Per motivi familiari ho partecipato soltanto alla seconda giornata dei lavori del Consiglio, giovedì 22 maggio, di conseguenza non sono potuta intervenire su vari disegni/proposte di legge e sul Piano faunistico venatorio e non ho votato su tali atti.

In apertura del Consiglio il Presidente della Regione è intervenuto rispetto all’impugnativa del Governo nazionale su alcuni articoli della legge regionale n. 4 del 3 marzo 2025 “Disposizioni urgenti per lo svolgimento contestuale, nell’anno 2025, delle elezioni regionali e generali comunali. Modificazioni di leggi regionali in materia di enti locali”. Il Governo ha impugnato in particolare l’articolo che porta ai 4 mandati dei Sindaci dei comuni sotto i 5000 abitanti. Ora la Consulta dovrà pronunciarsi, si spera velocemente, considerato che le elezioni saranno a settembre, ma intanto domina l’incertezza circa la possibilità per 12 sindaci uscenti di ricandidarsi per la quarta volta. Noi a suo tempo avevamo votato contro a questa legge, perché fare modifiche di questo tipo, a maggioranza e a ridosso delle consultazioni elettorali, è sbagliato e pericoloso e oggi abbiamo la piena conferma dei dubbi di legittimità che avevamo espresso a marzo. A tutto questo si aggiunge la confusione su quelle che saranno le regole per le elezioni regionali, su cui pende la possibilità di un referendum confermativo. Si deve fare chiarezza perché per elettori e candidati conoscere le regole del gioco è il minimo.

In merito all’attività legislativa, erano iscritti quattro progetti di legge:

-un disegno di legge del Governo regionale per il potenziamento delle reti pubbliche di comunicazione elettronica presenti sul territorio valdostano (astensione PCP)

-una proposta di legge riguardante la promozione e la valorizzazione dell’invecchiamento attivo di Rassemblement (a favore PCP)

-un disegno di legge specifico per finanziamenti ai comuni colpiti dall’alluvione del 16-17 aprile scorso (a favore);

-una proposta di legge dei gruppi di maggioranza riguardante la revisione della legge 6 sui comuni per quanto riguarda i servizi associati e i segretari comunali (astensione). La legge abolisce l’obbligo di gestire in forma associata e tramite convenzioni tra Comuni i servizi in materia di organizzazione generale, di gestione finanziaria e contabile, di polizia locale e in merito alle biblioteche. Per i comuni fino a 1000 abitanti rimane l’obbligo di avere i segretati comunali in convenzione ma senza obblighi di tipo “territoriale”. L’eliminazione degli ambiti sovracomunali riporta i Comuni a un’organizzazione strutturale precedente che non tiene conto del contesto profondamente cambiato rispetto alla complessità delle procedure, alle continue modifiche normative, all’incremento dei vari adempimenti, ai carichi di lavoro e alle difficoltà di reperimento del personale che purtroppo avrà ricadute pesanti soprattutto sui piccoli Comuni. Sui Segretari comunali la norma mette nuovamente una toppa al mancato espletamento del concorso, prolungando e mantenendo le stesse convenzioni e lasciando le loro sedi di segreteria in attesa. Abbiamo presentato vari emendamenti soprattutto legati alla questione delle entrate tributarie, tutti respinti. All’inizio della Legislatura era stata prevista la revisione organica del sistema degli enti locali e invece abbiamo questa norma che rappresenta un ritorno al passato. Bisogna organizzare un sistema degli enti locali efficace che rompa il tabù della fusione dei piccoli comuni e che finalmente porti ad un albo unico della dirigenza.

L’Assemblea ha poi discusso il Piano regionale faunistico-venatorio (astensione) per cui avevamo presentato un ordine del giorno (respinto) che chiedeva al Consiglio di esprimere la propria contrarietà all’apertura alla caccia dello stambecco. Il Piano è utile perché fornisce, almeno in parte, una fotografia delle specie faunistiche presenti nella nostra regione. Abbiamo rilevato alcune incongruenze. Abbiamo apprezzato il fatto che vi sia stato un percorso condiviso e partecipato, che verrà applicato anche nella fase successiva di attuazione. Abbiamo tuttavia espresso la nostra totale contrarietà all’ipotesi di avviare il prelievo selettivo dello stambecco, una specie fragile per i cambiamenti ambientali e simbolo della nostra regione. Ribadita la contrarietà anche alla caccia alla pernice bianca e alla lepre variabile, visto il loro rischio di estinzione. Abbiamo invece accolto positivamente la previsione che il mondo venatorio abbandoni l’uso del piombo a favore di munizionamenti atossici (anche se occorrerebbe vietare tout court il piombo) l’apertura verso nuove formule di gestione dei centri di controllo e la creazione di filiera della carne una. Restano invece poco incisivi gli interventi sul tema del potenziamento dei risarcimenti per i danni subìti dagli allevatori. Ci siamo dette inoltre contrarie al principio di rotazione delle oasi di protezione. Nonostante il lavoro svolto, rimangono quindi visioni diverse e lacune che non possono vederci a favore di questo Piano.

Per questo consiglio come gruppo consiliare avevamo depositato come gruppo 18 iniziative: 1 question time, 5 interrogazioni, 8 interpellanze, 4 mozioni. Per ragioni di tempo ne sono state discusse pochissime. Di seguito un breve resoconto di quelle che ho presentato o sottoscritto.

MOZIONE: contrarietà al sostegno del piano di riarmo europeo;

L’Assemblea ha respinto, con 25 voti di astensione (UV, FP-PD, PlA, SA, RV, FI) e 10 a favore (Lega VdA, PCP, GM e il Consigliere Padovani di FP-PD), la nostra mozione che invitava il Governo regionale e i Parlamentari valdostani a esprimere la netta contrarietà a ogni forma di sostegno al piano di riarmo europeo “ReArm Europe/Readiness 2030” e a sostenerne, al suo posto, un piano di rilancio e sostegno agli investimenti per la promozione della competitività, degli obiettivi a lungo termine e delle priorità politiche per rendere l’economia dell’Unione europea più equa, competitiva, sicura e sostenibile.

QUESTION TIME: tempi e procedure del progetto definitivo della strada Cogne-Valnontey

Il progetto della strada Cogne-Valnontey è stato al centro di questa interrogazione a risposta immediata. Il 7 maggio scorso, l’Amministrazione di Cogne ha presentato un rendering del progetto di ricostruzione della frazione dopo l’alluvione del 2024, definendolo una “suggestione“. In un comunicato stampa successivo, il Comune ha precisato che entro due mesi sarà pronto il progetto definitivo della strada Cogne-Valnontey, che ricalcherà l’iter autorizzativo dei sottoservizi (fognatura, acquedotto, linee elettriche e fibra) e sarà affidato in massima urgenza. Abbiamo chiesto di conoscere i tempi e le procedure di questo progetto. Il Presidente della Regione ha detto che il futuro della Valnontey, come riportato dal comunicato del Comune in accordo con il Parco nazionale del Gran Paradiso e la Regione, è impostato anche sulla rinaturalizzazione del torrente Valnontey a monte dei centri abitati permettendo allo stesso di divagare nel fondo valle come ha sempre fatto nei secoli passati; sulla realizzazione di arginature in modo puntuale solo quando necessarie per salvaguardare centri abitati o attività economiche; sull’attuazione di interventi di bonifica agraria solo in quelle zone necessarie al mantenimento delle aziende agricole da sempre presenti nella vallata. Ha quindi riferito che ad oggi, il solo progetto che ha iniziato l’iter autorizzativo è quello relativo ai sottoservizi (ovvero fognature, acquedotto, linee elettriche e fibra), che ha ottenuto recentemente il parere favorevole degli enti coinvolti, compreso quello del Parco del Gran Paradiso: il Comune ha confermato che entro massimo 2 mesi verrà presentato il progetto definitivo della strada comunale Cogne-Valnontey, che sarà poi approvato secondo le procedure di cui all’Ordinanza del Capo della Protezione civile del 1° agosto 2024, che comportano, in particolare, per la parte autorizzativa procedure e tempi più rapidi e stringenti per la Conferenza di Servizi. Per PCP Guichardaz ha replicato: «Il rendering, evidentemente, non era solo una “suggestione” visto che dopo solo due mesi l’Amministrazione di Cogne pensa alla presentazione di un progetto definitivo. Riguardo all’iter ci dovrà essere evidentemente una Conferenza di Servizi, ma evidenzio che il Parco del Gran Paradiso, rispetto alla “suggestione”, non era stato né informato né ne aveva ancora preso visione.»

INTERROGAZIONE: apertura delle biblioteche comunali su prenotazione con particolare riferimento a quella di Charvensod

Circa un mese fa, il 17 aprile, in risposta ad una mia interpellanza avente per argomento le biblioteche comunali, ed in particolare la necessità di rivedere la legge regionale del 1992 al fine di sostenere al meglio questi importanti presidi culturali, di garantirne innanzitutto la sopravvivenza e poi anche un numero adeguato di ore di apertura, l’Assessore – tra le altre cose – aveva comunicato che era stata riaperta al pubblico pochi giorni prima, il 10 aprile, la biblioteca comunale di Charvensod. Una notizia positiva, su cui ho cercato di fare qualche approfondimento successivamente. Il nuovo regolamento della Biblioteca che all’art. 16, “Calendario e orari”, recita: “1. La Biblioteca e l’Archivio storico comunale “Elvira Donzel” sono aperti al pubblico esclusivamente previa prenotazione

Ma se le cose stanno così, non è molto corretto parlare di riapertura della biblioteca, perché la legge 28 del 1992, all’art. 12, comma 1, lett. e) prevede espressamente per le biblioteche comunali un minimo di 15 ore di apertura settimanale. Ma non è il caso di Charvensod. Ho quindi chiesto

  1. se quanto riportato circa l’apertura della Biblioteca di Charvensod corrisponde al vero e se si tratta di una situazione solo temporanea;
  2. se, quante e quali sono le biblioteche comunali aperte solo su prenotazione e per quali periodi;
  3. se, viste le varie criticità che si riscontrano, è allo studio una modifica della l.r. 28/1992.

L’Assessore ha confermato che si accede alla biblioteca esclusivamente tramite prenotazione, e ha aggiunto “al momento“, ciò che mi ha portata a dire che allora fortunatamente è una situazione temporanea…e l’Assessore si è precipitato a dire che lui su questo non si era pronunciato…mah! In ogni caso non si può parlare di biblioteca comunale a Charvensod, se non è regolarmente aperta per almeno 15 ore/settimana…. Forse sarebbe meglio parlare di archivio comunale e basta.

Alla seconda domanda ha risposto che non c’è nessun’altra biblioteca aperta su prenotazione. Sulla modifica della legge 28/1992, a differenza di quanto detto un mese fa (“non si ravvisa la necessità di cambiare la legge), l’Assessore ha detto che è stato avviato un dialogo con gli enti locali con l’obiettivo di renderla più rispondente alle attuali esigenze.

Sostenere le biblioteche comunali non è operazione semplice, tuttavia bisogna evitare che alcune biblioteche chiudano o finiscano per essere trasformate in semplici archivi.

Ma un archivio è cosa totalmente diversa da una biblioteca, non ha certo le stesse funzioni e soprattutto non rappresenta un presidio culturale di uguale livello. E’ auspicabile una riflessione seria e assumere qualche impegno più preciso e concreto per il futuro del sistema bibliotecario valdostano.

INTERROGAZIONE: rilascio del certificato di prevenzione incendio per un pieno utilizzo del nuovo polo universitario

  1. se è stato finalmente rilasciato il certificato di prevenzione incendio, al termine dei 45 giorni concessi per risolvere i 12 punti di non conformità ai requisiti di sicurezza antincendio che erano stati rilevati e se di conseguenza l’Aula Magna è ora agibile e utilizzabile;
  2. se il piano -1 del nuovo polo universitario è ora pienamente utilizzabile.

Il 12 marzo scorso, rispondendo ad una mia interrogazione che chiedeva, tra l’altro, di avere un aggiornamento sulla questione dell’apertura al pubblico dell’Aula Magna dell’Università e di conseguenza sull’iter del certificato di prevenzione incendi, l’Assessore aveva detto che due giorni prima, il 10 marzo, il Comando dei Vigili del fuoco aveva notificato esito negativo al sopralluogo, evidenziando 12 punti di non conformità ai requisiti di sicurezza antincendio, ma che erano stati concessi 45 giorni per eliminare le difformità e ottenere quindi la certificazione. Di conseguenza l’interrogazione aveva lo scopo di capire se finalmente ora siamo a posto, se il certificato c’è e se l’Aula Magna può essere utilizzata, così come il piano interrato. L’Assessore ha risposto che l’Ateneo ha provveduto a sanare tutte le irregolarità (che bel fardello si è preso quando ha ricevuto la consegna dell’edificio!..) ed è ora in attesa di una risposta. Quindi non ci siamo ancora! Sono passati quasi nove mesi dall’inaugurazione, il tempo di una gravidanza, e cominciamo quasi a non sperarci più… Resta un mistero il motivo per cui non si è proceduto più celermente agli adeguamenti e chi doveva occuparsene, comunque speriamo che questa benedetta Aula magna possa essere presto utilizzata senza problemi. Il piano – 1 è accessibile dal 17 marzo. Ho replicato che certamente l’UniVda non si sarebbe immaginata di ricevere una struttura priva delle regolari certificazioni, e di essere ancora priva di Aula magna a 8 mesi dall’apertura! E in tutto questo ricordo che il direttore dei lavori dell’Università è la stessa persona che è ora a capo di SIV, la Società che gestisce progettazione e realizzazione di Università e Ospedale…

INTERROGAZIONE: procedure per la sostituzione dei medici di medicina generale nel distretto n. 1 (RINVIATA)

INTERPELLANZA: introduzione del divieto del glifosato nei terreni coltivati (RINVIATA)

INTERPELLANZA: prosecuzione della sperimentazione della tecnologia denominata “memoria dell’acqua” (RINVIATA)

INTERPELLANZA: utilizzo di autobus elettrici per il trasporto pubblico nelle valli Vény e Ferret (RINVIATA)

INTERPELLANZA: avvio di un tavolo di lavoro con le associazioni dei consumatori sui progetti di prevenzione odontoiatrica (RINVIATA)

INTERPELLANZA: implementazione del sistema di disdetta informatizzata di prestazioni sanitarie (RINVIATA)

MOZIONE: iniziative per sollecitare l’approvazione da parte del Governo centrale del decreto legislativo in materia di concessioni di derivazioni d’acqua (RINVIATA)

MOZIONE: impegno a illustrare in Commissione alcuni articoli di modifica della legge regionale n. 22/2010 sul collocamento a riposo e il trattenimento in servizio dei dipendenti del comparto unico  (RINVIATA)

MOZIONE: convocazione in quarta Commissione del Consiglio di Amministrazione, del collegio sindacale di Finaosta e del Presidente della Regione, prima dell’approvazione del bilancio 2024 di Cva (RINVIATA)

MOZIONE: a firma congiunta Progetto Civico Progressista, Lega Vallée d’Aoste Forza Italia: convocazione in prima Commissione del Presidente della Regione per valutazioni sul procedimento per le elezioni regionali (RINVIATA)