Torniamo sulla vicenda “The Stone”, il progetto che prevede la trasformazione di un modesto albergo di 4 piani al centro del Breuil in un enorme condominio di 9 piani e oltre trenta metri di altezza.
Ne avevamo parlato in un Post di metà marzo perché si tratta di una struttura decisamente impattante per le sue dimensioni e configurazioni. Il fatto che la conca del Breuil abbia subito una edificazione selvaggia e, per lo più di bassa qualità non giustifica ulteriori interventi invasivi che aggraverebbero ancor più la situazione.
Nelle scorse settimane è emerso che anche il progetto The Stone rientra nell’indagine aperta dalla Procura di Aosta nei confronti del titolare della Società Vico, promotrice del citato progetto al Breuil, e dell’ex membro esperto della Commissione edilizia di Valtournenche. Una indagine di cui seguiremo gli sviluppi, ma che aggiunge ulteriori elementi di preoccupazione rispetto alla vicenda.
Sempre nei giorni scorsi si è appreso che il Comune di Valtournenche ha affidato a due professionisti, uno di Aosta ed uno di Milano, un approfondimento rispetto alla compatibilità del progetto con la normativa regionale in materia di edificazione.
Purtroppo va evidenziato che tale normativa, a partire dalla cosiddetta “legge casa”, ha di fatto compresso la possibilità da parte dei Comuni di valutare l’opportunità e validità dei progetti di demolizione e costruzione, assegnando un aumento volumetrico discutibile nelle entità e modalità di autorizzazione. I Comuni si vengono a trovare a corto di strumenti, come sta emergendo nel caso The Stone, ma anche nel caso del Palazzo progettato all’Arco d’Augusto, con una tipologia poco rispettosa del contesto.
La revisione della normativa regionale è urgente.