All’ultimo Consiglio Valle convocato per mercoledì 5 e giovedì 6 aprile 2023, è stato aggiunto un giorno, martedì 4 aprile 2023, a seguito della nostra richiesta di consiglio straordinario legata alla trattazione di iniziative ferme dal mese di gennaio. L’ordine del giorno era infatti composto di 134 oggetti, di cui 77 rinviati da precedenti adunanze.
In apertura Erika è intervenuta sulle Comunicazioni del Presidente del Consiglio. Bertin, in particolare, ha aperto ilavori del Consiglio Valle riferendo che, il 28 marzo, i componenti di parte regionale della Commissione Paritetica Gianluca Bressa e Albert Lanièce hanno comunicato le proprie dimissioni dalla Commissione stessa, che sono statetrasmesse al Presidente della Regione per l’avvio della procedura di sostituzione. Il Presidente ha poi aggiornato l’Aula in merito alla richiesta dei gruppi Lega VdA e PCP di visionare le schede di votazione utilizzate per l’elezione del Presidente della Regione nella seduta consiliare di giovedì 2 marzo scorso. Bertin ha ricordato quanto avvenuto: il 2 marzo, dopo le operazioni di spoglio, il Consigliere segretario Jordan, su richiesta del Consigliere scrutatore Manfrin, non ha proceduto alla distruzione delle schede diversamente da quanto previsto dall’articolo 90 del Regolamento interno:le schede sono state quindi sigillate in una busta e custodite in cassaforte. A seguito della richiesta dei gruppi Lega VdA e PCP di poter visionare le schede, il 7 marzo, ha quindi convocato a tal fine una riunione alla presenza dei Consiglieriscrutatori Malacrinò, Manfrin e Marguerettaz e del Consigliere segretario Jordan, alla quale hanno anche partecipato irappresentanti di PCP e Lega. In quella sede, il Consigliere Marguerettaz si è opposto alla richiesta di presa visione. Vista la pregiudiziale posta dal Consigliere Marguerettaz, ha chiesto di soprassedere per acquisire il parere dall’Avvocatura regionale che invece ha rilevato di non averne la competenza e quindi non ha formulato un parere inquanto struttura che si pone in rapporto di dipendenza funzionale diretta del Presidente della Regione. Bertin ha quindiinvestito della questione la Capigruppo. La Conferenza non ha assunto decisioni in merito. Erika si è detta sorpresa di apprendere dai giornali e oggi dal Presidente che i componenti della Paritetica si sono dimessi: questa comunicazione meritava una menzione alla Conferenza dei Capigruppo di ieri. Ha poi rilevato di aver ritirato l’iniziativa riguardante il Piano triennale contro la violenza di genere perché, visto il parere della quintaCommissione, poteva essere iscritto d’urgenza all’ordine del giorno di questo Consiglio: probabilmente non si ritiene urgente portare all’attenzione questo documento, anche se si tratta di un fenomeno che ci vede tra le prime regioni in Italia. Ha fatto notare che il Presidente non ha riportato all’aula la richiesta di diverse associazioni di poter effettuarein videoconferenza le audizioni sulla realizzazione del collegamento di Cime Bianche. Infine ha ricordato al Presidente Bertin che non è la conferenza dei Capigruppo a dover decidere sull’accesso agli atti delle schede votate il 2 marzo, ma lui. Inizi a prendersi le sue responsabilità anziché continuare a scaricarle sugli altri.
Successivamente il Presidente Testolin ha ritenuto di non dover fare nessuna comunicazione.
Alla luce della chiusura totale del dibattito da parte dei due Presidenti, delle falsità riportate da Bertin nellaricostruzione della vicenda sulle schede votate il 2 marzo e della poca attenzione rispetto alla continua fughe di notizie che riducono la centralità del consiglio (commissione paritetica, studio cime bianche, ..) i gruppi di minoranza (PCP, Lega, FI e gruppo misto) hanno depositato una risoluzione che chiede di censurare le azioni evidenziate,esprimendo una ferma condanna nei confronti dei comportamenti che violano il regolamento ed il rispetto della Conferenza dei Capigruppo e dell’intero Consiglio Regionale.
Il nostro gruppo aveva all’ordine del giorno in totale 21 iniziative di cui 13 già iscritte al Consiglio precedente e non discusse per mancanza di tempo. Nonostante le tre giornate di adunanza (avevamo chiesto un Consiglio straordinario,ma è stata concessa una sola giornata in più e una notturna) non è stato possibile affrontare tutti gli argomenti. Diconseguenza 7 iniziative sono rimandate alla seduta del 19 e 20 aprile p.v.
Il presente resoconto si riferisce dunque a 13 iniziative, di cui 8 interpellanze, 5 mozioni (di cui 1 ritirata), tutterelative al “vecchio” Consiglio e 1 interrogazione “nuova”.
INTERPELLANZA. Intendimenti per risolvere la mancata rappresentanza di genere nella composizione della Giunta regionale (Erika, Chiara)
Con questa interpellanza Erika chiedeva le motivazioni del non rispetto del principio costituzionale dellarappresentanza di entrambi i generi in giunta in particolare la base giuridica su cui queste motivazioni sifondano. Il Presidente Testolin nella sua risposta ha ribadito la legittimità della sua Giunta che rispetta quantostabilito dal dettato costituzionale addossando le colpe sull’attuale legge elettorale che ha optato per la preferenza unica, pregiudicando inevitabilmente la pari opportunità. Erika in replica ha rilevato che le motivazioni del Presidente non convincevano e soprattutto che formare una giunta di soli uomini fosse una precisa scelta politica sia sua sia della sua maggioranza. Ancora una volta si rileva che non vi è nulla di progressista in questa maggioranza che, con la composizione di questa giunta, scrive una delle pagine più regressiste della storia della nostra regione. UNICAREGIONE D’ITALIA ad essere senza una donna! Nascondersi dietro alla legge elettorale quando si vuole tornare aproporre la tripletta nelle preferenze poi rende ancora più imbarazzante quanto detto.
INTERPELLANZA: Interventi di miglioramento e di velocizzazione della linea ferroviaria da realizzare in concomitanza con le opere di elettrificazione della tratta Ivrea-Aosta (Chiara, Erika)
L’interpellanza era stata depositata a gennaio e prendeva le mosse da una notizia emersa a fine dicembre, quando Rete Ferroviaria Italiana ha reso noto che è stata avviata la gara per aggiudicare i lavori di progettazione esecutiva edi realizzazione dell’elettrificazione della tratta Ivrea-Aosta, un atto determinante nel proseguimento del lungopercorso per ammodernare la nostra ferrovia, iniziato con la legge regionale n. 22/2016 dopo il grave accantonamento da parte della Regione del progetto preliminare di elettrificazione, pronto fin dal 2010. Il Programma strategico degli interventi sulla ferrovia, approvato dal Consiglio regionale a luglio 2019, prevedeva accanto agli interventi dielettrificazione anche interventi per la velocizzazione della tratta. In particolare il Programma strategico prevedeva quattro tipologie di intervento: 1) innalzamento della linea al rango C; 2) ottimizzazione della geometria delbinario; 3) rettifica di alcune curve nei tratti da Hône-Bard a Verrès e da Chatillon ad Aosta; 4) alcuni tratti di raddoppi selettivi o maggiori possibilità di incroci dinamici. Sappiamo che RFI, utilizzando fondi del Pnrr, ma anche del Contratto di Programma, intende intervenire anche presso le stazioni di Hône-Bard, di Nus e di Aosta. I lavori di elettrificazione lungo l’intera tratta ferroviaria richiederanno un lungo periodo di interruzione del servizio ferroviario, che costituirà indubbiamente un grave disagio per gli utenti, ma anche una occasione per concentrare e realizzare in condizioni ottimali i numerosi interventi che si debbono fare per ammodernare la ferrovia. Per questo abbiamo chiesto all’Assessore ai Trasporti quali saranno i tempi di aggiudicazione della gara e quando inizieranno i lavori; qual è il totale degli investimenti di RFI in Vda nei prossimi 4 anni; quali altriinterventi di miglioramento e velocizzazione della linea si potranno realizzare durante il periodo di chiusura; quale potenziamento della struttura assessorile che si occupa di ferrovia è stato previsto e come si intendemonitorare il progetto di elettrificazione. Sull’inizio dei lavori non è stata data una risposta precisa, si è fatto accenno a dicembre 2023 ma anche alla possibilità di andare oltre le festività natalizie; abbiamo replicato che non bisogna chiedere rinvii perché la scadenza del 2026 per la realizzazione dei lavori è tassativa. Sull’ammontare complessivo degli interventi l’Assessore ha parlato di circa 105 milioni, a cui però se ne devono aggiungere altri 36 che sono destinati alle stazioni. Un investimento molto significativo. Sugli interventi di infrastrutturazione complementarele risposte sono state piuttosto vaghe. L’Assessore tuttavia ha detto che è la Regione ha chiesto a RFI di approfittare della chiusura per una serie di interventi già previsti dal Programma strategico, su cui RFI ha evidenziato alcune difficoltà specialmente sui raddoppi selettivi. Per quanto riguarda la stazione di Aosta non ci sono state informazioni circa l’ampliamento del sottopasso, solo conferma dell’allungamento verso via Paravera. Sul potenziamento della struttura/servizio nessuna novità.
INTERPELLANZA: Intendimenti in merito alla revisione del progetto del punto di ristoro panoramico annessoalla nuova telecabina Pila-Couis (Erika, Chiara)
Siamo ritornare a parlare del mega ristorante in cima al Couis e con questa interpellanza di gennaio abbiamo chiestodi conoscere: dal punto di vista amministrativo, lo stato dell’arte rispetto al cronoprogramma previsto, comprensivo della documentazione e dei passaggi progettuali e non, per la realizzazione dell’opera sotto l’aspetto tecnico e la previsione della conclusione dell’iter; relativamente agli aspetti finanziari, se si è già a conoscenza dei costi aggiuntivi suddivisi per l’impianto e per il locale ristoro; le conclusioni dell’analisi commerciale riferite al modello di gestione e il canone del locale ricordando che quel locale non potrà essere aperto tutto il giorno e perarrivarci bisognerà tenere aperti 6 tronchi di telecabina; come si intende rivedere il progetto, anche alla luce della carenza idrica registrata nella conca di Pila. Erika nell’illustrazione ha quindi precisato che data la vetustàdell’interpellanza rispetto al cronoprogramma abbiamo appreso delle varie delibere dei consigli comunali permodificare gli ambiti inedificabili dei terreni sedi di frane, di una variante ai piani di zonizzazione acustica e l’approvazione dell’accordo di programma nelle rispettive assise, la consegna delle integrazioni chieste alla PilaSpa durante la conferenza dei servizi del 13/12/2022 relative all’aggiornamento della documentazione progettuale e ilsuccessivo benestare delle strutture competenti rispetto alle integrazioni richieste, la pubblicazione del bando di garafatto uscire dalla Pila il 23/01 e rettificato per ben tre volte e il 27 marzo 2023 l’approvazione dell’accordo di programma. Ha ricordato la mancanza del confronto richiesto e promesso dall’Assessore nel febbraio 2022. L’Assessore Bertschy nella sua risposta ha evidenziato di essere sempre disponibile ad approfondire in Commissione, ma che è compito dei Presidenti delle Commissioni convocarlo, ha confermato il cronoprogramma illustrato da Erika, ma non ha dato nessuna informazione in più rispetto alla realizzazione e ai costi rimandando ad una richiesta di accesso agli atti e ad un futuro intervento in assestamento per coprire i costi aggiuntivi.Rispetto al ristorante ha ribadito che lo stesso non sarà finanziato dalla Regione, ma dalla società Pila. Sullaquestione dell’acqua si sta valutando di realizzare un nuovo bacino, ma questa è una problematica che dovrà affrontare chi ha la responsabilità di gestire il territorio. Erika nella replica si è detta assolutamente insoddisfatta della risposta auspicando che il nuovo Presidente della quarta Commissione, Rosaire, a differenza del collega Grosjacques porti avanti l’impegno preso il 23 febbraio 2022. Ha ricordato che è inutile scaricare la questione del ristorante sulla Pila, società controllata da FINAOSTA S.p.A., che ne detiene una quota del 84,69% del capitalesociale. Rispetto ai costi continuiamo a non avere risposte. Mentre sull’acqua condivido che si tratta di gestione del territorio, ma evidenzio che in tutte le conferenze di servizio è emerso il problema anche dal sindaco Martinet. Peccato che oltre al mega ristorante il piano turistico prevede il ripristino del golf, il consiglio comunale di Gressan hadeliberato una variante al PRGC per permettere di aumentare di 150m fuori terra e 100 metri sotto la volumetria di bar e ristoranti sulle piste, permettendo anche i cambi di destinazione d’uso, il piano strategico della Pila prevede la costruzione di una mega RTA (residenza turistico alberghiera) e un laghetto nella parte bassa. Quindi dubito basti un piccolo bacino e il bacino di cui si parla dove prenderà l’acqua? Su quel territorio ci sono anche alpeggi che già l’anno scorso hanno desarpato prima.
INTERPELLANZA: Azioni poste in essere per scongiurare l’abolizione del servizio di autobus Aosta- Martigny (Chiara)
Il servizio di pullman tra Aosta e Martigny è cessato dal 1 gennaio 2023. Già nell’ultimo periodo il servizio era gestito solo dalla società svizzera TMR per pochissime corse, e non dalla società Arriva, come era accadutoprecedentemente. Nel tempo il servizio è stato progressivamente ridotto da tre a due corse settimanali, limitando di fatto la possibilità per i cittadini di usufruire dei mezzi pubblici per recarsi a Martigny, una possibilità ora del tutto preclusa. Allo stato attuale raggiungere Martigny con mezzi pubblici è possibile solo attraverso l’utilizzo di un pullman dilinea fino a Chamonix con successivo trasferimento in treno/autobus a Martigny, oppure tramite Flixbus Aosta-Ginevra e successivo trasferimento in treno/autobus a Martigny, con un forte aggravio di tempi e costi. La società TMR ha evidenziato l’interesse delle istituzioni pubbliche elvetiche per un ripristino del servizio, in collaborazione conl’amministrazione del Canton Valais e l’ufficio federale del turismo. Noi crediamo che anche la Regione Valle d’Aostadebba attivarsi al fine di ripristinare un servizio importante per cittadini e turisti. Per questo abbiamo chiesto: quali azioni ci sono state da parte dell’amministrazione nei confronti di ARRIVA e di TMR per scongiurarel’abolizione del servizio di autobus Aosta-Martigny; se si condivide la necessità di promuovere la mobilità frontaliera sostenibile e condivisa; se la Regione intende collaborare con il Canton Valais e l’Office Fédéral des Transports svizzero al fine di garantire un adeguato servizio di trasporto nell’interesse di entrambi i territori. L’Assessore ha risposto che la concessione per i trasporti transfrontalieri è ministeriale e la società Arriva considerato che la richiesta è bassa non ha chiesto il rinnovo. L’interesse per un trasporto pubblico ci potrebbeessere da parte della Regione, ma ci sono ora molte criticità, legate a vari motivi soprattutto la carenza di autisti. Pertanto occorre fare un ragionamentocomplessivo su tutto il trasporto con autobus che sarà molto complicato nel prossimo futuro, considerata la necessità di istituire il servizio sostitutivo del trasporto ferroviario.
INTERPELLANZA: Intendimenti circa le procedure da avviare a seguito della richiesta di rinnovoautorizzativo alla gestione della discarica di Pompiod (Erika, Chiara)
Con questa interpellanza volevamo conoscere gli esiti dei preliminari approfondimenti previsti nella dgr del17/10/2022 per la riqualificazione della discarica di Pompiod e quali siano le procedure che si intendono avviare rispetto alla richiesta di rinnovo avanzata dalla società Ulisse 2007 srl in data 7 marzo 2023 ed in particolare rispetto alle autorizzazioni e agli adempimenti riferiti al piano rifiuti e alle risultanze delle memorie del PM. L’Assessore Sapinet ha risposto che gli approfondimenti per sviluppare dal punto di vista turistico e culturale non sono conclusi, ma in questi sono stati coinvolte le strutture regionali e le amministrazioni. Successivamente la società e i portatori di interesse saranno coinvolti, ma non si pensa comunque di ampliare ad altri soggetti oltre a quelli previsti in delibera il confronto. In questa seconda fase saranno, da una parte valutate le ricadute turistiche e culturale e dall’altra la domanda di rinnovo che risulta essere del 27 febbraio 2020 e quindi precedente al piano, quindi deverifarsi alle norme del volume IV del piano rifiuti, ma rispetto a questa fattispecie. Dopo la chiusura degli approfondimenti si avvierà una conferenza di servizi per valutare come procedere. Erika ha evidenziato che lascadenza degli approfondimenti era prevista per il 17 marzo e ancora una volta siamo in ritardo. Come si può pensaredi valorizzare quel sito dal punto di vista turistico e culturale? Ma andiamo all”ultima richiesta di rinnovo e allecriticità presenti: 1)lo studio Zimatec dichiara una volumetria residua di 201.564 mc, dato già contestato nelle note del consulente tecnico della Procura in quanto trascurava nei calcoli i volumi di materiale riportato a seguito della prima messa in sicurezza; 2)nelle risultanze della memoria del PM si affermava testualmente che la discarica autorizzata nel 1998 “mostra tali diversità che si configurano in realtà come due impianti diversi o almeno come due lotti con caratteristiche diverse, e la nuova discarica o il nuovo lotto di fatto, avrebbe dovuto essere assoggettato alla VIA“; 3)sui codici EER ha cui ora si rinuncia sono solamente 3 sui 19 codici in deroga autorizzati, e rimangono 68 a fronte degli 8 della autorizzazione iniziale, tra cui troviamo codici già rilevati come non conformi e risultanticome depositati (100903 scorie di fusione con valori di concentrazione di antimonio superiori ai limiti; 100202 scorie non trattate e che presentavano valori di PH estremi; 190802 rifiuti da dissabbiamento non compatibili con autorizzazione; 170508 pietrisco da massicciata con presenza di amianto); 4)riteniamo non superate e nemmeno fatte oggetto di studio e relativa modifica, nessuna delle criticità evidenziate dalla Procura soprattutto tenuto conto delle duesuccessive opere di “messa in sicurezza” su quel sito. Non coinvolgere il comitato che ha fatto emergere tutte queste criticità continua ad essere per noi molto negativo, anche alla luce delle risposte date dall’Assessore.
INTERPELLANZA: Azioni volte a dare soluzioni ai problemi relativi all’elevato numero di accessi al ProntoSoccorso e alle attese del posto letto presso l’Ospedale Parini (Erika, Chiara)
Con questa interpellanza Erika ha chiesto i dati totali e per codice di priorità (bianchi, verdi, gialli e rossi) degli accessi al Pronto Soccorso dell’Ospedale Parini, il tempo medio di stazionamento in Pronto Soccorso in attesa del posto letto in reparto (con particolare riferimento al tempo massimo di ore che il paziente ha dovuto attendere) con il numero di allontanamenti volontari prima di essere visitati e il numero di posti letto chiusi attualmente presso l’Ospedale Parini. Nella risposta dell’Assessore Marzi viene evidenziato che crescono di circa un’ora i tempi di attesa in Pronto soccorso, pari 7 ore 45 in media per esser visitati. Tempi di attesa che fra gennaio e metà marzo hanno portato 657 persone a ritornare a casa senza essere visitati. Nei primi due mesi e mezzo del 2023 il Pronto soccorso di Aosta ha contato 7.843 accessi di cui 1974 accessi con codice bianco, 5065 con codice verde, 974 giallo e 130 rossi. Fra dicembre e gennaio è aumentato anche il numero dei posti letto chiusi, da 40 agli attuali 51 così suddivisi: 18 in neurologia, 18 in gastroenterologia, 5 in cardiologia, 6 in oncologia e 4 in otorinolaringoiatria. La risposta alle criticità del Pronto soccorso sta nel potenziamento della presenza sul territorio visto che ora solo 350assistiti risultano essere senza Medico di famiglia e nel reperimento di infermieri e oss da Variney e Perloz (strutture esternalizzate) e dal JB Festaz che presto chiuderà l’RSA e l’UAP per diventare ospedale di comunità. Erika nella risposta ha evidenziato la mancanza di strategia e il continuo riferirsi al territorio solo a parole visto che le USCA non sono state valorizzate, agli MMG sono stati aumentati i massimali fino a 1800 pazienti e si esternalizza per recuperare personale. Lo stesso uso smodato di medici a gettone in pronto soccorso fa sì che non vi sia continuità assistenziale e presa in carico dei pazienti.Spaventa il numero di allontanamenti volontari e anche rispetto ai dati c’è qualcosa che non torna. A me si sono rivolte molte persone che hanno aspettato ben oltre le 24 ore. E il fatto che non abbia fornito il dato riferito al tempo massimo forse la dice lunga.
INTERPELLANZA: Cronoprogramma dei lavori per l’edificazione dell’Ospedale di Comunità presso l’Azienda J.B.Festaz e analisi del futuro fabbisogno di personale (Erika, Chiara) e INTERPELLANZA: Aggiornamenti rispetto al cronoprogramma dei lavori dell’Ospedale di Comunità e incontri con i soggetti coinvolti (Erika)
Con questa interpellanza Erika ha chiesto il cronoprogramma dei lavori per l’edificazione dell’ospedale dicomunità presso il J.B. Festaz e il destino del personale (al fabbisogno, agli eventuali esuberi, all’eventuale utilizzo dello stesso e alla tipologia di contratto che verrà applicato); dove verranno allocati i pazienti presenti al momento dell’inizio dei lavori, con riguardo particolare per i pazienti nei posti letto UAP che sono pazienti anche in fase neurolologica e oncologica terminale e, allo stesso tempo, come si pensa di gestire il disagio sui malati dei reparti adiacenti, quali ad esempio il Nucleo Alzheimer che accoglie persone in fase di scompenso della malattia; se si prevedono incontri con le organizzazioni sindacali, il personale, i parenti dei pazienti, l’Associazione Alzheimer e le varie persone coinvolte per metterli a conoscenza e coinvolgerli nelle decisioni che si ripercuoteranno su di loro e se corrisponda al vero la dismissione della stanza finanziata in parte anche dal Rotary. L’Assessore Marzi in risposta ha riportato che l’attivazione dell’ospedale di Comunità è prevista a partire da gennaio 2025, in anticipo sulla data limite prescritta dal PNRR. Con riferimento al futuro fabbisogno di personale, la DGR 1609/22 recepisce gli standard minimi di personale per il funzionamento di un ospedale di comunità di 20 posti, ma questi valori possono andare anche oltre in relazione alla qualità infrastrutturale che verrà realizzata, alla competenza e alladisponibilità di risorse umane già presenti nell’azienda, evitando quindi esuberi. L’Assessorato, il Festaz e l’USL stanno cercando le migliori soluzioni possibili per spostare il personale, che rimarrà in forza all’azienda JB Festaz anche durante tutta la fase di realizzazione dell’ospedale di Comunità, al Parini, affinché possano lavorare tutte insieme e poi ritornare nella struttura del JB Festaz completamente rinnovata e adeguata. Con riferimento all’ipotesi diriconoscimento del Festaz quale Ente del comparto unico regionale, informo che abbiamo deciso di dare avvio alla riforma della legge regionale 34 del 2004 che disciplina l’Ente. Per i pazienti si prevede il trasferimento nella struttura di Variney. Si è già tenuto un primo incontro congiunto tra le organizzazioni sindacali e l’assessore alla sanità e il presidente del JB Festaz, del direttore generale dell’USL e altri ne seguiranno secondo le esigenze legate aglisviluppi dell’iter. La stanza multisensoriale ove allocare anche la fornitura donata dal Rotary, ad oggi non ancora realizzata, troverà collocazione opportuna all’interno del servizio dedicato al trattamento delle demenze chel’azienda Festaz amplierà in relazione alle esigenze manifestate dall’USL. Chiudendo l’Assessore ha poi evidenziatoche non si poteva fare una sorta di minestrone nel parlare dell’ospedale di Comunità e del Parini. Erika nella replica ha rilevato come ancora una volta non si era risposto alle domande fatte e come minimo nel cronoprogramma andrebbe indicata la data di inizio lavori. Pensare che parlando di ospedale di comunità e dell’ospedale si sta facendo un minestrone significa non capire nulla. Ospedale, OdC, Case di Comunità, Rsa, … stanno tutti nella riorganizzazione sanitaria e non viaggiano a compartimenti stagni. Il piano del benessere e della salute fermo in commissione infatti tratta tutte le strutture. Molto vaga anche la risposta sul trasferimento dei pazienti dell’RSA edell’UAP (unità di assistenza prolungata) e proprio su questi ultimi, vista la delicatezza del trasferimento e l’intensità di cura che necessitano, mi chiedo come possa esserci una risposta dalla struttura di Variney, il cui affidamentodell’assistenza infermieristica e di supporto sta nel codice di attività R2, mentre i pazienti in UAP appartengono al codice R1. Sul personale conferma non vi siano stati incontri formali con i sindacati, ma discussioni con “alcuni” operatori che le hanno chiesto un incontro. Non capisco quindi da dove esca l’idea della priorità dello spostamento in blocco. Non avrebbe più senso valorizzare l’enorme bagaglio professionale di queste persone e valutare insieme a loro e alle parti sindacali la miglior collocazione? È dal 2010 che si parla di esternalizzazione del JB Festaz, minaccia peraltro paventata anche nel 2019 per la struttura di Variney se non fosse diventata una RSA e ora che è unaRSA è stata esternalizzata comunque. Non vorrei avvenisse la stessa cosa per l’OdC, visto che gli standard minimi approvati dallagiunta non garantiscono il rientro in sede del personale.
MOZIONE: Impegno ad approfondire il tema della rappresentanza di genere nella composizione della Giuntaregionale attraverso un parere dell’Avvocatura e audizioni in commissione (Chiara, Erika)
L’Assemblea ha respinto con 33 voti di astensione e 2 a favore, la mozione che chiedeva di approfondire il tema della rappresentanza di genere con l’acquisizione del parere dell’Avvocatura regionale e l’audizione della professoressa Anna Maria Poggi, ordinaria di diritto costituzionale dell’Università di Torino. Sull’elezione di questo Governo tutto al maschile, che è un caso unico nel nostro Paese, si sono levate molte voci. Tra queste, quella della professoressaPoggi, ordinaria di diritto costituzionale, che ha affermato che l’attuale composizione di questa Giunta è in contrasto con il principio costituzionale della ricerca della parità di genere e che sussisterebbe un vizio di legittimità nell’attuale composizione del Governo valdostano. In materia di parità di genere le Regioni, anche quellea Statuto speciale, sono tenute al rispetto degli articoli 3, 51 e 117 della Costituzione. L’obiezione secondo cui, nonessendoci donne in maggioranza, non è possibile avere una Giunta con una presenza femminile è del tutto inconsistente poiché si può ricorrere alla nomina di un’Assessora tecnica, rimuovendo gli ostacoli alla rappresentanza digenere così come previsto dalla Costituzione. La questione è di notevole importanza e necessita di approfondimenti. La riforma della legge elettorale e della preferenza di genere è sicuramente da affrontare, ma la scelta di nominare una donna in Giunta poteva e doveva essere fatta. Ma per farlo un uomo doveva rinunciare alla sua poltrona: questorisulta pressoché impossibile. Il Presidente Testolin ha sostenuto la legittimità della Giunta e ha fatto unaaffermazione del tutto sbagliata: secondo lui la mancata presenza di genere è frutto dell’attuale legge elettorale che ha optato per la preferenza unica. Non è così e lo dimostrano sia lo Statuto speciale sia la storia del Consiglio Valle: eleggere una assessora tecnica è previsto dalla legge statutaria e ciò è avvenuto in passato. Il Presidente ha poi concluso il suo intervento con una battuta grossolana e di pessimo gusto sull’operato di Chiara in Giunta. Come spesso gli accade quando non ha argomenti validi per ribattere, sposta la questione sul personale, cosa che di certo nonsi addice ad un buon Presidente. Ma non avevamo speranza che lo fosse.
MOZIONE: Impegno a valutare i dati relativi all’utilizzo del servizio di trasporto pubblico notturno Aosta- Pont-Saint-Martin al fine di organizzare un servizio più razionale e mirato (Chiara, Erika)
La mozione è stata respinta con 31 voti di astensione e 2 favorevoli. Si chiedeva al Governo regionale di ripristinare e riorganizzare il servizio di trasporto pubblico notturno Aosta/Pont-Saint-Martin. Chiara,nell’illustrazione del testo ha sottolineato che dopo tre anni di sperimentazione, questo servizio è statoimprovvisamente sospeso a dicembre 2022, nonostante il mese precedente il Governo avesse preso la decisione di stabilizzarlo, stanziando quasi 300mila euro. La motivazione sarebbe legata a una richiesta specifica del gestore motivata dalla criticità della mancanza di autisti e della sicurezza di alcune corse. Ad una nostra specifica richiesta era emerso che il servizio era solo sospeso ma non si hanno notizie in merito alla sua riattivazione. Lungo tutto il 2022 abbiamo chiesto di razionalizzare il trasporto notturno, che era previsto 7 giorni su 7, con corse che non eranofrequentate e giornate in cui gli utenti erano pressoché pari a zero. Riteniamo che siano quindi da rivederesignificativamente le sue modalità (frequenza, orari, introduzione del pagamento del biglietto) per meglio rispondere alle esigenze manifestate soprattutto dai giovani e dalle loro famiglie oltre che da coloro che loutilizzano per motivi di lavoro. Le criticità legate alla mancanza degli autisti sono un problema che già si conosceva eche avevamo evidenziato già un anno fa, ma non è l’unico aspetto da prendere in considerazione per la riprogrammazione: ci sono anche le possibili alternative al servizio di linea, quali l’utilizzo dei noleggi con conducente (NCC), il superamento della gratuità, la razionalizzazione di giorni e orari.» L’Assessore ai trasporti ha dichiarato che l’obiettivo è quello di riavviare il servizio, quando e come non lo abbiamo capito. L’intenzionecomunque è di stabilizzare le corse notturne Aosta/Pont-Saint-Martin, “omogeneizzandole con tutti gli altri servizi chesono in fase di riorganizzazione anche alla luce dei futuri lavori di elettrificazione della ferrovia Aosta/Ivrea e dell’introduzione di servizi sostitutivi di autobus”. Nulla ha detto l’assessore circa l’esame dei dati e del questionariosomministrato lo scorso anno sull’utilizzo delle corse e sulla necessità di una loro razionalizzazione e di unripensamento del servizio per renderlo più efficace. Non ha voluto prendere in considerazione la mozione, ma ha accettato una risoluzione proposta dalla Lega, da lui emendata, con un impegno decisamente più vago e discarsa consistenza, in cui si afferma che al termine di un approfondimento non meglio definito si potrà,eventualmente, riprendere il servizio… Approfondire, studiare, decidere di organizzare servizi in modo più oculato,anche da un punto di vista del risparmio economico, non è un obiettivo che la maggioranza, e non solo, condivide.
MOZIONE: Avvio di un gruppo di lavoro tra Celva e Regione propedeutico all’individuazione di modalità disviluppo delle CER e alla stesura della legge regionale (Chiara, Erika)
Il Consiglio ha approvato all’unanimità la mozione emendata in accordo con l’Assessore, con cui si impegna laGiunta regionale alla costituzione di un gruppo di lavoro coordinato dall’Assessore competente e aperto agliamministratori comunali, per un confronto che accompagni l’iter di elaborazione in Commissione dellanormativa regionale sulle Comunità di energia rinnovabile. Richiamando i due progetti di legge, di cui uno di PCP e l’altro della Giunta, riguardanti lo sviluppo delle Comunità di energia rinnovabile all’attenzione della quarta Commissione e su cui il Presidente della Commissione ha evidenziato la volontà di lavorare in maniera condivisa, Chiara ha rilevato la necessità di prepararsi all’applicazione della normativa europea e italiana per una piena ediffusa realizzazione delle Comunità energetiche e dei gruppi di autoconsumo. Per fare ciò è necessario un ruolo attivo dei Comuni in collaborazione con l’Amministrazione regionale attraverso un gruppo di lavoro provvisorioin attesa dell’istituzione di un tavolo tecnico che sarà formalizzato nella legge regionale sulle CER in itinere. Alcuni Comuni si sono già mossi per cogliere questa opportunità e potranno condividere delle riflessioni, delle proposte e dei dubbi che potranno sorgere all’interno di questo percorso. L’Assessore allo sviluppo economico ha affermato che questo tema non è di bandiera ma è strategico, anche se per ora crea troppe aspettative. Il Consorzio degli enti locali interpellato dall’Assessore si è detto disponibile a collaborare, ad avviare una fase di studio in attesa deidecreti attuativi. Per la Giunta “non c’è nessun problema ad arrivare ad un testo di legge condiviso tra le varie proposte” ha detto l’Assessore da approvare dopo la restituzione del decreto attuativo, per definire la norma in particolare sulleregole in materia di incentivi e di doppio finanziamento. Il consigliere Aggravi ha chiesto all’Assessore che a questogruppo di lavoro possano partecipare in qualità di uditori anche i consiglieri regionali.
MOZIONE: Definizione delle iniziative da intraprendere riguardo al condominio The Stone di Valtournenche (Chiara, Erika)
È stata respinta, con 21 astensioni e 2 voti a favore – la Lega non ha partecipato al voto, con atteggiamento piuttosto pilatesco -, la mozione che chiedeva un esame minuzioso delle caratteristiche del progetto “The Stone” al Breuil e di definire rapidamente, anche di intesa con il Comune di Valtournenche, tutte le iniziative per evitare larealizzazione dell’opera nei termini del progetto attuale e a ricondurla a dimensioni più rispettose e attente ad un migliore inserimento nel contesto edilizio, riferendo entro 15 giorni alla Commissione competente gli esiti di taliimpegni. Chiara ha evidenziato che l’edificio progettato (con un’altezza di ben 30 metri per 9 piani) sarà costruito al posto di un hôtel di 4 piani che verrà demolito. Il cambio di destinazione d’uso da albergo a edificio a utilizzoabitativo – sul quale è stata chiesta una verifica – e la richiesta di un parere legale da parte del Comune hanno portato alla sospensione dell’iter. La scelta di costruire un edificio a scopo esclusivamente abitativo non rientra in un’ottica di sviluppo adeguato dal punto di vista ambientale, economico e turistico di quella località, già pesantemente urbanizzata. La terza Commissione ha effettuato alcune audizioni in merito, dalle quali è emerso il parere positivo espresso dalla Soprintendenza dei beni culturali, sia rispetto alla normativa vigente sia riguardo al contesto in cui è inserita l’opera che non sarebbe in contrasto con il paesaggio. Questo parere ci ha lasciate perplesse, anche perché pare che questa opera non resterebbe un unicum, ma sarebbe un caso-scuola: potremmo quindi a breveconfrontarci con altre situazioni simili. La nostra Regione ha competenza primaria in materia urbanistica e ditutela del paesaggio e deve quindi svolgere un ruolo di vigilanza attiva. Noi crediamo che un approfondimentoulteriore vada fatto. L’Assessore alle opere pubbliche ha detto che “l’intervento non ha ancora ottenuto il titolo abitativo: il rilascio di costruire è in capo al Comune, mentre la Regione non ha titolo ad intervenire in questopercorso, a parte il parere richiesto alla Soprintendenza ai beni culturali. Più che evitare la realizzazione di un’operaspecifica, occorre fare una riflessione politica e decidere sugli strumenti normativi e programmatori riguardo atutto il patrimonio edilizio valdostano con riflessioni da fare anche in merito ai grandi volumi e al risparmio del suolo. Chiedo quindi il ritiro, in caso contrario ci asterremo.» Avrebbe quindi potuto proporre di emendare la mozione, che chiedeva proprio di avviare un esame minuzioso del progetto oggi in discussione, su cui c’è un parere positivo della Soprintendenza regionale, e di interloquire con il comune diValtournenche…, ma non lo ha fatto e la mozione non è passata.
MOZIONE: Impegno al vice presidente della V commissione a concludere l’iter di esame del Piano triennaledegli interventi sulla violenza di genere (Erika, Chiara) RITIRATA
RISOLUZIONE: Ricognizione normativa degli istituti di partecipazione popolare
Abbiamo votato contro a questa risoluzione dei gruppi Federalisti Progressisti – Partito Democratico, Pourl’Autonomie, Alliance Valdôtaine – VdA-Unie, Lega VdA, Union Valdôtaine, Forza Italia, Stella Alpina e Misto,depositata durante il Consiglio di gennaio che ha affossato la richiesta di referendum consultivo sulla Riformaelettorale. L’obiettivo dichiarato era quello di avviare in prima Commissione consiliare “un’attività diricognizione e approfondimento della disciplina in materia di istituti di partecipazione popolare e delle relative criticità, in vista della predisposizione – in un congruo periodo di tempo – di una proposta di legge diretta al suoperfezionamento, con particolare riguardo ad una più chiara tipizzazione dei vari strumenti partecipativi e alrelativo coordinamento procedurale e sostanziale“. Invece dietro questo testo, a nostro avviso, c’è da parte di varifirmatari un intento di modifica in senso restrittivo delle forme di partecipazione diretta all’attività politica eamministrativa. Chiara è intervenuta sottolineando come la legge in questione, la 19/2003, è una norma efficace citata dai costituzionalisti come un esempio e che ha permesso alla popolazione valdostana di incidere sutematiche importanti. Ad esempio con il referendum sul pirogassificatore nel 2012, che ha evitato la costruzione di un impianto dannoso per la Valle, ma anche con la proposta di quello sulla ferrovia valdostana, che ha permesso l’approvazione della legge 22/2016 che ha dato avvio all’elettrificazione della tratta Aosta/Ivrea. Due esempi che confermano in toto come questa legge abbia avuto un ruolo politico rilevante. È una legge che però ha dei nemici come si è visto chiaramente in occasione della bocciatura del referendum consultivo sulla riforma della legge elettorale, quando si è arrivati a definirla una legge pericolosa, che limita il potere dei Consiglieri regionali. Abbiamo quindivotato contro una iniziativa nata proprio dal rifiuto al referendum, un atteggiamento di aberrazione dal punto di vista autonomistico e della partecipazione popolare. Dietro le belle parole del testo c’è una sostanza di negatività preoccupante.
INTERROGAZIONE: Notizie in merito all’annullamento del viaggio di alcune classi di istituzioni scolastichevaldostane a Milano il 21 aprile per la manifestazione di Libera (Chiara, Erika)
Con questa interrogazione abbiamo posto l’attenzione sulla mancata partecipazione di alcune classi delle scuole valdostane alla 28a edizione della Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti dellemafie, le cui manifestazioni si sono tenute a Milano il 21 marzo. Circa 200 alunni valdostani e i loro docenti (inparticolare delle scuole “Martinet”, “Lexert”, “Mont Rose A” e “Manzetti”) non hanno potuto prendere parte a questo evento e una parte delle famiglie è stata informata solo il giorno prima (il 20 marzo) tramite registro elettronico dell’annullamento del viaggio per ragioni logistiche. Abbiamo chiesto quali erano le ditte incaricate del trasporto e quali le motivazioni addotte per la cancellazione del trasporto con i relativi tempi di comunicazione; quale società di trasporti ha effettuato il servizio per conto del Liceo Bérard e dell’Istituzione scolastica Corrado Gex, che si sono organizzate autonomamente e che sono riuscite a fare il viaggio; se nel provvedimento di affido del servizioerano state previste delle penali in caso di mancato svolgimento e se siano state quindi applicate. L’Assessore al sistema educativo ha in sostanza confermato l’annullamento e ha dato una lunga spiegazione dei fatti, sottolineando come ci siano state varie interlocuzioni tra la Sovrintendenza e Libera VdA, da novembre fino ai giorni precedenti il 21 marzo, e come si sia cercato di risolvere il problema (che è legato soprattutto alla carenza di autisti) anche rivolgendosi a ditte fuori Valle e chiedendo il supporto di mezzi dell’esercito. Ha poi fornito i dati sulle ditte coinvolte e ha affermato che non ci sono state penali in quanto sono cambiate, in itinere, le modalitàorganizzative. Chiara in replica ha sottolineato come i ragazzi che per vari mesi hanno lavorato ad un’attività didattica di alto valore civico formativo, abbiano purtroppo dovuto rinunciare all’evento finale. La proposta è arrivata da Libera anovembre per una manifestazione organizzata per il mese di marzo. A dispetto degli spostamenti di orari e di parcheggi, che effettivamente ci sono stati, la soluzione ultima aveva però portato all’individuazione di unparcheggio più vicino che avrebbe potuto consentire di limitare l’orario degli autisti. Oppure si sarebbe potutorientrare prima. I margini dunque c’erano ancora. Non c’è stata negligenza da parte dell’Assessorato, ma neanche un’efficacia nella comunicazione. Sul palco della manifestazione di Milano è stato detto che gli studenti valdostani non avevano potuto presenziare all’evento perché non erano stati messi a loro disposizione i bus: dispiace per l’immagine che ne è derivata per la Regione. Solo grazie alla sensibilità di Don Ciotti, che si è offerto di venire a incontrare i nostri studenti ad Aosta si è potuto recuperare, almeno in parte, il senso della condivisione e della coralità. Ma c’è un epilogo: il trasporto degli alunni che sono saliti in treno da Pont-Saint-Martin non è stato a carico della Regione, come ci si sarebbe aspettati. I 210 euro del viaggio sono stati pagati da Libera nazionale! Equesto è sconcertante.
Il prossimo Consiglio è fissato per il 19 e 20 aprile.