Riprendiamo a inviarvi i resoconti delle sedute di Consiglio, dopo la sospensione di due mesi dell’attività, avvenuta in seguito alle dimissioni del Presidente Lavevaz, alla mancata elezione del nuovo Presidente Testolin e infine al voto del nuovo governo. I nostri interventi in occasione del Consiglio straordinario che ha portato alla Giunta Testolinsono stati ampiamente riportati dai giornali. Abbiamo dato un giudizio negativo sul sostanziale abbandono dellastrada autonomista- progressista, a cui avevamo contribuito in modo fondamentale a ottobre 2020, e sul deboleprogramma presentato dal nuovo Presidente, oltre che sulle scelte di riorganizzazione degli assessorati. Abbiamo altresì rilevato con forza l’assenza di una donna in Giunta, che presenta profili di incostituzionalità, e che sarebbe stata possibile senza alcuna modifica della legge in quanto lo Statuto permette la nomina di un assessore tecnico. Su questo la maggioranza si è arrampicata sui vetri, dicendo che non sussistevano le condizioni politiche…tradotto:nessuno voleva rinunciare a una poltrona assessorile…
Abbiamo anche chiesto di visionare le schede della votazione del 2 marzo visto che ci sono state come minimo tremodalità di voto diverse. Dopo che il Presidente Bertin ci ha convocate per vederle, Marguerettaz ha posto una pregiudiziale e quindi adesso hanno chiesto un parere all’avvocatura. Ancora una volta il Presidente del Consiglio non riesce a far rispettare le sue decisioni.
Per il consiglio del 22 marzo abbiamo presentato molte iniziative, che si sono un po’ accumulate al Consiglio di gennaio. C’erano infatti 128 punti all’ordine del giorno e ne sono stati discussi una cinquantina. Per questo con gli altrigruppi di opposizione abbiamo chiesto un Consiglio straordinario per cercare di affrontare le iniziative poste.
Buona parte della prima giornata è stata dedicata alla discussione, attesa da due mesi, della PETIZIONE “Salviamo il Vallone delle Cime Bianche”, sottoscritta da oltre 2300 persone e depositata a ottobre 2022. La petizione ha fatto il suo iter in Terza e Quarta Commissione ed ha permesso, finalmente, un ampio confronto sul controverso ipotizzatocollegamento intervallivo tra la Val d’Ayas e il Breuil. La nostra posizione sia in Commissione sia in Consiglio è statamolto netta e i nostri interventi (v. allegati, per chi ha voglia di approfondire…) si sono concentrati su due aspetti:l’impercorribilità da un punto di vista giuridico, stante l’attuale normativa, del collegamento in un territorio che fa parte di una ZPS (Zona di Protezione Speciale) inserita nella Rete Natura 2000, su cui gravano precisi divieti;la scelta sbagliata di deturpare irreversibilmente un vallone unico nel suo genere, che può essere valorizzatoattraverso altri numerosi e importanti interventi rispettosi della sua biodiversità.
Riportiamo qui un estratto di quanto espresso in aula:
Chiara ha ricordato che «la petizione deriva dalla mancata risposta a una diffida alla nostra Regione da parte di molte associazioni ambientali. Avevo chiesto un parere all’Avvocatura quando ero Assessora all’ambiente che, dopo varie sollecitazioni, è giunto senza chiarire, se in base ai divieti previsti dalla normativa nazionale, fosse possibile realizzare impianti da sci nella zona speciale in cui è inserito il Vallone. A tutt’oggi non si è affrontato compiutamente il nodo del divieto, che è una questione centrale, imprescindibile e che si poteva affrontare con una consulenza giuridica specifica.L’Avvocatura dice che occorre tener conto della normativa regionale, ma il dato di fatto è che la delibera di Giunta 1087/2008, derivante dalla legge regionale, riporta esattamente gli stessi divieti del decreto: quindi normativa statale e regionale portano alle stesse conclusioni: in quella ZPS è vietata la costruzione di impianti di risalita! Del resto laconferma ci viene da un dato clamoroso che finora non è stato evidenziato. La Regione nel corso del 2021 ha esaminatoun progetto di impianto a fune nel Vallone, la sostituzione della sciovia di Gran Sometta con un’altra seggiovia. Gli Uffici della Regione si sono dimostrati ben consapevoli del divieto previsto dalla normativa statale. La sostituzione ha ricevuto parere favorevoleperché non si trattava di una nuova costruzione. Diversamente non sarebbe stato possibile realizzarla. Il Vallone ha unvalore naturalistico e paesaggistico il cui valore sarebbe irrimediabilmente compromesso dalla costruzione di impianti.Anche immaginando di arginare vincoli e divieti la scelta sarebbe valida? Per noi no, si tratta di una scelta sbagliata. I due comprensori hanno peculiarità da far valere evitando una omogeneizzazione. Il progetto funiviario non creerebbe osmosi tra la conca del Breuil e la Val d’Ayas ma genererebbe una omologazione di offerta, puntata solo a portare gente in quota. La propaganda parolaia e immaginifica a cui abbiamo assistito non ha mai citato le bellezze del Vallone ma si è limitata a parlare di chilometri di piste da percorrere sci ai piedi. Non è il carosello di impianti ma i servizi connessi che favoriscono l’attrattività. Si vuole il collegamento per destagionalizzare: e in caso di mancanza di neve e di impossibilità di usare l’innevamento programmato nella parte bassa come si potrebbero collegare le due località? Il collegamento favorirà il ciclo di escursionismo? In Valle abbiamo già 1000 km di piste dedicate, su cuibisognerebbe chiarire il problema delle responsabilità. La funivia avrebbe come unica conseguenza quella di creare una sorta di pista di down-hill. È davvero questo che si immagina? Non si è avvertita l’esigenza di sentire la voce dei turisti, degli sciatori. Molti si sono pronunciati nel senso di fare degli investimenti “verdi” e meno impattanti. Parliamo di un sito che presenta spettacolari peculiarità che deve rientrare in un apposito Piano di gestione e non dissipare questo patrimonio irripetibile. Dobbiamo ripensare il nostro modello di turismo e le proposte di valorizzazione dei promotoridella petizione sono più che valide.»
«La petizione è una delle tante iniziative spontanee che sono nate rispetto alla questione del Vallone delle Cime Biancheportando all’attenzione del Consiglio regionale una tematica che, altrimenti qui, non sarebbe mai arrivata – ha ricordato Erika -. La Regione, però, si è concentrata solo sulla realizzazione o meno degli impianti e ha bypassato tutte le altre questioni: il Comitato promotore della petizione ha presentato una serie di proposte per la valorizzazione del Vallone che non sono neanche state prese in considerazione. Ricordo che è proprio la Regione che ha voluto inserire questa area nell’elenco delle zone da tutelare per il suo valore ambientale e oggi dice l’opposto. Dal punto di vista legale, poi, ilConsiglio avrebbe dovuto aver chiara la percorribilità giuridica della realizzazione degli impianti di risalita. Come si pensa di derogare ai decreti previsti dal decreto ministeriale del 2007? La nota dell’Avvocatura non risponde a questa domanda e il nodo legale non è ancora sciolto. Il Consiglio Valle avrebbe dovuto giocare un ruolo centrale per definire il futuro del Vallone, ma lo studio di fattibilità, prima di arrivare a questa Assemblea, era già in mano al Presidente del Comitato Cervino Monterosa Paradise e a quello della Cervino Spa, che lo hanno ampiamente divulgato. La questione del Vallone è in mano a una maggioranza improntata a ragionamenti di stampo novecentesco e manca di capacità di visione innovativa che tenga conto dei cambiamenti climatici e della diversificazione turistica. Come si può pensare che l’unica soluzione sia quella di realizzare impianti da sci senza cercare altre vie per sviluppare il turismo? Non si puòragionare a compartimenti stagni ma serve, invece, una visione generale che noi non vediamo. Inoltre, ancora unavolta è evidente che, di progressista, questa maggioranza non ha più nulla. Come si può approvare un programma politico che vuole valorizzare e tutelare l’ambiente e ora dire l’opposto? Comunque sia, vogliamo ribadire ancora una volta che questo progetto approdato in Consiglio non è realizzabile fino a che non sarà sciolto il nodo sulla legittimità.»
Al termine del lungo dibattito abbiamo depositato una Risoluzione che voleva impegnare il Governo regionale ad accantonare ogni attività volta alla realizzazione di nuovi impianti funiviari nel Vallone delle Cime Bianche; apromuovere entro l’estate 2023 un sopralluogo nel Vallone per i Consiglieri regionali e una delegazione dei firmatari; a predisporre, entro un anno, un apposito piano di gestione dell’area ZPS/ZSC “Ambienti glaciali del Gruppo del Monte Rosa – IT 1204220” ed entro sei mesi un programma pluriennale di valorizzazione dell’estrazione della pietra ollare ad Ayas e nel Vallone; apredisporre un piano di ammodernamento degli impianti esistenti nei comprensori del Breuil e del Monterosa Ski e a monitorare gli effetti della prossima funivia Plateau Rosa/Piccolo Cervino per la Valtournenche.
La maggioranza si divide sul voto.
Il Consiglio l’ha respinta – 15 voti contrari (UV, AV-VdAU, SA, FI, GM), 18 astensioni (Lega VdA, FP-PD, PlA) e 2 a favore (PCP). Il risultato ha evidenziato che la volontà di realizzare il collegamento non è così granitica e condivisa, tant’è vero che addirittura due Assessori e due gruppi consiliari di maggioranza si sono astenuti.Adesso il Consiglio dovrà esaminare lo studio di fattibilità commissionato dalla società Monterosa e pronunciarsi sul collegamento. Ma di certo andrà affrontato l’aspetto giuridico che è preliminare ad ogni altra valutazione eche oggi vieta quell’intervento.
Delle 21 iniziative a nostra firma iscritte all’ordine del giorno ne sono state discusse 9: 2 question time e 7 interrogazioni.
Question time: Notizie in merito all’ospitalità di un giornalista del The Telegraph in un ente turistico valdostano (Chiara, Erika)
Abbiamo portato all’attenzione dell’Aula la questione dell’organizzazione dell’ospitalità di un giornalista inglese del quotidiano The Telegraph, autore di un pezzo contenente anticipazioni sul collegamento intervallivo di Cime Bianche. Chiara ha richiamato un articolo del sito internet della Rai in cui veniva evidenziato che il giornalista delTelegraph sarebbe stato ospite di un ente del turismo valdostano: da quale ente e con quali finalità è stato ospitato? E con quali figure ha interloquito? L’Assessore al turismo ha risposto che Peter Hardy è stato ospite della Regione tra il 31 gennaio e il 2 febbraio scorso in un viaggio rivolto ai giornalisti, che rientra nell’ambito di iniziative perpromuovere l’offerta valdostana. Il programma di visita è stato organizzato direttamente dal giornalista, interessatoanche all’apertura del collegamento intervallivo. Gli operatori turistici di Cervinia hanno curato la visita da cui è scaturito l’articolo apparso sul quotidiano inglese. L’Assessore ha sostenuto che “a fronte di una spesa di 2.140 euro,la ricaduta mediatica dell’articolo sia stata molto alta dal momento che il Daily Telegraph ha un target di lettori altospendenti e che viaggiano molto, un’ottima promozione per l’intero territorio valdostano“. Chiara si è detta sconcertata che il giornalista abbia ricevuto informazioni dal Presidente della società Cervino sullo studio relativo al Vallone di Cime Bianche, che in Consiglio non era ancora mai arrivato. Non solo gli è statocomunicato il numero delle telecabine, la portata e il costo dell’opera ma anche che l’approvazione del progetto sarebbe avvenuta in primavera da parte del Consiglio regionale e che l’opera sarebbe stata realizzata nel giro di tre anni. Tra le attività di divulgazione dell’Assessorato c’è anche la propaganda?! Il progetto del collegamento almomento non esiste, il Consiglio non ha approvato alcunché e non lo potrà certo fare questa primavera.
Interrogazione: Contenuti e tempistica della legge di riforma elettorale secondo la neonata maggioranza (Chiara)
L’8 marzo scorso, in una intervista alla Stampa dai toni superficiali e arroganti (in particolare riguardo allamancanza di una donna in Giunta), il neo Presidente Testolin si è espresso sulla riforma elettorale, definendola una priorità della comunità e affermando che la stessa non deve essere calata dall’alto. Anche nel programma di governo la riforma rientra fra i punti prioritari, ma nulla si dice riguardo ai principi cardine di tale riforma. Chiara ha pertanto chiesto quali siano i contenuti fondamentali che in sede di elaborazione del programma di legislatura è stato deciso debba avere la nuova legge elettorale, secondo il Presidente e la sua maggioranza; se nel corso della elaborazione della legge elettorale regionale ci sarà una consultazione popolare ein quale forma; quali sono i tempi previsti per approvare tale legge ritenuta prioritaria. Il Presidente ha risposto in modo tanto prevedibile quanto deludente, sostenendo che spetta a chi è eletto occuparsi dei temi per cui è stato delegato dai suoi elettori e lavorare seriamente, e che non si deve ricorrere a consultazioni popolari, confermando una volta di più lo sprezzo nei confronti dell’opinione dei cittadini già ampiamente dimostrato durante il dibattito che haaffossato il referendum consultivo. Ha aggiunto che non spetta al Governo indicare i contenuti della riforma, ma che deve essere la Commissione competente a effettuare il lavoro di confronto e a produrre una proposta il più possibile condivisa. In sostanza non ha risposto, come previsto, e il motivo è semplice: questa maggioranza non sa che tipodi riforma vuole portare avanti. O meglio, sa che non vuole incidere realmente sul sistema elettorale attuale che permette (come avvenuto poche settimane fa, questa volta ad opera dei cosiddetti colonnelli) di fare e disfare maggioranze a seconda degli interessi del momento. Sui tempi della riforma ha parlato genericamente dell’estateper la stesura della bozza (senza indicazione più precisa) e di fine anno per l’approvazione. Staremo a vedere.
Question: Requête d’informations concernant le déroulement des épreuves orales de connaissance de la languefrançaise (Chiara)
Chiara a questionné l’Assesseur sur la réalisation des épreuves orales de connaissance de la langue française qui ont concerné le Lycée général technique et professionnel de Verrès. En particulier elle a demandé s’il correspond au vrai que, pour des raisons d’organisation avec l’Alliance française, les épreuves n’ont pas pu se tenir au siège de l’ISILTeP pour l’ensemble des élèves, ce qui a obligé certaines classes à se rendre en toute autonomie au siège de l’Alliance à Aoste en entraînant la perte de plusieurs heures de cours et sans qu’il n’y ait aucun remboursement des titres detransport en commun. Quelles sont les raisons de ce choix, au vu de la possibilité d’utiliser la méthode d’examenen ligne afin d’éviter des pertes de temps et des frais à la charge des familles? L’Assesseur au système éducatif a confirmé que une partie des élèves s’est rendue à Aoste, au siège de l’Alliance; il a affirmé que l’année prochaine la Surintendance prendra en charge les frais de transport public des élèves, compte tenu du caractère obligatoire de ces épreuves, mais il n’a rien dit au sujet du fait qu’au siège de l’Alliance française un examinateur était connecté en ligne: nous sommes convaincus que s’il y a la possibilité de faire des examens oraux avec un examinateur qui est en ligne, alors la même modalité pourrait être utilisée pour faire l’examen dans le siège de l’école, afin d’éviter de gaspiller du temps et avoir des répercussions négatives au niveau didactique et organisationnel. Ces épreuves sont prévuespar la loi: nous estimons que l’administration a le devoir de s’engager pour une organisation efficace pour assurer àtous les élèves les mêmes conditions et opportunités et donc prévoir à l’avance un nombre suffisant d’examinateurs et des modalités plus performantes. Nous souhaitons donc pour l’avenir une prise en charge du problème danstoute sa complexité: ce serait un signal d’attention pour les élèves et les enseignants, pour leur activité et leur travail.»
Question time: Notizie in merito agli esiti del sopralluogo presso la Caserma del Corpo valdostano dei Vigili delfuoco (Erika, Chiara) + Interrogazione: Notizie in ordine agli interventi di manutanzione presso la Caserma Erik Mortara (Erika)
Con questo qt di gennaio e questa interrogazione Erika ha chiesto all’Assessore alle Opere Pubbliche corrisponda al vero l’affermazione del Presidente Lavevaz fatta rispetto allo stato della Caserma Erik Mortara (“non si può considerare complessivamente in un pessimo stato“) e se avessero fatto un sopralluogo. L’Assessore ha risposto che le strutturecompetenti insieme al Comandate dei VV.FF hanno effettuato un sopralluogo il 24 gennaio e a seguito di quello è stato risistemato il balcone esterno,mentre per le infiltrazioni d’acqua nelle camerate e i bagni inagibili si provvederà con i soldi dell’assestamento. Non ha invece voluto entrare in merito dello stato della caserma. Erika nella risposta ha evidenziato che il sopralluogo èavvenuto grazie alla sua richiesta, tanto da essersi trovata quel giorno scortata da tutte le strutture. Stupisce si parli ora di sistemare le infiltrazioni nelle camerate quando le prime segnalazioni sono di oltre due anni fa. Purtroppo però non ci sono solo gli interventi segnalati dall’Assessore. Bagni non solo inagibili, ma con parti di soffitto cadute, unospogliatoio con una crepa enorme dovuta ad una perdita, piastrelle rotte, infiltrazioni nei garage… Forse anziché pensare a mega parcheggi o ristoranti in cresta prima bisognerebbe rendere dignitoso il lavoro di chi presta servizio per la comunità.
Interrogazione: Informazioni sulla revisione della legge 14/2008 sulla disabilità con particolare riferimento allepersone con disabilità over 65 (Chiara, Erika)
A ottobre il nostro gruppo aveva presentato una mozione, votata all’unanimità, per chiedere che le persone condisabilità over 65, le quali per legge devono passare in automatico al servizio di assistenza per anziani, possano continuare ad usufruire dei servizi dedicati agli utenti in condizione di disabilità. Molte regioni si sono infatti attivateper operare in tal senso, nel rispetto della legge “Dopo di noi”, per offrire a questi cittadini una assistenza più adeguata e rispettosa della loro situazione. L’Assessore Barmasse aveva condiviso l’impegno e aveva assicurato che,nell’ambito del Tavolo interistituzionale per la revisione della Legge regionale sulla disabilità, si sarebbe tenuto conto della richiesta. Abbiamo quindi chiesto notizie sullo stato dell’arte. Ribadendo che la normativa deve essere rivista, con l’obiettivo di accorpare le varie leggi in materia e creare una legge quadro, il nuovo Assessore ci ha dettoche da ottobre ad oggi c’è stato un solo incontro del sottogruppo ristretto del Tavolo sopracitato, il 6 dicembre, eche tale sottogruppo dovrà elaborare una proposta di modifica dell’articolo dedicato all’assistenza alle personecon disabilità over 65…Insomma siamo in alto mare!
Interrogazione: Informazioni in merito all’attività delle UCA (Unità di continuità assistenziale) (Erika, Chiara)
Erika con questa interrogazione ha voluto conoscere lo stato dell’arte sull’attività delle UCA, quali siano state le azioniportate avanti per potenziarne l’attività (es. fornitura di diagnostica di 1 livello, formazione…) e il numero di turni scoperti nel mese di dicembre 2022 della continuità assistenziale suddivisa per distretti. L’Assessore alla Sanità Marzi ha comunicato che da novembre 2022 è attivo il servizio UCA ad Aosta e Chatillon come previsto dalla delibera di settembre e ci è dedicati ai pazienti COVID positivi (16 pazienti al giorno circa). Da poco però il servizio si è esteso prendendo in carico anche persone a domicilio o in micro sprovvisti di Medico di Medicina Generale. Perottimizzare le risorse i medici UCA si sono affiancati ai medici di continuità assistenziale. I turni di continuità assistenziale scoperti a dicembre sono stati 68 nel Distretto1 – 0 turni ad Aosta – 16 nel D3 e 28 nel D4. Erika nellareplica ha ricordato la risposta ad un’interpellanza simile il 20 ottobre 2022 evidenziando che molto poco è cambiato, anzi non solo non si è potenziato il servizio, ma viene quasi usato per tappare i buchi. Non si comprende poi come i pazienti senza MMG possano accedervi visto che la procedura non è esplicitata da nessuna parte. Nessuna novità sugli ecografi tanto annunciati e sul loro utilizzo e si limita la formazione ad un affiancamento. Insomma, questo che potevaessere un servizio importante per il territorio e per la riorganizzazione dell’assistenza territoriale è stato completamente abbandonato. Dai dati dei turni scoperti poi vediamo questa sofferenza del distretto dell’alta valle che oltre a non avere più servizi, si trova anche l’appalto per la RSA senza nessuno a partecipare.
Interrogazione: Stato dell’arte rispetto agli incontri del Tavolo di confronto Regione/Comune di Aosta in meritoall’ampliamento dell’Ospedale (Erika)
Erika ha interrogato il Governo sull’ampliamento del complesso ospedaliero Umberto Parini di Aosta per conoscere lo stato dell’arte rispetto agli incontri del tavolo di confronto con il Comune di Aosta in merito alla verifica sulla compatibilità e realizzabilità dell’opera e del museo sottostante, nonché sulla destinazione futura dell’ospedaleBeauregard e dell’ex maternità, le iniziative organizzate per diffondere la conoscenza della nuova variante al progetto e quale sarà la sede per le camere mortuarie. L’Assessore alla sanità, Carlo Marzi, ha riferito che «il tavolo tecnico ha visto finora svolgersi quattro incontri, durante i quali non sono emerse criticità tecniche sullarealizzabilità dell’opera. In merito alle evoluzioni progettuali intervenute nel 2023, i primi elaborati in variante del progetto di ampliamento ad est confermano la compatibilità della realizzazione dell’intervento con la salvaguardiadei reperti archeologici, che verrebbero quindi ospitati all’interno del nuovo piano seminterrato prospiciente in viaGuedoz. I reparti ospedalieri oggi ospitati nella ex maternità e al Beauregard saranno tutti trasferiti al Parini nella fasesuccessiva alla realizzazione dell’ampliamento, liberando questi due stabili dalle attività di matrice prettamenteospedaliera. Particolare attenzione è stata finora rivolta all’impatto dell’opera sulla città con riferimento all’interferenze con la viabilità, alle reti dei sottoservizi, alla dotazione di parcheggi, alla cantierizzazione vera e propria dell’opera. Le modifiche progettuali imposte dai ritrovamenti archeologici determineranno una nuova riorganizzazionedistributiva degli spazi non consentendo di utilizzare l’accesso al parcheggio attestato sul lato Sud direttamente da via Roma. Regione e Comune anche in considerazione dell’appesantimento della circolazione hanno quindiconcordato sulla necessità di disporre di uno studio del traffico, che è in fase di affidamento da parte di SIV e dovrà identificare le azioni e le opere idonee a ridurre gli aggravi di traffico. Il tavolo sarà nuovamente convocato per analizzare le indicazioni contenute nello studio.» Riguardo alle iniziative organizzate per far conoscere il nuovo progetto alla popolazione, l’Assessore ha detto che «nei prossimi mesi sarà installato nell’area dell’ampliamentouno spazio divulgativo, coperto e climatizzato, aperto al pubblico in orario diurno in cui saranno fornite informazioni e immagini relative alle attività del cantiere in corso. Per quanto riguarda le attuali camere mortuarie su viaChaligne, la variante di progetto prevede il loro adeguamento tramite demolizione e ricostruzione. L’emergenza sanitaria ha obbligato ad un’organizzazione differente delle attività anche mediante la realizzazione di strutture prefabbricate che hanno via via occupato tutte le aree esterne all’area ospedaliera anche libere da vincoli: è quindi in fase di valutazione una delocalizzazione temporale del servizio di morgue nel biennio 2024-2025 presso il cimiterocittadino, fermo restando altre possibilità ad oggi ancora in fase di approfondimento.» Erika, nella replica, si è detta esterrefatta: «Nella risoluzione votata dalla vostra maggioranza, si parlava di un serrato confronto serrato con il Comune di Aosta: oggi, apprendiamo che gli incontri dal 2021 ad oggi sono stati quattro! Inoltre, si pensa solo ora allo studio del traffico, quando lo chiedevamo già due anni fa, e come se fosse un problema di poco conto. Mi sembra una situazione veramente assurda. Per l’informazione alla popolazione è bene che si mettano dei pannelli per spiegare i lavori, ma sarebbe anche opportuno che quegli elaborati venissero spiegati alla Commissione visto che non si tratta di interventi minimali. Si parla, infatti, di chiusure del traffico di viale Ginevra, di via Saint-Martin-Corléans e di via Chaligne, di tagli di alberi, di modifica dell’illuminazione pubblica, di spostamento del depuratore, di rimozione delle linee della DEVAL. Pensare poi di spostare le camere mortuarie dall’ospedale al cimitero di Aosta vuol dire stipare le persone decedute e accrescere i costi delle famiglie che dovranno ancheoccuparsi dei trasporti.
Continuiamo a fare rattoppi e ad oggi non conosciamo i costi: nell’ultima conferenza stampa di Giunta, l’Assessore ha parlato di 141 milioni, con questi soldi forse si sarebbe potuto costruire già un ospedale nuovo in un altro luogo.» Per concludere Erika ha ricordato cosa scritto sul programma di PCP e le dichiarazioni di Jean Pierre Guichardaz durante la discussione della risoluzione di maggio che risultano assolutamente prive difondamento: “L’impegnativa della risoluzione che oggi voteremo va proprio nella direzione di produrre una relazione asupporto della politica e dei cittadini, per avere un quadro completo dei costi, dei tempi, delle soluzioni, così da nonpartire a rate con un’opera che si sa come si comincia e non si sa quando finisce”.
Interrogazione: Stato dell’arte sugli sgomberi forzosi ad assegnatari di alloggi di edilizia residenziale pubblica ealle domande di morosità incolpevole (Erika)
Con questa interrogazione Erika ha chiesto lo stato dell’arte rispetto agli sgomberi forzosi e alle domande dimorosità incolpevole e le iniziative messe in atto per rispondere a questa emergenza sociale con urgenza. L’Assessore alle Politiche Sociali Carlo Marzi ha evidenziato che gli sfratti già notificati sono stati momentaneamente sospesi per le famiglie che mostrano comprovato disagio sociale e le stesse famiglie sono state presi in carico dagli assistenti sociali. I dati rispetto ai 12 sgomberi già notificati e superiori a 4 bollette sono: 2 saldati,2 presi in carico dai servizi sociali,
1 ha lasciato l’alloggio e 5 non sono decorsi i termini. Rispetto alle domande di morosità incolpevole: sono statepresentate 70 richieste – accolte 26, mentre 39 erano senza requisiti o per la mancata dimostrazione di perdita di reddito e o perché non vi era la notifica di sgombero. Erika nella replica ha rilevato che non si affrontano i problemi con le sospensioni, visto che sono oltre tre anni che di questa tematica ne parliamo in Consiglio. Abbiamo inoltre rilevato con favore che finalmente di questa tematica se ne sta occupando anche il Comune di Aosta, invitandoci arivedere la legge 3. Forse un risveglio un po’ tardivo, ma meglio tardi che mai. Rispetto alla delibera sulla morositàincolpevole, visti i dati da lei presentati, credo che anche quella andrebbe rivista.