERPELLANZA: Programmazione della rete di metanodotto e azioni per raggiungere entro il 2040 all’abbandono del metano e dei combustibili fossili (Chiara)

L’interpellanza intendeva affrontare una grossa contraddizione nella programmazione energetica in Valle d’Aosta. Da un lato sappiamo tutti che sono in corso importanti opere per estendere la rete di distribuzione del metano e raggiungere l’intera Alta Valle e le vallate di Ayas e Gressoney e altri progetti ancora. Dall’altro lato sappiamo tutti che il metano nell’arco di 17 anni dovrebbe scomparire dall’utilizzo in valle d’Aosta, come prevede la Road Map fossil fuel free. Si programmano e si realizzano opere che comportano notevoli investimenti, spese ingenti che vengono giustificati come un miglioramento nell’uso dell’energia per vari decenni, ma in realtà per il metano e le sue condutture non c’è futuro. E allora? Si vuole fare i conti con questa realtà? La contraddizione che ho descritto è davanti agli occhi di tutti, ma ci sono anche altri aspetti che sono meno noti e riguardano gli indirizzi europei in materia di uso del metano. Orientamenti che sono fortemente restrittivi come per tutti i combustibili fossili. Nella recente bozza di revisione del “Regolamento Ecodesign”, in discussione a livello europeo, viene richiesto un indice di efficienza delle caldaie a gas, talmente elevato da praticamente escludere la possibilità di produrre e vendere in futuro tali caldaie, e questo a partire dal 2029. Abbiamo quindi chiesto al Governo quali tratti di metanodotto sono in costruzione o sono programmati e se è in corso una valutazione sull’opportunità di continuare a estendere la rete di distribuzione del metano o se piuttosto di pensa di investire in altre tecnologie per arrivare entro 17 anni all’abbandono del metano e delle altre fonti fossili in Vda. La risposta è stata deludente e anche preoccupante: non ci sono nuove progettazioni ma il piano predisposto in passato prevede comunque che siano realizzati oltre 200 km di rete distributiva sia nelle vallate di Ayas e Gressoney, sia verso l’Alta Valle. Il metanodotto, ha detto l’assessore, potrà essere utilizzato in futuro per veicolare biometano, idrogeno o altri carburanti alternativi. Ma la Regione stessa, nella bozza di PEAR, scrive che solo il 15/20 % di idrogeno potrà essere immesso in quei tubi, non di più perché ka rete non reggerebbeNon si sta valutando di bloccare la costruzione di nuovi tratti di tubazioni, si va avanti…e si ritiene che non sia ragionevole abbandonare il metano soprattutto nell’industria. Chiara in replica ha citato alcuni studi e articoli di esperti, apparsi recentemente sui media, secondo cui il metano è “un killer dell’ambiente” (Mercalli), in quanto è responsabile del 3% dell’aumento globale delle temperature ed è indispensabile agire per contenere le emissioni. Se si vuole essere efficaci occorre intervenire entro il 2030, se no condanniamo i nostri figli. L’ampliamento della rete dei metanodotti è il retaggio di un passato che dobbiamo abbandonare al più presto.


INTERPELLANZA: Cronoprogramma telecabina Pila-Platta de Grevon e avvio di un confronto in commissione (Erika)


INTERPELLANZA: Rispetto degli impegni contrattuali per la gestione della struttura socio sanitaria di Variney (Erika, Chiara)


INTERPELLANZA: Problematiche relative all’elevato numero di accessi al Pronto Soccorso (Erika, Chiara)


INTERPELLANZA: Azioni per garantire i servizi di continuità assistenziale, di guardia turistica e delle UCA (Erika, Chiara)


INTERPELLANZA: Problematiche connesse al cambio di gestione del servizio per donne maltrattate “Arcolaio” (Chiara)

Da molti anni in Valle d’Aosta è attivo il servizio di prima accoglienza per donne maltrattate denominato Arcolaio. Alla fine dello scorso anno è stato pubblicato il bando per la gestione, che era in scadenza. E’ stato aggiudicato al RTI Cooperativa La Sorgente e Cooperativa Esprit à l’Envers, con decorrenza a partire dal 1° giugno 2023 per una durata di tre anni, eventualmente rinnovabili per ulteriori 12 mesi. C’è quindi stato un cambio di gestione. Le utenti sono state trasferite dalla struttura in cui era precedentemente ubicato il servizio, ad un edificio situato in un’altra località, con maggiori difficoltà di accesso a tutti i servizi di cui queste donne necessitano; il trasloco è avvenuto nei giorni del ponte festivo del 2 giugno scorso. Ci sono giunte varie lamentele e segnalazioni circa carenze di gestione del servizio e di adeguatezza della sistemazione, anche dal punto di vista igienico. C’è stato anche un intervento delle forze dell’ordine, sollecitate dalle ospiti. La struttura attuale è provvisoria, in quanto quella indicata dai nuovi gestori nella loro offerta, non era pronta al momento del trasferimento delle ospiti… Sappiamo che è in atto un ricorso al Consiglio di Stato da parte della cooperativa che ha perso l’appalto, di cui si attendono gli esiti, e anche che il Consiglio di Stato ha dato parere negativo alla richiesta di sospensiva dell’aggiudicazione del servizio. Riteniamo tuttavia che la Regione, a differenza del Consiglio di Stato, fosse a conoscenza dei tempi stretti per il passaggio di consegne e della indisponibilità della struttura indicata dagli aggiudicatari, tanto da richiedere una soluzione provvisoria, poco funzionale e con le carenze sopra evidenziate. Ci sembra a dir poco illogico che si facciano spostare queste persone come pacchi, in attesa di una sistemazione definitiva e ci chiediamo perché non si sia deciso di aspettare. Abbiamo quindi chiesto al Governo regionale di avere chiarimenti rispetto alla situazione sopra descritta; di conoscere quali azioni sono state intraprese per verificare che il servizio sia fornito nei termini corretti e rispettosi dei criteri stabiliti dal bando di gara; di comprendere le ragioni per cui l’Amministrazione regionale, in attesa del pronunciamento del Consiglio di Stato, non abbia previsto una proroga del servizio “Arcolaio” ai precedenti gestori, al fine di garantire una adeguata e stabile sistemazione alle ospiti del servizio, evitando spostamenti plurimi da una gestione e da una struttura all’altra. L’Assessore Marzi ci ha risposto confermando in sostanza quello che sapevamo ma sottolineando che dai sopralluoghi effettuati la struttura ha i requisiti adeguati. Poi però ha parlato di migliorie che sono state recentemente apportate: un po’contraddittorio… Ci sono stati interventi dei carabinieri, della polizia e dei NAS, nel complesso gli ambienti sono stati considerati idonei e in condizioni soddisfacenti. La Regione non ha ritenuto concedere una ulteriore proroga ai precedenti gestori (una era stata concessa) dopo il pronunciamento del TAR e in attesa della sentenza del Consiglio di Stato. L’assessore ha assicurato un monitoraggio della situazione. Chiara in replica ha ribadito l’anomalia di un trasloco in fretta e furia in una struttura decentrata e evidentemente non adeguata, se sono state apportate delle migliorie…Le ospiti del servizio Arcolaio vivono una situazione di generale disagio e evitare di spostarle da un luogo all’altro come pacchi sarebbe una scelta di attenzione e rispetto.


INTERPELLANZA: Interventi per risolvere le problematiche relative al personale infermierisitco al JB Festaz (Erika)


Question time sul malfunzionamento presso il poliambulatorio di Donnas e la micro comunità di Perloz (Chiara,Erika)

Ci era stato segnalato che da giorni a Donnas non funzionava l’impianto condizionatori, con temperature di oltre 30 gradi, mentre a Perloz l’ascensore era guasto da circa una settimana (è sovente in panne) -. Parliamo di luoghi di accoglienza di soggetti vulnerabili e abbiamo chiesto al Governo se queste situazioni siano state segnalate e quali provvedimenti siano stati presi per risolvere i disagi di ospiti, pazienti e personale. Già prima del Consiglio abbiamo saputo che i guasti erano stati riparati; qualche volta le iniziative ispettive servono!


INTERROGAZIONE: Conformità della nomina del Presidente della Société Infrastructures Valdôtaines (Chiara)

Sottolineando la scelta della Giunta di passare per la SIV da un Amministratore unico a un Consiglio di amministrazione di tre componenti (in controtendenza con la raccomandazione di semplificare contenuta nella normativa statale), Chiara ha chiesto di sapere: quando e a seguito di quali avvenimenti è stato deciso di sostituire l’ex Presidente con quello attuale; quali elementi sono stati acquisiti dalla Giunta e da Finaosta per verificare la compatibilità della nomina a Presidente della SIV del Direttore dei lavori commissionati dalla Société; se, alla luce degli elementi acquisiti, è stata avviata la procedura di sospensione o revoca della nomina. Il Presidente della Regione ha risposto che la sostituzione dell’organo monocratico con uno collegiale è avvenuta sulla base di una specifica motivazione presentata da Finaosta e riscontrata dall’Amministrazione regionale. Il passaggio al Cda mantiene il compenso complessivo invariato e “garantisce maggiore e diversificata idoneità e professionalità rispetto al perseguimento dell’interesse pubblico alla realizzazione delle numerose e differenti opere di interesse strategico poste in capo a SIV”. La Regione, per il tramite di Finaosta, ha proceduto, con delibera 544/2023, alla designazione di tre componenti del Consiglio di amministrazione che sono avvenute sulla scorta di un rapporto di natura fiduciaria, fondato sull’intuito personale e, secondo Testolin, nel rispetto del possesso dei requisiti di idoneità all’assunzione della carica, indicati nell’avviso pubblico e verificati, da Finaosta, sulla base delle dichiarazioni fornite dai candidati in sede di apposita istruttoria. Sulla compatibilità della nomina, c’è stato un procedimento avviato da Finaosta con la pubblicazione di un avviso pubblico per la ricerca di candidature. Su queste vengono effettuate le verifiche sull’insussistenza delle cause di inconferibilità, incompatibilità e di conflitto di interessi; sussistenza dei requisiti di professionalità e, in genere, di idoneità alla carica, compresi quelli di onorabilità, individuati nell’avviso. All’esito dei controlli, Finaosta ha evidenziato alla Regione un potenziale profilo di incompatibilità relativo al nuovo presidente. Per questo motivo, la deliberazione n. 544/2023 ha condizionato l’efficacia della designazione anche “all’impegno a rimuovere le eventuali cause di incompatibilità”. Nelle situazioni di incompatibilità, spetta al soggetto interessato l’obbligo di scegliere, entro il termine perentorio di 15 giorni, tra la permanenza nell’incarico di provenienza e l’assunzione di quello di destinazione. Cosa che l’attuale Presidente del Consiglio di amministrazione ha fatto nei termini previsti, secondo quanto riportato da Testolin, per il quale “non emerge dunque alcuna motivazione per la sospensione o la revoca della nomina in questione.” Chiara ha replicato che non è condivisibile la sostituzione di un Amministratore unico con un Consiglio di amministrazione perché è in contrasto con la normativa e con le indicazioni generali impartite sulle società pubbliche e, soprattutto, risponde a delle vecchie logiche di distribuzione di prebende. Ci è stato detto anche che l’operazione è stata fatta a parità di spesa, grazie a una riduzione dello stipendio del Presidente. A noi risulta che il suo emolumento sia passato da 68mila a 60mila euro, quindi, vuol dire che gli altri membri del CdA ne percepiscono 4mila: una cifra abbastanza ridicola. Non abbiamo invece sentito nulla sui motivi per cui si è deciso di cambiare il Presidente. Non capiamo se c’era una ragione grave per la mancata riconferma del Presidente uscente che, a nostro avviso, ha lavorato bene. Anche sull’incompatibilità permangono i nostri dubbi: era palese che avere contemporaneamente il ruolo di Direttore dei lavori e la carica Presidente della società commissionaria degli stessi, fosse incompatibile e credo che questo fosse abbastanza noto a tutti, vista la vicenda della direzione lavori del polo universitario che è una storia conosciuta per tutta la serie di corsi e di contro ricorsi. Sulla questione della rimozione delle cause di incompatibilità stiamo facendo ulteriori verifiche, perché a noi risulta che l’incarico della direzione lavori sia rimasto.


INTERROGAZIONE: Informazioni sulla deliberazione di designazione del Cda di CVA (Chiara)

A giugno 2022 Finaosta ha nominato il nuovo Cda di CVA. Secondo la normativa in vigore avrebbe dovuto farlo sulla base di una designazione dei componenti effettuata dalla Giunta. Facendo una ricerca non siamo riusciti a trovare la relativa delibera. La cosa ci è parsa strana, abbiamo fatto un accesso agli atti e depositato l’interrogazione per conoscere gli estremi di quella deliberazione e capire se c’erano stati problemi. Sulla normativa regionale riguardante il rapporto Regione-Cva sono state fatti leggi contradditorie. Dapprima con la legge n. 20/del 2016 Cva è stata assoggettata alla stessa disciplina di tutte le società partecipate dalla Regione. Poi con l ‘art 22 della legge 12/2018 Cva è stata sottratta pressoché interamente dalla applicazione della Legge 20/2016. Infine, con legge n. 11/2022 (promulgata il 30 maggio 22) sono state ripristinate procedure di controllo anche per Finaosta, ivi compresa la disciplina delle modalità per le nomine degli amministratori. La legge 11/2022 è stata approvata dal Consiglio regionale il 25 maggio ed è stata promulgata il 30 maggio. Incomprensibile perché poi si sia atteso un mese, fino al 21 giugno 2022, per la pubblicazione sul Bollettino ufficiale e l’effettiva entrata in vigore. Comunque è un dato di fatto che fin dal momento in cui è stato scaricato il Ddl e a maggior ragione da quando la legge è stata approvata dal Consiglio regionale (25 maggio) era chiaro a tutti quale fosse la procedura da seguire per le nomine. Procedura che prevedeva la designazione con DGR e poi la formalizzazione nella cosiddetta assemblea dei soci, cosiddetta perché il socio in realtà è uno solo. Le nomine fatte da Finaosta nella Assemblea ordinaria dei soci del 29 giugno non sono a nostro avviso conformi, perché mancavano di un presupposto indispensabile previsto dalla legge, quello della preventiva designazione con DGR, come sancito dalla legge approvata dal Consiglio più di un mese prima (25 maggio approvazione legge – 29 giugno assemblea soci per nomine). E’ incomprensibile perché non si sia seguita la procedura corretta, cioè deliberare in Giunta e poi Finaosta avrebbe fatto la sua parte, oppure se proprio c’era un problema di tempistica si poteva rimandare di qualche giorno l’Assemblea dei soci per le nomine. Non si è rispettata la legge, non si è voluto far precedere l’Assemblea dei soci con la designazione di Giunta. Perché? C’era forse un imbarazzo politico? Non si voleva magari sottolineare che Cva è una società pubblica che deve sottostare alle regole di trasparenza e di controllo che dipendono dalla sua natura pubblica? Il problema è il rapporto Regione-Cva. Non può esistere una zona franca, che sottrae Cva da ogni controllo regionale, anche Cva deve seguire determinate regole nei rapporti con la proprietà della Società. Noi non siamo d’accordo su Cva che procede in solitaria sulle nomine così come sul Piano strategico. Ma su questo certamente torneremo.


INTERROGAZIONE: Notizie sull’approvazione di Finaosta degli interventi di ammodernamento degli impianti funiviari Breuil/Cervinia (Chiara)

Questa interrogazione è stata presentata tenuto conto di vari elementi. Innanzitutto del fatto, per noi assolutamente sconcertante, che negli studi di realizzabilità del collegamento di CB non c’è nessun accenno alla necessità di ammodernare gli impianti esistenti nei due comprensori della Monterosa e della Cervino e al loro ritorno in termini di attrattività. Avevamo quindi chiesto dei dati aggiuntivi in occasione dell’audizione e il 16 maggio scorso la richiesta era stata formalizzata dal presidente di commissione, domandando in particolare quale stima si era fatta degli interventi prioritari per i prossimi 10 anni nella zona. Il 24 maggio il presidente della Cervino rispondeva di non poter trasmettere le informazioni poiché il Piano strategico, approvato in data 28 aprile 2023, era in fase di valutazione di Finaosta. Però circa tre settimane dopo, la società Cervino pubblicava il bando ai fini della progettazione ed esecuzione della nuova linea funiviaria Breuil/Plateau Rosa, con Quadro delle esigenze datato 31 maggio 2023, e con copertura finanziaria indefinita. Strana quindi quella risposta di maggio. Dal quotidiano La Stampa dell’8 luglio 2023 abbiamo inoltre appreso che tale investimento sarebbe già stato inserito nel Piano strategico del 2019 e abbiamo letto le dichiarazioni del Presidente Testolin che, in occasione dell’inaugurazione della nuova funivia Plateau Rosa/Piccolo Cervino, ha assicurato il sostegno della Regione per l’ammodernamento della linea Breuil/Plateau Rosa, stimato in 120 milioni di euro. Da tempo in commissione siamo in attesa di conoscere le decisioni del governo circa gli interventi sugli impianti a fune, suddivisi per tipologie, nonostante sollecitazioni e ordine del giorno votati all’unanimità lo scorso anno, ma nulla di concreto ci avete detto…  A nostro avviso è del tutto inaccettabile che il Presidente della Cervino nasconda le intenzioni della società ai consiglieri regionali che ne fanno richiesta, ma lo è anche la mancanza di programmazione chiara e condivisa delle scelte che il governo intende fare sugli impianti a fune. La Regione continua a investire imponenti risorse finanziarie par ci, par là, senza un disegno programmatorio da rendere noto al Consiglio Regionale. Abbiamo quindi voluto conoscere gli estremi dell’approvazione da parte di Finaosta degli interventi di ammodernamento degli impianti funiviari Breuil/Cervinia – Plateau Rosa; se il Governo era a conoscenza delle comunicazioni del Presidente della Cervino, società partecipata della Regione, agli organi di informazione; quali decisioni sono state prese dal Governo rispetto all’intervento di ammodernamento della linea Breuil/Cervinia – Plateau Rosà; quale ordine di precedenza è stato dato ai vari interventi sugli impianti a fune in territorio valdostano. Il Presidente in sostanza ha risposto che non era a conoscenza delle esternazioni del Presidente della Cervino ma che, conoscendo la sua preparazione e posizione, non aveva dubbi che avesse fatto dichiarazioni condivisibili. Finaosta non ha deliberato nulla, la Cervino ha dato avvio alla progettazione con fondi proprie. L’intervento citato fa parte delle linee programmatorie del DEFR che la Regione ha approvato. Infine non ci sono interventi da fare in ordine di precedenza ma c’è una valutazione di priorità (?…)


INTEROGAZIONE: Cronoprogramma lavori alla Biblioteca regionale di Aosta (Erika)


INTERROGAZIONE: Informazioni circa il trasferimento di personale medico, infermieristico e OSS in servizio al JB Festaz (Erika)


INTERROGAZIONE: Soluzioni alternative per il pagamento dei ticket sanitari in contanti a seguito di disservizi delle nuove macchinette al Parini (Erika)


INTERPELLANZA: Strategie del Governo regionale per l’attuazione del diritto delle persone con disabilità a fruire pienamente del patrimonio turistico e culturale della regione (Chiara)

Sul quotidiano La Stampa il 12 luglio scorso è apparso un articolo con una serie di segnalazioni di protesta di un gruppo di persone non vedenti in visita ad alcuni siti nella nostra regione e nella vicina Martigny. In particolare tre persone con disabilità visiva, ospiti di un hotel di St- Rhémy-en-Bosses – che da anni punta sull’accessibilità inclusiva con servizi su misura per gli ipovedenti, in collaborazione con organizzazioni del terzo settore tra cui l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti della Valle d’Aosta, hanno evidenziato le difficoltà che hanno avuto durante la visita alla Fondazione Barry di Martigny, di cui è vicepresidente il collega Jordan, sia nella visita al MAV di Fénis. Da quanto riportato in entrambi i casi non è stato possibile effettuare le visite tattili, fatta eccezione per alcuni settori al MAV, ed è venuta meno, di fatto, la fruizione dei due musei. Il diritto delle persone con disabilità a prendere parte alla vita culturale, su una base di uguaglianza, è previsto dalla Convenzione delle Nazioni Unite del 2006. Sul tema della fruibilità del patrimonio turistico della Valle d’Aosta siamo intervenute spesso nel corso di questo ultimo anno, con varie iniziative, in particolare sollecitando il Governo ad utilizzare con progetti diversificati il finanziamento previsto dal bando nazionale per il turismo accessibile e inclusivo, con l’assegnazione di un milione e 200 mila euro che sono stati invece interamente destinati al progetto “Lo sci per tutte le abilità“. Una somma così importante avrebbe potuto finanziare anche altri interventi per il turismo inclusivo che, pure in una regione di montagna, non può e non deve concentrarsi solo su una attività e una stagione, peraltro non così adatte a tutte le persone con disabilità. Con uno sforzo di volontà e di progettualità maggiore si sarebbe davvero potuto prevedere una diversificazione e una offerta più varia e attrattiva. Riteniamo comunque indispensabile predisporre in tempi brevi una strategia regionale rispetto all’attuazione dei diritti delle persone con disabilità a fruire del patrimonio turistico e culturale valdostano. Abbiamo quindi chiesto al Governo se era a conoscenza dei fatti riportati in premessa; come si prevede di intervenire per rendere realmente fruibile il MAV di Fénis; qual è il progetto o la strategia del Governo per l’attuazione dei diritti delle persone con disabilità a fruire pienamente del patrimonio turistico e culturale della nostra regione, non solo legato alla pratica dello sci; quando si prevede di rendere noto tale progetto/strategia. Ci hanno risposto che i fatti riportati dal quotidiano non erano del tutto esatti; pare che al termine della visita a Fénis le persone ipovedenti fossero soddisfatte (!) e non si capisce il tenore della segnalazione. L’assessore Guichardaz ha detto che il gruppo aveva fatto una “improvvisata” (sic!) e che con una prenotazione anticipata si sarebbe potuto migliorare l’accoglienza. Al MAV una sezione non è effettivamente accessibile per l’approccio tattile ma si sta pensando di dotarsi di sculture per tale scopo. C’è poi stata una dichiarazione sull’ottimo livello di accoglienza dei turisti con disabilità nei siti della nostra regione, su cui abbiamo evidenziato le nostre perplessità poiché siamo a conoscenza di vari episodi di scarsa attenzione alle richieste di singoli o di associazioni che organizzano visite per persone con disabilità.  Infine, lo stesso giorno in cui abbiamo depositato la nostra interpellanza, l’ufficio stampa ha diramato un comunicato che magnificava le realizzazioni del progetto “Lo sci per tutte le abilità” (vedi sopra). Con una piccola cifra, poche decine di euro, si poteva dotare il museo dell’artigianato di alcuni oggetti in legno da destinare alla fruizione tattile, unica reale modalità di osservazione per i non vedenti. Anche con poco sforzo sarebbe possibile realizzare un turismo veramente inclusivo con offerte diversificate, con ogni probabilità più attrattive e gradite.


INTERPELLANZA: Valutazioni in merito all’internalizzazione degli operatori di sostegno presso la Società dei Servizi (Erika, Chiara)


Il prossimo Consiglio regionale è fissato per il 27 e 28 settembre 2023.