Nel consiglio di fine ottobre erano all’ordine del giorno due disegni di legge:

L’Assemblea ha approvato, con 19 voti a favore (UV, FP-PD, AV-VdAU, PlA, SA) e 16 astensioni (Lega VdA, RV, PCP, FI, GM), il disegno di legge che contiene disposizioni in materia di tutela delle acque dall’inquinamento. Il testo, presentato dalla Giunta il 27 settembre e riformulato dalla terza Commissione, è composto di cinque articoli che modificano la legge regionale n. 59/1982 al fine di attualizzarla alle disposizioni del Testo unico ambientale (decreto legislativo 152/2006). Chiara annunciando l‘astensione ha osservato: «Si tratta di un disegno di legge che non può non essere condiviso nelle linee generali, ma con le modifiche apportate, che sono principalmente di natura tecnica, non c’è la sufficiente chiarezza per poter esprimersi positivamente, in particolare riguardo alle tempistiche delle autorizzazioni che, come altri importanti elementi, saranno demandate a successive delibere attuative della Giunta.»

Il Consiglio ha poi respinto, con 21 voti di astensione (UV, FP-PD, AV-VdAU, PlA, SA, PCP) e 14 a favore (Lega VdA, RV, FI, GM), una proposta di legge per la disciplina e gli interventi a sostegno dei distretti del commercio (modifiche alla legge regionale n. 19/2001). Erika ha annunciato l’astensione, «anche se noi crediamo che questa proposta di legge ponga un tema di assoluta priorità da discutere in questo Consiglio: la desertificazione, l’abbandono dei centri storici, non solo dei paesi di alta montagna, sono una realtà. La legge sugli esercizi di vicinato ha dato i suoi frutti, ma questa proposta di legge era molto più organica: forse per le maglie troppo larghe non è tata colta appieno dalle associazioni di categoria e dai Comuni. Oggi non la voteremo perché le audizioni in quarta Commissione hanno posto molti dubbi sulla realizzabilità di questa legge e non c’è stata la dovuta accortezza nell’approfondirla proprio perché da questa maggioranza non è definita una priorità. Occorre dare un segnale anche ai piccoli paesi che purtroppo vedono l’abbandono di moltissimi esercizi commerciali a favore della grande distribuzione.»

Le nostre iniziative in discussione erano 14: 3 mozioni (rinviate da due precedenti Consigli), 1 question time, 5 interrogazioni, 5 interpellanze

MOZIONE: Azioni per scongiurare il trasferimento di sede del Coordinamento solidarietà Valle d’Aosta (CSV) e avvio di un’interlocuzione con i soggetti interessati per la realizzazione di una Casa del volontariato valdostano (Chiara, Erika)

Abbiamo già avuto modo durante l’ultimo consiglio di affrontare il tema dell’imminente forzato trasferimento del Coordinamento Solidarietà della Valle d’Aosta dalla sede storica di via Xavier de Maistre ad altri locali più angusti e distanti dal centro della città. Avevamo chiesto quali iniziative si intendono mettere in campo per dare un supporto ampio e concreto al CSV. Le risposte non erano state per nulla confortanti, perché l’Assessore Marzi in buona sostanza si era molto complimentato con il Coordinamento per il suo importantissimo ruolo, aveva detto che non è pervenuta una richiesta di aiuto ufficiale e circostanziata ed aveva espresso l’augurio che si trovi al più presto una soluzione il più adeguata possibile. Crediamo che l’importanza e il ruolo del CSV non vengano messi in discussione da nessuno, ma abbiamo constatato che non c’è una sufficiente volontà di affrontare nell’immediato il serio problema del trasferimento, mettendo in campo proposte di soluzioni alternative, ancorché provvisorie, o intervenendo con un sostegno finanziario. Il Presidente del CSV ha anche affermato che “nel medio periodo il CSV continuerà a lavorare per dare in futuro al volontariato una vera e propria ‘Casa’ che sia un luogo di ritrovo e di incontro, e che possa valorizzare e sottolineare la dignità del lavoro quotidiano svolto per l’intera comunità valdostana da parte delle oltre duecento Associazioni di Volontariato/Promozione Sociale presenti sul territorio regionale”. Noi riteniamo che questo obiettivo non solo sia assolutamente condivisibile, ma vada perseguito con convinzione anche da parte del Consiglio regionale, che è la massima assemblea rappresentativa dei valdostani, attraverso precisi impegni che possiamo e dobbiamo assumerci. Per questo la mozione intendeva impegnare innanzitutto il Presidente della V Commissione consiliare permanente ad organizzare nel più breve tempo possibile una audizione del Presidente e dei vertici del CSV al fine di conoscere nel dettaglio la situazione dell’Associazione e a valutare ipotesi per intervenire nell’immediato al fine di scongiurare il trasferimento del CSV. Inoltre impegnare il Governo regionale ad avviare una interlocuzione con il CSV e il mondo dell’associazionismo e del volontariato valdostano finalizzata nel medio termine alla realizzazione della “Casa del volontariato valdostano”. Dopo il dibattito in aula abbiamo ritirato la mozione (riservandoci di ripresentarla), considerato che nel Defr sembra esserci un’apertura del Governo per una soluzione e a fronte della risposta dell’Assessore alla sanità, che ha assicurato un intervento regionale nel 2024 per dare un sostegno al CSV per una soluzione temporanea, evidenziando che in prospettiva si sta lavorando alla possibilità per il CSV di avere uno spazio definitivo e che è in via di definizione un disegno di legge sul Terzo settore che comprenderà, tra gli altri, un contributo per il funzionamento degli enti accreditati sul territorio quali il CSV.

MOZIONE: Sensibilizzazione dei neo maggiorenni su molesti e violenza sulle donne e abuso di alcol (Chiara)

Lo scorso mese di agosto abbiamo ricevuto una segnalazione circa un fatto legato ad una festa dei coscritti e Chiara ha informato la questura. Gli agenti hanno quindi ammonito i giovani coscritti di un comune della Plaine che avevano scelto di celebrare la loro festa addobbando un’auto con scritte oscene e volgari verso le donne: “T…a, Ti monto che ti smonto”. I ragazzi hanno rimosso le scritte ma sono apparsi sorpresi della richiesta degli agenti e inconsapevoli della gravità del loro comportamento. Ci chiediamo come mai un momento tradizionalmente di festa e di divertimento sia associato a comportamenti simili e riteniamo indispensabile un’opera di sensibilizzazione in questo campo per contribuire, anche a livello locale, a quel profondo cambiamento improntato alla cultura del rispetto di cui si avverte sempre più la necessità. Abbiamo quindi chiesto al Governo di valutare, in collaborazione con l’Assemblea degli enti locali, la predisposizione di una specifica azione di sensibilizzazione rivolta ai giovani neomaggiorenni per prevenire ogni forma di molestia e di violenza nei confronti delle donne e dell’abuso di alcol.  A questo proposito Chiara ha citato, ad esempio, la possibilità di predisporre un documento simile al “Manifesto #controlemolestie” predisposto a marzo 2023 dall’Associazione Alpini. Si è sviluppato un dibattito sconcertante, che ha visto intervenire vari consiglieri della Lega, i quali da una parte hanno strumentalizzato la mozione facendo ogni sorta di riferimento assurdo e fuori luogo; dall’altra hanno confermato quanto evidenziato da Chiara nell’illustrazione e cioè il generale atteggiamento superficiale, improntato alla tolleranza e all’accettazione di gesti, battute, comportamenti sessisti che purtroppo è ancora estremamente diffuso e che rappresenta il terreno fertile in cui tali comportamenti si radicano e diventano “normali”. La maggioranza, compresi i consiglieri del PD federalisti progressisti, è rimasta silente dimostrando la solita ignavia (se così la si vuol chiamare…); è intervenuto solo l’Assessore Marzi che ha affermato il generico impegno del Governo sull’argomento già in atto nell’ambito del Piano triennale contro la violenza di genere. L’ascolto del dibattito è possibile sul sito del consiglio regionale nella sezione mediateca ed è utile anche per verificare l’atteggiamento oppositivo, superficiale e strumentale emerso da parte di molti Consiglieri, che tuttavia non ci ha sorpreso. Fino a quando si tollereranno o, peggio ancora, si giustificheranno simili episodi, non potremo sperare in quel cambiamento culturale che noi, al contrario, reputiamo non procrastinabile e che si deve attuare anche a livello locale con azioni mirate. La mozione è stata respinta con 7 voti contrari (Lega VdA), 26 astensioni (UV, FP-PD, AV-VDA, PLA, SA, RV, FI, GM) e 2 a favore, i nostri. A margine del Consiglio sono usciti articoli su Primalinea e su Valledaostaglocal che segnalavano un altro episodio del genere avvenuto in una vallata a settembre: i coscritti indossavano magliette con la scritta “Ciuccia t…a”: segno che ormai questa è una prassi, che crediamo vada contrastata.

MOZIONE: Diffusione di buone prassi attraverso gli eventi a cui concedere il patrocinio della Regione – Torneo di padel (Erika)

Abbiamo presentato questa mozione, con cui chiedeva al Governo di prestare maggiore attenzione alle attività da patrocinare contribuendo alla sensibilizzazione e diffusione di buone prassi anche rispetto agli eventi sportivi, evitando ogni tipo di discriminazione.

Erika nell’illustrazione ha parlato del Torneo di padel tenutosi presso l’arena sport di Aosta lo scorso mese di agosto, patrocinato dalla Regione, sottolineando «la disparità di trattamento tra uomini e donne visto che i premi per il doppio femminile (1.000 euro) erano più bassi di quelli per il doppio maschile (4.000 euro). Un’evidente disparità di trattamento tra uomini e donne che non fa onore alla Valle d’Aosta, nominata nel 2023 Regione europea dello sport.» L’Assessore al turismo e sport, Giulio Grosjacques, ha chiesto il ritiro dell’iniziativa, in quanto «gli uffici dell’Assessorato, che ha concesso un contributo di 3.600 euro, su segnalazione del Comune di Aosta dopo aver visto la locandina dell’iniziativa, hanno prontamente richiesto agli organizzatori del torneo i motivi della scelta di suddividere il montepremi tra uomini e donne e per chiedere di rivalutare, in un’ottica di equità, i premi del torneo. Ci è stato rappresentato che non si trattava di disparità ma di due gare distinte con montepremi diversi. Non c’è stata quindi alcuna discriminazione, ma il rispetto dei regolamenti del torneo. Effettuare attività di sensibilizzazione riguardo ai valori dello sport e alla diffusione della pratica sportiva ispirata ai valori di uguaglianza e pari opportunità è patrimonio di questa maggioranza. Continueremo a prestare la giusta attenzione su queste tematiche, cosa che stiamo già facendo.» Padovani ha chiesto un’interruzione per i gruppi di maggioranza. Nella replica Erika ha rilevato che la disponibilità prima espressa dall’Assessore (ci aveva detto che avrebbe votato la mozione), dopo la riunione di maggioranza è venuta meno. Evidentemente anche i finti progressisti hanno assecondato logiche di mercato care agli schieramenti di destra, anziché ribadire come l’Amministrazione dovrebbe incentivare e contribuire alla sensibilizzazione di buone prassi che tutelino dalle discriminazioni.

La mozione è stata respinta con 14 voti contrari (Lega VdA, RV, FI, GM), 19 astensioni (UV, FP-PD, AV-VdAU, PlA, SA) e 2 a favore (PCP),

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA: Lavori per le gare la Coppa del mondo di sci alpino a Zermatt e Breuil-Cervinia (Erika, Chiara)

 

Con questa interrogazione si è parlato dei lavori di preparazione delle piste di gara della Coppa del mondo di sci alpino, visto che «ruspe da cantiere stanno scavando nel ghiacciaio del Teodulo per modellare i tracciati delle gare che si terranno all’11 al 19 novembre tra Zermatt e Breuil-Cervinia – ha ricordato Erika -:le immagini della distruzione dell’ambiente glaciale riportate dai media nazionali e internazionali sono molto scioccanti. Il 17 ottobre scorso, il WWF, Pro Natura e Mountain Wilderness Schweiz hanno avviato una procedura per chiedere l’immediata interruzione dei lavori alla Commissione cantonale dell’edilizia svizzera. Tutto questo in totale contrasto con la strategia di adattamento ai cambiamenti climatici e le numerose ricerche sui nostri ghiacciai. Chiediamo di conoscere lo stato dell’arte delle attività di preparazione della gara e in particolare se, sul versante italiano, si sia verificato il pieno rispetto di tutte le prescrizioni di legge e dei regolamenti a livello europeo, nazionale, regionale e comunale (normativa edilizia, urbanistica, piano zonizzazione acustica).» L’Assessore Bertschy, ha riferito che «i lavori sono quasi ultimati e stanno avanzando in maniera corretta nei due tratti di territorio italiano: uno che sarà utilizzato solo per il tracciato di Coppa del Mondo e l’altro che riguarda, invece, la pista turistica del Ventina – 7 Bis. La società che gestisce i lavori, già nell’edizione dello scorso anno, aveva operato nella direzione di ottenere tutti i permessi e le autorizzazioni per muoversi nella piena legittimità. Perseguiamo il nostro obiettivo di realizzare una competizione sportiva di grande livello e di assoluto interesse per la nostra Regione e le nevicate di questi giorni sono di aiuto per raggiungere l’obiettivo. Per quanto riguarda il periodo delle gare, se in futuro il calendario della Coppa del Mondo sarà spostato più avanti, saremo i primi a valutare positivamente l’eventuale decisione. Da sempre la preparazione delle piste sul ghiacciaio in territorio svizzero prevede il riempimento dei crepacci con movimento meccanico della neve e del ghiaccio presenti in loco ed è un’attività richiesta e prevista per garantire la sicurezza degli sciatori e dei lavoratoriErika ha così replicato: «Le notizie di ieri ci dicono che una parte di quella pista non può essere utilizzata in quanto non autorizzata. Qualcosa non ha funzionato sul lato svizzero. Lei ci dice che sul lato italiano tutto è autorizzato e su questo verificheremo. Rileviamo che un evento che avrebbe dovuto far parlare in positivo, sale oggi agli onori della cronaca in maniera negativa, sollevando l’indignazione generale, anche da parte di atleti di rango mondiale, nei confronti di chi vuole spremere la natura per fare degli eventi a tutti i costi in un momento che sappiamo di grande difficoltà anche per i ghiacciai e soprattutto per quello del Teodulo

INTERROGAZIONE: Determinazioni assunte in merito alla gestione della “Maison du Val d’Aoste” (Erika, Chiara)

Con questa interrogazione volevamo conoscere se e quali determinazioni siano state assunte in merito alla gestione della Maison du Val d’Aoste. Il Presidente Testolin ha evidenziato che il Governo vuole mantenere la struttura di Parigi, ma la difficoltà risiede nella gestione e per questo è stato affidato uno studio da Finaosta. Presto questo studio verrà consegnato e capiremo il percorso per la definizione delle modalità e del soggetto che si occuperà della gestione. Tutto questo dovrebbe avvenire entro fine anno. Erika nella replica ha evidenziato che nelle interviste estive rilasciate dopo la tavola rotonda della rencontre des émigrés si diceva che lo studio era già stato consegnato. Aspetteremo ancora con la certezza che il Presidente Bertin, ammesso che si sia dimenticato anche di questo suo cavallo di battaglia, vigilerà sulla definizione di questo dossier.

INTERROGAZIONE: Notizie in merito all’attuazione dell’ordine del giorno approvato dal Consiglio sul DEFR 2023-2025 rispetto alla percorribilità per tutto l’anno del Piccolo San Bernardo (Erika)

L’ordine del giorno n. 14 votato da 33 consiglieri (2 contrari Erika e Chiara) in data 1° dicembre 2022relativo al DEFR 2023-2025 rispetto alla “Percorribilità per tutto l’anno del Piccolo San Bernardo” prevedeva che il Governo regionale interloquisse con lo Stato Francese per la realizzazione di un tunnel tra La Thuile e i Comuni francesi di Séez e Bourg-Saint-Maurice. Con questa interrogazione abbiamo voluto sapere se ha dato corso all’impegno votato in Consiglio e quali sono stati gli esiti delle interlocuzioni con le autorità francesi. L’Assessore Caveri nella replica, dopo aver ripercorso tutte le tappe di questa proposta, ha evidenziato che il Governo Francese non è assolutamente interessato a quest’opera visto che continua a puntare sulla Torino -Lione e sul trasporto ferroviario. Sottolinea inoltre che anche il comitato italiano sembra aver perso entusiasmo e non insiste più su quest’opera. Erika nella replica ha evidenziato come le idee e gli obbiettivi dei francesi siano molto più chiari di quelli della nostra regione.

INTERROGAZIONE: Informazioni sui lavori per la realizzazione della telecabina Pila-Platta de Grevon (Erika)

Con questa interrogazione abbiamo chiesto se l’Amministrazione regionale fosse a conoscenza del fatto che una delle società aggiudicatrice della gara d’appalto per la realizzazione della telecabina (Leitner spa, Cogeis, Ivies spa, Consorzio stabile VdA srl e Costruzioni Stradali Bgf srl) abbia come legale rappresentante l’attuale Presidente dell’ARER e se ritiene essere compatibile e/o opportuna la partecipazione; lo stato dell’arte rispetto ai lavori della telecabina. Il Presidente della Regione Testolin ha evidenziato che la società Pila Spa non ha rilevato irregolarità rispetto alle società aggiudicatarie e che era a conoscenza del ruolo ricoperto in Bgf dal Presidente dell’ARER. Rispetto allo stato dei lavori della telecabina rileva che si sta procedendo sulla stazione di monte: sono stati effettuati gli sbancamenti per le fondazioni di monte e dei sostegni delle zone limitrofe, posizionati i micropali e costruite alcune fondazioni, effettuati gli scavi per gli ancoraggi di alcuni paravalanghe, posati i cavidotti e preparato la linea di innevamento programmato della pista numero 9. In replica Erika ha fatto notare che non vi è stata risposta rispetto all’opportunità che la ditta con legale rappresentante il Presidente dell’ARER partecipasse al bando e questo non stupisce visto che anche nomine palesemente incompatibili per la Regione non riscontrano problemi. Rispetto allo stato dei lavori il Presidente si è dimenticato di dire che dopo gli sbancamenti ora Pila al posto della Platta de Grevon ha la piramide di Cheope e ha completamente modificato quella cresta. Ad oggi mancano ancora molti atti che abbiamo chiesto e, salvo varianti ai lavori, rileviamo opere non previste su cui andremo a fondo. Oggi più che mai siamo convinti che mantenendo l’arrivo dov’era attualmente e ridimensionando la mega stella si sarebbe speso e devastato meno quell’ambiente.

INTERROGAZIONE: Rinnovo della concessione della funicolare di Saint-Vincent (Chiara)

Questa interrogazione è stata presentata con lo scopo di sollevare l’attenzione sulla funicolare di Saint-Vincent, da troppo tempo inutilizzata, ma che a nostro avviso merita un convinto rilancio e una valorizzazione, sia perché rappresenta un elemento caratteristico e interessante del Comune, sia perché è un valido mezzo di trasporto per accedere alle Terme, sia ancora perché costituisce un unicum nel sistema di trasporto valdostano. Nella l.r. 20/2008, all’art. 16, riguardo agli impianti a fune, si legge che “La decadenza della concessione è dichiarata dalla Giunta regionale, con propria deliberazione, qualora il concessionario: […] interrompa per più di tre anni l’esercizio, salvo giustificati motivi”. Ora, stando alle date, la concessione della funicolare di Saint-Vincent risulterebbe decaduta nel mese di aprile 2023, anche se non vi è un atto formale della Regione che lo certifica, come previsto dalla normativa. Il comune ha chiesto alla Regione una proroga della concessione ma la stessa ha ritenuto di non formalizzare con uno specifico atto tale proroga; secondo il comune perché, avendo lo stesso presentato la richiesta, “si dà per scontato che il decadimento non avvenga“. Si tratta di una evidente anomalia. Abbiamo quindi chiesto di conoscere se la l.r. 20/2008 dà facoltà alla Giunta regionale di rinnovare la concessione della funicolare dopo la decadenza della stessa o se, invece, sarà necessario adottare uno specifico atto normativo ad hoc del Consiglio. Pare infatti inverosimile che la legge fissi un termine di 3 anni di inattività per decretare la decadenza della concessione, se poi si può tirare per le lunghe per un tempo indefinito in attesa dei giustificati motivi. Tra l’altro il Consiglio comunale ha approvato una variazione di bilancio che prevede 31.100 € per le pratiche di avvio della revisione della funicolare, ma in assenza della concessione da parte della Regione. E questa appare come un’altra anomalia. L’Assessore ha risposto che la concessione non è decaduta e che si procederà al suo mantenimento tramite una delibera di Giunta. Chiara ha replicato che la concessione è scaduta ad aprile…! Se il comune ha esplicitato i “giustificati motivi” per chiedere la proroga perché la Regione non ha fatto un provvedimento specifico? Ci viene spesso ricordato che l’Amministrazione parla per atti…qui non ce ne sono. Non è che poi sarà necessario un intervento normativo del Consiglio per superare il problema? L’Assessore è apparso incerto su questa osservazione…

INTERROGAZIONE: Programmazione degli interventi per evitare il congestionamento di Piazza Manzetti in vista di un forte incremento del traffico (Chiara)

L’interrogazione partiva dalla constatazione che a partire da gennaio il servizio ferroviario sarà sospeso e che per il transito degli autobus ci sarà un forte incremento di traffico su Piazza Manzetti che già oggi è congestionata in alcune ore della giornata. Con gli autobus sostitutivi saranno presenti contemporaneamente in Piazza Manzetti molti autobus, che si aggiungeranno alla presenza quotidiana dei mezzi del trasporto locale, delle auto dei viaggiatori e dei taxi. Sono programmati, da parte del Comune di Aosta, a partire dal 2024, importanti lavori di sistemazione di Piazza Manzetti. E’ indispensabile, in accordo con il Comune, programmare gli interventi per evitare il congestionamento di Piazza Manzetti e del tratto iniziale di via Carrel e per consentire un regolare afflusso e deflusso, nonché la momentanea sosta nella piazza. Abbiamo quindi chiesto quali intese sono state raggiunte con il Comune per assicurare un utilizzo razionale della piazza e quali interventi sono stati previsti circa la fermata e il transito degli autobus nella piazza e nelle zone limitrofe; inoltre se è stata presa in considerazione l’ipotesi di spostare in zone limitrofe alla piazza la partenza e gli arrivi degli autobus o di diversificare il luogo di partenza da quello di arrivo, pur mantenendo la prossimità. Dalla risposta dell’Assessore ci è sembrato che tutto sia ancora piuttosto in alto mare; ha detto che il Comune non ha comunicato la tempistica dei lavori in Piazza Manzetti, che il confronto è costante, che a fine novembre si definirà la questione. Ha evidenziato un problema legato alla portata del ponte sul Buthier che potrebbe costituire un problema per il passaggio degli autobus. Chiara in replica ha sollecitato la formalizzazione dell’intesa perché il tempo stringe e programmare in modo concordato la fermata e la sosta dei numerosi autobus è urgente; ha anche sottolineato che deve essere definita anche la questione dell’allargamento del sottopasso, non solo del suo allungamento.

INTERPELLANZA: Costituzione di una Azienda pubblica per i servizi alla persona a seguito del tavolo per la gestione del personale della Società dei servizi (Erika)

Dal DEFR abbiamo appreso che è in previsione la costituzione di una Azienda pubblica per i servizi alla persona che assorba i dipendenti di Società di Servizi e i dipendenti regionali che oggi erogano analoghi servizi. Per questo abbiamo chiesto le valutazioni effettuate nel tavolo che hanno portato alla scelta della costituzione di una nuova Azienda pubblica per i servizi alla persona; quali sono le modalità e le misure previste per garantire il reimpiego dei lavoratori attualmente in servizio presso la Società dei Servizi ed in particolare le modalità di accesso. Il Presidente Testolin ha risposto in modo molto vago dicendo che il tavolo ha identificato le problematiche, alcune delle quali a cui si è già data una risposta (inizio 1° settembre – fine contratto 30 giugno per gli operatori, aumento ore contrattuali..). Fra esse l’applicazione di contratti diversi. La politica ha deciso di andare verso la costituzione di un’azienda che per ora includerà gli operatori dipendenti della società dei servizi e i dipendenti regionali che svolgono quelle mansioni (operatori della scuola, assistenti sociali, operatori dei CEA) e successivamente definirà le regole del gioco. Per questo affrontare le modalità di passaggio dei dipendenti dalla società dei servizi all’azienda è prematuro. Erika nella replica ha ripreso una nota della CGIL arrivata nella giornata precedente in cui si evidenzia che il parere sulla costituzione dell’Ente strumentale è subordinato alle modalità di accesso, quindi chiederemo i verbali del tavolo di lavoro, perché evidentemente le regole del gioco devono essere affrontate prima. Non crediamo sia ininfluente capire se per accedere alla futura azienda si debbano tenere concorsi e prove di accertamento della lingua francese, considerato che vi sono persone che lavorano da anni in modo precario in quei settori e devono avere delle risposte. Su questo tema torneremo.

INTERPELLANZA: Intendimenti in merito alla possibile fruizione degli scavi dello spiazzo antistante l’Ospedale Parini di Aosta (Erika, Chiara)

Con questa iniziativa abbiamo voluto fare il punto sui costi totali fino ad ora sostenuti o preventivati per il sito archeologico di Saint-Martin-de-Corléans e per gli scavi nello spiazzo di fronte all’ospedale oltre che conoscere le intenzioni per la fruibilità di questi ultimi. Erika ha evidenziato, infatti, che l’area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans è chiusa dal marzo 2022 e un nuovo sito archeologico dovrebbe vedere la luce nella zona interessata dagli scavi per l’ampliamento del Parini. L’Assessore Jean-Pierre Guichardaz, ha confermato che «la riapertura al pubblico dell’Area megalitica di Aosta avverrà a partire da sabato 11 novembre 2023.» «I costi totali, comprensivi di Iva, finora sostenuti dall’Amministrazione regionale per la progettazione, la direzione lavori, i collaudi, la realizzazione della struttura architettonica e degli impianti generali, nonché per la musealizzazione dell’area Nord del sito, ammontano a circa 46 milioni di euro. È stata, inoltre, stimata una spesa di circa 850mila euro per un intervento di sistemazione del piano di copertura del complesso e della pavimentazione della cosiddetta “Piazza”, ai fini di una sua valorizzazione. Ad oggi non è possibile fornire un dato preciso dei costi che si dovranno sostenere per il completamento dell’area Sud, in quanto dovrà essere oggetto di ulteriori indagini archeologiche che consentiranno di procedere all’aggiornamento dello studio di fattibilità esistente, risalente al 2011, che risulta non più attuale alla luce dei recenti ritrovamenti, dell’evoluzione tecnologica nei diversi campi museali, nonché dei costi di realizzazione degli interventi.» Riguardo agli scavi nello spiazzo antistante l’ospedale Parini, l’Assessore ha fatto presente che «i costi totali sostenuti, a partire dal 2015 fino ad ora, ammontano a 3 milioni 135mila euro, Iva esclusa. I costi preventivati per i prossimi scavi ammontano a 2,4 milioni di euro, sempre Iva esclusa. Il progetto definitivo di ampliamento del Parini, consegnato dai progettisti, contempla, al piano interrato, la presenza di un’area archeologica fruibile al pubblico che conservi e valorizzi le testimonianze monumentali della prima età del Ferro rinvenute durante gli scavi. Saranno infatti visibili sia il cerchio di pietre del VIII secolo a.C., sia il tumulo funerario del “Guerriero celtico”, databile alla metà del VII secolo a.C. Saranno inoltre predisposti apparati didattici e vetrine per l’esposizione dei reperti più importanti. La fruizione avverrà con due diverse modalità: la prima, dall’alto, accessibile a tutti, percorrendo la passerella prevista che congiunge il parcheggio dell’ospedale ai reparti dell’attuale nosocomio e che consentirà una visione generale delle evidenze archeologiche; la seconda, più specialistica, consentirà di accedere al piano di imposta dei monumenti e di camminare tra le vestigia, ammirando le vetrine con i reperti, in occasione di eventi o di visite guidate.» Erika ha replicato evidenziando che il progetto ad oggi non è stato presentato a nessuno e sarebbe opportuno che l’Assessore venisse in Commissione ad illustrarlo. Rileviamo che 6 milioni andranno per gli scavi del Parini, così come evidenziamo che avere un ospedale sopra limiterà di molto la fruibilità di questi spazi, anche perché chi si reca all’ospedale forse non ha troppa voglia di ammirare i reperti archeologici. Ci domandiamo poi come sia stata affrontata la questione del traffico e del parcheggio in quell’area, che è già ora è congestionata per la presenza dell’ospedale, quando saranno organizzati degli eventi o delle visite guidate.»

INTERPELLANZA: Apertura della caccia alla pernice bianca e alla lepre variabile (Chiara)

Durante l’ultimo consiglio regionale l’Assessore Carrel, rispondendo ad una nostra iniziativa, ci aveva comunicato che la bozza del nuovo Piano regionale faunistico venatorio è ultimata e sarà a breve inviata alla procedura di VAS. Nella risposta non erano però emersi elementi circa le valutazioni effettuate sulla pernice bianca, mentre per la lepre variabile l’Assessore non aveva esplicitato in modo chiaro se lo studio previsto fosse effettivamente concluso. Erano stati soltanto evidenziati gli indici di abbondanza rilevati in 11 aree in tutta la regione attraverso il dato IKA, definito superiore alla media. Ora, secondo le pubblicazioni scientifiche e gli esperti che si occupano di questi studi, il valore dell’I.K.A. (indice chilometrico di abbondanza) per essere ritenuto attendibile deve essere ripetuto per tre anni. Abbiamo quindi presentato un accesso agli atti per ricevere la documentazione e abbiamo potuto riscontrare che lo studio sulla lepre si riferisce in realtà ai dati raccolti per un periodo di tempo limitato, pari a meno di un anno completo di monitoraggio, quello estivo non risulta concluso. Abbiamo analizzato anche i dati sulla pernice, i piani di prelievo e il parere di ISPRA, che l’Assessore aveva richiamato nella sua risposta. Appare strano che ISPRA abbia espresso il proprio parere in assenza della conclusione del monitoraggio sulla lepre variabile e su questo sarà necessario un chiarimento. Comunque gli esiti degli studi, dei monitoraggi e dei pareri di ISPRA non dovrebbero essere trasmessi solo al Comitato Venatorio ma anche alle Associazioni ambientaliste che sono membri della Consulta Faunistica e che tuttavia non li hanno ricevuti prima della data di apertura della caccia alle due specie. In tutta la documentazione ricevuta emerge chiaramente un atteggiamento molto cauto e prudenziale riguardo alla riapertura della caccia a queste due specie che da un punto di vista logico e di buon senso dovrebbe portare ad una scelta sicuramente diversa. Abbiamo quindi chiesto di conoscere il metodo di calcolo che è stato utilizzato per stabilire che il dato I.K.A. sia superiore alla “media”; il motivo per cui si è proceduto a formulare il piano di prelievo prima del completamento dello studio sulla lepre variabile; perché gli esiti degli studi, i piani di prelievo e il relativo parere di ISPRA non sono stati trasmessi alle Associazioni ambientaliste facenti parte della Consulta faunistica prima della conferma dell’apertura della caccia alla lepre variabile e alla pernice bianca; tenuto conto delle valutazioni contenute nel cap. 3.8.3. della bozza del Piano faunistico relative allo stato di salute della pernice bianca, della relazione sul monitoraggio – non concluso – della lepre variabile, del parere della Struttura biodiversità e aree protette, delle valutazioni contenute nel parere ISPRA, quale senso abbia la decisione di aprire la caccia alle due specie. La risposta dell’Assessore è stata in parte una conferma di quanto Chiara ha evidenziato, e cioè l’incompletezza degli studi. La documentazione è stata inviata alle associazioni ambientaliste il 12 ottobre (due giorni dopo l’apertura della caccia); le stesse si erano astenute sul parere relativo all’apertura in attesa degli studi ma la Consulta non è stata riconvocata, considerato che la maggioranza si era comunque espressa favorevolmente. Infine ha detto che bisogna mantenere una collaborazione con i cacciatori ai fii del monitoraggio delle specie (fanno loro molti dei rilievi) perché la gestione della caccia è importante ai fini della salvaguardia e selezione della fauna selvatica e delle esigenze della comunità (allevamento, agricoltura ecc…) Parliamo di pernici e lepri, specie classificate come a rischio estinzione!!

INTERPELLANZA: Utilizzo del personale ferroviario durante la chiusura della tratta Aosta/Ivrea (Chiara)

La chiusura dell’Aosta/Ivrea rende doveroso affrontare molte problematiche fra cui quella che riguarda tutto il personale che presta la propria opera su questa tratta, ha sottolineato Chiara. Per alcune categorie (macchinisti, manovratori e capitreno), ad esempio, si ipotizza una ricollocazione che potrebbe prevedere non solo trasferte fuori Valle ma anche una diversa sede di servizio e trasferimenti lontani dalla regione. La richiesta dei lavoratori sarebbe quella di mantenere la sede di appartenenza ad Aosta con lo scopo di continuare a erogare un servizio efficace e capillare per l’utenza (da parte di bigliettai, impiegati, capistazione, ecc), permettendo anche ai macchinisti e capitreno di effettuare le trasferte a partire da Aosta, evitando trasferimenti lontani. Abbiamo quindi chiesto di conoscere i dati del personale ferroviario di Trenitalia e Rfi, suddiviso per mansione; se siano stati comunicati alla Regione i piani di utilizzo del personale nel periodo di chiusura della tratta; se sia intenzione del Governo assicurarsi che le richieste della Regione circa il mantenimento del personale finalizzato a presidiare la struttura e i servizi ferroviari siano tenute in adeguata considerazione. L’Assessore ha risposto che si stanno effettuando i passaggi per dare delle risposte positive perché chiudere un servizio per così tanti anni ha un impatto molto importante sui cittadini, sulle aziende, sul lavoro e ha affermato che l’attenzione della politica è alta e condivisa. Ha poi comunicato i numeri del personale interessato, che si attesta nel complesso in 28 risorse per RFI e una quarantina per Trenitalia (dato da verificare) Secondo Bertschy pare abbastanza consolidata l’idea che il personale di Rfi possa essere maggiormente impiegato nelle attività di manutenzione ciclica e in quella di scorta e assistenza per le attività del cantiere. Per quanto riguarda Trenitalia, l’impresa ferroviaria ha comunicato che sono tutt’ora in corso i confronti tra l’azienda e le organizzazioni sindacali e si è in attesa di un definitivo piano di utilizzo del personale. La chiusura del servizio è stata spostata al 3 gennaio, si spera che le parti possano trovare la migliore soluzione possibile per impiegare al meglio tutto il personale e per gestire i servizi nelle stazioni. Ha aggiunto che forse all’inizio del percorso per la richiesta di elettrificazione non tutti avevano chiaro cosa sarebbe successo. Chiara ha replicato che sicuramente noi avevamo la percezione di quella che sarebbe stata una complessità, ma era altrettanto forte la convinzione dell’importanza di un intervento di questo tipo. I dati ci danno una fotografia della popolazione ferroviaria: non possiamo come Regione sostituirci alle parti in causa, ma l’attenzione da parte del Governo sulle sorti dei lavoratori della ferrovia deve esserci. Il mantenimento di Aosta quale sede di appartenenza per i macchinisti è fondamentale: anche se non dipende dell’Assessore, nelle interlocuzioni che ci saranno occorrerà mettere sul tavolo anche questa tematica. Il personale che sarà impiegato nelle stazioni potrà essere di ausilio anche nel convogliamento dei passeggeri sugli autobus sostitutivi, soprattutto all’inizio. Abbiamo sollecitato l’Assessore a seguire con la massima attenzione anche questa problematica del personale.

INTERPELLANZA: Riattivazione del reddito di cittadinanza nazionale integrato con il reddito di inclusione regionale (Erika)

Constatato che il Partito Democratico ha sostenuto la piattaforma della Manifestazione della Cgil del 7 ottobre che prevede un consolidamento del reddito di cittadinanza, che nel DEFR non vi sono misure rivolte a questa problematica e ricordato che la nostra Regione già nel 2015 aveva approvato una legge per “Misure di inclusione attiva e di sostegno al reddito”, abbiamo chiesto se è volontà del Governo regionale riattivare, migliorando e integrando il residuale reddito di cittadinanza nazionale, la legge di inclusione 18/2015. L’Assessore Bertschy ricordando il grande impegno della consigliera Carmela Fontana sulla legge citata in premessa e il voto all’unanimità del Consiglio, ha evidenziato che allora colmava una lacuna poi colmata dal reddito di cittadinanza. Attualmente il Governo regionale sta aspettando di comprendere le misure messe in campo a livello nazionale per far fronte all’emergenza sociale (l’assegno di inclusione ADI e il sostegno formazione lavoro SFL) e valutare in seguito una misura complementare. Erika nella replica ha evidenziato come gli autonomisti siano sempre più a rimorchio dello Stato. Anche dove abbiamo la possibilità di intervenire prima, aspettiamo e intanto ci sono situazioni di emergenza, sfratti e persone che dormono in macchina. Ancora peggio tutto questo se pensiamo che al governo della regione ci sono persone che scendono in piazza la domenica e il lunedì fanno tutt’altro.