Per la seduta del Consiglio di inizio ottobre c’erano all’ordine del giorno 18 nostre iniziative: 2 mozioni che risalivano al mese di luglio e che sono state discusse in apertura di Consiglio, 1 interrogazione con risposta scritta datata, 1 interrogazione a risposta immediata, 3 interrogazioni, 6 interpellanze (due rinviate dal precedente consiglio) e altre 4 mozioni in parte rinviate dal consiglio precedente (3 non sono state discusse per mancanza di tempo).
In apertura al punto sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio si è discusso della bozza di disegno di legge sugli Statuti delle regioni autonome consegnata alla Presidente Meloni durante il Festival delle Regioni. È intervenuta Erika evidenziando come «la consegna a Roma della bozza di disegno di legge costituzionale di riforma dello Statuto speciale ci lasciasse piuttosto interdette. A che titolo è stato presentato quel documento? Le Commissioni non sono state minimamente coinvolte sul punto e chi ha deciso il contenuto di questo documento che non è neanche depositato agli atti dell’Amministrazione regionale come dichiarato in una nota del Presidente Testolin! Ci troviamo ancora una volta a constatare il comportamento sprezzante di questo Governo nei confronti della democrazia e delle sue basi fondanti. Il documento definito dal Presidente “politico” deve allora essere discusso tra movimenti e partiti, ma anche questo non è avvenuto. Apprendiamo poi da fonti giornaliste (Corriere della Valle) il contenuto del documento. Anche il dormiente segretario del PD è riuscito a dire che ci voleva condivisione. Deputato e senatrice non pervenuti! A differenza di quanto proposto dal Presidente Testolin il documento non deve essere discusso nella Conferenza dei Capigruppo, ma nella Commissione consiliare competente». Il Presidente Testolin ha presentato volutamente sotto forma di iniziativa governativa, è stato così elaborato dalle Autonomie Speciali come importante atto politico auspicando, che possa essere il punto di partenza di una seria e costruttiva interlocuzione con il Governo, affinché lo stesso, a seguito dei dovuti approfondimenti, possa farlo proprio e sancire in primis la fondamentale richiesta dell’intesa che da anni ad ogni cambio dell’Esecutivo il Consiglio e il Governo regionale chiedono con forza al Governo italiano. La consegna di questo documento che, seppur rivestendo aspetti tecnici, ha una valenza principalmente politica, un primo passo verso una reale opportunità di lavorare soprattutto sul principio dell’intesa.
Mozione: Impegno del Presidente della Commissione consiliare competente a programmare un’apposita seduta per la valutazione del Piano strategico industriale di CVA (Chiara, Erika)
Illustrando la mozione Chiara ha ricordato come più volte, a fronte di iniziative presentate da PCP per chiedere alla Regione di interloquire con CVA su alcune scelte ritenute strategiche o sulle politiche tariffarie, la risposta è sempre stata negativa, con la giustificazione che CVA è una società che opera sul mercato e deve essere libera di farlo senza interferenze da parte della Regione; questa sua autonomia si è rafforzata quando la società è stata totalmente sottratta ai vincoli del TUSP, a seguito dell’emissione dei bond lo scorso anno, ciò che la porta a tutti gli effetti ad essere equiparata ad una società quotata in Borsa. Chiara ha insistito ancora una volta sul carattere di società totalmente pubblica di CVA evidenziato che, tuttavia, ha redatto il Piano Strategico 2023-2027 senza un’interlocuzione con la Regione, nonostante il documento delinei una svolta strategica radicale nell’assetto societario. Tra l’altro, il Piano pare in contrasto con la legge istitutiva di CVA del 2000 e lontano dagli indirizzi del Defr. Se la Regione e Finaosta sono proprietarie di CVA, a chi spetta definire gli indirizzi del Piano strategico se non alla Regione? Il parere pro veritate sui rapporti tra Regione e Società, che abbiamo chiesto al professor Giovanni Maria Caruso – avvocato e docente universitario tra i massimi esperti in materia – e consegnato ai Consiglieri e alla Partecipata, dice che CVA, pur essendo soggetta a una significativa riduzione degli oneri pubblicisti a suo carico, è soggetta alle azioni di indirizzo esercitate direttamente dalla Regione o indirettamente anche a mezzo di Finaosta e che questa attività non è solo un diritto dell’Amministrazione ma anche un suo preciso dovere per garantire la salvaguardia degli interessi regionali. Ne consegue che il principale documento di indirizzo di CVA, il Piano strategico, deve essere esaminato e valutato dalla Regione, a partire dalla sua Commissione competente. Sorprendentemente il Presidente ha comunicato che la mozione sarebbe stata votata dalla maggioranza, senza proposte di emendamento, nonostante tutta la parte delle premesse contenesse affermazioni piuttosto critiche sull’operato della Società e sui rapporti con la Regione. La mozione è quindi stata approvata all’unanimità: con l’impegno del Presidente della Commissione competente a programmare un’apposita seduta per un esame e una valutazione da parte dei Consiglieri regionali dei contenuti del Piano strategico industriale 2023-2027 di CVA. Questo non significa chiaramente una semplice audizione di CVA ma una analisi e una valutazione del Piano, a partire da un confronto con il Presidente del Governo sul tema. Vedremo.
Mozione: Impegno a relazionare alle commissioni consiliari competenti in merito all’inquadramento delle figure dei capi dei servizi di segreteria delle Istituzioni scolastiche e dei responsabili degli uffici degli Enti locali nell’ambito della riforma della l.r. 22/2010 (Erika, Chiara)
Approvata all’unanimità la mozione, proposta dal gruppo PCP, che impegna il Presidente della Regione a relazionare nelle Commissioni competenti sull’attuale inquadramento delle figure dei Capi dei servizi di segreteria delle istituzioni scolastiche e dei responsabili degli uffici e dei servizi degli enti locali nell’ambito delle attività di riforma della legge regionale 22/2010 o della revisione del contratto del comparto unico regionale nonché sulle intenzioni per valorizzare queste figure professionali, vista la maggiore responsabilità definita peraltro nelle leggi 54/1998 e 19/2000. Erika ha richiamato le diverse iniziative consiliari sul tema ricordando che «non si è dato corso agli impegni assunti di promuovere un approfondimento sull’attuale inquadramento di queste figure. È indispensabile prevedere contestualmente alla revisione del trattamento economico delle Posizioni di particolare responsabilità anche la rideterminazione degli aspetti giuridici ed economici di queste due figure professionali.» Il Presidente della Regione, Renzo Testolin, ha sostenuto che «il tema è nevralgico oltre che delicato e dovrà essere affrontato con dovizia di particolari. Per questo accolgo l’invito a presentarmi in Commissione, accompagnato dai funzionari, al fine di fornire una visione complessiva della situazione.»
Interrogazione a risposta immediata: Sgomberi forzosi da parte dell’Arer (Erika, Chiara)
«Risulta che l’Azienda abbia inviato nuove notifiche di sgombero forzoso da effettuarsi nei prossimi giorni – ha dichiarato Erika -. Vorremmo sapere quali siano i provvedimenti presi dal Governo per assicurare una sistemazione alle persone interessate, nel caso in cui queste notizie fossero vere.» L’Assessore alle politiche sociali, Marzi, ha confermato che «nel continuo confronto tra il Servizio sociale e l’Arer vi sono nuclei assegnatari di alloggi di edilizia residenziale pubblica che nei prossimi giorni incorrono in un provvedimento di decadenza nonostante la condizione di fragilità.» L’Assessore ha quindi riferito che «sono 34 le decadenze su cui si sta lavorando al fine di scongiurare lo sgombero forzoso nell’ultimo biennio: 12 decadenze si sono risolte con un rilascio volontario dell’alloggio, 1 è stata differita grazie al contributo per la morosità incolpevole e 3 sono quelle sospese in attesa di conclusione degli accertamenti anagrafici da parte del Comune di residenza. Sono 18 gli sgomberi effettivamente eseguiti dal 2022 ad oggi, mentre 2 sono le situazioni che vedranno lo sgombero forzoso nei prossimi giorni e che sono dovute non ai mancati pagamenti ma al fatto che i due nuclei assegnatari non vivono stabilmente nell’alloggio assegnato, pur avendone la residenza anagrafica e che – nonostante le ripetute ricerche – risultano irreperibili sul territorio valdostano. Ribadisco che il Servizio sociale cerca di sostenere gli interessati nella risoluzione delle problematiche che hanno determinato la decadenza, mettendo in atto tutti gli interventi possibili.» Erika si è detta confortata nel sapere che «nessuno rimarrà senza un tetto sopra la testa, anche se verificheremo se tale afferma è vera e segnaliamo ancora una volta che invece ci sono persone che dormono in auto. Ricordo che nel mese di dicembre 2022 il Consiglio ha approvato una mozione che impegnava il Governo a costituire una Commissione, entro 60 giorni, per affrontare le criticità della legge in materia di politiche abitative (n. 3/2013) e trovare opportune soluzioni. È passato ormai molto tempo e, non solo non abbiamo trovato la soluzione, ma 18 famiglie hanno dovuto lasciare la casa.» A seguito di verifica segnaliamo che, a differenza di quanto detto dall’Assessore, una signora di 70 anni è stata allontanata dal proprio alloggio.
Interrogazione: Affidamento di uno studio per monitorare le ricadute economiche e ambientali della chiusura del tunnel del Monte Bianco fino al 18 dicembre (Chiara)
Con questa interrogazione abbiamo chiesto al Governo regionale se è stata programmata un’indagine o se è stato affidato uno studio per monitorare le ricadute economiche e ambientali dei prossimi 64 giorni di chiusura del Tunnel del Monte Bianco, sia nella Valle d’Aosta, con particolare riferimento alla Valdigne, sia nella Valle dell’Arve. La nostra interrogazione derivava proprio dalla considerazione che in merito alle ricadute delle prolungate chiusure totali del TMB attualmente ipotizzate esistono valutazioni notevolmente diversificate e stime per nulla attendibili. Crediamo sia indispensabile effettuare un monitoraggio accurato, simile a quello che venne fatto in occasione della chiusura fra marzo 1999 e marzo 2002 del TMB, a seguito del devastante incendio del ’99, con rapporti periodici riguardanti sia la Valle d’Aosta sia la Valle dell’Arve. Abbiamo recuperato copia di alcuni di quei rapporti, che sono molto interessanti. Purtroppo non è stato possibile avere la parte sulla situazione savoiarda. I dati non confermano la catastrofe per l’economia della nostra regione che si sta ipotizzando da più parti. C’è stata al contrario una buona capacità di tenuta e di resilienza. Da una prima rapida lettura del Defr sembra che questi studi siano stati presi in considerazione nella prima sezione, laddove si fa il quadro del contesto economico e finanziario. Le risposte a questa interrogazione sono indirettamente arrivate il giorno precedente il consiglio, durante l’incontro organizzato a Palazzo regionale alla presenza del GEIE. Il presidente ha anticipato che sono stati affidati ad Arpa e alle altre Agenzie ambientali vicine (Piemonte e Savoia) dei monitoraggi ambientali, mentre all’Università della VdA sono stati affidati studi sulle ricadute economiche e sociali. Decisione che ci sembra quanto mai opportuna e necessaria. Bisognerà poi confrontare questi studi (di cui però non ci è stato detto molto di più) con quelli precedenti, anche al fine di calibrare i futuri interventi necessari. È un’indagine non banale, che seguiremo con attenzione.
Interrogazione: Dimissioni del Presidente della SIV dall’incarico di Direttore lavori dell’Università della Valle d’Aosta (Chiara)
Il 28 settembre, durante l’ultimo consiglio, rispondendo ad una nostra precedente interpellanza, il Presidente ha citato alcuni passaggi di una importante lettera del 23 settembre dell’attuale Presidente di SIV che ricopriva contemporaneamente il ruolo di Direttore lavori del I° lotto dell’Università e di Presidente di S.I.V. stessa. Ha riferito che in tale lettera Presidente di SIV ha affermato, fra l’altro, che rispetto ai lavori per il polo universitario sarebbe “esaurito” il suo compito di Direttore e che comunque non c’erano a suo dire incompatibilità di sorta a ricoprire le due cariche. Cosa che abbiamo contestato: secondo il Codice degli appalti tale ruolo però non si esaurisce con la dichiarazione dello Stato finale dei lavori, ma con il collaudo definitivo non ancora avvenuto, quindi l’incompatibilità persisteva. Era uscito poco dopo un articolo di Aostasera in cui si annunciava che il Presidente SIV si era dimesso da Direttore lavori, ma Testolin lo aveva taciuto in aula. Abbiamo fatto un accesso agli atti per avere la lettera, una richiesta rimasta inevasa fino al giorno successivo a questo consiglio… Perché il Presidente a fine settembre ha omesso una informazione così rilevante? Testolin ha risposto che non ne ha fatto cenno perché era una informazione del tutto irrilevante!! Ma come? Stavamo parlando di dimissioni e non dice che le stesse sono arrivate? (anche se con quattro mesi di ritardo). Alla seconda domanda, relativa alle verifiche puntuali sul presunto esaurimento del ruolo di Direttore lavori, Testolin ha risposto che la SIV ha fatto le verifiche e ha detto che non c’è incompatibilità (cioè il Presidente di SIV dice che il Direttore lavori dell’università (lui stesso) non è incompatibile con la carica di Presidente di SIV (che è sempre lui!…). Ma se fosse vero che il ruolo di DL è realmente esaurito, che senso hanno le dimissioni fin qui nascoste e il subentro di un nuovo direttore (parliamo del Primo lotto…non di altri lavori)? La contraddizione è palese e indirettamente tutto questo conferma che il Direttore dei lavori deve esserci, fino alla certificazione finale del collaudo definitivo. La faccenda si è ulteriormente ingarbugliata, il pasticcio è diventato un ginepraio! Interessante poi la risposta alla terza domanda: chi ha accettato le dimissioni del Direttore che è al contempo Presidente? Chi ha incaricato il nuovo Direttore? La stessa persona che gli ha scritto per chiedergli di tirarlo fuori da un pantano… La conduzione di questa vicenda da parte di tutti i vari responsabili è stata pessima e la situazione adesso è davvero grave: la designazione di Giunta non ha effetto perché le dimissioni dovute non sono state fatte nei quindici giorni dalla nomina. E quindi la nomina è nulla e sono nulli, probabilmente, gli atti compiuti dal Presidente. E’ un percorso in contrasto con le norme di legge e il buonsenso. E tutto ricadrà sulla chiusura dei lavori, prorogando ancora i tempi di consegna.
Interrogazione: informazioni sulle deroghe all’obbligo di copertura dei tetti in lose di pietra e sulle modalità di calcolo delle volumetrie (Erika)
Da tempo ci stiamo occupando del condominio “vista mare” sull’Arco d’Augusto e, a seguito dell’analisi del permesso di costruire, abbiamo chiesto se, nel caso di intervento di demolizione e ricostruzione ricadente nella tipologia di nuova costruzione di fabbricati posti nelle zone di tipo A e adiacenti a edifici di pregio e/o inseriti all’interno del tessuto storicamente consolidato dei centri abitati, è ammissibile applicare la deroga di cui all’art.5, comma 1, lettera a) della legge regionale 13/2007 sull’impiego di un manto di coperture in lose di pietra e se, nel caso di intervento di demolizione e ricostruzione con applicazione della legge regionale 24/2009 di fabbricati posti nelle zone di tipo A, nel calcolo della volumetria ammissibile totale del nuovo edificio ricostruito devono essere considerati anche i volumi emergenti dal terreno relativi al corpo scala comune e al vano ascensore monta auto e alle scale di emergenza a servizio dell’autorimessa comune. L’Assessore Jean-Pierre Guichardaz ha cercato di non rispondere ponendo una pregiudiziale rispetto al fatto che nelle premesse si parlasse di un caso specifico e che il Consiglio regionale non poteva rispondere, ma essendo poste delle domande a livello generale non ha potuto esimersi. Sulla deroga alla copertura ai tetti in lose ha ribadito che non è legato alla legge casa e che è una scelta del Comune. Sui volumi dei vani scala ha ribadito che devono essere contati in via ordinaria sempre, quindi riferiti a volumi esistenti o a possibilità edificatoria date dal PRG. Erika in replica all’Assessore ha ricordato che il Consiglio regionale non solo si è occupato di singoli edifici come il The Stone, ma addirittura è entrato nel dibattito di vicende fra privati come le villette di La Thuile, non si comprende quindi la premessa salvo considerare che evidentemente sul condominio vista mare non si vuole parlare! Rispetto alla risposta sui tetti in lose, a parte ribadire la competenza comunale, non si spiega minimamente come si possono interpretare e applicare le deroghe su nuove costruzioni. Con questa logica ora il centro di Aosta potrà essere disseminato di tetti piani senza lose. Sui volumi invece non vi sono dubbi. Devono essere contati in via ordinaria sempre, quindi riferiti a volumi esistenti o a possibilità edificatoria date dal PRG cosa che non ci pare sia avvenuto ad Aosta, ma su cui presto faremo approfondimenti legali.
Interpellanza: Ragioni della mancata assegnazione all’ISILTP di Verrès delle risorse umane previste (Chiara)
A luglio ci eravamo occupati della situazione dell’Isiltp di Verrès, a seguito delle segnalazioni puntuali e accorate dell’intero collegio docenti. Nella risposta il Presidente della Regione aveva evidenziato che si stava lavorando per dare almeno alcune risposte per il personale non docente, mentre per il dirigente scolastico la situazione era più complessa. A pochi giorni dalla ripresa dell’anno scolastico abbiamo voluto fare il punto. Il funzionario D, capo dei servizi di segreteria dell’ISILTP, che ha ripreso servizio il 3 luglio, dopo un lungo periodo di assenza, risulta essere solo in assegnazione provvisoria. Il recente concorso regionale per i funzionari di categoria D non ha previsto alcun posto riservato per le istituzioni scolastiche. Secondo il Regolamento sulla gestione amministrativo-contabile delle Istituzioni scolastiche in assenza dei capi dei servizi di segreteria i dirigenti scolastici hanno potere di firma dei provvedimenti che spettano al capo segreteria, ma solo in caso di urgenza, pertanto, in caso di assenza prolungata del capo dei servizi di segreteria, come si è verificato all’ISILTP, l’attività amministrativa risulta essere bloccata e la scuola non può procedere con i pagamenti di mandati e reversali fino all’individuazione di un incarico di reggenza. A inizio settembre la scuola, a differenza di quanto annunciato a luglio, non si è vista assegnare un Tecnico informatico C2 per 8 mesi prorogabili fino alla copertura definitiva (in caso di assenza dell’unico aiuto tecnico presente non è possibile garantire lo svolgimento di tutti i laboratori presenti nella scuola ma neppure, banalmente, le regolari procedure di sicurezza di routine). Per quanto riguarda il dipendente di livello B2 è ancora in attesa di una assegnazione; mentre per il C2 dal 1 ottobre si è trovata una soluzione. L’ISILTP di Verrès è tra le poche Istituzioni scolastiche a livello nazionale a comprendere indirizzi liceali, professionali e tecnici per un totale di 8 indirizzi, con ben 10 laboratori che necessitano di figure tecniche preparate e l’assenza in particolare del tecnico è realmente problematica. C’è poi un’altra questione: delle 8 risorse per il potenziamento assegnate all’ISILTP, ben 4 sono docenti di scienze motorie! Pur considerando importante sostenere l’attività sportiva, è chiaro che non si possa potenziare per il 50% delle risorse solo l’educazione motoria. Vuol dire 4 insegnanti per 18 ore settimanali: 72 ore di educazione fisica! La scuola ha richiesto già lo scorso anno n. 1 cattedra di Lingua e letteratura inglese, al fine di potenziare l’insegnamento della lingua, effettuare le attività obbligatorie di CLIL, nonché le attività di insegnamento nell’ambito del Percorso Cambridge, attivato a partire dal corrente anno scolastico. Tali attività sono state organizzate potendo contare esclusivamente su docenti attualmente in servizio che garantiscono l’insegnamento con ore di completamento cattedra, senza alcun supporto specifico da parte dell’Amministrazione regionale. Inoltre l’Istituzione scolastica ospita molti alunni stranieri, che spesso non hanno alcuna conoscenza dell’italiano e necessiterebbe di insegnanti di italiano L2, per un reale potenziamento. Per completare il quadro, c’è da considerare che la sede di Saint-Vincent ospiterà ancora per quest’anno due classi dell’indirizzo turistico, per un totale di 31 alunni di cui 16 provenienti dalla Bassa Valle. La decisione di mantenere le classi a Saint-Vincent è stata assunta perché alla scuola non sarebbero più state assegnate tre unità di personale (un amministrativo, un tecnico, un bidello) se le classi si fossero trasferite nella sede di Verrès. Alla luce di queste premesse abbiamo chiesto: per quali ragioni non sono state assegnate all’ISILTP le risorse previste e quando lo saranno; a che punto è la procedura di assegnazione del Tecnico informatico C2 e come verranno selezionati i richiedenti; a che punto è la revisione dei criteri per la costruzione degli organici del personale ATA; se condivide l’inopportunità e l’inutilità di assegnare ben 4 docenti di scienze motorie per il potenziamento dell’offerta formativa dell’ISILTP. Il Presidente ha risposto che il C2 è stato assegnato con una mobilità esterna; per il tecnico il 19/ 9 c’è stata una chiamata pubblica ai Centri per l’impiego e si stanno esaminando i requisiti di chi ha espresso un interesse, ma non c’è nulla di certo. Sui criteri per le assunzioni del personale ATA tutto è in alto mare. Per le risorse destinate al potenziamento si vedrà il prossimo anno. Insomma, uno sconforto pressoché totale.
Interpellanza: Iniziative volte a sostenere l’attività del CSV e il mantenimento dell’attuale sede in via Xavier de Maistre (Chiara)
E’ recente la notizia dell’imminente trasferimento della sede del CSV dai locali situati in via Xavier de Maistre ad altri locali, in un primo tempo individuati in via St-Martin-de-Corléans, ma su cui non c’è ancora una decisione definitiva, vista la necessità di effettuare dei lavori dai costi importanti. Il Presidente del CSV ha proposto all’Assemblea di formare una commissione a cui si è affidato il mandato di esaminare i preventivi e di valutare il trasloco invia St Martin o se individuare un’altra sede temporanea. Il CSV raggruppa numerose realtà associative su base volontaria e enti del terzo settore della nostra regione, un centinaio di soci effettivi, tra organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale, ma in totale 200 e più associazioni usufruiscono dei servizi del CSV. Entro la fine dell’anno, il CSV sarà costretto a lasciare i locali di proprietà della curia vescovile a causa degli ingenti costi (circa 100 mila euro annui) finora condivisi con le cooperative sociali che hanno comunicato il loro prossimo trasferimento. Questa “scelta obbligata” è legata anche al calo progressivo dei finanziamenti destinati ai Csv in Italia, ad opera soprattutto di fondazioni bancarie che hanno diminuito i loro contributi. Nonostante la sua imponente realtà e il servizio che ha svolto in tutti questi anni a favore della comunità, il CSV non percepisce contributi o finanziamenti da parte dell’Amministrazione regionale. Da una parte questo testimonia sia la volontà sia la capacità di autonomia dell’organizzazione, dall’altra è indice di una scarsa attenzione e sensibilità delle istituzioni nei confronti delle esigenze concrete del variegato e importante mondo dell’associazionismo regionale. Abbiamo ricevuto numerose sollecitazioni per il mantenimento dell’attuale sede nel centro della città. Abbiamo chiesto al Governo regionale se la questione è stata esaminata e soprattutto quali iniziative si intendono mettere in campo per dare un supporto ampio e concreto al CSV, finalizzato innanzitutto al mantenimento della sede e delle attività nel centro della città. La risposta dell’Assessore Marzi è stata sconcertante e del tutto insoddisfacente: in pratica ha fatto tanti complimenti al CSV, si è detto dispiaciuto della situazione, ha specificato che il CSV non ha chiesto formalmente aiuto alla Regione e ha auspicato che si trovi presto una sede. Ed è tutto.
Interpellanza: Motivi dell’esclusione di un dipendente dall’Azienda J.B. Festaz dai ringraziamenti espressi dal Direttore (Erika)
Con questa interpellanza abbiamo voluto sapere i motivi dell’esclusione di un nominativo dai dipendenti ringraziati dal Direttore del JB Festaz e le volontà dell’azienda per riparare all’errore; se il Consiglio di Amministrazione del JB Festaz era al corrente dell’esistenza dei nuovi incarichi affidati al personale e quali sono state le procedure attuate per conferire gli stessi; se l’incarico che prevede al referente di “relazionare periodicamente al Direttore e al Coordinatore di struttura dell’Azienda JB Festaz, al fine di risolvere efficacemente gli eventuali problemi che dovessero insorgere” corrisponde all’individuazione dello stesso come rappresentante designato dall’azienda JB Festaz all’interno del Comitato di monitoraggio previsto dall’art. 20 del protocollo d’intesa o se si tratta di una nuova figura. L’Assessore Marzi nella replica ha evidenziato che l’esclusione di una risorsa dai ringraziamenti da parte del direttore del JB Festaz è una dimenticanza di natura privata e che lo stesso ha rimediato modificando il suo post personale. Rispetto ai 18 incarichi affidati ai dipendenti il cda non ha avuto in alcun ruolo non rientrando nelle proprie competenze. Gli incarichi affidati rientrano, infatti, nella libertà operativa della direzione e sono relativi a esigenze particolari organizzative o di servizio individuate dal direttore. La figura di referente è nuova e non è quella prevista nel comitato di monitoraggio di cui fanno parte Presidente e Direttore dell’Azienda. Erika nella replica ha evidenziato come la modifica del post privato non ripara all’errore del Direttore che non è solo da riferire alla dimenticanza, ma anche all’utilizzo dei social e alla diffusione di nominativi riferiti ad un ente pubblico. Esiste un codice di comportamento che vale per le condotte di chi è pagato con soldi pubblici e quindi deve comportarsi secondo regole di decoro, assenza di conflitto di interessi e che non mettano in cattiva luce l’ente pubblico di appartenenza. Esiste poi la tutela della privacy nei confronti (oltre che dei pazienti ovvio) anche dei dipendenti, che si sostanzia nel non utilizzare i loro dati personali fuori dalle necessità legate allo svolgimento dei compiti interni all’azienda. Rispetto agli incarichi invece si fa notare che 15 di questi sono retroattivi a partire dal 1° gennaio 2023 e riguardano il coordinamento del servizio finanziario, il coordinamento delle risorse umane, la gestione dei progetti di investimento, la gestione dei turni e il monitoraggio dei servizi, delle attrezzature, delle esigenze di manutenzione pari a 14.400€. Insomma non esigenze particolari e molto probabilmente da riferire a tutti i dipendenti, mentre queste risorse vengono sottratte dal FUA. Infine, la referente nominata, non essendo la figura del comitato, ci sembra svolgere mansioni proprie alle rappresentanze sindacali. Forse il CDA nel suo compito di controllo dovrebbe cercare di meglio comprendere l’impiego di questi fondi, le esigenze da riferire a questi incarichi e i criteri adottati per la scelta.
Interpellanza: Chiarimenti in merito all’erogazione di contributi per persone con disabilità frequentanti il centro diurno Myosotis (Chiara)
Con questa interpellanza è stata portata all’attenzione dell’Aula la questione del calcolo dei contributi per la frequenza al centro diurno Myosotis di Nus che fornisce assistenza anche a persone con disturbo dello spettro autistico. Il familiare di un utente ci ha evidenziato la sua preoccupazione per il forte e retroattivo taglio dei contributi per la frequenza a questo centro che comporterà un raddoppio delle fatture a suo carico. Risulta poco chiaro il sistema di calcolo che ha portato a questa forte riduzione per il 2023 e la nota con cui si comunicava all’interessato l’importo riconosciuto non conteneva copia del provvedimento dirigenziale di riferimento e nemmeno spiegazioni circa i meccanismi di calcolo. In risposta a una precedente iniziativa consiliare di maggio, il Governo aveva garantito la convocazione a breve di un tavolo apposito che avrebbe coinvolto anche l’associazione che si occupa di autismo per i dovuti chiarimenti. In tale occasione l’Assessore aveva poi riferito che nel computo si tiene conto dell’Isee, dell’importo dell’assegno di invalidità e dell’indennità di accompagnamento. Abbiamo ricordato che nel 2016 il Consiglio di Stato ha escluso l’accompagnamento e le varie provvidenze economiche per le persone con disabilità dal calcolo del reddito ai fini Isee. Abbiamo chiesto come sia stato calcolato, per il caso dell’utente citato, un contributo di soli 7,65 euro, per una spesa totale di 37,22 euro giornalieri, a fronte di un Isee molto basso; se si intendano dare disposizioni affinché le famiglie ricevano a casa una lettera con il calcolo esplicito del contributo concesso; se si ritiene corretto che le provvidenze economiche erogate alla persona con disabilità siano incluse nel sistema di calcolo per la determinazione del contributo erogato, vista la sentenza del Consiglio di Stato; se vi è l’intenzione di convocare in futuro le famiglie e le associazioni di riferimento quando si prospettano interventi così onerosi, e più in generale di riflettere sui costi effettivi che comporterebbe per l’utenza un eventuale futuro servizio del “dopo di noi”. L’Assessore alla sanità ha risposto che il computo per l’erogazione del contributo è molto complesso ma, per il futuro, gli uffici invieranno un prospetto con il calcolo dell’importo spettante a ogni singolo utente. La questione dell’esclusione dell’indennità di accompagnamento e delle pensioni nelle modalità di calcolo di tariffe e contributi per i servizi è allo studio anche di altre Regioni, in quanto l’impatto finanziario di questa operazione sarebbe ingente. Si tratta di un contributo che la Regione riconosce all’utente per sostenerlo nel pagamento del 30% della retta posta a suo carico, mentre all’utente del servizio semiresidenziale viene riconosciuta una franchigia pari a 6mila euro per consentirgli di contribuire al pagamento delle spese familiari. Analizzati i vincoli di bilancio, si valuterà la sostenibilità delle provvidenze dal calcolo della capacità contributiva dell’utente o l’innalzamento delle franchigie, con la conseguente riduzione della quota residua a suo carico. L’argomento sarà oggetto di esame e di confronto nella riunione del tavolo tecnico Autismo, che sarà convocato a breve. Chiara ha ritenuto utile che il calcolo dei contributi sia indicato direttamente nella lettera che, tuttavia, verrà inviata con grande ritardo. Sarebbe forse il caso di fissare anche un incontro con gli aderenti all’associazione di riferimento e alle famiglie per effettuare una spiegazione collettiva. Resta poi da definire la questione che riguarda la decisione di escludere le provvidenze economiche dal calcolo dell’Isee. L’associazione si sta rivolgendo ad un avvocato per capire meglio la questione. L’Assessore propone di ovviare al problema aumentando le franchigie: un sistema un po’ scivoloso, sarebbe invece meglio intervenire sull’importo da cui far partire il calcolo del contributo, escludendo le provvidenze. Nella risposta alla nostra precedente iniziativa ci era stato detto che l’evoluzione del centro Myosotis ha richiesto un attento monitoraggio e un dialogo costante con i familiari degli utenti ma questo, di fatto, non è avvenuto per la questione dei contributi e il tavolo tecnico non è mai stato convocato. Visti anche i numeri ridotti degli utenti, secondo noi, sarebbe il caso anche di attivare contatti diretti.
Interpellanza: Notizie in merito alla realizzazione del progetto di ampliamento dell’ospedale Parini (Erika)
Erika ha ricordato come, con una risoluzione di maggio 2021 la Giunta si impegnava, tra le altre cose, all’attivazione di un Tavolo di lavoro tra Regione, Comune di Aosta e i progettisti SIV per la verifica della compatibilità economica e tecnico-progettuale e sulla realizzabilità del progetto di ampliamento. Inoltre, il Piano per la salute e il benessere sociale 2022-2025 prevedeva l’avvio di un’analisi sulla congruità dei posti letto operativi e alla conseguente articolazione delle strutture ospedaliere, necessaria per orientare la definizione dell’Atto aziendale. In risposta ad una iniziativa di PCP inoltre si parlava anche dell’avvio di una struttura sanitaria in via Brocherel. Ad oggi, e nonostante le ripetute richieste, al Consiglio non è ancora stata presentata nessuna revisione progettuale. Per questo abbiamo chiesto: di conoscere l’esito delle riunioni del Tavolo di lavoro, con particolare riferimento alle ipotesi sulla viabilità, cantierabilità e accessibilità alle due strutture (parcheggi, ingressi, ecc); l’esito dell’analisi sulla congruità dei posti letto operativi e la conseguente articolazione delle strutture ospedaliere, anche in riferimento all’intensità di cura, che orienti la definizione dell’Atto aziendale; lo stato dell’arte di questo Atto e le motivazioni del ritardo; se sia intenzione riferire alla Commissione competente l’ultima versione progettuale della fase 3 dell’ospedale e le intenzioni rispetto alla struttura di via Brocherel.» L’Assessore alla sanità Marzi, ha riferito che «il progetto definitivo della fase 3 di costruzione del nuovo ospedale Parini – che conferma come gli originali parametri siano rimasti invariati a quanto presentato in quinta Commissione nel 2021 – è stato consegnato dai progettisti ed è in corso di definizione il progetto esecutivo. I lavori della fase 3 che stanno per essere avviati riguardano due interventi: scavi e realizzazione delle nuove centrali tecnologiche (contratto già sottoscritto e i lavori consegnati a breve); avvio degli scavi per completare l’approfondimento archeologico, per un importo lavori a base di gara di 1,6 milioni di euro, realizzato in collaborazione con la Soprintendenza per i beni e le attività culturali e le cui procedure di valutazione delle offerte saranno effettuate entro il 2023. Gli aspetti della cantierabilità e dell’accessibilità sono già stati oggetto di confronto nelle riunioni del Tavolo tecnico: sono state condivise e valutate le osservazioni legate a questi temi, con il contributo di tutti i soggetti coinvolti a vario titolo nella realizzazione dell’opera. Abbiamo ricevuto dalla Società SIV lo studio sull’impatto del traffico sul tessuto urbano circostante il presidio ospedaliero, che non evidenzia criticità: lo abbiamo condiviso con il Comune di Aosta e sarà oggetto di confronto nel Tavolo tecnico che stiamo convocando. La variante al progetto del nuovo ospedale soddisfa tutti i nuovi parametri di legge, comprese le buone pratiche da adottare in caso di eventi pandemici, in relazione ai posti letto ospedalieri, con particolare riferimento a quelli di terapia intensiva e sub-intensiva. Il nuovo ospedale prevede delle aree di degenza ordinarie suddivise per intensità di cura, al fine di soddisfare pienamente i diversi fabbisogni assistenziali. Sono inoltre in corso gli interventi per la realizzazione dei due ospedali di comunità al J.B. Festaz e a Verrès.» «È nostra volontà – ha concluso l’Assessore – illustrare nuovamente il progetto del nuovo ospedale in Commissione, ma riteniamo opportuno attendere gli esiti del confronto tecnico in seno Tavolo di lavoro. Anche per quanto attiene la struttura di via Brocherel – che è di pertinenza del Comune di Aosta -, dopo un confronto con il Presidente della quinta Commissione, siamo disponibili a verificare con gli amministratori le loro disponibilità ad essere auditi.» Erika nella replica ha preso atto che non sono stati fatti grandi passi avanti. «Chiederemo di poter vedere lo studio del traffico perché non riusciamo a capire come l’ampliamento dell’ospedale possa migliorare una situazione che è già congestionata. Non convince la risposta sui posti letto anche alla luce del fatto che non abbiamo mai avuto la possibilità di vedere un progetto riguardante la collocazione delle strutture e del personale e sappiamo bene che anche nella scelta delle strutture semplici e complesse dell’Atto aziendale queste influiscono. Aspetteremo ancora per visionare questo progetto, mentre domani guarderemo con attenzione le immagini che avete scelto per informare la popolazione attraverso il maxi-schermo. Chissà se ritroveremo anche le ingenti risorse spese per costruire edifici che andrete poi a demolire.»
Interpellanza: Motivi delle modifiche apportate ai criteri di selezione per le candidature a Direttore generale dell’Office du Tourisme (Chiara)
Il 5 giugno 2023 la Giunta regionale, con la Dgr n. 634, ha approvato lo schema di Avviso pubblico con i criteri per la selezione e le modalità di presentazione di candidatura a direttore generale dell’Office du Tourisme. I quattro candidati che hanno risposto a tale Avviso pubblico non sono risultati idonei, in particolare in quanto non in possesso del requisito di conoscenza della lingua inglese, pari a un livello B2, che è attualmente quello atteso alla fine del liceo, mentre il B1 è quello atteso al termine del biennio di scuola superiore. Ecco allora che con Dgr n. 956 del 28 agosto 2023 la Giunta, su proposta dell’Assessore al Turismo ha scelto di riproporre il concorso, ma abolendo in toto il requisito della conoscenza dell’inglese e introducendo alcune modifiche circa le competenze e le esperienze lavorative. Abbiamo letto con un certo sconcerto le dichiarazioni dell’Assessore al Turismo, riportate dal quotidiano La Stampa il 1° settembre u.s. Secondo l’Assessore la conoscenza della lingua inglese per il Direttore dell’Office “non è poi così essenziale (…) L’importante è che l’inglese lo sappiano coloro che sono al front-office, al contatto con il pubblico, il direttore non ha quel ruolo“. Noi crediamo che, presumibilmente, il Direttore generale dell’Office avrà dei contatti con i colleghi omologhi o le agenzie di vari Paesi, non solo francofoni, per cui la conoscenza dell’inglese ci sembrerebbe quanto mai opportuna e utile. Ma se per il Governo l’inglese non serve al Direttore dell’Office nell’espletamento delle sue mansioni, come mai non lo ha deciso subito, con il primo Avviso pubblico? Sembrerebbe quasi che nel periodo tra il primo e il secondo Avviso si sia capito che tipo di figura si voleva. La scelta di cancellare quel requisito per il ruolo apicale dell’Office regionale rappresenta un approccio negativo, poco rispettoso e diseducativo per tutti quegli operatori turistici valdostani, in particolare per i giovani che si affacciano al mondo del lavoro, che cercano o devono cercare di migliorare le loro competenze attraverso lo studio delle lingue, in particolare la lingua inglese. Questo requisito avrebbe avuto davvero senso per l’incarico, mentre non ha alcun senso tirare in ballo il back office e il front office dopo il brusco dietrofront fatto. Abbiamo chiesto se le valutazioni formulate dall’Assessore circa la non essenzialità del requisito di conoscenza della lingua inglese sono condivise e sostenute dal Governo regionale; le motivazioni delle modifiche circa le competenze professionali richieste riportate in premessa; se il Governo regionale prevede anche per il futuro di modificare al ribasso i requisiti dei bandi di concorso qualora si ripresentassero situazioni simili. L’Assessore ha risposto che i candidati non hanno passato la prova non per la mancata conoscenza dell’inglese, ma per altri motivi legati alle altre competenze richieste e che il Governo ha condiviso la scelta di modificare il bando. Nulla ha detto sulla condivisione delle sue affermazioni ai giornali. Chiara ha risposto dicendo che forse, per una volta, il bando chiedeva una cosa giusta, e cioè la conoscenza dell’inglese per un dirigente che si deve occupare di turismo a 360 gradi. Ha poi ricordato che vari avvisi e bandi regionali chiedono l’inglese per dirigenti che operano nell’ambito dell’agricoltura, delle politiche sociali, dei trasporti, lo si chiede nel dl sui segretari comunali…ma non al Direttore dell’Office regionale! Assurdo e anomalo, ma non ci stupiamo più di nulla…vedremo chi passerà il concorso…
Interpellanza: Acquisizione della documentazione relativa al sondaggio realizzato nei mesi estivi nell’alta Val d’Ayas da parte del CAI del comitato Salviamo le Cime Bianche (Chiara)
Durante l’estate, in particolare nei mesi di luglio e agosto, su iniziativa del Comitato “Ripartire dalle Cime Bianche” e del CAI valdostano, è stato realizzato un interessante sondaggio per raccogliere le opinioni degli escursionisti e turisti frequentatori dell’alta Val d’Ayas.
Durante la conferenza stampa indetta dalle due associazioni il 5 settembre scorso, a cui i gruppi consiliari regionali erano invitati, erano state date alcune anticipazioni degli esiti, che sono poi stati ampiamente illustrati ad Ayas nell’incontro del 16 settembre. In quell’occasione è emerso che sono state 692 le persone che hanno risposto al questionario, metà uomini e metà donne. Di questi la stragrande maggioranza proviene da fuori Valle, soprattutto da Lombardia e Piemonte; 44 sono risultati i valdostani. I due terzi circa degli intervistati hanno dichiarato di essere sciatori.
Le domande contenute nel questionario che è stato distribuito riguardavano vari aspetti dell’offerta turistica di Ayas, dal valore del paesaggio ai trasporti, dalla valutazione degli impianti presenti a quella dei sentieri, all’offerta enogastronomica e alle proposte culturali, ecc. Una parte era riservata alle opinioni sull’ipotesi di collegamento intervallivo nel Vallone di Cime Bianche.
Un lavoro serio e apprezzabile, riguardante un campione significativo dei frequentatori della Val d’Ayas. Riteniamo che sarebbe di notevole interesse l’acquisizione di copia dei dati scaturiti dal questionario citato ed un loro esame presso la competente Commissione consiliare permanente. Abbiamo dunque chiesto alla Giunta regionale se intende acquisire la documentazione relativa al sondaggio realizzato durante i mesi estivi nell’alta Val d’Ayas e promuovere un esame e una presso la Commissione consiliare competente. L’Assessore Grosjacques ha risposto che non c’è alcuna intenzione di acquisire questi dati perché la posizione del CAI e del Comitato su Cime Bianche è nota, è stata ampiamente illustrata alle commissioni consiliari competenti e non ha alcun senso riaprire la discussione. Ha aggiunto che la maggioranza dichiarerà nel Defr le sue intenzioni circa il collegamento. Chiara ha replicato dicendo che in effetti questa risposta di totale chiusura era prevedibile, visto l’atteggiamento di rifiuto del confronto sempre adottato, ma ha rilevato che non si può ritenere che circa 700 persone siano assimilabili al CAI e al comitato e che ad oggi questo è l’unico sondaggio rivolto alla potenziale utenza dell’ipotizzato collegamento intervallivo. E ha rilevato che le Commissioni stanno ancora aspettando che venga completato l’esame dello studio di realizzabilità, al momento fermo ad una sommaria illustrazione effettuata ad aprile.
Mozione: Impegno del Presidente della Regione a riferire nella competente Commissione consiliare in merito alla bozza di norma di attuazione sulle concessioni di derivazione d’acqua a scopo idroelettrico (Chiara, Erika)
Siamo tornate per l’ennesima volta sulla questione della Norma di Attuazione relativa alle grandi concessioni di derivazione d’acqua a scopo idroelettrico. La Valle d’Aosta, pur avendo la titolarità delle acque pubbliche fin dall’approvazione dello Statuto Speciale, non ha finora avuto competenza per disciplinare con legge regionale le procedure e le concessioni a scopo idroelettrico. Una competenza che (con il Decreto Semplificazione del gennaio 2019) oggi hanno persino le Regioni a Statuto ordinario. Sono quattro anni e mezzo che il Consiglio regionale, per superare tale limite, ancor più grave per una Regione Autonoma, ha approvato all’unanimità un atto che impegnava la Giunta regionale ad avviare l’azione per arrivare ad una Norma di Attuazione dello Statuto in materia di concessioni di derivazione d’acqua atta a colmare l’attuale carenza della normativa statutaria. Con quella Risoluzione approvata il 2 luglio 2019 il Consiglio regionale ha impegnato la Giunta regionale a procedere speditamente, per quanto nelle sue competenze, alla definizione e concertazione, nell’ambito della Commissione Paritetica Stato-Regione, di una Norma di Attuazione dello Statuto che consenta alla Regione Valle d’Aosta di avere più ampie prerogative in materia di utilizzo di acque pubbliche a scopo idroelettrico e preveda procedure particolari nella riassegnazione delle autorizzazioni delle grandi derivazioni per una società che sia interamente pubblica, organo strumentale della Regione stessa. Fin dall’autunno 2019 la Commissione Paritetica Stato-Regione ha predisposto una bozza di Norma di attuazione conforme a quanto richiesto dal Consiglio regionale ed ha avviato la procedura di acquisizione dei pareri di competenza. Siamo sempre in attesa. Abbiamo quindi sottolineato ancora una volta l’urgenza di concludere l’iter della bozza di Norma di attuazione, mantenendo la positiva impostazione del testo a suo tempo comunicato alla Regione e impegnando il Presidente della Regione a riferire entro 15 giorni alla competente Commissione consiliare circa le informazioni acquisite riguardo all’istruttoria della Norma di attuazione e a illustrare le azioni che si intendono intraprendere per una rapida conclusione del suo iter approvativo. Con l’atteggiamento sbrigativo, superficiale e caratterizzato dal fastidio che gli procurano le nostre richieste, il Presidente Testolin ha detto che chiedeva il ritiro della mozione, perché poteva rispondere anche subito: la nuova Commissione paritetica sta lavorando, si è riunita un paio di volte e sta ragionando sulle osservazioni giunte dai ministeri e su una richiesta (quale non si sa…) dell’ex Ministero della transizione energetica. C’est tout! Chiara ha rifiutato di ritirare la mozione e ha stigmatizzato la risposta così frettolosa su di un argomento che è cruciale per la Regione. La mozione è stata bocciata ma ha ricevuto il sostegno di tutta la minoranza.
Mozione: Avvio di una interlocuzione con il mondo dell’associazionismo e del volontariato finalizzata alla realizzazione della “Casa del volontariato valdostano” (Chiara, Erika) RINVIATA
Mozione: Predisposizione di una azione di sensibilizzazione dei neo maggiorenni sui temi della violenza sulle donne e dell’abuso di alcol (Chiara, Erika) RINVIATA
Mozione: Diffusione di buone prassi attraverso la scelta degli eventi a cui concedere il patrocinio della Regione e revoca della cittadinanza a Mussolini (Erika, Chiara) RINVIATA