Delle 15 iniziative depositate dal nostro gruppo per questo consiglio ne sono state discusse 13, le rimanenti (due mozioni, sul condominio dell’Arco d’Augusto e sul palazzo The Stone a Cervinia) sono rinviate alla prossima seduta.
Interrogazione a risposta immediata: monitoraggio dei Livelli essenziali di assistenza (Erika, Chiara)
Interrogazione: Sollecitazione operatività della Commissione paritetica (Erika, Chiara)
Con questa interrogazione abbiamo voluto fare il punto sui lavori della Commissione Paritetica, di cui è stata recentemente rinnovata la componente regionale, chiedendo quali iniziative sono state assunte dalla Giunta per analizzare lo stato dell’arte dei vari dossier aperti, se la Commissione è stata convocata e in caso negativo se il Governo nazionale è stato sollecitato a dare il via per arrivare ad una rapida piena operatività. Il Presidente ha risposto che al momento c’è stata una riunione con la componente di parte regionale per una mise à jour dei vari temi in discussione da tempo; ha affermato che è in atto una interlocuzione regolare con il Ministero per gli Affari regionali ma di fatto la riunione plenaria della Paritetica ancora non c’è stata e si è in attesa della convocazione da parte del Ministro, data da Testolin come imminente. Chiara in replica ha ricordato che nel programma di legislatura della nuova maggioranza si è posto l’accento sulla necessità per quanto riguarda le Norme di attuazione allo studio di “arriver à une solution à court terme” e ha quindi sollecitato la Giunta a insistere per la ripresa dei lavori. Inoltre ha chiesto di confermare l’impegno, preso lo scorso anno, di un aggiornamento costante in Prima commissione da parte del suo Presidente circa l’evoluzione dei lavori della NdA sull’idroelettrico.
Interrogazione: Informazioni riguardanti la diffusione della fibra ottica sul territorio regionale (Chiara)
Sugli organi di informazione recentemente sono apparse dichiarazioni dell’Assessore Caveri riguardo alla diffusione della rete della fibra ottica in Valle, la cui realizzazione ha un importante ritardo, ma che pare essere “snobbata” dai cittadini che non fanno richiesta di collegamento, tanto che è stata annunciata una massiccia campagna informativa. Nel condividere tale opportunità abbiamo chiesto 1) se è stata definita con Oper fiber o con Infratel la campagna informativa e con quali modalità; 2) se si è a conoscenza delle difficoltà rilevate dai cittadini circa i tempi per l’acquisizione di autorizzazioni e permessi; 3) se sono state concertate con i Comuni e gli altri enti coinvolti modalità di velocizzazione delle pratiche burocratiche relative all’attivazione della fibra. L’assessore ha risposto che ci sono stati contatti con Open fiber (riunioni il 12 e il 30 maggio scorso) per fare il punto di avanzamento della fibra e per manifestare la contrarietà della Regione per i tempi troppo lunghi. Nel contempo si è avviato l’approfondimento per la comunicazione agli utenti (quindi tutto in alto mare…)L’assessore ha detto di essere a conoscenza di alcune criticità sul territorio regionale e di aver ricevuto una lettera recentemente. Chiara in replica ha sottolineato che in alcuni paesi la situazione è paradossale: sono state collegate zone dove ci sono vari fabbricati ma pochissimi residenti (es. piana di Gressoney) e in altre dove c’è densità di popolazione residente la fibra non arriva e non arriverà (es. loc. Steina sempre a Gressoney). Si sono fatti dei ragionamenti a tavolino, sulle mappe, senza tener conto della realtà. Inoltre ci sono difficoltà burocratiche con le pratiche di allacciamento alla rete in fibra, che richiedono un iter e dei tempi lunghissimi. Da alcune segnalazioni è emerso che ci vogliono mesi, se non addirittura anni – ben 2! – considerato che la pratica viene seguita da Open fiber, dal SUEL e dalla ditta incaricata dei lavori per l’allacciamento finale, con costi non indifferenti. Tutto questo scoraggia i cittadini che arrivano a rinunciare e a trovare altre soluzioni.
Interrogazione: Informazioni sulle criticità ancora esistenti in ordine alla gestione degli interventi di soccorso a seguito della DGR 517/2023 (Erika)
Interrogazione: Notizie in merito ad attività autorizzate di helibike (Chiara)
Qualche settimana fa ci è stata segnalato che è apparsa sui social una locandina di Cycling nature che pubblicizza l’evento Helibike Cervino previsto per il 15 luglio; un trasferimento in elicottero sul ghiacciaio e poi una discesa di 5000 metri in mountain bike a Cervinia o Zermatt. Abbiamo quindi chiesto quante e quali richieste per attività di helibike sono pervenute nel tempo all’Amministrazione regionale, da chi e con quali modalità sono state autorizzate, oltre che i riferimenti dell’autorizzazione all’attività prevista a luglio. Da quello che sappiamo noi, e che alcuni amministratori locali ci hanno confermato, tranne le deroghe specifiche per l’eliski nel periodo 1 dicembre-15 maggio, e per i voli panoramici che vengono organizzati in specifiche occasioni, le attività di sorvolo sopra i 1500 metri sono vietate. L’Assessore al turismo ci ha risposto che non è stata rilasciata alcuna autorizzazione da parte della Regione, che non potrebbe neppure farlo, perché per le attività di sorvolo sopra i 1500 metri per attività turistiche inerenti il territorio comunale è il comune che deve autorizzare. Abbiamo quindi deciso di fare un accesso agli atti del comune di Valtournenche per capire meglio la questione. Considerato che la segnalazione è venuta dal territorio sorge il dubbio che l’iniziativa sia stata pubblicizzata in largo anticipo senza aver ottenuto l’autorizzazione necessaria, che forse deve ancora essere richiesta. Approfondiremo. L’helibike, cioè la pratica di salire sulla vetta di una montagna con un elicottero, per poi scendere in sella ad una mountain bike, è indicata da qualcuno fra quelle su cui puntare per una destagionalizzazione del turismo; un noto alpinista l’ha invece definita come uno dei modi con cui si manifesta il proprio disprezzo verso la montagna…Abbiamo espresso tutta la nostra perplessità riguardo a questa pratica e alla scelta di autorizzarla, perché non ci pare certo in linea con i principi di una strategia di turismo sostenibile, considerata la quantità di emissione di gas climalteranti, l’inquinamento acustico e il disturbo alla fauna selvatica che produce un volo in elicottero. Un conto è utilizzare gli elicotteri per attività di soccorso o di trasporto di merci e passeggeri laddove non ci sono altre possibilità, sappiamo che ci sono delle evidenti necessità; tutt’altra cosa è promuovere e sostenere una pratica che impatta fortemente sull’ambiente montano, nei confronti del quale esistono forme di avvicinamento, di conoscenza e di fruizione turistica assai più rispettose e ragionevoli.
Interpellanza: Collocazione dello studentato universitario e del Cral a Palazzo Cogne (Chiara)
Sul destino di Palazzo Cogne e dello studentato universitario si è discusso in svariate occasioni in nell’ultimo anno, e sul Palazzo ancor più lo si è fatto nella precedente legislatusra, enza che si sia trovata una soluzione per il suo recupero. Nel marzo scorso il CCS Cogne è stato trasferito presso la Torre piezometrica, in posizione decisamente decentrata rispetto alla sede storica. Una delle possibili opzioni di utilizzo del Palazzo era stata in passato quella di destinarne una parte a studentato universitario, poi abbandonata perché ritenuta inadeguata. Sulla questione dello studentato lo scorso anno, a giugno 2022, l’Assessore Caveri aveva illustrato e sostenuto la volontà di realizzarlo in via Trottechien, con possibilità di ospitare una sessantina di studenti universitari, in alternativa all’iniziale progetto di collocare gli alloggi per studenti nelle palazzine Giordana e Beltricco, che avrebbe richiesto un costo enorme. Erano poi arrivate le proteste di vari residenti di via Trottechien e a gennaio è apparso chiaro che lo studentato era in fase di stallo. Nelle scorse settimane abbiamo appreso che l’opzione di via Trottechien sarebbe definitivamente tramontata e che la sede più accreditata per la realizzazione dello studentato universitario parrebbe essere ora di nuovo quella dell’ex Palazzo Cogne. Abbiamo letto che il Governo e le strutture competenti starebbero valutando quale percorso intraprendere in relazione ai finanziamenti e che è in corso una interlocuzione con l’Università al proposito. A fronte dunque di un rinnovato interesse della Giunta per l’edificio – ammesso che sia così, perché c’è un po’ di confusione tra una dichiarazione e l’altra nell’arco di pochi mesi – crediamo che si debbano considerare con attenzione le richieste più volte avanzate dal Cral Cogne e dal mondo dell’associazionismo di poter proseguire le loro attività nel Palazzo di Corso Battaglione, che per decenni è stato la sede del Circolo e il luogo principe delle attività ricreative della città. L’attuale trasferimento alla Torre piezometrica non ha permesso di ospitare tutte le attività del Cral. La superficie del pian terreno della Torre è di circa 260 metri quadrati, quella occupata dal Cral a Palazzo Cogne era di quasi 2300 mq., varie attività e corsi sono sparsi in zone diverse della città. La Torre può funzionare per alcune attività specie sportive (vedi palestra di arrampicata sportiva), ma non si tratta di una soluzione ottimale né dal punto di vista logistico né degli spazi. C’è poi anche un aspetto economico: il Cral paga un affitto oneroso per la Torre, mentre i locali di Palazzo Cogne erano in comodato gratuito. A nostro avviso bisogna riportare il Cral nella sede centrale, per permettergli di continuare a svolgere quella importantissima e fondamentale funzione socio-ricreativa che è stata un fiore all’occhiello della città. Abbiamo quindi chiesto 1) se è stata presa una decisione definitiva circa la collocazione dello studentato universitario e di conseguenza qual è la sede individuata; 2) quali sono le ragioni alla base di tale scelta; 3) se si intende riportare il CRAL Cogne nei locali del Palazzo di Corso Battaglione. Il Presidente riguardo allo studentato ha risposto che non c’è ancora una decisione definitiva, si sta valutando in collaborazione con l’Università (è stato anche somministrato un questionario agli studenti per valutare le esigenze) e si stanno facendo verifiche di sostenibilità, ma la direzione intrapresa è questa. Occorre capire quanto spazio resterebbe libero oltre a quello per gli alloggi, la mensa ecc. C’è comunque in atto una trattativa con una controparte affidabile per valutare il recupero (quindi un project financing…). Testolin non si è sbilanciato ma ha detto che è ragionevole pensare che il Palazzo potrà ospitare il Cral e le varie associazioni ricreative. Chiara in replica ha detto che si è perso un sacco di tempo, più di quattro anni: se il recupero del Palazzo per studentato e la collocazione delle attività del Cral e delle associazioni si fossero decisi nel 2018, come richiesto, si sarebbe potuto accedere a vari fondi e oggi i lavori sarebbero avanti… Non si può più rimandare, occorre definire al più presto il destino del Palazzo.
Interpellanza: Previsione della possibilità di trasformare su richiesta i contratti degli operatori di sostegno da tempo parziale a tempo pieno (Erika)
Interpellanza: Intendimenti in merito alla predisposizione di un disegno di legge sulla multifunzionalità in agricoltura (Chiara)
La nostra legge regionale in materia di agriturismo risale al 2006, cioè 17 anni fa e necessita di una revisione, perché è datata, farraginosa e presenta varie lacune. Da tempo c’è allo studio della Regione una sua riforma e secondo quanto affermato, già oltre un anno fa, la revisione della l.r. 29/2006 rientrerà in un più ampio disegno di legge sulla multifunzionalità, comprenderà anche la legge 12/2021 sull’agricoltura sociale e disciplinerà le varie forme dell’ospitalità rurale, l’enoturismo, la trasformazione di piccole quantità di prodotto per le aziende agricole di piccole dimensioni, la vendita diretta, la somministrazione non assistita, l’attività di manutenzione del territorio e altre che permettano alle piccole aziende agricole di diversificare il proprio reddito e al contempo fornire alcuni servizi a favore della comunità locale. A marzo dello scorso anno la legge sembrava essere in dirittura d’arrivo. Invece con Dgr n. 390 del 26 aprile 2023 la Giunta ha nominato un “Tavolo di coordinamento per la predisposizione del disegno di legge sulla multifunzionalità” formato dai Dirigenti di varie strutture assessorili, dal Dirigente del SUEL, da tre rappresentanti di ADAVA, di cui due membri dell’associazione degli Operatori agrituristici. Due cose ci hanno sorprese: la prima che si nomini, ora, un Tavolo per scrivere un Dl che sembrava pronto oltre un anno fa (forse dipende dal cambio di Assessore?…) La seconda è che con la recente delibera non sono stati nominati nel Tavolo rappresentanti delle associazioni di categoria di agricoltura e allevamento. Abbiamo poi sollevato un’altra questione nell’interpellanza: nel 2020 in occasione della predisposizione della legge 8 era stato approvato un emendamento, presentato da Chiara, di integrazione dell’art. 3 della legge 29/2006, finalizzato a sostenere le aziende agrituristiche e agricole, attraverso una semplificazione della normativa, per accedere a forme di integrazione del reddito. L’emendamento riguardava una forma ristretta di agri-campeggio e la possibilità di degustare in loco i prodotti dell’azienda agricola (mini agricampeggio, max tre tende o caravan per un totale di 9 posti, con fornitura di un servizio con wc e doccia; possibilità di degustare i prodotti dell’azienda accompagnati a pane e vino del territorio). Questa non è però ben conosciuta e utilizzata dai titolari delle aziende agrituristiche e agricole della regione. Nelle more dell’approvazione della nuova legge, sarebbe utile e opportuno, anche in vista dell’imminente stagione estiva, che tale norma fosse adeguatamente divulgata e promossa, così da permettere una sia pur modesta integrazione del reddito delle aziende. Abbiamo quindi chiesto 1) qual è la tempistica prevista per il deposito del disegno di legge di riforma della l.r. 29/2006; 2) per quale ragione non sono stati nominati al Tavolo di coordinamento rappresentanti di agricoltori e allevatori; 3) se si intende inviare la bozza del dl alle Commissioni, allo scopo di condividerne le linee essenziali e raccogliere contributi; 4) se si condivide l’opportunità di effettuare una comunicazione mirata alle aziende sulle possibilità previste dal comma 5 bis e 5 ter dell’art. 3 della l.r. 29/2006. L’Assessore ha risposto che il Dl sarà inviato al Dipartimento legislativo a luglio, poi andrà nelle commissioni e quindi si porterà in approvazione in autunno, quindi la strada è ancora lunga. Si è concordata la composizione del Tavolo con l’ex assessore, ne fanno parte tutte le strutture interessate e gli operatori agrituristici, nulla vieta di sentire all’occorrenza anche altre associazioni (ma è un’altra cosa rispetto a quanto diciamo noi). Il Dl sarà trasmesso quando la Giunta l’avrà approvato, non prima. Per quanto riguarda le possibilità inserite nella legge 8 con l’emendamento, l’Assessore ha parlato di difficoltà per l’applicazione tecnica e fiscale, perché accompagnare i prodotti dell’azienda con pane e vino del territorio richiede una procedura autorizzativa…Si inserirà un miglioramento della norma nella nuova legge e si faranno dei corsi abbreviati per rilasciare un attestato ai titolari di azienda. Anche sulle tende e i caravan si cercherà di migliorare la norma aumentando le potenzialità. Chiara in replica ha evidenziato lo sconcerto per la tempistica per l’approvazione della legge, che è in ritardo, e per il fatto che solo gli operatori agrituristici sono stati coinvolti. Sulla mancata applicazione delle agevolazioni per le aziende agricole introdotte nel 2020 e sulle presunte difficoltà ha rilevato l’inadempienza da parte della Regione che avrebbe dovuto lavorare per metterle a terra. Un’occasione sprecata.
Interpellanza: Iniziative volte a sostenere la conciliazione dei tempi di lavoro e di cura, in particolare delle donne e dei neo-genitori (Chiara)
La conciliazione tra lavoro e famiglia è stata al centro di questa interpellanza, che è nata dalla lettura del rapporto di Save the Children “Mamme equilibriste” e dai dati relativi a giovani mamme e lavoro nella nostra regione. Secondo l’Ispettorato del lavoro in Valle d’Aosta le lavoratrici madri che si sono dimesse sono state 130 nel 2022 e 46 nei primi tre mesi del 2023, i lavoratori padri rispettivamente 60 e 23. La metà delle madri ha lasciato il lavoro per assenza di parenti di sostegno, mancato accoglimento del bimbo al nido, condizioni di lavoro difficilmente conciliabili con la cura dei figli. Sappiamo che l’abbandono del lavoro delle donne a seguito di una gravidanza, spesso le allontana definitivamente da un impiego retribuito, con la conseguenza di impoverire il loro futuro e acuire la loro dipendenza dalla famiglia. Abbiamo quindi chiesto di conoscere: le azioni che si intendono mettere in atto in VdA per favorire la conciliazione dei tempi di lavoro e di cura nell’ambito dell'”Alleanza per un lavoro di qualità” siglata il 5 maggio scorso; le iniziative già adottate e quelle che si intendono promuovere, anche nei diversi settori, per favorire il permanere nel mondo del lavoro delle donne e dei neo-genitori e per sostenere la conciliazione dei tempi di cura e lavoro. L’Assessore alla formazione e lavoro ha evidenziato che nel Consiglio per le politiche del lavoro si sta affrontando il problema, per dare corso a strategie, progetti e azioni. In Valle d’Aosta si è investito molto per garantire una buona rete di servizi per l’infanzia ma oggi essa non è più sufficiente per sopperire alle difficoltà che incontrano le giovani famiglie. Occorrerà pensare anche ad una nuova organizzazione del lavoro, ad esempio attraverso lo smart working o il telelavoro, per coloro che devono affrontare giornalmente lunghi e costosi trasferimenti per recarsi sul posto di lavoro. Un’organizzazione del lavoro flessibile potrà generare risvolti positivi. L’Alleanza per un lavoro di qualità secondo Bertschy si propone di intervenire anche sul tema della conciliazione, con un approccio da una parte culturale e dall’altra molto concreto andando a raccogliere i dati capillarmente sul territorio. L’obiettivo è quello di costruire dei progetti sia su scala regionale, sia su scala aziendale o territoriale, che affrontino un mondo che cambia; in questo senso è stato inserito un buon numero di misure nel POR del Fondo sociale europeo 2021-2027: un voucher universale che sia utile alle famiglie, al pari del voucher per il babysitting a favore dei genitori che seguono corsi di formazione, del voucher conciliazione destinato a famiglie con almeno un genitore lavoratore con a carico figli con disabilità per i servizi estivi. Bisogna dare l’esempio riformando l’organizzazione lavorativa della pubblica amministrazione. Chiara in replica ha evidenziato che il tema coinvolge più settori e andrebbe affrontato non solo con una semplice interpellanza. Siamo in una fase di grandissima trasformazione e, sebbene la Valle d’Aosta non sia all’anno zero per quanto riguarda la rete di servizi, questi non sono più sufficienti e adeguati. Ad esempio, diventa sempre più difficile per le vallate, dove ci sono pochi bambini, offrire prestazioni a supporto di chi fa figli. È importante mettere in campo tutte le azioni contenute nell’Alleanza per un lavoro di qualità, e implementarle: vi sono iniziative, come il telelavoro e lo smart working, che devono essere spinte il più possibile, anche se si considerano come collegate al problema dei trasporti. Sostenere la genitorialità rappresenta una vera urgenza: sono ancora troppe anche nella nostra regione le donne che rinunciano al mercato del lavoro per prendersi cura non soltanto dei figli ma anche dei parenti anziani; e pochi sono i neogenitori sufficientemente supportati. L’obiettivo cui tendere deve essere quello di avere in futuro delle mamme meno equilibriste, dei giovani genitori più sereni nelle condizioni di mettere al mondo dei bimbi che ci garantiranno un futuro dalle tinte un po’ meno fosche.
Interpellanza: Allargamento e prolungamento del sottopasso della stazione ferroviaria di Aosta (Chiara)
Alla stazione di Aosta sono previsti importanti interventi che riguarderanno il fabbricato viaggiatori, ma anche piazza Manzetti ed il sottopasso di cui da tempo era stata programmata la prosecuzione fino all’area dell’Autostazione. Fin dal 2009 la Regione aveva commissionato uno studio preliminare per verificare la fattibilità non solo del suo prolungamento, ma anche del suo allargamento. Il sottopasso è utilizzato non solo per l’accesso ai vari binari, ma è anche un importante collegamento pedonale fra la parte sud della città e la parte nord, ed è pertanto opportuno anche il suo allargamento. Si tratta di un asse fondamentale di comunicazione interna alla città. Il progetto del 2009 non andò avanti per le resistenze opposte dalle Ferrovie dello Stato per le implicazioni tecniche ed economiche legate alle difficoltà di dover realizzare i lavori in presenza del servizio ferroviario attivo. Ora però la situazione è cambiata perché con la lunga interruzione del servizio ferroviario per realizzare l’elettrificazione della tratta Ivrea-Aosta viene meno l’impedimento e l’ampliamento potrà essere realizzato nell’arco temporale coincidente con la chiusura della ferrovia. Il Sindaco di Aosta e l’Assessore competente hanno scritto a Regione e RFI per ribadire l’importanza della realizzazione dell’allargamento del sottopasso. Abbiamo quindi chiesto di sapere in che modo la Regione intende operare affinché nel corso dei prossimi tre anni siano realizzati sia il prolungamento sia l’allargamento del sottopasso della stazione ferroviaria di Aosta. L’Assessore Bertschy ci ha detto che si condivide in generale la richiesta della città di Aosta, alla quale non è stata data per ora formale risposta perché si pensa di organizzare un sopralluogo congiunto, in una logica di rapporti con RFI che non deve essere di contrasto ma di collaborazione. Ha poi fatto accenno alla ricerca di una non meglio specificata “soluzione maggiormente funzionale”. Sappiamo bene che Rete Ferroviaria Italiana farebbe volentieri a meno di realizzare questo intervento perché lo ritiene non indispensabile per la fruizione dei treni, ma occorre tener presente tutti gli aspetti e RFI non può dire di no ad un’opera che non pone nessuna complessità, ha dei costi molto limitati e che deve essere realizzata ora. Se RFI può usufruire di 110 milioni di euro per l’elettrificazione e vari altri interventi collaterali, fondi provenienti dal PNRR e di altri 36 milioni provenienti dal Contratto di programma Stato-Rfi e stanziati già dl 2019 è perché la Regione si è mossa con determinazione affinché tali finanziamenti arrivassero, ed è corretto insistere per un intervento che è molto importante per l’intera città di Aosta. Pensiamo che si debba agire subito perché c’è un minimo di progettazione da fare e bisogna programmare l’intervento.
Interpellanza: Organizzazione dei nuclei RSA e UAP nella struttura di Variney (Erika)
Interpellanza: Utilizzo dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie nelle strutture non ospedaliere (Chiara)
Il 28 aprile scorso è stata emanata l’ordinanza del Ministro della Salute che dispone dal 1 maggio 2023 al 31 dicembre 2023 l’obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie ai lavoratori, agli utenti e ai visitatori delle strutture sanitarie, socio-sanitarie, socio-assistenziali, comprese le strutture di ospitalità e di lungodegenza, le residenze sanitarie assistenziali, gli hospice, le strutture riabilitative, le strutture residenziali per anziani. Pochi giorni dopo, il 5 maggio, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha ufficialmente dichiarato la fine dell’emergenza sanitaria, iniziata l’11 marzo 2020 con la dichiarazione di inizio pandemia, ed ha affermato che Covid-19 continuerà ad essere una patologia da controllare e gestire alla stregua di qualsiasi altra malattia infettiva. In Italia l’84,7% della popolazione ha completato il ciclo vaccinale anti Covid (dati riportati dal Sole 24ore del 20 maggio 2023). Siamo consapevoli che soprattutto laddove si ospitano soggetti fragili occorre adottare le corrette precauzioni preventive, ma ci rendiamo altrettanto conto che nelle strutture socio assistenziali – a tutti gli effetti la vera “casa” delle persone anziane che vi abitano – risulta particolarmente disagevole l’uso prolungato delle mascherine per persone che hanno effettuato tutte le vaccinazioni previste. Inoltre molti cittadini si lamentano delle regole e modalità per le visite ai propri familiari in RSA e strutture di accoglienza, che hanno mantenuto parecchia rigidità (prenotazioni, orari, tempi di permanenza, numero di persone che possono accedere ecc…). Abbiamo quindi chiesto se in sede di Conferenza Stato-Regioni sia stata affrontata tale problematica relativa all’utilizzo dei dispositivi; se è stata presa in considerazione – o se si intende farlo – l’ipotesi per le strutture non ospedaliere di un alleggerimento delle norme, con possibilità di non fare indossare la mascherina agli utenti con ciclo vaccinale completo o a coloro per cui i medici curanti ne faranno apposita richiesta (naturalmente fatta salva la fornitura di mascherine agli utenti che intendano proteggersi maggiormente). L’Assessore ha presentato alcuni dati sulla situazione regionale riguardo al Covid e ha risposto alle domande dicendo che è stato concordato che per alcune strutture non ospedaliere è possibile utilizzare le mascherine chirurgiche al posto delle FFP2, tenuto conto dei pazienti vaccinati e della evoluzione della struttura, ma non è stata previsto alcun altro alleggerimento delle misure, in accordo con il Ministero. Chiara ha replicato dicendo che non è chiaro se le Regioni, compresa la nostra, abbiamo discusso della questione con il Ministero, presentando le singole situazioni territoriali in relazione ai cicli vaccinali, o se abbiano intenzione di farlo, nell’ottica di un progressivo ma reale ritorno alla normalità, che comprende anche una diversa gestione della quotidianità dei nostri anziani, che non possono continuare a vivere come durante la pandemia.
Interpellanza: Contenuti dell’accordo sindacale riferito alla gestione del personale infermieristico e OSS delle RSA e UAP (Erika)