In apertura del primo consiglio del 2025 si è finalmente approvato lo Schema di Norma di attuazione per le concessioni di grandi derivazioni di acqua a scopo idroelettrico. In sede di discussione è intervenuta Chiara annunciando il voto positivo di PCP. Si tratta di un atto molto importante su cui insistiamo da quasi sei anni. La prima bozza della norma era pronta fin dall’estate del 2019 ed è quella che, con poche modifiche non sostanziali, è arrivata a noi oggi. Si è accumulato un ritardo importante dovuto, in parte alla sostituzione dei componenti regionali e statali della Commissione paritetica, ma anche allo scarso impegno politico su questo punto. La norma è stata poi ripresa nel 2022 e tra luglio e settembre 2024, con finalità e tempistiche che non sono del tutto chiare, tant’è vero che lo schema riporta la data del 29 luglio, ma l’approvazione è del 30 settembre. Non siamo riuscite ad avere i verbali della Commissione che, secondo il Presidente Testolin, si è riunita solo due volte mentre il Presidente della Paritetica, Marini, ha detto che sono di più. Il testo allinea, finalmente, la Valle d’Aosta alle altre Regioni italiane ma stabilisce semplicemente che anche la nostra Regione possa disciplinare con proprie norme queste concessioni, superando i limiti attuali del nostro Statuto, e la potestà legislativa trasferita è delimitata da rigidi paletti. Non è un testo di grande valenza autonomista, in cinque anni ci si sarebbe aspettati qualcosa di più pregnante. Per fortuna è rimasto un elemento, anche se un po’ annacquato rispetto alla formulazione del 2019, che dà alla Valle d’Aosta un maggiore margine operativo rispetto a quello riconosciuto alle altre Regioni, consentendo di assegnare direttamente le concessioni a società a totale controllo pubblico, senza ricorrere alle pericolose opzioni delle procedure di gara. Si deve fin da ora approfondire la materia e, prima di scrivere la legge, bisogna sapere dove andare, anche riguardo alla partecipata Cva. (link all’intervento completo).
All’ordine del giorno erano iscritte 13 nostre iniziative: 1 question time, 6 interrogazioni, 6 interpellanze.
- Interrogazione a risposta immediata: ripresa dell’iter per una centralina idroelettrica ad Oyace già sospeso a seguito di procedimento penale (Chiara, Erika)
- Interrogazione: sostituzione del dirigente della Struttura valutazioni, autorizzazioni ambientali e qualità dell’aria (Chiara)
- Interrogazione: coinvolgimento dell’ufficio di presidenza nella richiesta della struttura di Montfleury come sede da parte di associazioni e realtà culturali (Erika)
- Interrogazione: disagi per le temperature troppo basse nelle aule dell’Istituto Itpr Corrado Gex di Aosta (Erika)
- Interrogazione: approfondimenti sul vettore idrogeno in Commissione (Chiara)
- Interrogazione: iniziative messe in campo dall’Azienda Usl in seguito agli episodi di aggressione agli operatori sanitari (Erika)
- Interrogazione: riconoscimento della “Carta europea della disabilità” per l’accesso ai servizi regionali (Chiara)
- Interpellanza: valutazioni sull’affido a Inva di servizi informatici (Chiara)
- Interpellanza: azioni per migliorare l’offerta sciistica di Ayas (Chiara)
- Interpellanza: progetto per il rilancio della stazione di arrivo dell’impianto di Punta Indren nel comprensorio della Monterosa Ski (Erika)
- Interpellanza: proroga termini avviso per la costituzione di CER sul territorio regionale (Chiara)
- Interpellanza: operazioni di bonifica e ripristino ambientale della discarica di Pompiod (Erika)
- Interpellanza: garanzia di un ambiente sicuro e professionale alle donne che accedono ai consultori e alle strutture sanitarie regionali (Erika)
Interrogazione a risposta immediata: ripresa dell’iter per una centralina idroelettrica ad Oyace già sospeso a seguito di procedimento penale (Chiara, Erika)
L’iter amministrativo per la realizzazione di una centralina idroelettrica a Oyace era stato sospeso dal giugno 2020 a seguito di un procedimento penale della Procura di Aosta, poi conclusosi nel 2021, a carico dell’ex Sindaco e di un imprenditore che hanno patteggiato un anno e sei mesi per corruzione impropria. Con un provvedimento dirigenziale del 13 dicembre 2024 si è prevista la riattivazione del procedimento espropriativo per la costruzione e l’esercizio dell’impianto. Visto che la vicenda ha destato e continua a destare preoccupazione in particolare nella comunità di Oyace, ma non solo, abbiamo chiesto alla Regione, che ha la competenza esclusiva sulla revoca delle concessioni, se la Giunta abbia deliberato o almeno discusso del permanere della validità degli atti con cui è stata disposta la pubblica utilità dell’opera in seguito al processo e alla relativa sentenza. Il Presidente della Regione ha confermato che il procedimento espropriativo è stato sospeso in una fase avanzata dell’iter, vale a dire dopo l’adozione dei decreti presidenziali con i quali sono stati disposti l’esproprio e l’asservimento coattivo e l’occupazione temporanea dei terreni necessari. Il provvedimento dirigenziale di dicembre 2024 è stato adottato su istanza di riattivazione del procedimento espropriativo da parte della Società, ciò all’esito dell’istruttoria volta a verificare il permanere della validità degli atti presupposti, che ha coinvolto diverse strutture regionali, oltre che il Comune di Oyace. Gli atti in questione non sono stati oggetto di revoca, risultano validi ed efficaci. La struttura competente in materia di espropriazioni ha, pertanto, dovuto riattivare il procedimento. Per la revoca dell’atto concessorio il procedimento è stato avviato dalla Struttura gestione demanio idrico che, al termine dell’istruttoria, non ravvisandone i presupposti oggettivi, ha disposto l’archiviazione del procedimento di revoca stesso. Né la Giunta regionale né il Presidente della Regione sono stati chiamati a deliberare o a decidere in merito a questa questione, i cui recenti sviluppi sono stati avviati, istruiti e conclusi dalle strutture amministrative competenti a termini di legge. Chiara ha replicato: “Conosco l’iter, ma la mia domanda era un’altra: la Giunta ha almeno discusso del permanere della validità degli atti a seguito della vicenda? Perché è grande lo sconcerto tra la comunità. I cittadini devono essere irreprensibili nell’osservanza delle norme, e se non lo sono vengono sanzionati; qui invece, dopo quattro anni, tutto riparte nel silenzio, come se niente fosse successo. E la Giunta non ne ha neppure discusso, ma a norma di legge la revoca è una sua precisa competenza, dovrebbe almeno valutare.
Interrogazione: sostituzione del dirigente della Struttura valutazioni, autorizzazioni ambientali e qualità dell’aria (Chiara)
Con questa interrogazione abbiamo voluto conoscere i tempi e le modalità di sostituzione del Dirigente della Struttura Valutazioni, Autorizzazioni ambientali e Qualità dell’aria, che è in pensione dal mese di luglio. Abbiamo visto che ad oggi non è stata fatta nessuna nomina, le mansioni, in situazione di vacanza, sono svolte da personale interno alla struttura e i relativi provvedimenti sono firmati dal Coordinatore del Dipartimento. Riteniamo che il ruolo del responsabile delle procedure di VIA e di VAS sia estremamente importante. La Valutazione di Impatto Ambientale e la Valutazione Ambientale Strategica di molti progetti e opere sono strumenti fondamentali per prevenire danni all’ambiente, derivanti in particolare da progetti infrastrutturali o industriali. Le autorizzazioni di tali progetti richiedono un controllo rigoroso per garantirne la sostenibilità, controllo che a sua volta richiede tempo, competenze, risorse umane in numero adeguato. L’assenza prolungata del titolare dell’incarico dirigenziale è un ulteriore elemento critico della carenza di risorse in seno al Dipartimento dell’Ambiente, una carenza più volte evidenziata dal Coordinatore e dai Dirigenti stessi e documentata in varie note e documenti pervenuti alla Terza Commissione consiliare. Nonostante la disponibilità e gli sforzi di chi opera nella struttura, alla lunga questa situazione inciderà negativamente rispetto alle valutazioni ampie, puntuali, complesse e rigorose dei procedimenti valutativi e autorizzativi necessari per molte opere, progetti, concessioni ecc. E questo può comportare a cascata conseguenze potenzialmente pericolose per il territorio. Il Presidente Testolin ha risposto che con una delibera del 5 febbraio 2024 la Giunta ha deciso di non procedere con nuove assunzioni prima della fine della legislatura, anche in considerazione dello studio Bocconi sulla riorganizzazione dell’Amministrazione, che non ha ancora trovato applicazione, ma che indica anche la soppressione di strutture dirigenziali. Da qui alla fine dell’anno si cercherà di coprire con personale dagli skill coerenti, ma per questa struttura al momento non ci sono figure con tali skill. Chiara ha replicato evidenziando grande preoccupazione. Sarebbe molto negativo sopprimere eventualmente quella struttura, le autorizzazioni e le valutazioni ambientali sono fondamentali per la tutela dell’ambiente. Ma anche non sostenere adeguatamente il lavoro di chi deve supplire a questa vacanza non va bene.
Interrogazione: coinvolgimento dell’ufficio di presidenza nella richiesta della struttura di Montfleury come sede da parte di associazioni e realtà culturali (Erika)
In data 27 novembre l’ufficio di Presidenza del Consiglio ha votato, a maggioranza, per recedere il contratto d’affitto del castello di Montfleury al fine di destinarlo ad alcune associazioni culturali. Erika ha voluto approfondire la questione chiedendo se un componente dell’Ufficio di Presidenza (UP) del Consiglio regionale è dipendente di una di queste associazioni; se vi sono altre associazioni, fondazioni, enti morali e istituti di ricerca che nel tempo hanno reiterato la richiesta di una sede e di spazi per svolgere la loro attività e con quale riscontro; lo stato dell’arte rispetto alla richiesta di spazi inoltrata dalla struttura Attività Culturali; se la Regione può stipulare contratti di locazione o subentrare a contratti sottoscritti in precedenza da altri enti da destinare a soggetti esterni e quindi non ad uffici regionali o soggetti istituzionali. L’assessore Guichardaz molto stizzito, ha fatto una lunga premessa per evidenziare la strumentalizzazione di questa vicenda e l’estraneità dell’operato del suo assessorato trattandosi di scelte votate in UP. Ha quindi invitato Erika a leggersi i cv dei vari componenti dell’UP per avere la prima risposta. Confermato che altri enti, associazioni, istituti di ricerca, .. hanno nel tempo chiesto degli spazi senza ottenerli. Si è invece fatta una scelta rispetto alle société savantes visto il grande interesse di tutto il Consiglio regionale e la loro attività. La Regione infine non può subentrare al contratto di locazione da destinare a soggetti esterni. Erika ha quindi evidenziato di aver letto che Bertin è un dipendente della Fondation Chanoux, ma pensava non fosse stato aggiornato il cv, quindi ha rilevato l’inopportunità del suo voto rispetto a questa delibera. Ha poi evidenziato che l’11/04/2023 il Consiglio ha rinnovato quel contratto per 6anni + 6 mentre già sapeva del rifacimento degli spazi di via Piave. Ancora una volta c’è una mancata programmazione e sinceramente che arrivi proprio nel mentre una richiesta dell’Assessorato ai beni culturali, fa assai specie. Come la scelta della destinazione, quando per questi enti si è da poco dato lo spazio in Maison Barillier.
Interrogazione: disagi per le temperature troppo basse nelle aule dell’Istituto Itpr Corrado Gex di Aosta (Erika)
Erika ha voluto approfondire la questione delle aule fredde dell’itpr e conoscere le soluzioni adottate. L’assessore Guichardaz ha evidenziato che il problema era a conoscenza della Dirigente e degli Assessorati all’istruzione e alle opere pubbliche. Il problema riguardava tre aule poste nei seminterrati ed è stato risolto con l’acquisto di nuovi radiatori. Erika ha fatto notare che su questo tema approfondirà perché, salvo un cambio della normativa, non possono esserci aule in locali seminterrati. Ancora una volta si interviene in ritardo.
Interrogazione: approfondimenti sul vettore idrogeno in Commissione (Chiara)
Circa un anno fa era stata approvata all’unanimità una nostra mozione che chiedeva di effettuare in commissione un approfondimento sul vettore idrogeno, tema importante e di interesse generale, al netto delle diverse posizioni, che rientra nella strategia fossil fuel free al 2040 della Regione. Quell’impegno prevedeva che si organizzasse ci si concentrasse sulle caratteristiche e gli utilizzi del vettore idrogeno, con l’ausilio di esperti. Avevamo già fatto un sollecito a maggio, con una interrogazione sulla sperimentazione degli autobus a basse emissioni e con una interpellanza su un possibile incarico all’Istituto Energie rinnovabili di Bolzano per uno studio sulla conversione a emissioni zero della flotta di autobus. L’assessore aveva ribadito la disponibilità al confronto affermando che ne avremmo parlato in commissione, in particolare riferendosi al tema autobus a idrogeno o elettrici. Ma nulla si è fatto. Abbiamo chiesto se la disponibilità è confermata e in caso affermativo se l’Assessore ha concordato con il Presidente di Commissione di dare avvio ai lavori. Ci piacerebbe davvero che fossero sentiti i ricercatori di Eurac Research e magari anche i vertici della Cogne. Saremmo anche curiosi di sapere se sono andati avanti i test sugli autobus elettrici, per i quali l’Assessore aveva garantito la massima disponibilità a rendere noti i risultati. L’Assessore ha risposto confermando la sua disponibilità e ribaltando la questione sul presidente di commissione, che deve gestire molti arretrati. Ha sottolineato che lui non vuole scavalcare la commissione e la sua autonomia…Peccato che quando la Giunta vuole far passare qualche disegno di legge o atto amministrativo chiede la corsia preferenziale e tutto il lavoro della commissione passa in cavalleria! L’impressione è che non ci sia nessuna reale volontà di studiare l’argomento. Forse perché le evidenze scientifiche sull’uso dell’idrogeno nel campo dei trasporti (tanto caldeggiato da giunta e maggioranza) preoccupano?
Interrogazione: iniziative messe in campo dall’Azienda Usl in seguito agli episodi di aggressione agli operatori sanitari (Erika)
Viste le notizie di cronache rispetto ad un primario che, dopo aver causato un incidente, non ha voluto sottoporsi all’etilometro e ha perso le staffe contro i sanitari del pronto soccorso. Erika ha voluto conoscere quali iniziative sono state assunte dall’Azienda, sia per tutelare la propria immagine, sia per adempiere a quanto previsto dalla legge, dai contenuti della locandina aziendale, dal regolamento interno e dal codice disciplinare; quali azioni nel tempo l’Azienda ha intrapreso a seguito di aggressione a suoi operatori. L’Assessore Marzi ha evidenziato la strumentalizzazione di questa notizia che riguarda la sfera privata di un affermato medico balzato recentemente alle cronache per interventi di alto livello. Non vi è stato quindi nessun procedimento disciplinare e anche rispetto agli episodi violenti avvenuti in questi mesi nelle strutture ospedaliere l’azienda USL ad oggi non ha intrapreso azioni legali. Erika ha ricordato di aver già affrontato questo tema a seguito dell’iniziativa del parlamentare valdostano che evidentemente non aveva senso visto che in Valle d’Aosta è tutto tranquillo. Ha rilevato che l’ospedale è tappezzato di locandine in cui si legge che OFFENDERE O AGGREDIRE È REATO, ma evidentemente viviamo in un’isola felice. Esistono poi un codice deontologico e dei ruoli in cui vi sono aggravanti rispetto a quello che avviene. Questa tutela della vita privata quindi immagino avverrà anche se domani uno di noi andasse in pronto soccorso ad inveire contro i sanitari.
Interrogazione: riconoscimento della “Carta europea della disabilità” per l’accesso ai servizi regionali (Chiara)
L’interrogazione aveva lo scopo di fare il punto sull’ampliamento dell’uso della Disabilty card che dal 2023 permette in Valle d’Aosta di accedere agli impianti di risalita e ai servizi del trasporto pubblico locale. Basta infatti far leggere all’operatore incaricato del servizio il Q-code della propria Disability card attraverso lo smartphone per certificare la propria condizione di disabilità, senza dover produrre fogli e fogli e perdere tempo in verifiche varie. In occasione della legge che conteneva l’articolo su Card e trasporti, avevamo proposto come gruppo consiliare un ordine del giorno approvato all’unanimità che chiedeva di ampliare l’accesso con tale carta ad altri servizi di tipo culturale, turistico, sportivo della nostra Regione entro il 2024. A giugno Chiara aveva chiesto lumi e dalla risposta dell’Assessore Grosjacques si era capito che erano in alto mare. Sono passati altri 7 mesi, per un totale di oltre un anno da quell’ordine del giorno, e quindi abbiamo voluto fare il punto. Anche perché sul sito del Ministero per la disabilità, nella pagina che riporta le convenzioni attive e quelle in fase di stipula, per la Valle d’Aosta c’è solo la convenzione con l’Associazione valdostana impianti a fune; non c’è nemmeno quella con la Regione per il Tpl. Ha risposto l’assessore Guichardaz facendo un lungo elenco di tutto ciò che la Vda fa per le presone con disabilità e dicendo che si sta cercando di arrivare a una convenzione per vari accessi a siti e servizi, ad esempio ai castelli. Di fatto però attualmente non c’è ancora nessun atto ufficiale, anche se l’assessore ha affermato che in una delle prossime sedute di Giunta si approverà una delibera propedeutica alla convenzione. Aspettiamo, sperando di arrivarci prima di luglio!
Interpellanza: valutazioni sull’affido a Inva di servizi informatici (Chiara)
Con questa interpellanza abbiamo portat all’attenzione dell’Aula la questione dell’affido dei servizi informatici degli enti locali alla società Inva. Chiara ha evidenziato che i Comuni, in quanto parte di questa società in house, possono scegliere di non fare gare pubbliche nel settore informatico, pagando direttamente Inva per l’assistenza e le forniture di servizi. A sua volta, Inva si rivolge ai suoi fornitori che, di fatto, lavorano poi direttamente con i Comuni, senza dover effettuare le normali procedure di appalto svolte da questi ultimi, e possono dunque essere avvantaggiati rispetto a chi non lavora direttamente con Inva. Dalle segnalazioni ricevute, risulta che potrebbero essere particolarmente penalizzate le piccole società operanti sul nostro territorio che rischiano di perdere l’opportunità di concorrere a singoli appalti. Abbiamo quindi chiesto al Governo se queste criticità e ricadute siano state oggetto di analisi e di valutazioni approfondite; se non si ravvisa una potenziale violazione del principio di libera concorrenza; se sia a conoscenza della preoccupazione delle piccole società e come intende affrontarla. L’assessore Caveri ha risposto di non aver mai ricevuto segnalazioni. Le amministrazioni pubbliche sono tenute ad acquistare beni e servizi informatici e di connettività ricorrendo agli strumenti di acquisto e di negoziazione di Consip o dei soggetti aggregatori, ivi comprese le centrali di committenza regionali per i beni e i servizi disponibili presso gli stessi soggetti. Resta ferma la possibilità per le amministrazioni pubbliche di procedere agli affidamenti di servizi e forniture (e quindi anche di servizi informatici e di connettività) direttamente a società in house, come prevede il Codice dei contratti pubblici. Quindi, gli affidamenti a favore di Inva sono conformi alla normativa e non presentano alcun profilo di violazione del principio di libera concorrenza. Le soluzioni software per gli enti locali sono selezionate da Inva tramite gare pubbliche, sono generalmente fornite da aziende di rilevanza nazionale e rispondono alle esigenze di scala e complessità tipiche del contesto pubblico. Ha ammesso che ciò rende difficile per le piccole imprese partecipare a queste gare. L’evoluzione tecnologica nel settore informatico rende ormai insufficiente la semplice acquisizione di un software. È invece fondamentale individuare un soggetto in grado di occuparsi della sua implementazione, integrazione nell’organizzazione, assistenza agli utenti, manutenzione e aggiornamento continuo. Peculiarità non sempre nella disponibilità delle piccole società di informatica. Chiara ha replicato: “Suggerirò a chi ha effettuato questa segnalazione di rivolgersi direttamente all’Assessore in modo da meglio esplicitarle i termini della questione, riguardo alla quale non è tuttavia l’unico che può essere contattato. Mi chiedo se viste le quote frazionali di partecipazione, molto basse, i Comuni possano esercitare un controllo effettivo sulle scelte di Inva e quindi anche sulla selezione dei fornitori: si tratta di una società partecipata che svolge un ruolo cruciale per la nostra Regione ed è importante che rispetti tutti i principi di trasparenza e improntati alla libera concorrenza. Mi auguro infine che attraverso le gare gestite da Inva i Comuni ottengano le forniture necessarie ai prezzi migliori.
Interpellanza: azioni per migliorare l’offerta sciistica di Ayas (Chiara)
Con questa interpellanza siamo tornati su un tema parzialmente affrontato nel dicembre scorso, con una interrogazione sulle richieste presentate dalla società Monterosa nell’ambito del rinnovo di alcuni suoi impianti. Ad Ayas la seggiovia bidirezionale Ciarcerio/Belvedere, che ha un punto di interscambio a Contenery, riveste un’importanza strategica in quanto collega l’area sciistica del Crest a quella di Frachey e consente di proseguire verso Gressoney-La-Trinité utilizzando la seggiovia della Bettaforca. L’impianto risale al 1983, oltre 40 anni fa, e presenta una criticità importante: il suo punto di arrivo al lago Ciarcerio si trova a una quota troppo bassa per accedere direttamente alla seggiovia della Bettaforca. Dalla risposta dell’Assessore del 19 dicembre abbiamo avuto conferma che Monterosa ha presentato richiesta di finanziamento per la sostituzione e il potenziamento sia della seggiovia Ciarcerio/Belvedere sia della seggiovia Mandria, ma che l’intenzione della società, diversamente dalle attese degli operatori turistici, dei maestri di sci e della clientela, sarebbe di mantenere gli attuali attestamenti della seggiovia bidirezionale, senza l’innalzamento di pochi metri di quota fino al Mont Ros. Ci sono state segnalate varie criticità dell’attuale configurazione dell’offerta sciistica di Ayas. Abbiamo quindi chiesto se non si ritenga, ai fini del miglioramento dell’offerta sciistica di sostituire l’attuale seggiovia bidirezionale Belvedere/Ciarcerio prevedendo il nuovo attestamento a Mont Ros; se, diversamente da quanto annunciato dall’Assessore, e cioè che gli impianti da sostituire saranno dismessi, si intenda valutare il riutilizzo di parti della seggiovia bidirezionale ai fini della creazione di un collegamento diretto Crest/Belvedere. L’Assessore ha risposto dicendo innanzitutto che si stupiva molto delle critiche a Monterosa, quasi che la società non parli con chi vive e opera sul territorio, e del fatto che si vogliano discutere scelte gestionali (!); ha affermato che la società ritiene che le soluzioni prospettate sono state ponderate e sono le migliori, escludendo quindi un attestamento più in quota per la seggiovia Belvedere-Ciarcerio. Ha tuttavia fatto una piccola apertura sulla necessità di migliorare l’accesso alla pista nera Sarezza/Contenery e di valutare la realizzabilità di una seggiovia Crest-Belvedere. In replica Chiara ha affermato che la società non ha informato il territorio delle sue intenzioni, finora fatte filtrare dai dirigenti unicamente in qualche bar di Champoluc. Non è stato detto dall’Assessore, ma a noi risulta che secondo queste “esternazioni” gli interventi auspicati sarebbero troppo costosi. Se così è, c’è da rimanere basiti. Da un lato la società Monterosa sta perorando la realizzazione di una linea funiviaria inutile e devastante nel Vallone delle Cime Bianche da 150 milioni, sappiamo che spenderà un milione per un assai discutibile parco giochi in quota al Crest, e poi si dice che razionalizzare il collegamento Crest/Frachey, innalzando di una settantina di metri l’attestamento della seggiovia bidirezionale, costerebbe troppo! Una giustificazione senza senso, che penalizzerà ancor più l’area del Crest e quanti risiedono a Champoluc, i quali anziché raggiungere a piedi gli impianti di risalita, continueranno ad intasare l’asse viario verso Frachey e i servizi di navetta. E’ necessario che la società Monterosa dimostri un po’ meno prepotenza e un po’ di disponibilità in più a recepire le istanze del territorio e della clientela.
Interpellanza: progetto per il rilancio della stazione di arrivo dell’impianto di Punta Indren nel comprensorio della Monterosa Ski (Erika)
Nuova iniziativa di Erika per conoscere il futuro della struttura ricettiva di Punta Indren. L’Assessore Bertschy ha evidenziato che rispetto a questa struttura si rilevano 8000 passaggi l’anno che rendono poco appetibile quel punto ristoro. La società cercherà qualcuno che possa gestirlo, ma è evidente che sarà difficile. Erika ha evidenziato che quella struttura è stata costruita nel 2012 ed è abbandonata da oltre 12 anni. Forse i problemi di gestione vanno considerati prima di costruire questi ristoranti in cresta, magari anche rivedendo le metrature e rendendoli più attrattivi considerato l’afflusso di persone.
Interpellanza: proroga termini avviso per la costituzione di CER sul territorio regionale (Chiara)
Siamo tornati sul tema dello sviluppo delle CER in Valle d’Aosta. Il 20 dicembre 2024, a Pont Canavese, è stata ufficialmente costituita la Fondazione Comunità Energetica Rinnovabile e Solidale FERVORES (28 soci pubblici e 13 soci privati. Per la parte pubblica ci sono 23 Comuni e 4 Unioni Montane, mentre tra i privati 11 imprese locali, 2 enti del Terzo Settore e il GAL Valli del Canavese. La Cers si estende su un territorio in cui insistono 5 Cabine primarie. E’ un’esperienza molto interessante per la Valle d’Aosta perché nasce ai nostri confini, in una realtà di montagna e di piccoli comuni con la nostra, è una Cer multicabina, è una Cer solidale, ha scelto la forma organizzativa della “Fondazione”. In Valle ci sono iniziative private interessanti (es. cooperativa Edileco ha attivato quattro Cer con già tre MW di potenza installata) ma è ancora assente l’iniziativa pubblica. La legge regionale 29 luglio 2024 n. 15 prevede: a) i contributi agli enti locali per studi di prefattibilità ai fini della costituzione di una Cer; b) la concessione di contributi per la realizzazione di impianti afferenti ad una Cer nel Comune di Aosta; c) l’istituzione di un Tavolo tecnico permanente per coordinare la promozione delle Cer. L’Avviso per la costituzione di Cer nel territorio regionale prevedeva che le domande di contributo per gli studi di fattibilità venissero inoltrate dal 23/9/2024 al 28/2/2025. Termine legato alla necessità di rispettare le scadenze poste dal GSE (31/3/25) per poter usufruire del contributo del 40% a fondo perduto per gli investimenti in impianti delle Cer. Tuttavia finora nessun ente locale ha presentato domanda per avere il contributo per studi di prefattibilità e il Celva ha richiesto una proroga dei termini di ben sei mesi. La Giunta ha prorogato i termini 31 agosto 2025. Quindi la scadenza GSE del 31 marzo non potrà essere rispettata. Si rinuncia pertanto alla possibilità di fruire dei finanziamenti Pnrr? Oppure si è a conoscenza di decisioni di prorogare la scadenza del 31 marzo? Si immagina una proroga di sei mesi? Pur sapendo che i finanziamenti Pnrr si riferiscono ad opere che devono essere concluse entro la fine del 2026? Abbiamo chiesto quali valutazioni sono state fatte per decidere la proroga dei termini di sei mesi e se tale proroga è compatibile con la scadenza per la presentazione al GSE delle domande per i contributi previsti dal PNRR; qual è l’attuale composizione del Tavolo tecnico permanente previsto dall’art. 8 della legge regionale e quale attività ha finora svolto; se è stata approvata la Deliberazione della Giunta regionale per I contributi per impianti afferenti ad una Cer nel territorio del Comune di Aosta; se, viste le difficoltà dei comuni, si intende rivedere tale impostazione e puntare sul sistema della Cer regionale multicabina, con un ruolo più attivo da parte della Regione. L’Assessore ha dato aggiornamenti sulla composizione del Tavolo che è completata, ci sono state alcune riunioni. La DGR per Aosta non è ancora pronta. La proroga dell’avviso è stata chiesta dal Celva, si è convenuto fosse opportuna. Sui possibili problemi per proroga regionale e scadenza a marzo delle domande per contributi PNRR, Berschy è stato ambiguo: ha detto che la cosa è ininfluente ma poi ha detto che chi vorrà avere anche i soldi del PNRR deve tenerne conto…E quindi il problema c’è! Sulla possibilità di rivedere l’impostazione ha affermato che se dagli enti locali giungeranno richieste specifiche si valuterà. Chiara si è detta non soddisfatta dalle risposte. Le Cer sono una grande opportunità, ma di fatto la politica valdostana non le promuove adeguatamente. A sei mesi dall’entrata in vigore della legge regionale non c’è ancora nessuna Cer pubblica costituita, non è partito neppure uno studio di prefattibilità, ci sono 800.000 euro di fondi FESR a disposizione per questa misura e non vengono utilizzati, la Dgr per Aosta non è stata fatta ed un terzo degli abitanti della Regione non può fruire di un finanziamento pur previsto da una legge regionale. C’è una responsabilità che è tutta politica di aver agito in ritardo e di non aver ascoltato i numerosi suggerimenti e proposte che pure sono arrivati dai nostri banchi e anche da alcuni amministratori locali. Continueremo ad insistere…
Interpellanza: operazioni di bonifica e ripristino ambientale della discarica di Pompiod (Erika)
Con questa interpellanza Erika ha chiesto di avere aggiornamenti sulla situazione della discarica di Pompiod chiedendo: quante e ad opera di quali soggetti sono state le osservazioni pervenute alla Via; lo stato dell’arte della procedura di approvazione del rinnovo; quando si prevedono le operazioni successive alla messa in sicurezza che riguardano la bonifica definitiva e il ripristino ambientale; quali sono le intenzioni della Regione nel caso in cui le opere di bonifica e ripristino non vengano effettuate. L’Assessore Sapinet, ha dichiarato che «sono pervenute 12 osservazioni e richieste di integrazioni da parte di strutture regionali, amministrazioni comunali, associazioni e privati. Il procedimento risulta attualmente sospeso per richiesta di integrazioni e approfondimenti sulla base delle osservazioni pervenute. Il rinnovo può avere esito positivo, anche con condizioni, o negativo. Ricordo che la Società proponente ha proposto, nella documentazione presentata per il rinnovo, di dimezzare l’elenco dei Cer autorizzati conferibili in discarica passando dagli attuali 129 a 68: un passaggio rilevante che va messo in evidenza.» «Il gestore ha provveduto ad attuare il piano di messa in sicurezza della discarica, approvato dal consulente dell’autorità giudiziaria che consiste nella rimozione di rifiuti non conformi conferiti, nella posa di tessuto non tessuto sulla porzione di discarica interessata dai rifiuti, nella posa di teli tecnici impermeabili e reti antivento sull’intero corpo della discarica, nel posizionamento di 2 pompe automatiche di rimozione delle acque meteoriche. L’attuazione del piano – certificata dal Consulente tecnico del Pm che ha attestato come “siano state eliminate oppure confinate le sorgenti che possono provocare conseguenze dannose e pericolose per l’ambiente” – ha consentito al gestore di giungere alla chiusura della vicenda giudiziaria. L’autorità giudiziaria, in esito alla relazione finale del Ct, non ha ritenuto necessario disporre l’esecuzione di ulteriori interventi. Le operazioni di recupero ambientale devono avvenire secondo il relativo piano di ripristino ambientale approvato per la discarica di Pompiod: eventuali modifiche al progetto di ripristino ambientale andranno definite in accordo con tutti i soggetti coinvolti (proprietà, gestore e Amministrazione comunale) anche in relazione alle decisioni che saranno assunte dal Celva dopo l’esame dello studio Arpa di cui abbiamo relazionato in Commissione. Stante le conclusioni della procedura giudiziaria, non vi sono al momento scenari per i quali debba essere effettuata una bonifica. Nell’eventualità che il soggetto gestore non effettui le previste opere di ripristino ambientale, come da progetto approvato, la Regione procederà a recuperare la garanzia finanziaria e ad eseguire in proprio tali lavori.» Erika ha quindi evidenziato che «l’Assessore ha confermato che non vi è stata bonifica, ma solamente due messe in sicurezza. Le garanzie previste andrebbero riviste perché sappiamo che attualmente non potrebbero coprire un ripristino ambientale, quindi occorre intervenire almeno per il prosieguo. Sappiamo che sono state ritrovate delle sostanze che non potevano essere depositate, quindi bisogna continuare a vigilare proprio in ottemperanza al principio e agli obblighi di prevenzione sanciti da tante sentenze. È vero che i Cer sono stati dimezzati, ma ricordiamo che rimangono ancora all’interno di quei Cer scorie da fusione e altri elementi. Continueremo a monitorare la vicenda anche per capire se saranno recepite le osservazioni al Via da noi depositate.»
Interpellanza: garanzia di un ambiente sicuro e professionale alle donne che accedono ai consultori e alle strutture sanitarie regionali (Erika)
Con questa interpellanza Erika è tornata sul tema dell’aborto e delle dichiarazioni fatte dall’Assessore Marzi nel Consiglio precedente chiedendo se corrisponda al vero che non vi siano state segnalazioni rispetto al tema; se ritiene che rientri nella garanzia di un ambiente sicuro e professionale la condivisione della stanza delle donne in regime di pre-ricovero o ricovero per effettuare l’IVG con le puerpere; l’identificazione precisa del giorno di pre-ricovero e ricovero per l’IVG attraverso il metodo chirurgico o la possibilità di imbattersi in un medico obiettore durante il percorso che porta all’IVG; se è intenzione dell’Assessorato e dell’Azienda USL rivedere la procedura richiamata nelle premesse. L’Assessore Marzi ha dichiarato che proprio la stessa interpellante è stata accolta dal Direttore sanitario con una donna per una segnalazione e ne è arrivata un’altra dal CAV, ma nulla sulla presenza di associazioni pro-vita o sulla richiesta di sentire il battito fetale. Rispetto alle altre segnalazioni si stanno cercando possibili soluzioni, ma la procedura si ritiene corretta. Erika ha quindi fatto notare di guardarsi anche le segnalazioni fatte all’URP perché quanto detto nello scorso consiglio, viene già smentito da questa risposta e magari trova altre sorprese in queste segnalazioni. Vi sono poi due articoli di giornale del 28/04/2024 rilasciate da operatori sanitari che confermano chiaramente quanto detto dal CAV. Erika farà accesso all’indagine per capire se questi dipendenti sono stati sentiti e hanno smentito le dichiarazioni o se si cerca semplicemente di non affrontare il problema. Non ci vuole uno psicologo per capire che mettere nella stessa stanza una donna che sta per partorire con una che sta interrompendo una gravidanza (magari anche perché sta perdendo il proprio figlio) non è assolutamente concepibile. Idem pensare che si debba rischiare di trovarsi davanti ad un obiettore durante il percorso o scegliere, da oltre 10 anni, di svolgere la procedura dell’IVG lo stesso giorno della settimana. Basta vedere chi accede al reparto in quella giornata e praticamente si è identificabili. Soprattutto in una piccola realtà come la nostra.